Vite da strada al Teatro Belli — dal 5 all’8 novembre 2026
Vite da strada, testo di Tommaso Agnese con Moisé Curia, Manuela Zero e Francesco Della Torre, e con Paolo Maras, va in scena al Teatro Belli di Trastevere, in Piazza Sant'Apollonia 11/a, da giovedì 5 a domenica 8 novembre 2026: giovedì e venerdì alle 21, sabato alle 19, domenica alle 17.30. Il biglietto ufficiale costa 20 euro intero e 15 euro ridotto, secondo la scheda pubblicata dal teatro; si acquista al botteghino di piazza Sant'Apollonia (telefono 06 5894875, aperto dal martedì alla domenica prima delle rappresentazioni) oppure sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal sito ufficiale della sede. Il Belli è nei vicoli di Trastevere, a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere; il percorso con i mezzi pubblici dal proprio punto di partenza si calcola con il servizio di ATAC. La produzione è di 4012 Libertine ST e Lizambri SRLS.

Quattro sere, quattro attori, un night club di periferia e tre persone ai margini che cercano una via d'uscita. Vite da strada è un testo contemporaneo che al Belli trova la dimensione adatta: una sala dove il pubblico siede quasi a contatto con il palcoscenico, e dove una storia di corpi esposti e di sogni umiliati si guarda da vicino, senza filtri. Di seguito lo spettacolo, i protagonisti, la storia della sala e le indicazioni per la serata.
Vite da strada al Teatro Belli in breve
Vite da strada resta in cartellone al Teatro Belli per quattro repliche, dal 5 all'8 novembre 2026, ed è uno dei titoli brevi della stagione 2026/27 della sala di piazza Sant'Apollonia.
Date e orari delle quattro repliche
Giovedì 5 e venerdì 6 novembre il sipario si alza alle 21. Sabato 7 novembre alle 19, orario che lascia il tempo di cenare dopo in Trastevere. Domenica 8 novembre alle 17.30, la replica più comoda per chi arriva da fuori Roma o preferisce rientrare presto.
Prezzi pubblicati dal teatro
La scheda ufficiale riporta due tariffe: 20 euro il biglietto intero, 15 euro il ridotto. Le condizioni per il ridotto non sono dettagliate: conviene chiederle al botteghino, per telefono o al momento dell'acquisto.
Chi firma lo spettacolo
Il testo è di Tommaso Agnese. In scena Moisé Curia, Manuela Zero, Francesco Della Torre e, con loro, Paolo Maras. La produzione è di 4012 Libertine ST, il cui nome compare anche sotto il titolo nella scheda del teatro, e di Lizambri SRLS.
La trama di Vite da strada
Vite da strada racconta l'incontro fra tre anime ai margini, Crisalide, Gaetano e Alfredo, in un night club di periferia dove, secondo la presentazione, tutto si compra e nulla si ascolta davvero.
Crisalide
Crisalide è una spogliarellista quarantenne che sogna di cantare. Il nome dice già molto: una crisalide è l'animale nel momento del passaggio, chiuso nel bozzolo in attesa di diventare altro. Tutta la sua traiettoria nello spettacolo è la ricerca di quella trasformazione.
Gaetano
Gaetano è descritto come un uomo bellissimo, arrivato a Roma in cerca di riscatto. La bellezza, in un luogo in cui i corpi sono merce, è insieme una risorsa e una trappola: è ciò che lo rende utile al sistema e ciò che rischia di consumarlo.
Alfredo
Alfredo è un agente fallito, intrappolato nei debiti e nella dipendenza. È la figura di chi, dentro quel mondo, avrebbe dovuto avere un ruolo di mediazione e di potere, e invece è schiacciato quanto gli altri.
Il night club
Lo spazio in cui i destini si intrecciano è un locale notturno di periferia, fra palchi illuminati al neon, corpi esposti e sogni umiliati. I tre cercano una via di fuga da un sistema che, nelle parole della presentazione, li guarda solo finché rendono.
La svolta
Il fragile equilibrio si spezza quando Crisalide decide di ribellarsi e di salire sul palco per cantare, non più per spogliarsi. È il gesto su cui ruota lo spettacolo: usare lo stesso palcoscenico per un'altra funzione, la propria voce al posto del proprio corpo.
I temi
La presentazione del teatro parla di una storia cruda e poetica sulla dignità, sul prezzo del desiderio e sulla possibilità, anche tardiva, di scegliere chi essere davvero. Desiderio, sfruttamento, amore e disperazione sono le quattro parole che il testo mette in fila per descrivere il percorso dei personaggi.
Il titolo e l'immaginario di Vite da strada
Il titolo Vite da strada indica subito la condizione dei personaggi: persone che vivono di espedienti, fuori dalle strutture che proteggono, in un luogo di passaggio.
Il palcoscenico dentro il palcoscenico
Un night club ha un palco, delle luci, un pubblico. Portarlo in teatro significa mettere in scena un altro spettacolo dentro lo spettacolo, e chiedere allo spettatore di chiedersi che differenza ci sia fra il guardare di chi è seduto in sala e il guardare degli avventori del locale. È un meccanismo antico del teatro, e al Belli, con la platea a pochi metri dagli attori, diventa particolarmente diretto.
La canzone come riscatto
Il sogno di Crisalide è cantare. Nel teatro contemporaneo la canzone è spesso il momento in cui un personaggio dice ciò che non riesce a dire con le parole: qui è addirittura il gesto che rompe l'ordine delle cose. Chi va a vedere lo spettacolo può aspettarsi che la musica abbia un peso nel racconto.
Roma come meta
Gaetano arriva a Roma in cerca di riscatto. La città, nel testo, è quindi il luogo delle promesse e insieme quello delle periferie in cui le promesse si consumano. Vedere lo spettacolo in una sala di Trastevere, rione popolare diventato meta di visitatori da tutto il mondo, aggiunge un'eco a questa doppia immagine.
Il cast di Vite da strada
Il cast di Vite da strada al Teatro Belli comprende Moisé Curia, Manuela Zero e Francesco Della Torre, con la partecipazione di Paolo Maras; la distribuzione dei ruoli non è indicata nella scheda del teatro.
Quattro interpreti per tre personaggi principali
I personaggi descritti nella presentazione sono tre, gli interpreti quattro. È probabile che Paolo Maras, indicato con la formula «e con», abbia un ruolo diverso da quello dei tre protagonisti, ma il dettaglio non è pubblicato: la sola certezza è la presenza in scena di tutti e quattro.
Una produzione indipendente
4012 Libertine ST e Lizambri SRLS sono le due realtà che producono lo spettacolo. È la formula tipica delle compagnie indipendenti che passano dal Belli: produzioni snelle, pensate per sale di questa misura, con cast ristretti e testi contemporanei.
Moisé Curia: biografia
Moisé Curia è un attore italiano nato a Rossano, in Calabria, il primo gennaio 1991, conosciuto dal grande pubblico per il ruolo di Ruggero nella serie televisiva Braccialetti rossi.
La formazione
Si avvicina alla recitazione da bambino e comincia a salire in scena intorno ai quattordici anni. Finiti gli studi, a diciotto anni si trasferisce a Roma per studiare all'Accademia di arte drammatica Eutheca e frequenta poi il Centro sperimentale di cinematografia. In quegli anni recita in Amleto, Macbeth, Novecento, La Divina Commedia.
Il teatro
Il suo curriculum teatrale è lungo: Pinocchio e Futurismoritifù con la regia di Imma Guarasci, Le baccanti, Trilogia della villeggiatura, Rosencrantz e Guildenstern sono morti di Tom Stoppard con la regia di Ian Sutton, Domanda di matrimonio di Čechov, La tempesta, Santa Giovanna, un lavoro con l'Odin Teatret. Ha firmato anche la regia di Novecento nel 2014 e di Anche gli angeli hanno le ali nel 2016.
Il debutto e Braccialetti rossi
Nel 2014 debutta in televisione con la miniserie Non è mai troppo tardi di Giacomo Campiotti e al cinema con La buca di Daniele Ciprì, accanto a Sergio Castellitto e Rocco Papaleo. Lo stesso anno arriva la notorietà con Braccialetti rossi, sempre di Campiotti, in cui interpreta Ruggero per quindici episodi fino al 2016.
Dai Taviani al Paradiso delle signore
Nel 2015 i fratelli Taviani lo scelgono per il ruolo di Panfilo in Maraviglioso Boccaccio. Nel 2016 è protagonista con Stefania Rocca di Abbraccialo per me di Vittorio Sindoni, e nel 2018 è fra i personaggi principali di Uno di famiglia di Alessio Maria Federici. Dal 2021 al 2023 interpreta Marco Di Sant'Erasmo nella soap di Rai 1 Il paradiso delle signore.
Le serie recenti
Fra le produzioni più recenti figurano Adorazione di Stefano Mordini nel 2024, la seconda stagione di Maria Corleone di Mauro Mancini e la produzione spagnola También esto pasará di Maria Ripol, entrambe nel 2025. Al cinema ha recitato anche in Ora tocca a noi, storia di Pio La Torre di Walter Veltroni.
I premi
Nel 2012 riceve il premio della critica al Festival del monologo di Rogliano; nel 2015 una menzione speciale Kinèo Giovani Rivelazioni alla Mostra di Venezia e il premio RdC Awards come attore rivelazione; nel 2016 il premio Guglielmo Biraghi dei Nastri d'argento e il premio Vittorio De Sica per Abbraccialo per me.
Il Teatro Belli: la sala di piazza Sant'Apollonia
Il Teatro Belli è una delle sale storiche del teatro di ricerca romano, in Piazza Sant'Apollonia 11/a, a Trastevere; il nome ufficiale di oggi è Teatro Belli di Antonio Salines.
Una chiesa diventata teatro
Secondo la storia pubblicata dal teatro, la sala occupa quella che fu la chiesa del monastero di Sant'Apollonia, da cui prende nome la piazza, ed era già attiva come teatro nella seconda metà dell'Ottocento. Negli anni Dieci del Novecento divenne un cinema chiamato AMOR.
Gli anni dei locali notturni
Negli anni Cinquanta e nei primi Sessanta la sala ospitò locali notturni; l'ultimo chiuse dopo un fatto di sangue avvenuto all'ingresso. È un dettaglio che, per uno spettacolo ambientato in un night club, assume un significato particolare.
Antonio Salines
Nel 1969 Antonio Salines rilevò il Belli ridotto a macerie, quando si parlava di trasformarlo in ristorante. Lo restaurò e lo riaprì nel gennaio 1972, restandone direttore artistico per oltre quarant'anni.
Com'è fatta la sala
La scheda tecnica descrive un palcoscenico largo 9,25 metri e profondo 5, con uno spazio utile di 8 metri per 4,54, boccascena di 6 metri per 4,30, sipario manuale e graticcia a 6,80 metri. Il sito sottolinea che ogni poltrona è a stretto contatto con il palcoscenico.
Una curiosità su Vite da strada al Teatro Belli — dal 5 all'8 novembre 2026
La curiosità più sorprendente riguarda il luogo. Vite da strada è ambientato in un night club di periferia, fra luci al neon e corpi esposti, e va in scena in una sala che per davvero, negli anni Cinquanta e nei primi Sessanta, è stata un locale notturno. La storia pubblicata dal Teatro Belli racconta che l'edificio di piazza Sant'Apollonia, dopo essere stato chiesa di un monastero, teatro ottocentesco e cinema con l'insegna AMOR, ospitò una serie di locali notturni, l'ultimo dei quali chiuse dopo un fatto di sangue avvenuto all'ingresso. Poi arrivarono l'abbandono, le macerie, l'ipotesi di un ristorante, e infine nel 1969 Antonio Salines, che restaurò la sala e la riaprì come teatro nel gennaio 1972. Chi siede in platea per Vite da strada si trova dunque in uno spazio che ha conosciuto, in un'altra epoca, lo stesso tipo di notte che il testo di Tommaso Agnese racconta: il palco come vetrina, il pubblico che guarda, qualcuno che vorrebbe cantare. Nessuna scenografia potrebbe costruire un'eco del genere. C'è poi un secondo livello: il nome del cinema degli anni Dieci, AMOR, è una delle quattro parole con cui la presentazione riassume lo spettacolo, desiderio, sfruttamento, amore e disperazione. Coincidenze che non spiegano nulla, ma che rendono la serata al Belli diversa dalla stessa storia raccontata altrove.
Una cosa che non ti dice nessuno su Vite da strada al Teatro Belli — dal 5 all'8 novembre 2026
La cosa che nessuno dice è che nelle sale piccole la scelta del posto cambia lo spettacolo. Al Belli le prime file sono vicinissime al palcoscenico: per un testo ambientato in un night club, con corpi esposti e un palco dentro il palco, sedersi lì significa trovarsi quasi nella posizione degli avventori del locale. Per qualcuno è la ragione stessa per andare a teatro; per altri può essere un disagio. Chi preferisce una visione d'insieme, più distaccata, scelga il centro della platea. Un secondo punto riguarda l'orario. Il sabato alle 19 è la replica più comoda per unire teatro e cena, e di solito è quella che si riempie per prima; la domenica alle 17.30 è la migliore per chi viene da fuori Roma. Giovedì e venerdì alle 21 sono le serate più raccolte. Terzo: il biglietto a 20 euro intero e 15 ridotto è un prezzo contenuto per la prosa romana, e le repliche sono solo quattro. Le compagnie indipendenti portano in sala colleghi, amici, allievi, e le prime sere possono esaurirsi presto: una telefonata al botteghino allo 06 5894875 evita sorprese. Infine, un consiglio pratico: la prima volta i vicoli intorno a piazza Sant'Apollonia confondono. Il riferimento più semplice è piazza di Santa Maria in Trastevere; da lì la piazzetta del teatro è a pochi passi.
Il consiglio che ti do per visitare Vite da strada al Teatro Belli — dal 5 all'8 novembre 2026
Il consiglio è di andarci sapendo che si tratta di una storia dura, raccontata però con uno sguardo che la presentazione definisce poetico. Vite da strada parla di sfruttamento, di dipendenza, di corpi trattati come merce: non è una commedia, ma nemmeno un documento di cronaca. Il centro emotivo è il sogno di Crisalide, una donna di quarant'anni che vuole cantare, e il momento in cui decide di farlo. Chi ama il teatro che sta dalla parte degli ultimi troverà un testo nella sua tradizione. Secondo consiglio: per chi conosce Moisé Curia solo dalla televisione, da Braccialetti rossi o dal Paradiso delle signore, è l'occasione di vederlo nel luogo da cui è partito, il palcoscenico, con un curriculum teatrale che comincia a quattordici anni e passa per Stoppard, Čechov e l'Odin Teatret. In una sala come il Belli la recitazione non ha dove nascondersi. Terzo: arrivare con un quarto d'ora di anticipo e fare il giro lungo, passando per la piazza della basilica. Quarto: a fine replica restare qualche minuto in piazza. Nelle sale di questa misura gli attori escono spesso a salutare, e scambiare due parole con chi ha appena recitato fa parte del piacere del teatro indipendente. Infine, a nostro giudizio conviene non leggere troppo prima: la trama è semplice e la forza dello spettacolo è nel modo in cui è recitato.
Trastevere intorno al Teatro Belli
Piazza Sant'Apollonia è uno slargo fra i vicoli di Trastevere, a due passi da piazza di Santa Maria in Trastevere, la piazza della basilica e della fontana.
Santa Maria in Trastevere
La basilica di Santa Maria in Trastevere è la meta più naturale prima dello spettacolo: la facciata con i mosaici illuminati è il fondale del rione.
Verso il Tevere
Scendendo verso il fiume si incontrano Santa Cecilia in Trastevere, San Crisogono e, oltre il lungotevere, l'Isola Tiberina. Verso nord, Ponte Sisto collega il rione a via Giulia e a Campo de' Fiori.
Musei e colline
Il Museo di Roma in Trastevere è a pochi minuti a piedi. Per chi ha la domenica libera prima della replica delle 17.30, la salita al Gianicolo passando per San Pietro in Montorio è la passeggiata più bella della zona.
Come arrivare al Teatro Belli
Il Teatro Belli si trova in Piazza Sant'Apollonia 11/a, a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere; il percorso con autobus, tram e metro dal proprio punto di partenza si calcola sul servizio di ATAC.
Con i mezzi pubblici
La metropolitana non arriva dentro Trastevere: chi viene da lontano combina in genere metro e superficie, oppure un treno regionale fino alla stazione di Trastevere. Il calcolatore di percorso di ATAC indica la soluzione migliore anche per il rientro serale, quando alcune linee riducono le frequenze.
A piedi dal centro
Da Campo de' Fiori si attraversa Ponte Sisto e in una decina di minuti si arriva a piazza di Santa Maria in Trastevere; da lì piazza Sant'Apollonia è a un passo. Spesso è la soluzione più veloce, perché il traffico serale può essere intenso.
In auto e taxi
Trastevere ha ampie zone a traffico limitato e parcheggiare nei vicoli è quasi impossibile. Conviene lasciare l'auto fuori dal rione e completare a piedi; in taxi ci si fa lasciare il più vicino possibile a piazza di Santa Maria in Trastevere.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Lo sanno gli appassionati, ma lo si dice poco: il Teatro Belli è sopravvissuto per un soffio. Nel 1969, quando Antonio Salines lo rilevò, la sala era chiusa da tempo, ridotta a macerie, e si parlava di trasformarla in ristorante. Salines, attore e regista, la restaurò e la riaprì nel gennaio 1972, restandone direttore artistico per oltre quarant'anni e facendone una sala storica del teatro di ricerca italiano. Per questo oggi il nome ufficiale è Teatro Belli di Antonio Salines. È una vicenda tipica della Roma di quegli anni, quando cantine e sale abbandonate del centro storico divennero i luoghi del nuovo teatro: spazi piccoli, ricavati in edifici nati per altro, dove si sperimentava con pochi mezzi. Molte di quelle sale non esistono più; il Belli ha attraversato i decenni restando fedele alla sua funzione, e ancora oggi il suo cartellone è fatto quasi solo di produzioni indipendenti, testi contemporanei, compagnie che cercano il loro pubblico. Vite da strada, con una produzione di due piccole società e un testo nuovo di Tommaso Agnese, appartiene esattamente a questa linea. Un secondo fatto poco citato: la sala dispone di un proiettore e di uno schermo di sei metri per quattro sul fondale, e la sua scheda tecnica, per quanto essenziale, permette alle compagnie di lavorare con luci e video. In uno spettacolo ambientato fra neon e palchi illuminati, la luce è uno strumento del racconto quanto le parole.
La foto giusta da fare a Vite da strada al Teatro Belli — dal 5 all'8 novembre 2026
Durante lo spettacolo niente fotografie: in una sala così piccola il bagliore di un telefono si vede dal palco e rompe la concentrazione degli interpreti. La foto giusta si fa fuori, e le possibilità sono tre. La prima è l'ingresso del teatro in piazza Sant'Apollonia al calar della sera, con l'insegna e la locandina di Vite da strada: la piazzetta è raccolta, la luce dei lampioni cade radente sulle facciate, e l'inquadratura restituisce l'idea del teatro di rione meglio di qualsiasi immagine promozionale. Conviene scattare in orizzontale, includendo un tratto di selciato. La seconda è la facciata di Santa Maria in Trastevere vista dalla fontana, a pochi passi: i mosaici illuminati nel buio sono una delle immagini più riconoscibili di Roma. All'inizio di novembre il sole tramonta presto e già verso le 17.30 la piazza è in luce serale. La terza, per chi va alla replica della domenica, è quella dal Gianicolo nel primo pomeriggio, con la distesa dei tetti del centro davanti. Chi vuole una foto più legata allo spettacolo può aspettare la fine della replica: una foto con gli attori in piazza o nel foyer, con il loro consenso, è un gesto comune e ben accolto nelle sale indipendenti.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Teatro Belli si legge per strati, come quella di Trastevere. Il primo strato è religioso: la sala occupa quella che fu la chiesa del monastero di Sant'Apollonia, da cui ha preso il nome anche la piazza. È un'origine che il teatro ricorda nella sua storia ufficiale e che spiega la forma raccolta dell'ambiente. Il secondo strato è ottocentesco: nella seconda metà del secolo l'edificio era già un teatro attivo, e sul suo palcoscenico passarono alcuni fra i grandi nomi della scena italiana. Il terzo strato è il cinema: negli anni Dieci del Novecento la sala divenne un cinematografo con l'insegna AMOR. Il quarto strato è notturno: negli anni Cinquanta e nei primi Sessanta vi si susseguirono locali notturni, fino alla chiusura dell'ultimo dopo un fatto di sangue avvenuto all'ingresso. Seguì l'abbandono. Il quinto strato comincia nel 1969, quando Antonio Salines rilevò l'edificio in rovina, destinato a diventare un ristorante, e lo restaurò; la riapertura del gennaio 1972 fece del Belli una delle sale del teatro di ricerca romano. Da allora il teatro ha accolto per decenni compagnie, autori e registi. Il cartellone 2026/27, con titoli brevi di pochi giorni ciascuno, prosegue quella vocazione: dopo Vite da strada arrivano Je te donnerai une voix del Théâtre Français de Rome, Il calamaro, Danscirque di Blucinque, Sarfatti, Re_Mare, Luci rotte e le fiabe in inglese di dicembre.
Chi è passato da Vite da strada al Teatro Belli — dal 5 all'8 novembre 2026
Il palcoscenico di piazza Sant'Apollonia ha visto passare, fra Ottocento e primo Novecento, alcuni dei nomi più grandi del teatro italiano. La storia pubblicata dal teatro cita Gustavo Modena, il grande attore dell'epoca risorgimentale; Ermete Novelli, fra i mattatori della scena a cavallo del secolo; Leopoldo Fregoli, l'inventore del trasformismo; Lina Cavalieri, soprano e diva della Belle Époque; Ettore Petrolini, il comico romano che ha segnato il varietà del Novecento. Dopo la rinascita del 1972, per oltre quarant'anni la sala ha ospitato attori, registi e autori della ricerca italiana sotto la direzione di Antonio Salines. Il nome di Lina Cavalieri, cantante celebrata per la voce e per la bellezza, ha un'eco curiosa con la storia di Crisalide, che in un locale notturno vorrebbe essere ascoltata per la voce e non guardata per il corpo. Dal 5 all'8 novembre sul palco del Belli salgono Moisé Curia, attore calabrese formato a Roma fra l'Accademia Eutheca e il Centro sperimentale, volto di Braccialetti rossi e del Paradiso delle signore, già scelto dai fratelli Taviani e premiato con il Biraghi dei Nastri d'argento; Manuela Zero; Francesco Della Torre; Paolo Maras. Il testo è di Tommaso Agnese. Nelle settimane successive passeranno dalla stessa sala Hélène Sandoval con il Théâtre Français de Rome e le compagnie di Il calamaro, Sarfatti e Re_Mare.
Organizzare la serata a Trastevere
La durata di Vite da strada non è indicata nella scheda del teatro; una produzione con quattro interpreti in una sala di questa misura lascia comunque tempo prima o dopo per cena o aperitivo.
Giovedì e venerdì alle 21
Con l'inizio alle 21 conviene cenare presto oppure puntare su un aperitivo e rimandare a dopo. Trastevere resta vivo fino a tardi e dopo le 23 trovare un tavolo è possibile in molti locali.
Sabato alle 19
L'orario del sabato è il più comodo: si esce all'ora giusta per cenare, quando il quartiere è nel suo momento migliore. Il sabato sera Trastevere è molto affollato, e prenotare la cena è prudente.
Domenica alle 17.30
La replica della domenica si presta a una giornata completa: passeggiata al Gianicolo o visita a un museo del rione, spettacolo, poi cena presto.
Biglietti per Vite da strada
I biglietti per Vite da strada costano 20 euro interi e 15 euro ridotti, secondo le tariffe ufficiali del Teatro Belli, e si comprano al botteghino di piazza Sant'Apollonia o sul circuito di prevendita autorizzato che il teatro indica nella scheda dello spettacolo.
Il botteghino
Il botteghino del Belli è aperto dal martedì alla domenica prima dell'inizio delle rappresentazioni; il numero è 06 5894875 e l'indirizzo di posta botteghino@teatrobelli.it. Per una sala di queste dimensioni la telefonata resta il modo più rapido per sapere quanti posti restano.
Posti e visibilità
In una sala raccolta come questa quasi tutti i posti hanno buona visibilità. Le prime file sono molto vicine agli attori; chi preferisce una visione d'insieme scelga le file centrali.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
Trastevere è una delle zone di Roma con la maggiore densità di trattorie, pizzerie e osterie, e intorno a piazza Sant'Apollonia se ne trovano a ogni angolo; la difficoltà è scegliere quelle frequentate anche dai romani.
Trattorie e pizzerie
Allontanandosi di qualche strada dalla piazza principale si trovano locali con prezzi più onesti. Una pizza al taglio o un supplì prima della replica delle 21 sono la soluzione più rapida.
Dopo teatro
Dopo le repliche serali i vicoli fra piazza Trilussa e Santa Maria in Trastevere restano animati fino a tardi: per un bicchiere e per parlare dello spettacolo è la zona giusta.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il Teatro Belli è una sala storica ricavata in un edificio antico fra i vicoli di Trastevere: chi ha esigenze di mobilità ridotta fa bene a telefonare al botteghino prima dell'acquisto per concordare l'accesso.
Il selciato del rione
I sampietrini di Trastevere sono irregolari e, dopo la pioggia, scivolosi. All'inizio di novembre le piogge sono frequenti: scarpe comode e un ombrello pieghevole sono il consiglio più pratico.
Con i ragazzi
Vite da strada racconta sfruttamento, spogliarello, debiti e dipendenza: è uno spettacolo pensato per un pubblico adulto. Ragazzi grandi abituati al teatro possono seguirlo, ma conviene che chi li porta conosca prima i temi.
Il cartellone del Teatro Belli dopo Vite da strada
La stagione 2026/27 del Teatro Belli prosegue con una serie di titoli brevi, ciascuno in scena per pochi giorni, secondo la formula tipica della sala.
Novembre
Dal 10 al 15 novembre Je te donnerai une voix con il Théâtre Français de Rome, con repliche in italiano e in francese. Dal 17 al 19 novembre Il calamaro. Il 21 e 22 novembre Danscirque di Blucinque. Dal 24 al 29 novembre Sarfatti, produzione Golden Art.
Dicembre
Dall'1 al 6 dicembre Re_Mare, dall'8 all'11 dicembre Luci rotte e, dal 17 al 20 dicembre, le fiabe in inglese di Extrateatro.
Domande frequenti su Vite da strada
Quando va in scena Vite da strada al Teatro Belli?
Vite da strada va in scena al Teatro Belli da giovedì 5 a domenica 8 novembre 2026. Giovedì e venerdì il sipario si apre alle 21, sabato alle 19 e domenica alle 17.30, secondo la scheda pubblicata dal teatro.
Quanto costano i biglietti di Vite da strada?
I biglietti di Vite da strada al Teatro Belli costano 20 euro interi e 15 euro ridotti. Si acquistano al botteghino di piazza Sant'Apollonia, telefono 06 5894875, o sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal teatro.
Di cosa parla Vite da strada?
Vite da strada racconta Crisalide, spogliarellista quarantenne che sogna di cantare, Gaetano, arrivato a Roma in cerca di riscatto, e Alfredo, agente fallito pieno di debiti, i cui destini si intrecciano in un night club di periferia.
Chi sono gli attori di Vite da strada?
Il cast di Vite da strada al Teatro Belli comprende Moisé Curia, Manuela Zero e Francesco Della Torre, con Paolo Maras. Il testo è di Tommaso Agnese, la produzione di 4012 Libertine ST e Lizambri SRLS.
Dove si trova il Teatro Belli?
Il Teatro Belli si trova in Piazza Sant'Apollonia 11/a, 00153 Roma, a Trastevere, a pochi passi da piazza di Santa Maria in Trastevere. Il percorso con i mezzi pubblici si calcola sul servizio di ATAC.
Vite da strada è adatto ai ragazzi?
Vite da strada al Teatro Belli è pensato per un pubblico adulto, perché parla di sfruttamento, dipendenza e corpi esposti in un night club. Ragazzi grandi abituati al teatro possono seguirlo, conoscendo prima i temi.
Chi è Moisé Curia?
Moisé Curia, protagonista di Vite da strada, è un attore nato a Rossano nel 1991, formato all'Accademia Eutheca e al Centro sperimentale di cinematografia, noto per Braccialetti rossi e Il paradiso delle signore e premiato nel 2016 con il Biraghi dei Nastri d'argento.
Il consiglio finale su Vite da strada
Il consiglio è di prenotare telefonando al botteghino, scegliere il sabato alle 19 per unire teatro e cena o una sera feriale per una visione più raccolta, arrivare da piazza di Santa Maria in Trastevere e sedere al centro della platea se si vuole osservare la storia con un minimo di distanza. A nostro giudizio Vite da strada è una buona occasione per vedere teatro indipendente contemporaneo con un protagonista noto al pubblico televisivo, in una sala che è stata chiesa, cinema, locale notturno e rovina prima di tornare palcoscenico. Per altre idee sul rione, la pagina del Teatro Belli e quella su cosa vedere a Trastevere sono il punto di partenza.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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