W.A.M. Ironia della morte al Teatro Vittoria — 29 ottobre 2026
W.A.M. Ironia della morte, lo spettacolo musicale di Carlo Picchiotti su Wolfgang Amadeus Mozart con la regia di Claudio Boccaccini, va in scena al Teatro Vittoria di Roma giovedì 29 ottobre 2026 alle 21:00, per una sola sera. Il teatro è in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, nel centro di Testaccio. Si arriva con la metro B, fermata Piramide, a una decina di minuti a piedi, oppure con il tram 3 che percorre via Marmorata. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro e dal rivenditore autorizzato indicato dall'organizzazione; i biglietti si comprano al botteghino del Vittoria, sul sito ufficiale della sede o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione.
In scena ci sono Patrizio Pucello, in arte Paciullo, nei panni di Mozart, e il soprano Olimpia Pagni. Il comunicato del teatro lo presenta come un incontro musicale nella Vienna di fine Settecento: brani celebri, aneddoti sorprendenti, e un ritratto del compositore come genio che non si è sentito amato. Il titolo gioca con le iniziali del musicista, W.A.M., e con la sua fine precoce. Una serata sola, a Testaccio, per chi ama Mozart e per chi vuole scoprirlo senza passare da una sala da concerto.

W.A.M. Ironia della morte al Teatro Vittoria in breve: data, orario, sede
W.A.M. Ironia della morte va in scena al Teatro Vittoria una sola volta, giovedì 29 ottobre 2026 alle 21:00. Una data unica, di giovedì, alla vigilia del lungo fine settimana di Ognissanti.
Data e orario
La data del 29 ottobre è indicata nel comunicato stampa del Teatro Vittoria e sul portale turistico di Roma Capitale; l'orario delle 21:00 è quello riportato dal circuito di vendita autorizzato. La durata non è indicata nei materiali ufficiali.
La locandina
Il testo è di Carlo Picchiotti, la regia e il disegno luci di Claudio Boccaccini. In scena Patrizio Pucello, detto Paciullo, e il soprano Olimpia Pagni. I costumi sono di Antonella Balsamo, il tecnico luci e fonica è Andrea Goracci, la grafica è di Giorgia Guarnieri. La produzione è dell'associazione culturale Pex.
Il teatro
Il Teatro Vittoria è in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, a Testaccio. Il botteghino risponde allo 06 5781960 e all'indirizzo info@teatrovittoria.it.
Che cos'è W.A.M. Ironia della morte: Mozart in scena con il suo pianoforte
W.A.M. Ironia della morte ripercorre gli episodi più significativi della vita di Mozart, propone e commenta l'ascolto di alcuni suoi brani celebri e racconta con ironia gli aneddoti più divertenti e sorprendenti sul compositore salisburghese. È la sintesi del comunicato stampa, e descrive bene la natura ibrida dello spettacolo: metà concerto commentato, metà monologo teatrale.
Un quadro della Vienna di fine Settecento
Lo sfondo è la Vienna degli ultimi anni di Mozart, descritta nel comunicato come un quadro variopinto dove, fra intrighi di corte, paura delle rivoluzioni e timore dei turchi, si consuma la fine della nobiltà e l'affermazione della borghesia. È un'epoca di passaggio: pochi anni dopo la morte del compositore l'Europa delle corti non esisterà più. Mozart ci vive in mezzo, dipendente dai nobili che lo pagano e insofferente verso di loro.
Amadè
Le note di regia chiamano lo spettacolo un irriverente atto d'amore verso Mozart, anzi verso Amadè, come lui stesso amava chiamarsi. È un dettaglio che gli appassionati riconoscono: nelle lettere il compositore firmava spesso con questa forma francesizzata del suo nome. Scegliere Amadè invece di Amadeus significa scegliere l'uomo privato invece del mito.
Musica dal vivo
Accanto all'attore c'è il soprano Olimpia Pagni, e la scena, secondo le note di regia, prevede Mozart con il suo pianoforte. Il programma musicale preciso non è pubblicato: il comunicato parla di brani celebri, proposti e commentati. Chi conosce Mozart riconoscerà le pagine; chi non lo conosce le scoprirà in un contesto che le spiega.
Le note di regia: un monologo che diventa un atto d'accusa
Per Claudio Boccaccini, W.A.M. è un monologo solo in apparenza: nel corso della serata si trasforma in un atto d'accusa verso il pubblico, che senza saperlo si ritrova a interpretare il personaggio più scomodo della vita di Mozart, la nobiltà viennese. È l'idea teatrale più forte dello spettacolo.
Il pubblico come nobiltà
Mozart, in scena, si rivolge alla nobiltà che ha riunito per farle ascoltare il suo ultimo concerto, prima di affrontare la morte. Gli spettatori del Vittoria diventano così i conti, i principi e gli arciduchi che lo hanno applaudito e ignorato. È un rovesciamento che mette a disagio nel modo giusto: il pubblico si scopre dalla parte di chi non ha capito.
La mancanza d'amore
In questa ultima rappresentazione Mozart spiega che cosa lo ha portato a morire: la mancanza di amore. Secondo le note di regia non lo ha ricevuto dalla madre, che ha ignorato il suo genio; né dal padre Leopold, che lo ha esibito come un fenomeno nelle corti europee; né dalle sue donne, dalla giovane cugina alla moglie Constanze, che hanno preferito i salotti mondani all'intensità della sua musica; né dai sovrani, che non gli hanno mai concesso un incarico di maestro di cappella.
Un testamento musicale
Il finale è un tributo: un testamento musicale reso al pubblico, che finalmente potrà capire quanto il genio lo abbia amato. La formula che il regista usa per definire lo spettacolo è un'altalena fra una smorfia e un riso tragico, che racconta l'amore di un artista e la disperazione di un uomo. È anche la chiave del titolo: l'ironia della morte è quella di un uomo che si congeda ridendo.
Il giudizio
L'idea del pubblico trasformato in nobiltà viennese è semplice e teatralmente efficace, e toglie allo spettacolo il rischio della conferenza con musica. Resta un lavoro da camera, costruito su un attore e una cantante: il suo valore dipenderà da loro. Per una serata di Mozart raccontato con leggerezza, è una proposta onesta.
Mozart, un genio che non si è sentito amato: il personaggio
Wolfgang Amadeus Mozart nacque a Salisburgo nel 1756 e morì a Vienna nel dicembre 1791, a trentacinque anni, lasciando incompiuto il Requiem. La sua vita è una delle più raccontate della storia della musica, e W.A.M. sceglie di raccontarla dal lato delle ferite.
Il bambino prodigio
Il padre Leopold, musicista alla corte dell'arcivescovo di Salisburgo, portò il figlio bambino e la sorella Nannerl in lunghi viaggi attraverso le corti d'Europa. Il comunicato dello spettacolo usa una formula dura: Leopold lo avrebbe sfruttato come fenomeno da baraccone. È una lettura possibile, e il teatro ha il diritto di essere di parte.
Vienna
Negli anni viennesi Mozart lavorò da libero professionista, fra concerti, lezioni e commissioni. È il periodo delle grandi opere e dei concerti per pianoforte, ma anche delle difficoltà economiche. L'incarico stabile di maestro di cappella, che avrebbe garantito sicurezza, non arrivò mai: è uno dei rimpianti che lo spettacolo mette in bocca al protagonista.
Constanze
Nel 1782 Mozart sposò Constanze Weber. Il comunicato la descrive come l'adorata moglie che preferiva i salotti mondani all'intensità della musica del marito. Gli storici hanno discusso a lungo di questa coppia; lo spettacolo sceglie il punto di vista di Amadè, ferito e ironico.
Mozart a Roma
Un legame con la città c'è. Nel 1770, durante il primo viaggio in Italia con il padre, il giovane Mozart soggiornò a Roma, e secondo una tradizione celebre trascrisse a memoria il Miserere di Gregorio Allegri dopo averlo ascoltato nella Cappella Sistina. Nello stesso anno papa Clemente XIV lo nominò cavaliere dello Speron d'oro. A Testaccio, oltre due secoli dopo, torna in scena da adulto.
Claudio Boccaccini e gli interpreti di W.A.M.
Claudio Boccaccini, regista di W.A.M., si è formato a Roma all'accademia Sharoff, ha firmato la sua prima regia a metà degli anni Ottanta e da allora ha al suo attivo oltre 150 spettacoli, rappresentati nei principali circuiti teatrali nazionali. È un nome di casa al Teatro Vittoria.
La formazione
Boccaccini comincia come attore, ma il suo interesse si sposta presto sulla regia, che approfondisce come allievo dello scenografo Josef Svoboda e del regista Nikita Mikhalkov. Lavora come aiuto di Giancarlo Sepe e di Marcel Marceau: una formazione che mette insieme la scena d'immagine, il cinema russo e il mimo.
La scuola e il festival
Nel 1987 fonda la scuola di teatro La Stazione, che dirige ancora, e nello stesso anno idea il festival Tuttinscena, vetrina per le compagnie emergenti arrivata a 32 edizioni. Con l'editore Gremese ha pubblicato il saggio La regia teatrale, dalla pagina alla scena; con La Mongolfiera il testo La foto del carabiniere, di cui è anche interprete dal 2013 e che ha portato anche sul palco del Vittoria.
I classici
Fra i suoi lavori il sito del regista ricorda un Delitto e castigo da Dostoevskij, recensito da Franco Cordelli sul Corriere della Sera nel 2000, e un Enrico IV di Pirandello. Il tratto ricorrente, secondo le recensioni riportate, è il lavoro sulla parola e sul ritmo, con scene essenziali costruite per suggerire più che mostrare. In W.A.M. firma anche il disegno luci.
Paciullo e Olimpia Pagni
Mozart ha il volto di Patrizio Pucello, attore che usa il nome d'arte Paciullo. Accanto a lui canta il soprano Olimpia Pagni. Il testo è di Carlo Picchiotti. Per i profili completi degli interpreti il riferimento è il sito del teatro.
Una curiosità su W.A.M. Ironia della morte al Teatro Vittoria — 29 ottobre 2026
La curiosità è nel nome: Mozart amava firmarsi Amadè, e lo spettacolo di Picchiotti e Boccaccini sceglie proprio questa forma, insieme alle iniziali W.A.M., per allontanarsi dal mito di Amadeus. È un dettaglio che dice molto della prospettiva scelta.
Il nome Amadeus, con cui il mondo conosce il compositore, è diventato un marchio anche grazie al teatro e al cinema del Novecento. Amadè, invece, è il nome con cui lui stesso si presentava agli amici e firmava tante lettere: la forma francese, più leggera, quasi affettuosa. Le note di regia insistono su questo punto, e chiamano lo spettacolo un atto d'amore verso Amadè.
Anche il titolo gioca con un doppio senso. Ironia della morte è un modo di dire rovesciato, ironia della sorte, e allude alla fine precoce di un musicista morto a trentacinque anni lasciando un Requiem, una messa per i defunti, incompiuto. Nello spettacolo Mozart affronta la morte ridendo, e usa l'ultimo concerto per regolare i conti con chi non lo ha amato. C'è infine una coincidenza di calendario: la data romana cade alla vigilia di Ognissanti e della commemorazione dei defunti, i giorni in cui in tutta Italia si ascoltano i Requiem.
Il Teatro Vittoria: la sede di W.A.M. a Testaccio
Il Teatro Vittoria è il teatro di prosa di Testaccio, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, aperto nella forma attuale nel dicembre 1986 con 560 poltrone di velluto rosso e gestito dalla Cooperativa Attori e Tecnici, fondata nel 1977 da Attilio Corsini e Viviana Toniolo. Per uno spettacolo musicale da camera è una sala raccolta e calda.
Le origini nel varietà
All'inizio del Novecento il Vittoria era una palazzina a due piani su una piazza ancora sterrata, dove si faceva varietà; secondo la storia ufficiale del teatro, su quel palco salirono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani. Uno spettacolo che mescola musica, aneddoti e comicità ha qualcosa di quella tradizione.
Il cinema del dopoguerra
Nel dopoguerra l'edificio fu abbattuto e sostituito da un condominio con un cinema al piano terra, il Cinema Vittoria, costruito dall'imprenditore Amati, con platea e balconata. Per anni fu la sala di quartiere di Testaccio.
Il teatro di prosa
Nel maggio 1986 cominciarono i lavori per trasformare il cinema in teatro, su progetto dell'architetto Enrico Nespega, e a dicembre il Vittoria riaprì. Il titolo simbolo della Cooperativa è Rumori fuori scena. Dal 2008 la direzione artistica è di Viviana Toniolo; accanto alla stagione ci sono i Tè letterari, la rassegna Salviamo i Talenti intitolata ad Attilio Corsini e una scuola per spettatori dai 5 ai 105 anni.
Una cosa che non ti dice nessuno su W.A.M. Ironia della morte al Teatro Vittoria — 29 ottobre 2026
Quello che nessuno dice è che a W.A.M. il pubblico recita una parte: nelle note di regia gli spettatori diventano, senza saperlo, la nobiltà viennese a cui Mozart rivolge il suo ultimo concerto e il suo atto d'accusa. Chi si siede in platea pensando di assistere a una lezione in musica si ritrova chiamato in causa.
Non è teatro interattivo nel senso moderno: nessuno viene portato sul palco. È un espediente di scrittura, antico quanto il teatro, che trasforma la sala in un salone di corte. Ma funziona solo se il pubblico lo accetta, e conviene saperlo prima. Quando Mozart parla dei nobili che lo hanno ascoltato senza capirlo, parla a voi.
La seconda cosa che nessuno dice riguarda la musica. Chi si aspetta un concerto con orchestra resterà deluso: è uno spettacolo da camera, con un attore, un soprano e un pianoforte in scena. Il repertorio preciso non è pubblicato. Il fascino sta proprio nella misura ridotta: Mozart scriveva anche per i salotti, e sentirlo in una sala da 560 posti invece che in un grande auditorium restituisce qualcosa di quella dimensione domestica.
La terza: è una sola sera, un giovedì, alla vigilia di un ponte. Chi rimanda rischia di non trovare posto.
Come arrivare al Teatro Vittoria per W.A.M.
Il Teatro Vittoria si raggiunge nel modo più semplice con la metro B, fermata Piramide, a una decina di minuti a piedi: da lì si attraversa piazzale Ostiense, si imbocca via Marmorata e si piega verso il centro di Testaccio fino a piazza di Santa Maria Liberatrice. Il percorso è piano e illuminato.
In metropolitana
La fermata Piramide della linea B è anche il nodo della stazione Roma Ostiense e del treno per il Lido. Da Termini sono pochi minuti. Al ritorno, dopo le 23, controllate l'orario dell'ultima corsa sul sito dell'azienda di trasporto.
Tram e autobus
Il tram 3 percorre via Marmorata e lascia a pochi passi dal centro del quartiere. Testaccio è servito anche da diverse linee di autobus su via Marmorata e sul lungotevere; per l'itinerario esatto conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto.
In auto
Il giovedì sera parcheggiare a Testaccio è un po' meno difficile che nel fine settimana, ma resta un quartiere di vie residenziali con stalli quasi sempre occupati. Meglio lasciare l'auto e prendere la metro.
A piedi
Dal Circo Massimo si arriva in una ventina di minuti lungo via Marmorata. Da Trastevere si attraversa ponte Sublicio e si è già nel rione. Il taxi lascia in piazza, davanti all'ingresso.
Il consiglio che ti do per visitare W.A.M. Ironia della morte al Teatro Vittoria — 29 ottobre 2026
Il consiglio per W.A.M. è prepararsi con mezz'ora di ascolto: un concerto per pianoforte, un'aria da Don Giovanni o dalle Nozze di Figaro, qualche minuto del Requiem, prima di uscire di casa. Arrivare in sala con quelle musiche nelle orecchie cambia la serata.
Lo spettacolo commenta i brani e racconta gli aneddoti: chi ha già in mente le melodie coglie le allusioni, ride delle battute, riconosce le citazioni. Non serve essere esperti, basta un minimo di familiarità. Se andate con ragazzi che studiano musica o che hanno appena incontrato Mozart a scuola, fatelo insieme a loro: è il modo migliore per trasformare una serata a teatro in un ricordo.
Sul resto sono netto. Prenotate: una sola data, di giovedì, alla vigilia del ponte di Ognissanti, significa che i posti si esauriscono prima. Arrivate con venti minuti di anticipo per ritirare i biglietti al botteghino. E scegliete un posto centrale nelle prime file: in uno spettacolo con un attore solo e una cantante, le espressioni del viso e il rapporto con il pianoforte sono metà del racconto. Dopo, una passeggiata fino alla Piramide, con la notte di fine ottobre, chiude bene una serata dedicata a un uomo morto giovane.
Biglietti per W.A.M. Ironia della morte
I biglietti per W.A.M. Ironia della morte al Teatro Vittoria si comprano al botteghino del teatro, sul sito ufficiale della sede o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione; i prezzi sono quelli pubblicati dal teatro. Per informazioni il numero è 06 5781960.
Il botteghino
Secondo il sito del teatro, il botteghino è aperto il lunedì dalle 10 alle 13 e dalle 15:30 alle 19, dal martedì al sabato dalle 11 alle 20, la domenica e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15:30 alle 19, il pomeriggio solo nei giorni di spettacolo.
Quando comprare
Per una data unica il consiglio è acquistare nei giorni precedenti. Il Vittoria ha un pubblico di abbonati affezionati e un bacino di quartiere che riempie facilmente la sala nelle sere singole.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Mozart morì a Vienna nel dicembre 1791 lasciando incompiuto il Requiem; si cita meno spesso che, secondo le note di regia di W.A.M., uno dei suoi rimpianti fu non aver mai ottenuto un incarico stabile di maestro di cappella da nessun sovrano. Il genio più celebrato della musica europea visse gli ultimi anni da libero professionista.
Oggi sembra incredibile. Mozart scrisse opere, sinfonie, concerti, musica sacra, e lavorò per l'imperatore e per le famiglie più ricche d'Europa. Ma la sua carriera si svolse in un momento in cui il modello del musicista di corte stava entrando in crisi e quello del musicista indipendente non era ancora sostenibile. Lo spettacolo usa questo dato come ferita personale: i sovrani non gli hanno concesso nemmeno quel riconoscimento.
Il secondo fatto noto e poco citato riguarda Testaccio. Il rione del Teatro Vittoria è nato a fine Ottocento come quartiere operaio, con le case popolari costruite intorno a piazza di Santa Maria Liberatrice e assegnate ai carrettieri e agli operai del Mattatoio. Portare in questa piazza la storia di un musicista che si ribellava ai nobili ha una coerenza precisa: è il quartiere della borghesia minuta e dei lavoratori, proprio la classe che, secondo il comunicato, alla fine del Settecento prendeva il posto dell'aristocrazia.
Testaccio intorno al Teatro Vittoria
Piazza di Santa Maria Liberatrice è il centro di Testaccio, il rione operaio nato a fine Ottocento fra il Tevere, l'Aventino e il Monte dei Cocci. Una panoramica del quartiere è nella guida su cosa vedere a Testaccio.
La piazza e la chiesa
La piazza è un giardino alberato con panchine e giochi per bambini, frequentato dal quartiere a tutte le ore. Sul lato opposto al teatro si alza la chiesa di Santa Maria Liberatrice. Prima dello spettacolo è il posto giusto per un caffè.
L'ex Mattatoio
In fondo a via Galvani c'è l'ex Mattatoio, il grande complesso che per decenni ha dato lavoro al rione e che oggi ospita spazi culturali e universitari. Il museo diffuso del rione Testaccio ne racconta la storia per le strade.
Piramide e Cimitero Acattolico
Sulla strada per la metro si incontrano la Piramide Cestia, Porta San Paolo e il Cimitero Acattolico, uno dei luoghi più silenziosi di Roma, dove riposano poeti e artisti stranieri morti in città. Per una serata dedicata a un musicista e alla morte, è un vicino eloquente.
Il mercato
Il Nuovo Mercato di Testaccio è il riferimento del quartiere per il cibo di giorno.
La foto giusta da fare a W.A.M. Ironia della morte al Teatro Vittoria — 29 ottobre 2026
La foto giusta, la sera di W.A.M., è la facciata del Teatro Vittoria con la locandina dello spettacolo, ripresa dal giardino di piazza di Santa Maria Liberatrice quando si accendono le luci dell'ingresso. A fine ottobre il buio arriva presto, e alle nove la piazza è illuminata e ancora animata.
Mettete in primo piano gli alberi del giardino e sullo sfondo l'ingresso con il nome dello spettacolo: è l'immagine di un teatro di quartiere che vive dentro la vita del rione. La seconda inquadratura è dall'altro lato della piazza, con la chiesa di Santa Maria Liberatrice alle spalle e il teatro davanti, magari con le case popolari di inizio Novecento ai lati: la piazza dove, secondo la storia della sala, passavano Fabrizi, Totò e la Magnani.
Durante lo spettacolo niente foto e niente video. In una sala da camera, con un soprano che canta senza grande orchestra e un attore che parla al pubblico, un telefono acceso rompe l'incantesimo per tutti. Se volete una terza foto, fatela all'uscita: la Piramide Cestia illuminata, a pochi minuti a piedi, sulla strada per la metro. Un monumento funebre dopo uno spettacolo sulla morte di Mozart: l'ironia la trovate da soli.
Dove mangiare a Testaccio prima o dopo W.A.M.
Testaccio è il quartiere della cucina romana del quinto quarto, nata intorno al Mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Con uno spettacolo alle 21, la scelta è fra cena presto e cena tarda.
Cena prima
Le trattorie del rione aprono in genere verso le sette e mezza. Sedersi alle sette e mezza e alzarsi alle otto e tre quarti è fattibile, a patto di prenotare e di dirlo al cameriere. Il giovedì trovare posto è più semplice che nel fine settimana, ma alla vigilia di un ponte la città si riempie.
Dopo lo spettacolo
Uscendo in tarda serata, alcune pizzerie e locali del quartiere sono ancora aperti. Verso via di Monte Testaccio, ai piedi del Monte dei Cocci, si concentrano i locali serali.
Accessibilità e consigli pratici per W.A.M.
Il Teatro Vittoria offre un servizio di audiodescrizione per alcuni spettacoli della stagione, elencati sul sito; per sapere se riguarda anche W.A.M. e per l'accesso in sala con sedia a rotelle, il riferimento è il botteghino allo 06 5781960. Conviene chiamare prima di acquistare.
Con i ragazzi
W.A.M. è uno spettacolo adatto a ragazzi delle medie e delle superiori che studiano musica o storia: il racconto della Vienna di fine Settecento, fra rivoluzioni e declino della nobiltà, completa bene quello che si studia a scuola. Per i bambini piccoli l'orario serale è un ostacolo.
Dove sedersi
Per uno spettacolo con un attore e una cantante i posti migliori sono al centro della platea, nelle prime file utili: si vedono il volto di Mozart e il rapporto con il pianoforte, e la voce del soprano arriva senza filtri.
Puntualità
Arrivate almeno venti minuti prima. In un monologo che trasforma il pubblico in nobiltà viennese, le prime battute stabiliscono le regole del gioco.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vittoria segue quella di Testaccio: nei primi anni del Novecento il teatro è il punto di ritrovo del quartiere operaio, una palazzina a due piani su una piazza ancora sterrata, di fronte a una chiesa appena costruita. Davanti sorgono le prime case popolari, frutto di un concorso internazionale e assegnate ai carrettieri e agli operai del Mattatoio.
Sul palco del varietà passano, secondo la storia ufficiale della sala, Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani. Nel dopoguerra, negli anni dell'espansione edilizia della capitale, l'edificio originario viene abbattuto e sostituito da un condominio con un cinema al piano terra: il Cinema Vittoria, costruito dall'imprenditore Amati, con platea e balconata, per anni la sala del quartiere.
Nel 1977 Attilio Corsini e Viviana Toniolo fondano la Cooperativa Attori e Tecnici. Nel maggio 1986 cominciano i lavori di trasformazione del cinema in teatro di prosa, su progetto dell'architetto Enrico Nespega, e a dicembre dello stesso anno il Vittoria apre con 560 poltrone di velluto rosso. Negli anni successivi la cooperativa costruisce qui il proprio repertorio, con Rumori fuori scena come titolo simbolo. Nel 2008 la direzione artistica passa a Viviana Toniolo, e al fondatore viene intitolata la rassegna per giovani talenti Salviamo i Talenti. Il 29 ottobre 2026, in questa sala nata dal varietà, va in scena un Mozart che mescola risata e tragedia.
Chi è passato da W.A.M. Ironia della morte al Teatro Vittoria — 29 ottobre 2026
Dal palco del Vittoria sono passate tre generazioni di spettacolo: nel primo teatro di varietà di Testaccio, secondo la storia ufficiale della sala, si esibirono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani, prima di diventare i volti del cinema italiano. Poi il cinema di quartiere, poi il teatro di prosa.
Nel teatro nato nel 1986 hanno lavorato Attilio Corsini, fondatore della Cooperativa Attori e Tecnici, e Viviana Toniolo, direttrice artistica dal 2008, con gli attori della compagnia e le compagnie ospiti di quasi quarant'anni di stagioni. Fra i registi di casa c'è Claudio Boccaccini, che al Vittoria ha portato anche La foto del carabiniere, il monologo sulla sua infanzia romana di cui è autore e interprete.
In questo inizio di stagione il Vittoria ha ospitato la rassegna di improvvisazione Addue e lo spettacolo di danza e circo Napulè. Il 29 ottobre passano da qui Carlo Picchiotti, Claudio Boccaccini, Patrizio Pucello e Olimpia Pagni, con Antonella Balsamo ai costumi e Andrea Goracci alla fonica. E, per una sera, passa anche Wolfgang Amadeus Mozart, con suo padre Leopold, sua moglie Constanze e la nobiltà viennese evocati in scena. Il pubblico, secondo le note di regia, fa la parte dei nobili.
Roma a fine ottobre: la vigilia di Ognissanti
Il 29 ottobre 2026 è un giovedì, alla vigilia del lungo fine settimana di Ognissanti, che quest'anno cade di domenica. È un momento particolare per uno spettacolo che parla di morte con ironia.
Halloween e i defunti
Fra il 31 ottobre e il 2 novembre Roma alterna le feste di Halloween, amatissime dai più giovani, e la tradizione cattolica della visita ai cimiteri. W.A.M., con il suo titolo, si colloca a metà fra i due spiriti: una morte raccontata con una smorfia e un sorriso.
La stagione teatrale
A fine ottobre le stagioni dei teatri romani sono entrate nel vivo. Il Vittoria ha un cartellone che mescola commedia, musica e teatro d'attore: chi scopre la sala con W.A.M. fa bene a guardare anche gli altri titoli del cartellone, come Proposta di matrimonio.
Il clima
Le sere di fine ottobre a Roma sono fresche ma raramente fredde. All'uscita, verso le undici, una giacca basta; la passeggiata fino alla metro Piramide è piacevole.
Domande frequenti su W.A.M. Ironia della morte
Quando va in scena W.A.M. Ironia della morte a Roma?
W.A.M. Ironia della morte va in scena al Teatro Vittoria di Roma giovedì 29 ottobre 2026 alle 21:00, per una sola sera. Il teatro è in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, a Testaccio, e il botteghino risponde allo 06 5781960.
Di cosa parla W.A.M. Ironia della morte?
W.A.M. Ironia della morte ripercorre la vita di Wolfgang Amadeus Mozart fra brani celebri e aneddoti, nella Vienna di fine Settecento. Mozart, alla vigilia della morte, tiene un ultimo concerto per la nobiltà e spiega la mancanza d'amore che ha segnato la sua vita. Il registro alterna ironia e tragedia.
Chi sono gli interpreti di W.A.M.?
In W.A.M. Ironia della morte Mozart è interpretato da Patrizio Pucello, in arte Paciullo, con il soprano Olimpia Pagni. Il testo è di Carlo Picchiotti, la regia e le luci di Claudio Boccaccini, i costumi di Antonella Balsamo. Produce l'associazione culturale Pex.
Chi è Claudio Boccaccini?
Claudio Boccaccini, regista di W.A.M., si è formato all'accademia Sharoff di Roma, è stato allievo di Josef Svoboda e Nikita Mikhalkov e aiuto di Giancarlo Sepe e Marcel Marceau. Dalla metà degli anni Ottanta ha firmato oltre 150 regie e nel 1987 ha fondato la scuola di teatro La Stazione.
Come si arriva al Teatro Vittoria?
Il Teatro Vittoria si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, a una decina di minuti a piedi lungo via Marmorata, oppure con il tram 3. In auto il parcheggio a Testaccio è difficile: la metro resta la scelta migliore, controllando l'ultima corsa al ritorno.
Dove si comprano i biglietti per W.A.M.?
I biglietti per W.A.M. Ironia della morte si comprano al botteghino del Teatro Vittoria, sul sito ufficiale del teatro o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. I prezzi sono pubblicati dal teatro; per informazioni si chiama lo 06 5781960.
W.A.M. è adatto ai ragazzi?
W.A.M. Ironia della morte è adatto a ragazzi delle medie e delle superiori, soprattutto se studiano musica o storia: racconta Mozart e la Vienna di fine Settecento con ironia e musica dal vivo. Per i bambini piccoli l'orario delle 21 è poco adatto.
In chiusura
Ci andrei con un ragazzo che suona il pianoforte o con un amico che ama Mozart senza conoscerlo davvero, dopo mezz'ora di ascolto a casa e una cena presto in trattoria. Uno spettacolo da camera su un genio ferito, in una sala nata dal varietà, alla vigilia dei giorni dedicati ai morti: è una serata piccola, e proprio per questo può restare.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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