AccediIl mio viaggio

Si nasce ancora alla Pavart Gallery — dal 19 ottobre al 27 novembre 2026

Si nasce ancora, la mostra collettiva curata da Velia Littera, è aperta alla Pavart Gallery dal 19 ottobre al 27 novembre 2026, in via Giuseppe Dezza 6b, a Monteverde (00152 Roma), nell'ambito di Rome Art Week 2026. La galleria è aperta dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 18. Il vernissage, nel programma di Rome Art Week, è giovedì 22 ottobre dalle 18 alle 21.30, su prenotazione (75 posti). La galleria è a pochi passi da via Giacinto Carini, dove ferma il bus 75 che arriva da Termini passando per il Colosseo e Piramide; utili anche le linee 44, 710, 870 e 871 e la stazione ferroviaria Quattro Venti. In mostra diciotto artisti, fra pittura, tecniche miste e collage, riuniti intorno al tema della nascita. Per informazioni e prenotazioni la galleria risponde al numero 06 58303356 e sul sito ufficiale della Pavart.

Si nasce ancora in breve: date, orari, sede

Si nasce ancora resta aperta alla Pavart Gallery dal 19 ottobre al 27 novembre 2026, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 18.

Le date

La mostra apre il 19 ottobre e chiude il 27 novembre 2026: poco meno di sei settimane, a cavallo fra l'autunno pieno e l'inizio della stagione invernale. È una delle esposizioni che la Pavart ha inserito nel programma di Rome Art Week 2026, la settimana dedicata all'arte contemporanea a Roma.

Gli orari

Dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 18. Il sabato e la domenica la galleria non figura aperta negli orari pubblicati: chi lavora in settimana deve organizzarsi per una pausa pranzo lunga o un pomeriggio libero.

Il vernissage

Il programma di Rome Art Week indica il vernissage giovedì 22 ottobre, dalle 18 alle 21.30, con prenotazione e 75 posti disponibili. Il portale turistico del Comune riporta invece un'inaugurazione mercoledì 28 ottobre alle 18: prima di andare conviene chiedere conferma alla galleria.

La sede

Pavart Gallery, via Giuseppe Dezza 6b, 00152 Roma, al piano strada. Telefono 06 58303356, cellulare 328 6189175, posta elettronica info@pavart.it.

Che cosa si vede in Si nasce ancora

Si nasce ancora è una mostra collettiva che riflette sulla nascita come esperienza fondativa dell'essere umano, capace di portare nel mondo qualcosa che prima non c'era.

Il punto di partenza è dichiarato nel testo curatoriale: in una società che parla della nascita quasi solo attraverso i dati demografici, il calo delle nascite e le difficoltà economiche e sociali, la mostra propone di restituire centralità al significato umano e simbolico del nascere. Nascere significa entrare in una realtà che esiste già, in un tempo non scelto, dentro una storia cominciata prima di noi; ricevere un patrimonio di memoria, conoscenze, conquiste e contraddizioni, con la possibilità di attraversarlo e trasformarlo.

La nascita come fiducia

Il tema che torna più spesso è la fiducia. Una nuova vita arriva in un mondo imperfetto, come lo sono stati tutti i mondi prima di questo: ogni generazione ha conosciuto crisi, paure, guerre e trasformazioni, eppure ha continuato a costruire, creare, amare e immaginare. Accogliere una nascita vuol dire accogliere qualcuno senza sapere chi diventerà.

Il progresso etico

La mostra allarga il discorso al progresso. Scienza, tecnologia e conoscenza hanno moltiplicato le possibilità umane, ma il progresso, sostiene il testo, non coincide con la velocità, la crescita o l'efficienza. Una vita fragile e incompiuta ricorda il valore del tempo, della cura, delle relazioni, dell'ascolto, della pace. È una tesi netta, e per una mostra di galleria privata è un'ambizione rara.

Nascita e opera d'arte

Il parallelo che regge l'esposizione è semplice: anche un'opera nasce dall'incontro fra ciò che esiste già e qualcosa che ancora non c'è. L'artista parte dalla materia, dalla memoria, dall'esperienza e dal proprio tempo per dare forma a una cosa nuova, che può cambiare lo sguardo di chi la guarda.

Nessuna risposta univoca

La mostra non offre una rappresentazione unica della nascita e non pretende di rispondere alle questioni della natalità. Le opere la valorizzano come possibilità e come atto di fiducia. È la scelta giusta: una collettiva di diciotto artisti che volesse dimostrare una tesi finirebbe per sembrare un manifesto.

Lo sguardo del fanciullino: Pascoli come chiave della mostra

Si nasce ancora prende come riferimento il fanciullino di Giovanni Pascoli e il suo verso «Il mondo nasce per ognun che nasce al mondo».

Il verso di Pascoli

Il verso scelto come motto rovescia la prospettiva abituale: non è il bambino che entra nel mondo, è il mondo che ricomincia ogni volta. Da qui il titolo, che suona quasi come una constatazione ostinata: si nasce ancora, nonostante tutto.

Il fanciullino

La curatrice invita a recuperare lo sguardo puro del fanciullino pascoliano, un modo di vedere che non si lascia indurire dal cinismo e continua a cercare la bellezza nelle piccole cose, a tessere legami invisibili e a credere nel domani. È un riferimento scolastico per ogni italiano, e proprio per questo funziona: tutti sanno di che cosa si parla.

Lo stupore

Il testo della mostra chiude sul valore dell'inizio: valorizzare la nascita significa accogliere ciò che ancora non conosciamo e considerare ogni nuova vita come una possibilità capace di rinnovare la realtà. Nelle sale, questo si traduce in opere che puntano sulla meraviglia più che sulla denuncia.

Gli artisti di Si nasce ancora

Si nasce ancora riunisce diciotto artisti: Anna Cesarini, Antonio La Rosa, Armando Di Nunzio, Cleonice Gioia, Davide Cocozza, Dory Zard, Graziella Buccini, Giovanni Trimani, Luigi Notarnicola, Monica Vanno, Nino De Luca, Pierpaolo Miccolis, Pennyboy, Prisca Tozzi, Stefano Trappolini, Uter, Valeria Magini e Vittorio Pavoncello.

Un gruppo legato alla galleria

Molti di questi nomi appartengono alla scuderia della Pavart e hanno già esposto in via Dezza con mostre personali o bipersonali. La collettiva è quindi anche un ritratto della galleria: chi la visita scopre gli artisti su cui la Pavart lavora con continuità.

Le tecniche

Le opere degli artisti proposte dalla galleria spaziano dall'acrilico su tela all'olio, dalla tecnica mista al collage e ai media misti. Nel catalogo della Pavart figurano, per esempio, CMA #12 di Giovanni Trimani (acrilico su tela, 2018), Quando il sole sorge di notte di Nino De Luca (tecnica mista su tela, 2025), Spring Flowers 1 di Anna Cesarini (media misti e collage, 2024), Jungle 1 di Davide Cocozza (2025), Crushed Yellow Submarine di Pennyboy (media misti, 2025), Asino di Luigi Notarnicola (2025) e Lollipop di Cleonice Gioia (olio su tela in cornice di plexiglass, 2024).

Opere in vendita

La Pavart è una galleria commerciale e pubblica i prezzi delle opere: nel catalogo online si va da circa 1.400 a 7.500 euro. Per chi pensa di comprare un'opera d'arte contemporanea per la prima volta, una collettiva di questo tipo è un buon modo per orientarsi fra linguaggi e fasce di prezzo diverse.

Le personali precedenti

Alcuni degli artisti in mostra hanno avuto personali alla Pavart: Vittorio Pavoncello con I quadri del silenzio, Graziella Buccini con Apparizioni, Uter con Junk, Giovanni Trimani con Chairman, Davide Cocozza in una bipersonale con Igor Grigoletto, Nino De Luca con un open studio il 25 ottobre 2025.

Velia Littera, la curatrice

Velia Littera cura Si nasce ancora e firma il progetto espositivo che la Pavart presenta per Rome Art Week 2026.

Il progetto

Il testo curatoriale è la parte più solida della proposta: tiene insieme natalità, progresso etico e creazione artistica senza cedere al tono del comunicato sociale. La scelta di Pascoli come riferimento è personale e riconoscibile.

Il metodo

La mostra non assegna agli artisti un compito illustrativo. Li invita a confrontarsi con il tema attraverso le loro opere, ciascuno con il proprio linguaggio. Ne esce una collettiva eterogenea, da leggere come una conversazione più che come una tesi.

Che cosa aspettarsi

Una galleria di quartiere, un gruppo di artisti conosciuti dal pubblico della Pavart, un tema universale. Non è una mostra museale, e non pretende di esserlo: è un'occasione per vedere da vicino il lavoro di diciotto autori contemporanei e parlarne con chi li segue.

Si nasce ancora e Rome Art Week 2026

Si nasce ancora fa parte del programma di Rome Art Week 2026, la settimana dell'arte contemporanea a Roma che coinvolge gallerie, studi d'artista e spazi espositivi della città.

Una mostra nel circuito

Essere nel programma di Rome Art Week significa avere una scheda sul portale della manifestazione, con date, orari e la possibilità di prenotarsi al vernissage. Per il visitatore è un vantaggio pratico: con una sola ricerca si trovano anche le altre mostre della settimana nella stessa zona.

Il vernissage su prenotazione

Il vernissage del 22 ottobre, dalle 18 alle 21.30, è indicato come evento su prenotazione con 75 posti. In una galleria al piano strada di una via residenziale, il numero è una garanzia: la serata non sarà un assalto.

Dopo la settimana

La mostra resta aperta ben oltre Rome Art Week, fino al 27 novembre. Chi non riesce ad andare nei giorni della manifestazione ha tutto novembre per vederla con calma.

La Pavart Gallery, la sede di Si nasce ancora

La Pavart è una galleria di arte contemporanea in via Giuseppe Dezza 6b, a Monteverde, che espone opere di artisti emergenti e affermati con un programma di mostre personali, bipersonali e collettive.

Lo spazio

La galleria è al piano strada ed è accessibile alle persone con disabilità. È uno spazio raccolto, adatto a mostre di pittura e opere su tela di medio e grande formato, come quelle dei suoi artisti.

Il programma

Negli ultimi anni la Pavart ha presentato mostre come I quadri del silenzio di Vittorio Pavoncello, Apparizioni di Graziella Buccini, Junk di Uter, Sguardi di Roberto Di Costanzo, Subconscious is freedom, Chairman di Giovanni Trimani, Organic Abstract e la bipersonale di Davide Cocozza e Igor Grigoletto. Ha organizzato anche la mostra Like a Zoo a Monopoli, fuori Roma.

Una galleria che vende

La Pavart non nasconde la sua natura: nel sito le opere sono presentate con titolo, tecnica, dimensioni, anno e prezzo. È una trasparenza che apprezzo, perché toglie al visitatore l'imbarazzo di chiedere.

I contatti

Pavart S.r.l., via Giuseppe Dezza 6b, 00152 Roma. Telefono 06 58303356, cellulare 328 6189175, info@pavart.it. La galleria è presente anche su Instagram e Facebook.

Come arrivare alla Pavart Gallery

La Pavart Gallery si raggiunge con il bus 75, che ferma in via Giacinto Carini davanti al Teatro Vascello, a due minuti a piedi da via Giuseppe Dezza.

In autobus

Il 75 parte da Termini e passa dal Colosseo e da Piramide: per chi viene dal centro è la soluzione più diretta. Sono utili anche le linee 44, 710, 870 e 871, che servono Monteverde e via Carini.

In treno

Dalla stazione Ostiense il treno metropolitano porta alla stazione Quattro Venti, in viale dei Quattro Venti, a pochi passi dalla galleria. È comodo per chi arriva con la metro B, che a Piramide è collegata con Ostiense.

In auto

In zona si trova posto lungo via delle Mura Gianicolensi; ci sono parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22 e in via Raffaello Giovagnoli 20. Nelle ore di punta Monteverde è trafficato: meglio i mezzi.

A piedi da Trastevere

Da Trastevere si sale verso Monteverde lungo le strade del Gianicolo: una passeggiata in salita, piacevole nelle giornate di ottobre e novembre, da fare con scarpe comode.

Una curiosità su Si nasce ancora alla Pavart Gallery — dal 19 ottobre al 27 novembre 2026

Il titolo Si nasce ancora nasce da un verso di Giovanni Pascoli, «Il mondo nasce per ognun che nasce al mondo», che la mostra usa come motto.

È una scelta curiosa per una mostra di arte contemporanea, che di solito cerca riferimenti nella filosofia recente o nella teoria critica. Qui invece la chiave è un poeta che ogni italiano ha incontrato a scuola, e l'idea del fanciullino, lo sguardo capace di meravigliarsi delle piccole cose. Il risultato è un testo curatoriale che si legge senza fatica e che parla a un pubblico largo, non solo agli addetti ai lavori. Seconda curiosità, gli artisti. Uno dei diciotto firma con il nome d'arte Pennyboy, un altro semplicemente Uter, accanto a pittori che si presentano con nome e cognome e lavorano con acrilico e olio su tela. Nel catalogo della Pavart, Pennyboy presenta un'opera intitolata Crushed Yellow Submarine, un sottomarino giallo schiacciato: una citazione dei Beatles che sembra fatta apposta per contraddire il tono lirico del fanciullino. Luigi Notarnicola, invece, espone nel catalogo un grande quadro intitolato semplicemente Asino. La convivenza di questi registri è il pregio della collettiva: la nascita vista da diciotto sensibilità diverse, fra lirismo, ironia e materia. Terza curiosità, la galleria stessa. La Pavart è nata come spazio di Monteverde ma ha portato una sua mostra, Like a Zoo, fino a Monopoli, in Puglia.

Una cosa che non ti dice nessuno su Si nasce ancora alla Pavart Gallery — dal 19 ottobre al 27 novembre 2026

La Pavart Gallery è aperta solo dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 18: il sabato e la domenica, i giorni in cui la maggior parte delle persone visita le mostre, la galleria non risulta aperta.

È il dettaglio pratico che conta di più e che rischia di sfuggire. Molte gallerie private romane seguono orari da ufficio, e chi arriva di sabato pomeriggio con l'idea di fare il giro delle mostre si trova davanti a una saracinesca abbassata. Per Si nasce ancora il consiglio è di organizzare la visita in un giorno feriale, magari con un permesso di un paio d'ore o approfittando di un giorno libero. La seconda cosa poco detta riguarda la data dell'inaugurazione. Il portale di Rome Art Week indica il vernissage giovedì 22 ottobre dalle 18 alle 21.30, su prenotazione; il portale turistico del Comune di Roma parla invece di un'inaugurazione mercoledì 28 ottobre alle 18. Due date diverse per lo stesso evento non sono rare nella comunicazione delle gallerie, ma chi vuole partecipare alla serata inaugurale deve chiedere conferma alla Pavart al numero 06 58303356. Terza cosa: la mostra apre il 19 ottobre, prima del vernissage. Chi preferisce vedere le opere senza la folla dell'inaugurazione può andare nei primi giorni, quando la galleria è tranquilla e c'è tempo per parlare con chi la gestisce. È spesso il modo migliore per capire una collettiva.

Il consiglio che ti do per visitare Si nasce ancora alla Pavart Gallery — dal 19 ottobre al 27 novembre 2026

Il consiglio è di visitare Si nasce ancora in un pomeriggio feriale, verso le 16, e di unire la mostra a una passeggiata sul Gianicolo prima del tramonto.

La galleria chiude alle 18, e in ottobre e novembre il sole tramonta presto: arrivare alle 16 lascia un'ora abbondante per vedere la mostra con calma e poi salire verso il Gianicolo, dieci minuti a piedi, per la luce della sera sulla città. In una collettiva con diciotto artisti conviene fare un primo giro veloce per farsi un'idea d'insieme, poi tornare sulle due o tre opere che hanno colpito di più. Non abbiate timore di chiedere informazioni sugli artisti: in una galleria privata è normale, ed è il modo per scoprire il percorso di chi espone. Se vi interessa acquistare, chiedete anche delle opere non esposte, perché il catalogo della Pavart è più ampio di quello che entra in una mostra. Per chi vuole vivere il clima di Rome Art Week, il vernissage è l'occasione giusta, ma va prenotato e la data va confermata. Chi viene da fuori Roma può combinare la visita con il Museo della Repubblica Romana a Porta San Pancrazio, aperto dal martedì al venerdì dalle 10 alle 14: la mattina al museo, il pomeriggio in galleria.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Monteverde, il quartiere della Pavart, è il luogo dove nel 1849 si combatté la difesa della Repubblica Romana guidata da Giuseppe Garibaldi contro l'assedio francese.

Lo sanno tutti quelli che hanno studiato il Risorgimento, lo dimentica chi attraversa il quartiere oggi, fra palazzine e villini. Porta San Pancrazio, a poca distanza dalla galleria, fu distrutta dai cannoneggiamenti francesi del 1849 e ricostruita da Virginio Vespignani fra il 1854 e il 1857 per Pio IX. La difesa durò circa un mese; fra i caduti ci furono Emilio Dandolo, Luciano Manara e Goffredo Mameli, l'autore del Canto degli Italiani. Oggi la porta ospita il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina, e l'intera area del Gianicolo, con i busti dei garibaldini, il monumento a Garibaldi e quello ad Anita, è un grande memoriale all'aperto. Il legame con la mostra è più stretto di quanto sembri. Si nasce ancora parla di generazioni che hanno conosciuto guerre e crisi e hanno continuato a costruire: Monteverde è cresciuto intorno a un campo di battaglia, e oggi, con le sue palazzine e i villini del primo Novecento, è una delle zone residenziali più tranquille di Roma. Anche il 20 settembre 1870, a Porta San Pancrazio, entrarono le truppe di Nino Bixio. Due nascite, quella della Repubblica del 1849 e quella di Roma capitale, passano da queste strade.

La foto giusta da fare a Si nasce ancora alla Pavart Gallery — dal 19 ottobre al 27 novembre 2026

La foto giusta si fa dal Gianicolo, dopo la mostra, con la città ai piedi nella luce del tardo pomeriggio d'autunno.

Dentro la galleria vale la regola di sempre: chiedete prima di fotografare, soprattutto le opere, che appartengono agli artisti e sono in vendita. In una galleria privata la risposta è quasi sempre sì, ma la domanda è una forma di rispetto. Se vi viene concesso, una foto di insieme della sala, con le opere dei diversi artisti una accanto all'altra, racconta bene che cosa è una collettiva. Poi uscite e salite verso il Gianicolo: dieci minuti a piedi portano al belvedere da cui si vede tutta Roma, cupole, campanili e colli. In ottobre e novembre, fra le 16.30 e le 17.30, la luce radente dà ai tetti un colore caldo che nessun filtro imita. Un'alternativa più raccolta è la Fontana dell'Acqua Paola, il Fontanone, con la sua facciata monumentale e la vista sulla città dalla balaustra. Per chi vuole un'immagine legata al tema della mostra, i viali di Villa Sciarra, con famiglie e bambini nei giorni feriali, sono un soggetto coerente: la nascita, la cura, il tempo lento. Una foto così dice della mostra più di una cartolina.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il colle su cui sorge Monteverde è stato teatro nel 1849 della difesa della Repubblica Romana, e Porta San Pancrazio, poco distante dalla Pavart, fu il punto più conteso dell'assedio francese.

La porta, costruita con le Mura Aureliane intorno al 270, si chiamava in origine Porta Aurelia perché ne usciva la via Aurelia antica; il nome di San Pancrazio è attestato già nel VI secolo. Nel 1642 fu ricostruita nel circuito delle mura gianicolensi di Urbano VIII, su progetto di Marcantonio de' Rossi, allievo di Bernini. Nel 1849 i cannoni francesi la distrussero durante l'assedio che mise fine alla Repubblica Romana; Vespignani la ricostruì per Pio IX fra il 1854 e il 1857. Il 20 settembre 1870 da qui entrarono le truppe di Bixio. Più vicino alla galleria, in via Giacinto Carini, il Teatro Vascello ha aperto il 4 maggio 1989 con Qui non ci torno più di Tadeusz Kantor e del Teatro Cricot di Varsavia, e da allora ha ospitato Peter Brook, Bob Wilson e buona parte del teatro di ricerca italiano, oltre a oltre vent'anni di spettacoli del festival Romaeuropa. La Pavart si inserisce in questa geografia culturale di quartiere: una galleria privata in una zona che la storia e il teatro hanno già reso importante. Con Si nasce ancora e Rome Art Week 2026, anche l'arte contemporanea aggiunge la sua pagina.

Chi è passato da Si nasce ancora alla Pavart Gallery — dal 19 ottobre al 27 novembre 2026

Dalla Pavart Gallery sono passati con mostre personali o bipersonali Vittorio Pavoncello, Graziella Buccini, Uter, Roberto Di Costanzo, Giovanni Trimani, Davide Cocozza, Igor Grigoletto e Nino De Luca.

La storia di una galleria si legge nelle sue mostre, e quella della Pavart racconta un gruppo di artisti seguito con continuità. Vittorio Pavoncello ha presentato I quadri del silenzio; Graziella Buccini la personale Apparizioni; Uter la mostra Junk; Roberto Di Costanzo Sguardi; Giovanni Trimani Chairman. Davide Cocozza ha esposto in una bipersonale con Igor Grigoletto, e Nino De Luca ha aperto il suo studio al pubblico con un open studio il 25 ottobre 2025. Fra le collettive figurano Subconscious is freedom e Organic Abstract. Molti di questi nomi tornano in Si nasce ancora, che per questo è anche un bilancio del lavoro della galleria. Nel quartiere, a pochi passi, il Teatro Vascello ha visto passare Tadeusz Kantor, Peter Brook con Giorni felici di Beckett interpretato da Natasha Parry, Bob Wilson, Carlo Cecchi, Moni Ovadia, la Societas Raffaello Sanzio, Pippo Delbono. Più in alto, sul Gianicolo, Garibaldi guidò la difesa del 1849, e fra i caduti di quella difesa ci fu Goffredo Mameli. Monteverde è un quartiere di passaggi importanti, anche se oggi lo si attraversa senza pensarci.

Il quartiere intorno alla Pavart: Monteverde

Monteverde è il quartiere residenziale che sale da Trastevere verso il Gianicolo e le grandi ville storiche, più tranquillo e verde del centro.

Il Gianicolo

Il Gianicolo è a pochi minuti: la passeggiata sul colle, con il panorama su tutta la città, è il complemento naturale di una visita alla mostra.

Le ville

Villa Sciarra, piccola e piena di fontane, e Villa Doria Pamphilj, il grande parco a ovest del quartiere, sono le due soste verdi della zona. Controllate l'orario di chiusura dei cancelli, che in autunno è anticipato.

San Pancrazio

Oltre la porta si arriva alla basilica di San Pancrazio, una sosta facile da inserire nella passeggiata.

Trastevere

Ai piedi di Monteverde si apre Trastevere, con la basilica di Santa Maria in Trastevere e il Museo di Roma in Trastevere. È la zona dove scendere dopo la galleria per un aperitivo o la cena.

Dove mangiare vicino alla Pavart

Monteverde ha trattorie, pizzerie e bar frequentati soprattutto da residenti, con prezzi più onesti di quelli di Trastevere.

A pranzo

Chi visita la mostra alle 11, all'apertura, può fermarsi poi a pranzo nel quartiere: nei giorni feriali i locali di Monteverde lavorano con impiegati e residenti, e il servizio è rapido.

Dopo il vernissage

Il vernissage finisce alle 21.30: si può cenare a Monteverde oppure scendere a Trastevere, dove osterie e trattorie restano aperte fino a tardi. Il giovedì sera il rione è già affollato, conviene prenotare.

Un caffè al Vascello

A due passi dalla galleria il Teatro Vascello ha un bistrot interno, utile per un caffè prima o dopo la visita.

Accessibilità, famiglie e informazioni pratiche

La Pavart Gallery è al piano strada ed è indicata come accessibile alle persone con disabilità.

Accessibilità

L'ingresso al piano strada evita scale. Per esigenze particolari conviene telefonare prima al numero 06 58303356, anche per sapere quanto è affollata la sala nei giorni del vernissage.

Con i bambini

Una mostra dedicata alla nascita è un'occasione per portare i ragazzi a vedere arte contemporanea e parlarne dopo. La galleria è piccola, la visita dura poco, e il Gianicolo o Villa Sciarra sono a pochi minuti per chiudere il pomeriggio all'aperto.

Prenotazioni

Il vernissage del 22 ottobre è su prenotazione, con 75 posti, attraverso la piattaforma di Rome Art Week. Per le visite feriali non è indicata alcuna prenotazione.

L'autunno a Roma, stagione delle gallerie

Fra ottobre e novembre le gallerie romane inaugurano le mostre della nuova stagione, e Rome Art Week concentra in pochi giorni aperture e vernissage in tutta la città.

Il clima

Le giornate di fine ottobre sono ancora miti, novembre porta le prime piogge: un ombrello in borsa non guasta per la passeggiata sul Gianicolo.

Un giro di gallerie

Chi ha tempo può costruirsi un itinerario di gallerie scegliendo nel programma di Rome Art Week le mostre vicine: Monteverde e Trastevere si prestano a un pomeriggio a piedi.

La luce

In autunno a Roma la luce del pomeriggio è la più bella dell'anno. Visitare la mostra e poi salire sul colle è il modo migliore di usarla.

Domande frequenti su Si nasce ancora

Quando è aperta la mostra Si nasce ancora alla Pavart?

Si nasce ancora è aperta alla Pavart Gallery dal 19 ottobre al 27 novembre 2026, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 18. Il sabato e la domenica la galleria non risulta aperta negli orari pubblicati per la mostra, quindi conviene programmare la visita in un giorno feriale.

Dove si trova la Pavart Gallery?

La Pavart Gallery si trova in via Giuseppe Dezza 6b, a Monteverde, 00152 Roma, al piano strada. È a due minuti a piedi da via Giacinto Carini, dove ferma il bus 75 davanti al Teatro Vascello, e vicina alla stazione ferroviaria Quattro Venti.

Quando è il vernissage di Si nasce ancora?

Il vernissage di Si nasce ancora è indicato nel programma di Rome Art Week giovedì 22 ottobre 2026 dalle 18 alle 21.30, su prenotazione con 75 posti. Il portale turistico del Comune riporta un'inaugurazione il 28 ottobre alle 18: meglio chiedere conferma alla galleria.

Chi sono gli artisti di Si nasce ancora?

Gli artisti di Si nasce ancora sono diciotto: Anna Cesarini, Antonio La Rosa, Armando Di Nunzio, Cleonice Gioia, Davide Cocozza, Dory Zard, Graziella Buccini, Giovanni Trimani, Luigi Notarnicola, Monica Vanno, Nino De Luca, Pierpaolo Miccolis, Pennyboy, Prisca Tozzi, Stefano Trappolini, Uter, Valeria Magini e Vittorio Pavoncello.

Chi cura la mostra Si nasce ancora?

Si nasce ancora è curata da Velia Littera, che ha costruito il progetto intorno alla nascita come atto di fiducia e al fanciullino di Giovanni Pascoli, prendendo come motto il verso «Il mondo nasce per ognun che nasce al mondo».

Come si arriva alla Pavart con i mezzi?

La Pavart si raggiunge con il bus 75 da Termini, Colosseo e Piramide, con le linee 44, 710, 870 e 871 o con il treno da Ostiense fino alla stazione Quattro Venti. In auto si trova posto lungo via delle Mura Gianicolensi o nei parcheggi a pagamento della zona.

La Pavart Gallery è accessibile?

La Pavart Gallery è al piano strada ed è indicata come accessibile alle persone con disabilità nella scheda della mostra su Rome Art Week. Per esigenze specifiche conviene telefonare alla galleria al numero 06 58303356.

Il nostro parere su Si nasce ancora

Andrei a vedere Si nasce ancora per due ragioni. La prima è il tema: in un periodo in cui della natalità si parla solo con i grafici, una mostra che la guarda come atto di fiducia è una boccata d'aria. La seconda è il luogo: una galleria di quartiere, dove si può parlare con chi segue gli artisti e vedere le opere da vicino, senza la fretta dei grandi musei. Scegliete un pomeriggio feriale, telefonate prima se puntate al vernissage, e finite la giornata sul Gianicolo.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Prepara la visita

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.

Contact Information

Data Evento19 Ottobre 2026 11:00 — 27 Novembre 2026
IndirizzoPavart Gallery, Via Giuseppe Dezza 6b, 00152 Roma Monteverde, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

Le proposte giuste, una volta a settimana

Scegli cosa ti interessa: ti scriviamo solo di quello, con date, orari e prezzi verificati. Niente spam, ti cancelli con un clic.

I tuoi temi