11 plus Rooms al MAXXI — dal 27 novembre 2026 al 7 febbraio 2027
11 plus Rooms è aperta al MAXXI, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo in via Guido Reni 4a, nel quartiere Flaminio, dal 27 novembre 2026 al 7 febbraio 2027, nella Galleria 3. La curano Hans Ulrich Obrist, Klaus Biesenbach e Francesco Stocchi. Il museo è chiuso il lunedì; l'ultimo ingresso è alle 18 dal martedì al venerdì e alle 17.30 il sabato e la domenica. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 in direzione piazza Mancini, oppure con gli autobus 910, 53, 168 e 982; su via Guido Reni c'è una fermata che porta il nome del museo. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del MAXXI, e i biglietti si comprano alla cassa del museo o sul sito ufficiale della sede.
Undici artisti di fama internazionale, undici stanze, e dentro ciascuna una persona in carne e ossa: è la formula di una delle mostre più discusse degli ultimi quindici anni, che arriva a Roma per la sua tappa italiana. Una cosa da dire subito: questa non è una mostra da guardare, è una mostra in cui si entra, e chi non è disposto a farsi guardare a sua volta farà bene a saperlo prima.

11 plus Rooms al MAXXI in breve: date, orari, curatori
11 plus Rooms resta aperta per oltre dieci settimane, dal venerdì 27 novembre 2026 alla domenica 7 febbraio 2027, e attraversa quindi tutte le feste di fine anno. Il MAXXI la ospita nella Galleria 3.
Le date
Apertura venerdì 27 novembre 2026, chiusura domenica 7 febbraio 2027: sono le date pubblicate dal portale turistico ufficiale di Roma Capitale. Il 25 dicembre, che nel 2026 è un venerdì, il MAXXI è chiuso; per gli altri giorni festivi conviene controllare il sito del museo.
Gli orari
Il MAXXI è chiuso il lunedì. L'ultimo ingresso è alle 18 dal martedì al venerdì e alle 17.30 il sabato e la domenica. In una mostra fatta di presenze vive, gli orari delle stanze possono dipendere dai turni degli interpreti: se c'è una stanza che volete assolutamente vedere, chiedete all'ingresso.
I curatori
La mostra è a cura di Hans Ulrich Obrist, Klaus Biesenbach e Francesco Stocchi. Obrist e Biesenbach sono gli ideatori della serie fin dalla prima edizione del 2011; Stocchi si aggiunge per la tappa romana.
Dove si trova
Via Guido Reni 4a, 00196 Roma, nel Flaminio, fra via Flaminia e il Tevere. Per informazioni il museo risponde allo 06 3201954.
Che cos'è 11 plus Rooms: la mostra delle sculture viventi
11 plus Rooms è una mostra in cui il corpo e la performance diventano, nelle parole del museo, una «scultura vivente»: ogni artista ha a disposizione una stanza, e dentro la stanza c'è un'opera fatta di persone. Il visitatore entra, e diventa di volta in volta spettatore, voyeur e partecipante.
Undici stanze, undici artisti
La presentazione del MAXXI parla di undici artisti di fama internazionale che invitano il pubblico negli spazi dedicati a ciascuno di loro, per vivere le opere e interagire con esse. Il programma 2026 del museo la descrive come una mostra di sculture viventi realizzate da undici artisti. Il «plus» del titolo dice che la formula, nata con undici stanze, qui si allarga.
L'essere umano e l'oggetto
Il tema dichiarato è il rapporto fra l'essere umano e l'oggetto. In una mostra tradizionale noi siamo i soggetti e le opere gli oggetti: le guardiamo, ci giriamo intorno, passiamo oltre. Qui l'opera ci guarda a sua volta, respira, a volte parla, a volte resta immobile per ore. Il visitatore è sfidato, scrive il museo, attraverso la presenza fisica del corpo. È un rovesciamento semplice da dire e sorprendentemente forte da vivere.
Un'arte fatta di tempo
Le mostre della serie sono state definite dai loro stessi ideatori esposizioni collettive basate sul tempo. Un'opera che vive solo finché qualcuno la esegue non si può appendere a un chiodo né chiudere in una teca: esiste nel momento in cui la si incontra. Per questo, a nostro giudizio, 11 plus Rooms va vista con calma e, se possibile, due volte: la stessa stanza, in un altro giorno o in un'altra ora, può essere un'esperienza diversa.
Da Manchester a Roma: la storia della serie Rooms
11 plus Rooms è la tappa italiana di una serie iniziata nel 2011 a Manchester con 11 Rooms, commissionata dal Manchester International Festival, dall'International Arts Festival Ruhrtriennale per gli anni 2012-2014 e dalla Manchester Art Gallery. È una delle formule espositive più imitate dell'ultimo decennio.
11 Rooms, Manchester 2011
La prima edizione si tenne alla Manchester Art Gallery nel 2011, in una serie di undici stanze bianche identiche, curate da Hans Ulrich Obrist e Klaus Biesenbach. I curatori spiegarono di essere partiti dall'impressione che l'allestimento tradizionale delle mostre, fondato sul rapporto statico fra una persona e un oggetto, avesse qualcosa di riduttivo. La loro formula fu: undici artisti, undici spazi, e il tempo come materiale.
Le opere della prima edizione
A Manchester c'erano Mirror Check di Joan Jonas, del 1970; Revolving Door di Allora e Calzadilla, del 2011; Unrealized Proposal for Cadaver Piece di John Baldessari, del 1970, realizzata nel 2011; Man=Flesh/Woman=Flesh, Flat di Laura Lima; Luminosity di Marina Abramović; l'opera di Santiago Sierra con i veterani delle guerre d'Irlanda del Nord, Afghanistan e Iraq rivolti verso l'angolo della stanza; Playing the Martyr di Simon Fujiwara; un lavoro di Lucy Raven; In Just a Blink of an Eye di Xu Zhen, del 2005. Un uomo che sembra fluttuare, una donna nuda, una porta girevole fatta di persone: così la stampa raccontò la mostra.
Da 12 a 15 stanze
Dopo Manchester la serie è cresciuta di una stanza a ogni tappa: 12 Rooms alla Ruhrtriennale, 13 Rooms a Sydney nell'aprile 2013 con Kaldor Public Art Projects, 14 Rooms ad Art Basel nel 2014, 15 Rooms al Long Museum di Shanghai nel 2015. A ogni edizione l'elenco degli artisti è cambiato in parte. La tappa romana, con il suo «plus», riprende il numero della prima e lo apre.
Gli artisti di Roma
Il MAXXI annuncia undici artisti di fama internazionale; l'elenco dei nomi e delle opere della tappa romana è pubblicato dal museo. Chi conosce le edizioni precedenti sa che alcune stanze ritornano da una tappa all'altra e altre sono nuove: è parte del fascino della serie, e il motivo per cui anche chi ha visto 14 Rooms a Basilea troverà qui qualcosa di inedito.
Hans Ulrich Obrist, Klaus Biesenbach, Francesco Stocchi: chi sono i curatori
11 plus Rooms porta la firma di due fra i curatori più influenti del mondo, Hans Ulrich Obrist e Klaus Biesenbach, affiancati da Francesco Stocchi. È la coppia che ha inventato la serie nel 2011 e che da allora l'ha portata in quattro continenti.
Hans Ulrich Obrist
Nato in Svizzera nel 1968, curatore, critico e storico dell'arte, Hans Ulrich Obrist è direttore artistico delle Serpentine Galleries di Londra, dove vive e lavora. È autore di The Interview Project, un vastissimo progetto di interviste in corso da anni, e condirettore della rivista Cahiers d'Art. Nel 2011, quando 11 Rooms debuttò a Manchester, la stampa lo presentava come condirettore della Serpentine.
Klaus Biesenbach
Nato nel 1966, tedesco e americano, Klaus Biesenbach dirige oggi la Neue Nationalgalerie di Berlino, con il Museo Berggruen e la Collezione Scharf-Gerstenberg, e il futuro berlin modern in costruzione. In precedenza è stato direttore del Museum of Contemporary Art di Los Angeles dal 2018 al 2021, chief curator at large del Museum of Modern Art di New York e direttore del MoMA PS1. È il direttore fondatore del Kunst-Werke Institute for Contemporary Art di Berlino e della Biennale di Berlino.
Francesco Stocchi
Francesco Stocchi completa il terzetto curatoriale della tappa romana, e lega la mostra al contesto italiano in cui arriva.
Perché la loro firma conta
Una mostra di performance dipende dalla curatela più di qualsiasi altra: bisogna scegliere artisti, interpreti, turni, regole di comportamento, e far funzionare tutto per settimane senza che l'energia cali. Obrist e Biesenbach lo fanno con questa formula dal 2011. È la garanzia che la tappa romana non sarà un esperimento, ma una macchina già rodata.
Una curiosità su 11 plus Rooms al MAXXI — dal 27 novembre 2026 al 7 febbraio 2027
La curiosità più interessante di 11 plus Rooms riguarda il luogo in cui tutto cominciò. La prima edizione, nel 2011, si tenne alla Manchester Art Gallery, un museo che, come notò la stampa di allora, il pubblico associava soprattutto ai dipinti preraffaelliti. Undici stanze bianche identiche, piene di persone vive, in un museo di quadri ottocenteschi: il contrasto era parte dell'opera.
A Roma il contrasto si rovescia. Il MAXXI non è un museo di quadri antichi ma l'edificio di Zaha Hadid, fatto di curve, rampe e pareti che non sono mai davvero parallele. Qui la sorpresa non è trovare l'arte contemporanea in un luogo tradizionale, ma trovare undici stanze chiuse, quasi domestiche, dentro un'architettura che fa di tutto per non avere stanze. Chi conosce il MAXXI sa quanto sia raro, nelle sue gallerie, sentirsi dentro un ambiente raccolto.
Seconda curiosità: la serie ha sempre cambiato numero. 11, 12, 13, 14, 15 Rooms. Per la tappa romana i curatori hanno scelto di tornare al numero di partenza e di aggiungere un «plus». È una piccola dichiarazione: la formula originale, più qualcosa. Cosa sia quel qualcosa, lo si scopre dentro.
Terza curiosità, per chi ama le coincidenze: al MAXXI, nell'autunno 2026, la mostra di Sophie Calle, un'artista che da quarant'anni lavora sulla presenza e sull'assenza delle persone, resta aperta fino allo stesso giorno, il 7 febbraio 2027. Due mostre sul corpo e sulla relazione con l'altro, nello stesso museo, per le stesse settimane.
Il MAXXI di Zaha Hadid, la sede di 11 plus Rooms
Il MAXXI è stato inaugurato nel 2010 ed è il primo museo nazionale italiano dedicato alle arti e all'architettura contemporanee. Il progetto è di Zaha Hadid, vincitrice del concorso internazionale bandito nel 1998.
Dalla caserma al museo
Nel 1997 il Ministero per i Beni Culturali ottenne dal Ministero della Difesa un'ampia area nel Flaminio, occupata da officine e padiglioni della ex Caserma Montello, da tempo in disuso. Il museo nasce dunque su un terreno militare, in un quartiere residenziale, lontano dai luoghi tradizionali dell'arte romana.
Il concorso e il progetto
Al concorso del 1998 arrivarono 273 candidature da tutto il mondo. Il programma chiedeva un museo per l'architettura e uno per le arti, uno spazio per le produzioni sperimentali, la biblioteca, l'auditorium, spazi per gli eventi dal vivo e per la didattica. Vinse Zaha Hadid, con un progetto esteso su 29 mila metri quadrati intorno a una grande piazza aperta.
La piazza Alighiero Boetti
La piazza, intitolata ad Alighiero Boetti, è parte del museo: vi sono esposte opere, e in occasione degli eventi in programma resta aperta gratuitamente anche fuori dagli orari. È la prima cosa da attraversare arrivando.
Le opere sempre visibili
Le collezioni sono esposte a rotazione, ma tre installazioni restano sempre visibili: quelle di Anish Kapoor, di Sol LeWitt e di Maurizio Mochetti. Dopo undici stanze di corpi vivi, cercarle è il modo migliore per cambiare registro. Il museo ha anche guardaroba, caffetteria, bar e ristorante, audioguide e visite guidate. La scheda completa è nella pagina del MAXXI.
Una cosa che non ti dice nessuno su 11 plus Rooms al MAXXI — dal 27 novembre 2026 al 7 febbraio 2027
Quello che quasi nessuno dice è che in una mostra come 11 plus Rooms il comportamento del visitatore fa parte dell'opera. Le regole che valgono in un museo di quadri (non toccare, non parlare ad alta voce, fotografare senza flash) qui vanno ripensate stanza per stanza, perché dentro ogni stanza c'è una persona che lavora, a volte per ore, e che ha diritto al rispetto che si deve a un interprete in scena.
Questo ha conseguenze pratiche. In alcune stanze si entra uno alla volta, in altre si resta in piedi, in altre si è invitati a fare qualcosa. Le indicazioni le dà il personale del museo, ed è bene seguirle senza discutere: un'opera vivente si rovina in un attimo con un gesto sbagliato. Il consiglio è di non fotografare mai il volto di chi esegue l'opera senza aver chiesto al personale se è consentito.
La seconda cosa che pochi dicono riguarda le riduzioni. Il MAXXI pubblica un elenco lungo e preciso di riduzioni e gratuità: ridotto per i giovani fra 18 e 25 anni non ancora compiuti, per i gruppi da 15 persone in su, per chi ha il biglietto della Galleria Nazionale o del Museo Ebraico di Roma e per i possessori di tessere di molte istituzioni, fra cui il Teatro dell'Opera di Roma, il Teatro di Roma, il Teatro Olimpico, l'Accademia di Santa Cecilia e le Biblioteche di Roma. Ingresso gratuito per i minori di 18 anni, per i titolari della tessera myMAXXI, per le persone con disabilità e il loro accompagnatore, e, curiosità che fa sempre sorridere i gruppi, per chi visita il museo il giorno del proprio compleanno, con un documento.
Terza cosa: il giorno del compleanno funziona davvero. Se il vostro cade fra il 27 novembre e il 7 febbraio, segnatelo: entrare gratis in una mostra in cui gli altri vi guardano mentre li guardate è un regalo originale.
Biglietti per 11 plus Rooms al MAXXI: riduzioni e gratuità
I biglietti per 11 plus Rooms si comprano alla cassa del MAXXI o online sul sito ufficiale del museo, dove sono pubblicati anche i prezzi. L'elenco delle riduzioni e delle gratuità è lungo e conviene leggerlo prima di pagare.
Riduzioni
Ridotto per i giovani dai 18 ai 25 anni non ancora compiuti; per i gruppi da 15 persone in su; per chi presenta il biglietto della Galleria Nazionale o del Museo Ebraico di Roma; per chi mostra tessera o badge di una lunga lista di istituzioni, fra cui Accademia Costume e Moda, Centro Sperimentale di Cinematografia, FAI, Feltrinelli, Gruppo FS, Sapienza e Tor Vergata, Palazzo delle Esposizioni, Accademia di Santa Cecilia, Teatro Olimpico, Teatro dell'Opera, Teatro di Roma e Youthcard.
Gratuità
Ingresso gratuito per i minori di 18 anni, per i titolari di myMAXXI, nel giorno del proprio compleanno con documento, per le persone con disabilità e un accompagnatore, per i dipendenti del Ministero della Cultura, per i giornalisti che documentano l'attività, per le guide turistiche abilitate, per un insegnante ogni dieci studenti, per i soci AMACI, CIMAM e ICOM. Dal martedì al venerdì, festivi esclusi, entrano gratis anche gli studenti e i ricercatori universitari dell'Unione europea in storia dell'arte e architettura e gli studenti delle accademie di belle arti.
La tessera myMAXXI
La tessera myMAXXI è valida un anno dalla data d'acquisto. Chi pensa di tornare più volte, per esempio per rivedere 11 plus Rooms in giorni diversi e aggiungere le altre mostre della stagione, farà bene a considerarla.
Il consiglio che ti do per visitare 11 plus Rooms al MAXXI — dal 27 novembre 2026 al 7 febbraio 2027
Il consiglio per 11 plus Rooms è semplice: andateci in un giorno feriale, entrate entro le 15.30, e datevi almeno un'ora e mezza per le undici stanze, più il tempo per rientrare in quelle che vi hanno colpito. Una mostra fatta di persone si vede male nella folla e ancora peggio di corsa.
Spiego il ragionamento. In una mostra di quadri, dieci persone davanti allo stesso dipinto si dividono lo spazio. In una stanza con un performer, dieci persone cambiano l'opera: la rendono spettacolo, tolgono l'intimità su cui la serie è costruita. Il martedì e il mercoledì, lontano dalle feste, sono i giorni in cui la mostra si vive come è stata pensata. Il sabato pomeriggio e le settimane di Natale, quando il museo si riempie di famiglie in vacanza, sono i giorni da evitare.
Secondo consiglio: entrate senza pregiudizi e senza fretta di capire. Alcune stanze sembrano vuote finché non si nota la persona; altre mettono a disagio, e il disagio è voluto. Restate un minuto in più di quanto vi viene spontaneo: spesso è lì che l'opera comincia.
Terzo consiglio, per i gruppi: dividetevi. Undici stanze attraversate in venti persone diventano una processione. Con i gruppi funziona una breve introduzione sulla piazza del museo, poi libertà totale per un'ora e mezza, poi un incontro al bar del MAXXI per raccontarsi le stanze. Le discussioni che nascono da questa mostra durano ben oltre l'uscita.
Come arrivare al MAXXI per 11 plus Rooms
Il MAXXI si raggiunge dal centro con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2, che da piazzale Flaminio va a piazza Mancini. È il percorso più semplice da Termini, da Spagna o dal Vaticano.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio parte il tram 2, con capolinea a piazza Mancini: si scende alla fermata più vicina a via Guido Reni e si cammina verso il Tevere. È la combinazione che anche l'Auditorium Parco della Musica, a circa 650 metri dal MAXXI, indica come via principale con i mezzi pubblici.
Gli autobus
Il 910 va da Termini a piazza Mancini; il 53 da piazza Mancini a largo Chigi, a due passi da via del Corso; il 168 da largo Maresciallo Diaz alla stazione Tiburtina; il 982 da viale XVII Olimpiade alla stazione Quattro Venti. Su via Guido Reni, a circa 130 metri dall'ingresso, c'è la fermata MAXXI, segnalata come accessibile alle sedie a rotelle.
A piedi dal Ponte della Musica
Il Ponte della Musica, dedicato ad Armando Trovajoli, collega il Flaminio con il Lungotevere Cadorna all'altezza del Foro Italico ed è solo pedonale e ciclabile. Chi alloggia a Prati o alla Vittoria arriva al MAXXI a piedi attraversando il Tevere.
In auto
Si arriva da via Flaminia o dal Lungotevere, ma il parcheggio in zona è difficile nei giorni feriali e quasi impossibile nelle sere di concerto all'Auditorium o di partita all'Olimpico. L'Auditorium ha due parcheggi a pagamento, a una decina di minuti a piedi, con posti riservati alle persone con disabilità.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Chi va al MAXXI sa che è un museo di Zaha Hadid. Pochi ricordano che sorge sull'area della ex Caserma Montello, un complesso militare di officine e padiglioni rimasto a lungo in disuso, passato al Ministero per i Beni Culturali nel 1997. Il fatto è noto agli architetti, ma si cita poco, e spiega molte cose.
Spiega perché il museo si trova in un quartiere residenziale e non in un'area monumentale: il terreno era disponibile perché era demanio militare. E spiega il carattere di un intero pezzo di città, il Flaminio, dove negli ultimi decenni aree marginali sono diventate luoghi di cultura. A poche centinaia di metri è successo lo stesso con l'Auditorium Parco della Musica di Renzo Piano, costruito in una zona fra il Villaggio Olimpico e lo stadio Flaminio che i suoi stessi gestori descrivono come degradata e abbandonata. Fra il 2002 e il 2010 il Flaminio ha ricevuto due delle architetture contemporanee più discusse di Roma.
C'è un secondo fatto risaputo e poco citato, questa volta sulla serie. La prima edizione di 11 Rooms, a Manchester, arrivava dopo che il Manchester International Festival aveva già prodotto, nelle edizioni precedenti, spettacoli dal vivo di grande richiamo. Le mostre Rooms nascono quindi in un festival di arti performative e non in un museo: per questo al MAXXI, che da sempre alterna mostre, teatro e danza, trovano una casa naturale. Il museo, del resto, si presenta come luogo che produce e ospita arte, architettura, design, fotografia, moda, cinema, teatro e danza. Una mostra fatta di corpi vivi è il punto d'incontro di tutte queste anime.
Come organizzare la visita a 11 plus Rooms
Una visita a 11 plus Rooms si organizza in mezza giornata, e si può chiudere nel quartiere, fra l'Auditorium, il Ponte della Musica e Villa Glori. Ecco un programma consigliato.
Quanto tempo serve
Un'ora e mezza per le undici stanze, mezz'ora per la piazza e per le installazioni permanenti di Kapoor, LeWitt e Mochetti. Con il trasporto dal centro, contate quattro ore.
Due mostre in un giorno
Fino al 7 febbraio al MAXXI c'è anche la mostra di Sophie Calle. Le due mostre dialogano, ma sono entrambe impegnative: Calle è una mostra da leggere, 11 plus Rooms da vivere. Conviene farle in due giorni diversi. Se il tempo è poco, cominciate da 11 plus Rooms la mattina, fate una pausa lunga al ristorante del museo e riservate a Calle il primo pomeriggio.
Servizi del museo
Il MAXXI ha guardaroba, servizi anche per persone con disabilità, caffetteria, bar e ristorante, audioguide anche in lingua, visite guidate e laboratori. Lasciate il cappotto prima di entrare: nelle stanze si resta in piedi, e con il cappotto in mano ci si sente goffi.
Visite private e per aziende
Per gruppi aziendali, scuole e visite private con guida, Tour Leader Pro organizza percorsi su misura al MAXXI e nel quartiere.
La foto giusta da fare a 11 plus Rooms al MAXXI — dal 27 novembre 2026 al 7 febbraio 2027
La foto giusta di 11 plus Rooms non si fa dentro le stanze ma fuori, sulla piazza Alighiero Boetti, con l'edificio di Zaha Hadid alle spalle e una figura umana piccola nel vuoto della piazza. In una mostra dedicata al corpo come scultura, è la foto che ne raccoglie il senso.
Dentro le stanze, le regole le stabilisce il museo, e in una mostra di persone vive vanno rispettate con più scrupolo del solito. Chi esegue un'opera per ore non è un soggetto fotografico a disposizione del pubblico, e un telefono alzato davanti al suo volto cambia il rapporto che la stanza vuole creare. Chiedete sempre al personale prima di scattare, e se la risposta è no, non insistete.
Sulla piazza, invece, il MAXXI si presta. Arretrate, prendete una linea forte dell'edificio e aspettate che qualcuno attraversi la piazza: una persona sola, piccola, dà la scala dell'architettura. Fra dicembre e gennaio la luce del pomeriggio cala presto, e verso le 16.30 le superfici dell'edificio prendono un tono caldo che dura pochi minuti. È il momento da aspettare.
Seconda foto, per chi ha tempo: dal Ponte della Musica, verso il Flaminio, nell'ora in cui il cielo diventa blu scuro. Il museo non si vede per intero, ma si capisce il rapporto fra il quartiere e il fiume.
Terza foto, quella che suggerisce la mostra stessa: fotografate i vostri compagni di visita all'uscita, mentre si raccontano le stanze. Sono loro, quel giorno, le sculture viventi più interessanti.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo in cui oggi si visita 11 plus Rooms comincia con un'area militare e arriva a un museo nazionale in poco più di un decennio. Intorno, il quartiere conserva memorie ben più antiche.
1997, la cessione della caserma
Il Ministero per i Beni Culturali ottiene dal Ministero della Difesa l'area della ex Caserma Montello, con officine e padiglioni in disuso. È l'atto di nascita del MAXXI.
1998, il concorso
Viene bandito il concorso internazionale: 273 candidature, vince Zaha Hadid con un progetto di 29 mila metri quadrati intorno a una piazza aperta.
2010, l'inaugurazione
Il MAXXI apre come primo museo nazionale italiano per le arti e l'architettura contemporanee. Da allora ospita mostre, rassegne di cinema, spettacoli di teatro e danza.
1867, i Cairoli a Villa Glori
A un chilometro dal museo, sulla collina di Villa Glori, il 23 ottobre 1867 una settantina di volontari garibaldini guidati da Enrico e Giovanni Cairoli, arrivati da Terni per portare armi agli insorti, furono intercettati e sconfitti dall'esercito pontificio. Enrico morì, Giovanni fu gravemente ferito.
1924, il Parco della Rimembranza
La stessa collina fu aperta al pubblico come Parco della Rimembranza, su progetto di Raffaele De Vico; gli alberi furono piantati dagli studenti romani, ciascuno con il nome di un caduto della Prima guerra mondiale. Dal 1997 il parco ospita installazioni di artisti contemporanei. È una storia di corpi assenti trasformati in presenze vive, e dialoga senza forzature con le stanze del MAXXI.
Chi è passato da 11 plus Rooms al MAXXI — dal 27 novembre 2026 al 7 febbraio 2027
Dal MAXXI sono passati, prima di tutto, gli architetti e gli artisti che lo hanno fatto e che lo abitano in modo permanente: Zaha Hadid, che ha firmato l'edificio dopo aver vinto il concorso del 1998 fra 273 candidature; Anish Kapoor, Sol LeWitt e Maurizio Mochetti, le cui opere restano sempre visibili; Alighiero Boetti, a cui è intitolata la piazza.
Con 11 plus Rooms passano da Roma due curatori che hanno fatto la storia delle mostre degli ultimi trent'anni. Hans Ulrich Obrist, dalle Serpentine Galleries di Londra; Klaus Biesenbach, oggi alla Neue Nationalgalerie di Berlino, dopo il MoMA, il MoMA PS1 e il MOCA di Los Angeles. Con loro Francesco Stocchi.
E passa, idealmente, tutta la storia della serie. Da Manchester, nel 2011, sono passate per le stanze di Obrist e Biesenbach Marina Abramović, Joan Jonas, John Baldessari, Allora e Calzadilla, Santiago Sierra, Laura Lima, Simon Fujiwara, Lucy Raven, Xu Zhen. Non tutti tornano a Roma, perché a ogni edizione l'elenco cambia in parte; ma la formula che hanno contribuito a inventare è la stessa. Marina Abramović, del resto, negli stessi mesi è protagonista a Roma di una grande mostra alla Galleria Nazionale d'Arte Moderna, aperta dal 18 novembre 2026 al 4 aprile 2027, a pochi minuti di tram dal MAXXI: chi vuole capire da dove viene la performance come scultura vivente può vedere le due mostre nella stessa settimana.
Allargando lo sguardo al quartiere: Renzo Piano, che ha progettato l'Auditorium; Armando Trovajoli, che ha dato il nome al ponte pedonale sul Tevere; Enrico e Giovanni Cairoli, che hanno lasciato il loro nome sulla collina di Villa Glori; Raffaele De Vico, che vi ha disegnato il parco. Dal 27 novembre, a questa lista si aggiungono gli undici artisti di 11 plus Rooms e gli interpreti che, per dieci settimane, daranno corpo alle loro stanze.
Il Flaminio intorno a 11 plus Rooms
Il MAXXI si trova nel Flaminio, fra via Flaminia, il Tevere e la collina dei Parioli. In pochi minuti a piedi si raggiungono l'Auditorium, il Ponte della Musica e Villa Glori.
L'Auditorium Parco della Musica
Progettato da Renzo Piano e inaugurato nel 2002, intitolato a Ennio Morricone dopo la sua scomparsa nel 2020, l'Auditorium è aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20. Nel foyer c'è un percorso di venti neon di Maurizio Nannucci e alcuni Cellotex di Alberto Burri; nei giardini due sculture di Keith Haring del 1989. Dopo 11 plus Rooms è un piccolo itinerario d'arte gratuito.
Villa Glori
Alle spalle dell'Auditorium sale la collina di Villa Glori, parco aperto dalle 7 al tramonto, con installazioni di Kounellis, Staccioli, Uncini, Canevari e altri. Per chi esce dalle stanze chiuse della mostra, è l'aria aperta che serve.
Villa Borghese e Valle Giulia
Il tram 2 riporta in pochi minuti a piazzale Flaminio, da cui si entra in Villa Borghese e si sale verso la Galleria Nazionale e il Museo Etrusco di Villa Giulia. Chi ha il biglietto della Galleria Nazionale ha diritto al ridotto al MAXXI.
Accessibilità del MAXXI per 11 plus Rooms
Il MAXXI è indicato dal portale turistico di Roma Capitale come museo accessibile, con servizi igienici dedicati, e la fermata ATAC di via Guido Reni è segnalata come accessibile alle sedie a rotelle. Per le persone con disabilità e il loro accompagnatore l'ingresso è gratuito, presentando la EU Disability Card o una lettera dell'associazione o istituzione di riferimento.
La gratuità si estende, secondo l'elenco del museo, alle persone nello spettro autistico, alle persone sorde, alle persone con disabilità cognitive e bisogni comunicativi complessi e ai loro caregiver, alle persone con malattie gravi e a chi le assiste, agli ospiti dei centri antiviolenza e delle comunità terapeutiche con gli operatori. In una mostra fatta di presenze e di interazione diretta, conviene chiamare il museo prima della visita, allo 06 3201954, per sapere come sono organizzate le singole stanze e se qualcuna richiede attenzioni particolari. I parcheggi dell'Auditorium, a una decina di minuti, hanno posti riservati.
11 plus Rooms con bambini e ragazzi
11 plus Rooms è una mostra adulta per temi e per modo di stare in sala. Con gli adolescenti può essere una delle visite più interessanti dell'anno; con i bambini piccoli va valutata con cura.
Con i più piccoli
Il museo non pubblica indicazioni di età per questa mostra. Nelle edizioni passate della serie alcune stanze prevedevano nudo o situazioni di forte impatto emotivo, e la composizione della tappa romana va verificata con il museo. Con bambini sotto i dieci anni il consiglio è di dividersi: un adulto visita la mostra, l'altro porta i bambini sulla piazza e poi ai giardini dell'Auditorium o a Villa Glori. I minori di 18 anni entrano gratis.
Con gli adolescenti
Per un ragazzo di quindici anni abituato agli schermi, trovarsi davanti un'opera d'arte che respira e lo guarda è un'esperienza che non dimentica. Chiedetegli, all'uscita, quale stanza lo ha messo più a disagio e perché: è la domanda che apre le conversazioni migliori.
Dove mangiare vicino al MAXXI
Il MAXXI ha al suo interno caffetteria, bar e ristorante: per chi visita 11 plus Rooms, e magari anche la mostra di Sophie Calle, è la soluzione più pratica. L'Auditorium, a dieci minuti a piedi, ha bar e ristorante. Il Flaminio è un quartiere residenziale, con una ristorazione pensata per chi ci vive e ci lavora: va bene per un pranzo veloce. Per una cena dopo la visita, i Parioli e Ponte Milvio si raggiungono in pochi minuti di taxi.
11 plus Rooms fra dicembre e febbraio: il periodo dell'anno a Roma
11 plus Rooms copre la stagione più raccolta dell'anno romano, dalla fine di novembre ai primi di febbraio: il periodo in cui i musei tornano a essere luoghi dove passare un pomeriggio intero.
Dicembre e le feste
Le giornate si accorciano e la luce sparisce presto. Il 25 dicembre il MAXXI è chiuso; negli altri festivi conviene controllare il sito. Nelle settimane delle feste i musei si riempiono di famiglie in vacanza: per una mostra come questa, che vive di intimità, chi può anticipi a inizio dicembre.
Gennaio e febbraio
Gennaio, passata l'Epifania, è il mese più tranquillo per i musei romani, e il momento migliore per una visita lenta. Le ultime settimane prima del 7 febbraio sono quelle dei ritardatari, e, visto che chiude lo stesso giorno anche Sophie Calle, al MAXXI saranno le più affollate.
Domande frequenti su 11 plus Rooms al MAXXI
Quando è aperta 11 plus Rooms al MAXXI?
11 plus Rooms è aperta al MAXXI dal 27 novembre 2026 al 7 febbraio 2027, nella Galleria 3. Il museo è chiuso il lunedì; l'ultimo ingresso è alle 18 dal martedì al venerdì e alle 17.30 il sabato e la domenica. Il 25 dicembre il MAXXI resta chiuso.
Che cos'è 11 plus Rooms?
11 plus Rooms è una mostra di «sculture viventi»: undici artisti di fama internazionale hanno ciascuno una stanza, e dentro c'è un'opera eseguita da persone in carne e ossa. È la tappa italiana della serie nata nel 2011 con 11 Rooms a Manchester e proseguita a Sydney, Basilea e Shanghai.
Chi sono i curatori di 11 plus Rooms?
11 plus Rooms al MAXXI è curata da Hans Ulrich Obrist, direttore artistico delle Serpentine Galleries di Londra, Klaus Biesenbach, direttore della Neue Nationalgalerie di Berlino, e Francesco Stocchi. Obrist e Biesenbach hanno ideato la serie nel 2011.
Quanto costa il biglietto per 11 plus Rooms?
I prezzi del biglietto per 11 plus Rooms sono pubblicati sul sito ufficiale del MAXXI. È previsto il ridotto per i giovani dai 18 ai 25 anni e per i gruppi da 15 persone; entrano gratis i minori di 18 anni, le persone con disabilità con un accompagnatore e chi visita il museo nel giorno del proprio compleanno.
Come si arriva al MAXXI con i mezzi?
Il MAXXI, in via Guido Reni 4a, si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 in direzione piazza Mancini. Servono la zona anche gli autobus 910 da Termini, 53 da largo Chigi, 168 e 982; su via Guido Reni c'è la fermata MAXXI, accessibile.
11 plus Rooms è adatta ai bambini?
11 plus Rooms è una mostra pensata per un pubblico adulto, fatta di presenze vive e di interazione diretta; il MAXXI non pubblica indicazioni di età. Con gli adolescenti funziona molto bene; con i bambini piccoli conviene informarsi al museo sul contenuto delle stanze. I minori di 18 anni entrano gratis.
Si possono fare foto dentro 11 plus Rooms?
Le regole sulle fotografie in 11 plus Rooms le stabilisce il MAXXI, e in una mostra fatta di persone vive vanno chieste al personale prima di scattare. In ogni caso, fotografare il volto di chi esegue l'opera senza permesso è da evitare: la foto giusta si fa sulla piazza del museo.
Quanto tempo serve per visitare 11 plus Rooms?
Per 11 plus Rooms al MAXXI conviene calcolare almeno un'ora e mezza, perché in ogni stanza l'opera si rivela solo restando qualche minuto. Con la piazza e le installazioni permanenti del museo, e il viaggio dal centro, la visita occupa circa mezza giornata.
Vale la pena andarci? Sì, a patto di entrare disposti a farsi coinvolgere. Scegliete un martedì o un mercoledì di dicembre o di gennaio, arrivate presto, lasciate il cappotto al guardaroba e il telefono in tasca, e restate in ogni stanza più a lungo di quanto vi viene naturale. Poi uscite sulla piazza e guardate le persone che la attraversano: dopo 11 plus Rooms, vi sembreranno tutte un po' opere d'arte.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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