Rossetto e Cioccolato al Teatro Testaccio — 18 ottobre 2026
Rossetto e Cioccolato, lo spettacolo musicale del cantante e attore di teatro Maurizio Bidoli dedicato alle grandi interpreti della canzone italiana, va in scena domenica 18 ottobre 2026 alle 18:00 al Teatro Testaccio, in via Romolo Gessi 8, nel rione Testaccio, a pochi passi dal Lungotevere e da piazza di Santa Maria Liberatrice. Si arriva con i tram 3 e 8, fermate Emporio o Marmorata/Vanvitelli, oppure con la metro B fino a Piramide e poi circa un chilometro a piedi lungo via Marmorata. I prezzi non sono pubblicati sulla pagina ufficiale: per biglietti e prenotazioni il riferimento è il sito ufficiale del Teatro Testaccio, il numero 348 9602600 e l'indirizzo info@teatrotestaccio.com, indicati anche dal portale turistico di Roma Capitale.
Rossetto e Cioccolato in breve: data, ora, sede, biglietti
Rossetto e Cioccolato è uno spettacolo di una sola data, una domenica pomeriggio di ottobre, in un piccolo teatro di rione: chi ama la canzone italiana delle grandi voci femminili ha qui un appuntamento raccolto, lontano dai palasport.
I dati essenziali
Data: domenica 18 ottobre 2026. Ora: 18:00. Sede: Teatro Testaccio, via Romolo Gessi 8, 00153 Roma. Interprete e autore: Maurizio Bidoli, cantante e attore di teatro. Repertorio dichiarato: tributi ad alcune star della musica leggera italiana, fra cui Raffaella Carrà, Mina, Patty Pravo e Ornella Vanoni. Gestione del teatro: Associazione Lucidisogni APS. Il programma, avverte il portale di Roma Capitale, può subire variazioni.
Il sottotitolo
Nelle presentazioni diffuse dall'artista lo spettacolo porta anche un sottotitolo che ne chiarisce l'intenzione: le canzoni che non hai mai dimenticato. È una promessa precisa, rivolta a un pubblico che quelle canzoni le ha ascoltate alla radio, in televisione, nei juke box, e che vuole ritrovarle dal vivo.
Che cos'è Rossetto e Cioccolato
Rossetto e Cioccolato è, secondo la presentazione del Teatro Testaccio, uno show di energia e autenticità, un misto di canzoni e colori costruito come tributo ad alcune grandi interpreti della musica leggera italiana.
Un tributo alle voci femminili
I nomi dichiarati sono quattro: Raffaella Carrà, Mina, Patty Pravo, Ornella Vanoni. Quattro modi molto diversi di essere interprete: la showgirl televisiva che ha fatto ballare generazioni, la voce che ha ridefinito il canto leggero italiano, la ragazza ribelle diventata diva, la signora della canzone d'autore e della canzone d'amore. Metterle nello stesso spettacolo significa costruire un piccolo varietà, e la parola, nelle presentazioni di Bidoli, torna spesso.
Canzoni riproposte e rilette
La presentazione insiste su un punto: le canzoni sono riproposte e rivalutate dallo stesso artista. Non è quindi un'imitazione, né una cover band: è un interprete maschile che canta un repertorio nato per voci femminili, con il proprio timbro e il proprio personaggio. È un gioco antico del teatro musicale, quello dell'interprete che si appropria di un repertorio altrui, e funziona quando l'interprete ha un carattere forte.
Rossetto e cioccolato
Il titolo tiene insieme le due anime dello spettacolo. Il rossetto è la scena, il trucco, il colore, la teatralità del personaggio; il cioccolato è la dolcezza dei ricordi, le canzoni che riportano a un'età della vita. Il teatro lo dice con una formula semplice: un misto di canzoni e colori che portano il pubblico a ricordi indelebili.
La scaletta
La scaletta non è pubblicata. È ragionevole aspettarsi i titoli più noti delle quattro interpreti, ma non li elenco: chi va a teatro per una canzone precisa farà bene a chiederlo al teatro o all'artista.
Maurizio Bidoli: chi è il cantante e attore di Rossetto e Cioccolato
Maurizio Bidoli è un cantante e attore di teatro che il Teatro Testaccio presenta come un personaggio eccentrico nel suo modo di interpretare le canzoni; nelle sue presentazioni pubbliche si definisce cantante, interprete e attore.
Gli inizi in televisione
Secondo la sua presentazione pubblica, Bidoli ha cominciato nel 1975 come figurante speciale in trasmissioni musicali di varietà della televisione. È un dettaglio che spiega molto dello spettacolo: il varietà televisivo degli anni Settanta era il mondo di Raffaella Carrà e di Mina, il luogo in cui le grandi interpreti diventavano volti di famiglia. Chi quel mondo lo ha visto da dentro, anche da una posizione defilata, ne conserva il ritmo, i colori, l'idea di spettacolo.
Un personaggio glam
Nelle sue pagine Bidoli si descrive come un personaggio teatrale eccentrico, di impronta glam rock, caratterizzato da trucco e costumi. Il rossetto del titolo non è quindi solo una metafora. È parte della maschera scenica di un interprete che punta sull'effetto, sul colore, sulla presenza. In un teatro piccolo questo tipo di personaggio rende molto più che in una grande sala, perché il pubblico vede le espressioni e ne coglie l'ironia.
Cabaret e canzone
Bidoli si presenta anche come cabarettista e cantattore, termine che nella tradizione italiana indica chi tiene insieme canto e recitazione, canzone e racconto. È un filone nobile del teatro leggero, che a Roma ha avuto una lunga storia fra varietà, avanspettacolo e cabaret. Rossetto e Cioccolato si iscrive in questa linea: non un concerto, ma uno spettacolo in cui le canzoni sono anche scene.
Un pubblico che lo segue
Sui suoi canali video Bidoli pubblica da anni esibizioni e spezzoni di spettacolo, e il video di presentazione di Rossetto e Cioccolato al Teatro Testaccio circola dalla primavera del 2026. Chi vuole farsi un'idea del personaggio prima di comprare il biglietto può guardarlo: è il modo più onesto per capire se lo spettacolo fa per sé.
Le quattro interpreti del tributo
Raffaella Carrà, Mina, Patty Pravo e Ornella Vanoni sono le quattro interpreti che il Teatro Testaccio indica come oggetto del tributo di Rossetto e Cioccolato: quattro stagioni diverse della canzone italiana.
Raffaella Carrà
Raffaella Carrà è stata la regina del varietà televisivo italiano, cantante, ballerina e conduttrice, con una popolarità che ha superato di molto i confini nazionali. Il suo repertorio è fatto di canzoni da ballare, di ritornelli che si ricordano al primo ascolto. In uno spettacolo come questo è la parte più festosa, quella in cui il pubblico canta.
Mina
Mina è la voce per antonomasia della canzone italiana, capace di passare dal rock and roll degli esordi alla grande canzone d'amore, dal jazz alla canzone d'autore. Affrontarne il repertorio è la prova più difficile per qualsiasi interprete, e anche la più rischiosa.
Patty Pravo
Patty Pravo è l'interprete della trasgressione elegante, della diva fuori dagli schemi. Per un interprete di impronta glam come Bidoli è probabilmente la figura più affine.
Ornella Vanoni
Ornella Vanoni è l'interprete della canzone d'autore, della malinconia, della sensualità trattenuta. Nel tributo rappresenta il momento lento, quello in cui la canzone si ascolta e non si balla.
Il Teatro Testaccio: la sala di via Romolo Gessi
Il Teatro Testaccio si trova in via Romolo Gessi 8 ed è gestito dall'Associazione Lucidisogni APS, ente di promozione sociale che ne cura la programmazione artistica insieme a corsi di recitazione e laboratori teatrali per bambini, ragazzi e adulti.
Un teatro di rione
Il Teatro Testaccio è un teatro piccolo, legato al quartiere e alla sua comunità. La stessa associazione che lo gestisce vi organizza una scuola di teatro, con percorsi formativi per diverse età, ed è abilitata al riconoscimento di crediti formativi extrascolastici per gli studenti. È il modello dei teatri di prossimità, in cui la sala è insieme palcoscenico, scuola e punto d'incontro.
Un teatro associativo
Il sito del teatro precisa che i suoi contenuti sono da intendersi come comunicazione riservata agli associati. È una formula tipica delle associazioni di promozione sociale, e può comportare una tessera associativa per l'ingresso. Il consiglio pratico è semplice: al momento della prenotazione chiedete al teatro se è necessaria e quanto costa, per non avere sorprese all'ingresso.
Il cartellone della stagione
Rossetto e Cioccolato apre la parte autunnale della stagione. Dopo, il teatro annuncia Karmicamente il 14 novembre, Regalo di nozze il 27 novembre e Io & IA il 18 dicembre 2026, e un titolo, Miti, indicato come prossimamente. È un cartellone vario, fatto di commedia, musica e teatro d'autore, che rispecchia la natura del luogo.
Perché scegliere una sala piccola
In un teatro di queste dimensioni lo spettatore è a pochi metri dall'interprete. Per uno spettacolo che punta sul personaggio, sul trucco, sull'ironia, è la condizione migliore. Le canzoni delle grandi interpreti si ascoltano ovunque; il piacere di questo pomeriggio è la vicinanza.
Il rione Testaccio: dove si trova il teatro
Testaccio è il ventesimo rione di Roma, istituito nel 1921 scorporandolo dal rione Ripa, e prende il nome dal Monte Testaccio, la collina artificiale alta circa 35 metri formata dai cocci delle anfore dell'antico porto fluviale.
Il Monte dei Cocci
Il Monte dei Cocci è fatto dei resti delle anfore, soprattutto da olio, che arrivavano al vicino Emporium e che, una volta svuotate, venivano rotte e accatastate con ordine, a gradoni, cosparse di calce. Si stima che contenga circa 25 milioni di anfore. È da qui che viene il simbolo del rione, un'anfora d'oro su fondo rosso, e il nome stesso di Testaccio, dal latino testae, cocci.
Il porto e la via Marmorata
In età romana l'Emporio era il punto di approdo delle merci che risalivano il Tevere dal porto di Ostia, su chiatte trainate dai bufali; nel 1842 i bufali furono sostituiti da rimorchi a vapore. Fra le merci c'erano i marmi, che hanno dato il nome a via Marmorata, la strada che collega il porto di Ripa a Porta San Paolo. Chi arriva al teatro dalla metro Piramide la percorre quasi tutta.
Il quartiere operaio
Dopo il 1870 il primo piano regolatore di Roma capitale destinò la zona Ostiense all'industria, e Testaccio nacque come quartiere residenziale per gli operai del mattatoio, dei mercati generali, del gas e delle ferrovie. È un caso unico, a Roma, di urbanizzazione programmata di questo tipo, e lo si legge ancora nei grandi isolati popolari con i cortili interni.
La trasformazione
Dagli anni Sessanta le attività industriali hanno lasciato l'Ostiense: il Mattatoio è diventato un polo di arte e università, il mercato storico di piazza Testaccio si è trasferito nel 2012 nella nuova sede di via Galvani. Il rione è cambiato, e le vecchie osterie sono diventate in parte ristoranti e locali serali; ma l'identità popolare resta forte, ed è quella che si respira passeggiando.
Come arrivare al Teatro Testaccio
Il Teatro Testaccio, in via Romolo Gessi 8, si raggiunge con i tram 3 e 8, che fermano lungo via Marmorata, oppure con la metro B fino a Piramide e poi circa un chilometro a piedi.
In tram
I tram 3 e 8 servono il rione con le fermate Porta San Paolo, Marmorata/Galvani, Marmorata/Vanvitelli ed Emporio. Per via Romolo Gessi le più comode sono Emporio e Marmorata/Vanvitelli, da cui si raggiunge il teatro in pochi minuti a piedi, passando per piazza di Santa Maria Liberatrice.
In metro e in treno
La stazione della metro B più vicina è Piramide. Dalla stazione si attraversa piazzale Ostiense, davanti a Porta San Paolo e alla Piramide Cestia, e si segue via Marmorata verso il Tevere: circa un chilometro, un quarto d'ora a piedi. Nella stessa zona ci sono la stazione Porta San Paolo della ferrovia per Ostia e la stazione Roma Ostiense.
In autobus
Nel rione passano anche linee di autobus: il sito del vicino Mattatoio indica il 719 con fermata Galvani/Zabaglia e il 170 e il 781 con fermata largo Marzi. Da lì il teatro è a meno di un chilometro.
In auto
Testaccio è un rione compatto, con strade strette e parcheggio difficile nelle ore di punta. La domenica pomeriggio la situazione è migliore, ma il consiglio resta quello di usare i mezzi pubblici o di parcheggiare verso il Lungotevere e fare l'ultimo tratto a piedi.
Biglietti e prenotazione per Rossetto e Cioccolato
Il prezzo di Rossetto e Cioccolato non è pubblicato sulla pagina ufficiale del Teatro Testaccio: per biglietti e prenotazioni il riferimento è il teatro stesso, al 348 9602600 o all'indirizzo info@teatrotestaccio.com.
Come prenotare
Il portale turistico di Roma Capitale indica per il teatro telefono, email, sito web e profilo Instagram. Per una sala piccola la prenotazione è la strada più sicura: telefonate o scrivete qualche giorno prima, chiedete il prezzo, eventuali riduzioni e la necessità di una tessera associativa.
Quando prenotare
Con una sola data e una sala raccolta, i posti non sono molti. Chi va con amici o in famiglia farà bene a prenotare con anticipo, soprattutto per sedere nelle prime file.
Come organizzare la domenica a Testaccio con Rossetto e Cioccolato
Uno spettacolo alle 18:00 di domenica lascia libero il pomeriggio per il rione e la sera per la cena: Testaccio si presta bene a una giornata intera.
Il primo pomeriggio
Chi arriva presto può salire all'Aventino, a pochi minuti a piedi, e raggiungere il Giardino degli Aranci per la vista sulla città. Oppure può restare nel rione e visitare il museo diffuso del rione Testaccio, fra lapidi, fontane e luoghi della memoria.
Prima dello spettacolo
Verso le 17 conviene essere in zona: una passeggiata fra piazza Testaccio, con la Fontana delle Anfore, e piazza di Santa Maria Liberatrice, con il suo giardino, porta al teatro in pochi minuti. A metà ottobre il sole tramonta intorno alle 18:25: si entra in sala con l'ultima luce.
Dopo lo spettacolo
Si esce all'ora di cena, e Testaccio è uno dei rioni in cui si mangia meglio a Roma. È la chiusura naturale di una domenica così.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il Teatro Testaccio non pubblica informazioni dettagliate sull'accessibilità: chi ha esigenze specifiche deve contattare il teatro al 348 9602600 prima di prenotare.
Cosa chiedere
Al momento della prenotazione conviene chiedere se l'ingresso e la sala sono privi di barriere, se ci sono posti riservati e come si accede ai servizi. Nei teatri piccoli le soluzioni si trovano quasi sempre, ma vanno concordate prima.
Arrivare con i mezzi
Per chi ha difficoltà motorie il tram è preferibile alla metro, perché le fermate lungo via Marmorata sono più vicine al teatro della stazione Piramide.
Con i bambini
Rossetto e Cioccolato è pensato per un pubblico adulto, che quelle canzoni le ha vissute. Un bambino curioso può divertirsi con i colori e i costumi, ma il cuore dello spettacolo è la memoria. Per i più piccoli il teatro organizza laboratori e corsi durante l'anno.
Dove mangiare a Testaccio prima o dopo lo spettacolo
Testaccio è il rione romano della cucina di tradizione, nato intorno al mattatoio e alla cucina del quinto quarto, con trattorie, pizzerie e un mercato coperto a pochi minuti dal teatro.
La cucina del quinto quarto
La cucina romana del quinto quarto, fatta con le parti meno nobili dell'animale, è legata alla storia del Mattatoio e dei suoi lavoratori. Nelle trattorie del rione si trovano ancora i piatti di quella tradizione accanto alle paste romane più note. La domenica sera è una serata piena: prenotare è prudente.
Il mercato
Il Nuovo Mercato Testaccio, in via Galvani, ospita anche banchi di cibo da strada. Verificate gli orari della domenica prima di contarci per la cena.
Qualcosa di veloce
Per uno spuntino prima delle 18 il rione offre forni, pizzerie al taglio e bar, soprattutto intorno a piazza Testaccio e lungo via Marmorata.
Cosa c'è intorno al Teatro Testaccio
Intorno al Teatro Testaccio si trovano, a distanza di passeggiata, il Monte dei Cocci, l'ex Mattatoio, il Cimitero Acattolico, la Piramide Cestia e, oltre il Tevere, Trastevere.
L'ex Mattatoio
L'ex Mattatoio, costruito fra il 1888 e il 1891 su progetto di Gioacchino Ersoch e dismesso nel 1975, è oggi un polo di arti e università, con la Città dell'altra economia e spazi espositivi. È uno dei grandi esempi di architettura industriale di Roma.
Il Cimitero Acattolico
Sul viale del Campo Boario c'è il Cimitero Acattolico, uno dei luoghi più poetici della città, accanto alla Piramide. Il vicino Cimitero del Commonwealth completa questa parte del rione.
Il rione in una scheda
Per una visita completa del quartiere c'è la scheda Testaccio: cosa vedere, con i luoghi principali e gli itinerari a piedi.
Ottobre a Testaccio: il periodo dello spettacolo
Metà ottobre è a Roma la stagione delle ottobrate, e Testaccio ha con questa parola un legame storico: i prati del rione erano una delle mete tradizionali delle gite fuori porta dei romani in ottobre e a Pasquetta.
I prati del popolo romano
Lo spazio fra il Monte dei Cocci e le mura era ad uso pubblico, chiamato i prati del popolo romano, e i romani di città lo frequentavano per diporto. Una lapide del 1720 ne ribadiva l'uso pubblico contro ogni tentativo di appropriazione. Andare a teatro a Testaccio una domenica di ottobre è, in piccolo, ripetere un rito antico.
Il clima
A metà ottobre le giornate sono spesso ancora tiepide, le sere fresche. Una giacca per l'uscita dal teatro basta; un ombrello in borsa è prudente.
Una curiosità su Rossetto e Cioccolato al Teatro Testaccio — 18 ottobre 2026
La curiosità più bella riguarda l'indirizzo. Via Romolo Gessi porta il nome di un esploratore, come molte strade di Testaccio: il rione è stato battezzato strada per strada con i nomi di esploratori, navigatori, imprenditori, armatori, ingegneri, scienziati, editori, tipografi e artisti. Via Marmorata a parte, che ricorda i marmi del porto, camminare per Testaccio significa leggere un piccolo dizionario dell'Ottocento del lavoro e della scoperta: via Galvani, via Volta, via Bodoni, via Zabaglia, via Manuzio. È il quartiere operaio che si dà nomi di pionieri.
La seconda curiosità è musicale, e lega Testaccio alla canzone. Il mercato storico del rione ha ispirato una canzone degli Inti-Illimani, El mercado Testaccio, contenuta nell'album Palimpsesto del 1981: un gruppo cileno in esilio che trova in un mercato romano un'immagine di vita popolare da mettere in musica. Il rione ha dunque la sua canzone, e non è una canzone romana.
La terza è di cinema. Testaccio è il rione in cui si svolge C'è ancora domani, il film di Paola Cortellesi uscito nel 2023 e diventato un campione d'incassi. Molti spettatori di Rossetto e Cioccolato lo avranno visto: passeggiando prima dello spettacolo fra i cortili dei grandi caseggiati popolari, riconosceranno le atmosfere del film. E il rione compare anche in molti episodi de La Storia di Elsa Morante: un quartiere che la letteratura e il cinema italiani hanno scelto per raccontare il popolo di Roma.
Una cosa che non ti dice nessuno su Rossetto e Cioccolato al Teatro Testaccio — 18 ottobre 2026
Quello che non dice nessuno è che Testaccio è pieno di teatri, e che il Teatro Testaccio è il più piccolo e il meno noto di un sistema che pochi visitatori conoscono. A pochi passi, sulla stessa piazza di Santa Maria Liberatrice, c'è il Teatro Vittoria; in via Rubattino il Teatro Petrolini, intitolato al grande comico romano del varietà. Un rione operaio che ha più teatri di molti quartieri borghesi: è un dato che dice molto sulla Roma popolare, dove lo spettacolo leggero, il varietà, la canzone, erano parte della vita quotidiana.
La seconda cosa è pratica. Il Teatro Testaccio è gestito da un'associazione di promozione sociale, e il suo sito si rivolge formalmente agli associati. Questo non significa che l'ingresso sia chiuso al pubblico, ma che può essere richiesta una tessera. Chiedetelo prima, al telefono: è una domanda che quasi nessuno fa e che evita un piccolo imbarazzo alla cassa.
La terza riguarda l'orario. Lo spettacolo comincia alle 18:00 di domenica, cioè più o meno al tramonto di metà ottobre. Chi arriva dal Lungotevere a quell'ora vede la luce calare sul Tevere e sull'Aventino: pochi minuti che valgono la passeggiata. Meglio non arrivare all'ultimo momento, ma prendersi quel quarto d'ora prima. Uno spettacolo sulla memoria comincia meglio con un po' di lentezza.
Il consiglio che ti do per visitare Rossetto e Cioccolato al Teatro Testaccio — 18 ottobre 2026
Telefonate prima. Il prezzo non è pubblicato, la sala è piccola, l'ingresso può richiedere una tessera associativa: una chiamata al 348 9602600 qualche giorno prima risolve tutto, e vi garantisce un posto. La regola: prima la conferma del posto, poi il resto della giornata.
Secondo consiglio: fate di questo pomeriggio una domenica a Testaccio. Arrivate verso le 16, salite al Monte dei Cocci per vederlo almeno dall'esterno, passate da piazza Testaccio e dalla Fontana delle Anfore, entrate nella chiesa di Santa Maria Liberatrice, la chiesa del popolo testaccino, e poi andate a teatro. Il rione e lo spettacolo parlano la stessa lingua, quella della Roma popolare che ama il varietà.
Terzo consiglio: preparatevi a cantare. Uno spettacolo di tributo vive della partecipazione del pubblico, e le canzoni di Raffaella Carrà, in particolare, non si ascoltano da fermi. In un teatro piccolo l'interprete sente il pubblico e ci gioca: lasciatevi coinvolgere senza timidezza.
Ultimo: prenotate la cena. Si esce dal teatro all'ora giusta, e le trattorie di Testaccio la domenica sera sono piene. Una canzone di Mina e una cacio e pepe: è una domenica romana che consiglio senza esitare.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che Testaccio è la culla dell'A.S. Roma. Meno spesso si ricorda che la squadra giallorossa ebbe qui il suo campo, il Campo Testaccio, in via Nicola Zabaglia, a pochi minuti dal teatro. Negli anni Trenta le partite al Campo Testaccio erano un rito del rione, e ancora oggi il nome del campo evoca, per i tifosi, una stagione mitica. Passando per via Zabaglia verso il Monte dei Cocci si cammina accanto a quella memoria.
Altro fatto noto e poco citato: Testaccio è stato per secoli il luogo del divertimento dei romani. Nei secoli XIII e XIV sul Monte dei Cocci si correva un palio, che gli valse il nome di Mons de Palio; più tardi i prati intorno ospitavano le ottobrate e le gite di Pasquetta. E nel 1884 un'indagine del Comune di Roma assegnava al rione il primato nazionale del consumo di alcolici: una fama da porto di fiume che il quartiere si è portato dietro a lungo.
E ancora: nel rione la vocazione allo svago non si è mai spenta. Le fraschette, le osterie e le trattorie di una volta si sono trasformate in pub, friggitorie e ristoranti, che ne perpetuano lo spirito. Uno spettacolo di canzoni in un piccolo teatro di via Romolo Gessi, una domenica di ottobre, è l'ultima forma di una tradizione lunga otto secoli.
La foto giusta da fare a Rossetto e Cioccolato al Teatro Testaccio — 18 ottobre 2026
Durante lo spettacolo la regola è quella di ogni teatro: niente foto e niente video senza il consenso dell'interprete e del teatro. La foto giusta si fa prima, nel rione, e la luce di metà ottobre alle cinque del pomeriggio è la migliore.
La prima foto è la Fontana delle Anfore, al centro di piazza Testaccio. È il simbolo del rione, l'anfora, trasformato in fontana, e racconta in un'immagine sola la storia del Monte dei Cocci e del porto. Inquadratela con i caseggiati popolari intorno: è Testaccio in una cartolina.
La seconda è la facciata di Santa Maria Liberatrice, con il mosaico che riprende una decorazione della chiesa omonima del Foro Romano, demolita all'inizio del Novecento. Davanti c'è il giardino intitolato alla famiglia Di Consiglio, sei uomini di Testaccio trucidati alle Fosse Ardeatine: una foto che è anche un atto di memoria.
La terza è il Monte dei Cocci dal basso, da via Zabaglia o da via Galvani, con i frammenti di anfora visibili nella scarpata. Pochi luoghi al mondo permettono di fotografare una collina fatta di cocci romani.
La quarta, per chi c'era: la locandina di Rossetto e Cioccolato all'ingresso del teatro, con il personaggio di Bidoli truccato. È il ricordo più semplice di una domenica di canzoni.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia della zona in cui si trova il Teatro Testaccio comincia con il porto. In età romana l'Emporium era il punto di arrivo delle merci che risalivano il Tevere da Ostia: grano, vino, marmi e soprattutto olio, trasportato in anfore che, una volta svuotate, venivano rotte e accumulate nel Monte Testaccio. In secoli di traffici si formò una collina di circa 35 metri, fatta di circa 25 milioni di anfore.
Nel Medioevo il monte diventò luogo di feste: nei secoli XIII e XIV vi si correva un palio. Nel 1720 una lapide ribadì l'uso pubblico dei prati del Testaccio, destinati al pascolo e allo svago del popolo romano. Nel 1842 i bufali che trainavano le chiatte sul Tevere furono sostituiti da rimorchi a vapore. Nel 1869, sotto Pio IX, fu costruita la fontana sul lungotevere, dopo il ritrovamento dei gradini dell'antico Emporio e di una grande quantità di marmi.
Dopo il 1870 il piano regolatore del 1873 destinò l'Ostiense all'industria; fra il 1888 e il 1891 sorse il Mattatoio di Gioacchino Ersoch. Il 21 agosto 1921 Testaccio divenne rione autonomo, staccato da Ripa. Negli anni Trenta il Campo Testaccio ospitò le partite della Roma; nel 1931 Raffaele De Vico costruì la Fontana del Boccale in via Zabaglia. Durante l'occupazione tedesca il rione pagò il suo tributo alle Fosse Ardeatine, fra cui la famiglia Di Consiglio. Nel 1975 il Mattatoio fu dismesso; nel 2012 il mercato storico lasciò piazza Testaccio per via Galvani.
Chi è passato da Rossetto e Cioccolato al Teatro Testaccio — 18 ottobre 2026
Dal rione Testaccio sono passati, per secoli, i protagonisti anonimi della storia di Roma: i barcaioli e gli scaricatori dell'Emporio, i pastori e i contadini dei prati, gli operai del Mattatoio, dei mercati generali, del gas. Sono loro ad aver fatto del rione quello che è, e le strade intitolate a esploratori e ingegneri raccontano il mondo del lavoro in cui vivevano.
Sono passati anche nomi che la città ricorda. I calciatori della Roma, al Campo Testaccio, negli anni Trenta. Elsa Morante, che nel rione ha ambientato molti episodi de La Storia. Gli Inti-Illimani, che hanno dedicato al mercato una canzone nel 1981. Paola Cortellesi, che vi ha girato C'è ancora domani, il film del 2023 che ha riportato Testaccio sugli schermi di tutta Italia. E, nella memoria del rione, la famiglia Di Consiglio: sei uomini, dal ragazzo di sedici anni al nonno Mosè, nato nel 1870, uccisi alle Fosse Ardeatine, a cui è intitolato il giardino di piazza di Santa Maria Liberatrice.
Al Teatro Testaccio passano ogni anno gli allievi della scuola di teatro dell'Associazione Lucidisogni, bambini, ragazzi e adulti, e le compagnie del cartellone. Il 18 ottobre 2026 vi arriva Maurizio Bidoli, con il suo personaggio truccato e un repertorio che attraversa cinquant'anni di canzone italiana, da Mina a Raffaella Carrà. Un cantattore che ha cominciato nel varietà televisivo del 1975, in un rione che del varietà e della canzone ha fatto per secoli la propria festa.
Domande frequenti su Rossetto e Cioccolato al Teatro Testaccio
Quando va in scena Rossetto e Cioccolato al Teatro Testaccio?
Rossetto e Cioccolato va in scena al Teatro Testaccio domenica 18 ottobre 2026 alle 18:00, in via Romolo Gessi 8, nel rione Testaccio. È una data unica. Il portale turistico di Roma Capitale avverte che il programma può subire variazioni: conviene una conferma telefonica al teatro nei giorni precedenti.
Quanto costa il biglietto per Rossetto e Cioccolato?
Il prezzo di Rossetto e Cioccolato non è pubblicato sulla pagina ufficiale del Teatro Testaccio. Per conoscerlo e prenotare il riferimento è il teatro, al 348 9602600 o all'indirizzo info@teatrotestaccio.com. Chiedete anche se per l'ingresso è necessaria la tessera dell'associazione che gestisce la sala.
Chi è Maurizio Bidoli?
Maurizio Bidoli è il cantante e attore di teatro protagonista di Rossetto e Cioccolato, presentato dal Teatro Testaccio come un personaggio eccentrico nel modo di interpretare le canzoni. Secondo la sua presentazione ha cominciato nel 1975 come figurante speciale in trasmissioni musicali di varietà, e si definisce un personaggio glam, fra trucco e costumi.
Quali canzoni si ascoltano in Rossetto e Cioccolato?
Rossetto e Cioccolato è un tributo ad alcune star della musica leggera italiana: il Teatro Testaccio cita Raffaella Carrà, Mina, Patty Pravo e Ornella Vanoni. La scaletta non è pubblicata; le canzoni sono riproposte e reinterpretate da Maurizio Bidoli con il proprio stile.
Come si arriva al Teatro Testaccio con i mezzi?
Il Teatro Testaccio si raggiunge con i tram 3 e 8, fermate Emporio o Marmorata/Vanvitelli, a pochi minuti a piedi da via Romolo Gessi. In alternativa c'è la metro B fino a Piramide, e poi circa un chilometro a piedi lungo via Marmorata. La domenica i mezzi seguono l'orario festivo.
Dove si parcheggia vicino al Teatro Testaccio?
Il Teatro Testaccio non indica un parcheggio dedicato. Testaccio è un rione con strade strette e sosta difficile; la domenica pomeriggio va meglio, ma conviene cercare posto verso il Lungotevere e fare l'ultimo tratto a piedi, oppure usare tram e metro.
Dove cenare dopo Rossetto e Cioccolato?
Dopo Rossetto e Cioccolato si esce all'ora di cena nel rione Testaccio, uno dei migliori di Roma per la cucina di tradizione, con trattorie legate alla storia del Mattatoio e al quinto quarto. La domenica sera i locali si riempiono: prenotare è prudente.
Il consiglio finale su Rossetto e Cioccolato
A Testaccio si va quasi sempre per il Monte dei Cocci, il Mattatoio e le trattorie. Raramente per un teatro. Ed è un errore, perché il rione ha una lunga storia di spettacolo popolare, di feste, di canzoni, e un pomeriggio in una sala piccola la racconta meglio di qualsiasi visita guidata. Rossetto e Cioccolato non è teatro di ricerca, né pretende di esserlo: è un omaggio affettuoso alle grandi voci femminili della canzone italiana, fatto da un interprete eccentrico, in un teatro di rione. Telefonate prima, passeggiate nel quartiere, cantate senza vergogna, e poi andate a cena.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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