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Fiore di cactus con Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli al Teatro Manzoni — dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027

Fiore di cactus, la commedia di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy con Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli, per la regia di Francesco Bellomo, va in scena al Teatro Manzoni, in via Monte Zebio 14/C (00195 Roma), dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027. Il teatro è nel quartiere Della Vittoria, a circa 800 metri a piedi dalla fermata Lepanto della metro A. Gli orari delle singole recite e i prezzi dei settori sono pubblicati dal teatro; i biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro Manzoni, dal pulsante di acquisto della pagina dello spettacolo, oppure al botteghino di via Monte Zebio, aperto il lunedì dalle 15 alle 20, dal martedì al sabato dalle 10 alle 20, la domenica e i festivi dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 20.

Fiore di cactus con Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli al Teatro Manzoni
Fiore di cactus con Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli al Teatro Manzoni Foto: Teatro Manzoni Roma, immagine ufficiale dello spettacolo (og:image)

Fiore di cactus al Teatro Manzoni: le date in breve

Fiore di cactus è in cartellone al Teatro Manzoni di Roma dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027, per quasi tre settimane di repliche, con Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli protagonisti.

Le date

La prima è giovedì 21 gennaio 2027, l'ultima recita domenica 7 febbraio. È la formula tipica del Manzoni, che tiene le compagnie in cartellone per almeno tre settimane: una tenitura lunga, che lascia margine a chi deve organizzarsi.

Gli orari

La pagina dello spettacolo indica il periodo di programmazione; il calendario delle singole recite, con le serali e le pomeridiane, si consulta al momento dell'acquisto sul sito del teatro o chiedendo al botteghino.

I contatti

Il botteghino del Teatro Manzoni risponde al telefono 06 3223634, su WhatsApp al 327 8959298 e all'indirizzo info@teatromanzoniroma.it. Gli orari di apertura sono il lunedì dalle 15 alle 20, dal martedì al sabato dalle 10 alle 20, la domenica e i festivi dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 20.

Abbonamenti

Fiore di cactus fa parte della stagione di prosa 2026/2027 del Manzoni, e la pagina dello spettacolo rimanda alle tipologie di abbonamento pubblicate dal teatro. Per chi pensa di tornare più volte in stagione, è la prima cosa da guardare, anche perché subito dopo, a febbraio, il teatro propone Shakespeare.

Fiore di cactus: di che cosa parla la commedia

Fiore di cactus è una commedia degli equivoci che racconta la storia di Julien, un dentista affascinante e bugiardo cronico che, per evitare ogni coinvolgimento sentimentale, si finge sposato e padre di famiglia.

La bugia

Il meccanismo è semplice: finché le donne che frequenta lo credono sposato, Julien non corre il rischio di doverle sposare. La bugia regge finché la giovane Toni, innamorata di lui, chiede di conoscere la fantomatica moglie.

La moglie per finta

Costretto a improvvisare, Julien trasforma la sua assistente Stephanie, efficiente e cinica, nella consorte ideale. È da qui che la commedia prende velocità: finzioni, scambi di ruolo e verità che emergono una dopo l'altra.

Il cactus

Il titolo è la chiave della storia. Stephanie è la pianta spinosa che nessuno guarda, finché non fiorisce: nella tradizione della commedia, e nel film americano che ne è stato tratto, l'assistente tiene un cactus sulla scrivania dello studio, e il dentista la paragona a quella pianta.

Il finale

La presentazione del Manzoni parla di una commedia che mette in scena con ironia e leggerezza il conflitto fra apparenza e sentimento, fino a un finale in cui le maschere cadono e l'amore prende una direzione inaspettata. Senza svelare troppo: il fiore del titolo sboccia dove nessuno se lo aspettava.

Dal 1964 a oggi: la fortuna di Fiore di cactus

Fiore di cactus, in francese Fleur de cactus, debuttò il 23 settembre 1964 al Théâtre des Bouffes-Parisiens di Parigi, con la regia di Jacques Charon e i costumi di Christian Dior, ed è diventata una delle commedie francesi più rappresentate nel mondo.

Parigi

Alla prima parigina Julien era Jean Poiret e Stéphanie era Sophie Desmarets. È una commedia in stile boulevard, che la critica dell'epoca definì uno scacciapensieri, una storia comune di tutti i giorni.

Broadway

L'adattamento inglese, Cactus Flower, fu scritto da Abe Burrows e debuttò l'8 dicembre 1965 al Royale Theatre di New York, con Lauren Bacall nel ruolo di Stephanie e Barry Nelson in quello di Julian. Chiuse il 23 novembre 1968 al Longacre Theatre dopo 1234 repliche.

L'Italia

La prima italiana fu il 12 novembre 1968 al Teatro Odeon di Milano, nella traduzione di Gherardo Gherardi, con la regia di Carlo Di Stefano, le scene di Giulio Coltellacci e le musiche di Mario Nascimbene; protagonisti Alberto Lupo e Valeria Valeri. Nel settembre 1969 aveva già superato le 181 repliche. Fu ripresa nel 1981/1982 con Valeria Valeri e Paolo Ferrari, nel 1988 in una versione ambientata a Milano diretta da Giorgio Albertazzi, con Andrea Giordana e Ivana Monti, e nel 2008 con la regia di Guglielmo Ferro, con Remo Girone ed Eleonora Giorgi.

Il cinema

Nel 1969 Gene Saks ne trasse il film Fiore di cactus, con Walter Matthau, Ingrid Bergman e Goldie Hawn, che vinse l'Oscar come attrice non protagonista nel ruolo di Toni. Nel 2011 la storia è tornata sullo schermo con Mia moglie per finta, di Dennis Dugan, con Adam Sandler e Jennifer Aniston.

Barillet e Grédy, gli autori

Pierre Barillet, nato a Parigi nel 1923 e morto nel 2019, e Jean-Pierre Grédy, suo compagno di studi universitari, hanno scritto insieme per trent'anni alcune delle commedie di maggior successo del teatro francese del Novecento.

Gli inizi

Barillet esordisce giovanissimo con un dramma radiofonico e nel 1947, incoraggiato da Jean Cocteau e Christian Bérard, porta in scena Les Amants de Noël. Nel 1949 ritrova Grédy e insieme scrivono la prima commedia, Le Don d'Adèle, che dal 1950 resta in scena a Parigi per oltre mille repliche consecutive.

I successi

Dopo Fiore di cactus, la coppia firma Quarante carats, che a Broadway, con il titolo Forty Carats, arriva a 780 repliche e vale a Julie Harris il Tony Award del 1969; poi Potiche, che nel 2010 François Ozon porterà al cinema con Potiche, la bella statuina. In Italia sono note anche La folle Amanda e Il preferito.

Una commedia che non invecchia

Il segreto di Fiore di cactus è la costruzione: un solo equivoco iniziale, una bugia, che si allarga fino a coinvolgere tutti i personaggi. È il tipo di meccanismo che resiste ai decenni, e che ogni generazione di attori può riempire con il proprio stile.

Chi è Gianfranco Jannuzzo

Gianfranco Jannuzzo, nato ad Agrigento il 7 dicembre 1954, è un attore teatrale e commediografo, formato al Laboratorio di esercitazioni sceniche di Gigi Proietti e cresciuto artisticamente nelle commedie di Pietro Garinei.

La scuola di Proietti

A dodici anni si trasferisce con la famiglia a Roma. Durante l'università frequenta il laboratorio diretto da Gigi Proietti e si diploma nel 1982. Subito dopo lavora nei varietà televisivi di Antonello Falqui, Attore amore mio e Come Alice, e nella commedia musicale Applause.

Gli anni di Garinei

Dal 1989 al 2002 Jannuzzo è protagonista di una serie di commedie dirette da Pietro Garinei, molte scritte da Enrico Vaime e Jaja Fiastri: Gli attori lo fanno sempre, Foto di gruppo con gatto, Se un bel giorno all'improvviso, Alle volte basta un niente, Due ore sole ti vorrei, Se devi dire una bugia dilla grossa di Ray Cooney, È molto meglio in due.

Sicilia e Pirandello

Con Pino Quartullo firma testi propri come Bagna e asciuga e C'è un uomo in mezzo al mare, e il one man show Nord e sud, scritto con Renzino Barbera. Proietti lo dirige in Liolà di Pirandello nel 2006; nel 2016 è in Il berretto a sonagli, sempre di Pirandello, con la regia di Francesco Bellomo, lo stesso regista di questo Fiore di cactus. Con Angelo Callipo ha scritto Girgenti, amore mio e Fata Morgana.

Premi e schermo

Ha ricevuto il premio Il Fiore nel 1988, due volte il premio Charlot e la Giara d'argento. Al cinema ha lavorato fra gli altri con Gérard Oury e Pupi Avati, in televisione nel Capo dei capi e in Romanzo siciliano.

Chi è Benedicta Boccoli

Benedicta Boccoli, nata a Milano l'11 novembre 1966, è un'attrice, showgirl e conduttrice radiofonica che, dopo gli esordi televisivi, ha costruito la sua carriera soprattutto in teatro; Giorgio Albertazzi l'ha definita l'artistissima.

La televisione

Esordisce giovanissima in programmi come Pronto, chi gioca? e Domenica In, e conduce fra gli altri Gelato al limone su Rai 1. Nel 2025, con la sorella Brigitta, partecipa al programma The Couple su Canale 5.

Il teatro

In teatro lavora in Buonanotte Bettina di Garinei e Giovannini, nel musical Can-Can con la regia di Gino Landi, in Sunshine diretta da Albertazzi, in Vite private di Noël Coward, in Camera con vista e, fra il 2019 e il 2023, in Il test di Jordi Vallejo. Nella stagione 2024/2025 è in Donne in pericolo con Vittoria Belvedere e Debora Caprioglio.

La scrittura

Benedicta Boccoli scrive ogni lunedì sul Fatto Quotidiano la rubrica Cosa resterà, un diario di adolescente degli anni Ottanta e Novanta, e ha scritto e diretto due cortometraggi, La confessione e Come un fiore.

Una curiosità su Fiore di cactus con Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli al Teatro Manzoni — dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027

La curiosità più interessante riguarda Benedicta Boccoli: per lei Fiore di cactus non è una novità. L'attrice ha già recitato nella commedia di Barillet e Grédy fra il 2004 e il 2006, con la regia di Tonino Pulci, e poi di nuovo nel 2016, con la regia di Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese. L'edizione del 2027 è quindi la sua terza volta con lo stesso testo, a oltre vent'anni dalla prima. È raro che un'interprete torni tre volte sulla stessa commedia, e ogni ritorno cambia inevitabilmente lo sguardo sul personaggio, perché cambia l'età di chi lo recita.

La seconda curiosità è il legame fra Gianfranco Jannuzzo e il regista. Francesco Bellomo lo ha già diretto nel 2016 in Il berretto a sonagli di Pirandello, in scena alla Sala Umberto di Roma. Dopo il grande teatro siciliano, attore e regista si ritrovano sul terreno opposto, quello della commedia brillante francese.

Terza curiosità: un filo lega Fiore di cactus al teatro della commedia musicale romana. Le scene della prima italiana, nel 1968, erano di Giulio Coltellacci, lo scenografo delle riviste di Garinei e Giovannini al Sistina; e Jannuzzo e Boccoli hanno lavorato entrambi con Garinei, lui in una lunga serie di commedie, lei in Buonanotte Bettina.

Il Teatro Manzoni, la sala di via Monte Zebio

Il Teatro Manzoni si trova in via Monte Zebio 14/C, nel quartiere Della Vittoria, ed è una sala polivalente nata come teatro a metà degli anni Ottanta al posto di un cinema di quartiere, il Cinema Montezebio.

Le origini

La stagione presentata dal teatro indica il 1985 come anno di fondazione, a opera di Carlo Alighiero e Pietro Longhi; il portale turistico del Comune di Roma colloca l'inaugurazione come teatro nel 1986. Oggi il Manzoni è gestito da Cooperteatro 85 e il direttore artistico è Pietro Longhi.

Una sala per tutto

Il Manzoni ospita prosa, danza, musica, rassegne cinematografiche e conferenze. Nella stagione 2026/2027 ci sono le rassegne Scrittori in scena e Manzoni Idee dirette da Alessandro Vaccari, Manzoni Danza e gli spettacoli per famiglie di Un teatro da favola.

I servizi

Il portale turistico del Comune indica per il Manzoni bar, guardaroba, servizi igienici per persone con disabilità, accessibilità e un servizio di dog sitting, raro nei teatri romani.

Una cosa che non ti dice nessuno su Fiore di cactus con Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli al Teatro Manzoni — dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027

Quello che non si dice è che Fiore di cactus è una commedia nata in un'altra epoca, e che la sua comicità si regge su una situazione che oggi fa sorridere in modo diverso: un uomo che si finge sposato per non impegnarsi. Nel 1964 era il ritratto di un seduttore impenitente; oggi è anche, inevitabilmente, il ritratto di un bugiardo. Le messinscene più riuscite degli ultimi decenni hanno puntato proprio su questo, spostando il baricentro dal dentista all'assistente: Stephanie è la vera protagonista, quella che cambia di più dall'inizio alla fine. La presentazione del Manzoni, che parla di conflitto fra apparenza e sentimento, va in quella direzione.

La seconda cosa riguarda il pubblico. La commedia degli equivoci è un genere che funziona meglio con una sala piena, perché le risate si contagiano. Le repliche del fine settimana sono le più vivaci; quelle infrasettimanali più tranquille, adatte a chi vuole seguire i dialoghi senza fretta.

Terza cosa: il quartiere. Il Manzoni è fuori dal centro storico e dalla zona a traffico limitato più stretta, ma il parcheggio la sera nel quartiere Della Vittoria è difficile. La metro A fino a Lepanto, e dieci minuti a piedi, restano la soluzione più affidabile.

Come arrivare al Teatro Manzoni

La stazione della metropolitana più vicina al Teatro Manzoni è Lepanto, sulla linea A, a circa 800 metri a piedi da via Monte Zebio 14/C: una decina di minuti di cammino in piano.

In metropolitana

Da Lepanto si sale verso nord attraverso Prati fino al quartiere Della Vittoria. Da Termini la linea A in direzione Battistini arriva a Lepanto in pochi minuti. Per le recite serali conviene controllare l'orario dell'ultima corsa sul sito di Atac.

In autobus

Il quartiere è servito da diverse linee di superficie; linee e orari serali vanno controllati sul calcolatore di percorso di Atac il giorno stesso.

In auto e in taxi

Il parcheggio su strada la sera è scarso: chi arriva in auto deve prevedere margine e controllare che la zona non sia riservata ai residenti. Per chi viaggia con persone anziane il taxi fino all'ingresso di via Monte Zebio è la soluzione più comoda.

Il consiglio che ti do per visitare Fiore di cactus con Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli al Teatro Manzoni — dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027

Il consiglio è di rivedere, o vedere per la prima volta, il film del 1969 prima di andare a teatro. Fiore di cactus di Gene Saks, con Walter Matthau, Ingrid Bergman e Goldie Hawn premiata con l'Oscar, è la versione più famosa della storia, e conoscerla permette di apprezzare le scelte della messinscena teatrale: dove il cinema americano puntava sulle star, il teatro punta sul ritmo e sull'affiatamento della coppia. Confrontare la Stephanie di Ingrid Bergman con quella del palco del Manzoni è un piccolo piacere in più.

Il secondo consiglio riguarda la data. Con quasi tre settimane di repliche c'è tempo per scegliere: a nostro giudizio la seconda settimana, quando lo spettacolo ha trovato il suo equilibrio davanti al pubblico romano e le sale sono meno affollate del debutto, è il momento migliore. Le pomeridiane della domenica sono adatte a chi preferisce non uscire la sera d'inverno.

Terzo consiglio: scegliere un posto centrale nelle prime file. In una commedia degli equivoci le reazioni dei personaggi, gli sguardi, le pause, contano quanto le battute. Il Manzoni è una sala di dimensioni raccolte, ma dalle ultime file certi dettagli si perdono. Per la scelta dei posti e per gli orari delle singole recite, il riferimento è il botteghino del teatro.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Fiore di cactus è diventato un celebre film americano con Walter Matthau e Ingrid Bergman. Si cita molto meno che quel film segnò il ritorno di Ingrid Bergman a Hollywood dopo gli anni Quaranta: da allora l'attrice aveva lavorato soltanto in film realizzati in Europa. E si cita ancora meno che Goldie Hawn, presentata come esordiente sul grande schermo, aveva in realtà già recitato in un film l'anno prima, con un nome diverso; con Fiore di cactus vinse l'Oscar come attrice non protagonista, l'unica candidatura ottenuta dal film.

Un altro fatto noto e poco ricordato riguarda la versione di Broadway. Cactus Flower di Abe Burrows restò in scena dal dicembre 1965 al novembre 1968, per 1234 repliche, con Lauren Bacall nel ruolo di Stephanie. Una commedia francese di boulevard che diventa uno dei successi di Broadway degli anni Sessanta: un percorso che pochi testi europei hanno compiuto.

Infine, sul Manzoni: la scelta delle teniture lunghe, almeno tre settimane per ogni compagnia, secondo la direzione artistica ha permesso a molti artisti di creare con il pubblico un legame stabile. Per una commedia come questa, che vive del passaparola, è la formula ideale.

La foto giusta da fare a Fiore di cactus con Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli al Teatro Manzoni — dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027

La foto giusta si fa davanti all'ingresso del Teatro Manzoni, in via Monte Zebio, con il manifesto di Fiore di cactus e i nomi di Jannuzzo e Boccoli. È un teatro di quartiere, lontano dai monumenti: l'immagine racconta una Roma residenziale, di palazzi del primo Novecento e viali alberati, che i visitatori vedono raramente.

Durante lo spettacolo niente foto né riprese: in una commedia degli equivoci, costruita sui tempi comici, uno schermo acceso distrae gli attori e gli spettatori. Il momento giusto, se il personale lo consente, è il saluto finale, con la compagnia in proscenio.

La seconda foto, per chi arriva con un po' di anticipo, è quella di un cactus. Sembra uno scherzo, ma il titolo lo suggerisce: in una delle serre dell'Orto botanico di Roma, a Trastevere, una pianta grassa in fiore è l'immagine perfetta per raccontare la serata. Una mattina all'Orto e una sera al Manzoni sono un programma coerente, e diverso dal solito.

Il quartiere Della Vittoria e i dintorni

Il Teatro Manzoni si trova nel quartiere Della Vittoria, a nord di Prati, un quartiere residenziale lontano dai percorsi turistici principali.

Prati e Castel Sant'Angelo

Scendendo verso sud si entra in Prati; più in basso, verso il Tevere, c'è Castel Sant'Angelo. La scheda su Prati e Borgo aiuta a costruire un pomeriggio prima di una recita serale.

Foro Italico e Ponte Milvio

Oltre il Tevere, verso nord, ci sono il Foro Italico e lo Stadio Olimpico; nelle sere di partita il traffico del quadrante nord cambia completamente, e conviene controllare il calendario prima di scegliere la data. Più a nord c'è Ponte Milvio, con i suoi locali aperti fino a tardi.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia del Teatro Manzoni comincia a metà degli anni Ottanta, quando Carlo Alighiero e Pietro Longhi trasformano in teatro l'ex Cinema Montezebio, nel quartiere Della Vittoria. Il teatro indica il 1985 come anno di fondazione, il portale turistico del Comune il 1986 come anno di inaugurazione: le fonti non concordano di un anno, ma parlano entrambe di quarant'anni di attività. Il nome della società che lo gestisce, Cooperteatro 85, conserva l'anno di nascita del progetto.

La prima caratteristica della sua storia è la scelta delle teniture lunghe, con compagnie in cartellone per almeno tre settimane: una formula che, secondo la direzione artistica, ha permesso a molti artisti di emergere e di creare con il pubblico un legame stabile. La seconda è la crescita delle iniziative culturali: Scrittori in scena e Manzoni Idee, nate da un'idea di Carlo Alighiero e dirette da Alessandro Vaccari, sono diventate serate con letture, musica, immagini e dibattiti.

Nella stagione 2026/2027 il Manzoni ha aperto con Gin Game con Pambieri e Villoresi e ospita, dal 17 al 20 dicembre, le serate di danza curate da Antonio Desiderio. Fiore di cactus arriva a metà stagione, come la grande commedia brillante dell'inverno.

Chi è passato da Fiore di cactus con Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli al Teatro Manzoni — dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027

Dal palco del Teatro Manzoni sono passati, per la rassegna Scrittori in scena, autori come Antonio Scurati, Maurizio de Giovanni, Gianrico Carofiglio, Corrado Augias, Giancarlo De Cataldo, Melania Mazzucco, Serena Dandini, Stefano Massini e Fabio Volo; l'elenco del teatro comprende anche Romano Prodi, Mario Monti e Nicola Gratteri. È il segno di un pubblico curioso, abituato a passare dalla commedia al dibattito.

Dalla storia di Fiore di cactus, prima di arrivare al Manzoni, sono passati interpreti di primo piano: Jean Poiret e Sophie Desmarets a Parigi, Lauren Bacall a Broadway, Alberto Lupo e Valeria Valeri alla prima italiana, Paolo Ferrari, Andrea Giordana, Ivana Monti, Remo Girone ed Eleonora Giorgi nelle riprese successive. E al cinema Walter Matthau, Ingrid Bergman, Goldie Hawn, Adam Sandler e Jennifer Aniston.

Dalla carriera dei due protagonisti passano altri nomi importanti del teatro italiano: Gigi Proietti, maestro di Jannuzzo, Pietro Garinei, Enrico Vaime, Gabriele Lavia, Maurizio Scaparro per lui; Giorgio Albertazzi, Gino Landi, Maurizio Nichetti, Michele Mirabella per lei. Dal 21 gennaio passano dal Manzoni Gianfranco Jannuzzo, Benedicta Boccoli e Francesco Bellomo, con Julien, Stephanie e Toni.

Accessibilità e informazioni pratiche

Il portale turistico del Comune di Roma indica il Teatro Manzoni come accessibile alle persone con disabilità e dotato di servizi igienici dedicati. Per la collocazione dei posti riservati conviene telefonare al botteghino prima dell'acquisto.

Con i ragazzi

Fiore di cactus è una commedia brillante per un pubblico adulto, senza contenuti che la rendano inadatta ai ragazzi. A nostro giudizio è godibile dai dodici o tredici anni, per chi apprezza i dialoghi.

Dove mangiare

Fra il quartiere Della Vittoria e Prati si trovano trattorie, pizzerie e bar di quartiere, frequentati più dai residenti che dai turisti. Per le recite serali conviene cenare dopo; per le pomeridiane, un pranzo a Prati prima dello spettacolo.

Il Manzoni prima e dopo Fiore di cactus

Fiore di cactus è uno dei titoli centrali della stagione 2026/2027 del Teatro Manzoni, che alterna prosa, rassegne culturali, danza e spettacoli per famiglie.

Dopo Fiore di cactus: Shakespeare

Subito dopo la commedia di Barillet e Grédy, dall'11 al 28 febbraio 2027, il Manzoni mette in scena Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare, con Melania Giglio nel ruolo di Puck e la regia di Daniele Salvo. La direzione lo presenta come un ritorno alle origini e un'apertura alle scuole: due commedie d'amore ed equivoci, una francese e moderna, una elisabettiana, una dopo l'altra.

Scrittori in scena e Manzoni Idee

Accanto alla prosa, le rassegne Scrittori in scena e Manzoni Idee portano sul palco autori, giornalisti e studiosi in serate con letture, musica e immagini. Il filosofo Alessandro Alfieri vi ha dedicato più incontri alla cultura popolare, da Madonna a Bob Marley.

Le famiglie

Per i più piccoli c'è la rassegna Un teatro da favola, curata da Pietro Clementi, con spettacoli pensati per i bambini e per le loro famiglie: il calendario è pubblicato sul sito del teatro, nella sezione dedicata alla rassegna.

Fine gennaio a Roma, a teatro

Fra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio Roma vive la parte più tranquilla dell'inverno: le feste sono passate e i teatri sono nel pieno della stagione.

Il clima

Le serate sono fredde e spesso umide: per la passeggiata da Lepanto a via Monte Zebio servono un cappotto e un ombrello, da lasciare al guardaroba del teatro.

Una serata di quartiere

Una commedia al Manzoni è anche un modo per vivere Roma come la vivono i romani, in un quartiere residenziale, lontano dai monumenti più affollati: cena in una trattoria di Prati, teatro, ritorno in metro.

Domande frequenti su Fiore di cactus al Teatro Manzoni

Quando va in scena Fiore di cactus al Teatro Manzoni?

Fiore di cactus con Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli va in scena al Teatro Manzoni di Roma dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027. Gli orari delle singole recite si consultano sul sito del teatro al momento dell'acquisto o al botteghino.

Chi sono gli interpreti di Fiore di cactus?

I protagonisti di Fiore di cactus al Teatro Manzoni sono Gianfranco Jannuzzo e Benedicta Boccoli; la regia è di Francesco Bellomo. Il testo è la celebre commedia di Pierre Barillet e Jean-Pierre Grédy, debuttata a Parigi nel 1964.

Di che cosa parla Fiore di cactus?

Fiore di cactus racconta Julien, dentista e bugiardo cronico che si finge sposato per evitare legami. Quando la giovane Toni vuole conoscere la moglie, Julien fa recitare la parte alla sua assistente Stephanie, e la finzione cambia tutto.

Quanto costano i biglietti?

I prezzi dei biglietti di Fiore di cactus sono pubblicati dal Teatro Manzoni sul sito ufficiale, dove si trovano anche le tipologie di abbonamento. Per informazioni il botteghino risponde allo 06 3223634 e su WhatsApp al 327 8959298.

C'è un film tratto da Fiore di cactus?

Dalla commedia Fiore di cactus è stato tratto nel 1969 il film di Gene Saks con Walter Matthau, Ingrid Bergman e Goldie Hawn, premiata con l'Oscar. Nel 2011 la storia è tornata al cinema con Mia moglie per finta, con Adam Sandler e Jennifer Aniston.

Come si arriva al Teatro Manzoni?

Il Teatro Manzoni, in via Monte Zebio 14/C, si raggiunge con la metro A, fermata Lepanto, e circa 800 metri a piedi. Il parcheggio la sera nel quartiere Della Vittoria è difficile: per chi ha difficoltà a camminare il taxi è la scelta più comoda.

Benedicta Boccoli ha già recitato in Fiore di cactus?

Sì: Benedicta Boccoli ha già recitato in Fiore di cactus fra il 2004 e il 2006, con la regia di Tonino Pulci, e nel 2016, con la regia di Piergiorgio Piccoli e Aristide Genovese. L'edizione del Teatro Manzoni è la sua terza con questo testo.

Il consiglio finale su Fiore di cactus al Teatro Manzoni

Una commedia francese che ha conquistato Parigi, Broadway e Hollywood, due attori cresciuti alla scuola di Garinei, un'interprete alla sua terza volta con lo stesso testo, in un teatro di quartiere che tiene gli spettacoli in scena abbastanza a lungo da lasciar lavorare il passaparola. Il consiglio è di scegliere una data della seconda settimana, prenotare un posto centrale nelle prime file e, la sera prima, guardare il film con Ingrid Bergman: il confronto rende la serata al Manzoni ancora più divertente.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento21 Gennaio 2027 — 7 Febbraio 2027
IndirizzoTeatro Manzoni, Via Monte Zebio 14/C, 00195 Roma Prati, Roma, Roma Città

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