Ordinare il mondo. L’Archivio di Nanda Lanfranco al MAXXI — dal 13 novembre 2026 al 31 gennaio 2027
Ordinare il mondo. L'Archivio di Nanda Lanfranco è aperta al MAXXI dal 13 novembre 2026 al 31 gennaio 2027, nel foyer Carlo Scarpa del Museo nazionale delle arti del XXI secolo, in via Guido Reni 4a, nel quartiere Flaminio. È un focus a cura di Lara Conte dedicato alla fotografa genovese che per decenni ha documentato l'arte contemporanea italiana e internazionale. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19, il lunedì è chiuso e la biglietteria chiude un'ora prima del museo. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 168 e 982; su via Guido Reni c'è una fermata che porta il nome del museo. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del MAXXI, e i biglietti si comprano alla cassa o sul canale di vendita online indicato dal sito ufficiale della sede. L'ultimo giorno utile è domenica 31 gennaio 2027.
Nanda Lanfranco è uno di quei nomi che il grande pubblico non conosce e che gli addetti ai lavori hanno visto ovunque, spesso senza saperlo: sotto le fotografie di Domus, di Artforum, del Giornale dell'Arte. Il MAXXI le dedica una mostra raccolta, da vedere con calma, che racconta da dietro l'obiettivo mezzo secolo di arte contemporanea. È la mostra piccola dell'inverno romano che vale più di molte grandi.
Nanda Lanfranco al MAXXI: date, orari e sede
Il focus su Nanda Lanfranco dura dal venerdì 13 novembre 2026 alla domenica 31 gennaio 2027, e occupa il foyer Carlo Scarpa del MAXXI, lo spazio d'ingresso del museo. Le date sono quelle pubblicate sulla pagina italiana del museo.
Gli orari di apertura
Il MAXXI apre dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19 e chiude il lunedì. La biglietteria è aperta fino a un'ora prima della chiusura: chi arriva alle 18:10 trova la cassa chiusa. Per le aperture straordinarie e per le festività fra dicembre e gennaio il riferimento è il sito ufficiale del museo.
Il formato «focus»
Il MAXXI chiama focus le mostre di dimensioni contenute, costruite intorno a un nucleo preciso di opere o documenti. Non è una retrospettiva monumentale: è un affondo, da vedere in un'ora, magari abbinato alle altre mostre in corso nel museo. Il consiglio è di trattarlo come il motivo principale della visita, non come una tappa di passaggio.
L'indirizzo
Il MAXXI si trova in via Guido Reni 4a, 00196 Roma, nel quadrante nord della città fra via Flaminia e il Tevere. Per informazioni il museo risponde allo 06 3201954.
Cosa si vede in Ordinare il mondo
Ordinare il mondo è dedicata alla valorizzazione dell'archivio di Nanda Lanfranco, il cui fondo è in comodato d'uso al MAXXI, presso il Centro Archivi MAXXI Arte. La mostra ripercorre il suo lavoro di fotografa, rimasto a lungo lontano dai riflettori ma centrale nel documentare figure ed esposizioni chiave della scena artistica italiana e internazionale.
Dagli esordi genovesi a Celant
Il percorso parte dagli esordi genovesi degli anni Settanta, segnati dall'incontro con la fotografia di performance grazie alla collaborazione con la Samangallery, e arriva alla lunga amicizia con Germano Celant. È il filo biografico che il MAXXI indica come struttura della mostra: la professione di documentarista intrecciata a una ricerca personale raffinata.
L'immagine guida: Pistoletto al Pompidou
L'immagine scelta dal museo per presentare il focus ritrae Michelangelo Pistoletto durante l'allestimento di Identité Italienne. L'art en Italie depuis 1959, la mostra del Centre Pompidou di Parigi del 1981. È una scelta che dice molto: non l'opera finita, ma l'artista al lavoro, nel momento in cui una mostra prende forma. È esattamente il punto di vista di Lanfranco.
Le riviste
Le fotografie di Lanfranco sono uscite su numerose riviste specializzate, da Domus ad Artforum, da Artpress al Giornale dell'Arte. Chi ha sfogliato quelle pagine negli ultimi decenni ha visto il suo lavoro senza forse conoscerne il nome: la mostra restituisce un autore a immagini che molti hanno già in testa.
Il titolo
Ordinare il mondo è un titolo esatto. L'archivio di una fotografa che per trent'anni ha seguito mostre, allestimenti e artisti è un tentativo di mettere ordine in un universo che per natura ne ha poco. Il focus mostra come quell'ordine sia stato costruito, fotografia dopo fotografia.
Chi era Nanda Lanfranco
Nanda Lanfranco, all'anagrafe Ferdinanda Riccarda Mercedes Garaventa, è nata a Genova nel 1935 ed è morta a Pieve Ligure. Ha preso il cognome del marito, Sergio Lanfranco, ed è arrivata alla fotografia in età adulta, dopo anni dedicati alla famiglia. La sua biografia più completa, pubblicata dall'Enciclopedia delle donne, è firmata dalla figlia, Monica Lanfranco.
L'infanzia a Calcinara
Nata in una famiglia molto povera, trascorse l'infanzia sulle alture del Genovesato, sfollata con la famiglia durante la guerra a Calcinara di Uscio, sopra Recco, in Val Fontanabuona. Quel luogo, amato e odiato, sarebbe rimasto per tutta la vita il posto da cui allontanarsi e insieme quello a cui tornare con l'obiettivo.
L'incontro con Celant
Intorno alla metà degli anni Settanta Lanfranco frequentò a Genova alcuni corsi di arte e fotografia tenuti da un Germano Celant ancora sconosciuto, che sarebbe diventato uno dei critici d'arte più noti al mondo. Fu l'inizio di un'amicizia e di una collaborazione mai interrotte. Nel piccolo bagno di casa, nel quartiere della Foce, sviluppò i primi negativi.
La Hasselblad e il formato quadrato
Da quegli anni si precisa la sua preferenza tecnica per il formato quadrato e per la Hasselblad, con la ripresa dall'alto, non frontale, tipica di quella macchina. È un modo di guardare che chi entra nel foyer riconoscerà subito: l'inquadratura composta, il soggetto osservato con una distanza rispettosa.
Le performance degli anni Settanta
Nel 1975 fotografò le performance di Laurie Anderson a Genova; l'anno successivo, alla Biennale di Venezia, quelle di Marina Abramović e Ulay. Collaborò a lungo con la Samangallery di Genova, dove conobbe Michelangelo Pistoletto, di cui avrebbe documentato il percorso.
Trent'anni di mostre
Per oltre trent'anni è stata presente, anche per il Giornale dell'Arte, alle grandi rassegne di Venezia e Kassel. Accanto al lavoro su commissione ha stretto rapporti personali con alcuni artisti, documentandone anche la vita privata, i compagni, i genitori, gli animali domestici: un archivio intimo, rigorosamente in bianco e nero.
La ricerca personale
Schiva, restia a esporre, ha fatto poche mostre. Dal 1985 fotografò le statue del Cimitero monumentale di Staglieno, dove portò anche Paolo Poli per alcuni ritratti; seguirono nature morte che emergono dal buio e, fra il 1987 e il 1989, il ciclo Tempo rubato, pubblicato da Allemandi nel 1989, con corpi di donne e uomini anziani di Calcinara. Nel 1991 una mostra ad Aosta, Foto di gruppo, curata da Alvar González-Palacios, riunì i suoi ritratti di artisti. Fino alla metà degli anni Novanta lavorò a un ciclo sui Tarocchi, Mise en abyme, pubblicato da Allemandi nel 1995.
L'archivio oggi
Il suo archivio copre un arco che va dagli anni Settanta al primo decennio del Duemila ed è oggi una delle fonti più ricche sulla storia dell'arte contemporanea in Europa. Oltre al comodato al MAXXI, il Castello di Rivoli custodisce un Fondo Nanda Lanfranco, istituito nel 2025, con oltre duecento unità fra stampe, diapositive e negativi.
Una curiosità su Ordinare il mondo. L'Archivio di Nanda Lanfranco al MAXXI — dal 13 novembre 2026 al 31 gennaio 2027
Nanda Lanfranco fotografò Marina Abramović e Ulay alla Biennale di Venezia del 1976, quando la coppia era all'inizio della sua storia artistica comune. Cinquant'anni dopo, nello stesso inverno romano, la Galleria Nazionale d'Arte Moderna dedica ad Abramović una grande mostra, dal 18 novembre 2026 al 4 aprile 2027, a poche fermate di tram dal MAXXI. Chi visita entrambe vede l'artista da due lati: le opere nella sua mostra, e gli inizi nello sguardo di chi era in sala.
Seconda curiosità: fra i ritratti più singolari di Lanfranco ci sono quelli che fece a Paolo Poli fra le statue di Staglieno, il cimitero monumentale di Genova. L'attore fiorentino, che lei ammirava molto, in mezzo ai marmi ottocenteschi è un'immagine che dice tutto della sua ironia e della sua cultura visiva.
Terza: Lanfranco arrivò all'arte grazie a un corso. Il docente era Germano Celant, allora ancora sconosciuto al grande pubblico. Da quelle lezioni genovesi è nato un sodalizio durato decenni, e buona parte dell'archivio che oggi il MAXXI espone.
Il MAXXI di Zaha Hadid, la sede della mostra
Il MAXXI è il primo museo nazionale italiano dedicato alle arti e all'architettura contemporanee: progettato da Zaha Hadid, è stato inaugurato nel 2010 su un'area di 29 mila metri quadrati nel Flaminio. Per un archivio fotografico che ha documentato l'arte contemporanea per mezzo secolo, è la sede naturale.
Dalla caserma al museo
L'idea di un polo museale nazionale per le arti contemporanee prende forma nel 1997, quando il Ministero per i Beni Culturali ottiene dal Ministero della Difesa l'area della ex Caserma Montello, occupata da officine e padiglioni in disuso. Il museo nasce così su un terreno militare, in un quartiere residenziale, lontano dai luoghi tradizionali dell'arte romana.
Il concorso del 1998
Il concorso internazionale del 1998 raccolse 273 candidature da tutto il mondo. Vinse Zaha Hadid, con un progetto scelto per la capacità di integrarsi nel tessuto urbano e di offrire alla città una sequenza di spazi pubblici. Il foyer in cui è allestito il focus su Lanfranco è la prima di quelle sequenze: l'ingresso, dove i percorsi del museo si dividono.
Il foyer Carlo Scarpa
Il foyer del MAXXI porta il nome di Carlo Scarpa, il grande architetto veneziano. Esporre qui un archivio significa metterlo nel punto di passaggio di tutti i visitatori del museo: una scelta che dà visibilità a un lavoro rimasto a lungo in ombra.
Una piazza e tre opere fisse
Al centro del progetto c'è la piazza intitolata ad Alighiero Boetti, aperta anche fuori orario in occasione degli eventi. Nel museo tre installazioni restano sempre visibili, quelle di Anish Kapoor, Sol LeWitt e Maurizio Mochetti. La scheda generale del museo è sulla pagina del MAXXI.
Una cosa che non ti dice nessuno su Ordinare il mondo. L'Archivio di Nanda Lanfranco al MAXXI — dal 13 novembre 2026 al 31 gennaio 2027
Chi guarda le fotografie di una mostra d'arte contemporanea raramente si chiede chi le abbia scattate. Gli allestimenti, le inaugurazioni, gli artisti al lavoro che conosciamo dai cataloghi e dalle riviste hanno quasi sempre un autore anonimo per il pubblico. Nanda Lanfranco è stata per decenni uno di questi autori. La cosa che nessuno dice è che, uscendo da questo focus, guarderete i cataloghi in un altro modo: cercando la firma in basso, sotto l'immagine.
Seconda cosa poco nota: Lanfranco fu sempre recalcitrante a esporre il proprio lavoro personale, nonostante gli inviti di gallerie e le sollecitazioni della famiglia, perché la mostra implica relazioni pubbliche che lei non amava. Il focus del MAXXI è dunque una rarità doppia: un'esposizione dedicata a una fotografa che di esposizioni ne ha volute pochissime.
Terza: anche l'anno della sua morte ha due versioni. Il MAXXI lega l'arrivo del fondo al museo all'anno della sua scomparsa, il 2024; la biografia firmata dalla figlia e il Castello di Rivoli indicano il 2023. Un piccolo scarto che dice molto su quanto poco, finora, si sia scritto di lei.
Il consiglio che ti do per visitare Ordinare il mondo. L'Archivio di Nanda Lanfranco al MAXXI — dal 13 novembre 2026 al 31 gennaio 2027
Meglio entrare nel foyer dopo aver visto le altre mostre in corso al MAXXI, non prima. Dopo un'ora passata davanti alle opere, le fotografie di Lanfranco mostrano il rovescio della medaglia: gli artisti mentre allestiscono, discutono, aspettano. È un cambio di prospettiva che funziona solo se si ha ancora negli occhi il risultato finito.
Secondo: guardate le inquadrature, non solo i soggetti. Il formato quadrato della Hasselblad e la ripresa dall'alto danno a molte immagini una compostezza quasi classica. È questo, più dei nomi celebri, a fare di Lanfranco un'autrice e non soltanto una testimone.
Terzo: date ai nomi il tempo di arrivare. Molti volti ritratti appartengono a figure centrali dell'arte italiana e internazionale degli ultimi cinquant'anni. Leggere le didascalie con attenzione trasforma il focus in una piccola storia dell'arte contemporanea raccontata per ritratti.
Infine: se potete, venite in un giorno feriale di dicembre o di gennaio, nel primo pomeriggio. Il foyer è un luogo di passaggio, e nei fine settimana di punta il flusso dei visitatori rende difficile fermarsi davanti alle fotografie come meritano.
Come arrivare al MAXXI per la mostra di Nanda Lanfranco
Il MAXXI si raggiunge dal centro con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 in direzione piazza Mancini. È il percorso più semplice da Termini, da piazza di Spagna o dal Vaticano.
Metro A e tram 2
Da piazzale Flaminio il tram 2 risale via Flaminia: la fermata utile è quella più vicina a via Guido Reni, e da lì si cammina verso il Tevere. È la stessa combinazione indicata dall'Auditorium Parco della Musica, che si trova a circa 650 metri dal museo.
Gli autobus
Servono la zona il 910, da Termini a piazza Mancini, il 53, da piazza Mancini a largo Chigi, il 168, da largo Maresciallo Diaz alla stazione Tiburtina, e il 982, da viale XVII Olimpiade alla stazione Quattro Venti. Su via Guido Reni, a circa 130 metri dall'ingresso, c'è una fermata che porta il nome del museo, segnalata come accessibile.
A piedi dal Ponte della Musica
Il Ponte della Musica, pedonale e ciclabile, collega il Flaminio al Lungotevere Cadorna, all'altezza del Foro Italico. Da Prati o da piazza Mazzini si arriva al museo a piedi in una passeggiata piacevole.
In auto
Il parcheggio nella zona è difficile nei giorni feriali e quasi impossibile nelle sere di concerto all'Auditorium o di partita allo Stadio Olimpico. L'Auditorium ha due parcheggi a pagamento, a una decina di minuti a piedi dal MAXXI.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Germano Celant sia stato uno dei critici più influenti del secondo Novecento è noto a chiunque si occupi d'arte. Meno citato è che il suo lavoro, come quello di ogni grande curatore, abbia avuto bisogno di occhi accanto ai suoi. Le mostre esistono per poche settimane; ciò che ne resta sono cataloghi, recensioni e fotografie. Chi fotografa un allestimento costruisce la memoria di una mostra, e spesso ne decide l'immagine che durerà più a lungo.
Il sodalizio fra Celant e Lanfranco, cominciato in un'aula genovese negli anni Settanta, racconta proprio questo. La fotografa ha seguito per decenni mostre, artisti e rassegne internazionali, contribuendo a fissare nella memoria collettiva momenti che altrimenti conosceremmo solo per sentito dire.
C'è un secondo fatto poco detto: la Genova degli anni Settanta ha avuto un ruolo vivo nella sperimentazione artistica. Alla Samangallery, con cui collaborò a lungo, Lanfranco incontrò la fotografia di performance, e fu lì che conobbe Pistoletto. Il focus del MAXXI restituisce a quella stagione genovese un posto che le storie dell'arte scritte da Roma e da Milano tendono a dimenticare.
Come organizzare la visita al MAXXI
Il focus su Nanda Lanfranco richiede circa un'ora; con le altre mostre del museo e una pausa al bar, una visita completa al MAXXI occupa mezza giornata.
Il giorno e l'ora
Il MAXXI è chiuso il lunedì. Il martedì e il mercoledì sono i giorni più tranquilli, il primo pomeriggio l'ora migliore. Il sabato e la domenica il foyer si riempie, e con esso lo spazio della mostra.
I servizi del museo
Il MAXXI offre guardaroba, servizi igienici anche per persone con disabilità, caffetteria, bar e ristorante, audioguide e visite guidate. Il calendario degli incontri legati alle mostre è sul sito ufficiale.
Visitare in gruppo
Per i gruppi il focus funziona bene come introduzione: dieci minuti su chi era Lanfranco e sul suo rapporto con Celant, poi libertà di percorso. Per visite guidate private e aziendali al MAXXI e nel Flaminio, Tour Leader Pro organizza percorsi su misura.
Da abbinare nella stessa giornata
Nella stessa giornata si possono vedere al MAXXI la mostra di Sophie Calle, aperta fino al 7 febbraio 2027, e la grande rassegna Vitalità dell'architettura italiana. Chi preferisce un secondo museo trova più a sud la mostra di Marina Abramović alla Galleria Nazionale.
La foto giusta da fare a Ordinare il mondo. L'Archivio di Nanda Lanfranco al MAXXI — dal 13 novembre 2026 al 31 gennaio 2027
Le regole sulle fotografie in sala le stabilisce il museo, e per un archivio in comodato conviene chiedere al personale prima di scattare. La foto giusta, comunque, non è la riproduzione delle opere: le immagini di Lanfranco si guardano, non si ricopiano.
La foto da fare è quella che lei avrebbe fatto: il visitatore davanti alla fotografia. Il foyer Carlo Scarpa è un luogo di passaggio, con la luce che entra dalle vetrate e i percorsi di Zaha Hadid che si intrecciano sopra le teste. Una persona ferma davanti a un ritratto di Pistoletto mentre intorno tutti camminano è un'immagine che rende omaggio allo sguardo di Lanfranco.
Fuori, la fotografia classica del MAXXI si fa dalla piazza Alighiero Boetti, con lo sbalzo dell'ultima galleria che si protende verso via Guido Reni. In novembre e dicembre la luce del pomeriggio cala presto: verso le 16 il cemento prende un colore caldo che dura pochi minuti.
Un consiglio: se avete una macchina a pellicola in formato quadrato, portatela. Non c'è modo migliore per capire la mostra che provare a comporre un'inquadratura come faceva lei.
Il Flaminio intorno al MAXXI: cosa c'è vicino
Il MAXXI si trova nel Flaminio, fra via Flaminia, il Tevere e la collina dei Parioli. In pochi minuti a piedi si raggiungono l'Auditorium, il Ponte della Musica e Villa Glori.
L'Auditorium Parco della Musica
Progettato da Renzo Piano e aperto nel 2002, l'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone è la casa dell'Accademia di Santa Cecilia. Nel foyer corre un percorso di installazioni al neon di Maurizio Nannucci, sono esposti alcuni Cellotex di Alberto Burri, e nei giardini ci sono due sculture di Keith Haring del 1989: un piccolo itinerario d'arte gratuito dopo la mostra.
Villa Glori
Alle spalle dell'Auditorium sale Villa Glori, aperta al pubblico nel 1924 come Parco della Rimembranza su progetto di Raffaele De Vico. Dal 1997 ospita installazioni di artisti contemporanei, fra cui Kounellis, Staccioli e, dal 2000, la Porta del Sole di Giuseppe Uncini e l'Uomo erba di Paolo Canevari.
Verso Villa Borghese
Il tram 2 porta in pochi minuti a piazzale Flaminio e a Villa Borghese, con la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea e il Museo Etrusco di Villa Giulia.
Ponte Milvio
Risalendo il Tevere verso nord si arriva a Ponte Milvio, il ponte antico che la sera diventa uno dei punti d'incontro di Roma nord.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo in cui oggi si vede l'archivio di Nanda Lanfranco comincia con una caserma e arriva a un museo nazionale in poco più di un decennio. Nel 1997 il Ministero per i Beni Culturali ottiene dal Ministero della Difesa l'area della ex Caserma Montello; nel 1998 il concorso internazionale, con 273 candidature, premia Zaha Hadid; nel 2010 il MAXXI apre come primo museo nazionale italiano per le arti e l'architettura del XXI secolo.
A un chilometro dal museo, sulla collina di Villa Glori, si consumò uno degli episodi più noti del Risorgimento romano. Il 23 ottobre 1867 una settantina di volontari garibaldini guidati da Enrico e Giovanni Cairoli, arrivati a Ponte Milvio senza trovare i rinforzi sperati, si rifugiarono sulla collina e furono sconfitti dall'esercito pontificio. Enrico morì, Giovanni fu gravemente ferito.
Nel 1924 la stessa collina divenne il Parco della Rimembranza per i caduti della Prima guerra mondiale: gli alberi furono piantati dagli studenti romani, ognuno con il nome di un soldato. Nel 2002, a poche centinaia di metri, aprì l'Auditorium di Renzo Piano. In meno di un secolo questo angolo del Flaminio è passato dalla memoria militare a quella culturale: un archivio fotografico vi trova una collocazione coerente.
Chi è passato da Ordinare il mondo. L'Archivio di Nanda Lanfranco al MAXXI — dal 13 novembre 2026 al 31 gennaio 2027
Dal foyer Carlo Scarpa, in questa mostra, passano soprattutto i protagonisti fotografati da Lanfranco. Il primo è Michelangelo Pistoletto, colto durante l'allestimento di Identité Italienne al Centre Pompidou nel 1981, nell'immagine scelta dal museo; Lanfranco lo aveva conosciuto alla Samangallery di Genova e ne documentò il percorso. Poi Germano Celant, amico e riferimento di una vita. Nella sua biografia ci sono Laurie Anderson, fotografata a Genova nel 1975, Marina Abramović e Ulay, alla Biennale di Venezia del 1976, e Paolo Poli, ritratto fra i marmi di Staglieno.
Dal MAXXI sono passati, prima ancora, gli autori che lo hanno fatto: Zaha Hadid, che ne ha firmato il progetto, e gli artisti le cui opere restano sempre visibili, Anish Kapoor, Sol LeWitt, Maurizio Mochetti. La piazza porta il nome di Alighiero Boetti, il foyer quello di Carlo Scarpa.
La mostra porta infine la firma della curatrice Lara Conte, che ha lavorato sul fondo conservato presso il Centro Archivi MAXXI Arte. E, dietro le quinte, quella della famiglia: la figlia Monica Lanfranco, autrice della biografia della madre, e i nipoti Anteo e Cielo Lenzi Lanfranco, ai quali la biografia affida la cura dell'archivio.
Accessibilità del MAXXI
Il MAXXI è indicato dal portale turistico di Roma Capitale come museo accessibile, con servizi igienici dedicati alle persone con disabilità. Il foyer, al piano d'ingresso, è lo spazio più facile da raggiungere del museo.
Informazioni prima della visita
Per le condizioni di accesso, le riduzioni e la gratuità dell'accompagnatore il riferimento è il museo, al numero 06 3201954. Conviene chiamare prima, soprattutto nei giorni di maggiore affluenza.
La fermata e i parcheggi
La fermata di via Guido Reni che porta il nome del museo è segnalata come accessibile alle sedie a rotelle. I parcheggi dell'Auditorium, a una decina di minuti a piedi, hanno posti riservati.
La mostra di Nanda Lanfranco con i bambini
Il focus su Nanda Lanfranco è una mostra di fotografie in bianco e nero, senza contenuti difficili: adatto a tutte le età, ma pensato per un pubblico adulto.
Con i più piccoli
Per i bambini la mostra può diventare un gioco: trovare le mani degli artisti, contare le macchine fotografiche, riconoscere un volto visto in un libro. Dopo, la piazza del MAXXI e i giardini dell'Auditorium, con un'area giochi, sono lo sfogo naturale.
Con gli adolescenti
Con i ragazzi che fotografano con il telefono la mostra funziona benissimo: una fotografa che sviluppava i negativi nel bagno di casa e sceglieva ogni inquadratura sapendo di avere pochi scatti a disposizione è una lezione di sguardo. Chiedete loro di scegliere una foto e spiegare perché è composta così.
Dove mangiare vicino al MAXXI
Il MAXXI ha al suo interno caffetteria, bar e ristorante: per chi visita il focus e le altre mostre è la soluzione più pratica.
L'Auditorium
L'Auditorium, a circa dieci minuti a piedi, ha bar e ristorante: una buona base per una pausa lunga fra una mostra al mattino e una passeggiata nel pomeriggio.
Flaminio, Parioli e Ponte Milvio
Il Flaminio è un quartiere residenziale, con una ristorazione di tutti i giorni pensata per chi abita e lavora in zona. Per una cena dopo la mostra le direzioni sono due: i Parioli, con cocktail bar e ristoranti, o Ponte Milvio, lungo il Tevere.
L'inverno romano al MAXXI
Il focus su Nanda Lanfranco copre i mesi più raccolti dell'anno romano, da metà novembre alla fine di gennaio: il periodo in cui i musei tornano a essere luoghi dove passare un pomeriggio intero.
Novembre e dicembre
A novembre il quartiere è animato dalla stagione dell'Accademia di Santa Cecilia all'Auditorium. A dicembre le giornate si accorciano e la luce sparisce presto; nelle settimane delle feste i musei si riempiono di famiglie. Il 25 dicembre il MAXXI è chiuso; per gli altri giorni festivi conviene controllare sul sito ufficiale.
Gennaio, fino al 31
Passata l'Epifania, gennaio è il mese più tranquillo per i musei romani e il momento ideale per questa mostra. L'ultimo giorno è domenica 31 gennaio 2027: chi rimanda fino all'ultimo fine settimana rischia di trovare il foyer pieno.
Domande frequenti sulla mostra di Nanda Lanfranco al MAXXI
Quando è aperta la mostra di Nanda Lanfranco al MAXXI?
La mostra Ordinare il mondo. L'Archivio di Nanda Lanfranco è aperta al MAXXI dal 13 novembre 2026 al 31 gennaio 2027, nel foyer Carlo Scarpa. Il museo apre dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19, è chiuso il lunedì, e la biglietteria chiude un'ora prima.
Chi era Nanda Lanfranco?
Nanda Lanfranco era una fotografa genovese, nata nel 1935, che per decenni ha documentato artisti e mostre della scena italiana e internazionale. Allieva e amica di Germano Celant, ha pubblicato su Domus, Artforum, Artpress e il Giornale dell'Arte, e ha fotografato fra gli altri Pistoletto, Laurie Anderson, Abramović e Ulay.
Chi ha curato la mostra Ordinare il mondo?
La mostra Ordinare il mondo al MAXXI è curata da Lara Conte. È un focus costruito sul fondo di Nanda Lanfranco in comodato d'uso al museo, presso il Centro Archivi MAXXI Arte, e ripercorre il suo lavoro dagli esordi genovesi degli anni Settanta all'amicizia con Celant.
Quanto costa il biglietto per la mostra di Nanda Lanfranco?
I prezzi del MAXXI per la mostra di Nanda Lanfranco sono pubblicati sul sito ufficiale del museo. I biglietti si comprano alla cassa, aperta fino a un'ora prima della chiusura, o online sul canale indicato dal sito ufficiale. Per riduzioni e gruppi il museo risponde allo 06 3201954.
Come si arriva al MAXXI con i mezzi pubblici?
Al MAXXI, in via Guido Reni 4a, si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini, oppure con gli autobus 910, 53, 168 e 982. Su via Guido Reni, a circa 130 metri dall'ingresso, c'è una fermata che porta il nome del museo.
Quanto tempo serve per vedere la mostra di Nanda Lanfranco?
Il focus su Nanda Lanfranco al MAXXI si vede in circa un'ora, leggendo le didascalie con calma. Chi vuole abbinare le altre mostre del museo, come quella di Sophie Calle, deve mettere in conto mezza giornata.
La mostra di Nanda Lanfranco è adatta ai bambini?
La mostra di Nanda Lanfranco al MAXXI è fatta di fotografie in bianco e nero senza contenuti difficili, quindi adatta a tutte le età, anche se pensata per adulti. Per i ragazzi appassionati di fotografia è un'ottima lezione di composizione e di sguardo.
Il consiglio finale sulla mostra di Nanda Lanfranco
Conviene diffidare delle mostre che promettono tutto e apprezzare quelle che mantengono qualcosa di preciso. Il focus del MAXXI su Nanda Lanfranco appartiene alla seconda specie: un'ora di fotografie che cambia il modo di guardare l'arte contemporanea, perché mostra chi la guardava prima di noi. Venite in un giorno feriale, dopo le altre mostre, e fermatevi davanti ai ritratti più a lungo di quanto pensiate. Entro il 31 gennaio.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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