Contagio al Teatro Vittoria — 13 e 14 ottobre 2026
Contagio, commedia satirica di Enzo Ferrara con la regia di Andrea Goracci, va in scena al Teatro Vittoria di Roma martedì 13 e mercoledì 14 ottobre 2026 alle 21, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, al centro del rione Testaccio. In scena Luca Vergoni, Andrea Barbati, Francesca Blasutig e Pietro Bovi; i costumi sono di Lucia Cipollini. Il teatro si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, e poi una decina di minuti a piedi attraverso Testaccio, oppure con il tram 3 che percorre via Marmorata. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Vittoria e dal rivenditore autorizzato indicato dall'organizzazione; i biglietti si comprano al botteghino del teatro o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Per informazioni il Vittoria risponde allo 06 5781960 e all'indirizzo info@teatrovittoria.it; la pagina dello spettacolo è sul sito del teatro, teatrovittoria.it.
Il portale turistico di Roma Capitale avverte che il programma potrebbe subire variazioni: prima di uscire conviene controllare il sito del teatro o telefonare al botteghino.
Contagio al Teatro Vittoria: date, orari e biglietti in breve
Contagio resta al Teatro Vittoria per due sere, martedì 13 e mercoledì 14 ottobre 2026, entrambe alle 21. È una commedia satirica in prosa per quattro attori, ambientata in un ambulatorio in quarantena dove tre persone di idee politiche opposte sono rinchiuse come cavie.
Le due serate
Due repliche infrasettimanali alla stessa ora. Per chi arriva da fuori Testaccio, l'inizio alle 21 lascia il tempo di cenare nel rione prima dello spettacolo, oppure di fermarsi dopo per un dolce o un amaro in piazza.
Biglietti e botteghino
I biglietti si comprano al botteghino del Vittoria o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Il botteghino è aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 20 con orario continuato, il lunedì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19; la domenica e nei festivi il pomeriggio apre solo quando c'è spettacolo.
La locandina
Testo di Enzo Ferrara, regia di Andrea Goracci, con Luca Vergoni, Andrea Barbati, Francesca Blasutig e Pietro Bovi, costumi di Lucia Cipollini. La scheda artistica pubblicata dalla compagnia indica una produzione indipendente del 2025.
La trama di Contagio: un virus che trasmette le idee
In Contagio una grave epidemia sta creando panico e caos, ma il virus è di un tipo particolare: trasmette convinzioni politiche, religiose o altri ideali da una persona all'altra. Tre persone di tre diverse idee politiche vengono rinchiuse, come cavie, in un ambulatorio per studiare una soluzione.
La convivenza forzata
Costretti a vivere insieme, i tre si contageranno l'un l'altro. La domanda che lo spettacolo lascia aperta è semplice e malignamente comica: è stato davvero il virus? Oppure le idee passano da una persona all'altra per ragioni molto più umane, la paura, la noia, il bisogno di avere ragione?
Il luogo
Le note di regia descrivono un ambulatorio claustrofobico, in quarantena, lontano dal mondo e sempre sotto osservazione. È una scena chiusa, quasi un laboratorio: il pubblico guarda i personaggi come i medici guardano le cavie. La scelta dello spazio unico, con quattro attori e nessuna via d'uscita, è quella della commedia da camera.
Il finale
Le note di regia annunciano un finale a sorpresa. Non aggiungo altro: in una commedia costruita sull'ambiguità del virus, la sorpresa finale è probabilmente la risposta alla domanda iniziale.
I personaggi di Contagio: l'anarchico, la manager, il comunista, l'infermiere
Le idee politiche in scena, secondo le note di regia di Contagio, sono incarnate da tre figure: l'anarchico individualista, la manager liberal e il comunista. Accanto a loro c'è l'infermiere, il quarto personaggio, che rappresenta l'uomo qualunque.
Tre ideologie sotto analisi
Le tre posizioni vengono messe sotto analisi, spesso comicamente, per cercare le contraddizioni tra idee e vita reale. È il meccanismo classico della satira politica: prendere un personaggio che predica una cosa e mostrarlo mentre ne fa un'altra. La regia stessa ammette che queste tipologie politiche sono oggi poco diffuse, e proprio per questo funzionano come maschere, quasi personaggi di una commedia dell'arte ideologica.
L'uomo qualunque
Il personaggio più interessante, a leggere le note di regia, è l'infermiere. Rappresenta l'uomo qualunque, che non vuol dire senza idee politiche: anzi, è proprio in lui che si condensano le più negative. È un'osservazione acuta, e a nostro giudizio la chiave dello spettacolo: il pericolo non è l'ideologo dichiarato, è chi si crede neutro.
La democrazia come virus
L'interpretazione proposta dalla regia è un paragone moderno tra la democrazia e un virus: in entrambi i casi l'importante è coinvolgere più gente possibile. Le note si chiedono se il prepotente che sottomette l'ingenuo, il politico che con l'inganno induce alla sua idea, l'educatore che con la forza inculca i suoi precetti, non siano anch'essi atti di contaminazione. È una domanda che il pubblico si porta a casa.
Contagio, una commedia scritta quindici anni fa
Contagio è una commedia satirica scritta da Enzo Ferrara circa quindici anni fa, e la regia sostiene che si adatta perfettamente al giorno d'oggi. È difficile darle torto: il tema delle idee che si diffondono come un'infezione è diventato quotidiano.
Un testo nato prima della pandemia
Un testo su un'epidemia e su una quarantena, scritto anni prima che il mondo conoscesse davvero il lockdown, oggi si guarda con occhi diversi. Lo spettatore del 2026 entra in sala con ricordi precisi di ambulatori, isolamento e sorveglianza: la commedia non ha bisogno di citarli, li trova già nella testa del pubblico.
La difficoltà di comunicare
Le note di regia indicano il cuore del testo nelle difficoltà comunicative che nascono quando persone con idee opposte devono convivere e collaborare. È il tema di ogni famiglia a una cena delle feste, di ogni ufficio, di ogni condominio. Portarlo in un ambulatorio in quarantena lo rende estremo, e quindi comico.
Satira, non comizio
Il rischio di una commedia politica è diventare un comizio travestito. La scelta di mettere in scena tre ideologie tutte ugualmente esposte al ridicolo, e di caricare le colpe più gravi sull'uomo qualunque, è la garanzia migliore contro la predica.
Chi porta in scena Contagio: autore, regista e interpreti
Contagio è firmato da Enzo Ferrara per il testo e da Andrea Goracci per la regia, con quattro interpreti: Luca Vergoni, Andrea Barbati, Francesca Blasutig e Pietro Bovi. Si tratta di una produzione indipendente del 2025.
Enzo Ferrara, l'autore
Enzo Ferrara è l'autore della commedia, scritta secondo le note di regia circa quindici anni fa. La scheda dello spettacolo lo indica come drammaturgo; la ripresa di un testo a distanza di tanti anni dice che l'autore ci ha visto qualcosa che il presente ha reso più chiaro.
Andrea Goracci, la regia
Andrea Goracci firma la regia e le note che accompagnano lo spettacolo. La sua lettura è netta: Contagio è un paragone fra democrazia e virus, e la commedia serve a mostrare le contraddizioni fra idee e vita reale. È una regia che dichiara un punto di vista, cosa che apprezzo.
Gli attori
Luca Vergoni, Andrea Barbati, Francesca Blasutig e Pietro Bovi interpretano i quattro personaggi. Una commedia a quattro in uno spazio unico si regge interamente sul ritmo degli attori: è teatro d'attore nel senso più pieno.
I costumi
I costumi sono di Lucia Cipollini. In una commedia di tipi, dove ogni personaggio incarna un'idea, il costume è il primo segnale che il pubblico legge: la manager, l'anarchico, il comunista e l'infermiere devono essere riconoscibili appena entrano in scena.
Perché vedere Contagio: il nostro giudizio
Contagio ha un pregio raro nel teatro comico: parte da un'idea. Il virus che trasmette le ideologie è una premessa surreale, e il surreale è il modo migliore per parlare di politica senza annoiare. Quattro attori, un ambulatorio, un finale a sorpresa: è il formato della commedia intelligente da sala media, quella che a Roma trova il suo pubblico nei teatri di quartiere come il Vittoria.
A chi lo consiglio
A chi ama la satira e le commedie di dialogo. A chi discute di politica a cena e vuole vedere quelle discussioni portate all'assurdo. A un gruppo di amici con idee diverse: all'uscita ci sarà di che parlare.
Con quale spirito andarci
Non cercate un manifesto. Cercate i momenti in cui ognuno dei personaggi tradisce le proprie idee, e soprattutto guardate l'infermiere: la regia ha nascosto lì il senso dello spettacolo.
Il Teatro Vittoria: la sede di Contagio a Testaccio
Il Teatro Vittoria è il teatro di prosa di Testaccio, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, aperto nella forma attuale nel dicembre 1986 con 560 poltrone di velluto rosso. È gestito dalla Cooperativa Attori e Tecnici, fondata nel 1977 da Attilio Corsini e Viviana Toniolo.
Dal varietà al cinema
All'inizio del Novecento il Vittoria era una palazzina a due piani su una piazza ancora sterrata, dove si faceva varietà; secondo la storia ufficiale del teatro, sul palco salirono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani. Nel dopoguerra l'edificio fu abbattuto e sostituito da un condominio con un cinema al piano terra, il Cinema Vittoria, costruito dall'imprenditore Amati, con platea e balconata.
La trasformazione del 1986
Nel maggio 1986 cominciarono i lavori per trasformare il cinema in teatro di prosa, su progetto dell'architetto Enrico Nespega, e a dicembre il Vittoria riaprì. Il titolo simbolo della Cooperativa è Rumori fuori scena, la commedia degli equivoci teatrali che qui è diventata un classico.
Una casa per la commedia
Dal 2008 la direzione artistica è di Viviana Toniolo. La stagione è affiancata dai Tè letterari, arrivati alla trentesima edizione, dalla rassegna Salviamo i Talenti intitolata ad Attilio Corsini e da una scuola per spettatori dai 5 ai 105 anni. Una commedia satirica come Contagio è coerente con la storia di una sala che ha fatto della commedia d'attore la propria identità.
Una curiosità su Contagio al Teatro Vittoria — 13 e 14 ottobre 2026
La curiosità riguarda il rapporto fra il tema di Contagio e la storia della piazza dove va in scena. Testaccio è nato a fine Ottocento come rione operaio, e di fronte al Teatro Vittoria sorsero le prime case popolari del quartiere, frutto di un concorso internazionale e assegnate ai carrettieri e agli operai del vicino mattatoio. È stato per decenni uno dei quartieri più politicizzati di Roma, dove le idee circolavano nei cortili, nelle osterie, sulle panchine della piazza, e si trasmettevano da una famiglia all'altra con la stessa naturalezza con cui il virus della commedia passa da un personaggio all'altro. Mettere in scena qui una satira su anarchici, comunisti e liberal significa parlare a un pubblico che quelle tipologie le ha conosciute da vicino, magari in famiglia. C'è poi un secondo dettaglio. Le note di regia ammettono che le tipologie politiche in scena sono oggi poco diffuse: la commedia le usa quasi come maschere teatrali. Il Vittoria, che nel primo Novecento era un teatro di varietà dove i tipi comici erano la regola, è il luogo giusto per ritrovarle. Da Totò a un anarchico individualista in quarantena, la piazza di Santa Maria Liberatrice ha sempre riso dei propri caratteri.
Una cosa che non ti dice nessuno su Contagio al Teatro Vittoria — 13 e 14 ottobre 2026
Quello che raramente si dice sugli spettacoli di due sere in un teatro con una stagione lunga è che sono i più facili da perdere. Contagio resta al Vittoria martedì 13 e mercoledì 14 ottobre, e basta: nessuna replica nel fine settimana, nessuna pomeridiana. Chi aspetta il sabato non lo trova. La seconda cosa riguarda la natura della produzione. Contagio è indicato come produzione indipendente del 2025, cioè uno spettacolo che non arriva con il sostegno di un grande teatro stabile o di un circuito nazionale. Per una compagnia indipendente, due serate in un teatro da 560 posti come il Vittoria sono un banco di prova serio, e il pubblico di quelle sere conta davvero. Andarci significa anche sostenere un modo di fare teatro che a Roma tiene in vita molte sale. La terza è un dettaglio di scrittura: il testo ha circa quindici anni. Una commedia su un virus e una quarantena, scritta prima del 2020, arriva in scena dopo che il pubblico ha vissuto davvero l'isolamento. Le risate, in sala, cadranno su battute che l'autore non poteva sapere quanto sarebbero state vicine alla vita di tutti.
Come arrivare al Teatro Vittoria per Contagio
Il Teatro Vittoria si raggiunge nel modo più semplice con la metro B, fermata Piramide, a una decina di minuti a piedi. Da lì si attraversa piazzale Ostiense, si imbocca via Marmorata e si piega verso il centro di Testaccio fino a piazza di Santa Maria Liberatrice.
In metropolitana
La fermata Piramide della linea B è anche il nodo della stazione Roma Ostiense e del treno per il Lido. Da Termini sono pochi minuti. Al ritorno, dopo le 23, controllate l'orario dell'ultima corsa sul sito dell'azienda di trasporto.
Tram e autobus
Il tram 3 percorre via Marmorata e lascia a pochi passi dal centro del quartiere. Testaccio è servito anche da diverse linee di autobus su via Marmorata e sul lungotevere; per l'itinerario esatto conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto.
In auto
Il martedì e il mercoledì sera parcheggiare a Testaccio è un po' meno difficile che nel fine settimana, ma resta un quartiere di vie residenziali con stalli quasi sempre occupati. Meglio lasciare l'auto e prendere la metro.
A piedi
Dal Circo Massimo si arriva in una ventina di minuti lungo via Marmorata. Da Trastevere si attraversa ponte Sublicio e si è già nel rione. Il taxi lascia in piazza, davanti all'ingresso.
Il consiglio che ti do per visitare Contagio al Teatro Vittoria — 13 e 14 ottobre 2026
Il consiglio è di trattare Contagio come la serata di un gruppo di amici, possibilmente con idee politiche diverse. Una commedia che mette alla berlina tre ideologie e l'uomo qualunque si gode meglio in compagnia, e la discussione all'uscita fa parte dello spettacolo. Arrivate alla metro Piramide verso le 19.30, attraversate Testaccio a piedi e cenate presto in una trattoria del rione, avvisando che alle 20.45 dovete essere in piazza. Se preferite, fate il contrario: un aperitivo in piazza di Santa Maria Liberatrice, lo spettacolo, e una cena tarda dopo, quando le trattorie si svuotano e si può litigare con calma su chi somiglia a quale personaggio. Quanto alla serata, scegliete il mercoledì se volete una replica già rodata sul palcoscenico del Vittoria, il martedì se vi piace l'energia della prima. Sedetevi a metà platea, al centro: in una commedia da camera, con quattro attori in un solo ambiente, la vicinanza ai volti conta, ma serve anche vedere l'insieme della scena. E arrivate puntuali: in un testo costruito sulla premessa, i primi minuti spiegano le regole del gioco.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che la parola contagio viene dalla medicina. Meno spesso si ricorda quanto spesso il linguaggio della politica abbia preso in prestito quello delle malattie: le idee che si diffondono, i movimenti che dilagano, le opinioni che infettano, le società da immunizzare. È un vocabolario antico, e la commedia di Enzo Ferrara lo prende alla lettera, trasformando la metafora in un virus vero, con tanto di ambulatorio e quarantena. È il meccanismo della satira da sempre: rendere concreta un'espressione figurata e vedere che cosa succede. L'altro fatto noto e poco citato riguarda il teatro che ospita lo spettacolo. Il titolo simbolo della Cooperativa Attori e Tecnici, che gestisce il Vittoria dal 1986, è Rumori fuori scena, commedia di equivoci ambientata dietro le quinte di una compagnia teatrale e costruita sul ritmo degli attori. Contagio appartiene alla stessa famiglia: pochi personaggi, un luogo chiuso, tipi riconoscibili che si scontrano. Il pubblico del Vittoria, abituato da quarant'anni alla commedia d'attore, è il pubblico ideale per una satira come questa.
Testaccio intorno al Teatro Vittoria
Piazza di Santa Maria Liberatrice è il centro di Testaccio, il rione operaio nato a fine Ottocento fra il Tevere, l'Aventino e il Monte dei Cocci. Una panoramica del quartiere è nella guida su cosa vedere a Testaccio.
La piazza e la chiesa
La piazza è un giardino alberato con panchine e giochi per bambini, frequentato dal quartiere a tutte le ore. Sul lato opposto al teatro si alza la chiesa di Santa Maria Liberatrice. Prima dello spettacolo è il posto giusto per un caffè.
L'ex Mattatoio
In fondo a via Galvani c'è l'ex Mattatoio, il grande complesso che per decenni ha dato lavoro al rione e che oggi ospita spazi culturali e universitari.
Piramide e Cimitero Acattolico
Sulla strada per la metro si incontrano la Piramide Cestia, Porta San Paolo e il Cimitero Acattolico, uno dei luoghi più silenziosi di Roma.
Monte dei Cocci e mercato
Il Monte dei Cocci, la collina artificiale di anfore che dà il nome al rione, è a pochi minuti dalla piazza; il Nuovo Mercato di Testaccio è il riferimento del quartiere per il cibo di giorno.
La foto giusta da fare a Contagio al Teatro Vittoria — 13 e 14 ottobre 2026
Durante lo spettacolo le foto non si fanno, e in una commedia da camera un telefono acceso in platea disturba attori e vicini. La foto giusta si fa prima o dopo. La prima inquadratura è la facciata del teatro con le locandine della stagione, ripresa dal giardino di piazza di Santa Maria Liberatrice quando si accendono le luci dell'ingresso: a metà ottobre il buio arriva poco dopo le sette, e alle otto e mezza la piazza è illuminata e ancora animata. Mettete in primo piano gli alberi del giardino e sullo sfondo l'ingresso con il nome dello spettacolo: è l'immagine di un teatro di quartiere che vive dentro la vita del rione. La seconda è dall'altro lato della piazza, con la chiesa di Santa Maria Liberatrice alle spalle e il teatro davanti, e magari le case popolari di inizio Novecento ai lati: la piazza dove, secondo la storia della sala, passavano Fabrizi, Totò e la Magnani. La terza, per chi viene in gruppo, è all'uscita: gli amici davanti alla locandina, ognuno con il dito puntato sul personaggio che secondo gli altri gli somiglia di più. È la foto che racconta meglio una serata di satira politica.
Dove mangiare a Testaccio prima o dopo Contagio
Testaccio è il quartiere della cucina romana del quinto quarto, nata intorno al Mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. Con uno spettacolo alle 21, la scelta è fra cena presto e cena tarda.
Cena prima
Le trattorie del rione aprono in genere verso le sette e mezza. Sedersi alle sette e mezza e alzarsi alle otto e tre quarti è fattibile, a patto di prenotare e di dirlo al cameriere. Il martedì e il mercoledì trovare posto è più semplice che nel fine settimana.
Dopo lo spettacolo
Uscendo verso le undici, alcune pizzerie e locali del quartiere sono ancora aperti. Verso via di Monte Testaccio, ai piedi del Monte dei Cocci, si concentrano i locali serali.
Accessibilità e consigli pratici per Contagio
Il Teatro Vittoria offre un servizio di audiodescrizione per alcuni spettacoli della stagione, elencati sul sito; per sapere se riguarda anche Contagio, e per l'accesso in sala con sedia a rotelle, il riferimento è il botteghino allo 06 5781960.
Con i ragazzi
Contagio è una commedia di satira politica pensata per un pubblico adulto. Con ragazzi delle superiori che si interessano di attualità può essere un'ottima occasione di discussione; per i bambini piccoli non è lo spettacolo giusto, anche per l'orario serale.
Dove sedersi
Per una commedia di dialogo i posti migliori sono al centro della platea, nelle prime file utili: si vedono le espressioni degli attori, che in un testo di caratteri sono metà del divertimento.
Puntualità
Arrivate almeno venti minuti prima per ritirare i biglietti. In un testo costruito su una premessa surreale, perdere i primi minuti significa perdere le regole del gioco.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vittoria segue quella di Testaccio. Nei primi anni del Novecento il teatro è il punto di ritrovo del quartiere operaio, una palazzina a due piani su una piazza ancora sterrata, di fronte a una chiesa appena costruita; davanti sorgono le prime case popolari, frutto di un concorso internazionale e assegnate ai carrettieri e agli operai del mattatoio. Sul palco del varietà passano Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani. Nel dopoguerra, negli anni dell'espansione edilizia della capitale, l'edificio originario viene abbattuto e sostituito da un condominio con un cinema al piano terra: il Cinema Vittoria, costruito dall'imprenditore Amati, con platea e balconata, per anni la sala del quartiere. Nel 1977 Attilio Corsini e Viviana Toniolo fondano la Cooperativa Attori e Tecnici. Nel maggio 1986 cominciano i lavori di trasformazione del cinema in teatro di prosa, su progetto dell'architetto Enrico Nespega, e a dicembre dello stesso anno il Vittoria apre con 560 poltrone di velluto rosso. Negli anni successivi la cooperativa costruisce qui il proprio repertorio, con Rumori fuori scena come titolo simbolo. Nel 2008, dopo la scomparsa di Corsini, la direzione artistica passa a Viviana Toniolo, e al fondatore viene intitolata la rassegna per giovani talenti Salviamo i Talenti.
Chi è passato da Contagio al Teatro Vittoria — 13 e 14 ottobre 2026
Dal palco del Vittoria sono passate tre generazioni di spettacolo. Nel primo teatro di varietà di Testaccio, secondo la storia ufficiale della sala, si esibirono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani, prima di diventare i volti del cinema italiano. Nel cinema del dopoguerra passò il pubblico popolare del rione, quello che la storia del teatro descrive come spiccio e chiassoso. Nel teatro di prosa nato nel 1986 hanno lavorato Attilio Corsini, fondatore della Cooperativa Attori e Tecnici, e Viviana Toniolo, direttrice artistica dal 2008, con gli attori della compagnia, l'architetto Enrico Nespega che firmò la trasformazione, e le compagnie ospiti di quasi quarant'anni di stagioni. In questo inizio di stagione 2026 e 2027 il Vittoria ospita, all'inizio di ottobre, la rassegna di improvvisazione Addue e lo spettacolo di danza e circo Napulè dei fratelli Ladisa. Il 13 e 14 ottobre passano da qui l'autore Enzo Ferrara, il regista Andrea Goracci, la costumista Lucia Cipollini e i quattro interpreti di Contagio, Luca Vergoni, Andrea Barbati, Francesca Blasutig e Pietro Bovi. Con loro, per due sere, salgono sul palco un anarchico individualista, una manager liberal, un comunista e un infermiere: tipi che in una piazza operaia come questa il pubblico riconosce al primo sguardo.
Roma a metà ottobre: la stagione teatrale entra nel vivo
A metà ottobre la stagione teatrale romana è ripartita e i cartelloni si riempiono. Le giornate sono ancora tiepide, le sere fresche, e camminare dalla metro al teatro attraverso Testaccio è piacevole.
Altre serate nella zona
Chi vuole fare di Testaccio e Ostiense il proprio quartiere di riferimento trova a poca distanza la Centrale Montemartini. Salendo verso l'Aventino si raggiunge il Giardino degli Aranci, con la terrazza sul Tevere: una passeggiata al tramonto prima dello spettacolo è il modo migliore per arrivare in teatro.
Domande frequenti su Contagio al Teatro Vittoria
Quando va in scena Contagio al Teatro Vittoria?
Contagio va in scena al Teatro Vittoria di Roma martedì 13 e mercoledì 14 ottobre 2026, entrambe le sere alle 21. Il programma potrebbe subire variazioni: conviene controllare il sito del teatro o chiamare il botteghino allo 06 5781960 prima di uscire.
Dove si comprano i biglietti per Contagio?
I biglietti per Contagio al Teatro Vittoria si comprano al botteghino del teatro, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro e dal rivenditore autorizzato.
Di cosa parla Contagio?
Contagio è una commedia satirica di Enzo Ferrara: un virus che trasmette le convinzioni politiche crea il caos, e tre persone di idee opposte, un anarchico individualista, una manager liberal e un comunista, vengono rinchiuse come cavie in un ambulatorio con un infermiere. Lo spettacolo si chiude con un finale a sorpresa.
Chi sono gli attori di Contagio?
In Contagio al Teatro Vittoria recitano Luca Vergoni, Andrea Barbati, Francesca Blasutig e Pietro Bovi, diretti da Andrea Goracci. Il testo è di Enzo Ferrara, i costumi di Lucia Cipollini; la scheda artistica indica una produzione indipendente del 2025.
Dove si trova il Teatro Vittoria?
Il Teatro Vittoria si trova in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, al centro del rione Testaccio. Si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, e una decina di minuti a piedi lungo via Marmorata; in alternativa con il tram 3, che percorre la stessa via.
Contagio è adatto ai ragazzi?
Contagio è una commedia di satira politica pensata per un pubblico adulto, con inizio alle 21 in un giorno feriale. Per ragazzi delle superiori interessati all'attualità può essere uno spunto di discussione; per i bambini non è lo spettacolo giusto.
Il Teatro Vittoria è accessibile?
Il Teatro Vittoria offre un servizio di audiodescrizione per alcuni spettacoli della stagione. Per l'accesso con sedia a rotelle e ogni esigenza specifica legata a Contagio, il riferimento è il botteghino, allo 06 5781960 o all'indirizzo info@teatrovittoria.it.
Il consiglio finale su Contagio
Le commedie che nascono da un'idea sono quelle che si ricordano. Contagio prende una metafora abusata, le idee che si diffondono come un virus, e la rende letterale, con quattro attori chiusi in un ambulatorio. Due sere sole, in un teatro che ha fatto della commedia d'attore la propria storia: prenotate subito, portate un amico che la pensa diversamente da voi, e guardate con attenzione l'infermiere.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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