Beethoven con Guggeis e Khachatryan all’Auditorium Parco della Musica — 14, 15 e 16 gennaio 2027
Thomas Guggeis dirige l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia con il violinista Sergey Khachatryan giovedì 14 gennaio 2027 alle 19:30, venerdì 15 gennaio alle 20:00 e sabato 16 gennaio alle 18:00, nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30. In programma il Concerto per violino e la Sinfonia n. 7 di Beethoven, con in mezzo Subito con forza di Unsuk Chin. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. I biglietti costano da 23 a 54 euro secondo il settore e si comprano al botteghino dell'Auditorium, al botteghino di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto. Le porte si chiudono puntuali all'orario d'inizio.

Il 2027 è l'anno del bicentenario della morte di Beethoven, e l'Accademia lo celebra con un secondo concerto sinfonico dell'anno interamente dedicato a lui. Sul podio sale uno dei direttori tedeschi più giovani e più premiati del momento; al violino, un solista che con il Concerto di Beethoven ha già legato il proprio nome a debutti importanti. Per chi a Roma cerca un concerto sinfonico classico nel senso migliore, gennaio comincia qui.
Beethoven con Guggeis e Khachatryan: le tre serate di gennaio
Il concerto di Thomas Guggeis e Sergey Khachatryan si replica tre volte, con lo stesso programma: giovedì 14 gennaio 2027 alle 19:30 per il turno G, venerdì 15 alle 20:00 per il turno V, sabato 16 alle 18:00 per il turno S, sempre in Sala Santa Cecilia.
Quale sera scegliere
Il giovedì è la serata degli abbonati storici, con l'atmosfera di una prima. Il venerdì alle 20 è la più comoda per chi esce dal lavoro e vuole cenare dopo. Il sabato alle 18 conviene a chi arriva da fuori Roma e deve riprendere un treno, oppure a chi preferisce il concerto seguito da una cena senza orologio. A metà gennaio la differenza vera la farà la disponibilità dei posti, perché i concerti beethoveniani di un anniversario tendono a riempire la sala.
La prevendita
L'Accademia ha diviso la prevendita della stagione 2026/2027 in due periodi: dal 10 settembre 2026 sono in vendita i concerti dal 14 ottobre 2026 al 27 febbraio 2027, e quindi anche questo; dal 12 gennaio 2027 si apre la vendita per i concerti da marzo a fine stagione. Chi punta a un settore preciso ha dunque già tutto il tempo per scegliere.
Un anniversario lungo un anno
La pagina ufficiale colloca il concerto dentro la celebrazione del duecentesimo anniversario della morte di Beethoven, 1827 e 2027. È un filo che attraversa tutta la stagione romana: anche la Stagione IUC all'Aula Magna della Sapienza ha scelto Beethoven come nume tutelare dell'anno, con l'integrale delle sonate per violino e pianoforte.
Il programma: Beethoven, Unsuk Chin e ancora Beethoven
Il programma del concerto di Guggeis e Khachatryan a Santa Cecilia comprende il Concerto per violino di Beethoven, Subito con forza della compositrice coreana Unsuk Chin e la Sinfonia n. 7 di Beethoven. È un programma costruito come un omaggio, con un pezzo contemporaneo che guarda a Beethoven da vicino.
Unsuk Chin, Subito con forza
Subito con forza è un brano breve, scritto nel 2000. Secondo la presentazione dell'Accademia, Unsuk Chin vi riprende un celebre frammento ritmico dall'Ouverture Coriolano e ne ricava un omaggio spiritoso e irriverente al genio di Bonn. È il tipo di pezzo che funziona benissimo dal vivo: pochi minuti, un'idea chiara, e un modo diverso di ascoltare subito dopo il Beethoven vero.
Il Concerto per violino
Il Concerto per violino di Beethoven è affidato all'archetto di Sergey Khachatryan. L'Accademia lo presenta come una pagina in cui la cantabilità del solista dialoga continuamente con la ricchezza sinfonica dell'orchestra: il violino canta, l'orchestra non si limita a sostenerlo. Per un solista è uno dei concerti più esposti del repertorio, perché la difficoltà è nella misura più che nell'acrobazia.
La Settima Sinfonia
Chiude la serata la Sinfonia n. 7, che Wagner ribattezzò «l'apoteosi della danza», come ricorda la pagina del concerto, perché dominata dalla forza propulsiva del ritmo. È la sinfonia di Beethoven che il pubblico riconosce con più facilità dopo la Quinta e la Nona, e quella che in sala si ascolta con il corpo prima che con la testa.
Il filo che lega il programma
Il ritmo è la parola chiave della serata. Unsuk Chin parte da una cellula ritmica di Beethoven, il Concerto la sospende nel canto, la Settima la fa esplodere. A nostro giudizio è un programma costruito con intelligenza: nessun riempitivo, e un brano contemporaneo che prepara l'orecchio invece di distrarlo.
Chi è Thomas Guggeis, il direttore
Thomas Guggeis è un direttore d'orchestra e pianista tedesco nato il 16 agosto 1993 a Dachau, in Baviera; dalla stagione 2023/2024 è Generalmusikdirektor dell'Opera di Francoforte, uno dei teatri d'opera più apprezzati di Germania.
La formazione, fra Monaco e Milano
Guggeis ha studiato direzione d'orchestra alla Hochschule für Musik und Theater di Monaco e al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano: un pezzo della sua formazione è dunque italiano. Ha anche una laurea triennale in fisica, con indirizzo in meccanica quantistica, dettaglio che nelle biografie dei direttori non capita spesso.
Berlino e Barenboim
La carriera professionale è cominciata alla Staatsoper di Berlino come maestro collaboratore e assistente di Daniel Barenboim. Il riconoscimento internazionale è arrivato quando, con pochissimo preavviso, ha sostituito il direttore previsto in una recita di Salome di Richard Strauss: il classico debutto improvviso che fa una carriera.
Stoccarda e Vienna
Nel 2014 ha ricevuto il premio di incoraggiamento della Ritter Stiftung di Straubing e nel 2017 è stato candidato al Deutscher Dirigentenpreis. Dalla stagione 2018/2019 è stato Kapellmeister alla Staatsoper di Stoccarda, dove ha diretto La bohème e Madama Butterfly di Puccini, Il barbiere di Siviglia di Rossini, Der Prinz von Homburg di Henze e Der Freischütz di Weber. Nel 2019 ha debuttato al Theater an der Wien con una nuova produzione di Oberon di Weber.
Il ritorno a Berlino e Francoforte
Nel 2020 è tornato alla Staatskapelle di Berlino con il titolo di Staatskapellmeister, il più giovane a riceverlo, dirigendo Ariadne auf Naxos, Il flauto magico e poi Falstaff. All'Opera di Francoforte ha debuttato nel giugno 2021, ancora con Ariadne auf Naxos; nell'ottobre dello stesso anno il teatro lo ha nominato direttore musicale generale dal 2023, con un contratto iniziale di cinque anni. Nel 2026 la rivista Opernwelt lo ha indicato come direttore dell'anno.
Chi è Sergey Khachatryan, il violinista
Sergey Khachatryan è un violinista armeno nato a Erevan il 5 aprile 1985, vincitore del Concorso Sibelius di Helsinki nel 2000 e del Concorso Regina Elisabetta di Bruxelles nel 2005. Vive in Germania dal 1993, dove a nove anni ha tenuto il primo concerto con orchestra, al Kurhaus di Wiesbaden.
I concorsi
Nel 2000, a quindici anni, ha vinto il Concorso Internazionale Jean Sibelius, diventando il più giovane vincitore nella storia della competizione. Nello stesso anno ha vinto il Concorso Louis Spohr per giovani violinisti e il secondo premio al Concorso Fritz Kreisler; nel 2002 il secondo premio a Indianapolis; nel 2005 il primo premio al Regina Elisabetta, che gli ha valso in prestito per quattro anni lo Stradivari «Huggins» del 1708.
Il Concerto di Beethoven, un biglietto da visita
Il debutto newyorkese di Khachatryan, il 4 agosto 2006 all'Avery Fisher Hall, fu proprio con il Concerto per violino di Beethoven, diretto da Osmo Vänskä. Vent'anni dopo lo stesso concerto lo riporta a Roma: per un solista di quarant'anni è un pezzo con cui ha una lunga familiarità.
Le orchestre
Ha suonato con i Berliner Philharmoniker, la Royal Concertgebouw Orchestra, la London Symphony, la New York Philharmonic, la Boston Symphony, la Philadelphia Orchestra, l'Orchestre de Paris, l'Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI e molte altre. Nella stagione 2024/2025 fra i suoi impegni c'era anche l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia: il concerto di gennaio è dunque un ritorno.
Premi e strumenti
Nel 2010 ha ricevuto il Beethoven Ring di Bonn, riconoscimento che lega il suo nome proprio alla città del compositore; nel 2014 il Credit Suisse Young Artist Award. Dal 2010 al 2022 ha suonato il Guarneri del Gesù «Ysaÿe» del 1740, in prestito dalla Nippon Music Foundation.
I dischi
Ha inciso per EMI Classics e soprattutto per Naïve: i concerti di Sibelius e Khachaturian con Emmanuel Krivine, i due concerti di Šostakovič con Kurt Masur, le Sonate e Partite di Bach, le sonate di Brahms con la sorella pianista Lusine Khachatryan. L'album My Armenia, con la sorella, ha vinto l'Echo Klassik; le sei sonate di Ysaÿe per violino solo, uscite nel 2024, il Preis der deutschen Schallplattenkritik.
L'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia
L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che organizza il concerto, è una delle istituzioni musicali più antiche del mondo: nata come congregazione di musicisti, oggi è una fondazione con un'orchestra e un coro sinfonici e un corpo accademico, e ha come direttore musicale Daniel Harding.
Un inverno beethoveniano
Il concerto di Guggeis cade in un gennaio fitto di Beethoven. Il 13 gennaio, nella Sala Sinopoli, il Quatuor Ebène prosegue l'integrale dei quartetti con la quarta tappa; il 20 gennaio, sempre in Sala Sinopoli, la stagione da camera propone Die Winterreise di Schubert. Chi resta a Roma qualche giorno può costruirsi una settimana musicale senza cambiare indirizzo.
Il museo e la biblioteca
L'Auditorium è la sede principale dell'Accademia, che vi conserva la Bibliomediateca e il Museo degli Strumenti Musicali. La patrona della musica e dell'Accademia è venerata nella Basilica di Santa Cecilia in Trastevere, che vale una visita di giorno.
Una curiosità su Beethoven con Guggeis e Khachatryan all'Auditorium Parco della Musica — 14, 15 e 16 gennaio 2027
La curiosità più bella della serata è un anello che si chiude. Nel 2010 Sergey Khachatryan ha ricevuto a Bonn il Beethoven Ring, un premio che porta il nome del compositore e viene assegnato nella sua città natale. Nel 2006 aveva debuttato a New York proprio con il Concerto per violino di Beethoven. Nel gennaio 2027, anno del bicentenario, lo suona a Roma in un concerto interamente dedicato a Beethoven: pochi solisti hanno un rapporto così documentato con il pezzo che eseguono.
La seconda curiosità riguarda il direttore. Thomas Guggeis ha studiato anche al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, e prima di scegliere definitivamente la musica ha preso una laurea in fisica con indirizzo in meccanica quantistica. Chi lo guarda sul podio mentre scandisce il ritmo della Settima può divertirsi a pensare che quel ritmo lo ha studiato con due metodi diversi.
Terza: il pezzo di Unsuk Chin, Subito con forza, prende il titolo da un'indicazione che sembra una didascalia beethoveniana. Il frammento ritmico da cui nasce viene dall'Ouverture Coriolano, e l'autrice lo tratta con ironia: un modo di celebrare un anniversario senza la solennità dei monumenti.
La Sala Santa Cecilia, dove suona l'orchestra
La Sala Santa Cecilia è la più grande delle tre sale da concerto dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone: 2.756 posti, progettata da Renzo Piano per la musica sinfonica e inaugurata il 21 dicembre 2002. Dal 2003 ospita stabilmente la stagione dell'Accademia.
I gusci di ciliegio
Il soffitto è composto da 26 gusci di ciliegio americano, ciascuno con una superficie media di circa 180 metri quadrati. La sala funziona come una grande cassa armonica, con un tempo di riverberazione di 2,2 secondi. Per il Concerto di Beethoven, dove il violino deve farsi sentire sopra l'orchestra senza forzare, è una condizione ideale.
Dove sedersi
Chi frequenta la sala sa che l'intensità sonora sembra calare fino alla decima fila e poi mantenersi costante: non serve la platea sotto il palco. Per il solista conviene la platea centrale o la galleria frontale, da cui il suono del violino arriva pulito. Per il direttore, la galleria alle spalle dell'orchestra permette di vedere il gesto di Guggeis di fronte, come lo vedono i musicisti.
Gli scarabei di Renzo Piano
Viste da fuori, le tre sale sono grandi volumi rivestiti di piombo su una base di mattoni, disposti a raggiera intorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio. Piano vinse il concorso del 1993 e lavorò con l'acustico Jürgen Reinhold dello studio Müller BBM di Monaco e con il paesaggista Franco Zagari.
Una cosa che non ti dice nessuno su Beethoven con Guggeis e Khachatryan all'Auditorium Parco della Musica — 14, 15 e 16 gennaio 2027
La regola sulle porte è applicata alla lettera. L'Accademia avverte che i concerti cominciano puntuali e che chi arriva in ritardo non entra in sala: può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Con Subito con forza in apertura, un brano di pochi minuti, basta un quarto d'ora di traffico sul Flaminio per perdere il primo pezzo e ritrovarsi davanti a uno schermo durante il Concerto. Il consiglio è tenersi mezz'ora di margine.
Seconda cosa poco detta: la Sala Santa Cecilia è costruita su un piano rialzato rispetto al terreno, perché nel sottosuolo sono emersi i resti di una villa romana e non è stato possibile scavare. Per le gallerie ci sono soltanto due ascensori. Chi ha difficoltà motorie e un posto in galleria deve arrivare presto, per necessità più che per scrupolo.
Terza: la sala non ha un organo a canne. La questione esplose nel 2002 con un appello di Italia Nostra e l'Accademia, allora presieduta da Luciano Berio, sospese il progetto. Per un programma di Beethoven l'organo non serve, ma spiega perché la parete dietro l'orchestra appaia così spoglia rispetto ad altre grandi sale europee.
Il consiglio che ti do per visitare Beethoven con Guggeis e Khachatryan all'Auditorium Parco della Musica — 14, 15 e 16 gennaio 2027
Il consiglio è arrivare in sala conoscendo una sola cosa: il frammento ritmico dell'Ouverture Coriolano da cui parte Unsuk Chin. Bastano pochi minuti di ascolto a casa. Chi lo ha in testa riconosce subito il gioco del brano d'apertura, e la serata guadagna un senso di complicità che il programma di sala da solo non restituisce.
Secondo consiglio: scegliere il posto in funzione di ciò che si vuole ascoltare. Per il violino di Khachatryan, platea centrale oltre la decima fila o galleria frontale; per vedere Guggeis in faccia, galleria dietro l'orchestra. La Settima è una sinfonia da guardare oltre che da ascoltare, e da quei posti si vedono entrare le sezioni una dopo l'altra.
Terzo: restare fino all'ultimo applauso. Il finale della Settima chiude la serata con una spinta ritmica che in una sala da 2.700 persone si trasforma quasi sempre in un'ovazione; il tram 2 e il 910 passano anche dieci minuti dopo.
Infine, per chi deve scegliere una sola data, il sabato alle 18 lascia la serata libera per cenare con calma e commentare il concerto senza guardare l'orologio.
Biglietti per Guggeis e Khachatryan a Santa Cecilia: prezzi e riduzioni
I biglietti per il concerto di Guggeis e Khachatryan costano 54 euro nel settore I, 47 nel II, 37 nel III, 35 nel IV, 30 nel V e 23 nel VI. Sono venduti dai soli rivenditori autorizzati dall'Accademia: il botteghino dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, il botteghino di via Vittoria 6 e i punti vendita del circuito di prevendita autorizzato.
Dove si comprano
Il botteghino dell'Auditorium, nello spazio serra, è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20. Quello di via Vittoria 6, a due passi da via del Corso e da piazza del Popolo, è aperto dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 19 e il sabato dalle 11 alle 14, con pagamento solo elettronico. Online si parte dal pulsante di acquisto sotto la data scelta, sulla pagina ufficiale del concerto.
Giovani e ragazzi
Per i concerti della stagione in abbonamento l'Accademia prevede per gli under 26 uno sconto del 30% sui biglietti, e i minori di 14 anni insieme a un adulto entrano al prezzo simbolico di 3 euro. Le tariffe ridotte si acquistano solo ai botteghini, fino a esaurimento dei posti in promozione, e le agevolazioni non sono cumulabili. Tutte le condizioni aggiornate sono sulla pagina giovani del sito dell'Accademia.
Rivenditori non autorizzati
L'Accademia avverte che non risponde di eventuali maggiorazioni sui biglietti venduti da soggetti non autorizzati. Per informazioni c'è l'infoline 06 8082058, oppure gli indirizzi info@santacecilia.it e biglietteria@santacecilia.it.
Come arrivare all'Auditorium per Guggeis e Khachatryan
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910, 53, 982 e 168. La metropolitana non arriva fino all'ingresso.
Metro A e tram 2
Da piazzale Flaminio il tram 2 risale via Flaminia verso piazza Mancini. Si scende a Flaminia/Reni o ad Apollodoro e si cammina qualche minuto verso viale Pietro de Coubertin, attraverso il Villaggio Olimpico. Dal centro storico è la soluzione più semplice.
Il 910 da Termini
Il 910 parte da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, e arriva all'Auditorium senza cambi. Per chi dorme vicino alla stazione, o arriva in treno per il concerto del sabato, è la linea da scegliere.
Le altre linee
Il 53 collega piazza Mancini e il centro, il 982 arriva dalla zona di viale XVII Olimpiade, il 168 dalla stazione Tiburtina. Orari e frequenze, soprattutto nel fine settimana, sono sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti romana.
In auto
Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'Auditorium è chiuso al traffico. Il complesso ha parcheggi a pagamento con posti limitati; nelle sere di concerto le auto riempiono le strade del Villaggio Olimpico. In auto conviene venire solo se non c'è alternativa, e con anticipo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Roma, fino al 2002, non aveva un auditorium costruito per la musica sinfonica. Meno citato è il perché: nel 1936 fu demolito l'Augusteo, la grande sala da concerto romana, e per oltre sessant'anni la capitale restò senza una casa per la sua orchestra. Le amministrazioni inseguirono il progetto per decenni; solo nel 1992 il consiglio comunale scelse l'area del Villaggio Olimpico, e nel 1993 Renzo Piano vinse il concorso.
Chi ascolta la Settima di Beethoven in Sala Santa Cecilia siede quindi in una sala nata per rimediare a una mancanza lunga due generazioni. Molti abbonati dell'Accademia hanno conosciuto il repertorio sinfonico in sale di ripiego; oggi lo ascoltano in una sala progettata attorno all'orchestra.
Un secondo fatto noto agli specialisti, e poco raccontato al pubblico, riguarda la sala stessa. Nei primi mesi di vita fu criticata: Wolfgang Sawallisch si disse perplesso sul palcoscenico e sull'acustica, e seguirono interventi di correzione. La sala in cui suonano Guggeis e Khachatryan è quella corretta, e il giudizio di chi la frequenta oggi è molto diverso da quello di allora.
Come organizzare la serata del concerto
Per il concerto di Guggeis e Khachatryan conviene arrivare all'Auditorium almeno quaranta minuti prima dell'inizio. Ritiro dei biglietti, controlli, guardaroba e salita in sala richiedono tempo, e in una sala da oltre 2.700 posti le code si formano presto.
Prima del concerto
Il foyer comune alle sale ospita bar, caffetteria e una grande libreria con dischi e libri di musica. Dal terrazzo che corre intorno agli edifici, fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, si vedono i resti della villa romana scoperta durante i lavori: dieci minuti ben spesi.
La durata
L'Accademia non indica sulla pagina del concerto la durata complessiva né la posizione dell'intervallo. Il programma è quello di un concerto sinfonico pieno, con un concerto solistico e una sinfonia: chi ha un treno da prendere dopo il concerto del sabato si tenga largo.
Dopo il concerto
All'uscita la cavea è il posto giusto per lasciar defluire la folla. Chi ha la macchina nel Villaggio Olimpico non abbia fretta: le prime uscite dalle strade laterali sono sempre le più lente.
La foto giusta da fare a Beethoven con Guggeis e Khachatryan all'Auditorium Parco della Musica — 14, 15 e 16 gennaio 2027
Durante il concerto il telefono resta spento: in una sala così sensibile ogni rumore si sente, e un pianissimo del violino nel Concerto di Beethoven non perdona. La foto si fa prima e dopo.
A gennaio fa buio presto, anche per il concerto del sabato alle 18. Dall'alto della cavea si inquadrano i tre scarabei di Renzo Piano con il piombo che riflette le luci, e l'ingresso della Sala Santa Cecilia con il pubblico che entra: è l'immagine che racconta la serata meglio di un ritratto.
In sala, prima che si spengano le luci e se il personale lo consente, lo scatto da fare è verso l'alto, sui gusci di ciliegio del soffitto, con l'orchestra già schierata sotto. Per chi siede nella galleria dietro il palco, la foto giusta è il podio vuoto con i leggii illuminati, un attimo prima dell'ingresso del direttore.
Dopo il concerto, durante gli applausi finali, senza flash: Khachatryan richiamato in scena accanto a Guggeis. Fuori, i volumi delle sale visti dal basso sul lato di viale Pietro de Coubertin danno un'immagine quasi astratta, la meno ovvia e a nostro giudizio la più riuscita.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il terreno su cui sorge l'Auditorium ha una storia molto più antica del complesso. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana del III secolo a.C., costruita sul luogo di una piccola fattoria arcaica del VI secolo a.C. La scoperta costrinse Renzo Piano a modificare il progetto, spostando due dei tre scarabei verso ovest, fin quasi al viadotto di corso di Francia. I reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.
La storia moderna comincia con una demolizione, quella dell'Augusteo nel 1936, e riparte nel 1992 con la scelta dell'area del Villaggio Olimpico. Il 21 aprile 2002 aprì la Sala Sinopoli, alla presenza di Goffredo Petrassi, che ascoltò la prima esecuzione assoluta della sua Ouverture da concerto scritta nel 1931. Il 21 dicembre 2002 fu inaugurata la Sala Santa Cecilia, con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung Whun Chung.
Dal 2003 l'Auditorium è sede stabile della stagione dell'Accademia, dal 2006 ospita la Festa del Cinema di Roma, e nel 2020 il consiglio comunale ne ha approvato l'intitolazione a Ennio Morricone. Nel gennaio 2027 la Sala Santa Cecilia celebra qui il bicentenario di Beethoven.
Chi è passato da Beethoven con Guggeis e Khachatryan all'Auditorium Parco della Musica — 14, 15 e 16 gennaio 2027
La Sala Santa Cecilia ha avuto ospiti di peso fin dal primo giorno. Il concerto inaugurale del 21 dicembre 2002 fu diretto da Myung Whun Chung. Pochi mesi prima, all'apertura della Sala Sinopoli, Goffredo Petrassi volle essere presente; la sala più piccola del complesso porta oggi il suo nome. Luciano Berio, allora presidente dell'Accademia, ha dato il nome alla cavea.
Da allora la sala è diventata la casa dell'Orchestra di Santa Cecilia e dei suoi direttori musicali, da Antonio Pappano a Daniel Harding. Fra i solisti di casa c'è Evgeny Kissin, ospite dell'Accademia dal 1991, che nella stagione 2026/2027 torna in duo con András Schiff, come racconta la scheda del concerto di Kissin e Schiff.
Nella stessa stagione passano dal podio della Sala Santa Cecilia Daniel Harding, che la apre in ottobre con il Siegfried di Wagner, e Kirill Petrenko, direttore dei Berliner Philharmoniker, protagonista a novembre del concerto con Benjamin Bernheim. Sergey Khachatryan stesso ci era stato nella stagione 2024/2025: il concerto di gennaio è il suo ritorno, questa volta con il più beethoveniano dei concerti.
Accessibilità e bambini al concerto di Guggeis e Khachatryan
L'Accademia prevede per le persone con disabilità deambulanti, titolari della Disability Card, una riduzione del 15% su due biglietti, da acquistare direttamente al botteghino. Per le persone in carrozzina l'ingresso costa 10 euro e chi le assiste entra gratis, fino a esaurimento dei posti disponibili.
La prenotazione
Per le persone non deambulanti la prenotazione è obbligatoria, da 15 giorni prima del concerto fino al giorno precedente, al numero 06 8082058 o all'indirizzo biglietteria@santacecilia.it. Per il concerto del 14 gennaio la finestra si apre dunque il 30 dicembre.
Arrivare in anticipo
La sala è rialzata rispetto al terreno e le gallerie hanno due soli ascensori: arrivare con un'ora di margine e chiedere subito il percorso al personale evita l'ingorgo dei minuti prima dell'inizio. Il Servizio Cortesia dell'Accademia è presente nei giorni di concerto in abbonamento da un'ora prima dell'inizio.
Con i ragazzi
La Settima di Beethoven è una delle sinfonie più adatte a un ragazzo che si avvicina alla musica classica: ritmo, energia, un finale travolgente. Con il biglietto a 3 euro per i minori di 14 anni ai botteghini, l'Accademia rende la prima volta in una grande sala poco costosa. Per un bambino piccolo, invece, una serata sinfonica completa resta impegnativa.
Il quartiere intorno all'Auditorium
L'Auditorium occupa un'area di circa 55.000 metri quadrati fra Villa Glori, il Villaggio Olimpico, il viadotto di corso di Francia e viale Maresciallo Pilsudski: un pezzo di Roma del Novecento, dove l'architettura contemporanea convive con il verde.
Il MAXXI
A pochi minuti a piedi, verso via Guido Reni, c'è il MAXXI di Zaha Hadid: con l'Auditorium forma la coppia di architetture contemporanee più importanti della città. Chi ha il pomeriggio libero prima del concerto del sabato può vedere una mostra e arrivare a piedi in sala.
Verso il Tevere
Dall'Auditorium si scende al Ponte della Musica, la passerella che collega il Flaminio al Foro Italico. Più a nord c'è Ponte Milvio, la sera uno dei punti d'incontro più frequentati di Roma nord.
Verso il centro
Con il tram 2 si torna a piazzale Flaminio, alle porte di Villa Borghese e del Tridente. Una passeggiata al Pincio nel primo pomeriggio e il tram verso il concerto sono il modo più riposante di arrivare.
Dove mangiare prima o dopo il concerto
All'interno dell'Auditorium ci sono bar e caffetteria nel foyer e un bar ristorante con accesso anche dalla strada: la soluzione più comoda per chi arriva dal lavoro il giovedì e non vuole rischiare la chiusura delle porte.
Nel quartiere
Fra il Villaggio Olimpico, via Flaminia e piazza Mancini ci sono pizzerie, trattorie e bar di quartiere, frequentati più dai residenti che dai turisti. Il giovedì e il venerdì conviene prenotare presto e cenare con calma prima.
Ponte Milvio e il centro
Per cenare dopo il concerto del sabato l'offerta più ampia è a Ponte Milvio, a pochi minuti, dove i locali restano aperti fino a tardi. In direzione opposta, verso piazzale Flaminio e piazza del Popolo, la scelta è quella del centro storico, con i prezzi del centro storico.
Gennaio a Roma: il momento dell'anno
Metà gennaio è uno dei periodi più tranquilli dell'anno a Roma: finite le feste, la città torna ai suoi ritmi, i musei sono meno affollati e le stagioni concertistiche entrano nel vivo. Per chi viaggia è un momento favorevole, con prezzi più bassi e sale piene di pubblico romano.
Una settimana di musica
Chi resta qualche giorno può mettere in fila il 13 gennaio il Quatuor Ebène con Beethoven in Sala Sinopoli, dal 14 al 16 Guggeis e Khachatryan, il 19 gennaio Mario Brunello all'Aula Magna della Sapienza con la IUC e il 20 Die Winterreise all'Auditorium. Il bicentenario beethoveniano offre a Roma un inverno insolitamente ricco.
Il clima
Le sere di gennaio sono fredde e a volte piovose, e l'Auditorium è un complesso aperto, in cui fra un ingresso e l'altro si cammina all'esterno. Cappotto da lasciare al guardaroba e ombrello pieghevole evitano sorprese.
Domande frequenti su Guggeis e Khachatryan a Santa Cecilia
Quando suona Khachatryan con Guggeis a Santa Cecilia?
Sergey Khachatryan suona con Thomas Guggeis e l'Orchestra di Santa Cecilia giovedì 14 gennaio 2027 alle 19:30, venerdì 15 gennaio alle 20:00 e sabato 16 gennaio alle 18:00. Le tre serate si tengono nella Sala Santa Cecilia dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, viale Pietro de Coubertin 30, con lo stesso programma.
Qual è il programma del concerto?
Il concerto di Guggeis e Khachatryan comprende il Concerto per violino di Beethoven, Subito con forza di Unsuk Chin, brano del 2000 costruito su un frammento ritmico dell'Ouverture Coriolano, e la Sinfonia n. 7 di Beethoven. Il concerto rientra nelle celebrazioni per il bicentenario della morte del compositore.
Quanto costano i biglietti?
I biglietti per Guggeis e Khachatryan a Santa Cecilia costano da 23 a 54 euro secondo il settore: 54, 47, 37, 35, 30 e 23 euro dal settore I al VI. Per i concerti in abbonamento gli under 26 hanno il 30% di sconto e i minori di 14 anni pagano 3 euro, ai botteghini e fino a esaurimento dei posti in promozione.
Dove si comprano i biglietti?
I biglietti per il concerto di Guggeis e Khachatryan si comprano al botteghino dell'Auditorium Parco della Musica, aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20, al botteghino di via Vittoria 6 e sul circuito di prevendita autorizzato dall'Accademia, raggiungibile dal pulsante di acquisto sulla pagina ufficiale del concerto.
Chi è Thomas Guggeis?
Thomas Guggeis, il direttore del concerto, è un musicista tedesco nato a Dachau nel 1993, formato a Monaco e al Conservatorio di Milano, ex assistente di Daniel Barenboim a Berlino. Dal 2023 è direttore musicale generale dell'Opera di Francoforte e nel 2026 la rivista Opernwelt lo ha nominato direttore dell'anno.
Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica?
All'Auditorium Parco della Musica si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 982 e 168. Il tratto di viale Pietro de Coubertin davanti all'ingresso è chiuso alle auto.
Cosa succede se si arriva in ritardo?
Ai concerti dell'Accademia di Santa Cecilia le porte si chiudono puntuali all'orario d'inizio. Chi arriva in ritardo non entra in sala e può seguire il concerto nelle salette d'ascolto, fino a esaurimento dei posti. Conviene arrivare almeno quaranta minuti prima.
Il consiglio finale su Guggeis e Khachatryan a Santa Cecilia
Un solista che ha fatto del Concerto di Beethoven il proprio biglietto da visita, un direttore giovane e già consacrato dai teatri tedeschi, una sinfonia che trascina anche chi non frequenta le sale da concerto, e un brano contemporaneo che scherza con il festeggiato: a nostro giudizio è uno dei concerti più riusciti dell'anno beethoveniano. Il consiglio è comprare presto, scegliere un posto oltre la decima fila, ascoltare prima il Coriolano e arrivare in anticipo, perché a Santa Cecilia il ritardo non si recupera.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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