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Chiamata alle Arti al WeGil — dal 30 settembre al 18 ottobre 2026

La sesta edizione di Chiamata alle Arti è aperta al WeGil da mercoledì 30 settembre a domenica 18 ottobre 2026, dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 19, dopo l'inaugurazione di martedì 29 settembre alle 18. Il WeGil si trova in largo Ascianghi 5, 00153 Roma, nel rione Trastevere, nell'isolato fra viale di Trastevere, via Girolamo Induno e via Ascianghi: lungo viale di Trastevere passano il tram 8 e gli autobus H, 44, 75 e 780, e per il percorso più comodo conviene consultare il calcolatore ATAC. L'ingresso è gratuito, come indica la scheda ufficiale della mostra.

La torre dell'ex Casa della GIL di Luigi Moretti su via Induno, sede del WeGil
La torre dell'ex Casa della GIL di Luigi Moretti su via Induno, sede del WeGil Foto: Foto: indeciso42 (it.wikipedia), CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Chiamata alle Arti al WeGil: la mostra in breve

Chiamata alle Arti è la mostra promossa dalla Regione Lazio, in collaborazione con LAZIOcrea, che presenta i giovani artisti usciti dalle Accademie di Belle Arti di tutta Italia. La sesta edizione riunisce 44 artisti provenienti da diciassette Accademie ed è aperta al WeGil dal 30 settembre al 18 ottobre 2026, con ingresso gratuito.

Nelle parole del WeGil, gli spazi del polo culturale della Regione Lazio si trasformano per tre settimane in un laboratorio sulla creatività contemporanea, dove pittura, scultura, fotografia, video e installazione si intrecciano per raccontare il presente attraverso lo sguardo delle nuove generazioni. La mostra è curata da Giulia Abate e ideata da Delfina Bergamaschi, ed è accompagnata da un catalogo di Silvana Editoriale.

A nostro giudizio è una delle occasioni migliori dell'autunno per farsi un'idea di dove stia andando la giovane arte italiana, in un edificio che da solo merita la visita.

Le diciassette Accademie di Belle Arti di Chiamata alle Arti

Le Accademie di Belle Arti coinvolte nella sesta edizione di Chiamata alle Arti sono diciassette: Bari, Bologna, Catania, Catanzaro, Firenze, Frosinone, Genova, L'Aquila, Lecce, Macerata, Brera a Milano, Napoli, Palermo, Ravenna, Roma, Torino e Venezia.

Un mosaico da nord a sud

Il WeGil descrive la selezione come un mosaico che attraversa l'intero paese e restituisce una fotografia sorprendentemente coerente di che cosa significhi fare arte in Italia oggi. Le diverse sensibilità delle Accademie sono messe in dialogo in un unico percorso espositivo, costruito per offrire una lettura articolata della ricerca delle nuove generazioni.

Il primo passo fuori dalle aule

Per gli studenti selezionati, sottolinea la presentazione, la mostra rappresenta il primo passo fuori dalle aule accademiche e dentro il sistema dell'arte contemporanea, a contatto diretto con pubblico, critica e collezionismo. È questo il senso del titolo: una chiamata rivolta a chi comincia.

Gli artisti in mostra a Chiamata alle Arti 2026

Gli artisti in mostra a Chiamata alle Arti 2026, secondo l'elenco pubblicato dal WeGil, sono Aurora Amorelli, Francesco Apreda, Lorenzo Baruzzi, Federica Benati, Leshui Bi, Guido Bottazzo, Vincenzo Cantone, Linda Cappa, Asia Castagna, Maria Cristina Ciocca, Piergiorgio Colone, Lorella Cotaj, Maria D'Angelo, Davide Di Lauro, Francesco Feltri, Giacomo Girotti Pucci, Paola Gusmano, Antonio Iannizzi, Alisa Kaiumova, Joey Koka e Alice Lisi.

Completano l'elenco Filippo Locatelli, Kaory Mambo, Ilaria Marchetti, Francesca Mazzotta, Alessandro Musumeci, Ochiba, Tommaso Patacchini, Gan Peng, Anita Pennacchi, Amedeo Pino, il duo PP BB formato da Yubo Zhang e Yuxin Pei, Carlotta Privitera, Elisa Quintieri, Andrea Rupolo, Rocco Scorrano, Giulia Segalla, Giulia Spampinato, Gioele Sasha Staltari, Bianca Stronati, Neetu Villalta, Diletta Virgillito, Maria Pia Vitale e Min Hui Yun.

Una generazione internazionale

Scorrendo i nomi si nota subito la presenza di autori di origine diversa, che studiano nelle Accademie italiane: un segno di quanto queste scuole siano oggi luoghi di incontro internazionale. Pittura, scultura, fotografia, video e installazione convivono nel percorso, senza una disciplina dominante.

La curatrice Giulia Abate e l'ideatrice Delfina Bergamaschi

Chiamata alle Arti è curata da Giulia Abate e nasce dalla visione di Delfina Bergamaschi, che ha concepito il progetto per sostenere le Accademie di Belle Arti italiane e creare uno spazio di apertura per gli artisti nelle prime fasi della loro carriera.

Una sesta edizione corale

La curatrice definisce questa sesta edizione «corale, plurale e sperimentale». Secondo Abate le opere restituiscono una pluralità di visioni e, coinvolgendo istituzioni accademiche dal nord al sud del paese, sostengono un'idea di arte democratica, aperta al confronto, alla ricerca e alla scoperta delle giovani espressioni contemporanee.

Un investimento, non un lusso

Bergamaschi, nella presentazione, sostiene che la cultura resta un patrimonio vivo solo se si rinnova di continuo, e che sostenere chi è agli inizi della carriera non va considerato un lusso filantropico ma un investimento strutturale per la salute del panorama creativo di una società.

Il Premio Chiamata alle Arti e il comitato di valutazione

A completare il progetto è il Premio Chiamata alle Arti, promosso dalla Regione Lazio: un comitato di valutazione esamina le opere in mostra e seleziona il vincitore, che ottiene un'esposizione temporanea presso un istituto di prestigio.

Chi fa parte del comitato

Il comitato è composto dalla curatrice Giulia Abate, dall'assessore regionale alla Cultura Simona Renata Baldassarre, dall'ideatrice Delfina Bergamaschi, dalla presidente del MAXXI Maria Emanuela Bruni, da Carla Isabella Elena Cace, portavoce del presidente della Regione Lazio, dall'architetto Serafina Ferro, da Giovanni Floridi, vicepresidente della Fondazione D'ARC, da Ernesto Fürstenberg Fassio, presidente di Banca Ifis, dal critico d'arte e scrittore Roberto Litta, dall'artista Michelangelo Pistoletto e da Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente della fondazione che porta il suo nome.

Michelangelo Pistoletto

Il nome più noto del comitato è Michelangelo Pistoletto, artista, pittore e scultore nato a Biella nel 1933, animatore e protagonista dell'arte povera. Cresciuto a Torino nello studio di restauro del padre, dal 1953 al 1958 collaborò con Armando Testa; già in quegli anni lavorava su autoritratti dipinti su tele a preparazione metallica e poi su superfici di acciaio lucidato a specchio, il punto di partenza della sua ricerca più celebre.

Fra il 1962 e il 1966 Pistoletto sviluppò i Quadri specchianti, in cui la figura dipinta si immobilizza sulla superficie riflettente e lo spettatore entra nell'opera; nel 1967, con gli Oggetti in meno e la Venere degli stracci, fu fra i catalizzatori della nascita dell'arte povera. La sua presenza nel comitato dà alla mostra un legame diretto con una delle stagioni più importanti dell'arte italiana del Novecento, a sua volta nata da giovani artisti.

La Regione Lazio e LAZIOcrea dietro Chiamata alle Arti

Chiamata alle Arti è promossa dalla Regione Lazio e realizzata con LAZIOcrea, la società regionale che gestisce il WeGil. Il presidente della Regione, Francesco Rocca, ricorda che il WeGil aveva già ospitato la mostra lo scorso anno e che l'obiettivo è valorizzare le opere degli studenti delle Accademie e il lavoro svolto in queste istituzioni.

Le parole dell'assessore

L'assessore alla Cultura, Pari opportunità, Politiche giovanili e della Famiglia e Servizio civile, Simona Renata Baldassarre, lega la mostra all'impegno della Regione per la cultura come fattore di crescita sociale, culturale ed economica, e definisce il sostegno a Chiamata alle Arti un investimento concreto sui giovani.

Il WeGil secondo LAZIOcrea

Per il presidente di LAZIOcrea Giuseppe Sacco il ritorno della mostra al WeGil conferma la vocazione di un edificio nato per accogliere le giovani generazioni e diventato un contenitore aperto alle correnti culturali e agli impulsi artistici più innovativi.

L'inaugurazione di Chiamata alle Arti il 29 settembre

L'inaugurazione di Chiamata alle Arti 2026 è fissata per martedì 29 settembre alle 18 al WeGil, alla vigilia dell'apertura al pubblico del 30 settembre. Secondo il WeGil saranno presenti molti degli artisti in mostra: Francesco Apreda, Leshui Bi, Guido Bottazzo, Linda Cappa, Asia Castagna, Maria Cristina Ciocca, Piergiorgio Colone, Lorella Cotaj, Francesco Feltri, Paola Gusmano, Alisa Kaiumova, Alice Lisi, Ilaria Marchetti, Alessandro Musumeci, Ochiba, Tommaso Patacchini, Gan Peng, Amedeo Pino, Carlotta Privitera, Gioele Sasha Staltari, Neetu Villalta, Diletta Virgillito, Maria Pia Vitale e Min Hui Yun.

Per chi non riesce a partecipare all'inaugurazione, le tre settimane di apertura offrono tutto il tempo per una visita tranquilla. A nostro giudizio, anzi, le giornate feriali successive sono le più adatte a guardare le opere con attenzione.

Il WeGil, la sede di Chiamata alle Arti

Il WeGil è il polo culturale della Regione Lazio gestito da LAZIOcrea, ospitato nell'ex Casa della GIL di Trastevere, un edificio progettato dall'architetto Luigi Moretti. Nel 1933 l'Opera nazionale Balilla commissionò a Moretti la costruzione di una Casa del balilla in un isolato stretto e lungo delimitato da viale di Trastevere, via Girolamo Induno e via Ascianghi, a ridosso delle mura gianicolensi.

Tre edifici in uno

Moretti concepì un progetto razionalista con una soluzione originale: il complesso è articolato in tre edifici accostati, una torre per la biblioteca e gli ambienti di rappresentanza e due parallelepipedi, uno per le palestre e le piscine, l'altro per il cinema teatro. L'ente voleva un grande complesso per attività culturali, sportive, ricreative e assistenziali dedicate ai giovani. L'edificio fu inaugurato nel 1937, lo stesso anno in cui l'Opera nazionale Balilla confluì nella Gioventù italiana del Littorio.

Dal dopoguerra al restauro

Nel dopoguerra l'edificio passò alla Gioventù italiana, ente erede del patrimonio della GIL, sciolto nel 1975; poi, con una convenzione, fu affidato alla fondazione Don Orione, e in quegli anni gli spazi interni subirono diverse alterazioni. Alla scadenza della convenzione la Regione Lazio decise di riscattarlo e fra il 2005 e il 2007 avviò un restauro filologico per restituire l'aspetto originale voluto da Moretti; un ulteriore restauro risale al 2017.

Com'è oggi

Oggi l'ex Casa della GIL ha ritrovato la destinazione polivalente delle origini, con palestre, biblioteche, lo spazio per eventi del WeGil al piano terra dell'edificio principale e una sala cinematografica.

Luigi Moretti, l'architetto del WeGil

Luigi Walter Moretti, nato a Roma il 22 novembre 1906 e morto a Capraia Isola il 14 luglio 1973, è considerato uno degli architetti italiani più rilevanti del Novecento, attivo in Italia e all'estero: fra le sue opere c'è il Watergate Complex di Washington.

La formazione

Nato in via Napoleone III, all'Esquilino, Moretti si laureò nel 1930 alla Regia Scuola di Architettura di Roma con il massimo dei voti, vincendo il premio Valadier per la migliore tesi. Fu assistente di Vincenzo Fasolo e di Gustavo Giovannoni e, grazie a una borsa di studio del 1931, collaborò con Corrado Ricci alla sistemazione dei Mercati di Traiano.

Le case della gioventù

Presentato nel 1933 a Renato Ricci, presidente dell'Opera nazionale Balilla, l'anno seguente ne divenne direttore dell'ufficio tecnico. Per l'ente progettò le case della gioventù di Piacenza e di Trastevere, poi quelle di Trecate, Urbino e Tivoli, e al Foro Italico la Casa delle Armi. Nel dopoguerra firmò a Roma la palazzina detta Il Girasole in viale Bruno Buozzi, del 1950, citata da Robert Venturi in Complessità e contraddizioni nell'architettura e considerata un esempio precoce di architettura postmoderna.

Il dopoguerra e la fama internazionale

Negli anni Cinquanta e Sessanta Moretti lavorò al progetto del Villaggio Olimpico per le Olimpiadi di Roma del 1960, che gli valse il premio IN/ARCH nel 1961, e ai due edifici gemelli dell'EUR, sedi della Esso e della Società generale immobiliare. Per quest'ultima, dal 1960, progettò la Stock Exchange Tower di Montréal e il complesso residenziale Watergate di Washington, che diede il nome allo scandalo politico: due opere che ne affermarono la fama internazionale. Nel 1964 fu eletto accademico di San Luca e nominato membro onorario dell'American Institute of Architects.

La metropolitana di Roma

Dal 1965, come consulente del gruppo Le Condotte, Moretti curò anche la progettazione del tratto della metropolitana di Roma fra la stazione Termini e via Ottaviano, nel quartiere Prati, inaugurato nel 1980, sette anni dopo la sua morte. Chi arriva in metro al centro della città, in un certo senso, attraversa ancora un'opera sua.

Trastevere, il rione del WeGil

Il WeGil si trova a Trastevere, il tredicesimo e più esteso rione di Roma, il cui nome deriva dal latino trans Tiberim, al di là del Tevere. Il rione si estende sulla riva destra del fiume, a sud del Vaticano, e comprende la pianura sull'ansa del Tevere e la collina del Gianicolo; a sud e a ovest è delimitato dalle mura gianicolensi, proprio quelle a ridosso delle quali Moretti costruì la Casa della GIL.

Dall'antichità al Seicento

Al tempo della fondazione di Roma la zona apparteneva agli Etruschi di Veio; in età repubblicana si popolò di marinai, pescatori e immigrati orientali, e con Augusto divenne la quattordicesima regione, Regio Transtiberim. Nel periodo imperiale vi sorsero ville come quella di Clodia, amica di Catullo, e gli Orti di Cesare. Alla fine del Quattrocento Sisto IV fece pavimentare alcune strade; nel 1612 arrivò l'acqua dell'Acqua Paola, voluta da Paolo V, e nel 1643 Urbano VIII fece erigere le mura gianicolensi.

Il Novecento nell'isolato del WeGil

L'isolato intorno al WeGil racconta bene il Novecento del rione: su via Girolamo Induno si trova il Palazzo degli Esami, del 1912, e accanto la ex Casa della GIL, del 1933, che la voce enciclopedica sul rione elenca fra gli edifici notevoli di Trastevere. Nel rione, ricorda la stessa fonte, nacque anche Alberto Sordi.

Una curiosità su Chiamata alle Arti al WeGil — dal 30 settembre al 18 ottobre 2026

La curiosità più interessante riguarda la coerenza fra la mostra e l'edificio. L'ex Casa della GIL fu costruita negli anni Trenta per ospitare attività culturali, sportive e ricreative destinate ai giovani; quasi novant'anni dopo, i suoi spazi accolgono il lavoro di 44 artisti usciti dalle Accademie di Belle Arti. Il presidente di LAZIOcrea lo ha sottolineato presentando la mostra: un immobile nato per accompagnare le giovani generazioni nel loro percorso di crescita.

Un secondo dettaglio riguarda la sala cinematografica del complesso. Nata negli anni Cinquanta come cinema parrocchiale con il nome di Cinema Induno, nel 1997 fu rilevata da Vittorio Cecchi Gori e ribattezzata Cinema Troisi in onore dell'attore napoletano scomparso pochi anni prima; chiusa nel 2013, è stata riaperta come cinema teatro dalla Fondazione Piccolo America, con una nuova inaugurazione nel 2018.

Infine, i vicini illustri: accanto all'isolato del WeGil sorse l'edificio del Dopolavoro dei dipendenti dei Monopoli di Stato, poi diventato il Cinema Nuovo Sacher.

Una cosa che non ti dice nessuno su Chiamata alle Arti al WeGil — dal 30 settembre al 18 ottobre 2026

Quello che raramente si dice è che Chiamata alle Arti è aperta tutti i giorni, lunedì compreso, dalle 10 alle 19, e che l'ingresso è gratuito. In una città in cui molti musei chiudono il lunedì, è una delle poche mostre d'arte contemporanea che si possono visitare a inizio settimana.

Una seconda cosa poco nota riguarda il valore della visita per chi colleziona o segue l'arte emergente. La mostra, spiega la presentazione, è pensata per mettere i giovani artisti in contatto diretto con pubblico, critica e collezionismo, e il comitato che assegna il premio riunisce figure come la presidente del MAXXI, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Michelangelo Pistoletto. Vedere oggi le opere significa, in qualche caso, conoscere un nome prima che diventi noto.

Infine, il catalogo: la mostra è accompagnata da un volume di Silvana Editoriale, con testi di Giulia Abate, Simona Renata Baldassarre, Delfina Bergamaschi e Francesco Rocca.

Il consiglio che ti do per visitare Chiamata alle Arti al WeGil — dal 30 settembre al 18 ottobre 2026

Il consiglio è di visitare Chiamata alle Arti con calma e senza fretta di classificare: 44 artisti, diciassette Accademie e linguaggi diversi richiedono di guardare un'opera alla volta. Conviene prendere nota dei nomi che colpiscono, magari fotografando le didascalie, e cercarli poi in rete: è il modo migliore per seguire una carriera dall'inizio.

Il momento migliore è un giorno feriale, di mattina o nel primo pomeriggio, quando gli spazi del WeGil sono più tranquilli. Vale la pena dedicare qualche minuto anche all'edificio: la torre e i volumi di Luigi Moretti fanno parte dell'esperienza.

A visita finita, il consiglio è di proseguire a piedi per Trastevere, verso Porta Portese o il Museo di Roma in Trastevere, oppure di salire verso il Gianicolo e il Tempietto del Bramante.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che il WeGil è uno degli spazi culturali più vivaci di Trastevere; è meno citato il fatto che l'edificio, prima del restauro, era stato profondamente alterato. Dopo lo scioglimento della Gioventù italiana nel 1975, la convenzione con la fondazione Don Orione portò a diverse modifiche funzionali degli spazi interni, e fu necessario un restauro filologico, fra il 2005 e il 2007, per restituire al complesso l'aspetto pensato da Moretti.

Altrettanto poco ricordato è il fatto che Moretti ricevette l'incarico giovanissimo: non aveva ancora ventisette anni quando l'Opera nazionale Balilla gli commissionò la Casa di Trastevere, e circa trenta all'inaugurazione del 1937. Nella stessa stagione progettò per l'ente le case della gioventù di Piacenza e altre città e, al Foro Italico, la Casa delle Armi.

Chi entra al WeGil per Chiamata alle Arti, dunque, visita anche un capitolo importante dell'architettura razionalista italiana.

La foto giusta da fare a Chiamata alle Arti al WeGil — dal 30 settembre al 18 ottobre 2026

La foto giusta è quella della torre dell'ex Casa della GIL vista da via Girolamo Induno: il volume verticale di Moretti, che ospitava la biblioteca e gli ambienti di rappresentanza, domina l'isolato ed è l'immagine più riconoscibile dell'edificio. Conviene scattare in una giornata limpida, con la luce del pomeriggio.

Dentro la mostra, prima di fotografare le opere, è bene verificare le regole con il personale del WeGil. Per ricordare gli artisti, un buon metodo è fotografare l'opera insieme alla didascalia, così da ritrovare il nome in seguito.

Fuori, a pochi passi, si aprono le strade di Trastevere e, salendo, le mura gianicolensi: la vista sul rione dall'alto completa il racconto della giornata.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Nel 1933 l'Opera nazionale Balilla commissionò a Luigi Moretti la Casa del balilla di Trastevere; nel 1937 il complesso fu inaugurato, nello stesso anno in cui l'ente confluì nella Gioventù italiana del Littorio. Negli anni Cinquanta nacque la sala del Cinema Induno.

Nel dopoguerra l'edificio passò alla Gioventù italiana, sciolta nel 1975, e poi fu affidato alla fondazione Don Orione. Nel 1997 la sala cinematografica fu rilevata da Vittorio Cecchi Gori e ribattezzata Cinema Troisi. Scaduta la convenzione, la Regione Lazio riscattò l'edificio e fra il 2005 e il 2007 avviò il restauro filologico.

Nel 2013 il Cinema Troisi chiuse; nel 2017 l'edificio ebbe un ulteriore restauro, e nel 2018 la sala fu riaperta dalla Fondazione Piccolo America. Negli anni recenti il WeGil ha ospitato mostre, incontri e masterclass; il 29 settembre 2026 si inaugura la sesta edizione di Chiamata alle Arti.

Chi è passato da Chiamata alle Arti al WeGil — dal 30 settembre al 18 ottobre 2026

Dal WeGil è passato innanzitutto il suo architetto, Luigi Moretti, che ne progettò ogni parte; con lui Renato Ricci, presidente dell'Opera nazionale Balilla che lo volle alla guida dell'ufficio tecnico. Nella storia della sala cinematografica compaiono Vittorio Cecchi Gori, che la rilevò nel 1997, e la memoria di Massimo Troisi, a cui fu dedicata, e la Fondazione Piccolo America, che l'ha riaperta.

Con Chiamata alle Arti 2026 passano dal WeGil il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, l'assessore Simona Renata Baldassarre, il presidente di LAZIOcrea Giuseppe Sacco, la curatrice Giulia Abate e l'ideatrice Delfina Bergamaschi.

Con il comitato del premio si aggiungono Maria Emanuela Bruni, presidente del MAXXI, Michelangelo Pistoletto, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, Ernesto Fürstenberg Fassio, Roberto Litta, Giovanni Floridi, Serafina Ferro e Carla Isabella Elena Cace; e, soprattutto, i 44 giovani artisti delle diciassette Accademie.

Come arrivare al WeGil

Il WeGil si trova in largo Ascianghi 5, nel rione Trastevere, nell'isolato compreso fra viale di Trastevere, via Girolamo Induno e via Ascianghi.

Con il tram e l'autobus

Lungo viale di Trastevere passano il tram 8, che collega largo di Torre Argentina con Trastevere, e gli autobus H, 44, 75 e 780. Per la fermata più vicina e le coincidenze conviene consultare il calcolatore di percorso ATAC.

A piedi

Da Trastevere e dall'area di piazza Santa Maria si arriva facilmente a piedi. Il centro di Roma è zona a traffico limitato: l'auto non è consigliata.

Cosa vedere intorno al WeGil

Intorno al WeGil si apre Trastevere, uno dei rioni più amati di Roma, raccontato nella scheda Trastevere: cosa vedere.

Verso il Gianicolo

Nei dintorni si trovano Villa Sciarra e, più in alto, il Gianicolo con San Pietro in Montorio e il Tempietto del Bramante, dove l'Accademia di Spagna ospita fino al 25 ottobre la mostra dei suoi borsisti.

Verso il fiume

Scendendo verso il Tevere si trovano Porta Portese e, attraversando il rione, il Museo di Roma in Trastevere e la Villa Farnesina.

Dove mangiare vicino al WeGil

Trastevere offre una scelta molto ampia: trattorie romane, pizzerie, osterie, forni e bar per l'aperitivo. Il consiglio è di allontanarsi dalle piazze più turistiche e cercare nelle strade laterali, dove il rapporto fra qualità e prezzo è in genere migliore. Nei fine settimana, soprattutto la sera, conviene prenotare con qualche giorno di anticipo, soprattutto per i gruppi di amici numerosi.

Orari, ingresso e informazioni su Chiamata alle Arti

Chiamata alle Arti è aperta dal 30 settembre al 18 ottobre 2026, dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 19. L'ingresso è gratuito. L'inaugurazione è martedì 29 settembre alle 18.

Il catalogo

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale, con testi di Giulia Abate, Simona Renata Baldassarre, Delfina Bergamaschi e Francesco Rocca.

Accessibilità

Le informazioni sull'accessibilità degli spazi non sono indicate nella scheda della mostra: per esigenze specifiche conviene contattare il WeGil prima della visita.

Domande frequenti su Chiamata alle Arti 2026

Quando è aperta Chiamata alle Arti 2026 al WeGil?

Chiamata alle Arti 2026, sesta edizione, è aperta al WeGil di Roma dal 30 settembre al 18 ottobre 2026, dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 19. L'inaugurazione è martedì 29 settembre alle 18.

Quanto costa l'ingresso a Chiamata alle Arti?

L'ingresso a Chiamata alle Arti al WeGil è gratuito, come indicato nella scheda informativa ufficiale della mostra promossa dalla Regione Lazio.

Dove si trova il WeGil?

Il WeGil si trova in largo Ascianghi 5, nel rione Trastevere, nell'isolato fra viale di Trastevere, via Girolamo Induno e via Ascianghi. Su viale di Trastevere passano il tram 8 e gli autobus H, 44, 75 e 780.

Quali Accademie partecipano a Chiamata alle Arti 2026?

A Chiamata alle Arti 2026 partecipano diciassette Accademie di Belle Arti: Bari, Bologna, Catania, Catanzaro, Firenze, Frosinone, Genova, L'Aquila, Lecce, Macerata, Brera a Milano, Napoli, Palermo, Ravenna, Roma, Torino e Venezia, con 44 artisti in tutto.

Chi cura Chiamata alle Arti?

Chiamata alle Arti è curata da Giulia Abate e ideata da Delfina Bergamaschi. La mostra è promossa dalla Regione Lazio in collaborazione con LAZIOcrea, che gestisce il WeGil, e il catalogo è pubblicato da Silvana Editoriale.

Che cos'è il Premio Chiamata alle Arti?

Il Premio Chiamata alle Arti, promosso dalla Regione Lazio, è assegnato da un comitato di valutazione che comprende fra gli altri Michelangelo Pistoletto, la presidente del MAXXI Maria Emanuela Bruni e Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. Il vincitore ottiene un'esposizione temporanea presso un istituto di prestigio.

Chi ha progettato l'edificio del WeGil?

L'edificio del WeGil, l'ex Casa della GIL di Trastevere, fu progettato da Luigi Moretti su incarico dell'Opera nazionale Balilla nel 1933 e inaugurato nel 1937. Fu restaurato dalla Regione Lazio fra il 2005 e il 2007 e di nuovo nel 2017.

Chiamata alle Arti è adatta ai bambini?

Chiamata alle Arti al WeGil è una mostra gratuita di pittura, scultura, fotografia, video e installazione, aperta tutti i giorni dalle 10 alle 19. La varietà dei linguaggi può incuriosire anche i più giovani; per le opere con contenuti particolari conviene valutare sul posto con il personale.

Chiamata alle Arti è alla prima edizione?

No, quella del 2026 è la sesta edizione di Chiamata alle Arti. Il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ricorda che il WeGil aveva già ospitato la mostra lo scorso anno; il progetto è nato da un'idea di Delfina Bergamaschi.

Il consiglio finale su Chiamata alle Arti al WeGil

Chiamata alle Arti è una mostra gratuita, aperta tutti i giorni e ospitata in uno degli edifici del Novecento più interessanti di Roma. Il consiglio è di visitarla in un giorno feriale, con calma, annotando i nomi degli artisti che colpiscono, e di dedicare qualche minuto all'architettura di Luigi Moretti. A nostro giudizio è l'occasione giusta per chi vuole capire dove stia andando la giovane arte italiana, con in più il piacere di chiudere la giornata a Trastevere.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento30 Settembre 2026 10:00 — 18 Ottobre 2026
IndirizzoWeGil, Largo Ascianghi 5, 00153 Roma Trastevere, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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