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Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings all’American Academy in Rome — dal 20 ottobre al 28 novembre 2026

La mostra Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings è aperta all'American Academy in Rome dal 20 ottobre al 28 novembre 2026, nella AAR Gallery dell'edificio McKim, Mead & White, in via Angelo Masina 5, sul Gianicolo. L'inaugurazione è martedì 20 ottobre dalle 18 alle 21, con una lettura di poesie di Silvia Bre e Carmen Gallo. L'Accademia è a pochi passi da Porta San Pancrazio: la servono le linee di autobus di Monteverde Vecchio e di via Carini, e da Trastevere si sale a piedi in una ventina di minuti. Orari di apertura e condizioni di accesso sono pubblicati sul sito ufficiale dell'American Academy in Rome; all'ingresso si mostra un documento d'identità con foto.

È la mostra d'autunno dell'Accademia americana, e mette in dialogo due pittori lontani per età e per origine: il torinese Giorgio Griffa, nato nel 1936, uno dei protagonisti della pittura italiana dagli anni Sessanta, e Kamrooz Aram, nato a Shiraz, in Iran, e attivo a Brooklyn, borsista del Rome Prize nel 2024. Il tema è l'astrazione e il modo in cui attraversa il tempo e lo spazio. Una di quelle mostre piccole e precise che valgono la salita al Gianicolo.

Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings in breve

Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings è esposta dal 20 ottobre al 28 novembre 2026 nella AAR Gallery dell'American Academy in Rome, via Angelo Masina 5; l'inaugurazione con reading poetico è martedì 20 ottobre dalle 18 alle 21.

Le date

La mostra apre martedì 20 ottobre 2026 e chiude sabato 28 novembre 2026. La serata inaugurale, dalle 18 alle 21, è l'occasione pubblica più visibile; per i giorni e gli orari di apertura nelle settimane successive il riferimento è il calendario pubblicato dall'Accademia sul proprio sito.

Le collaborazioni

La mostra è realizzata in collaborazione con la Fondazione Giorgio Griffa, il Clark Art Institute, la Galleria Lorcan O'Neill e Alexander Gray Associates. Il progetto è sostenuto dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura nell'ambito del programma Italian Council (2025).

Il titolo

Nei materiali dell'Accademia la mostra compare anche con un titolo di lavoro più lungo, Chance Encounters: Kamrooz Aram and Giorgio Griffa. Incontri fortuiti: è la sintesi migliore di come è nato il progetto.

Cosa si vede in Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings

Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings crea un dialogo fra due pittori la cui opera mostra come la pittura astratta si propaghi attraverso il tempo e lo spazio: tradizione culturale, pittura come misura del tempo e del ritmo, il gesto e la sua traccia.

Un incontro a Torino

Griffa e Aram si sono conosciuti nel 2024 a Torino, la città dove Griffa vive e dipinge da sempre. La mostra, spiega l'Accademia, prolunga una conversazione cominciata allora: sul posto e sullo scopo della tradizione culturale, sulla pittura come misura del tempo e del ritmo, su come il gesto venga tracciato e catturato.

Ornamento e decorazione

Il secondo filo è quello dell'ornamento. La presentazione parla di approcci diversi all'ornamento e alla decorazione, di presenza e perdita, di margini e intimità. Per Aram l'ornamento è il centro della ricerca; per Griffa la decorazione entra nel lavoro attraverso l'arabesco, uno dei segni ricorrenti dei suoi cicli. Vederli accanto significa scoprire che due pittori partiti da punti opposti arrivano a domande simili.

Tele libere e allestimento

Chi conosce Griffa sa che le sue tele non sono montate su telaio: sono stoffe grezze, fissate alla parete con piccoli chiodi lungo il bordo superiore, che conservano le pieghe della conservazione. Aram, dal canto suo, lavora proprio sull'allestimento e sul rapporto fra l'opera e il modo in cui viene mostrata. In una sala come la AAR Gallery l'incontro fra queste due idee di esposizione è parte della mostra.

Il giudizio

Una mostra a due voci funziona quando le voci non si somigliano troppo. Qui la distanza c'è: un italiano di novant'anni cresciuto accanto all'Arte povera e un artista di origine iraniana che interroga il modernismo occidentale. È il genere di accostamento che a Roma si vede raramente, e che l'Accademia americana, con la sua natura di luogo di passaggio, sa fare bene.

Giorgio Griffa, il pittore dei segni primari

Giorgio Griffa, nato a Torino il 29 marzo 1936, è uno dei protagonisti internazionali della ricerca pittorica dagli anni Sessanta: dal 1967-1968, con i Segni primari, dipinge su tela grezza non preparata e senza telaio.

L'avvocato che dipingeva

Griffa comincia a dipingere da bambino, con i pittori tradizionali del Circolo degli Artisti di Torino. Nel 1958 si laurea in giurisprudenza ed esercita per anni la professione di avvocato. Dal 1960 al 1963 è allievo di Filippo Scroppo, pittore astratto e docente all'Accademia Albertina. A metà degli anni Sessanta nei suoi quadri figurativi compaiono i primi elementi astratti.

I Segni primari

Nel 1967-1968 nasce il ciclo dei Segni primari: su tela o carta stesa a terra, un segno ripetuto, sempre lo stesso e sempre diverso per le imperfezioni della mano. Sono segni che, come ricorda l'Accademia citando l'artista, potrebbero appartenere alla mano di chiunque. Da qui vengono le costanti di tutto il lavoro successivo: il non finito e l'anonimato del segno.

Accanto all'Arte povera

L'approdo alla Galleria Sperone alla fine degli anni Sessanta lo mette in relazione con gli artisti dell'Arte povera: Giovanni Anselmo, Gilberto Zorio, Giuseppe Penone. Nel 1970 espone da Ileana Sonnabend a New York e a Parigi. Il suo percorso resta però solitario, non riducibile a una corrente: l'Accademia americana parla di cinquant'anni di pratica e tredici cicli pittorici.

I cicli

Dopo i Segni primari vengono le Connessioni, i Frammenti di tela ritagliata, Segno e campo negli anni Ottanta, le Tre linee con arabesco negli anni Novanta, le Numerazioni, gli Alter ego dedicati ad altri artisti, da Matisse a Paolo Uccello, e il ciclo della Sezione aurea nei primi anni Duemila. Ogni ciclo ha una data di inizio ma nessuna data di fine: convivono l'uno accanto all'altro.

Mostre e musei

Griffa ha esposto alla Biennale di Venezia nel 1978, nel 1980 e nel 2017, alla Biennale di San Paolo del 1977, alle Quadriennali di Roma del 1986 e del 1999. A Roma ha tenuto una personale al MACRO nel 2010, Canone aureo, e ha esposto alla Galleria Lorcan O'Neill e alla Fondazione Giuliani. La mostra newyorkese del 2012-2013 alla Casey Kaplan Gallery lo fece riscoprire alla critica americana. Le sue opere sono alla Tate Modern, al Centre Pompidou, al Castello di Rivoli, alla GAM di Torino e alla Galleria d'Arte Moderna di Roma. Dal 2007 è accademico di San Luca.

Kamrooz Aram, borsista del Rome Prize

Kamrooz Aram, nato a Shiraz in Iran e attivo a Brooklyn, è stato Carla Fendi Foundation Rome Prize Fellow all'American Academy in Rome nel 2024; il suo lavoro mette in discussione la falsa opposizione fra ornamento e astrazione.

Ornamento contro modernismo

L'Accademia descrive la sua ricerca come una sfida alla relegazione dell'ornamento nei discorsi sulla criminalità e sull'eccesso, un'eco evidente della polemica modernista contro la decorazione. Nelle sue mostre Aram mette in scena un incontro fra l'avanguardia euroamericana e le forme non occidentali di astrazione, interrogando i confini fra arte, manufatto e modi di esposizione.

Pittura, scultura, allestimento

Il suo lavoro combina pittura, scultura, collage e progettazione espositiva, creando un'interdipendenza fra l'oggetto e il suo allestimento. È un modo di ricordare quanto il design e l'architettura influiscano sull'interpretazione dell'arte: un tema che, in un edificio progettato da McKim, Mead & White, trova un contesto naturale.

Mostre recenti

Fra le esposizioni recenti: la Whitney Biennial 2026 al Whitney Museum of American Art di New York; Kamrooz Aram: Privacy, An Exhibition all'Arts Club di Chicago (2022); Lives of Forms con Iman Issa allo Z33 di Hasselt, in Belgio (2021); Paraventi, alla Fondazione Prada di Milano (2023-2024); Desorientalismos al Centro Andaluz de Arte Contemporáneo di Siviglia (2020).

Collezioni e premi

Le sue opere sono nelle collezioni del Metropolitan Museum of Art di New York, del M+ di Hong Kong, dell'Art Gallery of New South Wales di Sydney, del Modern Art Museum di Fort Worth e della Sharjah Art Foundation, fra le altre. Ha ricevuto una Guggenheim Fellowship nel 2025, il Trellis Art Fund Stepping Stone Grant nel 2025, il Rome Prize nel 2024 e l'Abraaj Group Art Prize nel 2014.

L'inaugurazione di Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings con le poete

All'inaugurazione di martedì 20 ottobre, dalle 18 alle 21, le poete Silvia Bre e Carmen Gallo leggono una selezione di testi scelti per riflettere i temi della mostra.

Silvia Bre

Silvia Bre è poeta e traduttrice. Ha pubblicato I riposi e Sempre perdendosi e, con Einaudi, le raccolte Le barricate misteriose, Marmo, La fine di quest'arte e Le campane; nel 2022 il saggio Mistero con Vallecchi. Ha tradotto Louise Labé, Claudia Rankine, Vita Sackville-West, Margaret Atwood, molta Emily Dickinson per Einaudi e Fuoco e ghiaccio di Robert Frost per Adelphi.

Carmen Gallo

Carmen Gallo è poeta e traduttrice e insegna letteratura inglese alla Sapienza. Fra i suoi libri Le fuggitive (Aragno, 2020), premio Napoli, Tecniche di nascondimento per adulti (2024), Stanze per una fuga (2025) e Procne Machine (Einaudi, 2026), finalista al Premio Strega 2026. Ha scritto sulla poesia metafisica di John Donne e tradotto Shakespeare, T.S. Eliot e Caryl Churchill.

Perché la poesia

L'Accademia spiega la scelta: entrambe lavorano sulla lingua in modo organico, costruendo immagini vivide e atmosfere, con un impegno profondo verso il potere di verità del linguaggio. Per una mostra sul segno e sul ritmo è un abbinamento coerente, e per chi ama la poesia contemporanea una ragione in più per esserci la prima sera.

L'American Academy in Rome, sede della mostra

L'American Academy in Rome è un'istituzione culturale statunitense fondata nel 1894, con sede sul Gianicolo in via Angelo Masina 5, in un edificio aperto nel 1914 su progetto dello studio McKim, Mead & White.

Le origini

L'assetto attuale risale al 1913, quando si fusero la American School of Architecture, fondata nel 1894, e la American School of Classical Studies in Rome, istituita nel 1895 dall'Archaeological Institute of America. Fra i fondatori figurano l'architetto Charles Follen McKim, William Kissam Vanderbilt, Henry Clay Frick, John D. Rockefeller Jr., Andrew Carnegie, Richard Morris Hunt e Daniel Burnham: il gotha dell'America di fine Ottocento.

L'edificio

La sede principale fu progettata da Charles Follen McKim, William Rutherford Mead e Stanford White, lo studio che negli Stati Uniti firmò alcune delle più celebri architetture Beaux-Arts. Il cortile ha una fontana disegnata dallo scultore Paul Manship; la biblioteca dei libri rari è opera dell'architetto Michael Graves, nel 1996. La AAR Gallery, dove è allestita la mostra, si trova in questo edificio.

Villa Aurelia

L'Accademia possiede anche Villa Aurelia, costruita nel 1650 per il cardinale Girolamo Farnese. Nel 1849 fu il quartier generale di Giuseppe Garibaldi durante l'assedio francese della Repubblica Romana, e fu pesantemente danneggiata. Restaurata, fu comprata dall'ereditiera di Filadelfia Clara Jessup Heyland, che alla morte, nel 1909, la lasciò all'Accademia.

Il Rome Prize

Ogni anno l'Accademia assegna il Rome Prize a una trentina di artisti e studiosi statunitensi, che vivono e lavorano nella sede per un periodo: architettura, design, conservazione, paesaggio, composizione musicale, arti visive, letteratura e studi umanistici dall'antichità all'età moderna. Kamrooz Aram è stato uno di loro nel 2024: la mostra nasce da quella residenza.

Il Gianicolo intorno all'American Academy

L'American Academy in Rome si trova sulla sommità del Gianicolo, a pochi passi da Porta San Pancrazio, in un'area segnata dalla difesa della Repubblica Romana del 1849.

Porta San Pancrazio e il Museo della Repubblica Romana

A un centinaio di metri dall'ingresso c'è Porta San Pancrazio, ricostruita da Virginio Vespignani fra il 1854 e il 1857 dopo i cannoneggiamenti francesi del 1849. Dentro la porta ha sede il Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina, che racconta proprio l'assedio in cui Villa Aurelia fu quartier generale di Garibaldi.

Acqua Paola e San Pietro in Montorio

Scendendo verso Trastevere si incontra la Fontana dell'Acqua Paola, il Fontanone, con la terrazza su tutta la città. Poco più in basso ci sono San Pietro in Montorio e, nel suo chiostro, il Tempietto del Bramante, il modello del Rinascimento romano.

Villa Pamphilj e Villa Sciarra

Oltre la porta si apre Villa Doria Pamphilj, il più grande parco storico di Roma. Dall'altra parte, verso Monteverde Vecchio, c'è Villa Sciarra, più raccolta, con le sue fontane e i viali. Sono entrambe ottime per una passeggiata prima di entrare in galleria.

Trastevere

Ai piedi del colle c'è Trastevere. Chi sale a piedi dal rione passa davanti a tutti i luoghi citati: è il modo migliore di arrivare all'Accademia, e di capire perché gli americani scelsero proprio questo punto della città.

Come arrivare all'American Academy in Rome

L'American Academy in Rome, in via Angelo Masina 5, si raggiunge in autobus con le linee che servono Monteverde Vecchio e via Carini, oppure a piedi da Trastevere salendo per via Garibaldi fino a Porta San Pancrazio.

In autobus

Le linee 75, 44, 710, 870 e 871 servono la zona di Monteverde Vecchio e di via Carini, a breve distanza da Porta San Pancrazio. Per la fermata più vicina al proprio punto di partenza conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto.

A piedi da Trastevere

Da piazza di Santa Maria in Trastevere si sale per via Garibaldi, si passa accanto a San Pietro in Montorio e al Fontanone e si arriva a Porta San Pancrazio: una ventina di minuti di salita costante. Con le scarpe giuste è una delle passeggiate più belle di Roma, e al tramonto la vista dal Fontanone ripaga la fatica.

In auto e in taxi

Il Gianicolo è raggiungibile in auto, ma la sera dell'inaugurazione la zona sarà frequentata e i posti limitati. Il taxi è la soluzione più comoda per il ritorno, soprattutto dopo le 21.

Regole d'accesso

Per entrare in Accademia si mostra un documento d'identità valido con foto. Non sono ammessi zaini e bagagli più grandi di 40 per 35 per 15 centimetri, e non c'è un deposito; non sono ammessi animali, salvo i cani guida. Viaggiate leggeri.

Come organizzare la visita alla mostra

Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings è una mostra da visitare con calma in un'ora, da abbinare a una passeggiata sul Gianicolo; gli orari di apertura della AAR Gallery sono pubblicati sul sito dell'Accademia.

La sera dell'inaugurazione

La serata del 20 ottobre, dalle 18 alle 21, è la più animata: ci sono le letture di Silvia Bre e Carmen Gallo e, prevedibilmente, gli artisti. Chi vuole guardare i quadri in silenzio torni in un altro giorno; chi vuole respirare l'aria dell'Accademia venga quella sera, arrivando presto.

Una mattina sul Gianicolo

Per chi ha mezza giornata: salita da Trastevere, Tempietto del Bramante, Fontanone, mostra, poi passeggiata a Villa Pamphilj o discesa lungo la passeggiata del Gianicolo verso Sant'Onofrio. Tutto a piedi.

Dove mangiare

Sul Gianicolo i locali sono pochi; l'offerta si concentra a Monteverde Vecchio, lungo le strade intorno a via Carini, e soprattutto a Trastevere, con trattorie, pizzerie e bar a ogni angolo. Il consiglio è pranzare o cenare a Trastevere, prima di salire o dopo essere scesi.

Accessibilità e visita con i bambini

L'American Academy in Rome è accessibile a chi usa la sedia a rotelle e a chi deve evitare le scale; l'Accademia chiede di scrivere a events@aarome.org per organizzare al meglio la visita.

Mobilità ridotta

Chi usa una sedia a rotelle o altri ausili è invitato a segnalarlo in anticipo, così come chi ha una disabilità o una condizione che richiede accorgimenti particolari. È una regola di buon senso in un edificio storico con più ingressi e livelli.

Con i bambini

Una mostra di pittura astratta può funzionare con i bambini se la si presenta come un gioco: contare i segni di una tela di Griffa, cercare le tre linee e l'arabesco, confrontare i colori dei due pittori. Mezz'ora in galleria, poi Villa Pamphilj per correre. Con i più piccoli ricordate la regola sugli zaini.

Una curiosità su Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings all'American Academy in Rome — dal 20 ottobre al 28 novembre 2026

La curiosità più bella riguarda il modo in cui Giorgio Griffa conserva le sue tele. Poiché non le monta su telaio, quando non sono esposte vengono ripiegate e impilate, e le pieghe formano una griglia che resta visibile sotto la pittura quando la tela torna sulla parete. Il tempo passato in magazzino diventa parte dell'opera. In una mostra che l'Accademia presenta come riflessione sulla pittura come misura del tempo, è un dettaglio da cercare con gli occhi: guardate le tele di Griffa di sbieco e vedrete le linee delle pieghe.

La seconda curiosità è anagrafica. Griffa si è laureato in giurisprudenza nel 1958 e ha esercitato la professione di avvocato mentre costruiva una carriera di pittore che lo avrebbe portato alla Biennale di Venezia e alla Tate Modern. Kamrooz Aram, nato a Shiraz, ha vinto il Rome Prize quasi novant'anni dopo la nascita del collega. Il loro incontro, nel 2024 a Torino, è davvero un incontro fortuito, come dice il titolo di lavoro del progetto: due generazioni, due continenti, una stessa domanda su che cosa sia un segno dipinto.

Una cosa che non ti dice nessuno su Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings all'American Academy in Rome — dal 20 ottobre al 28 novembre 2026

Nessuno lo scrive nei comunicati, ma l'American Academy in Rome è un luogo in cui molti romani non sono mai entrati. È una residenza per artisti e studiosi, con regole d'accesso precise: documento d'identità con foto all'ingresso, niente zaini oltre una certa misura, nessun deposito bagagli. Chi arriva con lo zainetto da turista rischia di doverlo lasciare fuori, e fuori non c'è dove lasciarlo. Il consiglio pratico è venire con una borsa piccola e il documento in tasca.

La seconda cosa che si dice poco: una mostra come questa è anche l'occasione per vedere dall'interno uno degli edifici più interessanti del Gianicolo, progettato dallo studio McKim, Mead & White, gli stessi architetti di alcuni dei grandi edifici pubblici americani di inizio Novecento. Il cortile con la fontana di Paul Manship è uno dei luoghi più quieti della città. Guardatelo con attenzione mentre vi avviate verso la galleria.

La terza: Griffa ha una lunga storia romana, dalla galleria Marlborough negli anni Settanta alla personale al MACRO del 2010, alla Galleria Lorcan O'Neill, che collabora a questa mostra. Chi lo scopre qui può ritrovarlo alla Galleria d'Arte Moderna di Roma, che conserva sue opere.

Il consiglio che ti do per visitare Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings all'American Academy in Rome — dal 20 ottobre al 28 novembre 2026

Vale la pena fare due visite, se potete. La prima la sera dell'inaugurazione, il 20 ottobre fra le 18 e le 21, per ascoltare Silvia Bre e Carmen Gallo e vedere l'Accademia nel suo momento più aperto. La seconda in un giorno feriale di novembre, con la galleria tranquilla, per stare davanti ai quadri il tempo che serve. La pittura di Griffa chiede lentezza: i suoi segni vanno seguiti uno per uno, e il ritmo si capisce solo dopo qualche minuto.

Se la visita è una sola, arrivate a piedi da Trastevere. La salita per via Garibaldi, con il Tempietto del Bramante e il Fontanone, prepara lo sguardo: si passa dal Rinascimento più misurato alla vista su tutta Roma, e si entra in galleria con la testa sgombra.

In sala, guardate prima un pittore e poi l'altro, e soltanto dopo i punti in cui le opere si parlano. Cercate l'arabesco nelle tele di Griffa e la decorazione nei lavori di Aram: è lì che la mostra mostra il suo argomento. E prima di uscire, fermatevi nel cortile. Portate con voi un documento e niente zaino.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il Gianicolo è il colle di Garibaldi, con il monumento equestre, il busto di Anita e il faro. È meno citato che uno dei luoghi chiave della difesa del 1849 appartiene oggi a un'istituzione americana. Villa Aurelia, costruita nel 1650 per il cardinale Girolamo Farnese, fu il quartier generale di Garibaldi durante l'assedio francese della Repubblica Romana e ne uscì pesantemente danneggiata. Restaurata, fu acquistata da un'ereditiera di Filadelfia, Clara Jessup Heyland, che morendo nel 1909 la lasciò per testamento all'American Academy.

Il secondo fatto poco citato riguarda i fondatori. Fra i nomi che nel 1894-1913 diedero vita all'Accademia ci sono Andrew Carnegie, John D. Rockefeller Jr., Henry Clay Frick e William Kissam Vanderbilt, cioè alcune delle più grandi fortune industriali della storia americana, accanto ad architetti come McKim e Daniel Burnham. L'idea era chiara: formare gli artisti e gli architetti americani sul modello di Roma, come per secoli avevano fatto i francesi a Villa Medici. Oggi l'Accademia ospita artisti come Kamrooz Aram, nato in Iran e residente a Brooklyn: la missione è rimasta, il mondo che la abita è cambiato. Nel 1939 vi fece visita anche il re Vittorio Emanuele III.

La foto giusta da fare a Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings all'American Academy in Rome — dal 20 ottobre al 28 novembre 2026

La foto giusta della visita si fa prima di entrare, e non all'Accademia: dalla terrazza della Fontana dell'Acqua Paola, cinque minuti più in basso. Da lì Roma si stende intera, con le cupole in fila, e nella luce di fine ottobre, verso le 17, i contorni sono netti e caldi. È lo scatto che ogni viaggiatore del Gianicolo porta a casa, e ha senso farlo proprio prima di una mostra sulla pittura come misura dello spazio.

La seconda foto è davanti all'ingresso dell'Accademia in via Angelo Masina, con la facciata dell'edificio di McKim, Mead & White: un palazzo americano costruito sul modello romano, a pochi passi dalle mura del Seicento. Per le fotografie dentro la galleria chiedete al personale se sono consentite, e comunque niente flash.

Se le foto in sala sono ammesse, scegliete un dettaglio invece della parete intera: un segno di Griffa da vicino, con la trama della tela grezza visibile, o un angolo in cui un'opera di Aram dialoga con lo spazio intorno. Le immagini ufficiali della mostra, con i ritratti degli artisti di Emily B. Frank e Giulio Caresio, sono pubblicate dall'Accademia.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il tratto del Gianicolo su cui sorge l'American Academy in Rome è uno dei luoghi più segnati dalla storia risorgimentale di Roma. Nel 1849, durante l'assedio francese della Repubblica Romana, la difesa guidata da Garibaldi si concentrò proprio intorno a Porta San Pancrazio. La porta fu distrutta dai cannoneggiamenti e poi ricostruita da Virginio Vespignani fra il 1854 e il 1857 per Pio IX; Villa Aurelia, oggi dell'Accademia, fu il quartier generale di Garibaldi. Qui caddero, nella difesa della Repubblica, Goffredo Mameli, Luciano Manara ed Emilio Dandolo.

Il secondo capitolo è americano. Nel 1894 nacque la American School of Architecture, nel 1895 la American School of Classical Studies, e nel 1913 le due scuole si fusero nell'American Academy in Rome. Nel 1914 aprì la sede di via Angelo Masina, progettata da McKim, Mead & White. Il 1909 aveva portato il lascito di Villa Aurelia.

Il terzo capitolo è quello del Novecento: la visita di Vittorio Emanuele III nel 1939, la nascita della Fototeca Unione fondata da Ernest Nash, la biblioteca dei libri rari di Michael Graves nel 1996. E, anno dopo anno, il passaggio dei borsisti del Rome Prize, di cui questa mostra è l'ultimo frutto.

Chi è passato da Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings all'American Academy in Rome — dal 20 ottobre al 28 novembre 2026

Dall'American Academy in Rome sono passati, prima di tutto, i suoi fondatori e i suoi architetti: Charles Follen McKim, che con William Rutherford Mead e Stanford White progettò la sede, e figure come Daniel Burnham e Richard Morris Hunt, che vollero una scuola americana a Roma. Nel cortile lavorò lo scultore Paul Manship, autore della fontana; nel 1996 Michael Graves firmò la biblioteca dei libri rari. Ernest Nash vi fondò la Fototeca Unione, uno degli archivi fotografici più importanti per l'archeologia di Roma. Nel 1939 l'Accademia ricevette la visita del re Vittorio Emanuele III.

Poi ci sono i borsisti: ogni anno una trentina di artisti, architetti, compositori, scrittori e studiosi americani vincono il Rome Prize e vivono qui per mesi. Kamrooz Aram è stato uno di loro nel 2024, con la borsa della Carla Fendi Foundation, e la mostra nasce da quella stagione romana.

Prima ancora dell'Accademia, sul terreno di Villa Aurelia passò Giuseppe Garibaldi, che nel 1849 ne fece il suo quartier generale. E in queste settimane passano Giorgio Griffa, uno dei maestri della pittura italiana del secondo Novecento, e le poete Silvia Bre e Carmen Gallo, attese alla serata del 20 ottobre.

Domande frequenti su Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings

Quando si può vedere la mostra di Griffa e Aram a Roma?

La mostra Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings è esposta all'American Academy in Rome dal 20 ottobre al 28 novembre 2026. L'inaugurazione è martedì 20 ottobre dalle 18 alle 21. Giorni e orari di apertura della AAR Gallery sono pubblicati sul sito ufficiale dell'Accademia.

Dove si trova l'American Academy in Rome?

L'American Academy in Rome si trova sul Gianicolo, in via Angelo Masina 5, a pochi passi da Porta San Pancrazio. La mostra è nella AAR Gallery, all'interno dell'edificio progettato da McKim, Mead & White. Da Trastevere si sale a piedi in una ventina di minuti.

Cosa serve per entrare all'American Academy?

Per entrare all'American Academy in Rome serve un documento d'identità valido con foto. Non sono ammessi zaini e bagagli oltre 40 per 35 per 15 centimetri, non c'è deposito e non sono ammessi animali, salvo i cani guida.

Chi sono Giorgio Griffa e Kamrooz Aram?

Giorgio Griffa, nato a Torino nel 1936, è uno dei protagonisti della pittura italiana dagli anni Sessanta, noto per i segni dipinti su tela grezza senza telaio. Kamrooz Aram, nato a Shiraz e attivo a Brooklyn, lavora sul rapporto fra ornamento e astrazione ed è stato borsista del Rome Prize 2024.

Chi legge all'inaugurazione della mostra?

All'inaugurazione di Giorgio Griffa / Kamrooz Aram: Paintings, il 20 ottobre, leggono le poete Silvia Bre e Carmen Gallo, con una selezione di testi scelti per riflettere i temi della mostra. Carmen Gallo è stata finalista al Premio Strega 2026 con Procne Machine.

L'American Academy in Rome è accessibile in sedia a rotelle?

L'American Academy in Rome è accessibile a chi usa la sedia a rotelle e a chi deve evitare le scale. L'Accademia chiede di scrivere in anticipo a events@aarome.org per organizzare al meglio la visita, anche in caso di altre esigenze particolari.

Come si arriva all'American Academy con i mezzi?

All'American Academy in Rome si arriva con le linee di autobus che servono Monteverde Vecchio e via Carini, come la 75 e la 44, oppure a piedi da Trastevere salendo per via Garibaldi fino a Porta San Pancrazio. Per la fermata più comoda conviene il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto.

Per chiudere, un consiglio: una mostra all'American Academy è la scusa migliore per salire sul Gianicolo con uno scopo. Salite a piedi da Trastevere, guardate Griffa da vicino e Aram con attenzione all'allestimento, poi scendete al tramonto dal Fontanone. È un pomeriggio romano completo.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento20 Ottobre 2026 18:00 — 28 Novembre 2026
IndirizzoAmerican Academy in Rome, Via Angelo Masina 5, 00153 Roma Monteverde, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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