Le Quattro Stagioni di Vivaldi alla Basilica di San Nicola in Carcere — dal 2 al 31 ottobre 2026
Le Quattro Stagioni di Vivaldi, con l'Orchestra de I Virtuosi dell'opera di Roma, va in scena il venerdì e il sabato di ottobre alle 20.30 nella Basilica di San Nicola in Carcere, via del Teatro di Marcello 46, Roma. Le date in calendario sul sito ufficiale sono venerdì 2 e sabato 3, venerdì 9 e sabato 10, venerdì 16 e sabato 17, venerdì 23 e sabato 24, venerdì 30 e sabato 31 ottobre 2026. L'ingresso in basilica è dalle 19.45 e il concerto dura circa un'ora e mezza. La basilica è accanto al Teatro di Marcello, a pochi minuti a piedi dal Portico d'Ottavia e dall'Isola Tiberina; per i mezzi pubblici conviene il calcolatore di percorso di ATAC. I biglietti, in due categorie di posto con intero e ridotto (under 18, studenti fino a 27 anni, gruppi da 15 persone, militari e possessori di Roma Pass), si acquistano sul sito ufficiale de I Virtuosi dell'opera di Roma o sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione; i prezzi sono pubblicati al momento della scelta della data.
Vivaldi in una chiesa costruita sopra tre templi romani, con le colonne antiche murate nelle pareti: è difficile immaginare una cornice più romana per la musica più famosa del Settecento. Il ciclo chiude il 31 ottobre, e restano dieci serate.

Le Quattro Stagioni a San Nicola in Carcere: il programma
L'orchestra presenta, nella Stagione Musicale 2026, i quattro concerti per violino e archi che rappresentano in musica le scene della natura, ciascuno ispirato a una stagione dell'anno. Il programma è arricchito da altri brani di musica sacra per archi. L'organizzazione avverte che il programma può essere soggetto a cambiamenti.
Il primo atto: la musica sacra per archi
La prima parte, secondo il programma pubblicato sul sito ufficiale, comprende l'Adagio in sol minore attribuito ad Albinoni, l'Ave Maria di Schubert, Jesus bleibet meine Freude dalla Cantata BWV 147 di Bach, l'Ave Maria di Gounod, il Canone di Pachelbel e l'Aria sulla quarta corda di Bach. Sono pagine celebri, scelte per il raccoglimento del luogo: un'introduzione lenta, quasi una preparazione.
Il secondo atto: le Quattro Stagioni
Nella seconda parte i quattro concerti dell'opera 8: La Primavera in mi maggiore (allegro, largo, allegro), L'Estate in sol minore (allegro non molto, adagio e presto, presto), L'Autunno in fa maggiore (allegro, adagio, allegro) e L'Inverno in fa minore (allegro non molto, largo, allegro).
L'ensemble
Il ciclo è eseguito da un ensemble orchestrale composto da un quintetto d'archi e clavicembalo. È un organico vicino a quello per cui Vivaldi scrisse: le partiture delle Quattro Stagioni prevedono violino solista, quartetto d'archi (primo e secondo violino, viola, violoncello) e basso continuo, affidato al clavicembalo o ad altri strumenti.
Che cosa sono le Quattro Stagioni
Le Quattro Stagioni sono i primi quattro concerti solistici per violino della raccolta Il cimento dell'armonia e dell'inventione, opera 8 di Antonio Vivaldi. Uscirono ad Amsterdam dalle officine dell'editore Michel-Charles Le Cène nel 1725, ma Vivaldi stesso, nella dedica al conte Morzin, dichiara di averli composti prima; i manoscritti ritrovati, con le loro differenze, lo confermano.
Musica a programma
Il cimento comprende dodici concerti, tutti solistici. Le Quattro Stagioni sono fra i primissimi esempi di musica a programma, cioè composizioni a carattere descrittivo. Ogni concerto è accompagnato da un sonetto, di autore anonimo; alcuni storici pensano che li abbia scritti lo stesso Vivaldi.
Tre movimenti per concerto
Ogni concerto ha tre movimenti: il primo e il terzo in tempo veloce, Allegro o Presto, quello centrale lento, Adagio o Largo. È lo schema che Vivaldi adottò per la maggior parte dei suoi concerti. Nelle edizioni moderne i quattro concerti sono catalogati come RV 269, RV 315, RV 293 e RV 297.
Come ascoltare le Quattro Stagioni, stagione per stagione
Il bello di questi concerti è che raccontano. Conoscere il racconto prima di sedersi cambia l'ascolto.
La Primavera
Tre momenti: il canto degli uccelli nel primo allegro, il riposo del pastore con il suo cane nel largo, la danza finale. Nel movimento lento il violino solista è il pastore addormentato, la viola il latrato del cane, gli altri violini le foglie che frusciano. Cercate quel latrato: una volta sentito, non lo si dimentica più.
L'Estate
È il concerto più acceso. Racconta una tempesta: prima lontana, nella calura; poi il pastore che si spaventa per il temporale, nell'adagio; infine la violenza della grandine nel presto. Il sonetto parla del cuculo, della tortorella e del cardellino, di mosche e mosconi che non lasciano riposare.
L'Autunno
Il concerto di Bacco: la festa della vendemmia nel primo allegro, poi l'ebbrezza del vino nell'adagio, intitolato I dormienti ubriachi, in un clima trasognato; infine i ritmi martellanti della caccia, con corni, schioppi e cani.
L'Inverno
Il vento gelido nel primo movimento, con i denti che battono; la pioggia che cade fuori mentre si resta al caldo accanto al fuoco nel largo, forse la melodia più amata di tutto il ciclo; infine il camminare sul ghiaccio, scivolare, cadere, fino ai venti che escono dalle porte ferrate. Il sonetto si chiude dicendo che l'inverno è anche questo, ma porta gioia.
I sonetti delle Quattro Stagioni: leggerli prima del concerto
Ogni concerto delle Quattro Stagioni è accompagnato da un sonetto che ne descrive le scene, movimento per movimento. Leggerli prima di entrare è il modo più semplice per seguire la musica come un racconto.
La Primavera
Il sonetto si apre con «Giunt' è la Primavera e festosetti / la salutan gl'augei con lieto canto»: gli uccelli, le fonti mosse dagli zefiri, poi un temporale che passa, e gli uccellini che tornano a cantare. È esattamente quello che si sente nel primo allegro.
L'Estate e l'Autunno
L'Estate comincia con l'uomo e il gregge che languono «sotto dura stagion dal sole accesa», e finisce con la grandine che tronca le spighe. L'Autunno celebra il contadino che festeggia il raccolto con balli e canti, il sonno dopo il vino, e all'alba i cacciatori che escono con corni, schioppi e cani.
L'Inverno
Il sonetto più bello: tremare tra le nevi, battere i denti, passare «al foco i dì quieti e contenti / mentre la pioggia fuor bagna ben cento», camminare sul ghiaccio e cadere. Con queste immagini in testa, l'Inverno diventa un piccolo film.
Un concerto in una basilica: qualche regola di buon senso
San Nicola in Carcere è una chiesa cattolica viva, sede di culto, che la sera diventa sala da concerto. Il pubblico, in gran parte internazionale, non sempre se ne ricorda.
Silenzio e telefoni
Telefono spento o silenzioso, niente conversazioni durante i brani, niente flash. In una navata di pietra l'acustica amplifica ogni rumore, e il largo dell'Inverno si rovina con una notifica.
Gli applausi
Ognuno dei quattro concerti ha tre movimenti: se non siete sicuri di quando applaudire, aspettate che applaudano gli altri. Nessuno se ne accorgerà, e i musicisti ringrazieranno.
Roma a fine ottobre, la sera
Le serate delle Quattro Stagioni cadono nella seconda metà dell'autunno romano: giornate ancora miti, sere più fresche, buio presto. È la stagione giusta per un concerto al chiuso dopo una giornata di musei.
Il giro prima del concerto
Per le ultime date del ciclo il buio arriva presto: il giro esterno della basilica, per vedere bene le colonne antiche, conviene farlo nel pomeriggio.
Chi sono I Virtuosi dell'opera di Roma
L'Orchestra de I Virtuosi dell'opera di Roma nasce nel 1998 e si presenta come il primo esempio di istituzione concertistica interamente privata, sostenuta unicamente con fondi non pubblici. È una produzione di Musica&Musica Eventi e Spettacoli srl.
Professori di conservatorio
L'orchestra è composta da professori provenienti da conservatori italiani ed è specializzata nel repertorio classico e operistico, con attenzione alla tradizione italiana.
Due chiese, un cartellone
La stagione si divide fra due sedi. Qui, a San Nicola in Carcere, il quintetto d'archi con clavicembalo esegue Vivaldi e la musica sacra per archi. Nella Chiesa di San Paolo entro le Mura, in via Nazionale, l'orchestra propone ogni giovedì Opera Concerto, antologia di arie d'opera, e mette in scena La Traviata di Verdi con coro, costumi e scene. Completano il cartellone il Concerto per il Nuovo Anno e I Tre Tenori.
Una curiosità su Le Quattro Stagioni di Vivaldi alla Basilica di San Nicola in Carcere — dal 2 al 31 ottobre 2026
Il nome della basilica inganna tutti. «In carcere» fa pensare a una prigione famosa, e infatti dal Duecento la tradizione identificò il luogo con il Carcere Tulliano, quello in cui la leggenda vuole imprigionato san Pietro. Le celle con volta che si vedono nei sotterranei, ricavate nel podio del tempio centrale, hanno alimentato la leggenda. In realtà la prigione che diede il nome alla chiesa era di epoca bizantina, e si chiamava Carcer ad Elephantum; e quelle piccole celle, secondo gli studiosi, erano più probabilmente botteghe di cambiavalute, un'ipotesi coerente con la vocazione commerciale della zona, affacciata sul Foro Olitorio, il mercato degli ortaggi, e vicina al Foro Boario. C'è poi un'altra curiosità, sonora questa volta: una delle campane del campanile è ancora quella commissionata da Pandolfo Savelli nel 1289. Mentre il quintetto suona Vivaldi, sopra le vostre teste pende un bronzo che ha più di settecento anni e che era già antico quando il compositore veneziano scriveva l'Inverno.
La Basilica di San Nicola in Carcere: la sede
La basilica di San Nicola in Carcere è una chiesa cattolica del rione Sant'Angelo, in via del Teatro di Marcello 46. L'orchestra la definisce una delle più antiche chiese di Roma, già esistente nel VI secolo. È anche uno dei casi più evidenti, a Roma, di edificio cristiano costruito letteralmente dentro l'architettura antica.
I tre templi del Foro Olitorio
Fra il III e il II secolo avanti Cristo, nel Foro Olitorio, furono costruiti tre templi affiancati, dedicati a Giunone Sospita, a Giano e alla Speranza. L'attribuzione dei singoli edifici non è certa. La chiesa sorge in gran parte sul tempio centrale; le colonne doriche in travertino del tempio più piccolo sono murate nel fianco sinistro, quelle del tempio attribuito a Giano nella muratura destra. Dall'esterno si vedono benissimo.
La chiesa medievale e la facciata del 1599
Una prima chiesa fu costruita nel VI secolo; un'iscrizione del X secolo è incisa su una colonna vicino all'ingresso, e una lapide in facciata del 1128 è il primo riferimento documentato. La dedica a san Nicola si deve alla comunità greca che viveva nella zona. Nell'XI secolo la chiesa era nota come «di Petrus Leonis», dal nome dei Pierleoni, che avevano trasformato il vicino Teatro di Marcello in fortezza. Nel 1599 fu ricostruita con la facciata di Giacomo della Porta, che conservò il campanile medievale, in origine una torre fortificata dei Pierleoni.
Le opere
All'interno si trovano, fra le altre, la Trinità e angeli del Guercino, una Madonna con Bambino di Antoniazzo Romano del 1470, l'Ascensione di Cristo di Lorenzo Costa e gli affreschi di Giovanni Baglione nella cappella Aldobrandini. Sotto l'altare maggiore una vasca di basalto custodisce le reliquie dei martiri. L'organo, costruito da Nicola Morettini nel 1908, ha 9 registri ed è ancora funzionante.
I sotterranei
Negli ambienti sotterranei, usati nel Medioevo come sepolcreto, sono visibili i podi dei tre templi, i due stretti vicoli che li separavano e murature medievali. Chi arriva in anticipo al concerto può chiedere se sono visitabili.
Una cosa che non ti dice nessuno su Le Quattro Stagioni di Vivaldi alla Basilica di San Nicola in Carcere — dal 2 al 31 ottobre 2026
La prima cosa che nessuno dice è che il posto conta. Le categorie sono due: la A occupa le file dalla I alla IV, la B parte dalla V fila. Con cinque archi e un clavicembalo, in una navata di pietra, stare nelle prime file significa vedere l'arco del solista e sentire ogni sfumatura dell'Inverno; stare in fondo significa ascoltare un suono più diffuso, piacevole ma meno nitido. Se potete, scegliete la A. La seconda cosa è l'isolamento della chiesa. Oggi San Nicola in Carcere sembra un edificio solitario lungo una strada larga. Non è sempre stato così: la basilica appare isolata per le grandi demolizioni che a metà degli anni Venti del Novecento cancellarono il quartiere medievale intorno, e per l'isolamento del Campidoglio negli anni Trenta. Sapere questo aiuta a guardarla: non un monumento pensato solitario, ma il superstite di un tessuto di case e botteghe scomparso. Terza cosa, pratica: le riduzioni vanno documentate all'ingresso. Tessera universitaria, documento del minore, Roma Pass: portateli con voi.
Date e orari delle Quattro Stagioni
Il concerto inizia alle 20.30, con ingresso dalle 19.45, e dura circa un'ora e mezza.
Le date di ottobre 2026
Venerdì 2 e sabato 3; venerdì 9 e sabato 10; venerdì 16 e sabato 17; venerdì 23 e sabato 24; venerdì 30 e sabato 31 ottobre. Il ciclo nella basilica, iniziato a luglio, si chiude il 31 ottobre 2026.
Dopo il 31 ottobre
Il calendario ufficiale non riporta date delle Quattro Stagioni oltre il 31 ottobre. Chi arriva a Roma più tardi trova la stessa orchestra il giovedì a San Paolo entro le Mura con Opera Concerto.
Biglietti per le Quattro Stagioni
I biglietti si acquistano sul sito ufficiale de I Virtuosi dell'opera di Roma, scegliendo data, categoria e quantità, oppure sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione. I prezzi sono indicati al momento dell'acquisto.
Le categorie
Categoria A, intero e ridotto, file dalla I alla IV; categoria B, intero e ridotto, dalla V fila.
Le riduzioni
Under 18, studenti fino a 27 anni, gruppi di almeno 15 persone, militari e possessori di Roma Pass. Il titolo della riduzione va esibito all'ingresso.
Il consiglio che ti do per visitare Le Quattro Stagioni di Vivaldi alla Basilica di San Nicola in Carcere — dal 2 al 31 ottobre 2026
Arrivate con un'ora di anticipo e fate il giro della basilica dall'esterno, prima che faccia buio. Lungo il fianco sinistro contate le colonne doriche del tempio antico murate nella parete; poi guardate il campanile, che era una torre dei Pierleoni. Dieci minuti così, e il concerto avrà un'altra profondità: ascolterete Vivaldi dentro duemila anni di storia sovrapposta. Poi entrate alle 19.45, scegliete il posto e leggete i titoli dei movimenti sul programma. Durante l'Inverno chiudete gli occhi nel largo, quando il violino canta la pioggia fuori e il caldo del fuoco dentro: in una chiesa di pietra, in una sera di fine ottobre, quel movimento acquista un senso quasi letterale. Dopo il concerto, non tornate subito in albergo: il Portico d'Ottavia e il Ghetto sono a pochi passi, e una cena lì chiude la serata nel modo giusto. Se avete tempo per due serate, abbinate il giovedì di Opera Concerto a San Paolo entro le Mura: stessa orchestra, altra chiesa, altro repertorio.
Come arrivare a San Nicola in Carcere
La basilica è in via del Teatro di Marcello 46, fra il Teatro di Marcello, il Campidoglio e il Tevere, nel rione Sant'Angelo.
A piedi
Dal Portico d'Ottavia e dal Ghetto bastano pochi minuti; dall'Isola Tiberina si attraversa il fiume e si è quasi arrivati. La basilica è anche alle pendici del Campidoglio.
Con i mezzi pubblici
Per la zona del Ghetto il portale turistico di Roma indica il tram 8 alle fermate Arenula o Cairoli, i bus che fermano a Largo Argentina, a circa dieci minuti a piedi, e la metro B a Circo Massimo, a circa un quarto d'ora. Per il percorso migliore dal proprio albergo conviene il calcolatore di percorso di ATAC; il concerto finisce verso le 22, verificate anche il ritorno.
In auto
La zona è interessata da traffico limitato e il parcheggio la sera è difficile. Meglio i mezzi, un taxi o una passeggiata.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Si sa che la zona del Teatro di Marcello fu trasformata dagli sventramenti del Novecento. Si ricorda meno che San Nicola in Carcere è uno dei testimoni diretti di quella trasformazione. Fino agli anni Venti la basilica era immersa in un quartiere medievale fitto di case, torri e botteghe; le demolizioni di metà decennio la lasciarono isolata, come appare oggi, affacciata su una strada larga. La torre dei Pierleoni che sorge di fronte alla chiesa fu salvata, sia pure rimaneggiata, dall'isolamento del Campidoglio negli anni Trenta, quando si aprì la Via del Mare. I Pierleoni, famiglia di origine ebraica, avevano dominato l'area nell'XI secolo, dalle pendici del Campidoglio fino all'Isola Tiberina, e avevano fatto del Teatro di Marcello una fortezza: la chiesa stessa era conosciuta come «di Petrus Leonis». In pochi passi, dunque, si leggono tre Rome: quella repubblicana dei templi, quella medievale delle famiglie baronali e quella novecentesca delle demolizioni. Un concerto qui è anche una lezione di storia urbana, se si ha voglia di ascoltarla.
Come organizzare la serata
Quando arrivare
Le porte aprono alle 19.45, il concerto inizia alle 20.30. Arrivare presto permette di scegliere meglio all'interno della propria categoria e di guardare la chiesa con calma.
Come vestirsi
Non c'è un codice di abbigliamento pubblicato. È una chiesa: un abbigliamento ordinato basta. A fine ottobre le chiese di pietra sono fresche, portate uno strato in più.
Con i bambini
La riduzione per gli under 18 e il carattere descrittivo delle Quattro Stagioni rendono il concerto adatto ai ragazzi. Raccontate loro prima la storia di ogni stagione: il cane che abbaia, la tempesta, i cacciatori, il ghiaccio. Ascolteranno con altre orecchie.
Accessibilità
L'organizzazione non pubblica indicazioni dettagliate sull'accessibilità della basilica. Chi ha esigenze particolari contatti l'organizzazione prima dell'acquisto, ai recapiti indicati sul sito ufficiale.
La foto giusta da fare a Le Quattro Stagioni di Vivaldi alla Basilica di San Nicola in Carcere — dal 2 al 31 ottobre 2026
La foto giusta è all'esterno, prima del concerto. Mettetevi sul lato sinistro della basilica e inquadrate in diagonale le colonne doriche del tempio antico inglobate nella muratura, con la facciata cinquecentesca sullo sfondo: in una sola immagine c'è la Roma repubblicana e quella della Controriforma. Se arrivate all'imbrunire, le colonne prendono una luce calda che il travertino restituisce bene. Il secondo scatto è il campanile, l'antica torre dei Pierleoni, fotografato dal basso. Dentro, durante il concerto, il telefono resta in tasca: è una questione di rispetto per chi suona e per chi ascolta. Prima dell'inizio, invece, un'immagine della navata con i leggii e il clavicembalo pronti, e le luci accese sull'altare, è il ricordo più bello della serata. All'uscita, girando verso il Tevere, il Teatro di Marcello illuminato vi darà l'ultima foto della notte.
Intorno a San Nicola in Carcere: che cosa vedere
La basilica è in uno dei tratti più densi di storia di tutta Roma. Un pomeriggio prima del concerto si riempie senza fatica.
Il Teatro di Marcello e il Portico d'Ottavia
A pochi passi c'è il Teatro di Marcello, e poco oltre il Portico d'Ottavia, con l'area del Ghetto, le sue strade e la sua cucina.
Il Portico d'Ottavia, dentro la storia
Il Portico d'Ottavia merita più di uno sguardo di passaggio. Ottaviano lo ricostruì fra il 27 e il 23 avanti Cristo dedicandolo alla sorella Ottavia; dopo un incendio fu rifatto da Settimio Severo e Caracalla, come ricorda l'iscrizione sull'architrave. Fino al 1885 vi si teneva il mercato del pesce, e una lapide dei Conservatori, lunga più di un metro, ricorda ancora oggi l'antica regola dei Conservatori sulle teste dei pesci: un dettaglio che pochi notano passando e che vale una breve sosta prima del concerto. Dal 1555 il portico fu l'angolo del recinto del Ghetto: a pochi passi dalla basilica si passa, in cinque minuti, dall'epoca di Augusto alla storia della comunità ebraica romana.
Il Foro Boario e la Bocca della Verità
Scendendo verso sud si raggiungono il Foro Boario e la Bocca della Verità.
L'Isola Tiberina e il Campidoglio
Verso il fiume, l'Isola Tiberina; verso l'alto, il Campidoglio.
Dove mangiare vicino a San Nicola in Carcere
Il vantaggio della posizione è il Ghetto, a pochi minuti a piedi, con la sua tradizione giudaico-romana.
Prima del concerto
Una cena verso le 18.30 nelle vie del Ghetto è compatibile con l'apertura delle porte alle 19.45. Fra i piatti della tradizione della zona ci sono i carciofi alla giudia, il brodo di pesce, la pizza ebraica e la crostata di ricotta e visciole.
Dopo il concerto
Verso le 22 molte trattorie del Ghetto e di Trastevere, oltre il fiume, servono ancora. Una passeggiata sull'Isola Tiberina prima di cena è il modo migliore per uscire da Vivaldi e rientrare nella città.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Fra il III e il II secolo avanti Cristo sorgono nel Foro Olitorio i tre templi di Giunone Sospita, Giano e Spes; il tempio attribuito a Giano risale, secondo le fonti antiche, all'epoca della prima guerra punica. Nel VI secolo dopo Cristo nasce qui una prima chiesa, e nel X secolo si incide l'iscrizione sulla colonna vicino all'ingresso. Nell'XI secolo la famiglia dei Pierleoni domina l'area e fortifica il Teatro di Marcello; la chiesa prende il loro nome. Nel 1128 una lapide in facciata registra la chiesa; nel 1289 Pandolfo Savelli commissiona una campana ancora oggi al suo posto. Dal Duecento la tradizione identifica il luogo con il Carcere Tulliano. Nel 1599 Giacomo della Porta firma la ricostruzione e la nuova facciata. Nel 1908 Nicola Morettini costruisce l'organo. A metà degli anni Venti del Novecento le demolizioni cancellano il quartiere medievale circostante, e negli anni Trenta l'isolamento del Campidoglio per la Via del Mare ridisegna la zona. Oggi la basilica è sede del culto della Madonna di Pompei e di Nostra Signora di Guadalupe, e la sera ospita la musica di Vivaldi.
Chi è passato da Le Quattro Stagioni di Vivaldi alla Basilica di San Nicola in Carcere — dal 2 al 31 ottobre 2026
Prima di tutti i fedeli dei tre templi repubblicani, che qui pregavano Giunone Sospita, Giano e la Speranza, e i mercanti del Foro Olitorio, con i cambiavalute nelle piccole celle del podio. Poi la comunità greca di Roma, che dedicò la chiesa a san Nicola. Poi i Pierleoni, signori del quartiere nell'XI secolo, e i Savelli, che donarono una campana nel 1289. Nel 1599 arrivò Giacomo della Porta, che ridisegnò la facciata. Sulle pareti hanno lasciato il segno Antoniazzo Romano, Lorenzo Costa, Guercino e Giovanni Baglione, che affrescò la cappella Aldobrandini. Nel 1908 l'organaro Nicola Morettini costruì lo strumento ancora funzionante. E oggi, ogni venerdì e sabato di ottobre, passano di qui i musicisti de I Virtuosi dell'opera di Roma e, con loro, idealmente, Vivaldi, Bach, Albinoni, Pachelbel, Schubert e Gounod. Pochi luoghi di Roma possono vantare, in una sola sera, un pubblico di viaggiatori venuti da tutto il mondo seduto sopra le fondamenta di tre templi più antichi dell'impero.
Quattro Stagioni o Opera Concerto: quale serata scegliere
Le Quattro Stagioni
Venerdì e sabato di ottobre a San Nicola in Carcere: archi e clavicembalo, Vivaldi e musica sacra. È la scelta per chi ama la musica strumentale e le chiese antiche.
Opera Concerto
Il giovedì a San Paolo entro le Mura: voci e strumenti, le arie più famose di Verdi, Puccini, Rossini e Mozart. È la scelta per chi ama il canto.
Tutte e due
Un fine settimana lungo di ottobre permette di fare entrambe: giovedì in via Nazionale, venerdì o sabato al Teatro di Marcello.
Domande frequenti sulle Quattro Stagioni a San Nicola in Carcere
Quando ci sono le Quattro Stagioni di Vivaldi a San Nicola in Carcere?
Le Quattro Stagioni di Vivaldi a San Nicola in Carcere sono in programma venerdì e sabato alle 20.30: 2, 3, 9, 10, 16, 17, 23, 24, 30 e 31 ottobre 2026. L'ultimo concerto del ciclo è sabato 31 ottobre.
A che ora comincia il concerto e quanto dura?
Il concerto delle Quattro Stagioni comincia alle 20.30, con ingresso in basilica dalle 19.45. Dura circa un'ora e mezza, in due parti: prima la musica sacra per archi, poi i quattro concerti di Vivaldi.
Dove si trova la Basilica di San Nicola in Carcere?
La Basilica di San Nicola in Carcere si trova in via del Teatro di Marcello 46, nel rione Sant'Angelo, accanto al Teatro di Marcello e a pochi minuti a piedi dal Portico d'Ottavia e dall'Isola Tiberina.
Che cosa si ascolta oltre a Vivaldi?
Nel concerto delle Quattro Stagioni la prima parte comprende l'Adagio in sol minore di Albinoni, le Ave Maria di Schubert e Gounod, due brani di Bach e il Canone di Pachelbel. Il programma può cambiare.
Chi suona le Quattro Stagioni?
Le Quattro Stagioni sono eseguite da un ensemble de I Virtuosi dell'opera di Roma formato da un quintetto d'archi e clavicembalo. L'orchestra, nata nel 1998, è composta da professori provenienti da conservatori italiani.
Ci sono riduzioni sui biglietti?
Per le Quattro Stagioni sono previste riduzioni per under 18, studenti fino a 27 anni, gruppi di almeno 15 persone, militari e possessori di Roma Pass. Il titolo della riduzione va mostrato all'ingresso.
Qual è il posto migliore?
A San Nicola in Carcere la categoria A occupa le file dalla I alla IV, la B parte dalla V fila. Con un ensemble di sei strumenti, le prime file offrono l'ascolto più nitido.
Il consiglio finale: arrivate presto, contate le colonne antiche lungo il fianco della chiesa, sedetevi il più avanti possibile e aspettate il largo dell'Inverno. Poi uscite sul Tevere. Pochi concerti a Roma tengono insieme così bene musica e luogo.
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