Santiago Reset – Il Cammino — Teatro Vittoria — 9 ottobre 2026
Santiago Reset, sottotitolo Il Cammino, va in scena al Teatro Vittoria di Roma venerdì 9 ottobre 2026 alle 21, per una sola replica, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, al centro del rione Testaccio. Il testo e la regia sono di Rossella Pugliese; in scena sei attori, la produzione è di Teatro Segreto/Deneb ETS. Il teatro si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, e una decina di minuti a piedi attraverso il quartiere, oppure con il tram 3 che corre lungo via Marmorata. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Vittoria; i biglietti si comprano al botteghino del teatro o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dalla pagina dello spettacolo su teatrovittoria.it. Per informazioni il teatro indica lo 06 5781960 e l'indirizzo info@teatrovittoria.it; la pagina dello spettacolo riporta per il botteghino anche lo 06 5740170 e lo 06 5740598.
Il portale turistico di Roma Capitale avverte che il programma potrebbe subire variazioni: la pagina dello spettacolo sul sito del Vittoria è il riferimento da controllare nei giorni precedenti.
Santiago Reset in breve: data, orario, compagnia
Santiago Reset è una sera sola, venerdì 9 ottobre 2026 alle 21, e chi la perde non ha una seconda occasione al Vittoria in questa stagione. È il dato più importante da tenere a mente, perché cambia il modo di organizzarsi: niente attese dell'ultimo momento, niente «ci andiamo la settimana prossima».
La scheda essenziale
- Titolo: Santiago Reset. Il Cammino.
- Data e ora: venerdì 9 ottobre 2026, ore 21.
- Sede: Teatro Vittoria, piazza di Santa Maria Liberatrice 10, Testaccio.
- Testo e regia: Rossella Pugliese.
- Interpreti, in ordine alfabetico come li elenca il teatro: Arianna Zarri, Andrea Impagnatiello, Arina Sazontova, Alfonso Brescia, Roberta Pinto, Angelica Troiani.
- Produzione: Teatro Segreto/Deneb ETS.
Dove si colloca nella stagione
Nel sito del Vittoria lo spettacolo fa parte della sezione A porte aperte, lo spazio che il teatro riserva a produzioni ospiti con una o poche repliche. Nel calendario viene subito dopo Napulè e prima di La parabola discendente di un padre ambientalista; seguono Contagio, Ternitti e Happy Birth+Day. È una collocazione che dice molto: un testo nuovo, di un'autrice che è anche attrice, in una sala che da quarant'anni lavora con le compagnie e non solo con i nomi di richiamo.
Di cosa parla Santiago Reset: sei pellegrini sul Cammino
Santiago Reset racconta l'incontro di sei pellegrini che, senza volerlo, diventano un gruppo lungo il Cammino di Santiago. Il teatro lo presenta come una storia fatta di ironia, fragilità e desiderio di rinascita, in cui il percorso a piedi costringe i personaggi a guardarsi davvero.
I sei personaggi
La presentazione del Vittoria li descrive uno per uno, con poche pennellate. Francesca parte con un ukulele, uno zaino troppo pieno e una promessa. Paolo le cammina accanto con un'ironia pungente e protettiva. Diego avanza in bilico fra fede e inquietudine. Lyubov corre per non lasciarsi cadere addosso ciò che pesa. Diana procede d'istinto, come un animale; Olivia invece misura tutto, finché non impara a fidarsi dell'incertezza. Sei temperamenti diversi, messi insieme dal caso, che lo spettacolo osserva mentre imparano a stare vicini.
Il paesaggio del Cammino
Il testo evoca boschi, mesetas e frecce gialle: le frecce dipinte su muri, pietre e pali che indicano la direzione ai pellegrini, e gli altipiani castigliani, lunghi e piatti, che chiunque abbia fatto il Cammino francese ricorda come la parte più dura per la testa, più che per le gambe. Sul palco del Vittoria quel paesaggio non si vede, si immagina: è il bello del teatro di parola.
Il senso del titolo
La presentazione chiude con un'idea precisa: Santiago non è una meta, è il Cammino, il luogo dove si impara a lasciare andare, a restare quando serve, a ripartire quando si può. Il «reset» del titolo è questo, un passo che non arriva da nessuna parte ma apre alla possibilità di ricominciare. Chi cerca uno spettacolo sul turismo religioso resterà spiazzato; chi ha vissuto una crisi e ne è uscito camminando si riconoscerà in più di una battuta.
Il tono
Dalle parole del teatro emerge un registro misto: la notte che raccoglie i pellegrini sotto lo stesso cielo, la scoperta che condividere un passo non significa capirsi, ma che basta esserci anche solo per un tratto. È un tono da commedia amara, più che da dramma. La nostra impressione è che sia il registro giusto: i cammini lunghi sono pieni di risate nervose e di silenzi improvvisi, e raccontarli solo sul serio li tradisce.
Chi è Rossella Pugliese, autrice e regista di Santiago Reset
Rossella Pugliese è un'attrice e autrice calabrese, nata a Cariati, in provincia di Cosenza, e residente a Roma. Santiago Reset porta la sua firma sia come testo sia come regia, e arriva dopo un percorso che unisce danza, cinema, televisione e soprattutto teatro.
La formazione: dalla danza alla scena
La sua scheda d'agenzia racconta una formazione partita dalla danza: un diploma in danza classica alla British Art of Ballet di Londra nel 2006 e un diploma in danza moderna, jazz e contemporanea all'Associazione Italiana Danzatori nel 2008. Poi il teatro: il laboratorio biennale alla Stazione di Claudio Boccaccini nel 2009 e 2010, un lavoro sulla parola e la presenza scenica con Giancarlo Sepe nel 2012, uno studio con Antonello Fassari su La notte brava di Pasolini nello stesso anno. Seguono gli studi con Ruggero Cappuccio e Nadia Baldi, un lavoro su Jodorowsky con Lello Arena nel 2014, il laboratorio con Emma Dante nel 2015 e, nel 2016, uno stage con Andrea Costantini e un seminario in inglese con la casting director Nancy Bishop.
Il teatro da interprete
Sul palco Rossella Pugliese ha lavorato con registi importanti. Nel 2019 è stata Ismene in Edipo a Colono diretto da Rimas Tuminas per il Teatro Stabile di Napoli, e nello stesso anno Carmela in A che servono questi quattrini con la regia di Giuseppe Miale Di Mauro. Per il Napoli Teatro Festival ha interpretato Patrizio vs Oliva, testo di Patrizio Oliva diretto da Alfonso Postiglione, e nel 2020 Pentathlon, nella sezione dedicata allo sport. Sempre nel 2020 è stata protagonista di Se io vivessi tu moriresti di Miguel Castro Caldas al festival Primavera dei Teatri di Castrovillari. Nel 2021 ha recitato in Via D'Amelio 19 di Roberto Del Gaudio, nel 2022 in La Salvazione di Angelo Colosimo, con la regia di Chiara Callegari, al Campania Teatro Festival, e nel 2023 in Fiori d'acciaio nell'adattamento e con la regia di Michela Andreozzi e Massimiliano Vado.
Ultimo Strip: la prima prova da autrice
Il passaggio decisivo verso la scrittura è Ultimo Strip, un monologo scritto, diretto e interpretato da lei stessa. Nel 2020 è nato dentro il progetto Racconti per ricominciare di Vesuvio Teatro, fra 2021 e 2023 è andato in scena per il Campania Teatro Festival e nel 2024 è tornato in cartellone. È un dato che aiuta a leggere Santiago Reset: un'autrice che ha imparato a scrivere partendo dal proprio corpo in scena, e che ora affida le parole a sei interpreti.
Cinema e televisione
Al cinema ha lavorato con Ettore Scola in Che strano chiamarsi Federico nel 2013, con Claudio Insegno in Effetti indesiderati nel 2014, con Nadia Baldi in Veleni nel 2015, con Lucio Bastolla in Passpartù. Operazione doppio zero nel 2018, e più volte con Ruggero Cappuccio: Il corpo di Napoli nel 2019, Il sorriso di San Giovanni nel 2021, Shakespeare re di Napoli nel 2022. In televisione è comparsa in I bastardi di Pizzofalcone 2 diretto da Alessandro D'Alatri, in Il commissario Rex, in Rossella di Gianni Lepre e in Il ritmo della vita di Rossella Izzo. Fra i cortometraggi, Antonio di Emiliano De Martino è stato presentato fuori concorso alla 78a Mostra del cinema di Venezia.
Un profilo del Sud
La stessa scheda indica la capacità di recitare nei dialetti calabrese, napoletano e siciliano. Non è un dettaglio: gran parte del suo lavoro teatrale è passato dai festival campani e calabresi, e la scena del Sud ha una tradizione di teatro corale e di parola che si ritrova nell'idea di sei personaggi che si raccontano camminando.
La compagnia di Santiago Reset
In scena ci sono sei interpreti: Arianna Zarri, Andrea Impagnatiello, Arina Sazontova, Alfonso Brescia, Roberta Pinto e Angelica Troiani, nell'ordine alfabetico scelto dal teatro. La produzione è di Teatro Segreto/Deneb ETS.
Sei attori per sei pellegrini
La corrispondenza fra sei interpreti e sei personaggi fa pensare a un lavoro corale, senza un protagonista unico. Il teatro non indica chi interpreta chi: il gusto della serata è anche scoprire quale volto corrisponde a Francesca con l'ukulele, a Paolo con la sua ironia, a Lyubov che corre, a Olivia che misura.
Uno spettacolo d'ensemble
Nel teatro corale il ritmo conta più della singola prova d'attore: le entrate, le sovrapposizioni, le pause. È il tipo di spettacolo che rende di più in una sala di medie dimensioni come il Vittoria, dove la voce arriva senza sforzo anche dalla galleria e si coglie la relazione fra gli interpreti, che in uno spettacolo sul camminare insieme è tutto.
Il Teatro Vittoria, sede di Santiago Reset a Testaccio
Il Teatro Vittoria è la sala di prosa di Testaccio, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10: 560 poltrone di velluto rosso, aperta nella forma attuale nel dicembre 1986 e gestita dalla Cooperativa Attori e Tecnici, fondata nel 1977 da Attilio Corsini e Viviana Toniolo.
Dal varietà di quartiere
La storia ufficiale del teatro parte dai primi anni del Novecento, quando il Vittoria era una palazzina a due piani affacciata su una piazza ancora sterrata e su una chiesa allora appena costruita. Vi si faceva varietà, il genere che più tardi avrebbe preso il nome di avanspettacolo, e su quel palco passarono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani.
Al cinema del dopoguerra
Negli anni della grande crescita edilizia di Roma l'edificio fu demolito. Al suo posto nacque un condominio con un cinema al piano terra, dotato di platea e balconata, costruito dall'imprenditore Amati, che a Roma e fuori possedeva diverse sale. Per anni il Cinema Vittoria fu lo svago dei testaccini.
Al teatro di prosa del 1986
Nel maggio 1986 cominciarono i lavori per trasformare il cinema in teatro, su progetto dell'architetto Enrico Nespega voluto da Attilio Corsini. A dicembre la sala era già aperta. Da allora ha ospitato compagnie italiane e straniere e le produzioni della cooperativa, con Rumori fuori scena come titolo più amato. Dal 2008 la direzione artistica è di Viviana Toniolo.
Perché il Vittoria è il posto giusto per questo testo
La Cooperativa Attori e Tecnici ha sempre preferito il lavoro di compagnia al nome in cartellone, e ha costruito negli anni spazi per autori e interpreti giovani, come la rassegna Salviamo i Talenti dedicata ad Attilio Corsini. Uno spettacolo corale di un'autrice attrice, con sei interpreti e una sola data, trova qui un pubblico abituato ad ascoltare. È un'opinione netta: in una sala del centro più mondana Santiago Reset rischierebbe di passare inosservato, al Vittoria no.
Le altre attività della sala
Il teatro organizza i Tè letterari, arrivati alla trentesima edizione, e una scuola di recitazione per spettatori dai 5 ai 105 anni, come la chiama il teatro stesso. Per alcuni spettacoli della stagione offre un servizio di audiodescrizione. Chi ha già visto Addue al Teatro Vittoria a inizio ottobre conosce la sala e il suo pubblico.
Testaccio intorno al teatro
Piazza di Santa Maria Liberatrice è il cuore civile di Testaccio, il rione operaio cresciuto fra fine Ottocento e primo Novecento fra il Tevere, l'Aventino e il Monte dei Cocci. Di fronte al teatro sorsero le prime case popolari, frutto di un concorso internazionale di architettura e assegnate soprattutto a carrettieri e operai del mattatoio.
La piazza
Il giardino alberato della piazza, con le panchine e i giochi per bambini, è il salotto del quartiere. Sul lato opposto al teatro si alza la chiesa di Santa Maria Liberatrice. Un venerdì sera di ottobre la piazza è piena di gente del rione: è il miglior posto per aspettare l'apertura della sala.
L'Ex Mattatoio
In fondo a via Galvani c'è l'Ex Mattatoio, il grande impianto industriale che ha dato lavoro al quartiere per decenni e oggi ospita spazi espositivi e universitari. Una panoramica del rione è nella nostra guida su cosa vedere a Testaccio, e i luoghi della sua storia sono raccontati dal Museo diffuso del Rione Testaccio.
La Piramide e il Cimitero Acattolico
Andando verso la metro si passa accanto alla Piramide Cestia e al Cimitero Acattolico. Per chi arriva nel tardo pomeriggio è una deviazione di mezz'ora che vale la serata.
L'Aventino
Testaccio è ai piedi dell'Aventino: in una ventina di minuti di salita si arriva al Giardino degli Aranci, con la terrazza sul Tevere. A inizio ottobre il sole tramonta intorno alle 19: si fa in tempo a vederlo e a scendere a teatro.
Come arrivare al Teatro Vittoria per Santiago Reset
Il modo più semplice per arrivare al Teatro Vittoria è la metro B fino a Piramide, poi una decina di minuti a piedi: si attraversa piazzale Ostiense, si prende via Marmorata e si piega verso il centro del rione fino a piazza di Santa Maria Liberatrice.
In metro
Piramide è anche il nodo della stazione Roma Ostiense e della ferrovia per il Lido. Da Termini il viaggio dura pochi minuti. Il venerdì il servizio serale della metro ha orari diversi dai feriali: verificate l'ultima corsa sul sito dell'azienda di trasporto prima di uscire.
In tram e in autobus
Il tram 3 percorre via Marmorata e lascia a pochi passi dal centro del quartiere. Diverse linee di autobus passano per via Marmorata e per il lungotevere: per l'itinerario dalla vostra partenza conviene il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto.
In auto
Il venerdì sera Testaccio si riempie per le trattorie e il parcheggio diventa una caccia. Conviene lasciare l'auto e usare la metro, che è vicina e comoda.
A piedi dal centro
Dal Circo Massimo si scende lungo via Marmorata in una ventina di minuti. Da Trastevere si passa il ponte Sublicio e si è già nel rione. In taxi si scende in piazza, davanti all'ingresso.
Biglietti per Santiago Reset
I biglietti per Santiago Reset si comprano al botteghino del Teatro Vittoria o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, indicato nella pagina dello spettacolo sul sito del teatro. Il listino della stagione 2026/27, con platea e galleria, è pubblicato sul sito ufficiale nella sezione dedicata ai prezzi.
Il botteghino
Il botteghino del Vittoria apre il lunedì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19; dal martedì al sabato dalle 11 alle 20 con orario continuato; la domenica e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19, il pomeriggio solo con spettacolo. Il teatro avverte che non accetta pagamenti con American Express e Diners.
Platea o galleria
Per uno spettacolo di parola e di gruppo come questo preferisco la platea centrale, a metà sala: si vedono tutti e sei gli interpreti senza girare la testa e si colgono le espressioni. La galleria ha il vantaggio della visione d'insieme, utile quando la regia lavora sui movimenti del gruppo.
Una data, pochi posti
Con una sola replica e una sala da 560 posti, conviene comprare con qualche giorno di anticipo, soprattutto se venite in gruppo e volete sedere vicini.
Come organizzare la serata
Con l'inizio alle 21 di venerdì 9 ottobre, la serata si organizza bene in tre tempi: passeggiata nel rione, cena presto o aperitivo, teatro.
Prima dello spettacolo
Arrivate a Testaccio verso le 19, fate due passi fra la Piramide e la piazza e sedetevi a cena alle 19.30. Testaccio è il quartiere della cucina romana tradizionale e del quinto quarto: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata, eredità del vicino mattatoio. Il venerdì sera le trattorie più note si riempiono in fretta: prenotate.
Dopo lo spettacolo
All'uscita il rione è ancora vivo, con bar e locali aperti intorno alla piazza e verso il Monte dei Cocci. Chi vuole commentare lo spettacolo ha un tavolino a due passi.
Un fine settimana a sud del centro
Il sabato dopo, con il Nuovo Mercato Testaccio a colazione, la salita all'Aventino e una passeggiata verso Trastevere o su fino al Gianicolo, si completa un fine settimana a piedi. Ed è una coerenza che dopo uno spettacolo sul Cammino pare giusta.
Accessibilità, età consigliata e consigli pratici
Il Teatro Vittoria offre l'audiodescrizione per alcuni spettacoli indicati sul sito; per sapere se Santiago Reset è compreso e per l'accesso con sedia a rotelle il riferimento è il botteghino.
Per chi è
Il testo parla di adulti in crisi e in ripartenza, con ironia. Gli adolescenti che hanno sentito parlare del Cammino di Santiago, magari da un genitore che l'ha percorso, possono trovarlo interessante; per i bambini piccoli sceglierei altro.
Durata
La durata non è indicata dal teatro. Conviene arrivare venti minuti prima delle 21 per ritirare i biglietti e prendere posto senza fretta.
Una curiosità su Santiago Reset - Il Cammino — Teatro Vittoria — 9 ottobre 2026
La curiosità riguarda la strada che ha portato l'autrice fin qui. Rossella Pugliese nasce come danzatrice: la sua scheda professionale registra un diploma in danza classica alla British Art of Ballet di Londra nel 2006 e uno in danza moderna, jazz e contemporanea all'Associazione Italiana Danzatori due anni dopo. Solo più tardi arrivano i laboratori di teatro con Claudio Boccaccini, Giancarlo Sepe, Antonello Fassari, Ruggero Cappuccio e Nadia Baldi, Emma Dante.
Chi viene dalla danza pensa per corpi in movimento prima che per battute, ed è difficile immaginare un tema più adatto del Cammino di Santiago: uno spettacolo sul camminare, dove il passo, la fatica, il ritmo sono la materia stessa della storia. Non so come la regia risolva in scena i chilometri dei pellegrini, e il teatro non lo racconta; ma la formazione dell'autrice lascia pensare che il movimento dei sei attori conterà quanto il testo. Chi ha l'occhio allenato alla danza farà bene a osservare come il gruppo si dispone sul palco, come si avvicina e si allontana: è lì che, in uno spettacolo sul diventare gruppo senza volerlo, si legge il racconto più vero.
Una cosa che non ti dice nessuno su Santiago Reset - Il Cammino — Teatro Vittoria — 9 ottobre 2026
Quello che raramente si dice degli spettacoli con una sola data è che sono spesso i più interessanti della stagione e i meno visti. Le produzioni ospiti delle rassegne come A porte aperte arrivano al Vittoria senza la macchina promozionale dei titoli di cartello, e il loro pubblico si forma con il passaparola. Il risultato è che chi c'è si ritrova in una sala di spettatori curiosi, e gli attori lo sentono.
La seconda cosa riguarda il Cammino. Chi non l'ha fatto lo immagina come una prova di resistenza fisica, e lo è; chi l'ha fatto sa che la vera fatica è un'altra, quella di convivere per settimane con sconosciuti con cui si divide la strada, le camerate, i pasti. La presentazione di Santiago Reset centra esattamente questo punto: condividere un passo non significa capirsi, basta esserci anche solo per un tratto. È la lezione più difficile di ogni viaggio collettivo. Ecco perché consiglio questo spettacolo anche a chi il Cammino non lo farà mai: parla dei gruppi, delle famiglie, dei colleghi, di tutte le compagnie che non ci siamo scelti.
Il consiglio che ti do per visitare Santiago Reset - Il Cammino — Teatro Vittoria — 9 ottobre 2026
Il consiglio è di arrivare a teatro a piedi, e non per retorica. Scendete a Piramide con un'ora di anticipo, passate accanto alla Piramide Cestia e al muro del Cimitero Acattolico, risalite via Marmorata e girate dentro le vie delle case popolari fino alla piazza. Venti minuti di passo lento: il modo migliore per entrare nello spirito di uno spettacolo sul camminare.
Poi, un consiglio pratico. Il testo presenta i sei personaggi con tratti forti e riconoscibili: Francesca con l'ukulele e lo zaino troppo pieno, Paolo ironico, Diego fra fede e inquietudine, Lyubov che corre, Diana che segue l'istinto, Olivia che misura tutto. Leggeteli prima di entrare, così in sala non perdete i primi minuti a capire chi è chi. Se venite in due, scegliete a testa un personaggio in cui vi riconoscete e confrontatevi all'uscita: è un gioco che dopo gli spettacoli corali funziona sempre. Infine, sedetevi in platea al centro: con sei interpreti in scena, la visione frontale è quella che rende giustizia alla regia.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che il Teatro Vittoria sia stato un cinema lo sanno in molti a Testaccio; meno spesso si ricorda quanto sia stata rapida la sua trasformazione. I lavori cominciarono nel maggio 1986 e a dicembre dello stesso anno la sala riapriva come teatro di prosa, con 560 poltrone di velluto rosso e un palcoscenico ampio. Sette mesi, secondo la storia ufficiale del teatro, per convertire il vecchio Cinema Vittoria costruito dall'imprenditore Amati nel dopoguerra, con la sua platea e la sua balconata, in una delle sale di prosa più frequentate della città.
Il progetto fu affidato da Attilio Corsini all'architetto Enrico Nespega. Corsini aveva fondato nel 1977, con Viviana Toniolo, la Cooperativa Attori e Tecnici, una compagnia in cui i soci decidevano insieme e in cui il marchio del gruppo contava più del nome del singolo attore. Quell'idea di teatro fatto in comune torna, con una coincidenza che vale la pena sottolineare, in uno spettacolo come Santiago Reset, dove sei sconosciuti diventano gruppo strada facendo. La cooperativa ha fatto lo stesso cammino, in una sala di quartiere, per quasi cinquant'anni.
La foto giusta da fare a Santiago Reset - Il Cammino — Teatro Vittoria — 9 ottobre 2026
Durante lo spettacolo niente foto: in un testo di parola un telefono acceso disturba attori e vicini. La foto giusta si fa fuori, e il tema la suggerisce da sé.
La prima inquadratura è la facciata del teatro con la locandina di Santiago Reset, ripresa dal giardino di piazza di Santa Maria Liberatrice verso le 20.30, quando le luci dell'ingresso sono accese e la piazza è ancora piena di gente. Mettete in primo piano un tratto del vialetto alberato, come fosse una strada: è il Cammino in versione testaccina. La seconda è dall'altro lato, con la chiesa di Santa Maria Liberatrice alle spalle e il teatro davanti, la stessa prospettiva che avevano gli spettatori del varietà di inizio Novecento. Chi arriva in anticipo può aggiungere una terza foto, lungo la strada dalla metro: la Piramide Cestia illuminata, punto di partenza della vostra piccola passeggiata. Tre immagini in sequenza raccontano una serata a piedi, e dopo uno spettacolo sul Cammino è un piccolo diario di viaggio che ha senso tenere.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vittoria segue quella del rione. All'inizio del Novecento Testaccio è un quartiere operaio di frontiera: davanti al teatro sorgono le prime case popolari, frutto di un concorso internazionale di architettura, assegnate a carrettieri e operai del mattatoio. Il Vittoria di allora, palazzina a due piani affacciata su una piazza sterrata e su una chiesa nuovissima, è il varietà del quartiere, e sul suo palco si esibiscono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani.
Nel dopoguerra, con la grande espansione edilizia della capitale, la palazzina viene demolita e sostituita da un condominio con cinema al piano terra, costruito dall'imprenditore Amati. Nel 1977 Attilio Corsini e Viviana Toniolo fondano la Cooperativa Attori e Tecnici. Nel maggio 1986 cominciano i lavori di trasformazione del cinema, su progetto dell'architetto Enrico Nespega, e nel dicembre dello stesso anno il teatro di prosa apre al pubblico. Negli anni successivi Rumori fuori scena diventa il titolo simbolo della casa. Nel 2008 la direzione artistica passa a Viviana Toniolo, e al fondatore viene intitolato il premio della rassegna Salviamo i Talenti, dedicata ai giovani. Oggi i Tè letterari del teatro sono arrivati alla trentesima edizione.
Chi è passato da Santiago Reset - Il Cammino — Teatro Vittoria — 9 ottobre 2026
Il palco del Vittoria ha visto passare tre stagioni dello spettacolo romano. Nel varietà di inizio Novecento, secondo la storia ufficiale della sala, salirono in scena Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani, prima di diventare i volti del cinema italiano. Nel teatro di prosa nato nel 1986 hanno lavorato Attilio Corsini, fondatore della Cooperativa Attori e Tecnici, e Viviana Toniolo, che ne guida la direzione artistica dal 2008, insieme agli attori della cooperativa e alle compagnie italiane e straniere ospitate in quasi quarant'anni.
Il 9 ottobre 2026 si aggiungono Rossella Pugliese, autrice e regista, e i sei interpreti di Santiago Reset: Arianna Zarri, Andrea Impagnatiello, Arina Sazontova, Alfonso Brescia, Roberta Pinto e Angelica Troiani, con la produzione di Teatro Segreto/Deneb ETS. Pugliese porta a Testaccio un percorso che è passato per il Teatro Stabile di Napoli con l'Edipo a Colono di Rimas Tuminas, per il Napoli Teatro Festival, il Campania Teatro Festival e Primavera dei Teatri, e per il cinema di Ettore Scola e Ruggero Cappuccio. Nella stessa stagione, sullo stesso palco, sono passati o passeranno gli Appiccicaticci di Addue e i titoli della rassegna A porte aperte che seguono in calendario.
Domande frequenti su Santiago Reset
Quando va in scena Santiago Reset al Teatro Vittoria?
Santiago Reset va in scena al Teatro Vittoria di Roma venerdì 9 ottobre 2026 alle 21, in un'unica replica. Il teatro è in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, a Testaccio. Il portale turistico di Roma Capitale avverte che il programma può subire variazioni: conviene controllare la pagina dello spettacolo sul sito del teatro nei giorni precedenti.
Chi ha scritto e diretto Santiago Reset?
Santiago Reset è scritto e diretto da Rossella Pugliese, attrice e autrice nata a Cariati, in Calabria, che ha lavorato con registi come Rimas Tuminas, Ruggero Cappuccio ed Ettore Scola. Il suo monologo Ultimo Strip, scritto, diretto e interpretato da lei, è andato in scena al Campania Teatro Festival.
Chi sono gli attori di Santiago Reset?
Gli interpreti di Santiago Reset, in ordine alfabetico come li indica il Teatro Vittoria, sono Arianna Zarri, Andrea Impagnatiello, Arina Sazontova, Alfonso Brescia, Roberta Pinto e Angelica Troiani. Sono sei, come i pellegrini della storia. La produzione è di Teatro Segreto/Deneb ETS.
Di cosa parla Santiago Reset?
Santiago Reset racconta sei pellegrini sul Cammino di Santiago che diventano un gruppo senza volerlo: Francesca, Paolo, Diego, Lyubov, Diana e Olivia. Fra ironia e fragilità, tra boschi, mesetas e frecce gialle, il percorso li costringe a guardarsi davvero e apre la possibilità di ricominciare.
Come si arriva al Teatro Vittoria?
Il Teatro Vittoria si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, e una decina di minuti a piedi lungo via Marmorata fino a piazza di Santa Maria Liberatrice. Il tram 3 passa per via Marmorata. In auto il parcheggio del venerdì sera a Testaccio è difficile.
Dove si comprano i biglietti per Santiago Reset?
I biglietti per Santiago Reset si comprano al botteghino del Teatro Vittoria, aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 20, o sul circuito di prevendita autorizzato indicato dalla pagina dello spettacolo. I prezzi della stagione sono pubblicati sul sito del teatro. Il teatro non accetta American Express e Diners.
Santiago Reset è adatto ai ragazzi?
Santiago Reset al Teatro Vittoria parla di adulti che attraversano una crisi e cercano di ripartire, con un tono ironico. Può interessare gli adolescenti curiosi del Cammino di Santiago; per i bambini piccoli è preferibile scegliere altri titoli della stagione.
Il consiglio finale
Una sola sera, un testo nuovo, sei attori e una sala di quartiere con quarant'anni di prosa alle spalle: conviene prenotare subito, arrivare a piedi dalla Piramide e sedersi in platea al centro. E all'uscita, prima di tornare verso la metro, farei due passi in più nel rione. Dopo uno spettacolo sul Cammino, fermarsi subito sarebbe un peccato.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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