Babele. Keisuke Matsuoka alla Galleria d’Arte Faber — dal 10 ottobre 2026 al 16 gennaio 2027
Babele, la mostra personale dello scultore giapponese Keisuke Matsuoka, è aperta dal 10 ottobre 2026 al 16 gennaio 2027 alla galleria d'arte FABER, in via dei Banchi Vecchi 31, nel centro storico di Roma, tra Campo de' Fiori, piazza Navona e via Giulia. La galleria è aperta dal martedì al sabato dalle 10 alle 19; la domenica si visita su appuntamento. Via dei Banchi Vecchi si raggiunge con gli autobus che percorrono corso Vittorio Emanuele II e il Lungotevere, tra cui le linee 40, 46, 62, 64 e 916, e a piedi da piazza Navona, da Campo de' Fiori e da Castel Sant'Angelo in dieci minuti. Per informazioni sulla visita il riferimento è la galleria, al telefono 06 68808624 o sul sito della galleria d'arte FABER, dove sono pubblicati orari e aggiornamenti.
Babele di Keisuke Matsuoka: date, orari e luogo
Babele di Keisuke Matsuoka è una mostra personale di scultura che apre sabato 10 ottobre 2026 e chiude sabato 16 gennaio 2027 alla galleria d'arte FABER, con orario dal martedì al sabato dalle 10 alle 19 e la domenica su appuntamento.
Tre mesi abbondanti
La mostra resta aperta per più di tre mesi, attraversando l'autunno romano e le feste di Natale. È un tempo lungo per una galleria privata, e permette di tornarci: una seconda visita, a distanza di qualche settimana, aiuta a vedere le sculture con occhi diversi.
Gli orari
La galleria indica un'apertura dal martedì al sabato, dalle 10 alle 19. La domenica si entra solo su appuntamento; il lunedì la galleria non è indicata tra i giorni di apertura. Nei giorni di festa conviene telefonare prima.
I contatti
La galleria d'arte FABER risponde al numero 06 68808624 e all'indirizzo info@galleriadartefaber.com. È presente anche sui principali social network, dove pubblica aggiornamenti sulle mostre.
Babele: che cosa si vede nella mostra di Keisuke Matsuoka
Babele presenta l'evoluzione della ricerca di Keisuke Matsuoka dopo la mostra al Mattatoio di Roma dell'inverno 2025/26: sculture in legno, metalli, ceramiche e inedite cere rosse, disposte ora come opere singole ora in serie, con interventi a parete.
Dopo il Mattatoio
La galleria presenta Babele come il seguito dell'esposizione che Matsuoka ha tenuto negli spazi del Mattatoio di Roma nell'inverno 2025/26. L'obiettivo dichiarato è mostrare come si è evoluta la ricerca dello scultore: un lavoro in continua trasformazione, che conserva però una coerenza rigorosa. Chi ha visto la mostra al Mattatoio troverà qui il capitolo successivo.
I materiali
Le opere riassumono la varietà delle sperimentazioni di Matsuoka: legno, metalli, ceramiche e, per la prima volta, cere rosse. Nella presentazione della mostra i materiali non sono solo mezzi tecnici: sono i codici di un linguaggio condiviso con cui l'artista articola nozioni antropologiche, morfologiche, genetiche e spirituali. Le cere rosse sono la novità da cercare con lo sguardo.
L'allestimento
Il percorso mette in risalto gli aspetti drammatici e quelli più lirici della poetica dell'artista. A volte isola una singola scultura, a volte raggruppa le opere in serie compositive, e in alcuni punti sorprende con quelle che la galleria chiama graffianti esplosioni a parete. È un allestimento che chiede al visitatore di muoversi, di girare intorno alle opere, di tornare indietro.
Il titolo: la Torre di Babele secondo Matsuoka
Il titolo Babele ribalta il mito biblico della torre: per Matsuoka la scultura è una lingua comune, capace di individuare i fili che uniscono tutti gli esseri umani, non la causa della loro divisione.
Il mito rovesciato
Nel racconto della Genesi la Torre di Babele è il luogo in cui gli uomini, parlando una sola lingua, provano a toccare il cielo, e vengono puniti con la confusione delle lingue. Matsuoka parte da qui, ma rovescia la lettura: se la scultura è un linguaggio che tutti possono capire, allora è un tentativo di ricostruire ciò che Babele ha diviso.
Costruzione e distruzione
La presentazione della mostra indica nel concetto di costruzione e distruzione il fulcro di tutta l'opera di Matsuoka. Lo studio del linguaggio che ci accomuna e insieme ci divide come specie richiama proprio quel movimento: si costruisce una torre, la si vede crollare, si ricomincia. Le sculture ne portano il segno nella materia.
Due domande semplici
Tutta la ricerca di Matsuoka, secondo la galleria, nasce da due domande: che cos'è l'essere umano, e che cos'è la scultura. Da lì l'artista cerca i punti di contatto che legano ogni individuo, fino a delineare una figura di uomo universale. Il rapporto con l'idea di scultura contemporanea è il vero tema della mostra.
Chi è Keisuke Matsuoka: biografia dello scultore
Keisuke Matsuoka è uno scultore giapponese nato nel 1980 nella prefettura di Miyagi, laureato e specializzato in scultura alla Tohoku University of Art and Design di Yamagata nel 2005; ha vissuto e lavorato a Roma fino al 2017 ed espone in musei e gallerie in Giappone e in Italia dal 2002.
La formazione
Matsuoka si laurea e si specializza in scultura nel 2005 alla Tohoku University of Art and Design, a Yamagata. La sua ricerca, fin dall'inizio, si concentra su una riflessione antropologica, sviluppata attraverso tecniche scultoree sempre diverse e personali.
Le borse di studio all'estero
Nel 2013 ottiene la borsa di studio dell'Agenzia per gli affari culturali del governo giapponese, il programma Fellowship of Overseas Study Program for Artists, che lo porta negli Stati Uniti tra il 2013 e il 2014. Nel 2016 riceve una seconda borsa, quella del programma di studio all'estero della Pola Art Foundation, e vive e lavora a Roma fino al 2017.
Musei e gallerie
Dal 2002 espone in musei pubblici giapponesi: il Rias Ark Museum of Art di Miyagi, il National Art Center di Tokyo, l'Asago Art Village Museum, il Museum of Modern Art di Gunma. Tra le gallerie private figurano Space S, INAX gallery 2, galleria grafica bis, Gallery Yamaguchi, PROMO-ARTE Project Gallery, Gallery and Space AGITT a Tokyo, e la galleria d'arte FABER a Roma.
Gli anni recenti
Nel 2019 partecipa ad Art Fair Tokyo, al Tokyo International Forum, e nello stesso anno espone al Pola Museum Annex di Tokyo. Nel 2022 presenta il progetto Refugees alla galleria d'arte FABER e alla fiera Roma Arte in Nuvola. Sempre nel 2022 vince la decima edizione dell'Asago Art Competition e installa la scultura a tree of elephant all'Asago Art Village Museum.
Il rapporto con FABER
Babele è la terza personale di Matsuoka alla galleria d'arte FABER, dopo Trasmutazioni nel 2017 e Refugees nel 2022. Un rapporto lungo quasi dieci anni, che racconta bene il modo di lavorare della galleria: seguire pochi artisti nel tempo, mostra dopo mostra.
Trasmutazioni, Refugees, Babele: le tre mostre di Matsuoka da FABER
Le tre personali di Keisuke Matsuoka alla galleria d'arte FABER, nel 2017, nel 2022 e ora nel 2026, segnano tre tappe di una ricerca che si muove dalla trasformazione della materia alla condizione umana.
Trasmutazioni, 2017
Trasmutazioni è la prima mostra di Matsuoka da FABER, nel 2017, l'anno in cui si chiude il suo periodo romano legato alla borsa della Pola Art Foundation. Il titolo parla già di materia che cambia stato, un tema che ritorna in tutto il lavoro successivo.
Refugees, 2022
Refugees, presentato nel 2022 alla galleria e alla fiera Roma Arte in Nuvola all'EUR, sposta l'attenzione sulla condizione umana contemporanea. Lo stesso anno Matsuoka vince l'Asago Art Competition in Giappone: un anno di passaggio tra Italia e Giappone.
Babele, 2026
Babele arriva dopo il Mattatoio e mette insieme i fili: la materia che si trasforma, l'uomo che cerca un linguaggio comune. A nostro giudizio è la mostra della maturità, quella in cui le domande di partenza trovano una forma riconoscibile.
La galleria d'arte FABER: storia della sede di Babele
La galleria d'arte FABER è stata fondata nel 2013 da Cristian Porretta e ha sede in via dei Banchi Vecchi 31, nel centro storico di Roma; si occupa di arte contemporanea e segue un gruppo ristretto di artisti.
Il nome
Faber, in latino, è l'artigiano, colui che plasma la materia. La galleria spiega il nome come la capacità di plasmare con pazienza ogni progetto espositivo, e come l'attitudine a costruire rapporti di fiducia con gli artisti e con i collezionisti. Per una galleria che espone uno scultore del legno e della cera, la scelta suona appropriata.
Gli artisti
Tra gli artisti della galleria figurano Roberto Ghezzi, Valerio Giacone, Manuela Giusto, Koro Ihara, Keisuke Matsuoka e Giulia Spernazza. Un gruppo piccolo, con una presenza giapponese significativa, coerente con l'idea di un gruppo di ricerca dichiarata dalla galleria.
Lo spazio
La galleria si trova in via dei Banchi Vecchi, una delle strade storiche del centro, al confine del rione Ponte. Come quasi tutte le gallerie del centro è uno spazio raccolto: le sculture vanno viste da vicino, con calma, girandoci intorno.
Via dei Banchi Vecchi: la strada della galleria di Babele
Via dei Banchi Vecchi è una strada di circa 280 metri che va da corso Vittorio Emanuele II a vicolo del Malpasso, tra i rioni Ponte, Parione e Regola; il nome ricorda i banchi di credito che vi operavano nel Quattrocento.
La via dei banchieri
Nel Quattrocento la strada era parte di un grande asse commerciale, la via Mercatoria, insieme a via del Pellegrino e via dei Giubbonari. Qui avevano sede i banchi di credito, e per un breve periodo, nella prima metà del secolo, anche la Zecca, nel palazzo che poi diventò Palazzo Sforza Cesarini, acquistato da Rodrigo Borgia. Quando nel Cinquecento la Zecca si trasferì, la strada vicina fu chiamata dei Banchi Nuovi, e questa divenne dei Banchi Vecchi.
Le chiese e i palazzi
Lungo la via si trovano Santa Lucia del Gonfalone, Santo Stefano in Piscinula, Santa Maria della Purificazione in Banchi, Casa Crivelli, il Palazzetto del Vescovo di Cervia e Palazzo Sforza Cesarini. Poco distante, in via del Gonfalone, c'è l'Oratorio del Gonfalone, con uno dei cicli di affreschi manieristi più belli di Roma.
L'età antica
Secondo Rodolfo Lanciani, in età romana la strada ricalcava tratti della via Triumphalis e dei portici che collegavano il Campo Marzio al Tevere. Camminando sui sampietrini di via dei Banchi Vecchi si segue un tracciato di duemila anni.
Come arrivare alla galleria d'arte FABER per Babele
La galleria d'arte FABER, in via dei Banchi Vecchi 31, si raggiunge con gli autobus di corso Vittorio Emanuele II e del Lungotevere e a piedi da piazza Navona, Campo de' Fiori e Castel Sant'Angelo.
In autobus
Le linee 40 e 64 collegano la zona con Termini e piazza Venezia; il 46, il 62 e il 916 percorrono corso Vittorio Emanuele II; il 280 corre lungo il Lungotevere. Dalle fermate di corso Vittorio si raggiunge via dei Banchi Vecchi in pochi minuti a piedi.
A piedi
Da Campo de' Fiori si arriva in cinque minuti, passando per via del Pellegrino. Da piazza Navona ci vogliono circa dieci minuti, attraversando corso Vittorio. Da Castel Sant'Angelo, attraversando il ponte e scendendo verso via dei Banchi Nuovi, un quarto d'ora.
In metropolitana
La metropolitana non arriva in questa parte del centro storico. Le stazioni più vicine della linea A sono in Prati, oltre il Tevere, a una ventina di minuti a piedi: per chi arriva da lontano conviene combinare metro e autobus.
In auto
La zona è dentro la ZTL del centro storico. I parcheggi più semplici sono sul Lungotevere, quando si trovano posti, o nelle strutture a pagamento vicino a Castel Sant'Angelo e al Gianicolo. Il consiglio resta quello dei mezzi o delle gambe.
Cosa vedere intorno a via dei Banchi Vecchi
Intorno alla galleria d'arte FABER si concentrano alcuni dei luoghi più belli della Roma rinascimentale e barocca: la Chiesa Nuova, via Giulia, Santa Maria della Pace, il Palazzo della Cancelleria e Campo de' Fiori.
La Chiesa Nuova
Su corso Vittorio, a due passi dalla galleria, si trova Santa Maria in Vallicella, la Chiesa Nuova di San Filippo Neri, con accanto il complesso borrominiano dei Filippini e la Biblioteca Vallicelliana.
Via Giulia
Parallela ai Banchi Vecchi, verso il Tevere, corre via Giulia, aperta da Giulio II all'inizio del Cinquecento. Lungo il suo percorso ospita palazzi rinascimentali, chiese e diverse gallerie d'arte: un giro di gallerie tra via Giulia e i Banchi è una delle passeggiate migliori del centro.
Santa Maria della Pace e il Chiostro del Bramante
Verso piazza Navona si arriva a Santa Maria della Pace e al Chiostro del Bramante, che ospita mostre temporanee. È un abbinamento naturale con Babele: dal contemporaneo di una piccola galleria al Rinascimento del Bramante in cinque minuti.
Il Palazzo della Cancelleria
Il Palazzo della Cancelleria, su corso Vittorio, è uno dei grandi palazzi del primo Rinascimento romano. Il nome di via dei Banchi Vecchi è legato anche alla Cancelleria Vecchia, l'attuale Palazzo Sforza Cesarini, prima sede della Cancelleria apostolica.
Dove mangiare vicino alla galleria d'arte FABER
Via dei Banchi Vecchi e le strade intorno, via del Governo Vecchio, via del Pellegrino, Campo de' Fiori, offrono enoteche, trattorie romane, pizzerie e bistrot, adatti sia a un pranzo sia a un aperitivo dopo la galleria.
L'aperitivo
Alle sette, quando la galleria chiude, la zona dei Banchi si anima: le enoteche e i piccoli bar della via e dei vicoli vicini sono la scelta più naturale per un bicchiere dopo la visita.
Il pranzo e la cena
Per un pasto seduti, le trattorie tra via del Governo Vecchio e Campo de' Fiori sono a pochi minuti. Il consiglio: allontanatevi di cento metri dalle piazze principali e si mangia meglio, spendendo meno.
Come organizzare la visita a Babele di Keisuke Matsuoka
Per Babele alla galleria d'arte FABER bastano da mezz'ora a un'ora, e la visita si inserisce bene in una passeggiata tra Campo de' Fiori, via Giulia e piazza Navona, dal martedì al sabato tra le 10 e le 19.
Il momento migliore
Le ore meno affollate sono quelle della tarda mattinata nei giorni feriali. Il sabato pomeriggio il centro è pieno, ma la galleria resta un'isola di calma: è anche il momento in cui è più facile trovare qualcuno con cui parlare delle opere.
Accessibilità
Per informazioni sull'accesso per persone con mobilità ridotta conviene telefonare alla galleria prima della visita. Le strade intorno sono lastricate di sampietrini, scomodi per carrozzine e passeggini: il percorso più agevole è quello che arriva da corso Vittorio Emanuele II.
Con i bambini
Una mostra di scultura è più immediata di quanto si pensi per un bambino: le forme, i materiali, il colore rosso delle cere catturano lo sguardo. La regola da spiegare prima è una sola, non toccare. Con i più grandi, il mito della Torre di Babele è un ottimo punto di partenza per parlare delle opere.
Con un gruppo
Per gruppi organizzati conviene contattare la galleria in anticipo: lo spazio è raccolto, e un gruppo numeroso va gestito con turni. La domenica, su appuntamento, è il giorno ideale per una visita riservata.
Una curiosità su Babele. Keisuke Matsuoka alla Galleria d'Arte Faber — dal 10 ottobre 2026 al 16 gennaio 2027
La curiosità è nel titolo, se lo si legge con la strada. Babele è una mostra sulla lingua comune degli esseri umani, allestita in via dei Banchi Vecchi, la strada dove nel Quattrocento si cambiava denaro e dove per un periodo ebbe sede la Zecca. I banchi di credito servivano proprio a questo: far parlare tra loro monete diverse, di città e Stati diversi. Una forma antica e molto concreta di lingua comune.
La seconda curiosità riguarda il materiale nuovo della mostra, le cere rosse. La cera è il materiale della fusione a cera persa, la tecnica con cui da millenni si fanno i bronzi: il modello in cera si scioglie e lascia il posto al metallo. Usare la cera come opera finita, e non come passaggio, è un modo di fermare la scultura nel momento in cui di solito scompare. Per un artista che lavora sul costruire e distruggere, è una scelta che dice molto.
La terza è il nome della galleria. Faber, l'artigiano che plasma, ospita uno scultore che lavora il legno, il metallo, la ceramica e la cera con le mani: una coincidenza che la galleria stessa ha scelto come programma.
Una cosa che non ti dice nessuno su Babele. Keisuke Matsuoka alla Galleria d'Arte Faber — dal 10 ottobre 2026 al 16 gennaio 2027
La cosa che nessuno dice è che le gallerie private del centro sono luoghi aperti, anche se la porta a volte è chiusa. Molti visitatori passano davanti a una vetrina, vedono una porta chiusa e tirano dritto, pensando che serva un invito. Non è così: negli orari di apertura si suona, si entra e si guarda, senza obbligo di comprare nulla. La galleria d'arte FABER è aperta dal martedì al sabato dalle 10 alle 19.
La seconda cosa è che la domenica, il giorno in cui i romani passeggiano per il centro, la galleria è aperta solo su appuntamento. Chi pensa di passare con calma la domenica pomeriggio deve telefonare prima, al numero 06 68808624. Lo stesso vale per il lunedì, che non è tra i giorni di apertura indicati.
La terza è che la mostra dura fino al 16 gennaio 2027, e attraversa le feste. Nei giorni di Natale e Capodanno gli orari delle gallerie cambiano spesso: meglio verificare prima di uscire.
Il consiglio che ti do per visitare Babele. Keisuke Matsuoka alla Galleria d'Arte Faber — dal 10 ottobre 2026 al 16 gennaio 2027
Il consiglio è di inserire Babele in un pomeriggio di gallerie tra via dei Banchi Vecchi e via Giulia. Partite verso le quattro da Campo de' Fiori, salite per via del Pellegrino e arrivate alla galleria d'arte FABER. Date alle sculture almeno mezz'ora: sono opere da vedere da vicino, girando intorno, guardando come la luce cambia sulle cere e sul legno.
Poi scendete verso via Giulia e proseguite il giro delle gallerie e degli antiquari, fino all'Oratorio del Gonfalone. Al tramonto il Lungotevere è il posto giusto per chiudere, con Castel Sant'Angelo illuminato sullo sfondo. Un'enoteca dei Banchi per l'aperitivo completa la giornata.
Se avete visto la mostra di Matsuoka al Mattatoio, portate con voi il ricordo di quelle opere: il confronto è il senso stesso di Babele. Se non l'avete vista, partite dalle due domande della mostra, che cos'è l'uomo e che cos'è la scultura, e guardate le opere con quelle in testa.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che via dei Banchi Vecchi prende il nome dai banchieri. Meno spesso si cita il resto della storia: nella prima metà del Quattrocento, per un breve periodo, qui ebbe sede la Zecca pontificia, nell'edificio che poi fu acquistato da Rodrigo Borgia, il futuro papa Alessandro VI, per farne la sede della Cancelleria. Per questo il palazzo è chiamato Cancelleria Vecchia, oggi Palazzo Sforza Cesarini.
Quando nel Cinquecento la Zecca si trasferì, la vicina strada del Canale di Ponte prese il nome di via dei Banchi Nuovi, e questa divenne, per contrasto, dei Banchi Vecchi. È uno dei rari casi in cui il nome di una strada romana racconta, da solo, un trasloco istituzionale.
Anche il cinema è passato di qui, in un certo senso: lo scherzo del Marchese del Grillo è ambientato in via dei Banchi Vecchi, ma fu girato altrove, in via di Sant'Angelo in Pescheria, nel Ghetto.
La foto giusta da fare a Babele. Keisuke Matsuoka alla Galleria d'Arte Faber — dal 10 ottobre 2026 al 16 gennaio 2027
La foto giusta si fa dalla strada, prima di entrare: la vetrina della galleria d'arte FABER con una scultura visibile dietro il vetro e i palazzi di via dei Banchi Vecchi riflessi. È l'immagine che tiene insieme il contemporaneo e la Roma dei banchieri, il tema stesso della mostra letto nel luogo.
Dentro, prima di fotografare, chiedete al personale: nelle gallerie private le regole variano da mostra a mostra. Se è consentito, l'inquadratura più interessante è un dettaglio delle cere rosse, con la luce radente che ne mostra la superficie, oppure una delle serie compositive vista di scorcio, in modo che le sculture sembrino parlarsi.
La seconda foto si fa a pochi passi, sul Lungotevere, con Castel Sant'Angelo sullo sfondo: la luce del tardo pomeriggio d'autunno è la migliore dell'anno.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
In età romana la zona di via dei Banchi Vecchi era parte del Campo Marzio, attraversata dalla via Triumphalis e dai portici che portavano al Tevere. Nel Medioevo e nell'età moderna le grandi strade dirette a San Pietro confluivano nel rione Ponte, e il passaggio dei pellegrini arricchiva la zona di locande e botteghe.
Nel Quattrocento la strada divenne la via dei banchi di credito e, per un breve periodo, della Zecca. Rodrigo Borgia acquistò il palazzo della Zecca per farne la Cancelleria. All'inizio del Cinquecento Giulio II aprì la vicina via Giulia; nello stesso secolo la Zecca si spostò e nacque la distinzione tra Banchi Vecchi e Banchi Nuovi. Sisto V separò dal rione Ponte la parte oltre il fiume, creando il rione Borgo.
Dopo il 1870 la costruzione dei muraglioni del Tevere e del Lungotevere cancellò i vicoli che scendevano al fiume e mise fine alle piene. Nel Novecento la zona ha conservato botteghe di antiquari e artigiani; dal 2013 in via dei Banchi Vecchi c'è la galleria d'arte FABER, che dal 10 ottobre 2026 ospita Babele.
Chi è passato da Babele. Keisuke Matsuoka alla Galleria d'Arte Faber — dal 10 ottobre 2026 al 16 gennaio 2027
Da via dei Banchi Vecchi sono passati banchieri, zecchieri e papi. Rodrigo Borgia, il futuro Alessandro VI, acquistò qui il palazzo della Zecca per farne la sede della Cancelleria. A pochi passi, alla Chiesa Nuova, San Filippo Neri fondò la sua congregazione; nella vicina basilica di San Giovanni dei Fiorentini sono sepolti Francesco Borromini e Carlo Maderno.
Dalla galleria d'arte FABER sono passati gli artisti del suo gruppo di ricerca: Roberto Ghezzi, Valerio Giacone, Manuela Giusto, Koro Ihara, Giulia Spernazza. E Keisuke Matsuoka, che qui ha esposto nel 2017 con Trasmutazioni e nel 2022 con Refugees, prima di tornare con Babele.
Dal percorso di Matsuoka sono passati alcuni dei musei più importanti del Giappone, dal National Art Center di Tokyo al Museum of Modern Art di Gunma, e a Roma il Mattatoio di Testaccio. Dal 10 ottobre la sua ricerca sulla lingua comune degli uomini entra nella strada dove, cinque secoli fa, si cercava una lingua comune tra le monete.
Altre mostre e gallerie in zona a Roma
Babele si inserisce nella stagione autunnale delle gallerie romane, che si concentra tra via Giulia, via dei Banchi Vecchi e Campo de' Fiori, e nella programmazione dei musei vicini a piazza Navona.
Le gallerie di via Giulia
Lungo via Giulia e nelle traverse ci sono diverse gallerie di arte contemporanea e antiquari storici: un giro di due ore permette di vederne quattro o cinque, con orari simili a quelli della galleria d'arte FABER.
I musei vicini
A dieci minuti a piedi ci sono il Museo di Roma a Palazzo Braschi, affacciato su piazza Navona, e Palazzo Altemps, con la sua collezione di sculture classiche. Per chi vuole mettere a confronto la scultura di Matsuoka con quella antica, Altemps è il complemento perfetto.
Da ottobre a gennaio a Roma
Da ottobre a gennaio il centro storico ritrova un ritmo più romano: meno comitive estive, giornate miti fino a novembre, poi le luci di Natale nelle vie del centro. È la stagione migliore per un giro di gallerie seguito da una cena nei vicoli.
Domande frequenti su Babele di Keisuke Matsuoka
Fino a quando è aperta la mostra Babele di Keisuke Matsuoka?
La mostra Babele di Keisuke Matsuoka alla galleria d'arte FABER è aperta dal 10 ottobre 2026 al 16 gennaio 2027. Si visita dal martedì al sabato dalle 10 alle 19; la domenica su appuntamento, da prenotare al numero 06 68808624.
Dove si trova la galleria d'arte FABER?
La galleria d'arte FABER si trova in via dei Banchi Vecchi 31, nel centro storico di Roma, tra Campo de' Fiori, piazza Navona e via Giulia. Si raggiunge con gli autobus di corso Vittorio Emanuele II, tra cui 40, 46, 62, 64 e 916, e a piedi dalle piazze vicine.
Chi è Keisuke Matsuoka?
Keisuke Matsuoka è uno scultore giapponese nato nel 1980 a Miyagi, formato alla Tohoku University of Art and Design. Ha vissuto a Roma fino al 2017 con una borsa della Pola Art Foundation, ha esposto al National Art Center di Tokyo e nel 2022 ha vinto l'Asago Art Competition.
Che cosa si vede nella mostra Babele?
Nella mostra Babele si vedono sculture di Keisuke Matsuoka in legno, metalli, ceramiche e inedite cere rosse, presentate singolarmente o in serie, con interventi a parete. Il tema è la scultura come lingua comune dell'umanità, in un rovesciamento del mito della Torre di Babele.
Babele è collegata alla mostra di Matsuoka al Mattatoio?
Babele alla galleria d'arte FABER segue l'esposizione che Keisuke Matsuoka ha tenuto al Mattatoio di Roma nell'inverno 2025/26, e ha l'obiettivo di mostrare l'evoluzione della ricerca dello scultore dopo quella mostra.
Come si visita una galleria privata a Roma?
Una galleria privata come la galleria d'arte FABER si visita negli orari di apertura suonando ed entrando, senza obbligo di acquisto. Per Babele gli orari sono dal martedì al sabato, dalle 10 alle 19; per la domenica e per i gruppi conviene telefonare prima.
Il giudizio sulla mostra Babele di Keisuke Matsuoka
Andateci. Una personale di scultura in una galleria del centro è un'occasione rara: la scultura contemporanea si vede poco, e quasi sempre nei musei. Qui la si guarda da vicino, in una stanza della via dei banchieri, con il tempo di girarci intorno. Scegliete un pomeriggio feriale, date alle opere mezz'ora vera e poi perdetevi tra via Giulia e il Tevere: è il modo giusto di vedere Roma in autunno.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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