NATURE: Tatiana Bilbao Estudio. Campo aperto al MAXXI — dal 16 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027
NATURE: Tatiana Bilbao Estudio. Campo aperto è l'installazione site-specific che il MAXXI presenta dal 16 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027 nella sala Claudia Gian Ferrari, nel museo di via Guido Reni 4a, al Flaminio (00196 Roma). È la nona edizione di NATURE, il programma che il museo affida ad architetti di fama internazionale, ed è curata dalla stessa Tatiana Bilbao. Il MAXXI è aperto dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19, il lunedì è chiuso, e la biglietteria chiude un'ora prima del museo. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini, oppure con i bus 910 da Termini e 53 da largo Chigi; su via Guido Reni c'è una fermata ATAC che porta il nome del museo. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del MAXXI, e i biglietti si comprano alla cassa del museo o online, sul canale indicato dal sito ufficiale della sede.
Per chi segue l'architettura contemporanea, Tatiana Bilbao è uno dei nomi più interessanti del continente americano: una progettista messicana che lavora sulla casa sociale, sui giardini botanici, sugli spazi pubblici, e che ha fatto della relazione fra persone e natura la sua materia. Il MAXXI le consegna una sala e le chiede di trasformarla. A nostro giudizio, per chi va al MAXXI in questi mesi, è la cosa da non saltare anche se si è venuti per altro.
NATURE: Tatiana Bilbao al MAXXI in breve: date, orari e sala
L'installazione di Tatiana Bilbao Estudio apre venerdì 16 ottobre 2026 e chiude domenica 7 febbraio 2027, nella sala Claudia Gian Ferrari del MAXXI.
Le date
Quasi quattro mesi, dalla metà dell'autunno all'inizio di febbraio. Il periodo attraversa le feste di Natale e la stagione più tranquilla dei musei romani, gennaio. Chi vuole vederla con calma ha tempo; chi rimanda alle ultime settimane troverà il museo più affollato.
Gli orari
Il MAXXI è aperto dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19. Il lunedì è chiuso. La biglietteria è aperta fino a un'ora prima della chiusura del museo, quindi fino alle 18. Nei giorni festivi le aperture possono cambiare: conviene controllare il sito del museo, soprattutto fra Natale e l'Epifania.
La sala Claudia Gian Ferrari
NATURE ha una sede fissa: la sala Claudia Gian Ferrari, dedicata dal museo alle installazioni site-specific di architetti internazionali. È uno spazio pensato per essere trasformato ogni anno da un progettista diverso. All'ingresso conviene chiedere subito come raggiungerla, perché il MAXXI è fatto di rampe e percorsi che si incrociano.
Biglietti
I prezzi sono pubblicati dal MAXXI sul suo sito ufficiale, dove si trova anche il link per l'acquisto online. Il museo prevede riduzioni e gratuità, fra cui l'ingresso gratuito per i minori di 18 anni e per le persone con disabilità con accompagnatore.
Campo aperto: che cosa propone Tatiana Bilbao al MAXXI
Campo aperto è, nelle parole del MAXXI, un progetto che unisce storia, comunità e architettura, trasformando lo spazio in un luogo di relazione.
Il programma NATURE
NATURE è il programma che il museo dedica alle installazioni site-specific nella sala Claudia Gian Ferrari, affidate ogni volta ad architetti di fama internazionale. Quella di Bilbao è la nona edizione. L'idea di fondo è semplice e intelligente: un museo di architettura che non si limita a esporre disegni e modelli, ma chiede a un architetto di costruire davvero qualcosa, in scala reale, dentro le sue sale.
Perché Tatiana Bilbao
Il MAXXI spiega la scelta con la capacità di Bilbao di tenere insieme l'attenzione alla natura, ai materiali e alle pratiche ecologiche con una forte qualità espressiva dell'architettura, intesa come spazio aperto alla relazione e alla vita sociale. È una buona sintesi del suo lavoro, che da vent'anni oscilla fra progetti di grande visibilità, come un giardino botanico o un padiglione espositivo in Cina, e progetti di casa sociale a basso costo.
Cosa aspettarsi
Un'installazione site-specific non è una mostra con opere appese. È uno spazio da attraversare, in cui l'architettura si sperimenta con il corpo. Il titolo, Campo aperto, suggerisce uno spazio senza recinti, pensato per essere abitato e condiviso. Il dettaglio di materiali e forme non è descritto dalla presentazione ufficiale, e preferisco non anticiparlo: va visto.
La curatela
La curatela è della stessa Tatiana Bilbao. Per NATURE è la regola: l'architetto invitato non è ospite di un curatore, ma autore e responsabile del proprio spazio.
Chi è Tatiana Bilbao: l'architetta della casa sociale
Tatiana Bilbao Spamer, nata a Città del Messico nel 1972, è un'architetta messicana nota per il lavoro sulla progettazione sostenibile, sui musei e sulla casa sociale; ha fondato il suo studio, Tatiana Bilbao Estudio, nel 2004.
Una famiglia di architetti
Bilbao nasce in una famiglia di architetti. Il nonno, Tomás Bilbao Hospitalet, era un architetto e politico di origine basca che lasciò la Spagna e si stabilì in Messico nel 1942. Tatiana studia architettura all'Universidad Iberoamericana, dove si laurea in Architettura e Urbanistica nel 1996; nel 1998 la sua tesi riceve una menzione come migliore dell'anno.
Il terremoto e la casa
Il suo interesse per la casa nasce da Città del Messico. Dopo il grande terremoto del 1985 il governo messicano rispose al bisogno di alloggi con un'edilizia di massa, milioni di case costruite in pochi anni. Bilbao, che non amava vedere il territorio consumato da quel modello, ha lavorato con altri architetti e con Infonavit, l'istituto pubblico che finanzia i mutui per la casa, per ripensare i centri urbani e gli insediamenti periferici. Da lì viene il suo impegno per la casa sociale a basso costo.
Dal governo della città allo studio
Fra il 1998 e il 1999 è consulente per i progetti urbani del dipartimento per la casa e lo sviluppo urbano di Città del Messico. Nel 1999 fonda LCM, uno studio di ricerca sulle geometrie. Nel 2004 fonda con Derek Dellekamp, Arturo Ortiz e Michel Rojkind MX.DF, un centro di ricerca urbana sulla capitale messicana; nello stesso anno apre Tatiana Bilbao Estudio.
Jinhua e Ai Weiwei
Il primo progetto costruito dallo studio è il padiglione espositivo del Jinhua Architecture Park, in Cina, sulla riva del fiume Yiwu, vicino a Shanghai. Il parco era coordinato dall'artista Ai Weiwei, che aveva scelto un gruppo di giovani architetti da tutto il mondo per progettare una rete di padiglioni. Il padiglione di Bilbao, completato nel 2007, è ancora una delle sue opere più note.
Culiacán, Jalisco, Chiapas
Fra i progetti principali ci sono il Giardino Botanico di Culiacán, in Sinaloa, un masterplan e una cappella aperta per la Ruta del Peregrino in Jalisco, un centro biotecnologico, un'impresa funebre. E un prototipo di casa sociale sostenibile di 62 metri quadrati, pensato per potersi raddoppiare, con un costo di circa 120 mila pesos messicani, presentato alla Biennale di Architettura di Chicago del 2015 e sperimentato in Chiapas. Più di recente ha lavorato all'ampliamento del Museo Anahuacalli a Città del Messico e all'Acquario di Mazatlán.
Premi, insegnamento, musei
Il suo lavoro è stato riconosciuto con l'Emerging Voices dell'Architectural League nel 2010, il Berliner Kunstpreis nel 2012, il Global Award for Sustainable Architecture della LOCUS Foundation nel 2014, l'Impact Award degli A+Awards nel 2017, il Marcus Prize nel 2019 e la medaglia d'oro Tau Sigma Delta nel 2020. Ha insegnato a Yale, alla Rice, alla Columbia University e all'Universidad Iberoamericana. Suoi progetti sono nelle collezioni del Centre Pompidou di Parigi, del Carnegie Museum of Art e dell'Art Institute of Chicago. Nel 2019 il Louisiana Museum in Danimarca le ha dedicato una mostra nella serie The Architect's Studio. Ha pubblicato A House Is Not Just a House, dedicato ai suoi progetti di casa.
Una curiosità su NATURE: Tatiana Bilbao Estudio. Campo aperto al MAXXI — dal 16 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027
La curiosità più interessante riguarda l'inizio della carriera di Bilbao. Il primo edificio costruito dal suo studio non è in Messico ma in Cina: il padiglione espositivo del Jinhua Architecture Park, un parco coordinato dall'artista Ai Weiwei, che aveva chiamato giovani architetti da diversi paesi a progettare una rete di padiglioni lungo il fiume Yiwu. Un'architetta messicana di trent'anni esordisce così, dentro un progetto collettivo guidato da un artista.
Vista dal MAXXI, la coincidenza è istruttiva. Il museo romano è per statuto un luogo dove arte e architettura convivono, e NATURE è il programma in cui un architetto costruisce dentro un museo d'arte. Bilbao arriva a Roma con alle spalle esattamente questa esperienza: aver progettato, all'inizio, su invito di un artista.
Seconda curiosità: la sua casa sociale da 62 metri quadrati, presentata alla Biennale di Chicago nel 2015, era pensata per potersi raddoppiare. Una casa che cresce con la famiglia. È un'idea che dice molto su come Bilbao guarda lo spazio: non come un oggetto finito, ma come un campo aperto a ciò che verrà. Il titolo della mostra romana suona, in questa luce, quasi come una dichiarazione di metodo.
Il MAXXI di Zaha Hadid, la casa di NATURE
Inaugurato nel 2010 su progetto di Zaha Hadid, il MAXXI è il primo museo nazionale italiano dedicato alle arti e all'architettura contemporanee. Per un programma come NATURE, che mette un architetto a costruire dentro un museo, è la sede naturale.
Dalla Caserma Montello al museo
Il museo nasce su un'area militare. Nel 1997 il Ministero per i Beni Culturali ottenne dal Ministero della Difesa l'area della ex Caserma Montello, nel Flaminio, con officine e padiglioni in disuso. Un terreno chiuso alla città diventò in poco più di un decennio un museo nazionale.
Il concorso vinto da Zaha Hadid
Il concorso internazionale del 1998 chiedeva un museo per l'architettura e uno per le arti del XXI secolo, con spazi per le produzioni sperimentali, biblioteca, auditorium e didattica. Su 273 candidature vinse Zaha Hadid, con un progetto scelto per la capacità di integrarsi nel tessuto urbano e di aprire il museo con una sequenza di spazi pubblici.
La piazza Alighiero Boetti
Il complesso si estende su 29 mila metri quadrati intorno a una grande piazza aperta, intitolata ad Alighiero Boetti, dove sono esposte opere. Per una visita a Campo aperto la piazza è il preludio giusto: uno spazio pubblico, condiviso, attraversato da chi vive nel quartiere. È il tema stesso del lavoro di Bilbao.
Le opere sempre visibili
Le collezioni del MAXXI ruotano, ma tre installazioni restano sempre visibili: quelle di Anish Kapoor, Sol LeWitt e Maurizio Mochetti. Dall'ottobre 2015 il museo espone la propria collezione di arte e architettura con allestimenti diversi.
Le altre mostre nello stesso periodo
Negli stessi mesi il MAXXI presenta, dallo stesso 16 ottobre, la panoramica su Sophie Calle al MAXXI e, dal 13 novembre 2026 al 28 febbraio 2027, in Galleria 4, Gordon Matta-Clark. Not the Work...The Worker, curata da Jessamyn Fiore e Francesco Stocchi. Matta-Clark, architetto di formazione che tagliava gli edifici, è l'abbinamento più coerente con Bilbao: due modi diversi di pensare l'architettura come spazio sociale.
Una cosa che non ti dice nessuno su NATURE: Tatiana Bilbao Estudio. Campo aperto al MAXXI — dal 16 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027
Quello che quasi nessuno dice è che un'installazione di architettura si vede male di fretta. Molti visitatori entrano nella sala di NATURE come in una stanza di passaggio fra una mostra e l'altra, danno un'occhiata e proseguono. È un errore. Uno spazio pensato per la relazione chiede di fermarsi, sedersi se si può, guardare come si muovono gli altri. Dieci minuti dentro valgono più di tre passaggi veloci.
Il secondo punto riguarda il nome. Nei mesi precedenti l'apertura il progetto è circolato anche con un titolo diverso, Un-natural Space; la pagina ufficiale del museo oggi lo presenta come Campo aperto, a firma di Tatiana Bilbao Estudio. Chi cerca informazioni online può trovare entrambe le versioni: si tratta della stessa installazione.
Terzo, l'orario. La biglietteria chiude alle 18, il museo alle 19. Chi arriva tardi il sabato pensando di vedere tutto si ritrova a scegliere fra le mostre. Il lunedì il MAXXI è chiuso, e molti visitatori di passaggio se ne accorgono davanti al cancello.
Quarto, pratico: il museo ha guardaroba, caffetteria, bar e ristorante. In una giornata di pioggia di novembre al Flaminio fa differenza.
Come arrivare al MAXXI per Campo aperto di Tatiana Bilbao
Dal centro al MAXXI la combinazione più affidabile è la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2 verso piazza Mancini. Funziona anche nei giorni di traffico, e la consiglio a chi dorme fra Termini, Spagna e il Vaticano.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio della metro A, in piazzale Flaminio, parte il tram 2 che arriva a piazza Mancini. La fermata utile è quella più vicina a via Guido Reni; da lì si cammina verso il Tevere. È la stessa combinazione indicata dall'Auditorium Parco della Musica, a circa 650 metri dal museo.
Gli autobus
Nella zona passano quattro linee utili: il 910, da Termini a piazza Mancini; il 53, da piazza Mancini a largo Chigi; il 168, da largo Maresciallo Diaz alla stazione Tiburtina; il 982, da viale XVII Olimpiade alla stazione Quattro Venti. Su via Guido Reni, a circa 130 metri dall'ingresso, la fermata ATAC che porta il nome del museo è segnalata come accessibile alle sedie a rotelle.
In auto e parcheggi
In auto si arriva da via Flaminia o dal Lungotevere. Il parcheggio su strada è difficile nei giorni feriali e quasi impossibile nelle sere di concerto all'Auditorium o di partita allo Stadio Olimpico. L'Auditorium ha due parcheggi a pagamento con accesso da viale Pietro de Coubertin, con posti riservati alle persone con disabilità, a una decina di minuti a piedi dal museo.
A piedi dal Ponte della Musica
Da Prati o dalla zona Della Vittoria si attraversa il Tevere sul Ponte della Musica, pedonale e ciclabile, dal Lungotevere Cadorna a piazza Gentile da Fabriano, e si prosegue lungo via Guido Reni. Per un'installazione che parla di spazio pubblico, arrivarci a piedi è coerente.
Il consiglio che ti do per visitare NATURE: Tatiana Bilbao Estudio. Campo aperto al MAXXI — dal 16 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027
Il consiglio è questo: fate di Campo aperto la prima tappa della visita al MAXXI, non l'ultima. Arrivate con la testa fresca, entrate nella sala Claudia Gian Ferrari prima delle mostre nelle gallerie, e dedicatele almeno venti minuti. Un'installazione di architettura si capisce quando si ha ancora pazienza.
Prima di entrare, fate un giro della piazza del MAXXI guardando come la usano le persone del quartiere: chi si siede, chi attraversa, chi aspetta. È esattamente il tipo di osservazione su cui lavora Bilbao, e vi prepara a guardare la sala con gli occhi giusti.
Poi, se avete tempo, abbinate la visita a Gordon Matta-Clark, dal 13 novembre. Vedere nello stesso pomeriggio un'architetta che costruisce spazi di relazione e un architetto che tagliava gli edifici per restituirli alla città è la migliore lezione di architettura contemporanea che Roma possa offrire quest'inverno.
Scegliete un giorno feriale: nei fine settimana d'inverno il museo si riempie. Per i gruppi che vogliono una visita privata del MAXXI e del Flaminio, Tour Leader Pro organizza percorsi su misura.
Come organizzare la visita a Tatiana Bilbao al MAXXI
La visita a Campo aperto richiede poco tempo, fra venti minuti e mezz'ora; è l'occasione per costruirci intorno una mezza giornata al MAXXI e nel Flaminio.
Quanto tempo serve
Per l'installazione bastano venti o trenta minuti. Aggiungete mezz'ora per le opere sempre visibili di Kapoor, LeWitt e Mochetti, e un'ora e mezza o più per le mostre temporanee nelle gallerie. Con il trasporto dal centro, una visita completa occupa fra le tre e le cinque ore.
Servizi del museo
Il MAXXI offre guardaroba, servizi igienici anche per persone con disabilità, caffetteria, bar, ristorante, audioguide anche in lingua, visite guidate, attività per le scuole e laboratori, oltre al bookshop.
Da abbinare nella stessa giornata
Nel quartiere ci sono l'Auditorium Parco della Musica e il Ponte della Musica, che porta al Foro Italico. Più a sud, ai margini di Villa Borghese, c'è la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea. La scheda generale del museo è alla pagina del MAXXI.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che il MAXXI è un museo di Zaha Hadid. Meno spesso si ricorda che il MAXXI è in realtà due musei: uno per le arti e uno per l'architettura, come chiedeva il concorso del 1998. Il programma NATURE nasce dentro questa doppia identità. Chi visita il museo pensando soltanto all'arte contemporanea rischia di non accorgersi che metà del suo senso è l'architettura.
Il secondo fatto, noto agli architetti e poco citato nelle presentazioni, riguarda proprio Bilbao: i suoi progetti sono conservati nelle collezioni del Centre Pompidou di Parigi, del Carnegie Museum of Art e dell'Art Institute of Chicago. Un'architetta che lavora sulla casa sociale a basso costo è entrata nelle collezioni di tre dei grandi musei del mondo. È la prova che l'architettura più interessante, oggi, non è necessariamente quella più costosa.
Il terzo, ancora più trascurato: nel 2015 Bilbao ha presentato alla Biennale di Chicago un prototipo di casa da circa 120 mila pesos, poche migliaia di euro. Il MAXXI, che ha nella sua collezione progetti di grandi firme, ospita ora il lavoro di chi ha dimostrato che si può progettare bene anche con pochissimo.
Il Flaminio intorno al MAXXI: cosa c'è vicino
Il MAXXI si trova nel Flaminio, fra via Flaminia, il Tevere e i Parioli. Negli ultimi decenni qui aree dismesse sono diventate luoghi di cultura: un contesto adatto a chi esce da un'installazione sullo spazio condiviso.
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
Progettato da Renzo Piano e aperto nel 2002, l'Auditorium è intitolato a Ennio Morricone dal 2020. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana, integrata nel complesso; nel foyer c'è un piccolo museo archeologico. È aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20, e nel foyer si vedono gratuitamente i neon di Maurizio Nannucci e alcuni Cellotex di Alberto Burri.
Il Ponte della Musica
Dedicato ad Armando Trovajoli, il Ponte della Musica è lungo 190 metri e collega il Flaminio al Lungotevere Cadorna, all'altezza del Foro Italico. Il progetto è dello studio londinese Buro Happold con la società romana Carlo Lotti e Associati. Si percorre solo a piedi o in bicicletta.
Villa Glori
Alle spalle dell'Auditorium sale Villa Glori, aperta nel 1924 come Parco della Rimembranza su progetto di Raffaele De Vico. Dal 1997 il parco ospita installazioni di artisti contemporanei, fra cui opere di Kounellis, Staccioli, la Porta del Sole di Giuseppe Uncini e l'Uomo-erba di Paolo Canevari. Dopo un'installazione di architettura sulla natura, è la passeggiata giusta.
Foro Italico, Stadio Olimpico e Ponte Milvio
Oltre il Tevere ci sono il Foro Italico e lo Stadio Olimpico; risalendo il fiume si arriva a Ponte Milvio. Nelle domeniche di campionato il traffico lungo il Tevere si blocca: meglio saperlo prima di organizzare la visita.
La foto giusta da fare a NATURE: Tatiana Bilbao Estudio. Campo aperto al MAXXI — dal 16 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027
La foto giusta, per Campo aperto, ha dentro delle persone. Un'installazione pensata come luogo di relazione ha senso quando è abitata: fotografatela con i visitatori che la attraversano, si siedono, parlano. Una foto della sala vuota tradirebbe il progetto. Le regole sulle fotografie le fissa il museo: chiedete all'ingresso e rispettate la privacy di chi inquadrate.
Seconda foto, all'esterno: la piazza Alighiero Boetti dal punto in cui l'edificio di Zaha Hadid si sporge sopra la testa dei visitatori. Il grande sbalzo del museo, con le persone sotto, racconta in un'immagine il rapporto fra architettura e spazio pubblico che è al centro del lavoro di Bilbao.
Terza foto, per chi ha tempo: il Ponte della Musica verso il Flaminio, nel momento in cui il cielo diventa blu scuro. Fra novembre e gennaio succede poco dopo le 17. Le linee del ponte danno forza all'immagine; il quartiere dietro dà la profondità.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il luogo che ospita Campo aperto è passato in poco più di un decennio da area militare a museo nazionale, in un quartiere segnato anche dal Risorgimento.
1997: la cessione della Caserma Montello
Nel 1997 il Ministero per i Beni Culturali ottenne dal Ministero della Difesa l'area della ex Caserma Montello, con officine e padiglioni in disuso. È l'atto di nascita del MAXXI.
1998: il concorso internazionale
L'anno dopo fu bandito il concorso per il nuovo polo delle arti contemporanee. Su 273 candidature vinse il progetto di Zaha Hadid, esteso su 29 mila metri quadrati intorno a una piazza aperta.
2010: l'inaugurazione
Nel 2010 il MAXXI aprì come primo museo nazionale italiano per le arti e l'architettura contemporanee. Dall'ottobre 2015 la collezione è esposta con allestimenti diversi, alternati alle mostre temporanee e ai programmi come NATURE.
1867: i Cairoli a Villa Glori
A un chilometro dal museo, sulla collina di Villa Glori, il 23 ottobre 1867 una settantina di volontari garibaldini guidati da Enrico e Giovanni Cairoli, arrivati per portare armi agli insorti romani, fu intercettata e sconfitta dall'esercito pontificio. Enrico morì, Giovanni fu gravemente ferito. Nel 1924 la collina divenne il Parco della Rimembranza.
Chi è passato da NATURE: Tatiana Bilbao Estudio. Campo aperto al MAXXI — dal 16 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027
Dal MAXXI è passata prima di tutto Zaha Hadid, che vinse il concorso del 1998 e firmò il primo museo nazionale italiano per le arti e l'architettura del XXI secolo. Con lei, in modo permanente, gli artisti le cui opere sono sempre visibili: Anish Kapoor, Sol LeWitt, Maurizio Mochetti. La piazza porta il nome di Alighiero Boetti.
Dalla sala Claudia Gian Ferrari, ogni anno, passa un architetto di fama internazionale chiamato a trasformarla: Bilbao è la nona. Con lei arriva a Roma il suo studio, Tatiana Bilbao Estudio, e con lo studio una storia che attraversa il Messico e il mondo: il Giardino Botanico di Culiacán, il padiglione di Jinhua voluto da Ai Weiwei, i prototipi di casa sociale del Chiapas, il Museo Anahuacalli di Città del Messico.
Negli stessi mesi passano dal museo altri due nomi importanti. Sophie Calle, l'artista francese della narrazione e della fotografia, con la sua panoramica. E, dal 13 novembre, Gordon Matta-Clark, l'artista americano formatosi come architetto, raccontato in Galleria 4 dai curatori Jessamyn Fiore e Francesco Stocchi.
Fuori dal museo, il quartiere conserva altre presenze: Renzo Piano, che ha costruito l'Auditorium a pochi passi; Kounellis e Uncini, le cui opere sono a Villa Glori; i fratelli Cairoli, caduti su quella stessa collina nel 1867. Per un'architetta che lavora sulla memoria dei luoghi, il Flaminio è un contesto ricco.
Accessibilità del MAXXI
Il MAXXI è indicato dal portale turistico di Roma Capitale come museo accessibile alle persone con disabilità, con servizi igienici dedicati. La fermata ATAC su via Guido Reni è segnalata come accessibile alle sedie a rotelle.
Gratuità e accompagnatori
Il museo prevede l'ingresso gratuito, con la EU Disability Card o una lettera dell'associazione di riferimento, per persone con disabilità e accompagnatore, persone nello spettro autistico, persone sorde, persone con disabilità cognitive e i loro caregiver. Per percorsi e ascensori conviene chiedere alla biglietteria.
Audioguide e visite
Il MAXXI mette a disposizione audioguide anche in lingua e visite guidate. Per un'installazione da attraversare, chi ha difficoltà motorie farà bene a chiedere all'ingresso se lo spazio è interamente percorribile.
Tatiana Bilbao al MAXXI con i bambini
Campo aperto è una delle proposte del MAXXI più adatte ai bambini in questa stagione. Un'installazione si esplora con il corpo, e i bambini lo fanno meglio degli adulti.
Con i più piccoli
I minori di 18 anni entrano gratis. Con i bambini piccoli la visita è breve e diretta: la sala di NATURE, la piazza del museo per correre, magari i giardini dell'Auditorium. Il museo organizza laboratori didattici: il calendario è sul sito ufficiale.
Con gli adolescenti
Con i ragazzi più grandi proporrei un esercizio semplice: disegnare, dopo la visita, la casa in cui vorrebbero vivere fra vent'anni, e poi raccontare chi ci abiterebbe. Bilbao lavora proprio su questa domanda, e trasformare la visita in un esercizio di progetto funziona meglio di qualunque spiegazione.
Dove mangiare vicino al MAXXI
Il MAXXI ha al suo interno caffetteria, bar e ristorante: è la soluzione più comoda per una pausa fra un'installazione e una mostra.
All'Auditorium
A dieci minuti a piedi, l'Auditorium Parco della Musica ha bar e ristorazione, e molto verde intorno. Per una giornata lunga nel quartiere è una buona base.
Flaminio, Parioli e Ponte Milvio
Il Flaminio è residenziale, e intorno al museo la ristorazione è quella di quartiere, adatta a un pranzo veloce. Per la sera, i Parioli sono noti per cocktail bar e ristoranti alla moda; l'altra direzione è Ponte Milvio, lungo il Tevere. Entrambi si raggiungono in pochi minuti di taxi.
Campo aperto al MAXXI fra ottobre e febbraio: il periodo dell'anno a Roma
L'installazione di Tatiana Bilbao attraversa la stagione fredda, da metà ottobre all'inizio di febbraio: i mesi in cui i musei tornano a essere luoghi dove passare un pomeriggio.
Ottobre e novembre
A metà ottobre Roma ha ancora giornate miti, e la piazza del MAXXI si vive all'aperto. A novembre arrivano le prime piogge e, dal 13, la mostra di Matta-Clark: da quel momento la visita combinata diventa possibile.
Dicembre e le feste
A dicembre la luce sparisce presto e i musei si riempiono di visitatori in vacanza. Per i giorni festivi conviene controllare le aperture sul sito del museo.
Gennaio e febbraio
Gennaio, passata l'Epifania, è il mese più tranquillo per i musei romani. L'installazione chiude domenica 7 febbraio 2027: chi può, non aspetti l'ultima settimana.
Domande frequenti su Tatiana Bilbao al MAXXI
Quando si può vedere l'installazione di Tatiana Bilbao al MAXXI?
NATURE: Tatiana Bilbao Estudio. Campo aperto è al MAXXI dal 16 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, nella sala Claudia Gian Ferrari. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19, con biglietteria fino alle 18. Il lunedì il MAXXI è chiuso.
Che cos'è il programma NATURE del MAXXI?
NATURE è il programma del MAXXI dedicato alle installazioni site-specific nella sala Claudia Gian Ferrari, affidate ogni volta ad architetti di fama internazionale. Quella di Tatiana Bilbao, intitolata Campo aperto, è la nona edizione. L'architetta ne è anche curatrice.
Chi è Tatiana Bilbao?
Tatiana Bilbao è un'architetta messicana nata a Città del Messico nel 1972, fondatrice nel 2004 di Tatiana Bilbao Estudio. È nota per i progetti di casa sociale a basso costo, per il Giardino Botanico di Culiacán e per il padiglione del Jinhua Architecture Park in Cina. Ha ricevuto fra gli altri il Marcus Prize nel 2019.
Campo aperto e Un-natural Space sono la stessa mostra?
L'installazione di Tatiana Bilbao al MAXXI è circolata anche con il titolo Un-natural Space; la pagina ufficiale del museo la presenta oggi come NATURE: Tatiana Bilbao Estudio. Campo aperto, con le stesse date e la stessa sala. Si tratta dello stesso progetto.
Dove si trova il MAXXI e come ci si arriva?
Il MAXXI si trova in via Guido Reni 4a, nel Flaminio. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini, oppure con i bus 910 da Termini e 53 da largo Chigi. Su via Guido Reni c'è una fermata ATAC intitolata al museo.
Quanto costa il biglietto per il MAXXI?
I prezzi del MAXXI sono pubblicati sul sito ufficiale del museo, dove si trova anche il link per l'acquisto online. I minori di 18 anni entrano gratis, così come le persone con disabilità e il loro accompagnatore. Il biglietto si compra anche alla cassa, aperta fino alle 18.
Quanto tempo serve per vedere Campo aperto?
Per l'installazione di Tatiana Bilbao al MAXXI bastano venti o trenta minuti, ma conviene inserirla in una visita più ampia al museo. Con le opere permanenti e le altre mostre in corso, fra cui Sophie Calle e, dal 13 novembre, Gordon Matta-Clark, si arriva a tre ore.
Il consiglio finale su Tatiana Bilbao al MAXXI
Le installazioni di architettura sono quelle che la gente attraversa più in fretta e ricorda meno. Con Campo aperto fate il contrario. Entrate per prima cosa nella sala Claudia Gian Ferrari, restateci il tempo che serve, guardate come la usano gli altri. Poi uscite sulla piazza del MAXXI e guardatela di nuovo. Se l'installazione ha funzionato, vedrete uno spazio pubblico con occhi diversi.
Fra le proposte dell'inverno romano, questa è quella che consiglio a chi pensa che l'architettura sia una questione per addetti ai lavori: parla di case, di comunità, di natura, e non chiede competenze. Per la scheda del museo e le altre proposte nel quartiere, il punto di partenza è la pagina del MAXXI; le informazioni ufficiali sono sul sito del MAXXI.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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