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Rome Goes Baroque a Santa Maria della Pace — 2 e 9 ottobre 2026

Rome Goes Baroque, la rassegna di musica antica ideata e diretta da Giorgio Matteoli, porta due concerti nella chiesa di Santa Maria della Pace, in via Arco della Pace 5, nel rione Ponte a due passi da Piazza Navona: venerdì 2 ottobre 2026 alle 18:30 con Quella pace gradita, cantate e sonate del barocco italiano, e venerdì 9 ottobre alle 18:30 con Il Siciliano, un programma interamente dedicato ad Alessandro Scarlatti. Si arriva con gli autobus 64 e 46 (fermate Corso Vittorio Emanuele o Chiesa Nuova) oppure con il 492 (fermate Rinascimento o Zanardelli), e poi a piedi per poche centinaia di metri. Le modalità di ingresso e gli eventuali prezzi sono pubblicati dall'organizzazione, l'associazione Early Music Italia ETS, sul sito earlymusic.it e al recapito info@earlymusic.it.

Rome Goes Baroque 2026 in breve

Rome Goes Baroque è giunta nel 2026 all'ottava edizione ed è dedicata all'esecuzione storicamente informata della musica barocca e rinascimentale, su copie di strumenti d'epoca, nelle chiese del centro storico di Roma. Il ciclo d'autunno si svolge interamente a Santa Maria della Pace.

Le date

Due venerdì consecutivi: il 2 ottobre e il 9 ottobre 2026, sempre alle 18:30. L'autunno riprende il filo interrotto con l'appuntamento del 19 giugno, dedicato ai Madrigalisti Folli del Conservatorio di Latina.

L'organizzazione

La rassegna è curata dall'associazione Early Music Italia ETS, in collaborazione con il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Latina, e gode del patrocinio e del sostegno del Ministero della Cultura. La direzione artistica è di Giorgio Matteoli, flautista, violoncellista e direttore d'orchestra.

L'orario

Le 18:30 del venerdì sono un orario da conoscere: si esce dal concerto quando Piazza Navona e le strade intorno cominciano ad animarsi per la sera. È il momento ideale per un aperitivo nel rione e una cena senza fretta.

Il programma del 2 ottobre: Quella pace gradita

Il concerto di venerdì 2 ottobre si intitola Quella pace gradita: cantate e sonate dal barocco italiano ed è affidato all'Ensemble dei docenti del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Latina, con musiche di Alessandro Scarlatti, Antonio Vivaldi e Domenico Zipoli.

Gli interpreti

La formazione riunisce Raffaella Milanesi, soprano; Giorgio Matteoli ai flauti dolci; Valerio Losito al violino barocco; Silvia De Maria alla viola da gamba; Michele Chiaramida al clavicembalo. È il classico organico da cantata da camera del primo Settecento: una voce, due strumenti melodici, un basso continuo affidato a viola da gamba e clavicembalo.

Un titolo che gioca con la chiesa

Il titolo non è casuale: Quella pace gradita risuona nel nome stesso di Santa Maria della Pace. Chi conosce la storia della chiesa, nata da un voto per la pace dopo la congiura dei Pazzi, coglie il senso del gioco. È una scelta da programmatore attento, che costruisce il concerto sul luogo e non soltanto sul repertorio.

Tre autori, tre Italie

I tre compositori raccontano tre Italie musicali del primo Settecento. Alessandro Scarlatti, nato a Palermo e attivo fra Roma e Napoli, è il grande maestro della cantata da camera. Antonio Vivaldi è la voce di Venezia, con il suo virtuosismo strumentale. Domenico Zipoli, toscano di Prato, organista a Roma, entrò nella Compagnia di Gesù e partì per le missioni del Sud America: la sua musica attraversò l'oceano. Il programma, in poche parole, è una mappa del barocco italiano in un'ora.

Perché il flauto dolce

Vedere Giorgio Matteoli ai flauti dolci è già un piccolo ripasso di storia: prima che il flauto traverso prendesse il sopravvento, il flauto dolce era lo strumento a fiato da camera per eccellenza, e il repertorio italiano del primo Settecento gli ha dedicato sonate e parti obbligate nelle cantate. In una chiesa di pietra, con il suo suono morbido e diretto, trova l'acustica per cui era nato.

Il programma del 9 ottobre: Il Siciliano

Venerdì 9 ottobre Rome Goes Baroque presenta Il Siciliano, un programma dei Solisti dell'Orchestra Barocca Siciliana coordinati al clavicembalo da Luca Ambrosio e interamente dedicato ad Alessandro Scarlatti.

Alessandro Scarlatti, siciliano di nascita

La presentazione della rassegna definisce Scarlatti siciliano di nascita e considerato il grande padre della cosiddetta scuola napoletana. È una formula che spiega il titolo: un'orchestra siciliana restituisce a Scarlatti le sue origini, dentro una chiesa romana che il compositore, attivo a lungo a Roma fra Seicento e Settecento, avrebbe potuto conoscere bene.

L'ensemble

I Solisti dell'Orchestra Barocca Siciliana arrivano a Roma in formazione da camera, con Luca Ambrosio al clavicembalo nel ruolo di coordinatore. È la prassi storica: nell'ensemble barocco il direttore è spesso il cembalista, che tiene il tempo e l'armonia dal basso continuo.

Che cosa aspettarsi

Il programma dettagliato dei brani non è ancora pubblicato. Un concerto monografico su Scarlatti per piccolo ensemble alterna di norma cantate, sinfonie da camera e pagine strumentali: chi vuole il dettaglio lo troverà nel foglio di sala o sul sito dell'associazione a ridosso della data.

Chi è Giorgio Matteoli

Giorgio Matteoli è flautista, violoncellista e direttore d'orchestra, docente al Conservatorio Ottorino Respighi di Latina, dove coordina il Dipartimento di Musica Antica, e presidente e direttore artistico di Early Music Italia ETS.

Musicista su più strumenti

Il doppio profilo di fiatista e violoncellista è tipico dei musicisti formati nella prassi antica, dove conoscere il basso continuo e la melodia significa capire la musica dall'interno. Nel concerto del 2 ottobre Matteoli suona i flauti dolci; come direttore guida l'insieme delle attività dell'associazione.

Il docente

Al Conservatorio di Latina Matteoli coordina il Dipartimento di Musica Antica, cioè la sezione che forma i musicisti su strumenti storici. Non è un caso che il concerto d'apertura dell'autunno sia affidato all'ensemble dei docenti dello stesso dipartimento, e che in giugno la rassegna abbia ospitato i Madrigalisti Folli del Conservatorio: Rome Goes Baroque è anche una vetrina della scuola.

Brianza Classica

Dal 2003 Matteoli ha ideato Brianza Classica, nata come festival intercomunale e diventata un circuito musicale stabile che nel 2026 è arrivato alla ventitreesima edizione e coinvolge oltre 25 amministrazioni comunali. Il circuito spazia dalla musica da camera al jazz, dalla musica sacra a quella da film, e ogni concerto è introdotto da una breve guida all'ascolto, curata dagli interpreti o dalla direzione artistica.

Early Music Italia, l'associazione che organizza Rome Goes Baroque

Early Music Italia ETS è un'associazione con sede legale a Seregno, in provincia di Monza e Brianza, e una filiale a Roma, costituita nel 2002 e attiva in tutta Italia con stagioni concertistiche, seminari e produzioni discografiche.

Due regioni, una rassegna

L'associazione lavora soprattutto in Lombardia, con Brianza Classica, e nel Lazio, dove ha già organizzato sette edizioni di Rome Goes Baroque, oltre a eventi in collaborazione con il Comune, la Provincia di Roma e la Regione Lazio. L'edizione 2026 è l'ottava.

Gli ensemble

Early Music Italia cura la direzione artistica di alcune formazioni: l'Ensemble Festa Rustica, gruppo vocale e strumentale con repertorio barocco su copie di strumenti antichi, e The Palm Court Quartet, quartetto d'archi dedicato al crossover e agli spettacoli multimediali.

I giovani

Fra le attività dell'associazione ci sono matinée nelle scuole, concerti per il sociale e i Preludi Giovanili, brevi esibizioni di giovani artisti prima dei concerti in cartellone. È un approccio che si ritrova anche a Roma, nella scelta di affidare i concerti ai musicisti e ai docenti dei conservatori.

Santa Maria della Pace, la sede dei concerti

Santa Maria della Pace è una chiesa del rione Ponte, fondata nel 1482 per volere di papa Sisto IV e trasformata fra il 1656 e il 1667 da Pietro da Cortona, che le diede la facciata barocca e ridisegnò la piazza davanti. Il nostro approfondimento su Santa Maria della Pace racconta la chiesa anche fuori dai concerti.

Il voto di Sisto IV

Sul luogo sorgeva una cappella dedicata a Sant'Andrea de Aquaricariis, cioè dei portatori d'acqua. Secondo la tradizione un'immagine della Vergine avrebbe sanguinato qui; Sisto IV, coinvolto nelle vicende della congiura dei Pazzi, fece voto di costruire una grande chiesa alla Madonna se quella crisi non fosse sfociata nella guerra temuta. Il nome della chiesa viene da lì. L'architetto del Quattrocento non è noto: si pensa a Baccio Pontelli, a Meo del Caprino o a entrambi.

La facciata come un palcoscenico

Nel 1656 papa Alessandro VII affidò a Pietro da Cortona il restauro. L'architetto aggiunse una facciata su due ordini, preceduta da un pronao semicircolare su colonne tuscaniche binate e stretta fra due ali concave. Per creare lo spazio fece demolire diverse case e ricavò una piccola piazza trapezoidale e asimmetrica. Le fonti dicono che la facciata voleva simulare un palcoscenico teatrale: per un concerto barocco è difficile immaginare un ingresso più adatto.

L'interno

Si entra dal portale originale del Quattrocento in una breve navata che sfocia in una crociera ottagonale coperta da una cupola. L'altare maggiore, disegnato da Carlo Maderno nel 1614, incornicia l'antica immagine della Madonna col Bambino. Nel 1611 la famiglia Rivaldi aveva rifatto e ampliato tribuna e altare, ottenendo una cripta sepolcrale ai piedi dell'altare.

La cappella Chigi e le Sibille di Raffaello

La prima cappella a destra fu commissionata da Agostino Chigi, il banchiere del papa. L'architettura è attribuita a Raffaello, che nel 1514 dipinse sull'arcone le Sibille e angeli. I quattro profeti nella parte superiore furono completati da Timoteo Viti dopo la morte del maestro, su suo disegno. Sull'altare c'è l'altorilievo in bronzo di Cosimo Fancelli con Cristo trasportato dagli angeli. Per chi visita Roma sulle tracce del pittore c'è la nostra guida a Raffaello a Roma.

Le altre cappelle

La cappella Cesi, progettata da Antonio da Sangallo il Giovane, ha affreschi di Rosso Fiorentino con la Creazione di Eva e il Peccato originale. La cappella Ponzetti conserva affreschi di Baldassarre Peruzzi del 1516. Nel tamburo della tribuna si trovano tele di Carlo Maratta, di Peruzzi, di Raffaello Vanni e di Giovanni Maria Morandi; nella cappella Olgiati c'è un Battesimo di Gesù di Orazio Gentileschi del 1607. È una chiesa piccola che contiene un secolo e mezzo di pittura romana.

Una curiosità su Rome Goes Baroque a Santa Maria della Pace — 2 e 9 ottobre 2026

La curiosità più interessante riguarda l'organo. Santa Maria della Pace possiede, sopra la cantoria di sinistra, un organo di impianto ottocentesco con 14 registri, collocato in una cassa barocca costruita fra il 1656 e il 1661, ma lo strumento non è più funzionante. In precedenza la chiesa aveva un organo costruito nel 1506 da Giovanni Matteo di Niccolò e da Giovanni Francesco Donadio detto il Mormanno; durante i lavori voluti da Alessandro VII fu smontato e rimontato nel 1665 nella chiesa di Santa Maria Assunta ad Ariccia dall'organaro Matteo Marione. Una chiesa con una bella cassa d'organo muta, quindi, che per due venerdì torna a risuonare grazie al clavicembalo.

La seconda curiosità è il gioco di parole del primo concerto. Quella pace gradita, cantate e sonate del barocco italiano, suona in una chiesa nata da un voto per la pace. Chi programma una rassegna in una chiesa romana ha davanti a sé mille titoli possibili: sceglierne uno che dialoghi con la storia del luogo è un segno di cura. La terza riguarda Scarlatti: il protagonista del concerto del 9 ottobre è definito dalla presentazione siciliano di nascita e padre della scuola napoletana, ma la sua carriera è passata in modo decisivo per Roma, la città dei grandi mecenati musicali del tardo Seicento. Ascoltarlo a pochi passi da Piazza Navona è quasi un ritorno a casa.

Una cosa che non ti dice nessuno su Rome Goes Baroque a Santa Maria della Pace — 2 e 9 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che Santa Maria della Pace è una delle chiese più difficili da trovare aperte nel centro di Roma. Chi passa davanti alla facciata di Pietro da Cortona la vede quasi sempre chiusa, e molti romani non sono mai entrati. Un concerto è l'occasione per vedere dall'interno le Sibille di Raffaello, la cappella Cesi con Rosso Fiorentino e gli affreschi di Peruzzi senza dover inseguire orari di apertura irregolari. Arrivate presto e usate i minuti prima dell'inizio per guardarvi intorno con calma: le Sibille sono nella prima cappella a destra.

La seconda cosa riguarda l'acustica. Una chiesa con una navata breve, una crociera ottagonale e una cupola restituisce bene le voci e gli strumenti antichi, ma premia chi si siede nella parte centrale, sotto la cupola, più che in fondo vicino all'ingresso. Chi ama il flauto dolce e la viola da gamba, strumenti dal suono delicato, faccia di tutto per trovare posto nelle prime file. La terza riguarda il chiostro: il Chiostro del Bramante è parte dello stesso complesso, con il suo ingresso autonomo accanto alla chiesa. Chi arriva nel pomeriggio può combinare le due visite.

Come arrivare a Santa Maria della Pace per Rome Goes Baroque

Santa Maria della Pace si trova in via Arco della Pace 5, nel rione Ponte, a circa 150 metri dal lato nord di Piazza Navona. Il centro storico intorno è in gran parte pedonale o a traffico limitato: si arriva con i mezzi e si fa l'ultimo tratto a piedi.

Da Termini

Gli autobus 64 e 46 portano su Corso Vittorio Emanuele II, con discesa alle fermate Corso Vittorio Emanuele o Chiesa Nuova. Dalla fermata Chiesa Nuova la chiesa è a circa 320 metri in linea d'aria: si attraversa il rione Parione e si risale verso l'Arco della Pace.

Da Tiburtina

Il 492 ferma a Rinascimento, accanto al Senato, e a Zanardelli. La fermata Zanardelli è la più vicina in assoluto, a circa 160 metri; da Corso del Rinascimento si attraversa Piazza Navona da est.

In metro

La metro A non passa vicino: le fermate Spagna e Lepanto richiedono una lunga camminata o un cambio con l'autobus. Conviene solo quando il traffico di superficie è bloccato.

A piedi

Il Pantheon è a circa 8 minuti, Campo de' Fiori a 9, Castel Sant'Angelo a 9, Largo di Torre Argentina a 10, Fontana di Trevi a 14. Da qualsiasi punto del centro storico, il modo migliore di arrivare al concerto è camminare.

In auto

Il rione è in zona a traffico limitato. Chi arriva in auto la lascia fuori dalla ZTL, per esempio sui lungotevere verso via Zanardelli, e fa l'ultimo tratto a piedi. Controllate sempre gli orari dei varchi prima di mettervi in strada.

Il consiglio che ti do per visitare Rome Goes Baroque a Santa Maria della Pace — 2 e 9 ottobre 2026

Vale la pena andare a entrambi i concerti, e usarli come due capitoli della stessa storia. Il 2 ottobre si ascolta il barocco italiano in forma di mappa, con Scarlatti, Vivaldi e Zipoli; il 9 ottobre si torna su Scarlatti per un'intera serata. Chi sente il primo concerto riconosce nel secondo lo stile del maestro e capisce perché la presentazione lo chiama padre della scuola napoletana. Sono due ore di musica in tutto, in una delle chiese più belle del Rinascimento romano.

Il secondo consiglio riguarda l'orario. Arrivate alle 18, non alle 18:25. La mezz'ora prima del concerto serve a guardare le Sibille di Raffaello con la luce del tardo pomeriggio che entra dalla cupola, e a sedersi in una buona posizione. Dopo il concerto, alle 19:30 circa, la piazzetta davanti alla chiesa e via della Pace sono il posto giusto per un aperitivo: siete nel mezzo del quartiere più vivo del centro storico, e la sera è appena cominciata. Il terzo consiglio è pratico: scrivete prima all'associazione per sapere se l'ingresso richiede prenotazione. Nelle chiese piccole i posti finiscono.

Il quartiere intorno: Ponte, Parione e Piazza Navona

Santa Maria della Pace è al confine fra il rione Ponte e Parione, in una delle zone più dense di monumenti della città: in duecento metri ci sono Piazza Navona, Palazzo Altemps e il Museo Napoleonico.

Piazza Navona e i sotterranei

Piazza Navona è a due minuti a piedi. Chi vuole vedere cosa c'è sotto può visitare lo Stadio di Domiziano, di cui la piazza conserva la forma allungata.

Palazzo Altemps e il Museo Napoleonico

Palazzo Altemps, in piazza di Sant'Apollinare, e il Museo Napoleonico, in piazza di Ponte Umberto I, sono entrambi a circa duecento metri. Due visite brevi e raramente affollate, perfette per un pomeriggio prima del concerto.

Via dei Coronari e Castel Sant'Angelo

Via dei Coronari, pedonale, corre a pochi metri verso ovest fino al Tevere. Da lì si attraversa il fiume e si arriva a Castel Sant'Angelo: è la passeggiata migliore per chi esce dal concerto con ancora un po' di luce.

Verso il Pantheon e Campo de' Fiori

Nella direzione opposta si raggiunge il Pantheon in otto minuti; verso sud Campo de' Fiori offre forni, banchi e trattorie. Il Bramante che si ammira nel chiostro accanto alla chiesa torna poi al Tempietto di San Pietro in Montorio, sul Gianicolo.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che a Santa Maria della Pace ci siano le Sibille di Raffaello lo dicono tutte le guide. Meno spesso si ricorda chi le ha volute: Agostino Chigi, il banchiere senese del papa, lo stesso che a Trastevere si fece costruire la villa oggi nota come Farnesina, affrescata da Raffaello e dalla sua bottega. La cappella Chigi di Santa Maria della Pace è un pezzo di quella stessa committenza: il pittore dipinse le Sibille e angeli nel 1514, e i profeti superiori furono terminati da Timoteo Viti dopo la morte del maestro, sui suoi disegni. Nella stessa Roma, Chigi aveva un'altra cappella a Santa Maria del Popolo, anch'essa legata a Raffaello.

Il secondo fatto, noto e poco citato, riguarda il chiostro. Tutti conoscono il Chiostro del Bramante come spazio espositivo; pochi ricordano che fu costruito fra il 1500 e il 1504 per il cardinale Oliviero Carafa come parte del complesso di Santa Maria della Pace, e che è una delle prime opere romane di Bramante dopo gli anni milanesi. Il linguaggio severo, senza decorazioni, segna il passaggio a un classicismo rigoroso. In pochi metri quadrati, quindi, si incontrano Bramante, Raffaello, Peruzzi e Pietro da Cortona. Pochi luoghi di Roma condensano così bene il passaggio dal Rinascimento al Barocco, cioè esattamente il tratto di storia della musica che la rassegna vuole raccontare.

Dove mangiare prima o dopo Rome Goes Baroque

La zona fra via della Pace, via dei Coronari e Piazza Navona è piena di bar, enoteche e trattorie: dopo un concerto alle 18:30 si trova facilmente posto per un aperitivo o una cena.

L'aperitivo in piazza

Via della Pace e le strade intorno alla chiesa sono da decenni uno dei luoghi dell'aperitivo romano. Uscire dal concerto e sedersi a un tavolino davanti alla facciata di Pietro da Cortona è una delle esperienze più semplici e riuscite del centro.

Trattorie e enoteche

Spostandosi di una o due strade dai lati di Piazza Navona i prezzi scendono e la cucina spesso migliora. Diffidate dei menu fotografati in molte lingue esposti su un cavalletto: la regola vale ovunque a Roma, qui ancora di più.

La caffetteria del Chiostro

Il Chiostro del Bramante ha una propria caffetteria con terrazza, aperta per colazione, pranzo e aperitivo. Chi arriva nel pomeriggio può fermarsi lì prima del concerto, con vista sui tetti e sulla cupola della chiesa.

La foto giusta da fare a Rome Goes Baroque a Santa Maria della Pace — 2 e 9 ottobre 2026

La foto giusta si fa fuori, prima di entrare. Mettetevi all'imbocco della piazzetta, sul lato di via della Pace, e inquadrate la facciata di Pietro da Cortona con le due ali concave che la stringono: è la ragione per cui gli storici dell'architettura parlano di un palcoscenico. Il pronao semicircolare con le colonne binate avanza verso di voi come il proscenio di un teatro. Nella luce del tardo pomeriggio di ottobre, verso le 18, la pietra della facciata prende un colore caldo che dura pochi minuti. Non serve un grandangolo estremo: la piazza è piccola e l'effetto si ottiene arretrando di pochi passi.

Dentro la chiesa, prima del concerto, la foto più bella è quella dell'arcone della cappella Chigi con le Sibille di Raffaello, se è consentito fotografare senza flash. Durante l'esecuzione, invece, nessuna foto: il flauto dolce e la viola da gamba sono strumenti di suono delicato, e lo scatto di un telefono si sente più di quanto si creda. Un applauso convinto alla fine vale più di qualunque video: le formazioni di musica antica suonano per un pubblico che ascolta.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia della chiesa comincia nel 1482, quando papa Sisto IV la fa costruire sulle fondazioni della cappella di Sant'Andrea de Aquaricariis per ricordare il prodigio di un'immagine della Vergine e per sciogliere il voto legato alla congiura dei Pazzi. Fra il 1500 e il 1504 il cardinale Oliviero Carafa fa costruire da Donato Bramante il chiostro accanto alla chiesa. Nel 1505 e nel 1509 la famiglia Ponzetti colloca i suoi monumenti funebri nella prima cappella a sinistra; nel 1506 viene costruito il primo organo. Nel 1514 Raffaello dipinge le Sibille per Agostino Chigi; nel 1516 Baldassarre Peruzzi affresca la cappella Ponzetti.

Il Seicento cambia il volto dell'edificio. Nel 1607 Orazio Gentileschi dipinge il Battesimo di Gesù per la cappella Olgiati; nel 1611 la famiglia Rivaldi rifà la tribuna e l'altare maggiore, e nel 1614 Carlo Maderno disegna il nuovo altare per l'immagine miracolosa. Fra il 1611 e il 1614 lavorano nella chiesa Francesco Albani e Lavinia Fontana, una delle prime pittrici professioniste della storia europea. Fra il 1656 e il 1667 papa Alessandro VII affida il restauro a Pietro da Cortona, che crea la facciata e la piazza; nel 1655 Carlo Maratta aveva dipinto la Visitazione, nel 1657 Filippo Lauri decora la cappella Mignanelli. Nel 1665 l'organo cinquecentesco viene trasferito ad Ariccia. Dal 1996 il chiostro è diventato uno dei principali spazi espositivi di Roma; nel 2026 Rome Goes Baroque, giunta all'ottava edizione, porta qui la musica antica per due venerdì d'autunno.

Chi è passato da Rome Goes Baroque a Santa Maria della Pace — 2 e 9 ottobre 2026

Poche chiese di Roma possono vantare un elenco di presenze come Santa Maria della Pace. Il fondatore è Sisto IV della Rovere, il papa della Cappella Sistina. Il committente del chiostro è il cardinale Oliviero Carafa, che chiamò Donato Bramante appena arrivato da Milano. Agostino Chigi, il banchiere più ricco della Roma di Leone X, vi volle la propria cappella, e Raffaello la dipinse. Timoteo Viti ne completò i profeti dopo la morte del maestro. Baldassarre Peruzzi, Rosso Fiorentino, Antonio da Sangallo il Giovane, Orazio Gentileschi, Francesco Albani, Lavinia Fontana, Carlo Maratta e Carlo Maderno hanno lasciato qui opere o progetti. Papa Alessandro VII Chigi e Pietro da Cortona hanno dato alla chiesa la forma che vediamo.

La storia musicale del luogo passa per gli organari: Giovanni Matteo di Niccolò e Giovanni Francesco Donadio detto il Mormanno costruirono il primo organo nel 1506, e Matteo Marione lo trasferì ad Ariccia nel 1665. Nel 2026 passano da qui Raffaella Milanesi, Giorgio Matteoli, Valerio Losito, Silvia De Maria e Michele Chiaramida, docenti del Conservatorio di Latina, e i Solisti dell'Orchestra Barocca Siciliana con Luca Ambrosio. E, per la musica che suonano, passano idealmente anche Alessandro Scarlatti, Antonio Vivaldi e Domenico Zipoli: compositori di un'epoca che ha visto questa chiesa nel suo pieno splendore barocco.

Accessibilità e informazioni pratiche

Santa Maria della Pace è una chiesa storica con accesso dalla piazzetta di via Arco della Pace; per le condizioni di accesso con sedia a rotelle e per la disponibilità dei posti conviene scrivere all'organizzazione all'indirizzo info@earlymusic.it prima del concerto.

Abbigliamento

Si entra in una chiesa consacrata: un abbigliamento rispettoso è d'obbligo, come in qualsiasi luogo di culto romano. A ottobre, dopo il tramonto, fa fresco: una giacca leggera serve anche all'interno, dove la pietra mantiene la temperatura bassa.

Con i bambini

Un concerto di un'ora con strumenti antichi può essere una bella scoperta per bambini che studiano musica, specie per chi suona il flauto dolce a scuola: vedere un professionista usare lo stesso strumento in un repertorio barocco è un'esperienza che resta. Per i più piccoli meglio sedersi vicino all'uscita.

Il programma di sala

Il dettaglio dei brani, quando non è pubblicato in anticipo, si chiede all'organizzazione. Per chi vuole prepararsi, basta ascoltare in anticipo qualche cantata da camera di Alessandro Scarlatti: bastano dieci minuti per entrare nello stile.

Roma a inizio ottobre, il momento della musica antica

Ottobre è un mese ideale per i concerti in chiesa a Roma. Le temperature sono miti, le giornate ancora lunghe, e il centro storico ritrova i suoi ritmi dopo l'estate. Un concerto alle 18:30 del venerdì si inserisce in una serata perfetta: arrivo nel pomeriggio, musica al tramonto, cena nel rione. Per chi visita Roma in questi giorni, Rome Goes Baroque è anche un modo di vedere dall'interno una chiesa che di solito resta chiusa.

Domande frequenti su Rome Goes Baroque 2026

Quando sono i concerti di Rome Goes Baroque 2026?

I concerti autunnali di Rome Goes Baroque 2026 sono venerdì 2 ottobre e venerdì 9 ottobre, entrambi alle 18:30 nella chiesa di Santa Maria della Pace, in via Arco della Pace 5. Il 2 ottobre si ascolta Quella pace gradita, il 9 ottobre Il Siciliano dedicato ad Alessandro Scarlatti.

Chi suona a Rome Goes Baroque il 2 ottobre?

Il 2 ottobre Rome Goes Baroque presenta l'Ensemble dei docenti del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Latina: Raffaella Milanesi soprano, Giorgio Matteoli flauti dolci, Valerio Losito violino barocco, Silvia De Maria viola da gamba e Michele Chiaramida clavicembalo, con musiche di Scarlatti, Vivaldi e Zipoli.

Che cosa si ascolta il 9 ottobre a Santa Maria della Pace?

Il 9 ottobre a Santa Maria della Pace Rome Goes Baroque propone Il Siciliano, un programma interamente dedicato ad Alessandro Scarlatti eseguito dai Solisti dell'Orchestra Barocca Siciliana, coordinati al clavicembalo da Luca Ambrosio. Il dettaglio dei brani è comunicato dall'organizzazione.

Quanto costa l'ingresso a Rome Goes Baroque?

Le modalità di ingresso di Rome Goes Baroque, compresi eventuali biglietti o prenotazioni, sono pubblicate dall'associazione organizzatrice Early Music Italia ETS sul sito earlymusic.it. Per informazioni si può scrivere a info@earlymusic.it; conviene farlo qualche giorno prima, perché la chiesa ha una capienza limitata.

Come si arriva a Santa Maria della Pace?

Santa Maria della Pace, in via Arco della Pace 5 vicino a Piazza Navona, si raggiunge con gli autobus 64 e 46 (fermate Corso Vittorio Emanuele o Chiesa Nuova) o con il 492 (fermate Rinascimento o Zanardelli). Dal Pantheon sono circa otto minuti a piedi.

Chi organizza Rome Goes Baroque?

Rome Goes Baroque è organizzata da Early Music Italia ETS, associazione nata nel 2002 con sede a Seregno e filiale a Roma, in collaborazione con il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio di Latina e con il patrocinio del Ministero della Cultura. La direzione artistica è di Giorgio Matteoli.

Si possono vedere le Sibille di Raffaello durante il concerto?

Le Sibille di Raffaello si trovano nella cappella Chigi, la prima a destra entrando in Santa Maria della Pace. Arrivando con un po' di anticipo al concerto di Rome Goes Baroque si possono osservare con calma prima dell'inizio, rispettando le indicazioni del personale della chiesa.

Il consiglio finale

Per chi ama la musica antica, due venerdì a Santa Maria della Pace valgono più di molti grandi concerti. La combinazione è rara: strumenti storici, interpreti che insegnano quello che suonano, una chiesa dove Raffaello, Bramante e Pietro da Cortona hanno lavorato a pochi metri l'uno dall'altro. Meglio andare a entrambe le serate, arrivando mezz'ora prima per le Sibille e chiudendo con un bicchiere sulla piazzetta. È Roma nella sua versione migliore: poca gente, grande arte, musica fatta con cura.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento2 Ottobre 2026 18:30 — 9 Ottobre 2026
IndirizzoChiesa di Santa Maria della Pace, Via Arco della Pace 5, 00186 Roma Centro storico, Roma, Roma Città

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