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Gin Game con Pambieri e Villoresi al Teatro Manzoni — dall’8 al 25 ottobre 2026

Gin Game, la commedia di Donald L. Coburn premio Pulitzer nel 1978, apre la stagione 2026/2027 del Teatro Manzoni di Roma dall'8 al 25 ottobre 2026, con Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi diretti da Gianpiero Francese, in via Monte Zebio 14/C, nel quartiere Della Vittoria. La prima è giovedì 8 ottobre alle 21.00; le repliche serali sono alle 21.00, quelle pomeridiane alle 17.30, con un'eccezione il martedì 20 ottobre alle 19.00; il lunedì è giorno di riposo. La stazione più vicina è Lepanto, sulla metropolitana A, a circa 800 metri a piedi. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro, dove si acquistano i biglietti; il botteghino di via Monte Zebio è aperto il lunedì dalle 15.00 alle 20.00, dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 20.00, la domenica e i festivi dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00, telefono 06 3223634. Produzione Operaprima.

Gin Game al Teatro Manzoni: le date in breve

Gin Game resta in scena al Teatro Manzoni per tre settimane, dall'8 al 25 ottobre 2026, con sedici giornate di spettacolo e diciannove recite. È la formula che il Manzoni rivendica come propria: tenere le compagnie in cartellone almeno tre settimane, una scelta che il direttore artistico Pietro Longhi, nel presentare la stagione, ha legato al passaparola del pubblico e alla crescita degli spettacoli replica dopo replica.

Prima settimana

Giovedì 8 ottobre ore 21.00, venerdì 9 ore 21.00, sabato 10 ore 17.30 e 21.00, domenica 11 ore 17.30.

Seconda settimana

Martedì 13, mercoledì 14, giovedì 15 e venerdì 16 ottobre ore 21.00; sabato 17 ore 17.30 e 21.00; domenica 18 ore 17.30.

Terza settimana

Martedì 20 ottobre ore 19.00, mercoledì 21 ore 21.00, giovedì 22 ore 17.30, venerdì 23 ore 21.00, sabato 24 ore 17.30 e 21.00, domenica 25 ore 17.30. Attenzione alle due eccezioni della terza settimana: la recita delle 19.00 del martedì e la pomeridiana del giovedì 22.

Gin Game: di che cosa parla la commedia di Coburn

Gin Game racconta l'incontro fra Walter Martin e Fonsia Dorsey, due anziani ospiti della stessa casa di riposo, attraverso una serie di partite a gin rummy che diventano una guerra di nervi. Walter, burbero e tenero, si offre di insegnare il gioco a Fonsia; lei vince, e continua a vincere, e le sue vittorie scatenano in lui rabbia e ossessione. Il gioco diventa il pretesto con cui ciascuno umilia l'altro e lo mette davanti alle proprie debolezze e ai propri fallimenti.

Una commedia amara

Il teatro presenta il testo come una commedia amara e tagliente in cui il gioco diventa metafora dell'esistenza, con dialoghi brillanti e un'ironia feroce che mette a nudo solitudine, orgoglio e il bisogno di vincere almeno una volta nella vita. Nella scheda ufficiale si legge di un'opera di straordinaria vivacità emotiva, in cui la solitudine dei due protagonisti si intreccia con un'ilarità intelligente. È un equilibrio difficile: se pende troppo verso il comico diventa bozzetto, se pende verso il dramma diventa predica.

Due attori, un tavolo, un mazzo di carte

Gin Game è un testo per due soli interpreti. Tutto si gioca sul ritmo delle battute e sulle pause fra una mano e l'altra, e questo spiega perché richieda attori di grande mestiere. Pambieri e Villoresi hanno alle spalle, insieme, più di cento anni di palcoscenico: è esattamente il tipo di materiale che sanno far respirare.

La regia di Gianpiero Francese

La regia è firmata da Gianpiero Francese per la produzione Operaprima. La scheda del teatro non anticipa scelte di messinscena, e qui non vengono raccontate: in un testo come questo, la sorpresa del modo in cui i due attori si muovono intorno al tavolo è parte del piacere.

Il Pulitzer del 1978 e la fortuna di Gin Game

The Gin Game di Donald L. Coburn ha vinto il premio Pulitzer per la drammaturgia nel 1978, ed è su questo riconoscimento che il Teatro Manzoni costruisce la presentazione dello spettacolo. Un Pulitzer a una commedia con due soli personaggi seduti a un tavolo dice molto sulla forza del testo: nessun effetto, nessuna scenografia che salvi la serata, solo parola e tempi.

Perché è ancora attuale

La vecchiaia raccontata senza pietismo è un tema che il teatro italiano frequenta poco. Gin Game la affronta con la crudeltà di una partita a carte: chi perde soffre, chi vince si accanisce, e sotto la competizione affiorano la solitudine e il bisogno di essere riconosciuti. In una città come Roma, dove una parte crescente del pubblico teatrale ha superato i sessant'anni, il testo tocca corde che la sala riconosce subito.

Il gin rummy

Non serve saper giocare per seguire lo spettacolo. Il gin rummy è una variante del ramino a due giocatori, e in scena conta meno la regola del gioco che l'effetto delle vittorie e delle sconfitte sui due personaggi. Chi però conosce il ramino si divertirà a seguire le mani.

Chi è Giuseppe Pambieri, il Walter di Gin Game

Giuseppe Pambieri, nato a Varese il 18 novembre 1944, è attore, regista teatrale e doppiatore, formatosi alla Scuola del Piccolo Teatro di Milano e cresciuto sotto la guida di Giorgio Strehler. In sessant'anni di carriera ha attraversato il teatro classico, la commedia, la televisione degli sceneggiati e il cinema, fino a Woody Allen.

Gli esordi con Strehler

Dopo la maturità classica si iscrive a Giurisprudenza e frequenta insieme la Scuola del Piccolo. Ottiene una parte nel Servitore di due padroni di Goldoni con la regia di Strehler; a 23 anni, al Teatro Olimpico di Vicenza, è Oreste nelle Mosche di Sartre accanto a Valeria Moriconi; nell'estate del 1970 affronta l'Ippolito di Euripide al Teatro greco di Siracusa. Nel 1972 Strehler lo richiama al Piccolo per il Re Lear, nel ruolo di Edmund, ripreso nel 1977 al Teatro Odeon di Parigi.

La popolarità televisiva

Il grande pubblico lo conosce con il personaggio di Remo nello sceneggiato Sorelle Materassi di Mario Ferrero. Seguono decine di titoli: Il consigliere imperiale di Sandro Bolchi, Ligabue di Salvatore Nocita, La vita di Rossini, Il signore di Ballantrae e Quell'antico amore di Anton Giulio Majano. Per un'intera generazione è poi uno dei volti di Incantesimo, il serial di Rai Due, dove interpreta fra gli altri Diego Olivares.

Il cinema

Al cinema lavora con Valerio Zurlini nel Deserto dei Tartari del 1976, accanto a Vittorio Gassman e Giuliano Gemma, con Romolo Guerrieri, Bruno e Sergio Corbucci, fino al Conte Tacchia con Enrico Montesano e ai Miei primi 40 anni di Carlo Vanzina. Nel 2012 è nel cast di To Rome with love di Woody Allen, girato a Roma; nel 2020 in Cosa sarà di Francesco Bruni.

La compagnia Pambieri Tanzi e i grandi ruoli

Nella stagione 1977 e 1978 nasce con la moglie Lia Tanzi la compagnia Pambieri Tanzi, con Il seduttore di Diego Fabbri. Insieme recitano La bisbetica domata, I due gemelli veneziani, Le nozze di Figaro con Giancarlo Cobelli. Pambieri lavora poi con Luca Ronconi in Venezia salva, è Shylock nel Mercante di Venezia a Verona, Federico II di Svevia in Harem con la regia di Giorgio Albertazzi, Angelo Baldovino nel Piacere dell'onestà di Pirandello, ruolo che gli vale il premio Gassman come miglior attore protagonista. Nel 2010 riceve il Premio Flaiano alla carriera per il teatro.

Roma e gli ultimi anni

Nella primavera 2012 porta al Teatro Sala Umberto di Roma Genio e sregolatezza, dedicato a Edmund Kean; nel 2011 è nel Sogno dei Mille di Maurizio Scaparro; nel 2014 è George Croft nella Professione della signora Warren di Shaw con la regia di Giancarlo Sepe; nella stagione 2018 e 2019 è in Quartet di Ronald Harwood con Cochi Ponzoni, Erika Blanc e Paola Quattrini. Come doppiatore ha prestato la voce, fra gli altri, a Harvey Keitel e a Roger Daltrey.

Chi è Pamela Villoresi, la Fonsia di Gin Game

Pamela Villoresi, nata a Prato il 1° gennaio 1957, è una delle attrici più premiate del teatro italiano: due premi Ubu come migliore attrice, due Maschere d'oro, due Grolle d'oro, e più di sessanta spettacoli, cinque dei quali con Giorgio Strehler. Ha diretto lei stessa ventotto spettacoli e ha guidato il Teatro Stabile Biondo di Palermo.

Un esordio precocissimo

Figlia di padre toscano e madre tedesca, comincia a studiare teatro al Metastasio di Prato a 13 anni; a 14 debutta come protagonista nel Re nudo di Schwarz diretta da Paolo Magelli. A 17 anni lo sceneggiato Marco Visconti la rende famosa al grande pubblico, a 18 approda al Piccolo Teatro di Milano da Strehler e partecipa con Jack Lang alla fondazione dell'Unione dei Teatri d'Europa.

Strehler e i grandi registi

Con Strehler recita nel Campiello, nel Servitore di due padroni, in Temporale di Strindberg, in Minna von Barnhelm di Lessing, che le vale il premio Ubu 1982 e 1983, e nelle Baruffe chiozzotte. Il secondo Ubu arriva per Didone, regina di Cartagine di Marlowe e per La fiaccola sotto il moggio di D'Annunzio. Lavora con Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Mario Missiroli, Giancarlo Cobelli, Nanni Loy, Maurizio Panici.

Il cinema, fino alla Grande bellezza

Ha lavorato in oltre trenta film, con Miklós Jancsó, Marco Bellocchio nel Gabbiano, i fratelli Taviani nel Sole anche di notte, Giuliano Montaldo, Ettore Scola in Splendor, e Paolo Sorrentino nella Grande bellezza, premio Oscar 2014 come miglior film straniero: un film romano per eccellenza. In televisione è da anni nel cast di Don Matteo.

Poesia, direzione, insegnamento

Villoresi si è specializzata nell'interpretazione della poesia, con ventitré recital in repertorio, ed è stata voce recitante in cinque melologhi. Ha diretto quattro festival, fra cui Ville Tuscolane e Divinamente Roma; è stata nel consiglio di amministrazione dell'Accademia nazionale d'arte drammatica e del Teatro Argentina Stabile di Roma; ha insegnato recitazione e poesia a Prato, Reggio Calabria, Lugano. Nell'aprile 2018 è stata nominata direttrice del Teatro Biondo di Palermo per il quinquennio dal 2019 al 2023. Nel 2026, prima di Gin Game, è stata in scena al Teatro Stabile di Torino con Circle Mirror Transformation di Annie Baker, diretta da Valerio Binasco.

Pambieri e Villoresi: due scuole, un maestro comune

Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi vengono entrambi dal Piccolo Teatro di Milano di Giorgio Strehler, e questa è la chiave per capire che cosa aspettarsi da Gin Game. Due attori formati nella stessa scuola di rigore, di dizione e di ascolto reciproco, chiamati a sostenere per un'intera serata un testo in cui non c'è nessun altro in scena.

Una generazione di sceneggiati

Entrambi sono stati volti degli sceneggiati Rai degli anni Settanta: Pambieri in Sorelle Materassi, Villoresi in Marco Visconti, tutti e due in Ligabue di Salvatore Nocita del 1977. Per il pubblico che ha visto quella televisione, ritrovarli insieme in teatro cinquant'anni dopo ha il sapore di un ritorno.

Perché è la coppia giusta

Il giudizio è netto: Gin Game è un testo che si rovina con attori troppo giovani truccati da vecchi e si esalta con attori che l'età ce l'hanno e la sanno usare. Qui c'è la seconda ipotesi. Pambieri ha il fisico e la voce del Walter burbero; Villoresi ha la leggerezza e la malizia che servono a una Fonsia che vince senza chiedere scusa.

Una curiosità su Gin Game con Pambieri e Villoresi al Teatro Manzoni — dall'8 al 25 ottobre 2026

La curiosità più bella lega Pamela Villoresi al Teatro Manzoni: nel 1999 ha recitato in Amore e chimica di Jean-Noël Fenwick accanto a Pietro Longhi, che del Manzoni è cofondatore e oggi direttore artistico. Tornare in via Monte Zebio per aprire la stagione, dentro un teatro guidato da un vecchio compagno di palco, è una chiusura di cerchio che il pubblico abituale del Manzoni saprà apprezzare.

La seconda curiosità riguarda il cartellone. La stagione del Manzoni si chiude, dal 6 al 23 maggio 2027, con Il gufo e la gattina di Bill Manhoff, interpretato da Giobbe Covatta e Patrizia Pellegrino. Villoresi lo ha recitato nel 2004 con la regia di Silvio Giordani. Chi frequenta il teatro per tutta la stagione vedrà quindi aprire e chiudere l'anno due commedie per due personaggi, e in entrambe c'è un pezzo di storia di Villoresi.

Terza curiosità: Pambieri e Villoresi sono entrambi passati per il Piccolo di Strehler e per il Servitore di due padroni di Goldoni, in anni diversi. È il testo simbolo di quella scuola, ed è curioso ritrovarli insieme su un palco romano con un testo americano che, per struttura, deve più a Goldoni di quanto sembri: due personaggi, un gioco, un duello di caratteri.

Infine, un dettaglio sull'orario. Martedì 20 ottobre la recita è alle 19.00, un orario raro nei teatri romani. È pensato per chi non ama rientrare tardi, e per chi vuole cenare dopo senza fare mezzanotte: per un pubblico che segue una commedia sulla vecchiaia, non è un dettaglio.

Il Teatro Manzoni di Roma: la sala che ospita Gin Game

Il Teatro Manzoni si trova in via Monte Zebio 14/C, nel quartiere Della Vittoria, ed è una sala polivalente nata come teatro a metà degli anni Ottanta al posto di un cinema di quartiere, il Cinema Montezebio. La stagione presentata dal teatro indica il 1985 come anno di fondazione, a opera di Carlo Alighiero e Pietro Longhi; il portale turistico del Comune di Roma colloca l'inaugurazione come teatro nel 1986. In entrambi i casi si parla di quarant'anni di attività.

Una sala polivalente

Il Manzoni si distingue per la versatilità: ospita prosa, danza, musica, rassegne cinematografiche e conferenze. Il cartellone 2026/2027 lo dimostra: accanto alla prosa ci sono la rassegna Scrittori in scena, il ciclo Manzoni Idee, le serate di danza dal 17 al 20 dicembre curate da Antonio Desiderio e gli spettacoli per famiglie di Un teatro da favola.

I servizi

Il portale turistico del Comune indica per il Manzoni bar, guardaroba, servizi igienici per persone con disabilità, accessibilità per le persone con disabilità e un servizio di dog sitting, raro nei teatri romani. Chi ha un cane e non sa a chi lasciarlo farà bene a chiedere al botteghino i dettagli prima della serata.

Chi lo gestisce

Il teatro è gestito dalla Cooperteatro 85, e il nome della società conserva l'anno di nascita del progetto. Il direttore artistico è Pietro Longhi; le rassegne culturali sono dirette da Alessandro Vaccari e nascono da un'idea di Carlo Alighiero, regista e attore, fondatore del teatro insieme a Longhi.

Una cosa che non ti dice nessuno su Gin Game con Pambieri e Villoresi al Teatro Manzoni — dall'8 al 25 ottobre 2026

Quello che quasi nessuno sa è che il Teatro Manzoni risponde anche su WhatsApp, al numero 327 8959298, oltre che al telefono fisso 06 3223634: per chi deve cambiare una data o chiedere un'informazione sui posti, è la via più rapida. Il botteghino ha orari lunghi, dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 20.00, e apre anche la domenica mattina, cosa non comune nei teatri della città.

La seconda cosa riguarda il calendario. Con diciannove recite in tre settimane, le serate di prima e dell'ultimo fine settimana si riempiono prima, mentre i martedì e i mercoledì della seconda settimana sono in genere i più tranquilli. Chi vuole scegliere il posto con calma deve puntare lì. È una regola generale delle teniture lunghe, e al Manzoni vale più che altrove, perché il pubblico è in larga parte di abbonati che hanno già il loro turno.

Terzo punto, per chi arriva in auto: il quartiere Della Vittoria è residenziale, con parcheggi su strada contesi dai residenti la sera. Chi viene da fuori deve mettere in conto tempo per cercare posto, oppure scegliere la metropolitana e fare a piedi il tratto da Lepanto.

Infine, un dettaglio: il Manzoni propone abbonamenti a più spettacoli, e per chi vive a Roma o ci passa spesso conviene valutarli già con Gin Game, primo titolo della stagione.

Come arrivare al Teatro Manzoni per Gin Game

La stazione della metropolitana più vicina al Teatro Manzoni è Lepanto, sulla linea A, a circa 800 metri a piedi da via Monte Zebio 14/C: dieci minuti di cammino in piano. È il modo più semplice per arrivare dal centro, da Termini o dalle zone servite dalla linea A.

In metropolitana

Da Lepanto si esce su viale Giulio Cesare e si sale verso nord attraverso Prati fino al quartiere Della Vittoria, raggiungendo via Monte Zebio. Da Termini la linea A in direzione Battistini arriva a Lepanto in pochi minuti. Controllate l'orario dell'ultima corsa prima delle recite serali.

In autobus e in tram

Il quartiere è servito da diverse linee di superficie che convergono verso piazza Mazzini e viale Mazzini. Le linee e gli orari serali vanno controllati sulla palina e sul sito dell'azienda di trasporto il giorno stesso, perché di sera frequenze e percorsi cambiano.

In auto

Il Manzoni è fuori dal perimetro più stretto del centro storico, ma il quartiere ha parcheggi su strada scarsi la sera. Chi arriva in auto deve prevedere margine per trovare posto e controllare che la zona scelta non sia riservata ai residenti. Per le pomeridiane della domenica la situazione è in genere più facile.

In taxi

Per chi viaggia con persone anziane, pubblico naturale di una commedia come Gin Game, il taxi fino all'ingresso di via Monte Zebio è la soluzione più comoda. Per il ritorno, conviene prenotarlo con un orario indicativo: le recite serali finiscono verso le 23.00.

Il consiglio che ti do per visitare Gin Game con Pambieri e Villoresi al Teatro Manzoni — dall'8 al 25 ottobre 2026

Il consiglio è di scegliere una delle pomeridiane delle 17.30, di sabato o di domenica, e di uscire dal teatro alle sette e mezza con davanti una cena senza fretta a Prati. Gin Game è una commedia che lascia molto su cui parlare, e la conversazione a tavola dopo lo spettacolo fa parte della serata.

Secondo consiglio: sedetevi centrali e non troppo lontani. In uno spettacolo con due attori a un tavolo, le espressioni contano quanto le battute. In una sala di quartiere come il Manzoni le distanze sono contenute, ma le prime file centrali permettono di cogliere gli sguardi fra una mano e l'altra, che in questo testo valgono più di molte parole.

Terzo: se non sapete giocare a ramino, non preoccupatevi. Se invece lo conoscete, fate caso a come i due attori tengono le carte: è un dettaglio di mestiere che distingue chi recita un gioco da chi lo gioca davvero.

Quarto, per i gruppi: con tre settimane di repliche c'è tutto il tempo di organizzare un'uscita di associazione o di circolo culturale. Chi prepara un soggiorno a Roma con serate a teatro e visite di giorno può affidarsi a Tour Leader Pro, che costruisce itinerari su misura intorno agli spettacoli in cartellone.

Biglietti e abbonamenti per Gin Game

I biglietti per Gin Game al Teatro Manzoni si acquistano sul sito ufficiale del teatro, dal pulsante Acquista biglietto della scheda dello spettacolo, oppure al botteghino di via Monte Zebio 14/C. I prezzi dei vari settori e le tipologie di abbonamento sono pubblicati sul sito ufficiale.

Il botteghino

Il lunedì dalle 15.00 alle 20.00, dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 20.00, la domenica e i festivi dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00. Telefono 06 3223634, WhatsApp 327 8959298, posta elettronica info@teatromanzoniroma.it.

Abbonamenti

Gin Game apre la stagione di prosa ed è compreso negli abbonamenti del teatro. La scheda dello spettacolo rimanda alle tipologie di abbonamento pubblicate sul sito: per chi pensa di tornare più volte in stagione, è la prima cosa da guardare.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Pamela Villoresi è nel cast della Grande bellezza di Paolo Sorrentino; è molto meno citato che la sua carriera sia cominciata a 14 anni come protagonista e che a 18 fosse già al Piccolo Teatro di Milano con Strehler. Chi la conosce dal cinema o da Don Matteo ha davanti, in realtà, un'attrice di formazione teatrale rigorosissima, premiata due volte con l'Ubu come migliore attrice.

Lo stesso vale per Giuseppe Pambieri. Per il pubblico televisivo resta il volto di Incantesimo; molto meno si ricorda che è stato Edmund nel Re Lear di Strehler, ripreso al Teatro Odeon di Parigi, e Shylock nel Mercante di Venezia al festival di Verona. Il Premio Flaiano alla carriera, ricevuto nel 2010, fotografa meglio di qualunque serie tv il suo peso nel teatro italiano.

Terzo fatto, sul teatro. Il Manzoni è nato da una sala cinematografica di quartiere, il Cinema Montezebio, come molti teatri romani del secondo Novecento. È una storia comune a Roma: i cinema di quartiere chiudono, alcuni diventano supermercati, altri diventano teatri. Il Manzoni appartiene al secondo gruppo, ed è uno dei casi in cui la trasformazione ha dato alla città un palcoscenico stabile per quarant'anni.

Accessibilità: Gin Game al Teatro Manzoni con esigenze particolari

Il portale turistico del Comune di Roma indica il Teatro Manzoni come accessibile alle persone con disabilità e dotato di servizi igienici dedicati. Per la collocazione dei posti riservati e per le modalità di prenotazione conviene telefonare al botteghino, allo 06 3223634, o scrivere su WhatsApp al 327 8959298 prima di acquistare.

Arrivare

Il percorso a piedi da Lepanto è in piano, ma attraversa incroci trafficati. Per chi usa una carrozzina manuale o cammina con difficoltà, il taxi fino all'ingresso di via Monte Zebio è la scelta più semplice, anche perché il parcheggio su strada nel quartiere è difficile.

Per chi sente poco

Gin Game è uno spettacolo di sola parola: chi ha difficoltà uditive scelga posti centrali nelle prime file. La recita delle 19.00 del 20 ottobre e le pomeridiane sono spesso meno affollate e più tranquille.

La foto giusta da fare a Gin Game con Pambieri e Villoresi al Teatro Manzoni — dall'8 al 25 ottobre 2026

La foto giusta si fa davanti all'ingresso del Teatro Manzoni in via Monte Zebio, con il manifesto di Gin Game e i nomi di Pambieri e Villoresi in vista, possibilmente all'imbrunire, quando l'insegna è accesa e la strada si svuota. È una foto semplice, ma ha un valore di memoria: il Manzoni cambia manifesto ogni tre settimane, e quello della prima della stagione dura poco.

Seconda idea: se uscite da una pomeridiana, la luce di ottobre alle sette e mezza è radente e dorata. I palazzi del quartiere Della Vittoria, costruiti in gran parte nella prima metà del Novecento, hanno facciate che rendono bene in quella luce. Una passeggiata di pochi minuti verso viale Mazzini offre scorci ordinati e borghesi, lontani dall'immagine turistica di Roma.

Terza: dentro la sala, prima che si spengano le luci, una foto del palcoscenico con il tavolo e le sedie già in scena, se la scenografia è visibile. Durante lo spettacolo, niente foto e niente video: in un testo per due attori, ogni schermo acceso nel buio si vede dal palco.

Un consiglio da professionista: fotografate il biglietto accanto al programma di sala o al manifesto. Tra qualche anno sarà il ricordo più preciso della serata.

Il quartiere Della Vittoria intorno al Teatro Manzoni

Il Teatro Manzoni si trova nel quartiere Della Vittoria, a nord di Prati, un quartiere residenziale di viali alberati e palazzi del primo Novecento, lontano dai percorsi turistici e per questo autentico. Via Monte Zebio prende il nome da un rilievo dell'Altopiano di Asiago, teatro di combattimenti nella Prima guerra mondiale, come molte strade della zona.

Prati e Castel Sant'Angelo

Scendendo verso sud si entra in Prati, con via Cola di Rienzo e piazza Cavour. Più in basso, verso il Tevere, c'è Castel Sant'Angelo. La guida a Prati e Borgo aiuta a costruire un pomeriggio prima di una recita serale.

Foro Italico e Stadio Olimpico

Oltre il Tevere, verso nord, si trovano il Foro Italico e lo Stadio Olimpico. Nelle sere di partita il traffico nel quadrante nord cambia completamente: prima di scegliere una data, controllate il calendario delle partite all'Olimpico.

Flaminio, MAXXI e Ponte Milvio

Poco più a est, oltre il fiume, ci sono il MAXXI e il Teatro Olimpico; più a nord Ponte Milvio, con i suoi locali aperti fino a tardi. Sono mete facili per chi ha un pomeriggio libero prima della recita.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Manzoni comincia a metà degli anni Ottanta, quando Carlo Alighiero e Pietro Longhi trasformano in teatro l'ex Cinema Montezebio, nel quartiere Della Vittoria. Il teatro indica il 1985 come anno di fondazione; il portale turistico del Comune indica il 1986 come anno di inaugurazione come teatro. Da allora il Manzoni è diventato uno dei palcoscenici stabili della commedia d'autore a Roma.

La prima caratteristica della sua storia è la scelta delle teniture lunghe. Dove molti teatri programmano spettacoli per una sola settimana, il Manzoni mantiene le compagnie in cartellone almeno tre settimane. È una formula che, secondo la direzione artistica, ha permesso a molti artisti di emergere e di creare con il pubblico un legame stabile.

La seconda è la crescita delle iniziative culturali. Scrittori in scena e Manzoni Idee, nate da un'idea di Carlo Alighiero, sono diventate negli ultimi anni appuntamenti con un pubblico ampio e trasversale: non semplici presentazioni di libri ma serate con letture, musica, immagini e dibattiti. Il ciclo Il Viaggio del Romanzo di Giuseppe Di Giacomo ha attraversato Balzac, Proust, Joyce, Kafka, Musil, Woolf e Beckett.

La terza è il ritorno al classico: nella stagione 2026/2027 il Manzoni mette in cartellone Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, con Melania Giglio nel ruolo di Puck e la regia di Daniele Salvo, dall'11 al 28 febbraio 2027. La direzione lo presenta come un ritorno alle origini e un'apertura alle scuole. Gin Game, che apre la stagione, rappresenta invece l'altra anima del teatro: la grande commedia d'autore affidata a due mattatori.

Chi è passato da Gin Game con Pambieri e Villoresi al Teatro Manzoni — dall'8 al 25 ottobre 2026

Dal palco del Teatro Manzoni sono passati, per la rassegna Scrittori in scena, autori come Antonio Scurati, Maurizio de Giovanni, Gianrico Carofiglio, Corrado Augias, Giancarlo De Cataldo, Melania Mazzucco, Serena Dandini, Stefano Massini e Fabio Volo. L'elenco pubblicato dal teatro comprende anche economisti e politici come Romano Prodi e Mario Monti, e magistrati come Nicola Gratteri: un segno del pubblico che la sala attira.

Per Manzoni Idee è tornato più volte Alessandro Alfieri, filosofo della cultura popolare, con serate dedicate a Madonna, Lady Gaga, Bob Marley e Bad Bunny; Giuseppe Di Giacomo ha guidato il pubblico fra letteratura, estetica e arti visive. Melania Giglio è stata protagonista di più stagioni del Manzoni prima di tornarvi nel 2027 con Shakespeare.

Il cartellone 2026/2027 che si apre con Pambieri e Villoresi prosegue con Enzo Iacchetti e Carlotta Proietti in Buongiorno, ministro! di Jordi Galcerán con musiche di Nicola Piovani, dal 29 ottobre al 15 novembre; Iva Zanicchi in Viva la mamma, dal 17 al 22 novembre; Rosita Celentano, Attilio Fontana e Stefano Artissunch nell'Illusione coniugale di Éric Assous; Michela Andreozzi con È tornato Carosello! anche la notte di Capodanno; Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli in Fiore di cactus; Ornella Muti, per la prima volta al Manzoni, nell'Invisibile che c'è di Antonio Grosso; Francesca Reggiani in Sugo finto di Gianni Clementi; Giobbe Covatta e Patrizia Pellegrino nel Gufo e la gattina.

Chi ama la prosa di attori in questa stagione romana può affiancare Gin Game ad altre serate in centro: per esempio al Teatro Sala Umberto, dove Pambieri portò Edmund Kean nel 2012, o all'Otello del Teatro Argentina, il teatro del cui consiglio Villoresi ha fatto parte.

Dove mangiare prima o dopo Gin Game

Intorno al Teatro Manzoni, fra piazza Mazzini, viale Mazzini e le strade di Prati, c'è un'offerta di quartiere ampia: trattorie, pizzerie, bar con tavola calda, enoteche con cucina. Sono locali frequentati dai residenti più che dai turisti, e i prezzi lo riflettono.

Prima della recita serale

Per le recite delle 21.00 una cena alle 19.30 in zona è la soluzione più comoda. Per quella delle 19.00 di martedì 20 ottobre, meglio un aperitivo sostanzioso prima e una cena dopo, verso le 21.00.

Dopo la pomeridiana

Le recite delle 17.30 finiscono verso le 19.30: l'orario ideale per una cena in trattoria a Prati o per una pizza nel quartiere. Il sabato conviene prenotare.

Con un gruppo

Per una comitiva scegliete prima il ristorante e poi la data: i locali di quartiere hanno sale piccole, e un tavolo da quindici persone va chiesto con giorni di anticipo.

Ottobre a Roma, la stagione dei teatri che riaprono

Ottobre è il mese in cui Roma riapre le sue stagioni teatrali, e Gin Game è l'inaugurazione del Manzoni: per chi ama la prosa, è il momento migliore per tornare in sala. Le sere sono ancora miti, una giacca leggera basta quasi sempre, e un ombrello pieghevole in borsa è una precauzione sensata per gli acquazzoni d'autunno.

Nelle stesse settimane la città offre concerti nei palazzetti e nelle sale, mostre che aprono la stagione, e a fine mese la festa del cinema. Chi viene da fuori per qualche giorno può abbinare una pomeridiana al Manzoni a una mattina ai Musei Vaticani o a Castel Sant'Angelo, restando nello stesso quadrante della città.

Domande frequenti su Gin Game al Teatro Manzoni

Quando va in scena Gin Game al Teatro Manzoni di Roma?

Gin Game va in scena al Teatro Manzoni di Roma dall'8 al 25 ottobre 2026. Le recite serali sono alle 21.00, le pomeridiane alle 17.30; martedì 20 ottobre la recita è alle 19.00. Il lunedì il teatro è di riposo. La prima è giovedì 8 ottobre alle 21.00.

Chi sono gli attori di Gin Game?

In Gin Game recitano Giuseppe Pambieri e Pamela Villoresi, con la regia di Gianpiero Francese e la produzione di Operaprima. Sono gli unici due interpreti: la commedia di Donald L. Coburn racconta Walter Martin e Fonsia Dorsey, due ospiti della stessa casa di riposo.

Di cosa parla Gin Game?

Gin Game racconta due anziani in una casa di riposo che giocano a gin rummy: Walter insegna il gioco a Fonsia, lei vince sempre e le sue vittorie scatenano la rabbia di lui. La partita diventa una metafora dell'esistenza, fra solitudine, orgoglio e bisogno di vincere. Il testo ha vinto il Pulitzer nel 1978.

Dove si trova il Teatro Manzoni di Roma?

Il Teatro Manzoni si trova in via Monte Zebio 14/C, nel quartiere Della Vittoria, a nord di Prati. La stazione della metropolitana più vicina è Lepanto, sulla linea A, a circa 800 metri a piedi. Il telefono del teatro è 06 3223634.

Come si comprano i biglietti per Gin Game?

I biglietti per Gin Game si comprano sul sito ufficiale del Teatro Manzoni o al botteghino di via Monte Zebio, aperto dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 20.00, il lunedì dalle 15.00 alle 20.00, la domenica e i festivi dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00. I prezzi sono pubblicati sul sito del teatro.

Il Teatro Manzoni è accessibile alle persone con disabilità?

Il Teatro Manzoni risulta accessibile alle persone con disabilità e dotato di servizi igienici dedicati secondo il portale turistico del Comune di Roma. Per i posti riservati conviene contattare il botteghino allo 06 3223634 o su WhatsApp al 327 8959298 prima dell'acquisto.

Gin Game è adatto ai ragazzi?

Gin Game è una commedia per adulti nei temi, vecchiaia, solitudine e competizione, ma non ha contenuti che la rendano inadatta ai ragazzi più grandi. Per un adolescente appassionato di teatro è un'ottima lezione di recitazione a due voci. Ai bambini il Manzoni dedica la rassegna Un teatro da favola.

Il consiglio finale su Gin Game al Teatro Manzoni

Le commedie per due attori sono le più rischiose e le più memorabili: o funzionano perfettamente, o non funzionano affatto. Con Pambieri e Villoresi, due allievi di Strehler con mezzo secolo di palcoscenico ciascuno, il rischio è minimo. Conviene andare in una pomeridiana della seconda settimana, quando lo spettacolo ha già trovato il suo ritmo, sedersi al centro e lasciarsi portare dentro la partita. E di parlarne a cena, dopo: è lì che Gin Game finisce davvero.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento8 Ottobre 2026 21:00 — 25 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro Manzoni, Via Monte Zebio 14/C, 00195 Roma Flaminio, Roma, Roma Città

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