Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori al Teatro dell’Opera di Roma — 18 marzo 2027
L'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori suona al Teatro Costanzi, la sala principale del Teatro dell'Opera di Roma in piazza Beniamino Gigli 7, giovedì 18 marzo 2027 alle ore 20:00, diretta da Ignazio Maria Schifani. In programma due concerti inediti di Ranieri Nanni, uno per fagotto e uno per oboe e orchestra, datati 1821 e proposti in prima esecuzione moderna, e la Prima Sinfonia in do maggiore op. 21 di Ludwig van Beethoven su strumenti storici, nell'anno dei duecento anni dalla morte del compositore. Il teatro si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure con i bus che percorrono via Nazionale e via Depretis. I prezzi sono pubblicati sulla pagina ufficiale del concerto sul sito del Teatro dell'Opera di Roma; i biglietti si comprano alla biglietteria del teatro in piazza Beniamino Gigli 1 o sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal sito ufficiale.

È una serata speciale nel cartellone 2026/2027 del Teatro dell'Opera: un'orchestra formata negli istituti di alta formazione musicale italiani, un direttore specialista di musica antica, due pagine rimaste chiuse per due secoli nella biblioteca di un conservatorio siciliano e una sinfonia che tutti credono di conoscere, restituita al suono degli strumenti per cui fu scritta. Il progetto è del Ministero dell'Università e della Ricerca, in collaborazione con il Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo.
L'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori al Costanzi in breve
Il concerto dell'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori è una data unica: giovedì 18 marzo 2027, ore 20:00, Teatro Costanzi. Il teatro lo inserisce fra gli Eventi Speciali della stagione 2026/2027, fuori dai titoli d'opera e di balletto.
Data, ora e sala
La pagina ufficiale indica una sola rappresentazione, giovedì 18 marzo alle 20:00, al Teatro Costanzi. La durata non è pubblicata. Con due concerti solistici e una sinfonia classica, la serata ha la misura di un concerto sinfonico di media lunghezza, con ogni probabilità diviso da un intervallo; l'articolazione esatta va verificata sul sito del teatro a ridosso della data.
Chi suona e chi dirige
Sul podio c'è Ignazio Maria Schifani, clavicembalista e organista palermitano, docente di Teoria e Prassi del Basso Continuo al Conservatorio di Palermo e coordinatore dell'orchestra. L'orchestra è l'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori, che riunisce giovani musicisti provenienti dai conservatori italiani.
I solisti
La pagina romana del concerto non riporta i nomi dei solisti di oboe e fagotto. Il Teatro Massimo di Palermo, che ospita lo stesso programma domenica 14 marzo 2027 alle 20:30 nella Sala Grande, indica Gioacchino Comparetto all'oboe e Alessandro Nasello al fagotto. È ragionevole pensare a una tournée con la stessa formazione, ma la conferma per la data romana va cercata sul sito del Teatro dell'Opera.
Biglietti
I biglietti sono in vendita alla biglietteria del Teatro dell'Opera, in piazza Beniamino Gigli 1, e sul circuito di prevendita autorizzato a cui rimanda il sito ufficiale. I prezzi per questa serata sono pubblicati sul sito del teatro. Chi ha meno di trent'anni farà bene a controllare le agevolazioni giovani previste dalla fondazione per la stagione in corso.
Il programma: Ranieri Nanni e la Prima di Beethoven
Il programma accosta due concerti di Ranieri Nanni scritti nel 1821 e mai eseguiti in epoca moderna alla Prima Sinfonia di Beethoven, composta fra il 1799 e il 1800. Due mondi separati da venti anni, suonati con lo stesso tipo di strumenti.
Due concerti ritrovati a Palermo
Il Concerto per fagotto e il Concerto per oboe e orchestra di Ranieri Nanni portano la data del 1821 e sono dedicati a Don Ferdinando Monroy, Principe di Ranchibile. I manoscritti sono custoditi nella Biblioteca del Conservatorio di Palermo, e il Teatro dell'Opera li presenta come inediti in prima esecuzione moderna: nessuno, in tempi recenti, li ha ascoltati in sala. La dedica a un aristocratico palermitano colloca le due partiture nel mondo della musica strumentale siciliana del primo Ottocento, quando i fiati solisti avevano un pubblico appassionato nei salotti nobiliari.
Perché oboe e fagotto
Oboe e fagotto sono gli strumenti ad ancia doppia della famiglia dei legni, il primo acuto e cantabile, il secondo grave e capace di una comicità sorprendente. Ascoltati su strumenti d'epoca, con meno chiavi e un'intonazione più morbida di quelli moderni, cambiano colore: l'oboe diventa più nasale e vocale, il fagotto più rotondo. Due concerti per questi strumenti nella stessa serata permettono di confrontarli direttamente.
La Prima Sinfonia di Beethoven
La Sinfonia n. 1 in do maggiore op. 21 fu composta da Beethoven fra il 1799 e il 1800 ed eseguita per la prima volta il 2 aprile 1800 al Burgtheater di Vienna. Beethoven arrivò alla sinfonia relativamente tardi: alla sua età Mozart ne aveva già scritte decine, Haydn quasi venti. L'introduzione lenta di dodici battute si apre con un accordo che non appartiene alla tonalità d'impianto, un gesto armonico che dovette stupire i primi ascoltatori; il terzo movimento, segnato come minuetto, è in realtà uno scherzo trascinante, il movimento più nuovo della partitura.
Con strumenti storici
La sinfonia è eseguita con strumenti storici, in occasione del bicentenario della morte di Beethoven. Significa archi con corde di budello, fiati naturali senza pistoni, timpani più secchi e un organico vicino a quello per cui Beethoven scriveva. Il risultato, a nostro giudizio, è una Prima meno monumentale e più tagliente, in cui gli accenti e le dissonanze riprendono la forza che avevano nel 1800.
Chi è l'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori
L'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori è un progetto del Ministero dell'Università e della Ricerca, realizzato in collaborazione con il Conservatorio Alessandro Scarlatti di Palermo, e coordinato da Ignazio Maria Schifani. Riunisce studenti e giovani musicisti degli istituti di alta formazione musicale italiani specializzati nella prassi esecutiva storica.
Un'orchestra dei conservatori
La sigla ONB, usata dal Teatro Massimo di Palermo per indicarla, identifica un'orchestra che non appartiene a un singolo istituto ma all'intero sistema dei conservatori. È un modello diverso da quello dei grandi ensemble barocchi privati: qui la formazione è parte del progetto, e il concerto è anche il punto d'arrivo di un percorso di studio.
Già ospite del Costanzi
Non è la prima volta che l'orchestra suona al Costanzi. Lunedì 28 aprile, nella stagione 2024/2025, il Teatro dell'Opera di Roma l'ha ospitata con Ignazio Maria Schifani nella Gloria di primavera di Alessandro Scarlatti, eseguita in occasione dei trecento anni dalla morte del compositore, con i solisti Jiayu Jin, Martina Licari, Chiara Brunello, Luca Cervoni e Antonino Arcilesi e una durata di circa 160 minuti. Il concerto del 2027 prosegue quella collaborazione.
A Palermo e altrove
L'orchestra ha una presenza regolare al Teatro Massimo di Palermo, dove ha eseguito con Schifani gli Stabat Mater di Alessandro Scarlatti e di Pergolesi, e dove il programma Nanni e Beethoven è in cartellone quattro giorni prima di Roma. Il legame con il conservatorio intitolato a Scarlatti spiega la frequenza del compositore palermitano nei suoi programmi.
Ignazio Maria Schifani, il direttore
Ignazio Maria Schifani è nato a Palermo e si è dedicato alla musica antica perfezionandosi in clavicembalo, organo storico e prassi del basso continuo. La sua biografia ufficiale lo descrive come uno degli interpreti più apprezzati nel panorama della musica antica, per l'unione di espressività e conoscenza storico stilistica del repertorio.
Una carriera fra teatri e festival
Ha diretto e suonato per l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la RAI, la Scuola di Musica di Fiesole, il Maggio Musicale Fiorentino, la Carnegie Hall e il Lincoln Center di New York, la Bayerischer Rundfunk, la Philharmonie di Berlino e il Wiener Konzerthaus. Fra i teatri lirici figurano la Scala di Milano, il Teatro dell'Opera di Roma, il San Carlo di Napoli, il Comunale di Bologna, il Regio di Torino, l'Opéra di Parigi, l'Oper Frankfurt, il Teatro Real di Madrid, l'Opéra National du Rhin, La Monnaie di Bruxelles, l'Opéra National de Bordeaux e la Den Norske Opera di Oslo.
Gli ensemble
Ha collaborato con la Cappella della Pietà de' Turchini diretta da Antonio Florio e con l'Ensemble Elyma di Gabriel Garrido; dal 1994 con lo Studio di Musica Antica Antonio Il Verso e dal 1998 con Concerto Italiano di Rinaldo Alessandrini, anche come assistente in diverse produzioni teatrali.
Insegnamento e direzione
Insegna Teoria e Prassi del Basso Continuo nel dipartimento di musica antica del Conservatorio di Palermo ed è membro del Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale. Al Teatro Massimo ha diretto Cinderella su musiche di Händel, un concerto dedicato a Bach, la Johannes-Passion, il Capodanno barocco 2018, Il diluvio universale di Michelangelo Falvetti, la Water Music di Händel e Le relazioni pericolose su musiche di Rameau.
Una curiosità sull'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori al Teatro dell'Opera di Roma — 18 marzo 2027
Il titolo del concerto di marzo nasconde una coincidenza di date: i due concerti di Ranieri Nanni sono del 1821, e il 1821 è anche l'anno di fondazione dell'Accademia Filarmonica Romana. Mentre a Palermo un compositore scriveva per un principe due pagine per fiati solisti, a Roma un gruppo di musicisti dilettanti dava vita a una delle istituzioni concertistiche più antiche della città.
La seconda curiosità riguarda il nome del conservatorio che sostiene il progetto. Il Conservatorio di Palermo è intitolato ad Alessandro Scarlatti, il compositore palermitano la cui Gloria di primavera l'orchestra ha portato al Costanzi nel 2025, per i trecento anni dalla morte. In due stagioni l'orchestra dei conservatori ha quindi presentato a Roma un Scarlatti per il tricentenario e un Beethoven per il bicentenario: due anniversari, due mondi, lo stesso direttore.
La terza è nella dedica dei concerti di Nanni. Il Principe di Ranchibile, Don Ferdinando Monroy, è il destinatario dei due manoscritti: la musica per fiati del primo Ottocento nasceva spesso così, su commissione o in omaggio a un mecenate che suonava o che teneva un'orchestra privata. Il fatto che le partiture siano rimaste nella biblioteca del conservatorio, anziché disperse, è ciò che oggi ne permette la prima esecuzione moderna.
Infine una curiosità di calendario: nello stesso mese, al Costanzi, è in scena I due Foscari di Verdi, in cartellone dal 13 al 21 marzo 2027. Il concerto barocco si inserisce in mezzo alle recite di un'opera verdiana, e chi è a Roma quella settimana può ascoltare nello stesso teatro due linguaggi lontanissimi.
Il Teatro Costanzi, la sala del concerto
Il Teatro Costanzi ha oggi una capienza di 1.560 posti, fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto una cupola affrescata da Annibale Brugnoli. Alla nascita, nel 1880, poteva accogliere fino a 2.212 spettatori.
Una sala pensata per il suono
Il costruttore Domenico Costanzi commissionò il progetto nel 1879 all'architetto milanese Achille Sfondrini, specialista di teatri, che concepì la sala a ferro di cavallo come una cassa armonica. Il cantiere durò soltanto diciotto mesi. Per un'orchestra su strumenti storici, con archi di budello e fiati naturali dal volume più contenuto di quelli moderni, la forma della sala è un vantaggio concreto.
Piacentini e il lampadario
Nel 1926, con l'acquisto da parte del Comune, Marcello Piacentini ristrutturò il teatro e spostò l'ingresso su piazza Beniamino Gigli. Per la seconda inaugurazione, il 27 febbraio 1928, si accese il lampadario di ventisettemila gocce di cristallo. Nel 1958, in vista delle Olimpiadi del 1960, Piacentini firmò il restyling che ha dato all'edificio l'aspetto attuale.
I settori della sala
Il listino del teatro distingue le poltronissime e le poltrone di platea, i palchi di platea, di primo, secondo e terzo ordine, centrali e laterali, la balconata e la galleria. Per un concerto sinfonico la visuale conta meno che per un'opera: anche un posto dietro in un palco laterale, di solito più economico, offre un ascolto pieno.
La fondazione e le sue sale
Il Teatro dell'Opera di Roma gestisce anche il Teatro Nazionale di via del Viminale 51 e, d'estate, le Terme di Caracalla. La scheda completa del teatro è nella nostra pagina sul Teatro dell'Opera di Roma.
Una cosa che non ti dice nessuno sull'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori al Teatro dell'Opera di Roma — 18 marzo 2027
Quello che le presentazioni non dicono è che un concerto come questo è una delle occasioni più rare della stagione romana: una prima esecuzione moderna dentro il teatro d'opera della città. Le prime assolute si associano di solito alla musica contemporanea; qui la novità ha duecento anni.
Chi ascolta un inedito non ha termini di paragone: non esistono registrazioni, non esistono interpretazioni di riferimento, non esiste un'idea già formata di come debba suonare. È una condizione simile a quella del pubblico del 1821, e per un ascoltatore curioso è un'esperienza che la musica classica offre raramente. A nostro giudizio vale da sola il biglietto.
Seconda cosa poco detta: gli Eventi Speciali del Costanzi sono spesso meno affollati dei titoli d'opera. Chi non ha mai visto la sala e vuole entrarci per la prima volta senza affrontare le code della prima di un'opera di repertorio trova qui una serata più tranquilla, con lo stesso lampadario e la stessa cupola.
Terza: al Costanzi non si entra in platea, né nei posti numerati di balconata e galleria, a spettacolo iniziato, e chi arriva tardi aspetta nel foyer. In un concerto il primo brano è breve rispetto a un atto d'opera, ma perdere l'inizio significa perdere uno dei due inediti. Il guardaroba è obbligatorio per ombrelli, cappelli, borse, caschi e macchine fotografiche: a marzo, con la pioggia, conviene arrivare con un margine di venti minuti.
Il consiglio che ti do per visitare l'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori al Teatro dell'Opera di Roma — 18 marzo 2027
Il consiglio è di scegliere un posto centrale in balconata o in un palco di primo ordine, e di arrivare con il tempo per leggere il programma di sala prima dell'inizio. Con due inediti in programma, sapere chi era il dedicatario e da dove vengono i manoscritti cambia il modo di ascoltare.
La balconata e i palchi centrali del primo ordine offrono al Costanzi un buon equilibrio fra suono e visuale: si vede l'intera orchestra, si distinguono i fiati solisti al centro del palco, e il suono degli strumenti storici arriva più raccolto che in platea. Chi vuole spendere meno può guardare ai posti dietro dei palchi laterali: per un concerto la visuale ridotta pesa poco.
Il secondo consiglio riguarda l'ascolto della Prima di Beethoven. Conviene ascoltarla prima, a casa, in una registrazione con orchestra moderna. Poi, in sala, la differenza con gli strumenti storici si sente subito: i corni naturali, i timpani più asciutti, gli archi che vibrano meno. È il modo più semplice per capire che cosa significa, in pratica, suonare con strumenti d'epoca.
Il terzo riguarda la settimana. Il 18 marzo è un giovedì: chi è a Roma per qualche giorno può abbinare il concerto a una recita dei Due Foscari nello stesso teatro, oppure, la stessa sera, scegliere fra il Costanzi e l'Auditorium Parco della Musica, dove dal 18 al 20 marzo sono in cartellone Charles Dutoit e Martha Argerich. Roma, quella settimana, offre molto a chi ama la musica.
Come arrivare al Teatro Costanzi
Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi da piazza Beniamino Gigli. È la soluzione più semplice anche nelle sere di pioggia.
In metropolitana
La linea A ferma a Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica. Dalla piazza si raggiunge il teatro in pochi minuti a piedi. Da Termini si può prendere la stessa linea oppure camminare.
In autobus
Il teatro indica queste linee:
- Via Nazionale: H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T.
- Via Depretis: 70, 71.
- Via Cavour: 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714.
- Stazione Termini: 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714.
In taxi
All'ingresso del teatro è previsto un servizio taxi per il pubblico con il Radio Taxi 6645; durante gli intervalli il personale di sala raccoglie le prenotazioni della corsa di ritorno. Il teatro indica anche il numero 06 6696.
In auto
L'auto è sconsigliata: la zona fra via Nazionale, via del Viminale e Termini è centrale e trafficata, e il teatro non indica un parcheggio proprio. Chi viene da fuori città può lasciare l'auto in un parcheggio di scambio lungo la linea A e proseguire in metro.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che al Teatro Costanzi debuttarono Cavalleria rusticana il 17 maggio 1890 e Tosca il 14 gennaio 1900; si cita meno spesso che per i suoi primi quarantasei anni fu un teatro privato, che lo Stato aveva rifiutato di rilevare.
Domenico Costanzi lo inaugurò il 27 novembre 1880 con Semiramide di Rossini, alla presenza del re Umberto I e della regina Margherita. Secondo la ricostruzione del teatro stesso, la programmazione andò avanti grazie agli sforzi economici e organizzativi del costruttore e poi del figlio Enrico; dal 1907 la gestione passò all'impresario Walter Mocchi e dal 1912 alla moglie, il soprano Emma Carelli, che per quattordici anni guidò l'Impresa Costanzi. Solo nel 1926 arrivò l'acquisto da parte del Comune e il nome di Teatro Reale dell'Opera.
C'è un parallelo con la serata di marzo. Anche la musica di Ranieri Nanni nacque in un sistema privato, fatto di mecenati e dedicatari aristocratici, e anche l'Orchestra Nazionale Barocca vive grazie a un sostegno pubblico, quello del Ministero dell'Università e della Ricerca. Due secoli di storia della musica italiana sono passati dal mecenatismo privato alle istituzioni, e il concerto del 18 marzo mette le due fasi sullo stesso palcoscenico.
Un secondo fatto noto e poco citato riguarda Beethoven: la Prima Sinfonia fu presentata il 2 aprile 1800 al Burgtheater di Vienna, un teatro di corte. Anche lei, come le pagine di Nanni, nacque in un ambiente legato all'aristocrazia, prima di diventare patrimonio delle sale da concerto pubbliche.
Regole di sala e abbigliamento al Costanzi
Al Teatro dell'Opera di Roma l'abito scuro è gradito alle serate inaugurali e alle prime; per le altre serate il teatro non indica un codice di abbigliamento. Per un evento speciale come questo basta un abbigliamento curato.
Guardaroba e telefoni
È obbligatorio lasciare in guardaroba ombrelli, cappelli, borse, caschi, macchine fotografiche e apparecchi di registrazione. In sala è vietato l'uso dei telefoni cellulari, sono vietate le fotografie, con o senza flash, e qualsiasi registrazione. Le consumazioni sono ammesse solo nei bar del teatro.
Ritardi
A spettacolo iniziato non si accede alla platea né ai posti numerati di balconata e galleria: chi arriva in ritardo aspetta nel foyer di platea. La direzione si riserva di spostare i posti acquistati per esigenze tecniche.
Informazioni
Per gli oggetti smarriti il teatro indica il numero 06 48160284. Le regole complete sono nella pagina Informazioni generali del sito ufficiale.
La foto giusta da fare all'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori al Teatro dell'Opera di Roma — 18 marzo 2027
Al Costanzi non si fotografa in sala, con o senza flash: la foto giusta della serata si fa fuori, in piazza Beniamino Gigli, prima di entrare. È la regola del teatro, e vale anche durante gli applausi.
La piazza è quella su cui Marcello Piacentini spostò l'ingresso del teatro dopo l'acquisto del 1926, per dare spazio al pubblico che si affollava sotto i portici. A metà marzo, alle 19:30, la luce è già calata e la facciata è illuminata: è il momento migliore per una foto con il teatro alle spalle e la scritta dell'ingresso ben leggibile.
Una seconda immagine si trova nel foyer, prima di entrare in sala: la locandina della serata, con il nome dell'orchestra e dei due concerti inediti. Una foto al programma di sala, con la dicitura della prima esecuzione moderna, è un ricordo che ha un valore preciso: tra qualche anno, se i concerti di Nanni entreranno nel repertorio, sarà la prova di essere stati alla prima.
La sala, con la cupola di Brugnoli e il lampadario di cristallo, resta un'immagine da portarsi via con gli occhi. Chi vuole fotografarla con calma può prenotare una delle visite che il teatro organizza in orario diurno, secondo il calendario pubblicato sul sito ufficiale.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il Teatro Costanzi è stato inaugurato il 27 novembre 1880 con Semiramide di Rossini ed è diventato Teatro dell'Opera di Roma nel 1946. In mezzo, due prime assolute che hanno fatto la storia dell'opera e un passaggio di proprietà che ne ha cambiato il volto.
Le date da ricordare
- 1879: Domenico Costanzi affida il progetto all'architetto Achille Sfondrini.
- 27 novembre 1880: inaugurazione con Semiramide di Rossini, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita.
- 17 maggio 1890: prima assoluta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.
- 14 gennaio 1900: prima assoluta di Tosca di Giacomo Puccini.
- 1905: nasce l'Orchestra Municipale, cento elementi, che diventa di fatto l'orchestra del Costanzi fino al 1926.
- 1907: la gestione passa a Walter Mocchi; dal 1912 la guida il soprano Emma Carelli.
- 1926: il Comune di Roma acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera.
- 27 febbraio 1928: seconda inaugurazione con Nerone di Arrigo Boito.
- 1935: nasce il Coro stabile per volontà di Tullio Serafin.
- 1946: il teatro assume il nome di Teatro dell'Opera di Roma.
- 1958: il restyling definitivo di Piacentini in vista delle Olimpiadi del 1960.
Nella storia recente, gli Eventi Speciali hanno aperto il Costanzi anche a formazioni che non appartengono alla fondazione. Il 28 aprile della stagione 2024/2025 l'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori vi ha eseguito la Gloria di primavera di Scarlatti; il 18 marzo 2027 torna con Nanni e Beethoven.
Chi è passato dall'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori al Teatro dell'Opera di Roma — 18 marzo 2027
Dal Teatro Costanzi sono passati Umberto I e la regina Margherita all'inaugurazione del 1880, e poi Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Ottorino Respighi, che il teatro indica come i musicisti che ne hanno segnato il destino.
C'è Emma Carelli, che dal 1912 portò a Roma La fanciulla del West, Turandot, Il trittico, Parsifal, Samson et Dalila e i Ballets Russes di Djagilev. C'è Marcello Piacentini, che rimise mano all'edificio nel 1926 e nel 1958. C'è Tullio Serafin, che nel 1935 volle il coro stabile. E ci sono i direttori che il teatro cita nella storia della sua orchestra: Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Giuseppe Sinopoli, Mstislav Rostropovich, Riccardo Muti, Daniele Gatti.
Nella storia dell'orchestra del teatro c'è anche un nome inatteso: fra i professori della banda inseriti nell'organico del 1935 figurava Pietro Sordi, basso tuba, padre di Alberto Sordi.
Fra i passaggi più recenti c'è quello di Ignazio Maria Schifani, che nella sua biografia indica il Teatro dell'Opera di Roma fra i teatri lirici in cui ha lavorato e che nel 2025 vi ha diretto l'orchestra dei conservatori nella Gloria di primavera. Con lui sono passati i solisti di quella serata, Jiayu Jin, Martina Licari, Chiara Brunello, Luca Cervoni e Antonino Arcilesi. Il 18 marzo 2027 al Costanzi salgono i giovani musicisti dell'orchestra, i due solisti di oboe e fagotto e, idealmente, due autori: un Beethoven di trent'anni e un Ranieri Nanni che Roma non ha mai ascoltato.
Intorno al Costanzi: Repubblica, Viminale e Monti
Il Teatro Costanzi è fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti a piedi da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini. Chi arriva con un'ora di anticipo ha intorno alcuni dei luoghi più interessanti della Roma umbertina e antica.
Piazza della Repubblica e le Terme
Uscendo dalla metro si arriva in piazza della Repubblica, dove si trovano la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri e i resti delle Terme di Diocleziano. Verso Termini c'è Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano: un pomeriggio al museo e la sera al concerto si combinano senza prendere mezzi.
Santa Maria della Vittoria
A pochi minuti da piazza della Repubblica c'è Santa Maria della Vittoria, una sosta breve per chi vuole riempire la mezz'ora che precede l'apertura del teatro.
Verso Monti e Santa Maria Maggiore
Scendendo per via Nazionale si incontra il Palazzo delle Esposizioni; più in basso comincia il rione Monti. Oltre via Cavour, Santa Maria Maggiore è raggiungibile a piedi.
Dove mangiare prima e dopo il concerto
Intorno al Teatro dell'Opera l'offerta si concentra su via Nazionale, via del Viminale, le strade verso Termini e il rione Monti. Il teatro ammette consumazioni solo nei bar interni, quindi la cena va organizzata prima o dopo.
Prima delle 20
Con l'inizio alle 20:00 si può cenare presto, verso le 18:30, in una trattoria dalle parti di via Nazionale o del Viminale: il teatro è a pochi minuti a piedi. In alternativa, un aperitivo leggero e la cena dopo il concerto.
Dopo il concerto
Il rione Monti è la scelta più naturale: si scende a piedi da via Nazionale e si trovano osterie, enoteche e pizzerie. Di giovedì sera molte cucine chiudono presto, e conviene prenotare.
Il criterio
Nelle vie intorno a Termini conviene diffidare dei locali con il menu tradotto in molte lingue esposto sulla porta, e spingersi di qualche strada verso Monti: a parità di prezzo, la differenza si sente.
Accessibilità e informazioni pratiche
Per le esigenze di accessibilità al Teatro Costanzi conviene contattare la biglietteria prima dell'acquisto, ai numeri 06 48160255 o 06 4817003 o all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it. È il modo più sicuro per avere un posto adatto e informazioni aggiornate su ingressi e servizi.
La galleria
Il teatro esclude la galleria dal percorso accessibile delle sue visite: chi ha difficoltà motorie farà bene a scegliere platea, palchi o balconata, secondo le indicazioni della biglietteria.
Con i ragazzi
Un concerto con due inediti e una sinfonia classica è una buona occasione per un ragazzo che studia uno strumento a fiato: sentire un oboe e un fagotto solisti, su strumenti d'epoca, è raro. Il fatto che a suonare siano giovani musicisti dei conservatori può rendere la serata ancora più vicina a chi studia musica.
Marzo a Roma e il bicentenario di Beethoven
Il 2027 segna i duecento anni dalla morte di Beethoven, e la primavera romana ne porta i segni in più di una sala. Il concerto del Costanzi è uno degli appuntamenti che ricordano l'anniversario con strumenti storici.
Altri Beethoven a Roma
Nella stessa stagione, all'Auditorium, l'Accademia di Santa Cecilia programma la Nona Sinfonia diretta da Daniel Harding dal 22 al 24 aprile 2027. Ascoltare la Prima su strumenti storici a marzo e la Nona con un'orchestra moderna ad aprile è un percorso che la città rende possibile.
Il cartellone del Costanzi
Dopo il concerto barocco il teatro prosegue con Motus di Blanc, McGregor ed Ekman, dal 31 marzo al 4 aprile, e con Iphigénie en Tauride di Gluck, dal 18 al 27 aprile. Fra gli Eventi Speciali, il 21 aprile è in programma Piccinni e Gluck, una corona per due, e il 23 maggio È ancora troppo presto.
Il clima
A metà marzo a Roma le serate sono ancora fresche e la pioggia è frequente: un cappotto leggero e un ombrello, da lasciare in guardaroba, sono la dotazione giusta.
Domande frequenti sull'Orchestra Nazionale Barocca al Costanzi
Quando suona l'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori a Roma?
L'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori suona al Teatro Costanzi giovedì 18 marzo 2027 alle ore 20:00, diretta da Ignazio Maria Schifani. È una data unica, inserita fra gli Eventi Speciali della stagione 2026/2027 del Teatro dell'Opera di Roma. La durata non è pubblicata sulla pagina ufficiale.
Che cosa c'è in programma al concerto del 18 marzo al Costanzi?
Il concerto dell'Orchestra Nazionale Barocca al Costanzi presenta il Concerto per fagotto e il Concerto per oboe e orchestra di Ranieri Nanni, del 1821, in prima esecuzione moderna, e la Prima Sinfonia in do maggiore op. 21 di Beethoven su strumenti storici, per i duecento anni dalla morte del compositore.
Quanto costano i biglietti per l'Orchestra Nazionale Barocca al Teatro dell'Opera?
I prezzi del concerto dell'Orchestra Nazionale Barocca al Teatro dell'Opera sono pubblicati sulla pagina ufficiale della serata sul sito del teatro. I biglietti si comprano alla biglietteria di piazza Beniamino Gigli 1 o sul circuito di prevendita autorizzato indicato dal sito ufficiale.
Chi sono i solisti di oboe e fagotto?
La pagina romana del concerto dell'Orchestra Nazionale Barocca non indica i solisti. Per lo stesso programma, al Teatro Massimo di Palermo il 14 marzo 2027, sono annunciati Gioacchino Comparetto all'oboe e Alessandro Nasello al fagotto. La conferma per Roma va cercata sul sito del Teatro dell'Opera.
Che cosa significa prima esecuzione moderna?
Per i due concerti di Ranieri Nanni al Costanzi, prima esecuzione moderna significa che le partiture, inedite e custodite nella Biblioteca del Conservatorio di Palermo, non erano mai state eseguite in epoca recente. Chi è in sala il 18 marzo ascolta musica che nessuno ha registrato né suonato in pubblico da generazioni.
Come si arriva al Teatro Costanzi con i mezzi?
Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, e poi a piedi in pochi minuti. Passano vicino le linee di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T) e di via Depretis (70, 71). All'ingresso è previsto un servizio taxi per il pubblico.
C'è un codice di abbigliamento al Teatro dell'Opera?
Il Teatro dell'Opera di Roma gradisce l'abito scuro alle serate inaugurali e alle prime; per gli altri spettacoli non indica un codice. Per il concerto dell'Orchestra Nazionale Barocca basta un abbigliamento curato. Borse, ombrelli e cappelli vanno lasciati obbligatoriamente al guardaroba.
Il consiglio finale sull'Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori
Due concerti rimasti per due secoli in una biblioteca di Palermo, una sinfonia di Beethoven restituita agli strumenti del suo tempo, un'orchestra di giovani musicisti dei conservatori e la sala in cui debuttarono Cavalleria rusticana e Tosca: il 18 marzo 2027 al Costanzi è una serata che non assomiglia alle altre della stagione. Il consiglio è di prendere un posto in balconata o in un palco centrale, arrivare presto per leggere il programma, e ascoltare i due concerti di Nanni come li ascoltò chi li ricevette in dono nel 1821: senza sapere che cosa aspettarsi.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.
Prepara la visita
Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più.
Biglietti per concerti e spettacoli
Concerti, teatro e sport a Roma, con posto scelto in anticipo.
Dormire a Roma
Hotel e appartamenti vicino a dove vuoi passare le giornate.
Transfer da e per l’aeroporto
Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
