FOOD. Il gusto nell’arte al Chiostro del Bramante — dal 17 ottobre 2026
FOOD. Il gusto nell'arte apre dal 17 ottobre 2026 al Chiostro del Bramante, in Via Arco della Pace 5, a pochi passi da Piazza Navona. Da quel giorno la mostra è aperta dalla domenica al giovedì dalle 9.30 alle 20 e il venerdì e il sabato dalle 9.30 alle 21; la biglietteria e il portone d'ingresso chiudono un'ora prima, quindi l'ultimo ingresso è alle 19 dalla domenica al giovedì e alle 20 il venerdì e il sabato. Dalla stazione Termini si arriva con i bus 64 o 46, fermata Corso Vittorio Emanuele o Chiesa Nuova; con la metro A si scende a Lepanto o a Spagna e si prosegue a piedi; da Tiburtina c'è il bus 492, fermata Rinascimento (Senato) o Zanardelli. Il tariffario pubblicato dal Chiostro indica un biglietto intero da 19 euro, 10 euro per i bambini dai 5 ai 13 anni, 15 euro per i ragazzi dai 14 ai 18 anni, ingresso gratuito fino a 4 anni. I biglietti si comprano ogni giorno alla biglietteria del Chiostro oppure online dal sito ufficiale della sede, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. Informazioni sulla mostra: +39 06 6880 9035.
La data di chiusura non è ancora pubblicata. La mostra è prodotta e presentata da DART, la società che gestisce il Chiostro, ed è curata da Suzanne Landau. Il tema è il cibo: come nutrimento, come rito, come memoria familiare e come materia che gli artisti hanno dipinto, fotografato, filmato, trasformato in oggetto. Il Chiostro rende al meglio quando la mostra ha un argomento largo e quotidiano, perché il pubblico entra già con qualcosa da dire. Sul cibo tutti hanno un'opinione, e questo in una visita conta più di qualunque didascalia.
Cosa racconta FOOD. Il gusto nell'arte
FOOD. Il gusto nell'arte è una mostra tematica sul rapporto fra arte e cibo, curata da Suzanne Landau per DART, in programma al Chiostro del Bramante dal 17 ottobre 2026. La presentazione ufficiale parla del cibo come esperienza, memoria, linguaggio e forma d'arte, e insiste su un punto: il tema attraversa tutta la storia dell'uomo e continua a cambiare pelle con i nuovi linguaggi. Dal gesto di nutrirsi si passa alla dimensione simbolica, sociale e culturale del convivio, cioè alla tavola condivisa come luogo dove si costruiscono relazioni.
Un tema universale, trattato come materia creativa
Il testo del Chiostro descrive il cibo come «materia creativa», elemento di trasformazione e strumento di relazione. È una formula che va presa alla lettera. Il cibo, in questa mostra, non è soltanto il soggetto di un quadro: è anche la sostanza con cui certi artisti lavorano, l'occasione di un rito, il segno di un'identità. La presentazione ufficiale parla di un universo fatto di forme, colori, rituali e significati, dove si incontrano arte, storia, design e contemporaneità.
Opere storiche e ricerca contemporanea nello stesso percorso
Il percorso mette in dialogo opere storiche e ricerche artistiche contemporanee, affiancate da oggetti, installazioni e immagini. È la stessa formula che il Chiostro ha usato con successo nelle due mostre sui fiori degli ultimi due anni, dove dipinti del Seicento convivevano con installazioni digitali. Qui il filo è il cibo nelle sue dimensioni culturali, sociali e simboliche: dalla natura morta alla riflessione sul consumo, dalla memoria delle tradizioni alla sperimentazione degli artisti di oggi.
Il cibo come patrimonio e come identità
La chiusa della presentazione è la chiave per leggere tutta la mostra: il cibo raccontato non soltanto come nutrimento, ma come patrimonio culturale, identità e spazio di immaginazione. A Roma questa frase suona in modo particolare. In una città dove una ricetta può dividere due quartieri, dove la domenica ha ancora un menu riconoscibile e dove ogni famiglia custodisce un piatto che nessun altro sa rifare uguale, parlare di cibo come identità significa parlare di persone prima che di opere.
Il percorso di FOOD tra natura morta, design e cinema
Il percorso di FOOD. Il gusto nell'arte, secondo i materiali del Chiostro, unisce storia dell'arte, design, cinema e creatività contemporanea. L'elenco completo delle opere non è ancora pubblicato; quello che il Chiostro ha diffuso permette però di capire come è pensato il racconto e cosa aspettarsi dalle sale.
La natura morta come punto di partenza
La presentazione ufficiale cita esplicitamente le rappresentazioni della natura morta come uno dei poli del percorso. È il genere in cui la pittura europea ha messo il cibo al centro del quadro: frutta, selvaggina, pane, vetri, tovaglie. Il Chiostro, del resto, conosce bene questo terreno: nella mostra precedente, dedicata alla natura, un'intera giornata dei laboratori per bambini era costruita proprio sulla natura morta «dalla pittura alla fotografia contemporanea». Il passaggio da quel tema a una mostra sul cibo è naturale, quasi una prosecuzione.
Gli oggetti della tavola reinterpretati
Il programma educativo per la scuola primaria descrive un percorso dedicato al dialogo fra arte, design e quotidianità, in cui gli studenti incontrano caffettiere, forchette e utensili reinterpretati da artisti e designer. È un indizio preciso: in mostra ci saranno oggetti d'uso trasformati in opere, o almeno messi in relazione con le opere. Per chi guarda, è il punto in cui la mostra smette di essere un discorso sulla pittura e diventa un discorso sulla vita di tutti i giorni.
Consumo, sostenibilità, cibo ultraprocessato
Il lato contemporaneo del percorso non è decorativo. I percorsi per le scuole parlano di varietà dei cibi, di alimentazione equilibrata, del valore dei colori nel piatto e del fenomeno del cibo ultraprocessato; la visita per adulti presenta il cibo come simbolo di identità, memoria, convivialità, desiderio, sostenibilità e innovazione. La riflessione sul consumo è dichiarata nella presentazione stessa. È il segmento della mostra che, prevedo, farà discutere di più all'uscita.
Il cinema nel racconto
Sia la visita guidata per adulti sia il percorso per le scuole superiori citano il cinema accanto all'arte e al design. Non è ancora pubblicato quali film o quali immagini in movimento entreranno nel percorso; il sito della mostra, per ora, accompagna la presentazione con brevi video promozionali. Chi ama il cinema ha comunque un motivo in più per aspettarsi qualcosa di diverso dalla solita sequenza di quadri.
Suzanne Landau e il progetto del Chiostro del Bramante
Suzanne Landau è la curatrice di FOOD. Il gusto nell'arte, ed è un nome che al Chiostro del Bramante ha già lavorato. Nella mostra Flowers. Dal Rinascimento all'intelligenza artificiale, aperta dal 14 febbraio 2025 al 22 febbraio 2026, la cura era firmata da Franziska Stöhr con Roger Diederen, in collaborazione con Suzanne Landau, e la mostra era realizzata con la Kunsthalle München. Il secondo capitolo, Flowers. Meravigliosa Natura, dal 18 marzo al 6 settembre 2026, è stato presentato da DART in accordo con la Kunsthalle di Monaco e con Suzanne Landau, ma in maniera indipendente.
Una continuità di metodo
Il filo che lega le tre mostre è evidente: un tema accessibile a chiunque, un arco cronologico lungo, opere antiche affiancate a installazioni contemporanee, un forte investimento sulla didattica. Flowers aveva riunito oltre 90 opere da 10 Paesi, con prestiti del Louvre, del Musée d'Orsay, del Petit Palais, del Musée des Arts Décoratifs di Parigi, dei Royal Botanic Gardens di Kew, della Galleria Borghese e della Biblioteca Casanatense. Il secondo capitolo aveva aggiunto prestiti italiani, fra cui quelli della Villa Medicea di Poggio a Caiano e del Museo Civico di Zoologia di Roma. Per FOOD l'elenco dei prestatori non è ancora pubblicato.
DART, chi produce la mostra
DART è la società che dal 1996 trasforma il Chiostro in spazio espositivo. L'idea è di Patrizia de Marco, fondatrice e presidente; oggi la società è guidata da Laura, Giulia e Natalia de Marco. DART ha curato la riconversione degli ambienti conventuali in sale, ha aperto la caffetteria bistrot e il bookshop, e organizza le mostre al proprio interno con direzione artistica, curatela, servizi educativi e biglietteria. Nella comunicazione di Flowers, Natalia de Marco era indicata come direttrice artistica del Chiostro.
Il Chiostro del Bramante: un'architettura da leggere
Il Chiostro del Bramante è opera di Donato Bramante (1444-1515) e fu commissionato dal cardinale Oliviero Carafa intorno al 1500. Fa parte del complesso che comprende l'attigua chiesa di Santa Maria della Pace, dove si trovano le Sibille di Raffaello. Prima di entrare in mostra vale la pena fermarsi dieci minuti nel cortile: quasi nessuno lo fa, e quasi tutti se ne pentono all'uscita, quando la luce è cambiata.
Due ordini sovrapposti su uno schema quadrato
Il Chiostro è costruito su uno schema quadrato con due ordini sovrapposti. Al piano terra c'è un ampio portico con quattro archi per lato, pilastri in stile ionico con capitello e base, cioè paraste, e coperture a volta. Sopra corre un loggiato in stile composito, dove pilastri e colonne corinzie si alternano e sostengono un architrave con copertura piana. Al piano superiore, dunque, l'arco sparisce e compare la trave: è la sovrapposizione di un ordine ad architrave su uno ad arcate.
Il rigore come scelta
La storia pubblicata dal Chiostro insiste su un punto che per una guida è prezioso: Bramante bandisce ogni decorazione aggiunta e lascia parlare gli elementi strutturali. In questo si stacca dal suo stesso periodo milanese, più vicino alle influenze gotiche diffuse nel nord Europa. Il risultato è un'architettura di raffinata linearità, dove l'armonia nasce dalle proporzioni e dal modo in cui elementi di stile diverso vengono tenuti insieme con naturalezza: capitelli ionici, corinzi e compositi, paraste in basso, pilastri composti in alto, archi inquadrati al piano terreno.
Le colonnine in asse con l'arco
Il dettaglio da cercare è questo: le colonnine dell'ordine superiore cadono in asse centrale sopra l'arco sottostante. Visto di fronte, il loggiato sembra dividere in due ogni campata del portico. È una soluzione che a prima vista quasi disorienta, poi diventa l'elemento che dà ritmo a tutto il cortile. Conviene guardare prima da sotto e poi dal loggiato: da sopra si capisce il disegno, da sotto se ne sente l'effetto.
Tombe, affreschi e sedili dei monaci
Al piano terra gli ambienti erano destinati alla vita collettiva, al primo piano agli spazi abitativi; oggi sono diventati sale per le attività culturali. Le pareti del portico sono ornate da monumenti sepolcrali della fine del Quattrocento, e in quasi tutte le lunette si vedono affreschi con storie della vita di Maria. Alla base di ogni pilastro del loggiato ci sono sedili che un tempo usavano i monaci e che oggi usa il pubblico per leggere, conversare o riposare.
Una curiosità su FOOD. Il gusto nell'arte al Chiostro del Bramante — dal 17 ottobre 2026
La firma del committente corre tutto intorno al cortile. Il Chiostro del Bramante fu commissionato dal cardinale Oliviero Carafa intorno al 1500, e a dirlo è l'edificio stesso: lo attesta l'iscrizione dedicatoria che abbraccia l'intero perimetro del Chiostro. È una fascia di testo continua, che il visitatore distratto scambia per una cornice e che invece è una dichiarazione di proprietà, di devozione e di prestigio insieme.
Accanto all'iscrizione ci sono gli emblemi gentilizi del cardinale, sovrastati dal cappello cardinalizio, collocati come decoro scultoreo sui pilastri, sia al pianterreno sia al piano superiore. In un'architettura che rinuncia quasi del tutto all'ornamento aggiunto, questi stemmi sono fra i pochi elementi decorativi ammessi, e più che decorazione sono una firma. Bramante toglie tutto quello che non serve alla struttura, e lascia al suo committente lo spazio per dire il proprio nome.
C'è un secondo dettaglio che durante una mostra sul cibo acquista un sapore particolare. Il Chiostro nasceva come luogo di vita comunitaria: al piano terra gli ambienti collettivi, al piano di sopra le stanze. Oggi, in quelle stesse ali, una mostra parla del convivio come dimensione simbolica e sociale del mangiare insieme. E nello stesso complesso c'è la caffetteria, con la Sala delle Sibille e i tavoli lungo il loggiato superiore: il cibo, in questo edificio, è tornato a essere un'occasione di incontro.
Il consiglio pratico è di cercare l'iscrizione prima di entrare nelle sale: si legge meglio con la luce del mattino, quando il cortile è ancora poco affollato, e aiuta a capire che si sta visitando una fondazione del Rinascimento prima ancora che uno spazio espositivo.
Orari di FOOD al Chiostro del Bramante
Dal 17 ottobre 2026 FOOD. Il gusto nell'arte è aperta tutti i giorni: dalla domenica al giovedì dalle 9.30 alle 20, il venerdì e il sabato dalle 9.30 alle 21. La biglietteria e il portone d'ingresso chiudono un'ora prima, cioè alle 19 dalla domenica al giovedì e alle 20 il venerdì e il sabato. Durante le festività gli orari possono cambiare.
Le variazioni delle feste di fine anno
Il Chiostro ha già pubblicato gli orari delle feste natalizie 2026-2027:
- 24 dicembre 2026: dalle 9.30 alle 17, con ultimo ingresso e chiusura della biglietteria alle 16.
- 25 dicembre 2026: dalle 16 alle 21, con ultimo ingresso e chiusura della biglietteria alle 20.
- 31 dicembre 2026: dalle 9.30 alle 19, con ultimo ingresso e chiusura della biglietteria alle 18.
- 6 gennaio 2027: dalle 9.30 alle 21, con ultimo ingresso e chiusura della biglietteria alle 20.
- 26 dicembre 2026 e 1° gennaio 2027: orario consueto.
Il pomeriggio di Natale, con apertura alle 16, è una delle rare occasioni in cui a Roma si può vedere una mostra il 25 dicembre. Per chi ospita parenti e ha bisogno di un programma dopo il pranzo, è una soluzione concreta.
Gli uffici e il telefono
Per informazioni sulla mostra il numero è +39 06 6880 9035, l'indirizzo email è infomostra@chiostrodelbramante.it. Gli uffici del Chiostro rispondono dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18; il Dipartimento educativo, per visite e prenotazioni, dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 16. I biglietti non si prenotano per telefono.
Biglietti e tariffe per FOOD. Il gusto nell'arte
Il biglietto intero per la mostra in corso al Chiostro del Bramante costa 19 euro, secondo il tariffario pubblicato dal Chiostro nella sezione informazioni del sito. I biglietti si comprano tutti i giorni alla biglietteria del Chiostro oppure online, dal sito ufficiale della sede; non possono essere annullati né modificati.
Le tariffe ordinarie
- Intero: 19 euro.
- Bambini fino a 4 anni: gratuito.
- Bambini dai 5 ai 13 anni: 10 euro.
- Ragazzi dai 14 ai 18 anni: 15 euro.
Le riduzioni, solo dal lunedì al venerdì
Le riduzioni valgono dal lunedì al venerdì e si acquistano in cassa. A 17 euro entrano docenti, over 65, giornalisti non accreditati con tesserino, accompagnatori di persone con disabilità e guide abilitate che non accompagnano un gruppo. A 15 euro entrano gli universitari, senza limiti di età, con iscrizione o tesserino, e i donatori di sangue dell'Ospedale pediatrico Bambino Gesù con tessera o certificato di donazione 2026/2027. Il fine settimana, dunque, queste riduzioni non si applicano: chi ne ha diritto fa bene a organizzarsi per un giorno feriale.
Gli ingressi gratuiti
Entrano gratis i bambini da 0 a 4 anni; le persone con disabilità certificata dal 70 per cento in su, con prenotazione obbligatoria tramite il modulo indicato dal Chiostro (per gruppi di tre o più persone con disabilità la prenotazione va fatta via email, indicando nome, cognome, data e orario); i giornalisti iscritti all'Ordine in servizio, previo accredito ed esclusi festivi, sabato e domenica; i docenti che accompagnano la classe in visita guidata, con prenotazione.
Il biglietto Open
Il biglietto Open permette di entrare quando si vuole alla mostra in corso, senza fissare giorno e ora. Costa 22 euro per gli adulti e 15 euro per i bambini dai 5 ai 13 anni, e si acquista online sul circuito indicato dal Chiostro, scegliendo la tariffa Open Adulto o Open Junior. Per chi viene da fuori e non sa ancora in che giorno riuscirà a passare, i tre euro in più comprano una libertà che vale la differenza.
Carta della Cultura Giovani
Con la Carta della Cultura Giovani, l'ex 18app, si può acquistare un biglietto a persona, soltanto di persona in biglietteria e non online.
Una cosa che non ti dice nessuno su FOOD. Il gusto nell'arte al Chiostro del Bramante — dal 17 ottobre 2026
Dal Chiostro si vedono le Sibille di Raffaello senza entrare in chiesa. Lo dice il Chiostro stesso, descrivendo la propria caffetteria: la Sala delle Sibille ha un affaccio diretto sull'affresco delle Sibille di Raffaello, custodito nella chiesa di Santa Maria della Pace. È una di quelle informazioni che si trovano scritte, ma che quasi nessun visitatore mette in pratica, perché arriva per la mostra, esce dalla mostra e se ne va.
La Sala delle Sibille è uno dei due spazi della Caffetteria Bistrot. Le sue pareti e i suoi arredi sono rivestiti dall'opera site-specific del collettivo Fallen Fruit, Trappola d'Amore a Pleasure Palace, del 2021. Quindi, seduti a un tavolo, si ha da una parte un'installazione contemporanea che ricopre la stanza, dall'altra uno dei grandi affreschi del Rinascimento romano. In poche città al mondo si beve un caffè in una situazione del genere.
C'è anche un aspetto pratico che le recensioni non raccontano: il Chiostro specifica che con il passeggino, escluso dal percorso di mostra, si può invece accedere allo spazio caffetteria. Per una famiglia che ha lasciato il passeggino all'ingresso del percorso di mostra, sapere che il bistrot è accessibile risolve più di un problema.
L'altra cosa che nessuno dice riguarda il loggiato superiore. Il Chiostro invita a sedersi anche lungo il loggiato, con vista sul cortile interno: è da lì che si capisce davvero l'architettura di Bramante. Conviene tenere la pausa in caffetteria per la fine della visita, non per l'inizio: dopo un'ora di opere sul cibo, un tavolo davanti alle Sibille è la conclusione più coerente che si possa immaginare.
Come arrivare al Chiostro del Bramante
Il Chiostro del Bramante si trova in Via Arco della Pace 5, nel rione Ponte, a circa 150 metri in linea d'aria dalla parte nord di Piazza Navona. Il centro storico intorno è in gran parte pedonale o a traffico limitato: il modo più semplice per arrivare è combinare un mezzo pubblico con l'ultimo tratto a piedi.
Dalla stazione Termini
Il Chiostro indica gli autobus 64 e 46, con discesa alla fermata Corso Vittorio Emanuele o Chiesa Nuova. La fermata Chiesa Nuova, su Corso Vittorio Emanuele II, dista circa 320 metri in linea d'aria dal Chiostro: si attraversa il rione Parione e si risale verso Santa Maria della Pace. In alternativa si prende la metro A, linea rossa, e si scende a Lepanto o a Spagna, per poi proseguire a piedi o con un autobus: è la soluzione più rapida quando il traffico di superficie è pesante, ma la camminata dalle stazioni della metro è lunga.
Dalla stazione Tiburtina
Da Tiburtina il Chiostro indica il bus 492, con fermata Rinascimento (Senato) o Zanardelli. La fermata Zanardelli, in via Giuseppe Zanardelli, è a circa 160 metri dal Chiostro ed è la più vicina in assoluto; quella di Corso del Rinascimento, accanto al Senato, è a circa 370 metri e fa passare dalla parte orientale di Piazza Navona. Il sito del Chiostro cita anche la metro B, fermata Colosseo, ma dal Colosseo al Chiostro c'è un bel tratto: la considero un'opzione solo per chi arriva a Roma già con quella linea.
A piedi dai luoghi più noti
I tempi a piedi pubblicati dal Chiostro sono utili per chi costruisce una giornata nel centro: Pantheon 8 minuti, Campo de' Fiori 9 minuti, Castel Sant'Angelo 9 minuti, Largo di Torre Argentina 10 minuti, Fontana di Trevi 14 minuti. In pratica il Chiostro è a metà strada fra il Tevere e il Pantheon, e ci si arriva camminando da quasi ogni punto del centro storico.
In auto
Il centro storico è zona a traffico limitato, e lo stesso Chiostro, quando organizza i campi per bambini, indica come punto di raccolta alternativo il Lungotevere all'angolo con via Zanardelli, «fuori ZTL». È l'indicazione più onesta che si possa dare: chi arriva in auto lascia la macchina fuori dalla ZTL e fa l'ultimo tratto a piedi, attraversando via Zanardelli. Controllate sempre gli orari di attivazione dei varchi prima di mettervi in strada.
Il consiglio che ti do per visitare FOOD. Il gusto nell'arte al Chiostro del Bramante — dal 17 ottobre 2026
Andate di mattina, in un giorno feriale, all'apertura delle 9.30. Il consiglio è netto e ha tre ragioni concrete. La prima è economica: le riduzioni per docenti, over 65, universitari e altre categorie valgono soltanto dal lunedì al venerdì, e chi ne ha diritto nel fine settimana paga l'intero. La seconda è di spazio: le sale del Chiostro sono ambienti conventuali riconvertiti, non grandi saloni, e una mostra di successo in queste stanze si riempie in fretta. La terza è di luce: il cortile di Bramante al mattino ha un'ombra netta sotto il portico e un chiarore morbido sul loggiato, ed è il momento giusto per guardarlo prima di entrare nelle sale.
Se il feriale non è possibile, puntate sul venerdì o sul sabato sera. In quei giorni la mostra resta aperta fino alle 21, con ultimo ingresso alle 20: un'ora e mezza di visita dalle 19 in poi permette di uscire all'ora dell'aperitivo, e la caffetteria del Chiostro è proprio lì, dentro lo stesso complesso. È la combinazione che propongo più spesso a chi viene a Roma per un fine settimana e non vuole sacrificare la mattina ad altro.
Il secondo consiglio riguarda il biglietto. Chi ha una data precisa compra l'intero o la riduzione; chi non sa quando riuscirà a venire prende il biglietto Open, 22 euro per gli adulti. Per le famiglie, invece, conviene guardare prima il calendario delle domeniche in famiglia: dal 1° novembre 2026, ogni domenica alle 10.30, il laboratorio con ingresso alla mostra costa 15 euro per i bambini dai 4 ai 10 anni e 19 euro per gli adulti accompagnatori, cioè quanto il solo biglietto intero.
Ultimo consiglio: fate il giro del cortile due volte, una all'arrivo e una all'uscita. La mostra parla di cibo come memoria e convivio; il Chiostro è stato per secoli un luogo di vita comune. Tenere insieme le due cose è quello che trasforma un'ora di visita in un ricordo preciso.
Accessibilità, passeggini e servizi al Chiostro del Bramante
Il Chiostro del Bramante è accessibile in sedia a rotelle dall'ingresso di Via Arco della Pace 5, dove si può collocare una pedana mobile, e ha un ascensore per il primo piano. Il Chiostro avverte però che alcune opere allestite non sono pienamente accessibili, e le regole cambiano da mostra a mostra: conviene chiamare prima.
Sedie a rotelle e ascensore
L'ascensore ha porte di 80 centimetri, sia in entrata sia in uscita, e una cabina di 100 per 135 centimetri. Il personale fornisce indicazioni sull'uso. Per le dimensioni di alcune opere, nelle mostre recenti il percorso era accessibile soltanto con sedie a rotelle manuali e non con carrozzine elettriche; il Chiostro mette a disposizione su richiesta una sedia a rotelle di cortesia. Per FOOD, chi usa una carrozzina elettrica fa bene a chiedere conferma al +39 06 6880 9035 prima della visita.
Passeggini
I passeggini non sono ammessi nel percorso di mostra, per la sicurezza delle opere. Il personale di sala indica dove lasciarli all'interno del Chiostro. Con il passeggino si può invece entrare nello spazio caffetteria. Chi ha un bambino piccolo porti un marsupio o una fascia: il percorso si fa in braccio.
Visite in LIS e percorsi inclusivi
Il Dipartimento educativo organizza visite guidate a FOOD in Lingua dei Segni Italiana, dedicate alle persone sorde, e la LIS è disponibile su richiesta anche per le visite di gruppo. Nella sua presentazione, DART indica fra gli obiettivi una comunicazione inclusiva che va dalle audioguide alle visite accessibili in LIS e tattili.
Bookshop, caffetteria, residenze
All'interno ci sono il bookshop, con cataloghi delle mostre, oggetti di design e ricordi, e la Caffetteria Bistrot. Il Chiostro affitta anche tre residenze nel centro storico, La Torretta, Le Campane e il Loft, per chi vuole dormire letteralmente dentro un complesso rinascimentale.
FOOD con i bambini: domeniche, Halloween e vacanze di Natale
Con FOOD. Il gusto nell'arte il Chiostro del Bramante propone un programma per famiglie che parte il 31 ottobre 2026 e prosegue ogni domenica dal 1° novembre 2026 al 21 marzo 2027. È fra le offerte per bambini più strutturate delle mostre romane di questa stagione, e ha il pregio di essere pensata sul tema della mostra, non incollata sopra.
Le domeniche in famiglia
Ogni domenica dal 1° novembre 2026 al 21 marzo 2027, alle 10.30, grandi e piccoli partecipano a un'attività di circa 60 minuti: accoglienza negli spazi esterni del Chiostro, momento di mediazione sulle opere esterne, laboratorio esperienziale. Poi le famiglie proseguono la visita alla mostra da sole. Le lingue sono italiano e inglese. I prezzi, comprensivi di ingresso alla mostra, sono 15 euro per i bambini dai 4 ai 10 anni e 19 euro per gli adulti accompagnatori; i fratelli più piccoli che partecipano solo in parte pagano un ridotto di 10 euro. Si prenota con il modulo del Chiostro entro il venerdì precedente, oppure ci si presenta in biglietteria 15 minuti prima, se ci sono posti. Si paga in biglietteria, 15 minuti prima dell'inizio.
Halloween da gustare, 31 ottobre
Il 31 ottobre il Chiostro organizza un laboratorio creativo ispirato alla mostra, in cui ingredienti, forme e colori servono a inventare storie e trasformare la tavola in un universo fantastico. Gli appuntamenti sono due: alle 10.30 per bambini dai 3 ai 5 anni, alle 11.30 per bambini dai 6 ai 9 anni. Dopo il laboratorio le famiglie visitano la mostra in autonomia. Il 31 ottobre è un sabato: la mostra resta aperta fino alle 21.
Chiostro Winter Art, 28, 29 e 30 dicembre
Durante le vacanze di Natale torna Chiostro Winter Art, per bambine e bambini dai 4 agli 11 anni. Nelle giornate del 28, 29 e 30 dicembre i partecipanti seguono un percorso ispirato alla mostra, tra opere, colori, materiali e storie legate al cibo. Le iscrizioni sono aperte fino a esaurimento posti e si fanno scrivendo a infomostra@chiostrodelbramante.it. Nelle edizioni precedenti del programma, pasti e merende erano preparati dallo chef della Caffetteria Bistrot: per i dettagli della versione invernale conviene chiedere al Dipartimento educativo.
Cosa funziona con i bambini in questa mostra
Il cibo è un argomento che i bambini conoscono meglio degli adulti: sanno cosa amano, cosa odiano e perché. Vale la pena trasformare la visita in un gioco semplice, chiedendo davanti a ogni opera «lo mangeresti?». Funziona dai quattro anni in su e produce conversazioni sorprendenti. Ricordate che il passeggino si lascia all'ingresso del percorso.
Scuole, gruppi e visite guidate a FOOD
Il Dipartimento educativo del Chiostro del Bramante ha preparato per FOOD. Il gusto nell'arte percorsi per ogni ordine di scuola e una visita guidata per adulti, tutti su prenotazione, con durata di circa 90 minuti. Sono condotti da storici dell'arte ed educatori museali, in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco e, su richiesta, in LIS.
Racconti d'arte e di cibo, la visita per adulti
La visita guidata per gruppi di adulti, studenti universitari e private tour si chiama Racconti d'arte e di cibo. Legge le opere in chiave storico-artistica e approfondisce il dialogo fra arte, design, cinema e creatività contemporanea. Costa 110 euro a gruppo più 15 euro a partecipante, con un omaggio ogni 10 persone e un massimo di 25 partecipanti per gruppo. Va prenotata con il modulo del Chiostro almeno 7 giorni lavorativi prima, e la prenotazione vale solo dopo la mail di conferma.
I percorsi per le scuole
- Scuola dell'infanzia, I colori del gusto: visita e laboratorio di collage su frutti e ortaggi ispirati ai colori delle opere.
- Scuola primaria, Il ricettario dell'arte: visita animata con un supporto illustrato che diventa un ricettario personale.
- Scuola primaria, La fantasia è servita: arte, design e oggetti della tavola, con un laboratorio che trasforma un utensile da cucina in un personaggio.
- Secondaria di primo grado, Mangiare con gli occhi: arte ed educazione alimentare, con la progettazione di un piatto equilibrato.
- Secondaria di secondo grado, Nutrire lo sguardo: visita tematica sul cibo come fenomeno culturale, sociale e artistico.
Per le scuole il costo è di 90 euro a gruppo più 5 euro a studente; accompagnatori e alunni con disabilità entrano gratis. I gruppi hanno un massimo di 25 persone, fino a quattro gruppi nello stesso orario.
Architettura: Bramante e Raffaello a Roma
Accanto alla mostra, il Chiostro propone un progetto educativo dedicato all'architettura di Bramante e Raffaello a Roma, che usa gli spazi del Chiostro come luogo vivo in cui forme e proporzioni del passato dialogano con il presente. Per un gruppo scolastico che studia il Rinascimento, abbinare questo percorso a FOOD è la scelta più intelligente: una mattina sola, due lezioni diverse.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Bramante arrivò a Roma da Milano dopo la caduta di Ludovico il Moro. Lo ricordano tutti i manuali, e lo ricorda anche la storia pubblicata dal Chiostro, ma raramente qualcuno lo collega a quello che si vede nel cortile di Via Arco della Pace. Eppure il legame è diretto: il Chiostro è la prova visibile di un cambio di stile che nasce da un cambio di città.
A Milano, spiega il testo del Chiostro, Bramante era più vicino alle influenze del periodo gotico precedente, diffuse soprattutto nel nord Europa. A Roma, invece, riafferma in modo radicale la classicità e bandisce ogni decorazione aggiunta a favore della potenza degli elementi strutturali. Lo stesso architetto passa da un linguaggio ricco a un linguaggio asciutto, quasi severo. La Roma dell'antichità, con le sue rovine ancora in piedi, fa il resto.
Il secondo fatto, altrettanto noto e altrettanto trascurato, riguarda il seguito della carriera. A Roma Bramante diventerà primo architetto di papa Giulio II e sarà grande rivale di Michelangelo. Il Chiostro, commissionato intorno al 1500, viene prima di tutto questo: è il lavoro di un architetto già maturo, appena arrivato, che lavora per un cardinale. Chi vuole capire il Bramante degli anni successivi trova a Roma altri luoghi che portano il suo nome, come il Tempietto del Bramante.
Perché conta, per chi viene a vedere una mostra sul cibo? Perché anche FOOD, come ogni mostra del Chiostro, si muove dentro questa architettura. Le sale al piano terra e al piano superiore sono le stesse stanze che Bramante aveva pensato per la vita comune e per l'abitazione. Il rigore delle proporzioni che si vede nel cortile è lo stesso che, entrando, dà misura agli spazi della mostra.
Dove mangiare al Chiostro e nei dintorni
La Caffetteria Bistrot del Chiostro del Bramante è il posto più coerente dove mangiare dopo una mostra sul cibo: si trova dentro il Chiostro ed è aperta a colazione, pranzo, tè e aperitivo. È divisa in due spazi, la caffetteria vera e propria e la Sala delle Sibille, con servizio al tavolo.
Colazione, pranzo, aperitivo
Il Chiostro presenta così la propria offerta: al mattino caffè e il «Macchiatone» in tazza grande, brownies, muffin e cookies, spremute; a pranzo piatti internazionali e della cucina italiana, con torte fatte in casa, risotti e zuppe fra le specialità; la sera l'aperitivo con cocktail sulla terrazza panoramica della caffetteria, con vista sui tetti. Il loggiato superiore è uno dei posti dove sedersi. Dalla home page del sito del Chiostro si può prenotare un tavolo.
Nei dintorni
Il Chiostro è stretto fra via dei Coronari, a ovest, e Piazza Navona, a sud est. Intorno ci sono le trattorie romane classiche, le enoteche con cucina, i bar per un tramezzino veloce e, in direzione di Campo de' Fiori, forni e banchi di pizza al taglio. Le piazze più belle sono anche le più care: spostandosi di una o due strade dai lati di Piazza Navona i prezzi scendono e la cucina, spesso, migliora. Una regola: diffidate dei menu fotografati in otto lingue esposti su un cavalletto.
Il senso del percorso
Chi esce da una mostra che parla di convivio e va a mangiare in una trattoria di rione fa la cosa più giusta. Il cibo romano è esattamente quel patrimonio culturale e quell'identità di cui parla la presentazione di FOOD: vale la pena sedersi, ordinare con calma e guardare cosa mangiano i tavoli accanto.
La foto giusta da fare a FOOD. Il gusto nell'arte al Chiostro del Bramante — dal 17 ottobre 2026
La foto giusta si fa dal loggiato superiore, guardando giù verso il cortile e verso il lato opposto. Da lì si vedono insieme i due ordini del Chiostro: sotto il portico con quattro archi per lato e le paraste ioniche, sopra il loggiato composito dove pilastri e colonne corinzie si alternano e sostengono l'architrave. La composizione migliore mette al centro dell'inquadratura una colonnina del piano superiore esattamente sopra la chiave di un arco sottostante: è il dettaglio in asse che rende unico questo cortile, e in fotografia funziona come una linea guida perfetta.
Per la luce, il consiglio è semplice. La mattina, all'apertura delle 9.30, il cortile è diviso fra ombra e sole in modo netto, e i pilastri disegnano righe regolari sul pavimento del portico. È il momento per un'immagine in bianco e nero o comunque molto contrastata. Nel tardo pomeriggio la luce diventa più calda e morbida e il cortile assume un tono dorato, adatto a una foto più atmosferica. Il Chiostro stesso parla degli effetti di luci e ombre creati da queste strutture come di uno dei suoi caratteri.
La seconda foto da fare è un dettaglio: uno degli stemmi del cardinale Oliviero Carafa sui pilastri, con il cappello cardinalizio scolpito sopra, oppure un tratto dell'iscrizione dedicatoria che corre intorno al perimetro. Sono immagini che non fa quasi nessuno e che, sui social, raccontano il luogo meglio di cento panoramiche.
La terza è quella che lega la visita al tema della mostra: un tavolo della caffetteria con il cortile sullo sfondo. Per le fotografie dentro le sale, invece, le regole cambiano da mostra a mostra e da opera a opera, in base agli accordi con i prestatori: chiedete sempre al personale di sala prima di scattare, e non usate il flash.
Il quartiere intorno: Ponte, Parione e Piazza Navona
Il Chiostro del Bramante si trova nel rione Ponte, al confine con Parione, in una delle zone più dense di monumenti della città: nel raggio di duecento metri ci sono Piazza Navona, Palazzo Altemps e il Museo Napoleonico. È il posto giusto per costruire una giornata intera a piedi.
Piazza Navona e i suoi sotterranei
Piazza Navona è a un passo, verso sud est. Chi vuole vedere cosa c'è sotto la piazza può visitare i resti dello Stadio di Domiziano, sotto il livello della piazza. Sul lato meridionale, a Palazzo Braschi, il Museo di Roma ospita dall'autunno 2026 la mostra dedicata a Keith Haring: due mostre a pochi minuti di distanza, due mondi opposti, una sola mattinata.
Palazzo Altemps e il Museo Napoleonico
Palazzo Altemps, in piazza di Sant'Apollinare, è a circa 190 metri dal Chiostro. Il Museo Napoleonico, in piazza di Ponte Umberto I, è a circa 200 metri, affacciato verso il Tevere. Sono due visite brevi e poco affollate, perfette per completare una giornata.
Via dei Coronari e il Tevere
Via dei Coronari, pedonale, passa a pochi metri dal Chiostro verso ovest: si percorre fino al Tevere e da lì, attraversando il fiume, si arriva a Castel Sant'Angelo, che il Chiostro indica a 9 minuti a piedi. È la passeggiata che consiglio a chi esce dalla mostra verso il tramonto.
Verso il Pantheon
Nella direzione opposta, il Pantheon è a 8 minuti a piedi, passando per le strade che portano da Piazza Navona a piazza della Rotonda. Chi vuole restare sul tema del Rinascimento trova nella scheda Raffaello a Roma i luoghi dove seguire l'altro protagonista di questo angolo di città.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Intorno al 1500 il cardinale Oliviero Carafa commissiona il Chiostro a Donato Bramante, appena arrivato a Roma da Milano dopo la caduta di Ludovico il Moro. È l'atto di nascita dell'edificio, e resta scritto sulla pietra: l'iscrizione dedicatoria corre lungo tutto il perimetro del cortile, e gli stemmi del cardinale con il cappello cardinalizio segnano i pilastri dei due piani. Il Chiostro nasce come parte del complesso di Santa Maria della Pace, la chiesa che custodisce le Sibille di Raffaello.
Per secoli il Chiostro è un luogo di vita religiosa. Al piano terra si svolgono le attività collettive, al piano superiore si abita; i monaci siedono sui sedili alla base dei pilastri del loggiato. Le pareti del portico accolgono monumenti sepolcrali della fine del Quattrocento, e nelle lunette si dipingono storie della vita di Maria.
Nel 1996 comincia la seconda vita dell'edificio. Da un'idea di Patrizia de Marco nasce DART, la società che riqualifica gli spazi, li apre al pubblico e trasforma gli ambienti conventuali in spazio espositivo, con caffetteria e bookshop. Da allora il Chiostro diventa uno dei luoghi di riferimento per le mostre a Roma, con una rete di rapporti che il Chiostro stesso elenca: Louvre, Tate Modern, British Museum, Musei Vaticani, Metropolitan Museum di New York, National Gallery di Londra.
Gli anni più recenti sono scanditi dalle mostre. Dal 5 maggio 2021 al 9 gennaio 2022 il Chiostro ospita All About Banksy: Exhibition 2. Nel 2021 il collettivo Fallen Fruit riveste la Sala delle Sibille con un'opera site-specific. Dal 14 febbraio 2025 al 22 febbraio 2026 Flowers porta al Chiostro oltre 90 opere da 10 Paesi, con prestiti del Louvre e del Musée d'Orsay. Dal 18 marzo al 6 settembre 2026 Flowers. Meravigliosa Natura porta fra le sale il diorama dedicato agli Oceani e alla Foresta Bavarese, prestato dal Museo Civico di Zoologia di Roma e dalla Sovrintendenza Capitolina. Dal 17 ottobre 2026 è la volta di FOOD.
La collezione permanente che accompagna la visita a FOOD
Chi visita FOOD. Il gusto nell'arte vede anche la collezione permanente del Chiostro del Bramante, che il Chiostro presenta con il progetto Outside Exhibition e che si visita con lo stesso biglietto. È una parte della visita che molti attraversano senza accorgersene, e che invece merita una sosta.
Alfredo Jaar e Michelangelo Pistoletto, due neon
Fra le opere esposte ci sono due lavori al neon. Il primo è Be Afraid of the Enormity of the Possible di Alfredo Jaar, del 2022, un'opera concessa dall'artista e dalla Galleria Lia Rumma di Milano; il Chiostro descrive Jaar come un artista che esplora temi sociali e politici attraverso installazioni concettualmente potenti. Il secondo è Love Difference (Neon) di Michelangelo Pistoletto, del 2022, prodotto e commissionato proprio da DART, in prestito da Cittadellarte, Fondazione Pistoletto di Biella. Pistoletto, una delle figure principali dell'arte povera, era stato protagonista al Chiostro con la mostra Infinity.
Ian Davenport, la scala dipinta
Poured Staircase di Ian Davenport, del 2021, è pittura su MDF, in prestito dallo studio dell'artista. Il Chiostro presenta Davenport come un artista noto per le sue opere astratte, con l'uso vibrante del colore e la tecnica del dripping. In un edificio dove tutto è misura e proporzione, una scala di colore colato è un contrappunto riuscito.
Fallen Fruit e la Sala delle Sibille
Il collettivo Fallen Fruit è formato da David Allen Burns e Austin Young, e il suo lavoro è legato alle idee di luogo e di conoscenza fra generazioni. La loro opera nella Sala delle Sibille è la parte della collezione che si vive, più che si guarda: ci si siede dentro, si ordina, si osserva. Austin Young aveva firmato anche l'installazione che nel 2025 trasformava l'esterno del Chiostro durante Flowers.
Chi è passato da FOOD. Il gusto nell'arte al Chiostro del Bramante — dal 17 ottobre 2026
Il primo nome è quello dell'architetto. Donato Bramante (1444-1515) lavora al Chiostro subito dopo il trasferimento da Milano a Roma, e da qui comincia la carriera romana che lo porterà a diventare primo architetto di papa Giulio II e grande rivale di Michelangelo. Il secondo è il committente, il cardinale Oliviero Carafa, che intorno al 1500 affida il progetto a Bramante e lascia la propria firma nell'iscrizione dedicatoria che circonda il cortile e i propri stemmi sui pilastri. Il terzo nome è quello di Raffaello, le cui Sibille si trovano nella chiesa attigua di Santa Maria della Pace, parte dello stesso complesso.
Per secoli, poi, il Chiostro è stato abitato da una comunità religiosa: i monaci che sedevano alla base dei pilastri del loggiato, sugli stessi sedili dove oggi si siede il pubblico, sono la presenza più lunga e più anonima di questa storia.
La storia contemporanea ha altri protagonisti. Patrizia de Marco, che nel 1996 ha immaginato il Chiostro come spazio espositivo, e le figlie Laura, Giulia e Natalia de Marco, che oggi guidano DART. Michelangelo Pistoletto, protagonista della mostra Infinity e autore del neon Love Difference commissionato dal Chiostro. David Allen Burns e Austin Young, cioè Fallen Fruit, che hanno trasformato la Sala delle Sibille. Alfredo Jaar e Ian Davenport, presenti con le loro opere nella collezione permanente.
E poi le opere, che a volte passano da un luogo più delle persone. Tra le sale del Chiostro sono passati i lavori di Banksy, con le due mostre All About Banksy; i fiori di Jan Brueghel il Vecchio, le opere di Girolamo Pini, le opere di Edward Burne-Jones e William Morris, le sculture di Ai Weiwei e Kapwani Kiwanga, le installazioni di Studio Drift e di Rebecca Louise Law durante Flowers. La voce di Alessandro Preziosi ha raccontato quella mostra nel podcast ufficiale. Da ottobre 2026 tocca a Suzanne Landau, che firma la cura di FOOD dopo aver collaborato ai due capitoli di Flowers.
Roma tra autunno e inverno: quando andare a FOOD
FOOD. Il gusto nell'arte apre il 17 ottobre 2026, e il programma per famiglie è già annunciato fino al 21 marzo 2027: la mostra attraversa quindi l'autunno e l'inverno romani. È una buona stagione per una mostra al chiuso, e il Chiostro ha un vantaggio sugli altri spazi: il cortile.
Ottobre e novembre
Le prime settimane sono di solito le più richieste, con la curiosità dell'apertura e il pubblico delle gite d'autunno. Ottobre a Roma ha spesso giornate ancora miti, in cui il cortile e il loggiato del Chiostro si godono all'aperto. Novembre porta le prime piogge: il portico di Bramante, in quei giorni, è il riparo più elegante del centro storico.
Le feste di fine anno
Fra Natale e l'Epifania il centro di Roma si riempie. Il Chiostro ha già pubblicato gli orari speciali, compresa l'apertura pomeridiana del 25 dicembre dalle 16 alle 21. Per le famiglie, i tre giorni di Chiostro Winter Art, il 28, 29 e 30 dicembre, sono un modo per tenere occupati i bambini dentro un luogo d'arte. Per quel periodo il consiglio è comprare prima il biglietto Open e scegliere la mattina presto o la sera.
Gennaio e febbraio
Dopo l'Epifania la città si svuota di turisti e le mostre respirano. Per chi vive a Roma è il periodo migliore per vedere FOOD con calma, magari in un giorno feriale con la riduzione.
Come organizzare la visita a FOOD. Il gusto nell'arte
La visita a FOOD. Il gusto nell'arte al Chiostro del Bramante richiede, a seconda del passo, fra un'ora e un'ora e mezza; la visita guidata ufficiale dura circa 90 minuti. Aggiungendo il cortile, la collezione permanente e una pausa in caffetteria, conviene contare due ore piene.
Mezza giornata tra Chiostro e Piazza Navona
Arrivo alle 9.30, dieci minuti nel cortile, un'ora e mezza di mostra, caffè nella Sala delle Sibille, con vista sull'affresco. Poi Piazza Navona, che si raggiunge in due minuti, e, per chi ha ancora energie, lo Stadio di Domiziano o Palazzo Altemps. Pranzo in una trattoria del rione.
Sera del venerdì o del sabato
Ingresso verso le 18.30, visita fino alle 20 o poco dopo, aperitivo in caffetteria, cena fra Parione e Campo de' Fiori. È il programma che funziona meglio con gli amici e con le coppie.
Con una guida
Per un gruppo di amici o per una famiglia numerosa la visita guidata ufficiale del Chiostro è una buona soluzione: 90 minuti, massimo 25 persone, in cinque lingue più LIS. Chi vuole allargare il racconto al Rinascimento romano, a Bramante, a Raffaello e al rione, può affiancare alla mostra una passeggiata con una guida esperta del centro storico.
Cosa portare
Un documento se si ha diritto a una riduzione; il tesserino universitario o l'iscrizione per gli studenti; il certificato per i donatori di sangue del Bambino Gesù; un marsupio per i più piccoli, visto che il passeggino resta fuori dal percorso. Per chi non ha comprato online, un po' di pazienza in biglietteria nei fine settimana.
Domande frequenti su FOOD. Il gusto nell'arte
Quando apre la mostra FOOD al Chiostro del Bramante?
FOOD. Il gusto nell'arte apre al Chiostro del Bramante dal 17 ottobre 2026. La data di chiusura non è ancora stata pubblicata dal Chiostro; il programma delle domeniche in famiglia legato alla mostra è già annunciato fino al 21 marzo 2027. Per la data finale conviene consultare il sito ufficiale del Chiostro prima di organizzare la visita.
Quanto costa il biglietto per FOOD al Chiostro del Bramante?
Il tariffario del Chiostro del Bramante indica 19 euro per l'intero, 10 euro per i bambini dai 5 ai 13 anni, 15 euro per i ragazzi dai 14 ai 18 anni, ingresso gratuito fino a 4 anni. Dal lunedì al venerdì ci sono riduzioni a 17 e 15 euro per alcune categorie. Il biglietto Open costa 22 euro per gli adulti e 15 per i bambini.
Quali sono gli orari di FOOD. Il gusto nell'arte?
FOOD. Il gusto nell'arte è aperta dal 17 ottobre 2026 dalla domenica al giovedì dalle 9.30 alle 20, il venerdì e il sabato dalle 9.30 alle 21. La biglietteria e il portone chiudono un'ora prima, quindi l'ultimo ingresso è alle 19 o alle 20. Nelle feste di fine anno gli orari cambiano: il 25 dicembre, per esempio, si entra dalle 16 alle 20.
Come si arriva al Chiostro del Bramante con i mezzi?
Il Chiostro del Bramante, in Via Arco della Pace 5, si raggiunge da Termini con i bus 64 o 46, fermata Corso Vittorio Emanuele o Chiesa Nuova, oppure con la metro A fino a Lepanto o Spagna. Da Tiburtina c'è il bus 492, fermata Rinascimento o Zanardelli. La fermata Zanardelli è a circa 160 metri dall'ingresso.
Si può visitare FOOD con il passeggino?
No, al Chiostro del Bramante i passeggini non sono ammessi nel percorso della mostra, per la sicurezza delle opere. Il personale indica dove lasciarli all'interno del Chiostro, e con il passeggino si può entrare nella caffetteria. Per i bambini piccoli conviene portare un marsupio o una fascia.
Ci sono attività per bambini a FOOD. Il gusto nell'arte?
Sì, per FOOD. Il gusto nell'arte il Chiostro organizza le domeniche in famiglia, ogni domenica alle 10.30 dal 1° novembre 2026 al 21 marzo 2027, con laboratorio e ingresso a 15 euro per i bambini dai 4 ai 10 anni e 19 euro per gli adulti. Ci sono anche un laboratorio di Halloween il 31 ottobre e Chiostro Winter Art il 28, 29 e 30 dicembre.
Il Chiostro del Bramante è accessibile in sedia a rotelle?
Il Chiostro del Bramante è accessibile dall'ingresso di Via Arco della Pace 5 con pedana mobile, e un ascensore con porte di 80 centimetri porta al primo piano. Alcune opere non sono pienamente accessibili e nelle mostre recenti il percorso era percorribile solo con sedie a rotelle manuali. Le persone con disabilità dal 70 per cento entrano gratis con prenotazione.
Si possono prenotare visite guidate a FOOD?
Sì, il Dipartimento educativo del Chiostro del Bramante organizza la visita guidata Racconti d'arte e di cibo: circa 90 minuti, 110 euro a gruppo più 15 euro a partecipante, massimo 25 persone. Si prenota con il modulo del Chiostro almeno 7 giorni lavorativi prima, in italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco o LIS.
Il consiglio finale su FOOD al Chiostro del Bramante
Un consiglio, uno solo: non trattate FOOD come una mostra da spuntare. Arrivate presto, guardate il cortile di Bramante prima di entrare, leggete l'iscrizione del cardinale Carafa, poi entrate nelle sale con una domanda in testa, quella che la mostra stessa pone: cosa diciamo di noi quando mangiamo, e quando mettiamo il cibo in un'immagine. All'uscita salite in caffetteria, sedetevi davanti alle Sibille e chiudete il cerchio. Un'ora e mezza così vale più di tre mostre viste di corsa.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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