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Gordon Matta-Clark. Not the Work…The Worker al MAXXI — dal 13 novembre 2026 al 28 febbraio 2027

Gordon Matta-Clark. Not the Work...The Worker è la mostra che il MAXXI dedica all'artista americano dal 13 novembre 2026 al 28 febbraio 2027, nella Galleria 4 del museo, in via Guido Reni 4a, nel quartiere Flaminio (00196 Roma). La curano Jessamyn Fiore e Francesco Stocchi. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19, il lunedì è chiuso, e la biglietteria resta aperta fino a un'ora prima della chiusura. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 in direzione piazza Mancini, oppure con gli autobus 910 da Termini e 53 da largo Chigi; su via Guido Reni c'è una fermata ATAC che porta il nome del museo. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del MAXXI, e i biglietti si comprano alla cassa del museo o online, sul canale indicato dal sito ufficiale della sede.

Roma vede di rado mostre di questo peso su un artista che ha lavorato con la sega elettrica più che con il pennello. Matta-Clark è morto a trentacinque anni, nel 1978, e in meno di un decennio ha cambiato il modo in cui artisti e architetti guardano un edificio. Il MAXXI, che è un museo di arte e di architettura insieme, è la casa naturale per un uomo che si era formato come architetto e aveva deciso di non costruire mai nulla.

Gordon Matta-Clark al MAXXI: date, orari e indirizzo

La mostra su Gordon Matta-Clark apre venerdì 13 novembre 2026 e chiude domenica 28 febbraio 2027: sono tre mesi e mezzo che attraversano l'autunno avanzato, le feste e la fine dell'inverno romano.

Le date da segnare

Il primo giorno utile è un venerdì, l'ultimo una domenica. Due giorni dopo l'apertura, domenica 15 novembre 2026 alle 11:30, il museo ha in calendario una visita guidata alla mostra: è il primo appuntamento collegato, e per chi vuole un'introduzione fatta dall'istituzione è la data giusta. Il resto del programma di visite e incontri si segue sul sito ufficiale del MAXXI, dove il museo pubblica gli eventi correlati man mano che li fissa.

Gli orari di apertura

Il MAXXI è aperto dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19. Il lunedì è chiuso. La biglietteria chiude un'ora prima del museo, quindi alle 18: chi arriva alle 18:10 trova la cassa chiusa anche se le sale sono ancora aperte. Nei giorni festivi le aperture possono cambiare, ed è sul sito del museo che conviene controllare prima di partire, soprattutto fra Natale e l'Epifania.

L'indirizzo e la sala

Il MAXXI si trova in via Guido Reni 4a, 00196 Roma, nel Flaminio, fra via Flaminia e il Tevere. La mostra occupa la Galleria 4, una delle gallerie espositive dell'edificio di Zaha Hadid. All'ingresso conviene chiedere subito come raggiungerla: il museo è fatto di rampe e percorsi che si incrociano, ed è facile ritrovarsi in un'altra mostra.

Biglietti, riduzioni e gratuità

I prezzi sono pubblicati dal MAXXI sul suo sito ufficiale. Il museo prevede riduzioni, fra le altre, per i giovani fra i 18 e i 25 anni non ancora compiuti e per i gruppi di almeno 15 persone, e gratuità, fra le altre, per i minori di 18 anni, per i titolari della card myMAXXI e per chi visita il museo il giorno del proprio compleanno con un documento. L'elenco completo, lungo e dettagliato, è sulla pagina della biglietteria del museo: vale la pena leggerlo, perché comprende molte convenzioni con istituzioni culturali romane.

Chi era Gordon Matta-Clark: l'architetto che tagliava le case

Gordon Matta-Clark è nato a New York il 22 giugno 1943 ed è morto nella stessa città il 27 agosto 1978, a trentacinque anni. Il suo nome all'anagrafe era Gordon Roberto Matta-Echaurren: il cognome della madre lo adottò nel 1971. È ricordato soprattutto per gli interventi realizzati negli anni Settanta direttamente su edifici destinati alla demolizione.

Una famiglia di artisti

I genitori erano entrambi artisti. La madre, Anne Clark, era una pittrice americana; il padre era Roberto Matta, il pittore surrealista cileno. La madrina era Teeny, moglie di Marcel Duchamp. Il fratello Ramuntcho Matta, artista e musicista, vive a Parigi. Crescere in quell'ambiente significa conoscere presto l'idea che l'arte possa essere un gesto prima ancora di un oggetto: Duchamp, in famiglia, non era un capitolo di manuale.

Cornell, Parigi e l'architettura rifiutata

Dal 1962 al 1968 Matta-Clark studiò architettura alla Cornell University, con un anno alla Sorbona di Parigi dedicato alla letteratura francese. In quegli anni il programma di architettura di Cornell era orientato anche da Colin Rowe, uno dei grandi teorici dell'architettura moderna. Matta-Clark non esercitò mai come architetto: scelse di lavorare su quella che chiamava «Anarchitecture», fusione di anarchia e architettura. È la chiave di tutto ciò che si vedrà in Galleria 4: un architetto che usa la propria competenza per aprire, svuotare, sezionare.

Da Ithaca a SoHo

Nel febbraio del 1969 la mostra Earth Art, curata da Willoughby Sharp all'Andrew Dickson White Museum of Art di Cornell, segnò una svolta. Matta-Clark, che allora viveva a Ithaca, fu invitato da Sharp ad aiutare gli artisti a realizzare le opere sul posto. Fu Sharp a spingerlo a trasferirsi a New York, a presentarlo al mondo postminimalista e a pubblicarlo sulla rivista Avalanche: nell'autunno del 1970 il suo lavoro Museum, esposto alla Bykert Gallery, comparve nelle pagine del primo numero.

FOOD, il ristorante degli artisti

Nel 1971 Matta-Clark fondò con Carol Goodden e Tina Girouard FOOD, un ristorante di SoHo posseduto, gestito e servito da artisti. La cucina era a vista, gli ingredienti inconsueti, il pasto diventava un evento. FOOD fu il primo locale del genere a SoHo e divenne un punto di ritrovo per il Philip Glass Ensemble, i Mabou Mines e i danzatori della Grand Union. Matta-Clark lo guidò fino al 1973. Oggi è considerato un precursore dell'arte legata al cibo e alla partecipazione sociale, e la mostra del MAXXI, che parla di creatività collettiva e partecipativa, non può prescindere da quella esperienza.

I tagli: Splitting, Bingo, Conical Intersect

Nel 1974 Matta-Clark realizzò Splitting, il taglio di una casa in due parti, e Bingo, in cui rimosse la facciata di una casa condannata alla demolizione lungo il Love Canal e ne trasportò le pareti ad Artpark. Nel 1975, per la Biennale di Parigi, tagliò un grande foro conico attraverso due palazzi del Seicento nel quartiere di Les Halles, destinati a essere abbattuti per far posto al Centre Georges Pompidou: l'opera si intitola Conical Intersect. Nello stesso anno aprì un'apertura circolare nel capannone del Pier 52 sul fiume Hudson, a Manhattan, con Day's End. Nel 2019 il New York Times ha indicato Splitting fra le venticinque opere che definiscono l'età contemporanea.

Fake Estates e l'ultimo progetto

Con Fake Estates Matta-Clark comprò all'asta quindici lotti di terreno residuali, strisce troppo piccole per essere usate, nel Queens e a Staten Island, pagandoli fra 25 e 75 dollari l'uno, e li documentò con fotografie, mappe, atti e registri catastali. L'ultimo grande progetto fu Circus or The Caribbean Orange, del 1978: tagli circolari nei muri e nei solai di una casa accanto alla prima sede del Museum of Contemporary Art di Chicago. Morì quello stesso anno, di cancro al pancreas. Il suo archivio è conservato al Canadian Centre for Architecture di Montréal.

Cosa si vedrà nella mostra di Gordon Matta-Clark

La mostra del MAXXI ripercorre la stagione creativa di Gordon Matta-Clark con uno sguardo trasversale, dagli anni sperimentali allo spazio autogestito di 112 Greene Street a New York fino ai celebri tagli, i cuttings. Il museo lo presenta come artista poliedrico, architetto di formazione, giocoso e radicalmente anarchico.

112 Greene Street

Il percorso parte dagli anni sperimentali a 112 Greene Street, a SoHo, uno spazio autogestito dagli artisti. È il contesto giusto da cui cominciare: prima dei grandi tagli, Matta-Clark lavora dentro una comunità, e molte delle sue opere nascono da quell'ambiente condiviso più che dallo studio di un singolo. Per chi visita, significa trovare all'inizio documenti, fotografie e tracce di una scena, prima delle opere più celebri.

Genova e Milano: l'Italia di Matta-Clark

Il cuore italiano della mostra è il capitolo sui viaggi a Genova e a Milano, che il MAXXI indica come una fase centrale della ricerca di Matta-Clark, capace di orientarne gli sviluppi successivi. È l'aspetto che rende questa mostra diversa da una retrospettiva vista altrove: a Roma si racconta anche il rapporto fra l'artista e l'Italia. Chi conosce Matta-Clark solo attraverso New York e Parigi troverà qui una parte della storia raccontata meno spesso.

Dal tessuto urbano ai cuttings

Il percorso prosegue con i primi interventi sul tessuto urbano e arriva ai tagli degli edifici. Poiché quelle architetture sono state demolite, dei cuttings restano fotografie, film, disegni e frammenti. È bene saperlo prima: non si vedranno case tagliate, si vedrà ciò che Matta-Clark ha scelto di conservare di quelle azioni. Il museo ricorda che l'artista usava film, video e fotografia per documentare il proprio lavoro, e che nei titoli e nei testi amava i giochi di parole.

Una mostra sulla partecipazione

Il MAXXI la definisce una mostra interdisciplinare, promotrice di una creatività collettiva e partecipativa, con opere che mostrano l'impegno di Matta-Clark nel trasformare l'ambiente urbano in esperienza estetica e sociale. Il sottotitolo, Not the Work...The Worker, sposta l'attenzione dall'oggetto a chi lavora. La chiave di lettura è netta: è una mostra da visitare pensando alla città in cui si esce, più che alle opere in sé.

I curatori

La mostra è curata da Jessamyn Fiore e Francesco Stocchi. L'immagine di testata scelta dal museo porta il credito dell'Estate of Gordon Matta-Clark e della David Zwirner Gallery, che rappresenta l'eredità dell'artista.

Una curiosità su Gordon Matta-Clark. Not the Work...The Worker al MAXXI — dal 13 novembre 2026 al 28 febbraio 2027

La curiosità più interessante riguarda uno dei suoi lavori più celebri, Conical Intersect. Nel 1975, per la Biennale di Parigi, Matta-Clark aprì un grande cono attraverso due palazzi seicenteschi di Les Halles. Quei palazzi sarebbero stati abbattuti per costruire il Centre Georges Pompidou, allora molto contestato. Un artista taglia due edifici antichi per mostrare ai parigini ciò che sta per sparire, proprio accanto al cantiere del museo d'arte contemporanea più discusso d'Europa.

Visto da Roma, il parallelo è inevitabile. Anche il MAXXI è un museo d'arte contemporanea nato da un progetto discusso, quello di Zaha Hadid, su un'area dismessa, la ex Caserma Montello. Anche qui un pezzo di città è stato svuotato e ripensato. Portare Matta-Clark dentro l'edificio di Hadid significa mettere l'artista che tagliava gli edifici nella pancia di un edificio che fu, a suo modo, un taglio nel quartiere.

Seconda curiosità, meno nota: Matta-Clark era figlioccio di Teeny Duchamp, moglie di Marcel Duchamp. Il padre, Roberto Matta, era uno dei pittori del surrealismo. Nessuno sceglie la propria famiglia, ma pochi artisti sono cresciuti così vicino al gesto che ha trasformato un orinatoio in opera d'arte. L'idea che si possa fare arte togliendo invece di aggiungere ha radici lì.

Terza: il suo ristorante FOOD, aperto nel 1971 a SoHo, era gestito e servito da artisti. Oggi si studia nei corsi di arte partecipativa. Chi pensa che l'arte legata al cibo sia una moda recente troverà in mostra la prova del contrario.

Il MAXXI di Zaha Hadid, la sede della mostra

Il MAXXI, inaugurato nel 2010, è il primo museo nazionale italiano dedicato alle arti e all'architettura contemporanee. Lo ha progettato Zaha Hadid, vincitrice del concorso internazionale del 1998. Per una mostra su un artista architetto è la sede più coerente che Roma possa offrire.

Dalla Caserma Montello al museo

Il museo nasce su un'area militare. Nel 1997 il Ministero per i Beni Culturali ottenne dal Ministero della Difesa l'area della ex Caserma Montello, nel Flaminio, occupata da officine e padiglioni in disuso. È da quella cessione che parte tutto: un terreno chiuso alla città diventa, in poco più di un decennio, un museo nazionale.

Il concorso vinto da Zaha Hadid

Nel 1998 il concorso internazionale chiedeva un museo per l'architettura e uno per le arti del XXI secolo, spazi per le produzioni sperimentali, biblioteca, auditorium, spazi per lo spettacolo e per la didattica. Arrivarono 273 candidature. Vinse Zaha Hadid, con un progetto scelto per la capacità di integrarsi nel tessuto urbano e di dare al museo una sequenza di spazi pubblici.

La piazza Alighiero Boetti

Il progetto si estende su 29 mila metri quadrati e ha al centro una grande piazza aperta, intitolata ad Alighiero Boetti, dove sono esposte opere e che in occasione degli eventi resta aperta gratuitamente anche fuori orario. Per una mostra come questa, la piazza è il primo e l'ultimo capitolo: si arriva e si esce attraversando uno spazio pubblico, cioè esattamente la materia su cui lavorava Matta-Clark.

Le opere sempre visibili

Le collezioni del MAXXI sono esposte a rotazione. Tre installazioni restano sempre visibili: quelle di Anish Kapoor, Sol LeWitt e Maurizio Mochetti. Il museo presenta la propria collezione di arte e architettura come l'elemento fondativo della sua identità, esposta con allestimenti diversi dall'ottobre 2015.

Le altre mostre nello stesso periodo

Negli stessi mesi il MAXXI ospita altre mostre. Nella sala Claudia Gian Ferrari, dal 16 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027, c'è la nona edizione di NATURE, l'installazione site-specific affidata all'architetta messicana Tatiana Bilbao. Nello stesso periodo è in programma anche la panoramica dedicata a Sophie Calle al MAXXI. Chi viene per Matta-Clark e ha ancora energie può abbinare l'installazione di Bilbao, che dialoga con lo stesso tema: l'architettura come spazio di relazione.

Una cosa che non ti dice nessuno su Gordon Matta-Clark. Not the Work...The Worker al MAXXI — dal 13 novembre 2026 al 28 febbraio 2027

Quasi nessuno lo dice: la mostra di Matta-Clark è una mostra di documenti. I suoi interventi più famosi erano fatti su edifici destinati alla demolizione, e quegli edifici non esistono più. Di Splitting, di Conical Intersect, di Day's End restano fotografie, film, disegni, frammenti. Chi entra in Galleria 4 aspettandosi di vedere case tagliate in due resterà deluso; chi entra sapendo che vedrà le tracce di azioni scomparse capirà la mostra.

Il secondo punto riguarda i film. Matta-Clark ha girato molto: la sua videografia comprende titoli come Tree Dance, Fresh Kill, Clockshower, Day's End, Splitting, Conical Intersect, Office Baroque. Se la mostra li presenta, e un'esposizione su di lui difficilmente può farne a meno, i film chiedono tempo. Mettete in conto almeno mezz'ora in più rispetto a una mostra di sole immagini fisse.

Terzo: l'orario. Il MAXXI chiude alle 19, ma la biglietteria chiude alle 18. Chi arriva tardi il sabato pomeriggio pensando di avere un'ora buona si ritrova con quaranta minuti per una mostra che ne chiede almeno novanta. E il lunedì il museo è chiuso: è il giorno in cui molti visitatori di passaggio pensano di recuperare i musei, e trovano il cancello sbarrato.

Quarto, pratico: il MAXXI ha guardaroba, caffetteria, bar e ristorante. In una giornata di pioggia di gennaio, nel Flaminio, fa differenza.

Come arrivare al MAXXI per la mostra di Gordon Matta-Clark

Il MAXXI si raggiunge dal centro con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini. È la combinazione più affidabile nei giorni di traffico, e quella che consiglio a chi dorme fra Termini, Spagna e il Vaticano.

Metro A e tram 2

Dalla stazione Flaminio della metro A, in piazzale Flaminio, parte il tram 2 che arriva a piazza Mancini. La fermata utile è quella più vicina a via Guido Reni, e da lì si cammina verso il Tevere. L'Auditorium Parco della Musica, a circa 650 metri in linea d'aria dal museo, indica la stessa combinazione come via principale per chi arriva con i mezzi pubblici.

Gli autobus

Nella zona passano quattro linee utili: il 910, da Termini a piazza Mancini; il 53, da piazza Mancini a largo Chigi; il 168, da largo Maresciallo Diaz alla stazione Tiburtina; il 982, da viale XVII Olimpiade alla stazione Quattro Venti. Il 910 è la scelta più comoda da Termini, il 53 da via del Corso. Su via Guido Reni, a circa 130 metri dall'ingresso, la fermata ATAC che porta il nome del museo è segnalata come accessibile alle sedie a rotelle.

In auto e parcheggi

In auto si arriva da via Flaminia o dal Lungotevere. Il parcheggio su strada è difficile nei giorni feriali e diventa quasi impossibile nelle sere di concerto all'Auditorium o di partita allo Stadio Olimpico. L'Auditorium ha due parcheggi a pagamento con accesso da viale Pietro de Coubertin, uno a raso e uno multipiano, con posti riservati alle persone con disabilità, a una decina di minuti a piedi dal museo.

A piedi dal Ponte della Musica

Chi alloggia a Prati o nella zona Della Vittoria può attraversare il Tevere sul Ponte della Musica, pedonale e ciclabile, dal Lungotevere Cadorna a piazza Gentile da Fabriano, e proseguire lungo via Guido Reni. Per una mostra su un artista che guardava la città a piedi, arrivarci camminando ha senso.

Il consiglio che ti do per visitare Gordon Matta-Clark. Not the Work...The Worker al MAXXI — dal 13 novembre 2026 al 28 febbraio 2027

Il consiglio è preciso: entrate in mostra entro le 16, in un giorno feriale, e prima di salire alla Galleria 4 fate un giro completo della piazza del MAXXI guardando l'edificio. Matta-Clark si capisce meglio se si arriva con gli occhi già allenati a guardare un edificio come un corpo da aprire.

Entro le 16 perché la biglietteria chiude alle 18 e il museo alle 19, e una mostra fatta di fotografie, film e documenti chiede almeno un'ora e mezza. In un giorno feriale perché le gallerie del MAXXI, nei fine settimana d'inverno, si riempiono, e i film in una sala affollata si guardano male.

Il giro della piazza non è una perdita di tempo. L'edificio di Zaha Hadid è fatto di volumi che si incrociano, di tagli di luce, di rampe che attraversano il vuoto. Guardarlo per dieci minuti prima di entrare prepara all'idea che un muro, un solaio, una facciata non siano dati immutabili. È esattamente la lezione di Matta-Clark.

Ultima indicazione: se potete, venite domenica 15 novembre 2026 alle 11:30, per la visita guidata in calendario. È la prima occasione per sentire il progetto raccontato da chi lo ha costruito. Per i gruppi che vogliono una visita privata del museo e del quartiere, Tour Leader Pro organizza percorsi su misura.

Come organizzare la visita alla mostra di Gordon Matta-Clark

Una visita a Gordon Matta-Clark al MAXXI si organizza in mezza giornata: un'ora e mezza per la mostra, mezz'ora per la piazza e le opere permanenti, il resto per il quartiere.

Quanto tempo serve

Per la mostra servono da novanta minuti a due ore, di più se si guardano i film per intero. Aggiungete mezz'ora per le installazioni sempre visibili di Anish Kapoor, Sol LeWitt e Maurizio Mochetti. Con il trasporto dal centro, la visita occupa fra le quattro e le cinque ore.

Servizi del museo

Il MAXXI offre guardaroba, servizi igienici anche per persone con disabilità, caffetteria, bar, ristorante, audioguide anche in lingua, visite guidate, visite per le scuole e laboratori. C'è anche un bookshop, dove di solito si trovano i cataloghi delle mostre in corso.

Visitare in gruppo

Con un gruppo, Matta-Clark funziona bene se si prepara prima. Faccio così: dieci minuti di introduzione sulla piazza, con due o tre nomi da tenere a mente (Splitting, Conical Intersect, FOOD), poi un'ora di percorso libero e un incontro finale al bar. I gruppi di almeno 15 persone hanno la tariffa ridotta indicata dal museo.

Da abbinare nella stessa giornata

Nel quartiere ci sono l'Auditorium Parco della Musica e il Ponte della Musica, che porta al Foro Italico. Più a sud, ai margini di Villa Borghese, c'è la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, i cui biglietti danno diritto alla riduzione al MAXXI. Dopo Matta-Clark, meglio una passeggiata che un'altra mostra.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Matta-Clark tagliava le case. Pochi ricordano che nel 1969, prima di tutto questo, fu chiamato ad aiutare altri artisti a realizzare le loro opere. Alla mostra Earth Art, curata da Willoughby Sharp alla Cornell University, il giovane architetto che viveva a Ithaca lavorò all'esecuzione sul posto delle opere degli artisti invitati. Fu Sharp, poi, a convincerlo a trasferirsi a New York.

Il fatto è noto agli studiosi e si cita poco nelle presentazioni, eppure spiega il sottotitolo della mostra romana: Not the Work...The Worker, non l'opera ma chi lavora. Matta-Clark entra nel mondo dell'arte come uno che lavora per gli altri, con le mani, sul cantiere. Il suo ristorante FOOD, pochi anni dopo, era posseduto, gestito e servito da artisti. I suoi tagli richiedevano giorni di fatica fisica. L'idea di artista che ne esce è quella di un lavoratore, e la mostra la mette al centro fin dal titolo.

C'è un secondo fatto risaputo e poco citato: il suo archivio non si trova a New York, ma a Montréal, al Canadian Centre for Architecture. È un'istituzione di architettura, non un museo d'arte. La scelta dice molto su come la sua eredità viene letta oggi: prima di tutto come un capitolo della storia dell'architettura. Anche per questo il MAXXI, che ha un museo di architettura al suo interno, è il luogo giusto per vederlo a Roma.

Il Flaminio intorno al MAXXI: cosa c'è vicino

Il MAXXI si trova nel Flaminio, il quartiere fra via Flaminia, il Tevere e i Parioli, che il portale turistico di Roma Capitale indica come il primo quartiere della Capitale. È un pezzo di città dove, negli ultimi decenni, aree dismesse sono diventate luoghi di cultura: il tema giusto per chi esce da una mostra su Matta-Clark.

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

Progettato da Renzo Piano, l'Auditorium ha aperto nel 2002 ed è stato intitolato a Ennio Morricone dopo la sua scomparsa, nel 2020. Durante i lavori emersero i resti di una villa romana antica, integrata nel complesso, e nel foyer c'è un piccolo museo archeologico. È aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20, e nel foyer si vedono gratuitamente i neon di Maurizio Nannucci e alcuni Cellotex di Alberto Burri.

Il Ponte della Musica

Il Ponte della Musica, dedicato ad Armando Trovajoli, è lungo 190 metri e collega il Flaminio con il Lungotevere Cadorna, all'altezza del Foro Italico. Il progetto è dello studio londinese Buro Happold con la società romana Carlo Lotti e Associati. È percorribile solo a piedi o in bicicletta.

Villa Glori

Alle spalle dell'Auditorium sale Villa Glori, aperta nel 1924 come Parco della Rimembranza su progetto di Raffaele De Vico. Dal 1997 il parco ospita installazioni di artisti contemporanei, fra cui Kounellis, Staccioli e, dal 2000, la Porta del Sole di Giuseppe Uncini e l'Uomo-erba di Paolo Canevari. È la continuazione all'aperto di una giornata al MAXXI.

Foro Italico, Stadio Olimpico e Ponte Milvio

Oltre il Tevere ci sono il Foro Italico e lo Stadio Olimpico; risalendo il fiume si arriva a Ponte Milvio. Nelle domeniche di campionato la zona cambia volto, e il traffico lungo il Tevere si blocca: meglio saperlo prima di organizzare la visita.

La foto giusta da fare a Gordon Matta-Clark. Not the Work...The Worker al MAXXI — dal 13 novembre 2026 al 28 febbraio 2027

La foto giusta, per questa mostra, è un taglio. Uscite sulla piazza del MAXXI e cercate un punto in cui l'edificio di Zaha Hadid si apre: uno sbalzo, una vetrata, il vuoto fra due volumi. Inquadrate solo quello, escludendo il resto. È il modo più semplice per rendere omaggio a un artista che isolava e apriva porzioni di architettura.

Dentro le sale le regole sulle fotografie le fissa il museo, e per le opere di Matta-Clark, gestite dall'Estate dell'artista, conviene chiedere all'ingresso prima di alzare il telefono. Molte delle opere esposte sono a loro volta fotografie: fotografare una fotografia raramente dà un risultato che valga la pena.

Seconda foto, per chi ha tempo: dal Ponte della Musica, verso il Flaminio, all'ora in cui il cielo diventa blu scuro. Nei pomeriggi d'inverno succede poco dopo le 17. Il ponte, con la sua struttura, crea linee forti; il quartiere dietro dà la profondità.

Terza foto, la più coerente con la mostra: un dettaglio di città in trasformazione. Un cantiere, un muro in demolizione, un edificio a metà. Il Flaminio ne offre sempre qualcuno. Matta-Clark lavorava proprio lì, nei momenti in cui un edificio smette di essere ciò che era e non è ancora altro.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del luogo in cui oggi si visita Gordon Matta-Clark parte da un'area militare e arriva a un museo nazionale in poco più di un decennio.

1997: la cessione della Caserma Montello

Nel 1997 il Ministero per i Beni Culturali ottenne dal Ministero della Difesa l'area della ex Caserma Montello, con le sue officine e i suoi padiglioni in disuso. È l'atto di nascita del MAXXI.

1998: il concorso internazionale

L'anno successivo fu bandito il concorso internazionale per il nuovo polo delle arti contemporanee. Su 273 candidature vinse il progetto di Zaha Hadid, esteso su 29 mila metri quadrati intorno a una piazza aperta.

2010: l'inaugurazione

Nel 2010 il MAXXI aprì come primo museo nazionale italiano per le arti e l'architettura contemporanee. Dall'ottobre 2015 la collezione di arte e architettura è esposta con allestimenti diversi, alternati alle mostre temporanee.

1867: i Cairoli a Villa Glori

A un chilometro dal museo, sulla collina di Villa Glori, il 23 ottobre 1867 una settantina di volontari garibaldini guidati da Enrico e Giovanni Cairoli, arrivati da Terni per portare armi agli insorti romani, fu intercettata e sconfitta dall'esercito pontificio. Enrico morì, Giovanni fu gravemente ferito. Nel 1924 la collina divenne il Parco della Rimembranza per i caduti della Prima guerra mondiale.

Chi è passato da Gordon Matta-Clark. Not the Work...The Worker al MAXXI — dal 13 novembre 2026 al 28 febbraio 2027

Dal MAXXI è passata prima di tutto Zaha Hadid, che ha vinto il concorso del 1998 e ha firmato il primo museo nazionale italiano per le arti e l'architettura del XXI secolo. Con lei, in modo permanente, gli artisti le cui opere sono sempre visibili: Anish Kapoor, Sol LeWitt, Maurizio Mochetti. La piazza porta il nome di Alighiero Boetti.

Con questa mostra passano da Roma Gordon Matta-Clark e, attraverso le sue opere, un'intera scena. Ci sono gli artisti di 112 Greene Street, lo spazio autogestito di SoHo da cui parte il percorso. Ci sono, per interposta memoria, Carol Goodden e Tina Girouard, con cui fondò FOOD nel 1971, e i musicisti e danzatori che lo frequentavano: il Philip Glass Ensemble, i Mabou Mines, la Grand Union. C'è Willoughby Sharp, che lo portò a New York e lo pubblicò su Avalanche.

Ci sono i curatori, Jessamyn Fiore e Francesco Stocchi, che hanno costruito il percorso, e ci sono l'Estate of Gordon Matta-Clark e la David Zwirner Gallery, che custodiscono e rappresentano la sua eredità.

E, dietro le quinte, c'è la famiglia: il padre Roberto Matta, pittore surrealista cileno, la madre Anne Clark, pittrice americana, la madrina Teeny Duchamp. Pochi artisti arrivano in un museo portandosi dietro una genealogia così fitta del Novecento. Nel Flaminio, dove Renzo Piano ha costruito l'Auditorium e dove Villa Glori conserva opere di Kounellis e Uncini, questa storia trova un contesto adatto.

Accessibilità del MAXXI

Il MAXXI è indicato dal portale turistico di Roma Capitale come museo accessibile alle persone con disabilità, con servizi igienici dedicati. La fermata ATAC su via Guido Reni è segnalata come accessibile alle sedie a rotelle.

Gratuità e accompagnatori

Il museo prevede l'ingresso gratuito, con la EU Disability Card o una lettera dell'associazione o istituzione di riferimento, per persone con disabilità e accompagnatore, persone nello spettro autistico e accompagnatore, persone sorde, persone con disabilità cognitive e bisogni comunicativi complessi e i loro caregiver, persone con malattie gravi e i loro caregiver. Per percorsi e ascensori conviene chiedere alla biglietteria.

Audioguide e visite

Il MAXXI mette a disposizione audioguide anche in lingua e visite guidate. Per una mostra con molti film, chi ha disabilità uditive farà bene a chiedere in biglietteria se i video sono sottotitolati.

Gordon Matta-Clark al MAXXI con i bambini

La mostra di Gordon Matta-Clark è più adatta ai bambini di quanto si pensi. Case tagliate in due, buchi nei muri, un ristorante gestito da artisti: sono idee che un ragazzino afferra subito, spesso prima di un adulto.

Con i più piccoli

Con i bambini sotto i dieci anni conviene una visita breve, di tre quarti d'ora, concentrata sulle immagini dei tagli. Poi la piazza del MAXXI, per correre, e magari i giardini dell'Auditorium. I minori di 18 anni entrano gratis. Il museo organizza laboratori didattici: il calendario è sul sito ufficiale.

Con gli adolescenti

Con i ragazzi più grandi proporrei un gioco: scegliere un edificio della propria città e immaginare dove lo taglierebbero, e perché. Matta-Clark ha fatto proprio questo, e trasformare la visita in un esercizio di sguardo funziona meglio di qualunque spiegazione.

Dove mangiare vicino al MAXXI

Il MAXXI ha al suo interno caffetteria, bar e ristorante: è la soluzione più pratica per una pausa fra la mostra e la piazza.

All'Auditorium

A dieci minuti a piedi, l'Auditorium Parco della Musica ha bar e ristorazione, e intorno molto verde. Per una giornata lunga nel quartiere è una buona base.

Flaminio, Parioli e Ponte Milvio

Il Flaminio è residenziale, e la ristorazione intorno al museo è quella di quartiere, adatta a un pranzo veloce. Per una cena dopo la mostra, i Parioli sono noti per cocktail bar e ristoranti alla moda; l'altra direzione è Ponte Milvio, lungo il Tevere. Entrambe si raggiungono in pochi minuti di taxi.

Gordon Matta-Clark al MAXXI fra novembre e febbraio: il periodo dell'anno a Roma

La mostra copre la stagione più raccolta dell'anno romano, da metà novembre alla fine di febbraio. È il periodo in cui i musei tornano a essere luoghi dove passare un pomeriggio intero.

Novembre

A metà novembre Roma alterna giornate miti e le prime piogge vere. L'apertura, venerdì 13, e la visita guidata di domenica 15 richiameranno il pubblico più attento: per chi vuole vedere la mostra appena aperta, è il momento giusto.

Dicembre e le feste

A dicembre la luce del pomeriggio sparisce presto e i musei si riempiono di visitatori in vacanza. Per i giorni festivi conviene controllare le aperture sul sito del museo.

Gennaio e febbraio

Gennaio, passata l'Epifania, è il mese più tranquillo per i musei romani. Le ultime settimane di febbraio, prima della chiusura del 28, porteranno invece i ritardatari: chi può, non rimandi.

Domande frequenti su Gordon Matta-Clark al MAXXI

Quando si può vedere la mostra di Gordon Matta-Clark a Roma?

La mostra Gordon Matta-Clark. Not the Work...The Worker è aperta al MAXXI dal 13 novembre 2026 al 28 febbraio 2027, nella Galleria 4. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 11 alle 19, chiuso il lunedì; la biglietteria chiude un'ora prima del museo. Per i giorni festivi conviene controllare il sito ufficiale.

Dove si trova il MAXXI e come ci si arriva?

Il MAXXI si trova in via Guido Reni 4a, nel quartiere Flaminio. Dal centro si prende la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2 verso piazza Mancini. Passano in zona anche gli autobus 910 da Termini, 53 da largo Chigi, 168 e 982. Su via Guido Reni c'è una fermata ATAC che porta il nome del museo.

Chi cura la mostra di Gordon Matta-Clark al MAXXI?

La mostra di Gordon Matta-Clark al MAXXI è curata da Jessamyn Fiore e Francesco Stocchi. Il percorso va dagli anni dello spazio autogestito di 112 Greene Street a New York ai viaggi a Genova e Milano, fino ai primi interventi sul tessuto urbano e ai celebri tagli negli edifici.

Quanto costa il biglietto per Gordon Matta-Clark al MAXXI?

I prezzi del biglietto del MAXXI sono pubblicati sul sito ufficiale del museo. Sono previste riduzioni, fra le altre, per i giovani fra 18 e 25 anni e per i gruppi di almeno 15 persone, e gratuità, fra le altre, per i minori di 18 anni e per chi visita il museo il giorno del compleanno con un documento.

Chi era Gordon Matta-Clark?

Gordon Matta-Clark, nato a New York nel 1943 e morto nel 1978, era un artista americano formato come architetto alla Cornell University. È noto per i tagli negli edifici destinati alla demolizione, come Splitting e Conical Intersect, e per aver fondato nel 1971 a SoHo il ristorante di artisti FOOD.

Quanto tempo serve per la mostra di Gordon Matta-Clark?

Per la mostra di Gordon Matta-Clark al MAXXI servono da novanta minuti a due ore, perché il percorso comprende fotografie, documenti e film. Conviene entrare entro le 16, visto che la biglietteria chiude alle 18. Chi vuole vedere anche le opere permanenti e la piazza aggiunga mezz'ora.

C'è una visita guidata alla mostra?

Il MAXXI ha in calendario una visita guidata alla mostra di Gordon Matta-Clark domenica 15 novembre 2026 alle 11:30. Gli altri appuntamenti collegati vengono pubblicati sul sito ufficiale del museo, nella pagina degli eventi correlati alla mostra.

La mostra è adatta ai bambini?

La mostra di Gordon Matta-Clark al MAXXI può funzionare bene con i ragazzi, perché le idee dei tagli negli edifici sono immediate. Con i più piccoli meglio una visita breve seguita da una pausa sulla piazza del museo. I minori di 18 anni entrano gratis, e il museo organizza laboratori didattici.

Il consiglio finale su Gordon Matta-Clark al MAXXI

Le mostre di architettura si capiscono con i piedi prima che con gli occhi. Per Matta-Clark vale doppio. Arrivate a piedi dal Ponte della Musica, girate intorno all'edificio di Zaha Hadid, entrate in Galleria 4 con calma e dedicate ai film il tempo che chiedono. Poi uscite e guardate il Flaminio: i cantieri, i muri, gli spazi rimasti vuoti. Se la mostra ha funzionato, li vedrete diversamente.

Fra le mostre dell'inverno romano, questa è quella che consiglio a chi pensa di non amare l'arte contemporanea: parla di case, di città, di lavoro, e non chiede di credere a nulla. Per la scheda del museo e le altre proposte nel quartiere, il punto di partenza è la pagina del MAXXI; le informazioni ufficiali sulla mostra sono sul sito del MAXXI.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento13 Novembre 2026 — 28 Febbraio 2027
IndirizzoMAXXI, Via Guido Reni 4a, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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