Proponi un eventoAccediIl mio viaggio

Cervantes a Gaza al Teatro Vittoria — 27 e 28 ottobre 2026

Cervantes a Gaza passando per Shakespeare, il monologo scritto e interpretato da Stefano Reali, è in scena al Teatro Vittoria di Roma martedì 27 e mercoledì 28 ottobre 2026, entrambe le sere alle 21. Il teatro si trova in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, nel centro di Testaccio. Si arriva con la metro B, fermata Piramide, a una decina di minuti a piedi lungo via Marmorata, oppure con il tram 3 che percorre la stessa via. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro e dal rivenditore autorizzato indicato dall'organizzazione; i biglietti si acquistano sul sito ufficiale del Teatro Vittoria, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino, che la pagina dello spettacolo indica ai numeri 06 5740170 e 06 5740598. La produzione è di Good Mood Produzioni.

Cervantes a Gaza al Teatro Vittoria: date, orari e biglietti in breve

Cervantes a Gaza è in cartellone al Vittoria per due sole sere, il 27 e il 28 ottobre 2026, con inizio alle 21. Due repliche infrasettimanali, martedì e mercoledì, in una delle sale di prosa più frequentate della città: chi vuole esserci deve decidere presto.

Il calendario

Il calendario pubblicato dal teatro riporta martedì 27 ottobre alle 21.00 e mercoledì 28 ottobre alle 21.00. Non sono previste recite pomeridiane. Il portale turistico del Comune di Roma, che ha inserito lo spettacolo nel calendario degli eventi cittadini con il titolo abbreviato Da Cervantes a Gaza, riporta le stesse date.

Il titolo

Il titolo completo è Cervantes a Gaza passando per Shakespeare. Nei canali di vendita e nel calendario cittadino compare anche come Da Cervantes a Gaza, o semplicemente Cervantes a Gaza, come nel comunicato stampa pubblicato dal teatro. È lo stesso spettacolo.

La locandina

Il testo è scritto e interpretato da Stefano Reali. Gli elementi scenici sono di Carlo De Marino, i costumi di Laura De Navasques. La produzione è firmata Good Mood Produzioni. È dunque un lavoro d'autore nel senso pieno: chi scrive è anche chi va in scena, e la serata passa tutta attraverso la sua voce.

Biglietti

Le tariffe sono indicate sul sito del teatro e sulla pagina del circuito di prevendita autorizzato. Per gruppi, scuole e associazioni conviene telefonare al botteghino: per uno spettacolo di sole due sere, i posti centrali di platea vanno via in fretta.

Cosa si vede in Cervantes a Gaza: la nascita della propaganda

Cervantes a Gaza è una cavalcata storica sulla nascita della propaganda: il comunicato la presenta come un viaggio che interroga i due grandi narratori che per primi intuirono la potenza nefasta della narrazione ufficiale, Miguel de Cervantes e William Shakespeare. La domanda di partenza è dichiarata fin dalla prima riga: come è nata la propaganda che tanto condiziona le nostre vite?

Cervantes soldato

Il racconto parte dal 1571. Miguel de Cervantes è un giovane marinaio della flotta spagnola in guerra contro gli Arabi, come scrive il comunicato. A Lepanto resta mutilato di una mano; continua a combattere in tutto il Mediterraneo orientale, prima di finire schiavo dei Turchi ad Algeri. Il comunicato insiste su questo passaggio: è negli anni di prigionia che il futuro autore del Don Chisciotte affronta il problema della tolleranza razziale e religiosa.

La domanda di Algeri

Da prigioniero Cervantes si chiede se sia possibile che popoli diversi, falciati da secoli di scontri sanguinosi, possano vivere in pace tra loro. È il cuore dello spettacolo, e il punto in cui la vicenda cinquecentesca comincia a guardare verso il presente: il titolo stesso, con Gaza in fondo al percorso, lo dichiara senza giri di parole.

Shakespeare, o chiunque fosse

Nello stesso periodo, a migliaia di miglia di distanza, William Shakespeare, o chiunque firmasse con quel nome i suoi capolavori, si pone le stesse domande. La formula è del comunicato, e non è una battuta casuale: Stefano Reali ha dedicato un romanzo alla questione dell'identità di Shakespeare, come si racconta più avanti.

Un problema politico

La tesi dello spettacolo è netta. I due narratori si sarebbero resi conto che il problema non era religioso ma politico: la vera domanda diventa quando i governi abbiano cominciato a mentire ai loro popoli, rendendo impossibile la pace fra etnie diverse. E quanto, inconsapevolmente, tutti paghiamo ancora quattro secoli di propaganda.

Il tono

Il comunicato definisce lo spettacolo una cavalcata ironica, sorprendente e a tratti drammatica su una sequenza di inganni talmente atroci che è difficile credere siano accaduti. E che continuino ad accadere. Chi conosce Reali sa che l'ironia è il suo registro naturale: la tesi è seria, il modo di raccontarla non è mai cupo.

Perché vedere Cervantes a Gaza: il nostro giudizio

Cervantes a Gaza è uno spettacolo a tesi, e va scelto sapendolo. Non è una commedia, non è una lezione di storia letteraria: è un autore che usa due giganti della letteratura europea per parlare del nostro tempo.

Per chi è

È la serata giusta per chi ama il teatro di narrazione, per chi legge di storia, per chi ha studiato Cervantes e Shakespeare a scuola e vuole ritrovarli fuori dai manuali. È anche una buona scelta per chi segue il dibattito pubblico e vuole ascoltare una voce che prende posizione.

Per chi non è

Chi cerca una serata leggera, o chi preferisce il teatro che mostra senza dichiarare, farà meglio a scegliere un altro titolo. Qui c'è un punto di vista forte, dichiarato fin dal titolo, e lo spettacolo non finge di essere neutrale.

La nostra opinione

Chiaramente: il valore di questa serata è l'autore. Stefano Reali ha alle spalle quarant'anni di cinema, televisione, teatro e musica, e un monologo scritto e recitato da lui è l'occasione di ascoltare un narratore di mestiere al lavoro senza intermediari. Le tesi si possono discutere all'uscita; il racconto, se è ben costruito, resta.

Stefano Reali: biografia del regista, autore e interprete

Stefano Reali, nato a Frosinone il 3 novembre 1957, è regista, compositore, sceneggiatore e commediografo. Il suo nome è legato soprattutto alla grande fiction televisiva italiana degli ultimi trent'anni, ma la sua formazione è doppia fin dall'inizio: musica e cinema.

La formazione

Dopo la maturità scientifica, nel 1978 si diploma in musica jazz al conservatorio Licinio Refice di Frosinone. Studia poi regia e sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove si diploma nel 1980. Nel 1982 è assistente alla regia di Sergio Leone in C'era una volta in America: un apprendistato che pochi registi italiani della sua generazione possono vantare.

Exit e la candidatura all'Oscar

Nel 1985 scrive e dirige, insieme a Pino Quartullo, Exit, cortometraggio tratto da un racconto di Luigi Malerba e prodotto dalla Rai. Il film ottiene una candidatura all'Oscar nella categoria del miglior cortometraggio di finzione. Nel 1986 firma il primo lungometraggio, Laggiù nella giungla, che entra nella terna del David di Donatello per il miglior regista esordiente.

La televisione dei grandi ascolti

Dagli anni Novanta Reali diventa uno dei registi di riferimento della fiction italiana. Nel 1993 scrive e dirige Una storia italiana, con Giuliano Gemma, Sabrina Ferilli e Raoul Bova, ispirato alle imprese dei fratelli Abbagnale, premio speciale della giuria al Festival di Montecarlo. Seguono Il quarto re, Ultimo con Raoul Bova e le musiche di Andrea ed Ennio Morricone, Le ali della vita con Sabrina Ferilli e Virna Lisi, L'uomo sbagliato con Beppe Fiorello, Eravamo solo mille, La terza verità, Al di là del lago.

Lo scandalo della Banca Romana

Fra i suoi titoli televisivi, Lo scandalo della Banca Romana, con Beppe Fiorello e Lando Buzzanca, ha vinto al Festival internazionale dell'audiovisivo di Biarritz il Fipa d'Or per la sceneggiatura e il Fipa d'Argent come miglior film. È una storia romana di inganni e di potere, e in qualche modo anticipa il tema di Cervantes a Gaza: il rapporto fra chi governa e la verità.

Caruso, Come un delfino e gli ultimi lavori

Nel 2011 dirige Come un delfino per Canale 5, con le musiche di Ennio Morricone; nel 2012 Caruso, la voce dell'amore, biografia del tenore napoletano per Raiuno; nel 2014 Angeli, una storia d'amore; nel 2016 la serie Rimbocchiamoci le maniche con Sabrina Ferilli. Fra i lavori più recenti c'è Storia di una famiglia perbene. Di gran parte dei suoi film televisivi ha composto e orchestrato anche la colonna sonora.

Il cinema

Per il grande schermo, oltre a Laggiù nella giungla, ha diretto In barca a vela contromano, del 1997, con Valerio Mastandrea, Antonio Catania e Maurizio Mattioli, tratto dalla sua commedia teatrale Operazione; Il tramite, primo premio al Festival di Sorrento; Verso nord.

Il teatro e l'opera

Reali è autore e regista di teatro e ha messo in scena anche opere liriche, fra cui la prima assoluta di Descrizione dell'Isola Ferdinandea di Francesco Pennisi, Cavalleria rusticana di Mascagni e Il tabarro di Puccini. La sua commedia Operazione, replicata per cinque anni in Italia, è stata allestita in Inghilterra da Alan Ayckbourn al suo Stephen Joseph Theatre. Nel 2022 ha portato alla Sala Umberto di Roma Doctor Faust e la ricerca dell'eterna giovinezza, con Giampiero Ingrassia.

Il pianista

Dal 2007 Reali suona in concerto come pianista del quintetto swing NonSoloGershwin, con musicisti come Giorgio Rosciglione al contrabbasso e Gegè Munari alla batteria. Il diploma di jazz del 1978 non è rimasto un titolo nel cassetto.

L'insegnamento e i riconoscimenti

Ha insegnato per tredici anni struttura della sceneggiatura nel corso Rai Script, regia e sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia di Milano, teoria e tecnica della regia alla Sapienza, e dal 2013 insegna alla Luiss di Roma. Nel gennaio 2026 ha ricevuto in Campidoglio il premio Antenna d'Oro per la Tivvù.

Reali e Shakespeare: il romanzo sull'identità del Bardo

Il legame fra Stefano Reali e Shakespeare non nasce con questo spettacolo. Il primo febbraio 2024, alla Sala Umberto di Roma, Reali ha presentato il suo romanzo d'esordio, Shakespeare Aenigma, la prima incarnazione di John Florio, pubblicato da Florestano Edizioni, dialogando con la giornalista Emilia Costantini mentre Silvia Siravo e Giuseppe Zeno leggevano i passi principali.

John Florio

Il sottotitolo del romanzo mette in primo piano John Florio, figura della cultura inglese di fine Cinquecento, e parla di una sua prima incarnazione: il gioco del titolo è tutto sul rapporto fra un nome, una firma e l'opera che vi sta dietro. Per i dettagli della trama rimando al libro; qui conta il tema, che è lo stesso dello spettacolo.

Perché conta per lo spettacolo

Quando il comunicato di Cervantes a Gaza scrive di Shakespeare, o chiunque firmasse con quel nome i suoi capolavori, parla l'autore di Shakespeare Aenigma. Chi ha letto il romanzo ritroverà in scena la stessa curiosità per le zone d'ombra della storia ufficiale; chi non lo ha letto capirà perché la questione della narrazione, di chi racconta e di chi firma, stia così a cuore a Reali.

La squadra dietro Cervantes a Gaza

Cervantes a Gaza è un monologo, ma non uno spettacolo senza squadra. La locandina pubblicata dal Teatro Vittoria indica gli elementi scenici di Carlo De Marino e i costumi di Laura De Navasques, con la produzione di Good Mood Produzioni.

Una scena essenziale

Parlare di elementi scenici, e non di scenografia, dice già molto: la scena di un monologo di narrazione è fatta di pochi oggetti che il racconto riempie di significato. Il palcoscenico ampio e frontale del Vittoria si presta bene a questo tipo di lavoro, con la platea raccolta davanti a un solo interprete.

Un racconto a una voce

In un monologo tutto dipende dal ritmo di chi parla. Reali arriva al teatro da regista e da musicista: è lecito aspettarsi un racconto costruito come una partitura, con cambi di tempo, pause e accelerazioni, più che una conferenza.

Il Teatro Vittoria: la sede di Cervantes a Gaza a Testaccio

Il Teatro Vittoria è la sala di prosa di Testaccio, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10. Nella forma attuale ha aperto nel dicembre 1986, con 560 poltrone di velluto rosso davanti a un ampio palcoscenico, ed è gestito dalla Cooperativa Attori e Tecnici, fondata nel 1977 da Attilio Corsini e Viviana Toniolo.

Dal varietà al cinema

All'inizio del Novecento il Vittoria era una palazzina a due piani su una piazza ancora sterrata, di fronte a una chiesa appena costruita. Si faceva varietà, e secondo la storia ufficiale del teatro sul palco salirono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani. Nel dopoguerra l'edificio fu abbattuto e al suo posto sorse un condominio con un cinema al piano terra, con platea e balconata, costruito dall'imprenditore Amati: il Cinema Vittoria, la sala popolare del quartiere.

La nascita del teatro di prosa

Nel maggio 1986 cominciarono i lavori per trasformare il cinema in teatro, su progetto dell'architetto Enrico Nespega. A dicembre il Vittoria riaprì come teatro di prosa. Da allora ha accolto compagnie italiane e straniere e ha costruito il repertorio della Cooperativa, con Rumori fuori scena come titolo simbolo.

La direzione di Viviana Toniolo

Dal 2008, dopo la scomparsa di Attilio Corsini, la direzione artistica è di Viviana Toniolo. Accanto alla stagione il teatro organizza i Tè letterari, la rassegna per giovani interpreti Salviamo i Talenti intitolata a Corsini e una scuola per spettatori dai 5 ai 105 anni. Per alcuni spettacoli offre un servizio di audiodescrizione.

Una sala adatta al monologo

Per un monologo di narrazione il Vittoria ha una qualità precisa: la platea guarda il palco frontalmente e senza dispersioni, e anche dalle file centrali si coglie l'espressione dell'interprete. È una sala grande per un solo attore, ma costruita per la parola.

Come arrivare al Teatro Vittoria per Cervantes a Gaza

Il Teatro Vittoria si raggiunge nel modo più semplice con la metro B, fermata Piramide, a circa dieci minuti a piedi. Si attraversa piazzale Ostiense, si imbocca via Marmorata e si piega verso il centro del rione fino a piazza di Santa Maria Liberatrice.

In metro

Piramide è anche il nodo della stazione Roma Ostiense e del trenino per il Lido. Da Termini sono pochi minuti di linea B. Al ritorno, dopo le 22.30, conviene controllare l'orario dell'ultima corsa sul sito dell'azienda del trasporto pubblico.

In tram e in autobus

Il tram 3 percorre via Marmorata e lascia a pochi passi dal centro del quartiere. Testaccio è servito anche da diverse linee di autobus su via Marmorata e sul lungotevere; per l'itinerario esatto conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto.

In auto

Il martedì e il mercoledì sera il parcheggio a Testaccio è meno difficile che nel fine settimana, ma il rione è fatto di vie residenziali con stalli quasi sempre occupati. Meglio lasciare l'auto e usare la metro.

A piedi

Dal Circo Massimo si arriva a piedi in una ventina di minuti lungo via Marmorata. Da Trastevere si passa ponte Sublicio e si è già nel quartiere. Il taxi lascia in piazza, davanti all'ingresso.

Testaccio intorno al Teatro Vittoria

Piazza di Santa Maria Liberatrice è il centro di Testaccio, il rione operaio nato a fine Ottocento fra il Tevere, l'Aventino e il Monte dei Cocci. Di fronte al teatro sorsero le prime case popolari, frutto di un concorso internazionale e assegnate soprattutto ai carrettieri e agli operai del vicino mattatoio.

La piazza

La piazza è un giardino alberato con panchine, frequentato dal quartiere a tutte le ore. Sul lato opposto al teatro si alza la chiesa di Santa Maria Liberatrice. Prima di uno spettacolo serale è il posto giusto per un caffè e per capire che cosa sia un quartiere romano abitato, non un fondale per turisti.

L'ex Mattatoio

A pochi minuti a piedi c'è l'ex Mattatoio, il grande complesso industriale che per decenni ha dato lavoro al rione e oggi ospita spazi culturali e universitari. Una panoramica del quartiere è nella guida su cosa vedere a Testaccio.

La Piramide e il Cimitero Acattolico

Sulla strada per la metro si incontrano la Piramide Cestia, Porta San Paolo e, subito dietro, il Cimitero Acattolico. Per uno spettacolo che parla di Shakespeare, una sosta nel cimitero degli stranieri di Roma, con le sue tombe di poeti e viaggiatori del Nord Europa, è un preludio coerente.

Il Monte dei Cocci e il mercato

Il Monte dei Cocci, la collina artificiale di frammenti di anfore che dà il nome al rione, è a pochi minuti dalla piazza. Il Nuovo Mercato di Testaccio è il riferimento del quartiere per il cibo di giorno.

L'Aventino

In salita, oltre via Marmorata, c'è l'Aventino con il Giardino degli Aranci. Con le giornate di fine ottobre il tramonto arriva presto: chi ha il pomeriggio libero può salire a vedere la città dall'alto e poi scendere a Testaccio per lo spettacolo.

Dove mangiare a Testaccio prima o dopo Cervantes a Gaza

Testaccio è il quartiere della cucina romana del quinto quarto, nata intorno al Mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Con uno spettacolo alle 21 la scelta è fra una cena presto prima e una cena tarda dopo.

Cena prima

Le trattorie del rione aprono in genere verso le sette e mezza. Sedersi a quell'ora e alzarsi alle otto e tre quarti è fattibile, a patto di prenotare e di dirlo al cameriere. Il martedì e il mercoledì sono serate tranquille, e trovare posto è più semplice che nel fine settimana.

Dopo lo spettacolo

All'uscita alcune pizzerie e locali del quartiere sono ancora aperti. Verso via di Monte Testaccio, ai piedi del Monte dei Cocci, si concentrano i locali serali. Dopo un monologo che invita a discutere, una cena dopo è la soluzione migliore: la conversazione viene da sé.

Un consiglio a tema

Il mercato di Testaccio di giorno offre banchi di cucina di strada. Chi arriva nel pomeriggio può mangiare qualcosa lì, visitare il quartiere e arrivare a teatro senza fretta.

Accessibilità, ragazzi e consigli pratici

Il Teatro Vittoria offre un servizio di audiodescrizione per alcuni spettacoli della stagione, elencati sul sito ufficiale; per sapere se riguarda anche Cervantes a Gaza, e per l'accesso in sala con sedia a rotelle, il riferimento è il botteghino, da contattare prima dell'acquisto.

Con i ragazzi

Cervantes a Gaza è uno spettacolo di parola, con temi storici e politici. Per i ragazzi delle superiori che studiano la letteratura del Cinquecento e del Seicento può essere un'occasione preziosa per vedere Cervantes e Shakespeare trattati come persone vive e non come voci di un'antologia. Per i bambini non è lo spettacolo adatto.

Dove sedersi

Per un monologo i posti migliori sono quelli centrali delle prime due terzi della platea: abbastanza vicini da seguire l'espressione dell'attore, abbastanza lontani da abbracciare tutta la scena. Le file laterali estreme vanno evitate.

Puntualità

Arrivate almeno venti minuti prima. In un monologo di narrazione le prime frasi fissano il patto con il pubblico: perdere l'apertura significa perdere la chiave della serata.

Una curiosità su Cervantes a Gaza al Teatro Vittoria — 27 e 28 ottobre 2026

La curiosità più interessante riguarda il modo in cui il comunicato nomina Shakespeare: William Shakespeare, o chiunque firmasse con quel nome i suoi capolavori. Non è un vezzo. Stefano Reali ha pubblicato con Florestano Edizioni un romanzo intitolato Shakespeare Aenigma, la prima incarnazione di John Florio, presentato il primo febbraio 2024 alla Sala Umberto di Roma davanti a una platea piena, con la giornalista Emilia Costantini e con Silvia Siravo e Giuseppe Zeno a leggere i passi principali. Il sottotitolo chiama in causa John Florio, e il tema è quello della firma: chi è davvero l'autore dietro un nome celebre.

Portare quella domanda in uno spettacolo sulla propaganda è coerente: se la narrazione ufficiale può mentire sulla guerra e sulla pace, può mentire anche sull'autore di Amleto. C'è poi una seconda curiosità, tutta romana. Il regista che oggi racconta la guerra di Lepanto e la prigionia di Cervantes ha firmato per la televisione Lo scandalo della Banca Romana, storia di inganni finanziari e politici nella Roma di fine Ottocento, premiata a Biarritz per la sceneggiatura. Il filo che lega i suoi lavori è lo stesso: il potere e il racconto che il potere fa di sé.

Una cosa che non ti dice nessuno su Cervantes a Gaza al Teatro Vittoria — 27 e 28 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che un monologo di narrazione si regge sul ritmo più che sul contenuto, e che Stefano Reali è prima di tutto un musicista. Diplomato in jazz al conservatorio di Frosinone nel 1978, pianista dal 2007 di un quintetto swing, compositore delle colonne sonore di gran parte dei suoi film televisivi: è un autore che pensa per tempi, pause, attacchi. Chi va a teatro aspettandosi una conferenza storica troverà invece un racconto costruito come un pezzo musicale, con crescendo e silenzi.

La seconda cosa che nessuno dice riguarda le due date. Martedì e mercoledì sono le serate infrasettimanali più tranquille, con un pubblico di appassionati più che di occasionali. Per uno spettacolo che invita a pensare è un vantaggio: la sala ascolta meglio. La terza riguarda il quartiere. Testaccio, rione nato attorno al mattatoio e alle case popolari, ha una lunga tradizione di vita collettiva e di discussione pubblica. Uno spettacolo sulla propaganda, qui, trova un pubblico che all'uscita non torna subito a casa: resta in piazza a discutere, come si faceva una volta.

Il consiglio che ti do per visitare Cervantes a Gaza al Teatro Vittoria — 27 e 28 ottobre 2026

Il consiglio è preparare la serata con un'ora di anticipo, non con un libro. Arrivate a Piramide con la metro B verso le sette, passate davanti alla Piramide Cestia e fate una breve sosta al Cimitero Acattolico, se l'orario lo consente, oppure camminate lungo le mura fino a Porta San Paolo. Poi scendete per via Marmorata fino a piazza di Santa Maria Liberatrice e cenate presto in una trattoria del rione. Entrate a teatro con venti minuti di anticipo.

Secondo consiglio: scegliete la recita di mercoledì 28 se potete. Per un monologo la seconda sera è spesso più libera della prima, perché l'interprete conosce la sala e ha già misurato la reazione del pubblico. Terzo consiglio, per chi viene in gruppo: telefonate al botteghino e chiedete posti centrali vicini; con due sole repliche non c'è margine per rimediare.

Infine un consiglio di metodo. Andate con qualcuno con cui avrete voglia di discutere. Cervantes a Gaza è uno spettacolo che prende posizione, e la parte migliore della serata può essere la conversazione dopo, davanti a un bicchiere, sulle domande che il racconto lascia aperte.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Cervantes e Shakespeare sono i padri delle letterature spagnola e inglese, e contemporanei. Meno spesso si ricorda che Cervantes, prima di essere scrittore, fu soldato e prigioniero. Il comunicato dello spettacolo lo ricorda con precisione: nel 1571 era un giovane marinaio della flotta spagnola in guerra contro gli Arabi, a Lepanto fu mutilato di una mano, combatté nel Mediterraneo orientale e finì schiavo dei Turchi ad Algeri. Il Don Chisciotte, il romanzo che ride dei cavalieri e delle loro illusioni, lo ha scritto un uomo che la guerra l'aveva fatta davvero.

L'altro fatto risaputo e poco citato riguarda la sala. Tutti a Roma conoscono Totò, Aldo Fabrizi e Anna Magnani; pochi sanno che, secondo la storia ufficiale del teatro, salirono sul palco del varietà di Testaccio che prima della guerra occupava questo stesso angolo di piazza. Il Vittoria di oggi è figlio di quella sala popolare, passata per il cinema del dopoguerra e rinata come teatro di prosa nel 1986. Un racconto sulla distanza fra la storia ufficiale e quella vera va in scena, così, in un teatro che ha a sua volta più di una vita.

La foto giusta da fare a Cervantes a Gaza al Teatro Vittoria — 27 e 28 ottobre 2026

Durante lo spettacolo non si fotografa: in un monologo uno schermo acceso in platea si vede dal palco e rompe la concentrazione dell'interprete. La foto giusta si fa prima o dopo. La prima inquadratura è la facciata del teatro con le locandine della stagione, ripresa dal giardino di piazza di Santa Maria Liberatrice quando le luci dell'ingresso si accendono. A fine ottobre, con l'ora solare appena tornata, il buio arriva presto: alle otto e mezza la piazza è già illuminata, con gli alberi in primo piano e l'ingresso sullo sfondo.

La seconda è dall'altro lato della piazza, con la chiesa di Santa Maria Liberatrice alle spalle e il teatro di fronte: la prospettiva degli spettatori del varietà di inizio Novecento. La terza, per chi arriva da Piramide, è la Piramide Cestia illuminata vista da piazzale Ostiense, con Porta San Paolo accanto: un'immagine di Roma antica che introduce bene una serata dedicata alla storia. In sala, prima dell'inizio e se il personale lo consente, senza flash: le poltrone di velluto rosso rivolte verso il palco, in attesa di una sola voce.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Vittoria segue quella di Testaccio. Nei primi anni del Novecento il teatro è il punto di ritrovo del quartiere operaio: una palazzina a due piani su una piazza ancora sterrata, di fronte a una chiesa appena costruita, con davanti le prime case popolari frutto di un concorso internazionale e assegnate ai carrettieri e agli operai del mattatoio. Sul palco del varietà passano Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani.

Nel dopoguerra, negli anni della grande espansione edilizia della capitale, l'edificio originario viene abbattuto e sostituito da un condominio moderno con un cinema al piano terra, il Cinema Vittoria, costruito dall'imprenditore Amati, con platea e balconata. Nel 1977 Attilio Corsini e Viviana Toniolo fondano la Cooperativa Attori e Tecnici. Nel maggio 1986 comincia la trasformazione del cinema in teatro di prosa, su progetto dell'architetto Enrico Nespega, e a dicembre dello stesso anno il Vittoria apre con 560 poltrone di velluto rosso. Negli anni successivi la cooperativa costruisce qui il suo repertorio, con Rumori fuori scena come titolo simbolo. Nel 2008, dopo la scomparsa di Corsini, la direzione artistica passa a Viviana Toniolo e al fondatore viene intitolata la rassegna Salviamo i Talenti. Nell'ottobre 2026 la stagione 2026/2027 accoglie, per due sere, il monologo di Stefano Reali.

Chi è passato da Cervantes a Gaza al Teatro Vittoria — 27 e 28 ottobre 2026

Dal palco del Vittoria sono passate tre generazioni di spettacolo. Nel teatro di varietà di Testaccio, secondo la storia ufficiale della sala, si esibirono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani, prima di diventare i volti del cinema italiano. Nel cinema del dopoguerra passò il pubblico popolare del rione. Nel teatro di prosa nato nel 1986 hanno lavorato Attilio Corsini, fondatore della Cooperativa Attori e Tecnici, e Viviana Toniolo, direttrice artistica dal 2008, con gli attori della compagnia e le compagnie ospiti di quasi quarant'anni di stagioni. In questo autunno 2026 il Vittoria ha già accolto, fra gli altri, la rassegna di improvvisazione Addue e Napulè della Compagnia Ladisa.

Il 27 e 28 ottobre passa da qui Stefano Reali, e con lui, idealmente, una lunga fila di nomi del cinema e della televisione italiana: Sergio Leone, di cui fu assistente per C'era una volta in America; Ennio Morricone, autore delle musiche di Ultimo e di Come un delfino; Sabrina Ferilli, Raoul Bova, Virna Lisi, Beppe Fiorello, Giuliano Gemma, Lando Buzzanca, protagonisti dei suoi film. E, sulla scena del racconto, due ospiti che a Testaccio non erano mai arrivati: Miguel de Cervantes e William Shakespeare, o chiunque firmasse con quel nome.

Come organizzare la serata di Cervantes a Gaza

Una serata al Vittoria si organizza tutta con i mezzi e a piedi: metro B fino a Piramide, passeggiata lungo via Marmorata, cena nel rione, spettacolo, ritorno in metro o in taxi. Non serve altro.

Martedì o mercoledì

Le due repliche sono identiche nell'orario. Il martedì ha il fascino della prima; il mercoledì, per un monologo, offre spesso un interprete più sciolto. Scegliete in base alla vostra settimana, ma non rimandate l'acquisto.

Con un gruppo

Per gruppi organizzati, associazioni culturali e scuole il botteghino del teatro risponde al telefono: conviene chiedere con qualche settimana di anticipo, indicando la data e il numero di persone.

Prepararsi

Non serve aver letto il Don Chisciotte o Amleto per seguire lo spettacolo. Chi vuole arrivare preparato può rileggere le pagine del manuale scolastico sulla battaglia di Lepanto e sul Mediterraneo del Cinquecento: bastano quelle per cogliere i riferimenti storici del racconto.

Roma a fine ottobre: la stagione della prosa

La fine di ottobre è il momento in cui la stagione teatrale romana entra nel pieno. Il clima è ancora mite di giorno, le sere si fanno fresche, e con il ritorno dell'ora solare il buio arriva presto: è il periodo ideale per una serata a teatro preceduta da una passeggiata fra Testaccio e l'Aventino.

Idee per la giornata

Chi è a Roma per qualche giorno può abbinare lo spettacolo a una visita pomeridiana dell'Aventino e del Giardino degli Aranci, oppure dell'ex Mattatoio e del Monte dei Cocci, per poi scendere in piazza di Santa Maria Liberatrice all'ora di cena. Chi ha già visto Napulè al Vittoria a inizio mese troverà qui la scheda dello spettacolo di ottobre per confrontare due modi molto diversi di usare lo stesso palcoscenico.

Domande frequenti su Cervantes a Gaza

Quando va in scena Cervantes a Gaza al Teatro Vittoria?

Cervantes a Gaza passando per Shakespeare va in scena al Teatro Vittoria di Roma martedì 27 e mercoledì 28 ottobre 2026, con inizio alle 21 in entrambe le sere. Non sono previste recite pomeridiane. Il titolo compare anche come Da Cervantes a Gaza.

Chi è l'autore e interprete di Cervantes a Gaza?

Cervantes a Gaza è scritto e interpretato da Stefano Reali, regista, compositore, sceneggiatore e commediografo nato a Frosinone nel 1957. È stato assistente di Sergio Leone, candidato all'Oscar per il cortometraggio Exit e ha diretto fiction come Ultimo, Le ali della vita e Lo scandalo della Banca Romana.

Di cosa parla Cervantes a Gaza?

Cervantes a Gaza racconta la nascita della propaganda attraverso Cervantes e Shakespeare. Parte dal 1571, da Cervantes soldato a Lepanto e poi schiavo ad Algeri, e arriva al presente, chiedendosi quando i governi abbiano cominciato a mentire ai loro popoli rendendo impossibile la pace fra etnie diverse.

Quanto costano i biglietti per Cervantes a Gaza?

I prezzi di Cervantes a Gaza al Teatro Vittoria sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro e dal circuito di prevendita autorizzato indicato dall'organizzazione. Per informazioni e prenotazioni di gruppo si può chiamare il botteghino ai numeri 06 5740170 e 06 5740598.

Dove si trova il Teatro Vittoria?

Il Teatro Vittoria si trova in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, nel centro di Testaccio. La metro più vicina è Piramide, linea B, a circa dieci minuti a piedi; il tram 3 percorre via Marmorata a pochi passi dal teatro.

Cervantes a Gaza è adatto ai ragazzi?

Cervantes a Gaza è un monologo di narrazione su temi storici e politici, adatto a studenti delle superiori che studiano Cervantes e Shakespeare. Non è pensato per i bambini: il linguaggio è quello del teatro di parola e l'inizio alle 21 rende la serata lunga.

Chi produce Cervantes a Gaza?

Cervantes a Gaza è prodotto da Good Mood Produzioni. Gli elementi scenici sono di Carlo De Marino e i costumi di Laura De Navasques, secondo la locandina pubblicata dal Teatro Vittoria.

Il consiglio finale su Cervantes a Gaza

Chiudiamo con un consiglio netto: andate a sentire Stefano Reali anche se non condividete la tesi del titolo. Un narratore che ha lavorato con Sergio Leone ed Ennio Morricone e che racconta Lepanto, Algeri e la Londra elisabettiana sul palco di Testaccio è un'occasione che capita poco. Prenotate la sera di mercoledì, cenate presto nel rione e lasciate tempo per discutere all'uscita.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Contact Information

Data Evento27 Ottobre 2026 21:00 — 28 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro Vittoria, Piazza di Santa Maria Liberatrice 10, 00153 Roma Testaccio, Roma, Roma Città

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi