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La musica avvolge il Portico d’Ottavia: Monumenti sonori al Portico d’Ottavia — fino al 25 ottobre 2029

La musica avvolge il Portico d'Ottavia è un percorso sonoro all'aperto, gratuito, attivo dal 25 ottobre 2024 al 25 ottobre 2029 fra le rovine del Portico d'Ottavia, in Via del Portico d'Ottavia, nel rione Sant'Angelo, a Roma. Non serve biglietto e non c'è una biglietteria: si arriva, si attraversa il tratto pedonale del monumento e si ascolta. Il tram 8 ferma ad Arenula/Cairoli, a pochi minuti a piedi; da Largo di Torre Argentina, grande nodo degli autobus del centro, si arriva in circa dieci minuti di cammino; dalla metro B, stazione Circo Massimo, servono circa quindici minuti a piedi passando per la Bocca della Verità e il Teatro di Marcello. Le informazioni ufficiali sono sul portale culturale di Roma Capitale, culture.roma.it.

La musica avvolge il Portico d'Ottavia: date, ingresso, come si ascolta

La musica avvolge il Portico d'Ottavia è un'installazione sonora permanente per cinque anni: il portale di Roma Capitale la indica dal 25 ottobre 2024 al 25 ottobre 2029, con ingresso gratuito. È la prima tappa di Monumenti Sonori, un progetto che porta la musica dentro sei luoghi storici della città.

Le date

Il percorso è stato inaugurato il 25 ottobre 2024 e resta attivo, secondo il calendario pubblicato da culture.roma.it, fino al 25 ottobre 2029. Cinque anni pieni: un tempo lungo per un'installazione, che la rende qualcosa di diverso da una mostra. Chi passa per il Ghetto nel 2026, nel 2027 o nel 2028 la trova ancora lì, integrata nelle pietre.

L'ingresso

Il portale di Roma Capitale segnala l'iniziativa come gratuita. Non ci sono prenotazioni, non ci sono turni. L'ascolto avviene lungo il camminamento pubblico che attraversa i resti del monumento, all'aperto, en plein air come scrive il comunicato del progetto.

Come si ascolta

Nessuna cuffia e nessuna app obbligatoria: gli altoparlanti sono nascosti nel monumento e diffondono la musica nello spazio, in modo che il suono sembri uscire dalle colonne e dalle murature. Si ascolta camminando, fermandosi, tornando indietro. Il programma, avverte il portale, può subire variazioni.

Cosa si ascolta al Portico d'Ottavia: Puccini, Respighi, i Morricone

I brani diffusi al Portico d'Ottavia sono stati scelti dall'Accademia Nazionale di Santa Cecilia: estratti da Tosca di Puccini, dalla trilogia romana di Respighi, il Love Theme di Andrea Morricone e musiche di Ennio Morricone dal film Mission. Una scaletta tutta romana, o comunque legata a Roma, pensata per un monumento romano.

Tosca di Giacomo Puccini

Dalla Tosca di Giacomo Puccini vengono diffusi alcuni estratti delle incisioni storiche realizzate con l'Orchestra e il Coro dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La scelta ha un senso preciso: non una registrazione qualunque, ma il suono dell'orchestra e del coro della città, conservato nel loro archivio discografico. È musica di Roma suonata da musicisti di Roma, restituita a una strada di Roma.

Pini di Roma, Feste romane, Fontane di Roma

Di Ottorino Respighi il percorso propone pagine da Pini di Roma, Feste romane e Fontane di Roma: i tre poemi sinfonici che portano il nome della città nel titolo. Ascoltarli fra le colonne di un portico augusteo ha qualcosa di quasi didascalico, e proprio per questo funziona: la città descritta dall'orchestra e la città di pietra si sovrappongono.

Il Love Theme di Andrea Morricone

Il Love Theme composto da Andrea Morricone per la colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso è il brano che più di tutti sposta l'ascolto dal teatro d'opera al cinema. È una scelta coerente con l'origine del progetto, che nasce all'interno di un programma di valorizzazione turistica attraverso il cinema.

Mission di Ennio Morricone

Di Ennio Morricone vengono diffuse alcune musiche della colonna sonora del film Mission. Morricone è il compositore a cui Roma ha intitolato l'Auditorium Parco della Musica: sentirlo risuonare in una strada del centro storico chiude un cerchio fra la città e uno dei suoi figli più ascoltati nel mondo.

Come funziona l'installazione sonora del Portico d'Ottavia

Al Portico d'Ottavia la musica esce da sorgenti audio nascoste, altoparlanti di diverse dimensioni disposti in modo da mettere in risonanza i volumi del monumento e gli spazi vicini al camminamento. Il progetto tecnico e acustico è del Centro Ricerche Musicali, il Crm.

Le sorgenti nascoste

Gli altoparlanti hanno caratteristiche diverse e sono collocati in punti diversi, per esaltare le differenze timbriche dei brani e offrire un ascolto variato lungo il percorso. L'idea è che il visitatore non percepisca una cassa acustica, ma un ambiente sonoro: la musica sembra abitare il portico.

L'olofono

Il tratto di attraversamento pedonale del Portico è evidenziato da un proiettore di suono chiamato olofono, ideato dal Crm. Le sue caratteristiche permettono di controllare con precisione l'angolo di irradiazione del suono, così da ottenere un'area d'ascolto circoscritta e nitida. In pratica: la musica si sente bene dove si cammina e si attenua dove comincia la vita del quartiere.

Il cervello centrale

Ogni monumento del progetto è dotato di un sistema di controllo locale collegato a un sistema digitale remoto, una specie di cervello centrale. Attraverso la rete, con un protocollo di comunicazione creato appositamente per gestire gli impianti e trasmettere i dati in sicurezza, riceve i dati musicali dall'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La musica, insomma, parte dall'Accademia e arriva al Portico senza che nessuno debba toccare un impianto sul posto.

Chi ha realizzato La musica avvolge il Portico d'Ottavia

La musica avvolge il Portico d'Ottavia è ideata dall'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, con il progetto artistico dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il progetto sonologico del Centro Ricerche Musicali e il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura. Un lavoro a più mani, pubblico dall'inizio alla fine.

L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia

L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia è una delle istituzioni musicali più antiche del mondo. Nata come congregazione di musicisti, è diventata nei secoli un'accademia con un corpo di settanta membri effettivi e trenta onorari, un'orchestra e un coro sinfonici e un'attività didattica di perfezionamento. Dal 1998 è una fondazione. La sua sede stabile per i concerti, dal 2003, è l'Auditorium Parco della Musica, oggi intitolato a Ennio Morricone. Per Monumenti Sonori l'Accademia ha curato la scelta dei brani e fornisce i dati musicali che il sistema centrale distribuisce ai monumenti. Le incisioni di Tosca diffuse al Portico sono dell'Orchestra e del Coro dell'Accademia: il Portico, in un certo senso, diventa una sala distaccata della sua discografia.

Il Centro Ricerche Musicali

Il Centro Ricerche Musicali, Crm, ha condotto insieme all'Accademia l'indagine artistica e tecnica dei monumenti e ha firmato il progetto sonologico, cioè la parte che decide dove mettere le sorgenti, come orientarle, quanto e dove far arrivare il suono. All'olofono, il proiettore di suono direzionale usato per il camminamento, il comunicato attribuisce l'ideazione al Crm.

Roma Capitale e la Sovrintendenza

L'iniziativa è ideata dall'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale con il coordinamento del Dipartimento Attività Culturali e la collaborazione della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, che ha in cura il monumento, e della Fondazione Cinema per Roma. Il coordinamento organizzativo è di Zètema Progetto Cultura, la società che gestisce anche il portale culture.roma.it.

Monumenti Sonori, il progetto di cui fa parte il Portico d'Ottavia

Monumenti Sonori è un progetto di Roma Capitale che prevede sei percorsi sonorizzati all'aperto in altrettanti luoghi storici della città, con un calendario che il portale ufficiale indica dal 25 ottobre 2024 al 25 ottobre 2029. Il Portico d'Ottavia è stato il primo.

Ogni luogo racconta una storia

È il motto con cui il progetto è partito, proprio al Portico d'Ottavia. L'intenzione dichiarata è dare voce per la prima volta a monumenti che il comunicato chiama testimoni silenziosi, custodi per secoli di memorie e vite passate e presenti. Tolta la retorica, resta un'idea semplice: usare la musica per far fermare chi di solito passa senza guardare.

Dal Flaminio alla Magliana

Gli altri cinque monumenti, annunciava il progetto, sono distribuiti in tutta la città, dal Flaminio alla Magliana, con una programmazione di aperture scaglionate che nelle intenzioni iniziali arrivava fino a novembre 2025. L'elenco aggiornato delle tappe attive è sul portale culture.roma.it, nella pagina della manifestazione.

Una curiosità su La musica avvolge il Portico d'Ottavia: Monumenti sonori al Portico d'Ottavia — fino al 25 ottobre 2029

La curiosità più bella non riguarda la musica, riguarda le firme. Nel II secolo avanti Cristo, quando Quinto Cecilio Metello Macedonico fece costruire qui il tempio di Giove Statore su progetto dell'architetto greco Ermodoro di Salamina, alla decorazione lavorarono due scultori, Sauro e Batraco. Avrebbero lasciato come firma un segno parlante: una lucertola, in greco sauros, e una rana, batrachos, scolpite nelle spire delle colonne ioniche. Quelle colonne, secondo l'ipotesi oggi più accreditata, sono finite molto lontano da qui, reimpiegate a San Lorenzo. Il tempio di Giove Statore, racconta Vitruvio, fu il primo edificio sacro di Roma costruito interamente in marmo. Oggi, a quasi ventidue secoli di distanza, lo stesso recinto porta un'altra firma nascosta: gli altoparlanti del Crm, invisibili fra le pietre, che fanno uscire dalle colonne Respighi e Morricone. C'è una continuità ironica fra le due cose. Gli scultori antichi si nascondevano dentro la decorazione, i progettisti del suono nascondono le loro sorgenti dentro l'architettura. In entrambi i casi il visitatore deve fare attenzione per accorgersene. Chi cammina sotto il propileo con le orecchie aperte, e magari con gli occhi alzati sui capitelli dove un'aquila prende il posto del fiore dell'abaco, trova al Portico d'Ottavia più firme di quante ne veda.

Il Portico d'Ottavia: dalla Roma repubblicana alla Pescheria

Il Portico d'Ottavia è un complesso monumentale ricostruito da Augusto fra il 27 e il 23 avanti Cristo e dedicato alla sorella Ottavia, al posto del più antico portico di Metello; i resti visibili oggi appartengono in gran parte alla ricostruzione di Settimio Severo del 203. La Sovrintendenza Capitolina lo descrive come un quadriportico di 119 metri per 132.

Il portico di Metello

La storia comincia nel 179 avanti Cristo, quando il censore Marco Emilio Lepido dedica il tempio di Giunone Regina, con la statua di culto opera dello scultore Timarchide. Nel 143 Quinto Cecilio Metello Macedonico, dopo il trionfo sulla Macedonia, fa erigere il tempio di Giove Statore. I due templi vengono chiusi in un recinto porticato, il portico di Metello, ornato di opere d'arte greche. La più celebre era la turma Alexandri di Lisippo: ventiquattro statue equestri dei compagni di Alessandro Magno caduti al Granico, portate a Roma come bottino da Dion, in Macedonia. Vi era esposta anche la statua in bronzo di Cornelia, madre dei Gracchi, ricordata come la prima statua femminile esposta in pubblico a Roma.

Augusto e Ottavia

Nel 33 avanti Cristo, dopo le campagne in Illirico, vi furono collocate le insegne che i Dalmati avevano sottratto ad Aulo Gabinio. Fra il 27 e il 23 Ottaviano ricostruisce radicalmente il complesso con il bottino della vittoria dalmata e lo dedica a nome della sorella: porticus Octaviae. Vengono aggiunte una biblioteca in due sezioni, greca e latina, dedicata alla memoria di Marcello, e un grande ambiente per le riunioni, forse la Curia Octaviae, dove si riuniva il Senato. Il portico si allarga e riceve l'ingresso monumentale sporgente verso il Circo Flaminio.

Domiziano e Settimio Severo

Nell'80 dopo Cristo un incendio danneggia il complesso, probabilmente restaurato da Domiziano. Dopo un altro incendio, forse quello del 191, Settimio Severo e Caracalla lo ricostruiscono e lo dedicano di nuovo nel 203: l'iscrizione sull'architrave lo ricorda ancora oggi. Nel 442 un terremoto danneggia il propileo, e due delle colonne vengono in seguito sostituite dall'arcata in mattoni tuttora visibile.

Sant'Angelo in Pescheria

Nell'ultimo quarto dell'VIII secolo, sulle strutture del portico, nasce la diaconia di Sant'Angelo in Pescheria, che ingloba una delle colonne posteriori e parte del timpano, ancora visibili dentro la chiesa. Fra la fine dell'VIII secolo e il XII o XIII secolo lo spazio davanti alla chiesa ospita un'area cimiteriale con decine di sepolture a livelli diversi.

Il mercato del pesce

Per tutto il Medioevo e l'età moderna il propileo ospita il mercato del pesce, il Forum piscium, la Pescheria Vecchia da cui prende nome la chiesa. Il mercato, principale della città per il pesce, rimane qui fino alla fine dell'Ottocento: viene trasferito a piazza San Teodoro nel 1885.

Una cosa che non ti dice nessuno su La musica avvolge il Portico d'Ottavia: Monumenti sonori al Portico d'Ottavia — fino al 25 ottobre 2029

Quasi nessuno lo dice, ma il Portico d'Ottavia porta ancora sul corpo la cicatrice del Ghetto. Guardate l'angolo orientale del propileo: la pietra appare scalpellata. La Sovrintendenza Capitolina spiega il perché. A partire dal 1555, quell'angolo costituiva uno degli angoli esterni del recinto in cui papa Paolo IV aveva chiuso gli ebrei di Roma, il Claustro degli ebrei, come lo chiamavano le carte dell'epoca. Il monumento augusteo, cioè, era parte del confine del Ghetto, e il Ghetto restava fuori, appena oltre la sua ombra. La musica diffusa oggi lungo il camminamento del Portico passa esattamente su quella linea. Il progetto sonologico, scrive il comunicato, delimita l'area d'ascolto e traccia in un certo senso il confine del monumento. Per chi conosce la storia del quartiere, la parola confine qui pesa più che altrove. Non credo sia stato un calcolo dei progettisti, ma l'effetto è quello: un suono che segna un perimetro, in un luogo dove per più di tre secoli un perimetro ha deciso della vita di migliaia di persone. Vale la pena, prima di ascoltare Respighi, fermarsi un momento davanti a quell'angolo rovinato. Poi, pochi passi più in là, in Largo 16 Ottobre 1943, il nome stesso della piazza ricorda il giorno del rastrellamento nazista del quartiere. La musica non cancella niente di tutto questo: semmai lo mette in una luce diversa, più lenta.

Com'è fatto il Portico d'Ottavia: cosa si vede oggi

Del Portico d'Ottavia oggi restano l'angolo sudorientale e il grande propileo d'ingresso sul lato verso il Circo Flaminio, nella ricostruzione di età severiana. Tutto il resto è sotto le case del rione o scomparso.

Il propileo

L'ingresso monumentale aveva due facciate uguali e simmetriche, esterna e interna, con quattro colonne di ordine corinzio fra due pilastri. I capitelli sono figurati: al posto del fiore dell'abaco c'è un'aquila. Altri ingressi simili dovevano trovarsi al centro degli altri tre lati del recinto.

L'iscrizione

Sull'architrave corre l'epigrafe che ricorda il restauro di Settimio Severo e Caracalla dopo un incendio. È uno dei testi latini più leggibili del centro storico, a pochi metri dal livello della strada: un buon esercizio per chi ha fatto il liceo classico e vuole mettersi alla prova.

Il portico esterno

Sui fianchi l'ingresso ha pareti in laterizio, in origine rivestite di lastre di marmo bianco, con arcate che portavano ai portici. Dei porticati restano fusti di marmo cipollino e di granito grigio alternati, con capitelli corinzi: un'alternanza di colori che oggi si legge ancora bene e che doveva essere molto più evidente quando tutto era integro.

Il consiglio che ti do per visitare La musica avvolge il Portico d'Ottavia: Monumenti sonori al Portico d'Ottavia — fino al 25 ottobre 2029

Il consiglio è semplice: venite di mattina presto, in un giorno feriale, e non venite per la musica. Venite per il Portico, e lasciate che la musica vi raggiunga. Chi arriva cercando un concerto rimane perplesso: gli altoparlanti non si vedono, i brani si alternano, il volume è calibrato per non disturbare chi abita e lavora nel quartiere. Chi invece arriva per guardare il propileo, leggere l'iscrizione di Settimio Severo, cercare l'aquila nei capitelli, e a un certo punto si accorge che da qualche parte fra le colonne sta arrivando un'orchestra, capisce il progetto. Il modo migliore: arrivare sotto l'arcata medievale senza sapere niente, poi scoprire la storia del mercato del pesce e della lapide dei Conservatori. Quando parte Respighi, di solito qualcuno si gira a cercare da dove viene il suono. È il momento giusto per spiegare cosa sono i Monumenti Sonori. Un secondo consiglio: attraversate il camminamento due volte, in un senso e nell'altro. L'olofono, il proiettore direzionale del Crm, crea un'area d'ascolto precisa, e spostandosi di pochi metri il suono cambia. Terzo consiglio: non fermatevi al Portico. Proseguite per via del Portico d'Ottavia verso il Tevere, poi il Tempio Maggiore, poi l'Isola Tiberina. La musica è un invito a rallentare, e il quartiere merita il tempo.

Come arrivare al Portico d'Ottavia

Il Portico d'Ottavia si trova in Via del Portico d'Ottavia, all'altezza di Largo 16 Ottobre 1943, nel rione Sant'Angelo, e si raggiunge con il tram 8 o a piedi da Largo di Torre Argentina. Il centro storico è zona a traffico limitato: i mezzi pubblici e le gambe sono la scelta giusta.

In tram

La fermata più comoda è Arenula/Cairoli del tram 8, in piazza Benedetto Cairoli, lungo Via Arenula. Da lì si entra nel Ghetto per le strade di Sant'Angelo e si arriva al Portico in pochi minuti.

In autobus

Largo di Torre Argentina è il grande nodo degli autobus del centro storico. Dal Largo Argentina il Portico è a una decina di minuti a piedi, per via Arenula o per le strade intorno a piazza Mattei. Per le linee aggiornate conviene usare il calcolo percorso dell'azienda dei trasporti di Roma.

In metropolitana

La stazione più vicina della metro B è Circo Massimo: da lì si arriva al Portico in circa un quarto d'ora a piedi, passando per piazza della Bocca della Verità e costeggiando il Teatro di Marcello. È anche il percorso più bello, perché si entra nel quartiere dal lato dei monumenti antichi.

In auto

Il rione è dentro la Zona a Traffico Limitato del centro storico. L'auto è sconsigliata: meglio lasciarla fuori dal centro e usare tram, autobus o metro.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che il brodo di pesce sia uno dei piatti della cucina romana lo sanno tutti. Che sia nato qui, sotto queste colonne, lo si ricorda molto meno. Per secoli, dal Medioevo alla fine dell'Ottocento, il propileo del Portico d'Ottavia ha ospitato il mercato del pesce di Roma, favorito dalla vicinanza del Tevere e del porto fluviale di Ripa Grande, dove approdavano le barche in arrivo da Ostia con il pescato migliore. Gli scarti venivano ammucchiati vicino alla chiesa di Sant'Angelo in Pescheria. Le donne del Ghetto, in gran parte povere, andavano a raccoglierli: teste, lische, pesci o pezzi di pesce meno pregiati. Il solo modo di utilizzarli era cuocerli in acqua. Nacque così il brodo di pesce, piatto povero della Roma popolare e del Ghetto in particolare, oggi uno dei più richiesti nei ristoranti della zona. La lapide dei Conservatori, che imponeva di consegnare ai magistrati le teste dei pesci più lunghi, racconta l'altra faccia della stessa storia: i pezzi migliori salivano in Campidoglio, gli scarti restavano nel Ghetto. Il mercato fu trasferito a piazza San Teodoro solo nel 1885, dopo l'Unità. Quando al Portico risuona il Love Theme di Nuovo Cinema Paradiso, pensate che a quell'ora, un secolo e mezzo fa, qui si contrattava il prezzo delle spigole, e l'odore del pesce era la vera colonna sonora del luogo.

Il Ghetto di Roma, il quartiere del Portico d'Ottavia

Il Ghetto di Roma fu istituito il 12 luglio 1555 da papa Paolo IV con la bolla Cum nimis absurdum, nel rione Sant'Angelo accanto al Teatro di Marcello; è fra i più antichi del mondo, nato quarant'anni dopo quello di Venezia. Nel Ghetto ebraico di Roma, o nelle sue immediate vicinanze, si trovano ancora oggi i principali punti di riferimento della comunità ebraica romana.

Il serraglio degli ebrei

Con la bolla del 1555 Paolo IV revoca i diritti concessi agli ebrei romani e ordina di chiuderli nel serraglio. Obbligo di un segno di riconoscimento, divieto di possedere immobili, divieto di esercitare qualunque commercio che non fosse quello di stracci e vestiti usati. All'inizio le porte erano due, chiuse al tramonto e riaperte all'alba; con la crescita della popolazione divennero tre, cinque e infine otto. Nel 1572 Gregorio XIII impose le prediche coatte del sabato, tenute anche in Sant'Angelo in Pescheria: furono revocate solo nel 1848.

Dalla Repubblica al 1870

Nel 1798, con la prima Repubblica Romana, in piazza delle Cinque Scole fu innalzato un albero della libertà e agli ebrei fu riconosciuta la piena cittadinanza. Nel 1814, con il ritorno di Pio VII, il Ghetto fu richiuso. Il 17 aprile 1848 Pio IX fece abbattere il muro; nel 1849 la Repubblica Romana abolì la segregazione, ma caduta la Repubblica gli ebrei furono costretti a rientrare. Solo il 20 settembre 1870, con l'annessione di Roma al Regno d'Italia, il Ghetto fu abolito definitivamente.

Le demolizioni del 1888

Con il piano regolatore e la costruzione dei muraglioni del Tevere, gran parte delle vecchie case fu demolita. Nacquero tre strade nuove: via del Portico d'Ottavia, al posto della vecchia via della Pescheria, via Catalana e via del Tempio. Per farsi un'idea di come fosse il vecchio Ghetto, basta guardare la fila di edifici sul lato nord di via del Portico d'Ottavia, accanto ai resti augustei.

Il Tempio Maggiore

Sull'area liberata dalle demolizioni, fra Lungotevere Cenci e via del Portico d'Ottavia, la Comunità ebraica costruì il nuovo tempio su progetto dell'architetto Osvaldo Armanni e dell'ingegnere Vincenzo Costa, con motivi assiro babilonesi e Art Nouveau. I lavori durarono dal 1901 al 1904 e la Sinagoga di Roma, il Tempio Maggiore, fu inaugurata il 29 luglio 1904. Nel seminterrato ha sede il Museo Ebraico di Roma.

La foto giusta da fare a La musica avvolge il Portico d'Ottavia: Monumenti sonori al Portico d'Ottavia — fino al 25 ottobre 2029

La foto giusta non è quella frontale che fanno tutti. Andate sotto il propileo, sul lato interno, e alzate l'obiettivo: senza il tetto, si vede il retro del frontone, fatto di blocchi di reimpiego, alcuni in marmo pentelico. È un'immagine che racconta in un colpo solo tutte le vite del monumento, perché ogni pietra viene da un restauro diverso. La seconda foto va fatta dall'altra parte, con l'arcata in mattoni al centro: è l'arco che nel Medioevo prese il posto di due colonne corinzie danneggiate, affrescato e ancora visibile, che introduce all'ingresso di Sant'Angelo in Pescheria. Inquadratelo con le colonne superstiti ai lati e avrete la sintesi della Roma stratificata: augustea, severiana, medievale, papale. La terza foto è per chi ama il dettaglio: i capitelli con l'aquila al posto del fiore dell'abaco, meglio con un teleobiettivo o con lo zoom del telefono. E poi, se volete un'immagine che parli dell'installazione sonora, provate un video di pochi secondi invece della foto: inquadrate il camminamento, con le persone che attraversano, e lasciate che il microfono registri la musica che esce dalle pietre. Il suono, in questo caso, è la didascalia. La luce migliore è quella del primo mattino o del tardo pomeriggio d'autunno, quando il sole è basso e le colonne proiettano ombre lunghe sulla strada.

Cosa vedere intorno al Portico d'Ottavia

Intorno al Portico d'Ottavia, in pochi minuti a piedi, si trovano il Teatro di Marcello, il Tempio Maggiore, l'Isola Tiberina, piazza Mattei con la Fontana delle Tartarughe e, salendo, il Campidoglio. Un quartiere dove ogni passo cambia secolo.

Il Teatro di Marcello

Il Teatro di Marcello è il vicino di casa del Portico, nella stessa area dell'antico Circo Flaminio: è da lì che si vede la Sinagoga nella fotografia più classica del quartiere.

L'Isola Tiberina

Via del Portico d'Ottavia guarda verso il Ponte Fabricio, che porta all'Isola Tiberina: la passeggiata naturale dopo il Portico.

Piazza Mattei e la Fontana delle Tartarughe

Dall'altro lato si arriva in pochi minuti a piazza Mattei e alla Fontana delle Tartarughe, dentro il perimetro dell'odierno Ghetto.

Il Campidoglio

Da Sant'Angelo si sale al Campidoglio, come fece Cola di Rienzo nel 1347 dopo una notte di messe a Sant'Angelo in Pescheria.

Dove mangiare vicino al Portico d'Ottavia

Via del Portico d'Ottavia e le strade intorno sono una delle zone di Roma più note per la cucina giudaico romanesca, con trattorie, ristoranti e forni. È il posto giusto per pranzare dopo la visita.

Il brodo di pesce

Nato dagli scarti del mercato della Pescheria, il brodo di pesce è oggi di nuovo in voga, e nei ristoranti della zona è considerato una specialità. Mangiarlo a cento metri dal luogo dove è nato è un piccolo atto di memoria.

I carciofi alla giudia

I carciofi alla giudia, carciofi romaneschi fritti in olio abbondante, sono il piatto simbolo della cucina del quartiere. In stagione compaiono in quasi tutti i menu della via.

I dolci

Fra i dolci della tradizione giudaico romanesca ci sono la pizza ebraica, la crostata di ricotta e visciole e i mostaccioli. Una sosta in un forno del quartiere è la merenda giusta dopo una passeggiata nel Ghetto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Pochi luoghi di Roma hanno visto tanto in così pochi metri quadrati. Nel 179 avanti Cristo Marco Emilio Lepido dedica il tempio di Giunone Regina; nel 143 Metello Macedonico fa costruire il tempio di Giove Statore, il primo tutto in marmo della città, e riempie il portico con le statue equestri di Lisippo prese in Macedonia. Nel 33 avanti Cristo vi tornano le insegne romane strappate ai Dalmati; fra il 27 e il 23 Augusto ricostruisce tutto e lo dedica alla sorella Ottavia. Incendi nell'80 e forse nel 191, ricostruzione di Settimio Severo e Caracalla nel 203, terremoto nel 442. Intorno al 770 nasce la chiesa che diventerà Sant'Angelo in Pescheria. Nella vigilia di Pentecoste del 1347 Cola di Rienzo assiste qui a trenta messe dello Spirito Santo prima di salire in Campidoglio. Il 12 luglio 1555 Paolo IV istituisce il Ghetto, di cui il Portico diventa un margine; dal 1572 le prediche coatte. Nel 1848 Pio IX fa abbattere il muro; nel 1870 il Ghetto è abolito; nel 1885 il mercato del pesce lascia il Portico; nel 1888 le demolizioni disegnano l'attuale via. Sabato 16 ottobre 1943 le SS circondano il quartiere all'alba: soprattutto in via del Portico d'Ottavia la retata cattura oltre mille ebrei, molti prelevati dal palazzo del numero 13, il portonaccio. Dei 1023 deportati ad Auschwitz tornarono in sedici. Il 9 ottobre 1982 un commando palestinese attacca i fedeli all'uscita dalla sinagoga, uccidendo il piccolo Stefano Taché. Il 13 aprile 1986 Giovanni Paolo II visita il Tempio Maggiore. Il 25 ottobre 2024, infine, la musica di Monumenti Sonori comincia a risuonare fra queste colonne.

Come organizzare la visita al Portico d'Ottavia con la musica

La visita al Portico d'Ottavia con l'installazione La musica avvolge il Portico d'Ottavia è gratuita e all'aperto: bastano venti minuti per il monumento, ma conviene inserirla in una passeggiata di mezza giornata nel Ghetto.

Quando andare

Le ore migliori sono quelle del mattino nei giorni feriali, quando il quartiere è più tranquillo e la musica si ascolta meglio. Nei fine settimana e nelle sere di bel tempo via del Portico d'Ottavia è molto frequentata, soprattutto intorno ai ristoranti.

Con i bambini

Con i bambini funziona bene il gioco della caccia al suono: da dove viene la musica? Si cercano gli altoparlanti senza trovarli, e intanto si guardano le colonne. Poi la lapide dei pesci, da misurare a occhio: una storia che i più piccoli ricordano.

Accessibilità

L'ascolto avviene lungo il camminamento pubblico del monumento. Per informazioni aggiornate sull'accessibilità dei monumenti di Roma Capitale il riferimento è il numero informativo 060608, attivo tutti i giorni dalle 9 alle 19.

Il periodo

Autunno e inverno sono le stagioni migliori per il Ghetto: meno folla e luce radente sulle pietre.

Chi è passato da La musica avvolge il Portico d'Ottavia: Monumenti sonori al Portico d'Ottavia — fino al 25 ottobre 2029

L'elenco è lungo e comincia molto presto. Sono passati di qui Marco Emilio Lepido e Quinto Cecilio Metello Macedonico, che dedicarono i due templi; l'architetto Ermodoro di Salamina e gli scultori Sauro e Batraco con la loro lucertola e la loro rana; Timarchide e i suoi figli Dioniso e Policle, autori delle statue di culto. È passato Ottaviano, che ricostruì il portico e lo dedicò alla sorella Ottavia. Sono passati Settimio Severo e Caracalla, che firmarono l'iscrizione sull'architrave. Nel 1347 è passato Cola di Rienzo, che da qui salì in Campidoglio a proclamare il buono stato. Sono passati i papi del Ghetto: Paolo IV, Gregorio XIII, Sisto V, Pio IX. Sono passati gli artisti che lo hanno disegnato e fotografato: Giuseppe Vasi con la sua incisione del 1752, Giovan Battista Piranesi con le sue tavole, Robert Macpherson con una fotografia intorno al 1860, Ludwig Passini con un acquarello del mercato del pesce del 1863. È passato il cinema: nel 1959 Aldo Fabrizi, maresciallo Topponi nei Tartassati di Steno, abitava in via del Portico d'Ottavia di fronte alla sinagoga; Carlo Lizzani vi ambientò L'oro di Roma; Ferzan Özpetek vi fece tornare i ricordi di Massimo Girotti nella Finestra di fronte. E dal 2024 passa un'orchestra intera, quella di Santa Cecilia, con Puccini, Respighi e i due Morricone, senza che nessuno la veda.

Domande frequenti su La musica avvolge il Portico d'Ottavia

Quanto costa ascoltare La musica avvolge il Portico d'Ottavia?

La musica avvolge il Portico d'Ottavia è gratuita: il portale culturale di Roma Capitale la indica come iniziativa a ingresso libero. Non ci sono biglietti né prenotazioni, perché l'ascolto avviene all'aperto, lungo il camminamento pubblico che attraversa i resti del Portico d'Ottavia, nel rione Sant'Angelo.

Fino a quando è attiva la musica al Portico d'Ottavia?

L'installazione sonora del Portico d'Ottavia è attiva dal 25 ottobre 2024 al 25 ottobre 2029, secondo il calendario pubblicato da culture.roma.it. Il portale di Roma Capitale segnala che il programma può subire variazioni: prima di una visita organizzata apposta conviene controllare la pagina ufficiale.

Che musica si ascolta al Portico d'Ottavia?

Al Portico d'Ottavia si ascoltano brani scelti dall'Accademia Nazionale di Santa Cecilia: estratti dalle incisioni storiche di Tosca di Puccini con l'Orchestra e il Coro dell'Accademia, pagine da Pini di Roma, Feste romane e Fontane di Roma di Respighi, il Love Theme di Andrea Morricone e musiche di Ennio Morricone da Mission.

Servono cuffie o un'app per Monumenti Sonori?

Per La musica avvolge il Portico d'Ottavia non servono cuffie: la musica esce da altoparlanti nascosti nel monumento e da un proiettore di suono direzionale, l'olofono ideato dal Centro Ricerche Musicali, che crea un'area d'ascolto precisa lungo il tratto pedonale. Basta camminare e ascoltare.

Come si arriva al Portico d'Ottavia con i mezzi?

Il Portico d'Ottavia si raggiunge con il tram 8, fermata Arenula/Cairoli, a pochi minuti a piedi; oppure a piedi da Largo di Torre Argentina, nodo degli autobus del centro, in circa dieci minuti. Dalla metro B, stazione Circo Massimo, si arriva in un quarto d'ora passando per il Teatro di Marcello.

Chi ha realizzato Monumenti Sonori?

Monumenti Sonori, di cui fa parte La musica avvolge il Portico d'Ottavia, è ideato dall'Assessorato alla Cultura di Roma Capitale con la Sovrintendenza Capitolina e la Fondazione Cinema per Roma; il progetto artistico è dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia con il Centro Ricerche Musicali, il coordinamento organizzativo di Zètema Progetto Cultura.

Il Portico d'Ottavia è adatto ai bambini?

Il Portico d'Ottavia con la sua musica è una visita breve e all'aperto, adatta anche ai bambini: si può giocare a cercare da dove arriva il suono, guardare le aquile nei capitelli e trovare la lapide del mercato del pesce. Con i più piccoli basta mezz'ora, poi una merenda in un forno del Ghetto.

Il consiglio finale

Il Portico d'Ottavia è uno dei punti più densi di Roma: in cinquanta metri ci sono la Roma di Metello e quella di Augusto, la chiesa medievale, il mercato del pesce, il muro del Ghetto e la memoria del 16 ottobre 1943. Monumenti Sonori non aggiunge storia, aggiunge tempo: obbliga a rallentare. Conviene trattare la musica come una guida discreta, non come uno spettacolo. Venite presto, attraversate il camminamento due volte, fermatevi davanti all'angolo scalpellato del propileo, e poi proseguite per il quartiere a piedi. Se volete che qualcuno vi racconti tutto questo mentre Respighi suona fra le colonne, affidatevi a una guida che conosce il Ghetto e la sua gente.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento25 Ottobre 2024 — 25 Ottobre 2029
IndirizzoPortico d'Ottavia, Via del Portico d'Ottavia (Largo 16 Ottobre 1943), 00186 Roma Centro storico, Roma, Roma Città
CategorieEventiMostre

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