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Mostra Archivio Vivo a ExtraLibera — dal 1 marzo al 15 ottobre 2026

Archivio Vivo, la mostra che racconta i trent'anni di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, è aperta a ExtraLibera fino al 15 ottobre 2026, dopo l'inaugurazione del 1° marzo. La sede è in via Stamira 5, nel quartiere Nomentano, Municipio II, in un bene confiscato: si arriva con la metro B, fermata Bologna, oppure dalla stazione ferroviaria Tiburtina. L'ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria, da fare ai contatti ufficiali di Libera: il numero 06 69770301 e l'indirizzo eventi@libera.it, oppure dal sito di ExtraLibera. La mostra è realizzata da Libera in collaborazione con Memoria srl e fa parte del festival Trame di memoria e impegno, seconda edizione, promosso da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, come progetto vincitore dell'Avviso pubblico Roma Creativa 365, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura. Il portale culturale di Roma Capitale segnala l'evento come accessibile.

Illustrazione di una libreria di quartiere con una mostra di fotografie appese
Illustrazione generata con intelligenza artificiale: non è una fotografia di ExtraLibera. Serve solo a evocare il tipo di spazio

Archivio Vivo in breve: date, sede, ingresso

Archivio Vivo è una mostra documentale gratuita, su prenotazione, aperta a ExtraLibera in via Stamira 5 dal 1° marzo al 15 ottobre 2026: restano poco più di due settimane per vederla.

Le date

La mostra è stata inaugurata il 1° marzo 2026 e chiude il 15 ottobre. La data di chiusura coincide con l'ultima serata del festival Trame di memoria e impegno, che dal 18 settembre ha portato teatro, musica e cinema negli stessi spazi.

La prenotazione

L'ingresso è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria. I riferimenti sono quelli di Libera: telefono 06 69770301, posta elettronica eventi@libera.it. Il sito di ExtraLibera ricorda che lo spazio si visita dal lunedì al venerdì solo su prenotazione, con aperture speciali per i gruppi.

Chi la cura

Archivio Vivo è a cura di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, realizzata in collaborazione con Memoria srl. Il progetto rientra in Roma Creativa 365, il programma con cui Roma Capitale sostiene la cultura tutto l'anno, ed è dentro il calendario dell'Estate romana 2026.

Accessibilità

Il portale culturale di Roma Capitale indica l'evento come accessibile, e il sito di ExtraLibera precisa che il percorso è accessibile alle persone con mobilità ridotta.

Cosa si vede nella mostra Archivio Vivo

Archivio Vivo trasforma in esposizione l'archivio documentale di Libera: immagini, grafiche e documenti che raccontano i passaggi chiave del movimento antimafia, con riferimenti al legame con Roma e ai luoghi significativi della lotta alle mafie.

Prima di Libera

Il racconto comincia prima della fondazione dell'associazione, negli anni immediatamente successivi alle stragi di mafia del 1992 e del 1993. È la scelta giusta: Libera non si capisce senza il trauma collettivo da cui è nata.

I familiari delle vittime

La seconda parte è dedicata al lavoro con i familiari delle vittime innocenti delle mafie, che è stato fin dall'inizio il cuore dell'associazione. È da quel lavoro che nasce la Giornata della Memoria e dell'Impegno.

La prima Giornata a Roma

La mostra ricorda che la prima Giornata della Memoria e dell'Impegno fu celebrata proprio a Roma. E che la manifestazione è tornata nella capitale per quattro edizioni, fino al 2024, con centomila partecipanti.

La legge sui beni confiscati

Un capitolo è riservato alla raccolta di firme per la legge 109 del 1996 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, e alle esperienze che ne sono nate. È il capitolo che spiega anche il luogo in cui la mostra si trova.

Fino a oggi

Il percorso arriva ai giorni nostri, alle campagne più recenti e all'apertura dello spazio ExtraLibera. Un archivio che finisce con la propria sede: la mostra si chiude, in un certo senso, sul pavimento che il visitatore sta calpestando.

Libera: la storia dell'associazione raccontata dalla mostra

Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie si è costituita il 25 marzo 1995 ed è presieduta da don Luigi Ciotti e Francesca Rispoli; oggi coordina più di 1600 realtà nazionali e internazionali impegnate contro la criminalità organizzata.

La fondazione

L'associazione nacque con l'intento di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e nella promozione della legalità democratica e della giustizia, su ispirazione, secondo la sua voce enciclopedica, di Luciano Violante e Saveria Antiochia.

Il milione di firme

La prima iniziativa di Libera fu la raccolta di un milione di firme per una proposta di legge sul riutilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. La proposta diventò la legge 7 marzo 1996, numero 109. È la norma grazie alla quale oggi un ex cinema del Nomentano ospita una mostra invece di una sala da gioco.

I presidenti onorari

Libera ha due presidenti onorari: Nando dalla Chiesa, figlio del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, e il magistrato Giancarlo Caselli. Don Luigi Ciotti, presidente, è anche fondatore del Gruppo Abele di Torino.

I riconoscimenti

Libera è riconosciuta come associazione di promozione sociale e ha lo statuto consultivo speciale presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite. Nel 2012 la rivista The Global Journal l'ha inserita fra le cento migliori organizzazioni non governative del mondo, unica italiana della lista.

Le attività

Oltre ai beni confiscati, l'impegno di Libera riguarda l'educazione alla legalità democratica, il contrasto alla corruzione, il sostegno alle vittime innocenti, i campi di studio e volontariato, le attività antiracket e antiusura. Dalla sua esperienza sono nate anche le cooperative che coltivano terreni confiscati con il marchio Libera Terra.

Una curiosità su Mostra Archivio Vivo a ExtraLibera — dal 1 marzo al 15 ottobre 2026

La curiosità è nel rapporto fra la mostra e il muro che la ospita. Archivio Vivo racconta, fra le altre cose, la raccolta di firme che portò alla legge 109 del 1996 sul riutilizzo sociale dei beni confiscati. E la mostra è allestita proprio dentro un bene confiscato: l'ex cinema Bologna di via Stamira, diventato poi sala bingo e oggi restituito alla collettività come ExtraLibera. Il visitatore vede la storia di una legge e, contemporaneamente, ne abita l'effetto.

La seconda curiosità riguarda Roma. Si tende a pensare alla lotta alle mafie come a una storia del Sud. La mostra ricorda invece che la prima Giornata della Memoria e dell'Impegno fu celebrata a Roma, e che la capitale l'ha ospitata per quattro edizioni, fino al 2024, con centomila partecipanti. La Giornata, secondo la voce enciclopedica di Libera, si celebra ogni anno il 21 marzo ed è stata riconosciuta dallo Stato con la legge numero 20 dell'8 marzo 2017.

La terza curiosità è nel nome. Un archivio, di solito, è un luogo chiuso, per specialisti. Archivio Vivo rovescia l'idea: i documenti escono dagli scaffali e diventano esposizione, e nello stesso tempo viene inaugurato l'archivio vero e proprio, intitolato a Roberto Morrione e Santo Della Volpe.

L'archivio Roberto Morrione e Santo Della Volpe

In occasione della mostra Archivio Vivo è stato inaugurato a ExtraLibera l'archivio intitolato a Roberto Morrione e Santo Della Volpe, alla presenza di esponenti del giornalismo e della ricerca accademica: è il Centro di Documentazione che raccoglie oltre cinquemila volumi e più di trent'anni di storia dell'impegno antimafia.

Cosa contiene

Il Centro di Documentazione conserva memorie, documenti e immagini della storia di Libera e dell'antimafia sociale. Per tutta la durata del festival Trame di memoria e impegno sono accessibili al pubblico sia l'archivio cartaceo sia la mostra.

Roberto Morrione

Roberto Morrione, nato a Roma il 4 giugno 1941 e morto a Roma il 20 maggio 2011, fu uno dei giornalisti più importanti della televisione pubblica. Entrò in RAI nel 1962, fu caporedattore della cronaca del TG1 dal 1983 al 1990, vicedirettore al TG1 e al TG3, condirettore del TG2, direttore di Televideo e di Rai Internazionale. Nel 1999 fondò con Michele Mezza Rai News 24, il primo canale all news del servizio pubblico, e lo diresse fino al 2006, costituendo un gruppo di giornalisti d'inchiesta.

Morrione e Libera

Dopo la pensione Morrione cominciò a collaborare con don Luigi Ciotti e diventò direttore di LiberaInformazione, l'osservatorio sull'informazione per la legalità e contro le mafie, impegnandosi nella formazione di giovani redattori del sociale. Dopo la sua morte è stato istituito il Premio Roberto Morrione per il giornalismo investigativo. Un dettaglio romano: fu per due mandati commissario straordinario del Teatro dell'Opera di Roma.

Santo Della Volpe

Il secondo nome dell'archivio è quello di Santo Della Volpe, che Libera ha voluto ricordare accanto a Morrione. All'inaugurazione erano presenti esponenti del mondo del giornalismo: l'intitolazione lega l'archivio di un movimento civile al lavoro di chi informa, perché senza informazione non c'è memoria.

Una cosa che non ti dice nessuno su Mostra Archivio Vivo a ExtraLibera — dal 1 marzo al 15 ottobre 2026

Quello che nessuno dice è che Archivio Vivo non è una mostra in cui si entra di passaggio. Non ha biglietteria, non ha un orario continuato da museo, e la prenotazione è obbligatoria. Chi arriva in via Stamira senza aver telefonato o scritto rischia di trovare la porta chiusa. La regola è semplice: prima si contatta Libera, poi si parte.

Seconda cosa: la mostra convive con un percorso multimediale permanente. ExtraLibera ospita un itinerario immersivo, da vivere con le cuffie, in cinque tappe dedicate alla memoria delle vittime, al patto con il visitatore, ai beni confiscati, ai dati sulle mafie di oggi e al cammino comune. Chi prenota per la mostra fa bene a chiedere se sia possibile fare anche il percorso: insieme, i due allestimenti raccontano la stessa storia da due lati.

Terzo: l'archivio è consultabile. Durante il festival l'archivio cartaceo è accessibile al pubblico. Per uno studente, un insegnante, un giornalista, è un'occasione rara di sfogliare i documenti di trent'anni di antimafia sociale.

Quarto: il tempo stringe. La mostra chiude il 15 ottobre. Dopo quella data, restano l'archivio e il percorso multimediale, ma l'esposizione documentale come è stata pensata per il 2026 non ci sarà più.

ExtraLibera: il bene confiscato di via Stamira 5

ExtraLibera è lo spazio multimediale di Libera aperto in via Stamira 5, nell'ex cinema Bologna, poi sala bingo, un bene confiscato e restituito alla collettività che oggi ospita il Centro di Documentazione e un percorso immersivo sul fenomeno mafioso.

Tre vite di una sala

La sala ha avuto tre vite: prima cinema di quartiere, poi sala bingo, infine, dopo la confisca, spazio culturale. Il sito di ExtraLibera lo presenta come un bene liberato da una gestione criminale. È il principio della legge 109 applicato a un indirizzo preciso di Roma.

Il percorso immersivo

Il percorso si fa con le cuffie ed è pensato per essere attraversato da soli, anche quando si è in gruppo. La prima tappa, La memoria, mostra i volti delle vittime innocenti con un tavolo interattivo di storie poco note. La seconda, Il patto, è una parete su cui scorrono i nomi di oltre mille vittime: il visitatore ne sceglie uno che lo accompagna per tutto il percorso. Poi I fiori dell'impegno, sui beni confiscati riutilizzati, i presidi e le cooperative; Il bagaglio di conoscenze, con i dati sulle mafie di oggi; Il cammino comune, che si chiude con un impegno da condividere.

La sala eventi

La stessa sede ospita una sala per spettacoli, proiezioni e incontri: è lì che si svolge il festival Trame di memoria e impegno, di cui Archivio Vivo è parte.

Le scuole

Per le scuole ExtraLibera propone una visita con incontro formativo finale, della durata di circa due ore, al costo di 100 euro per gruppi fino a 25 persone. Il riferimento per i gruppi è l'indirizzo extralibera@libera.it.

Archivio Vivo dentro il festival Trame di memoria e impegno 2026

Trame di memoria e impegno è il festival con cui Libera, dal 18 settembre al 15 ottobre 2026, trasforma in arte pubblica l'archivio del bene confiscato di via Stamira 5; è alla seconda edizione e Archivio Vivo ne è la mostra.

Le serate già svolte

Il festival è cominciato il 18 settembre con Libera, spettacolo di teatro canzone con La Noce e Cecilia Lavatore. Il 25 settembre è andato in scena Sole d'Inverno, il cunto di e con Alessio Di Modica.

Pasquasia, il 9 ottobre

Venerdì 9 ottobre alle 21 va in scena Pasquasia di Flavia Gallo, monologo di teatro civile sulla miniera siciliana chiusa nel 1992. È la serata ideale per abbinare mostra e spettacolo.

La chiusura, il 15 ottobre

Il 15 ottobre alle 18 il festival si chiude con la proiezione dei nuovi cortometraggi dedicati alle vittime innocenti delle mafie. Nello stesso giorno chiude anche Archivio Vivo.

Gli altri appuntamenti

Nelle stesse settimane ExtraLibera ospita altri incontri: il 30 settembre alle 17 una giornata di studio su pace e nonviolenza, il 2 ottobre il Festival della Nonviolenza, il 10 ottobre Intrecciando speranza, una serata di raccolta fondi per il terremoto in Colombia.

Il consiglio che ti do per visitare Mostra Archivio Vivo a ExtraLibera — dal 1 marzo al 15 ottobre 2026

Il consiglio è di prenotare oggi e di scegliere una data con un evento del festival. Scrivete a eventi@libera.it o telefonate allo 06 69770301 e chiedete di vedere la mostra prima di Pasquasia, il 9 ottobre, o prima dei cortometraggi del 15 ottobre alle 18. Un'ora fra i documenti prepara allo spettacolo o alla proiezione meglio di qualsiasi presentazione.

Se avete tempo in un giorno feriale, fate la visita completa: mostra, archivio e percorso multimediale con le cuffie. Scegliete il nome sulla parete delle vittime e portatelo con voi per tutto il percorso: è un gesto semplice, e non si dimentica.

Secondo consiglio, per chi viaggia con ragazzi delle medie e delle superiori: questa è una delle visite più educative che Roma possa offrire, e costa zero. Preparateli prima, spiegando cosa sono stati il 1992 e il 1993, e lasciate che facciano domande.

Terzo, per chi studia: chiedete in anticipo se sia possibile consultare qualche documento dell'archivio. Il periodo del festival è quello in cui l'archivio cartaceo è aperto al pubblico.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Libera è nata dopo le stragi del 1992 e del 1993. Meno spesso si ricorda la data precisa della sua costituzione, il 25 marzo 1995, e soprattutto il fatto che la sua prima azione non fu una manifestazione ma una proposta di legge: un milione di firme per il riutilizzo sociale dei beni confiscati. Meno di un anno dopo, il 7 marzo 1996, quella proposta era la legge 109. Poche associazioni italiane possono dire di aver cambiato una legge dello Stato con la loro prima iniziativa.

Un secondo fatto poco citato riguarda la Giornata della Memoria e dell'Impegno. Tutti ne conoscono la data, il 21 marzo. Pochi sanno che il riconoscimento ufficiale da parte dello Stato è arrivato solo con la legge numero 20 dell'8 marzo 2017, più di vent'anni dopo la prima edizione, e che quella prima edizione si tenne a Roma.

Il terzo fatto riguarda i beni confiscati. Si immaginano ville in Sicilia o terreni in Calabria. ExtraLibera dimostra che un bene confiscato può essere un cinema di quartiere a pochi passi da piazza Bologna. La geografia delle mafie, e quella della loro sconfitta, passa anche per i quartieri residenziali di Roma.

Come arrivare a ExtraLibera in via Stamira 5

ExtraLibera, in via Stamira 5, si raggiunge con la metro B alla fermata Bologna oppure dalla stazione ferroviaria Tiburtina, secondo le indicazioni ufficiali di Libera e del portale culturale di Roma Capitale.

Metro B, fermata Bologna

La fermata Bologna è la più vicina: da lì via Stamira è raggiungibile a piedi in pochi minuti, attraversando il quartiere residenziale intorno a piazza Bologna.

Stazione Tiburtina

Chi arriva in treno può scendere a Tiburtina, indicata da Libera come stazione di riferimento a pochi passi dalla sede.

Bus

Per le linee di superficie, che nella zona sono numerose, conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC nel giorno della visita.

In auto

ExtraLibera non ha un parcheggio privato, e il sito stesso invita a usare i mezzi pubblici o altri mezzi sostenibili. Nei giorni feriali la zona di piazza Bologna è trafficata: la metro è la scelta ragionevole.

La foto giusta da fare a Mostra Archivio Vivo a ExtraLibera — dal 1 marzo al 15 ottobre 2026

La foto giusta ad Archivio Vivo è quella di un documento. Non la sala, non l'allestimento nel suo insieme, ma una pagina, un manifesto, una fotografia d'epoca che vi colpisca: un documento sulla raccolta di firme per la legge 109, un'immagine legata alla prima Giornata della Memoria a Roma. È il modo migliore per ricordare cosa si è visto, e per raccontarlo a casa. Prima di scattare, chiedete al personale se sia consentito.

La seconda foto, se fate anche il percorso multimediale, è la parete dei nomi. È l'immagine più forte di ExtraLibera, ma va trattata come si tratta un memoriale: niente selfie, niente pose. Una foto del nome che avete scelto, se volete, e basta.

La terza è fuori. Via Stamira è una strada qualunque del Nomentano, con palazzi residenziali e negozi. Fotografate l'ingresso dell'ex cinema con la strada intorno: la banalità del contesto è il messaggio. Un bene confiscato non è un luogo esotico, è sotto casa.

Per l'immagine ufficiale del festival, il riferimento è la grafica pubblicata dal portale culturale di Roma Capitale.

Il quartiere Nomentano intorno a via Stamira

Via Stamira si trova nel quartiere Nomentano, nel Municipio II, a breve distanza da piazza Bologna, in una zona residenziale fra la via Nomentana e la via Tiburtina.

Villa Torlonia

A breve distanza si apre Villa Torlonia, parco pubblico con il Casino Nobile e la Casina delle Civette. Una passeggiata nel parco, di giorno, completa bene una mattina a ExtraLibera.

Sulla Nomentana

Lungo la via Nomentana, verso l'esterno, si arriva al Mausoleo di Santa Costanza; verso il centro a Porta Pia. Poco lontano c'è il quartiere Coppedè.

Verso San Lorenzo

Dal lato della Tiburtina si raggiungono il Cimitero del Verano e la Basilica di San Lorenzo fuori le mura.

Un itinerario sulla memoria

Chi vuole costruire una giornata sulla memoria civile di Roma può abbinare ExtraLibera al Museo Storico della Liberazione di via Tasso: due luoghi diversi, uniti dall'idea che ricordare sia un impegno.

Dove mangiare vicino a ExtraLibera

La zona di piazza Bologna è un quartiere residenziale e universitario con una ricca offerta di ristorazione quotidiana, adatta a una pausa prima o dopo la visita.

Pranzo di quartiere

Intorno alla piazza e nelle vie vicine si trovano trattorie, pizzerie e bar frequentati da residenti e studenti, con prezzi più contenuti rispetto al centro storico. Per un pranzo dopo una visita del mattino è la scelta naturale.

Una pausa veloce

Per chi ha poco tempo, forni e pizzerie al taglio della zona permettono di mangiare qualcosa in pochi minuti.

La sera

Nelle serate del festival, prima di uno spettacolo o di una proiezione, conviene cenare presto e nelle vicinanze. Dopo le serate più tarde, qualche locale aperto si trova verso San Lorenzo.

Accessibilità e visite di gruppo

ExtraLibera dichiara un percorso accessibile alle persone con mobilità ridotta, e il portale culturale di Roma Capitale segnala Archivio Vivo come evento accessibile.

Mobilità ridotta

Il sito di ExtraLibera specifica che il percorso è accessibile alle persone a ridotta mobilità fisica. Per esigenze particolari conviene segnalarle al momento della prenotazione, all'indirizzo eventi@libera.it.

Disabilità sensoriali

Il percorso multimediale è pensato per persone vedenti, con tutti i video sottotitolati; ExtraLibera dichiara di voler studiare in futuro percorsi per chi ha altre disabilità percettive.

Con i ragazzi

La mostra racconta stragi, vittime e lotte civili: è adatta a ragazzi delle medie e delle superiori, accompagnati. Per i bambini più piccoli è meglio il parco di Villa Torlonia.

Gruppi

Per i gruppi sono previste aperture speciali, da concordare con Libera all'indirizzo extralibera@libera.it.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia di via Stamira 5 si legge in tre fasi. La prima è quella del cinema Bologna, una sala di quartiere del Nomentano. La seconda è quella della sala bingo. La terza comincia con la confisca: lo spazio, come ricorda il sito di ExtraLibera, viene liberato da una gestione criminale e restituito alla collettività, secondo il principio della legge 109 del 1996.

Dietro quella legge ci sono gli avvenimenti che Archivio Vivo ripercorre. Le stragi del 1992 e del 1993. La costituzione di Libera, il 25 marzo 1995. La raccolta di un milione di firme per il riutilizzo sociale dei beni confiscati, diventata la legge 7 marzo 1996, numero 109. La prima Giornata della Memoria e dell'Impegno, celebrata a Roma. Le quattro edizioni romane della Giornata, fino al 2024, con centomila partecipanti.

Poi l'apertura di ExtraLibera, con il Centro di Documentazione e il percorso multimediale. Il 1° marzo 2026 l'inaugurazione di Archivio Vivo e, contestualmente, dell'archivio intitolato a Roberto Morrione e Santo Della Volpe, alla presenza di esponenti del giornalismo e della ricerca accademica.

Infine il festival Trame di memoria e impegno, dal 18 settembre al 15 ottobre 2026, che ha trasformato la sala in un luogo di teatro, musica e cinema. Il 15 ottobre, con la chiusura del festival, si chiude anche la mostra.

Chi è passato da Mostra Archivio Vivo a ExtraLibera — dal 1 marzo al 15 ottobre 2026

I primi a passare da via Stamira furono gli spettatori del cinema Bologna, residenti del Nomentano che venivano a vedere i film. Poi i frequentatori della sala bingo, prima che la confisca restituisse l'edificio alla città.

Il 1° marzo 2026, all'inaugurazione di Archivio Vivo e dell'archivio, sono passati esponenti del mondo del giornalismo e della ricerca accademica, venuti a ricordare Roberto Morrione e Santo Della Volpe. Morrione, fondatore di Rai News 24 e direttore di LiberaInformazione, è il nome che accoglie chiunque entri a consultare i volumi.

Nel festival 2026 sono passati da questa sala La Noce e Cecilia Lavatore, con il teatro canzone di Libera, e l'attore siciliano Alessio Di Modica, con il cunto di Sole d'Inverno. Il 9 ottobre arriva Flavia Gallo con Pasquasia.

E ogni giorno feriale passano le classi delle scuole, che scelgono un nome fra le oltre mille vittime innocenti scritte sulla parete del percorso e lo portano con sé fino alla fine. Sono loro, più di tutti, i destinatari di un archivio che si chiama vivo.

Archivio Vivo nell'autunno romano: le ultime settimane

La mostra Archivio Vivo vive le sue ultime settimane fra la fine di settembre e il 15 ottobre 2026, nel periodo in cui il festival Trame di memoria e impegno concentra a ExtraLibera i suoi appuntamenti.

L'Estate romana che si allunga

Il festival di Libera è uno dei progetti di Roma Creativa 365, il programma di Roma Capitale che porta la cultura nei quartieri tutto l'anno ed è inserito nell'Estate romana 2026. È il segno di un'estate culturale che non finisce ad agosto ma si allunga nei municipi fino all'autunno.

Una data per ogni esigenza

Chi vuole la visita più completa sceglie un giorno feriale, con il percorso multimediale. Chi vuole abbinare mostra e teatro sceglie il 9 ottobre. Chi vuole l'ultima occasione sceglie il 15 ottobre, con i cortometraggi delle 18.

Domande frequenti su Archivio Vivo a ExtraLibera

Fino a quando è aperta la mostra Archivio Vivo?

La mostra Archivio Vivo è aperta a ExtraLibera, in via Stamira 5 a Roma, dal 1° marzo al 15 ottobre 2026. La chiusura coincide con l'ultima serata del festival Trame di memoria e impegno, che il 15 ottobre alle 18 propone la proiezione di cortometraggi sulle vittime innocenti delle mafie.

Archivio Vivo è gratuita?

Sì, la mostra Archivio Vivo è a ingresso gratuito, ma con prenotazione obbligatoria. Si prenota ai contatti ufficiali di Libera: il numero 06 69770301 e l'indirizzo eventi@libera.it. ExtraLibera si visita dal lunedì al venerdì solo su prenotazione.

Di cosa parla la mostra Archivio Vivo?

Archivio Vivo racconta la storia trentennale di Libera, dagli anni delle stragi del 1992 e 1993 al lavoro con i familiari delle vittime, dalla prima Giornata della Memoria celebrata a Roma alla legge 109 del 1996 sui beni confiscati, fino all'apertura di ExtraLibera.

Come si arriva a ExtraLibera?

ExtraLibera, in via Stamira 5 nel quartiere Nomentano, si raggiunge con la metro B scendendo alla fermata Bologna oppure dalla stazione Tiburtina. Lo spazio non ha un parcheggio privato e Libera invita a usare i mezzi pubblici.

Che cos'è ExtraLibera?

ExtraLibera è lo spazio multimediale di Libera contro le mafie, aperto nel bene confiscato di via Stamira 5, l'ex cinema Bologna poi sala bingo. Ospita il Centro di Documentazione Roberto Morrione e Santo Della Volpe, con oltre cinquemila volumi, e un percorso immersivo in cinque tappe.

Chi era Roberto Morrione?

Roberto Morrione, a cui è intitolato l'archivio di ExtraLibera insieme a Santo Della Volpe, fu un giornalista RAI nato a Roma nel 1941 e morto nel 2011. Fondò nel 1999 Rai News 24 e, dopo la pensione, diresse LiberaInformazione, l'osservatorio di Libera sull'informazione contro le mafie.

La mostra è adatta alle scuole?

Archivio Vivo e il percorso di ExtraLibera sono adatti a ragazzi delle medie e delle superiori. Per le scuole ExtraLibera propone una visita di circa due ore con incontro formativo finale, al costo di 100 euro per gruppi fino a 25 persone, da prenotare all'indirizzo extralibera@libera.it.

In chiusura

Fra i luoghi della memoria di Roma i più efficaci sono sempre quelli in cui la storia non è in una vetrina ma nelle mura stesse. Archivio Vivo è uno di questi: la storia di una legge raccontata dentro l'edificio che quella legge ha restituito alla città. Il consiglio netto: telefonate oggi, prenotate prima del 15 ottobre, e portate con voi qualcuno che ha meno di vent'anni. È una mostra gratuita che vale più di molti biglietti costosi.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Contact Information

Data Evento1 Marzo 2026 — 15 Ottobre 2026
IndirizzoExtraLibera, Via Stamira 5, 00162 Roma Nomentano, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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