Il giorno della civetta, lettura concerto al Teatro Vascello — 11 novembre 2026
Mercoledì 11 novembre 2026, alle 21:00, il Teatro Vascello ospita Il giorno della civetta, lettura concerto con musica dal vivo ispirata al romanzo di Leonardo Sciascia, ideata dal compositore Paolo Vivaldi, con la voce recitante di Vita Villi e l'ensemble I Solisti dell'Augusteo. Il teatro si trova in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, sopra Trastevere e vicino al Gianicolo; il bus 75 ferma davanti all'ingresso e arriva da Termini, dal Colosseo e da Piramide, mentre il teatro indica anche le linee 44, 710, 870 e 871 e la stazione ferroviaria Quattro Venti. Lo spettacolo dura circa sessanta minuti. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro Vascello, da cui si accede all'acquisto online sul circuito di prevendita autorizzato; i biglietti si comprano anche alla biglietteria del teatro.

È una serata unica, dentro la stagione 2026/2027 del Vascello, e unisce tre linguaggi: la letteratura civile di Sciascia, la recitazione e la musica originale scritta da uno dei compositori per il cinema e la televisione più attivi in Italia. A nostro giudizio è l'occasione giusta per rileggere, o scoprire, un romanzo che nel 1961 portò la mafia dentro la letteratura italiana, in un'ora di spettacolo pensata per il pubblico adulto e per i ragazzi delle superiori.
Il giorno della civetta al Vascello: che cos'è la lettura concerto
Il giorno della civetta è una lettura concerto: la voce recitante di Vita Villi attraversa le pagine più significative del romanzo di Sciascia, mentre un ensemble dal vivo esegue le musiche originali di Paolo Vivaldi, che siede al pianoforte e firma la direzione artistica.
Né lettura né concerto
La presentazione del teatro lo dice chiaramente: non si tratta di una semplice lettura del romanzo né di un concerto tradizionale, ma di un percorso drammaturgico e musicale dentro l'universo morale di Sciascia. La musica non accompagna la parola: secondo la presentazione, la interroga, la sostiene, la illumina.
L'organico
I Solisti dell'Augusteo suonano con un organico preciso: quintetto d'archi, batteria, clarinetto, fisarmonica e pianoforte. È una formazione insolita, che mescola il suono cameristico degli archi con colori popolari come la fisarmonica e il clarinetto, e con il ritmo della batteria.
Una Sicilia non folkloristica
La partitura, scrive il teatro, vuole evocare una Sicilia non folkloristica ma intima e universale: una terra di luce e ombra, bellezza e inquietudine, memoria e ferita. Le musiche sono descritte come intense, evocative e cinematografiche, capaci di amplificare il respiro drammatico del testo.
La durata
Lo spettacolo dura circa sessanta minuti. Con l'inizio alle 21 si esce verso le 22, in tempo per una cena tarda a Monteverde o a Trastevere.
Che cosa si ascolta: le pagine del romanzo
La lettura concerto ripercorre alcune delle pagine più emblematiche del romanzo: l'omicidio di Salvatore Colasberna, l'indagine del capitano Bellodi, il muro di silenzi e mezze verità che circonda il delitto, la presenza di un potere criminale che agisce nell'ombra.
L'omicidio in piazza
Il romanzo si apre con l'uccisione di Salvatore Colasberna, presidente di una piccola impresa edilizia, mentre sale sull'autobus per Palermo. All'arrivo dei carabinieri i passeggeri si allontanano uno alla volta, e nessuno ha visto niente: è la prima immagine dell'omertà che attraversa tutto il libro.
Il capitano Bellodi
Le indagini sono affidate al capitano Bellodi, emiliano di Parma, ex partigiano, rimasto nell'Arma per ideali. È lui la figura attraverso cui Sciascia guarda la Sicilia, e la presentazione dello spettacolo insiste sulla sua solitudine davanti a un sistema fondato sul silenzio e sulla paura.
Don Mariano e i quaquaraquà
Nel confronto fra Bellodi e il boss don Mariano Arena, Sciascia mette in bocca al mafioso la celebre classificazione dell'umanità in uomini, mezz'uomini, ominicchi e quaquaraquà. È la pagina che ha fatto entrare quella parola nel linguaggio comune.
Le domande dello spettacolo
La presentazione chiude con una serie di domande rivolte al pubblico: chi ha il coraggio di dire la verità, quanto pesa il silenzio, dove finisce la prudenza e dove comincia la complicità, che cosa significa scegliere la giustizia. Sono le domande che il romanzo pone da oltre sessant'anni.
Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia: il romanzo
Il giorno della civetta è un racconto lungo di Leonardo Sciascia, terminato nel 1960 e pubblicato nel 1961 da Einaudi, considerato uno dei primi grandi testi della letteratura italiana a raccontare la mafia come sistema di potere.
Il fatto vero
Il racconto prende spunto dall'omicidio di Accursio Miraglia, sindacalista comunista, ucciso a Sciacca nel gennaio 1947. Per il personaggio di Bellodi Sciascia si ispirò a Renato Candida, comandante dei carabinieri ad Agrigento, di cui aveva recensito nel 1957 un libro sulla mafia.
La prima edizione
Il testo fu anticipato sulla rivista Mondo Nuovo il 9 ottobre 1960 e uscì nella collana I coralli di Einaudi con in copertina il dipinto Paese del latifondo siciliano di Renato Guttuso. Una nota finale dichiarava la verità nascosta dietro la finzione, in un'Italia in cui la mafia veniva ancora negata dagli organi politici e d'informazione.
L'Avvertenza del 1972
Nel 1972, per l'edizione scolastica di Einaudi, Sciascia aggiunse un'Avvertenza in cui ricordava come nel 1960 il governo negasse l'esistenza della mafia, nonostante inchieste e studi la documentassero da quasi un secolo. Il libro nasceva dall'esigenza di mettere lo Stato davanti al fatto compiuto.
Il film e il fumetto
Dal romanzo Damiano Damiani trasse nel 1968 il film omonimo; nel 2025 la pellicola è stata trasposta a fumetti da Antonio La Torre Giordano e Fabrizio Di Blasi. Il libro è stato ripubblicato più volte, da Einaudi e poi da Adelphi.
Chi è Paolo Vivaldi, il compositore
Paolo Vivaldi è un compositore romano di colonne sonore, nato il 20 gennaio 1964, diplomato in composizione al Conservatorio di Santa Cecilia nel 1985 con Teresa Procaccini.
Arrangiatore e direttore
Dopo il diploma si dedica all'arrangiamento e alla composizione per il cinema e la televisione. Spesso orchestra personalmente le proprie musiche e ne dirige l'esecuzione durante le registrazioni: è un profilo che spiega la cura dell'organico scelto per Il giorno della civetta.
Il cinema
Fra i film per cui ha scritto le musiche ci sono Non essere cattivo di Claudio Caligari, del 2015, Maternity Blues di Fabrizio Cattani, Brutti e cattivi di Cosimo Gomez, Il permesso, 48 ore fuori di Claudio Amendola, Quanto basta di Francesco Falaschi e Il nibbio di Alessandro Tonda, del 2025.
La televisione
Ancora più lunga la lista delle produzioni televisive: De Gasperi, L'uomo della speranza ed Einstein di Liliana Cavani, Rino Gaetano, Ma il cielo è sempre più blu, Adriano Olivetti, La forza di un sogno, Pietro Mennea, La freccia del Sud, Boris Giuliano, Un poliziotto a Palermo, Rita Levi Montalcini, Filumena Marturano, Maria Corleone, Tina Anselmi.
I premi
Ha ricevuto più volte il Premio Sonora, fra il 2007 e il 2014, e il premio Colonnesonore.net nel 2012 per Maternity Blues e nel 2016 per Non essere cattivo.
La mafia sullo schermo
Non è la prima volta che Vivaldi scrive musica per racconti di mafia e di legalità: fra i suoi lavori per la televisione ci sono Boris Giuliano, Un poliziotto a Palermo, Baciamo le mani, Palermo New York 1958 e la serie Maria Corleone. Il giorno della civetta si inserisce in questa linea, con la libertà in più della musica dal vivo.
Chi è Vita Villi, la voce recitante
Vita Villi è un'attrice e autrice teatrale legata al teatro civile, nota per il testo Solo una donna, Felicia Impastato.
Solo una donna
Solo una donna, Felicia Impastato è scritto da Vita Villi, che ne è anche interprete. Lo spettacolo è stato presentato al Campania Teatro Festival nel 2025 e, nel marzo 2026, a Torino, e porta al centro, come dice il titolo, la figura di Felicia Impastato.
Il filo della memoria
Il legame fra Solo una donna e Il giorno della civetta è evidente: in entrambi i casi Vita Villi lavora sul tema della memoria civile e del racconto della mafia. Nella presentazione del Vascello la sua voce restituisce la parola di Sciascia con misura, intensità e profondità.
Il cinema
Come attrice Vita Villi è apparsa anche sullo schermo, fra l'altro nel film Gotico padano.
I Solisti dell'Augusteo e la musica dal vivo
L'ensemble che suona Il giorno della civetta si chiama I Solisti dell'Augusteo e, per questa lettura concerto, schiera quintetto d'archi, batteria, clarinetto, fisarmonica e pianoforte.
Il pianoforte di Vivaldi
Al pianoforte siede lo stesso Paolo Vivaldi, autore delle musiche e direttore artistico. Il pianoforte è il centro della partitura, il punto da cui partono le linee degli archi e dei fiati.
Il Teatro Vascello: una sala di ricerca a Monteverde
Il Teatro Vascello è stato inaugurato il 4 maggio 1989 da Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann con la compagnia La Fabbrica dell'Attore, e ha aperto con uno spettacolo di Tadeusz Kantor e del suo Teatro Cricot di Varsavia.
Le radici al Teatro La Fede
La storia comincia negli anni Settanta con il gruppo Space Re(v)action, che ha la sua prima sede stabile al Teatro La Fede, in via Portuense. Intorno a Nanni e Kustermann nasce un movimento che privilegia l'immagine sulla parola, noto come scuola romana; al Teatro La Fede passano Steve Lacy, John Cage e il Living Theatre.
Dal 1989 a oggi
Dopo Kantor arrivano Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, la Raffaello Sanzio, Pippo Delbono. Dal 1998 La Fabbrica dell'Attore è riconosciuta come Teatro Stabile d'Innovazione; nel 2004 apre la Sala Studio. Dopo la morte di Nanni, nel gennaio 2010, la direzione artistica è di Manuela Kustermann.
Romaeuropa e la stagione
Da oltre vent'anni la Fondazione Romaeuropa porta al Vascello una parte del suo festival: quest'autunno sono passati da qui, fra gli altri, Marta Cuscunà con La Medium e Tragudia di Alessandro Serra. Dopo Il giorno della civetta la stagione prosegue con Il prodigio, dal 13 al 22 novembre, e Quinto: non uccidere, dal 24 al 29 novembre.
Biglietti per Il giorno della civetta al Teatro Vascello
I biglietti per Il giorno della civetta si comprano dal sito ufficiale del Teatro Vascello, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure alla biglietteria del teatro in via Giacinto Carini 78.
Prezzi
I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro, insieme alle condizioni di biglietteria e abbonamento della stagione 2026/2027.
Dove sedersi
In una lettura concerto la voce e la musica contano più della scena: una posizione centrale, non troppo sotto il palco, permette di ascoltare in equilibrio la voce recitante e l'ensemble.
Una sola sera
Lo spettacolo va in scena solo l'11 novembre. Chi viene con una classe o con amici fa bene a prenotare con anticipo.
Come arrivare al Teatro Vascello
Il Teatro Vascello si trova in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, ed è raggiungibile con il bus 75, che ferma davanti al teatro, o con il treno fino alla stazione Quattro Venti.
In autobus
Il 75 parte da Termini e passa dal Colosseo e da Piramide. Il teatro indica come utili anche le linee 44, 710, 870 e 871.
In treno
Dalla stazione Ostiense il treno metropolitano porta alla stazione Quattro Venti, in viale dei Quattro Venti, vicina al teatro.
In auto
Il teatro indica la sosta lungo via delle Mura Gianicolensi, a circa cento metri. Ci sono parcheggi a pagamento in via Giacinto Carini 43, in via Maurizio Quadrio 22, convenzionato con il teatro con uno sconto presentando il biglietto, e in via Raffaello Giovagnoli 20.
A piedi
Da Trastevere si sale a Monteverde a piedi, in salita, lungo le strade che portano verso il Gianicolo: una passeggiata da fare con scarpe comode e con un buon margine di tempo.
Il quartiere intorno al Teatro Vascello: Monteverde Vecchio
Monteverde Vecchio è la parte alta e residenziale di Monteverde, sopra Trastevere, fra il Gianicolo e le grandi ville storiche.
Il Gianicolo e il Fontanone
Dal teatro il Gianicolo è vicino, con il panorama su tutta Roma. Verso il colle si incontrano la Fontana dell'Acqua Paola e, più in là, la basilica di San Pancrazio.
Le ville
A pochi minuti ci sono Villa Sciarra, piccola e raccolta, e Villa Doria Pamphilj, il grande parco a ovest del quartiere. A novembre i cancelli chiudono presto: gli orari vanno controllati.
Trastevere
Sotto Monteverde si apre Trastevere, con la basilica di Santa Maria in Trastevere e il Museo di Roma in Trastevere.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
Il Teatro Vascello ha un bistrot interno, utile per un caffè o uno spuntino prima dello spettacolo; per la cena si può restare a Monteverde o scendere a Trastevere.
A Monteverde
Il quartiere ha trattorie e pizzerie frequentate soprattutto dai residenti, con prezzi più contenuti di quelli di Trastevere. Con l'uscita verso le 22, sono la scelta più comoda.
A Trastevere
Scendendo a Trastevere l'offerta di trattorie e osterie è vastissima e aperta fino a tardi. Un mercoledì di novembre trovare posto è più semplice che nel fine settimana.
Accessibilità, scuole e informazioni pratiche
Il Teatro Vascello pubblica sul proprio sito una sezione dedicata all'accessibilità, da consultare prima dell'acquisto per conoscere accessi, posti riservati e servizi.
Per le scuole
Il giorno della civetta ha un rapporto antico con la scuola: nel 1972 Einaudi lo pubblicò nella collana Letture per la scuola media, con un'Avvertenza scritta da Sciascia per l'occasione. Per i ragazzi delle superiori, un'ora di lettura con musica dal vivo è un modo diverso di incontrare il testo.
Puntualità
In uno spettacolo di un'ora costruito sul dialogo fra voce e musica, entrare in ritardo disturba tutti. Il bus serale può avere tempi lunghi: conviene partire con margine.
Come organizzare la serata a Monteverde
Con l'inizio alle 21:00 e una durata di circa sessanta minuti, Il giorno della civetta si presta a una serata che comincia al Gianicolo e finisce a tavola, a Monteverde o a Trastevere.
Il tramonto
A novembre il sole tramonta verso le cinque. Chi vuole vedere Roma dall'alto con l'ultima luce deve salire al Gianicolo nel tardo pomeriggio; chi arriva dopo trova la città illuminata, altrettanto bella.
Un caffè al bistrot
Il bistrot interno del Vascello permette di arrivare con mezz'ora di anticipo, ritirare i biglietti con calma e bere qualcosa prima di entrare in sala.
Dopo le 22
All'uscita, verso le 22, la scelta è fra una trattoria di quartiere a Monteverde e la discesa a Trastevere. Per il ritorno, il 75 riporta verso Piramide, il Colosseo e Termini; le frequenze serali vanno controllate sul calcolatore di percorso di ATAC.
Con il libro in tasca
Il romanzo è breve e si legge in un paio di sere. Portarlo con sé permette di ritrovare, dopo lo spettacolo, le pagine ascoltate in sala.
Una curiosità sul Giorno della civetta, lettura concerto al Teatro Vascello — 11 novembre 2026
La curiosità più interessante riguarda l'origine del personaggio di Bellodi. Sciascia aveva cominciato a scrivere di mafia nel 1957, recensendo il libro di Renato Candida, allora comandante dei carabinieri ad Agrigento. Da quell'ufficiale reale, secondo gli studi sul romanzo, nasce il capitano Bellodi: emiliano di Parma, ex partigiano, destinato alla carriera di avvocato ma rimasto nell'Arma per convinzione. Il personaggio che la lettura concerto mette al centro, con la sua solitudine davanti all'omertà, ha dunque un modello in carne e ossa, e il delitto che apre il libro richiama un fatto vero: l'omicidio del sindacalista Accursio Miraglia, ucciso a Sciacca nel gennaio 1947.
La seconda curiosità riguarda la copertina della prima edizione. Il giorno della civetta uscì nel 1961 nella collana I coralli di Einaudi, con in copertina il dipinto Paese del latifondo siciliano di Renato Guttuso. Un pittore siciliano per un romanzo siciliano, in un'epoca in cui la mafia era ancora negata. La terza è linguistica: la parola quaquaraquà, pronunciata da don Mariano nel dialogo con Bellodi, è diventata grazie a questo libro un termine di uso comune in tutta Italia. Ascoltarla dal vivo, recitata e accompagnata dalla musica, ha un effetto che la pagina scritta non dà.
Una cosa che non ti dice nessuno sul Giorno della civetta, lettura concerto al Teatro Vascello — 11 novembre 2026
Quello che si dice poco è che Sciascia, pubblicando il romanzo nel 1961, dovette fare i conti con i limiti del suo tempo. La prima edizione comparve con una nota finale in cui l'autore dichiarava la verità nascosta dietro la finzione, scritta, secondo la ricostruzione più diffusa, in una libertà non piena ma significativa. Nel 1972, nell'Avvertenza all'edizione scolastica, Sciascia ricordò che nel 1960 il governo negava l'esistenza della mafia, nonostante l'inchiesta parlamentare del 1875, gli studi di Franchetti e Sonnino, i saggi di Napoleone Colajanni. Il romanzo, insomma, non raccontava un segreto: raccontava una verità che tutti conoscevano e nessuno voleva nominare.
La seconda cosa riguarda la musica. Paolo Vivaldi è noto al grande pubblico per le colonne sonore di film e fiction, ma raramente si ha l'occasione di ascoltarlo dal vivo, al pianoforte, mentre dirige un ensemble. In una lettura concerto la musica non è un sottofondo: occupa la scena quanto la voce. Un consiglio pratico: arrivare con qualche minuto di anticipo e scegliere un posto centrale, da cui voce e strumenti si ascoltano in equilibrio.
Il consiglio che ti do per visitare Il giorno della civetta, lettura concerto al Teatro Vascello — 11 novembre 2026
Il consiglio è di rileggere, prima della serata, almeno le prime pagine del romanzo e il dialogo fra Bellodi e don Mariano. Il giorno della civetta è un libro breve, e una lettura veloce nei giorni precedenti basta per riconoscere in sala le scene scelte: l'autobus che si svuota in piazza, il confidente che mente, l'interrogatorio del boss. La lettura concerto lavora per frammenti, e chi ha il quadro completo del racconto apprezza di più il modo in cui la musica li collega.
Il secondo consiglio riguarda chi ha già visto il film di Damiano Damiani del 1968: conviene dimenticarlo per un'ora. La lettura concerto non ricostruisce la trama in forma di dramma, ma lavora sulla parola di Sciascia e sul paesaggio sonoro, e il confronto con il cinema rischia di distrarre.
Il terzo riguarda la serata. Chi arriva presto può salire al Gianicolo, anche se a novembre alle 20 è già buio: la vista su Roma illuminata vale la deviazione. Dopo lo spettacolo, verso le 22, la discesa a Trastevere per una cena tarda completa bene la serata.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Il giorno della civetta è uno dei romanzi fondamentali sulla mafia. Si cita meno spesso che, prima di Sciascia, la letteratura italiana aveva raccontato la mafia quasi solo attraverso il teatro, e in chiave diversa. Nell'Avvertenza del 1972 lo scrittore ricordava due precedenti: I mafiusi de la Vicarìa, commedia in dialetto di Gaspare Mosca e Giuseppe Rizzotto, e Mafia, testo teatrale in lingua dell'anglista Giovanni Alfredo Cesareo. Opere che guardavano al fenomeno come a una regola di comportamento e a un modo di amministrare la giustizia fuori dallo Stato, più che come a un sistema di potere. Il romanzo di Sciascia cambiò prospettiva.
Un secondo fatto, noto a chi frequenta il teatro romano ma poco citato, riguarda il Vascello. Nel 1998 La Fabbrica dell'Attore, la compagnia che gestisce il teatro, è stata riconosciuta dal Ministero come Teatro Stabile d'Innovazione, e nello stesso anno il Vascello ha coprodotto uno spettacolo con il Berliner Ensemble. Qui Peter Brook ha presentato Giorni felici di Beckett con Natasha Parry, e sono passati Bob Wilson e Tadeusz Kantor. Che oggi il Vascello ospiti una lettura concerto su Sciascia è coerente con questa storia: un teatro che ha sempre intrecciato parola, musica e impegno civile.
La foto giusta da fare al Giorno della civetta, lettura concerto al Teatro Vascello — 11 novembre 2026
Durante lo spettacolo non si fotografa: in una lettura concerto la concentrazione della sala è parte dell'esperienza, e uno schermo acceso distrae chi è intorno e chi è sul palco. Le foto si fanno prima e dopo.
La prima, per chi arriva presto, è dal Gianicolo: Roma illuminata di sera, vista dal colle, racconta bene il quartiere del Vascello, sospeso fra la città storica e la collina. Da lì si scende verso via Giacinto Carini in pochi minuti.
La seconda è all'ingresso del teatro, davanti alla locandina dello spettacolo, con il titolo e i nomi di Vivaldi e Villi. È il ricordo più semplice e più sincero di una serata unica.
La terza, per chi arriva in autobus, è la fermata del 75 davanti al teatro, con l'insegna del Vascello sullo sfondo: un'inquadratura urbana che molti trascurano. E chi ha con sé una copia del romanzo può fotografarla accanto al biglietto: un piccolo omaggio a Sciascia.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Vascello è breve se misurata in anni, fitta se misurata in eventi. Il 4 maggio 1989 la sala apre con uno spettacolo di Tadeusz Kantor e del Teatro Cricot di Varsavia. Nei primi anni Novanta passano Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, la danza contemporanea americana e francese, le formazioni di ricerca italiane.
Nel maggio 1996 la rassegna Extraordinario presenta sedici giovani compagnie da tutta Italia. Nel 1998 il Ministero riconosce La Fabbrica dell'Attore come Teatro Stabile d'Innovazione, e il Vascello coproduce uno spettacolo con il Berliner Ensemble. Nel 2001 Giancarlo Nanni è il primo italiano invitato a lavorare e insegnare all'Actors Studio di New York. Nel 2003 nasce il Premio Valentino Zeichen, dedicato alla poesia; nel 2004 apre la Sala Studio.
Nel gennaio 2010 muore Nanni e la direzione passa interamente a Manuela Kustermann. Da oltre vent'anni la Fondazione Romaeuropa porta al Vascello una parte del suo festival. L'11 novembre 2026 la sala ospita Il giorno della civetta, lettura concerto di Paolo Vivaldi con Vita Villi, fra gli spettacoli della stagione 2026/2027.
Chi è passato dal Giorno della civetta, lettura concerto al Teatro Vascello — 11 novembre 2026
Sul palco del Vascello e, prima ancora, nella storia della compagnia che lo ha fondato, sono passati alcuni dei nomi più importanti del teatro contemporaneo. Al Teatro La Fede, negli anni Settanta, arrivarono il sassofonista Steve Lacy, il compositore John Cage e il Living Theatre; dal gruppo uscirono Memè Perlini e Giuliano Vasilicò.
Al Vascello, dal 1989, sono passati Tadeusz Kantor con il Cricot, Raul Ruiz, il Centro di Pontedera, Teatri Uniti, Moni Ovadia, Carlo Cecchi, Giorgio Barberio Corsetti, la Societas Raffaello Sanzio, il Teatro Valdoca, Pippo Delbono, e per la danza Enzo Cosimi, Virgilio Sieni, Wim Vandekeybus. Fra i maestri internazionali, Bob Wilson e Peter Brook. Manuela Kustermann, attrice e direttrice artistica, è la presenza costante di questa storia.
L'11 novembre si aggiungono all'elenco Paolo Vivaldi, compositore di decine di film e serie televisive, Vita Villi, autrice e interprete di teatro civile, e I Solisti dell'Augusteo. E con loro, per un'ora, passano dal palco i personaggi di Sciascia: il capitano Bellodi, don Mariano Arena, Salvatore Colasberna, la folla che non ha visto niente.
Domande frequenti su Il giorno della civetta al Teatro Vascello
Quando va in scena Il giorno della civetta al Teatro Vascello?
Il giorno della civetta, lettura concerto, va in scena al Teatro Vascello di Roma mercoledì 11 novembre 2026 alle 21:00. È una data unica e lo spettacolo dura circa sessanta minuti.
Chi sono gli interpreti?
Nel Giorno della civetta al Vascello la voce recitante è di Vita Villi; le musiche originali sono di Paolo Vivaldi, che suona il pianoforte e firma la direzione artistica, con l'ensemble I Solisti dell'Augusteo: quintetto d'archi, batteria, clarinetto e fisarmonica.
Che cos'è una lettura concerto?
Una lettura concerto come Il giorno della civetta unisce la recitazione di un testo letterario e la musica eseguita dal vivo. Non è una semplice lettura né un concerto tradizionale: parola e musica dialogano per costruire un percorso drammaturgico.
Dove si trova il Teatro Vascello?
Il Teatro Vascello si trova in via Giacinto Carini 78, a Monteverde Vecchio, sopra Trastevere. Il bus 75 ferma davanti al teatro; utili anche le linee 44, 710, 870 e 871 e la stazione ferroviaria Quattro Venti.
Di che cosa parla Il giorno della civetta?
Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia, pubblicato nel 1961, racconta l'indagine del capitano Bellodi sull'omicidio di Salvatore Colasberna in un paese siciliano, fra omertà e protezioni politiche. È uno dei primi romanzi italiani sulla mafia.
Lo spettacolo è adatto agli studenti?
Il giorno della civetta al Teatro Vascello è adatto ai ragazzi delle superiori: dura circa un'ora e unisce testo e musica dal vivo. L'orario serale delle 21 va considerato per i più giovani.
Dove si parcheggia vicino al Teatro Vascello?
Vicino al Teatro Vascello si può cercare posto in via delle Mura Gianicolensi, a circa cento metri. Parcheggi a pagamento sono in via Carini 43, via Quadrio 22, convenzionato con sconto presentando il biglietto, e via Giovagnoli 20.
Il consiglio finale su Il giorno della civetta al Teatro Vascello
Il giorno della civetta al Teatro Vascello è una serata di un'ora che vale più di molte serate lunghe: un romanzo che ha cambiato il modo di raccontare la mafia, la voce di un'interprete che ha fatto del teatro civile la sua strada e la musica dal vivo di un compositore che il pubblico conosce soprattutto attraverso lo schermo. Il consiglio è di rileggere le pagine più note del libro nei giorni prima, prendere il 75 o il treno per Quattro Venti, sedersi al centro della sala e, all'uscita, scendere a Trastevere per una cena tarda. In una sala nata per la ricerca e per il teatro d'impegno, le parole di Sciascia trovano la loro casa naturale.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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