AccediIl mio viaggio

Tango. Historias de Astor all’Auditorium Parco della Musica — 14 novembre 2026

In breve. Dossier pratico. "Tango. Historias de Astor", spettacolo di parole, musica e tango scritto, coreografato e diretto da Miguel Ángel Zotto, va in scena sabato 14 novembre 2026 alle 20 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica…

Dossier pratico. "Tango. Historias de Astor", spettacolo di parole, musica e tango scritto, coreografato e diretto da Miguel Ángel Zotto, va in scena sabato 14 novembre 2026 alle 20 nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma. Sul palco Miguel Ángel Zotto e Daiana Guspero con tre coppie di ballerini della Compagnia TangoX2 e della Zotto Tango Academy, e l'orchestra Tango Sonos dal vivo, con bandoneon, pianoforte e violino. L'evento è organizzato da Opera Live Hub. Il prezzo indicato dall'Auditorium parte da 36,80 euro; la durata non è pubblicata. I biglietti si comprano alla biglietteria dell'Auditorium, aperta secondo le FAQ ufficiali tutti i giorni dalle 11 alle 20 e la domenica dalle 10 alle 20, fino alle 21.30 nelle sere di spettacolo, oppure online dal canale indicato sulla pagina dell'evento su auditorium.com. Per arrivare l'Auditorium indica il tram 2 da piazzale Flaminio, dove si scende dalla metro A, e gli autobus 910, 53, 982 e 168; per il percorso conviene usare il calcolatore ATAC.

Locandina di Tango. Historias de Astor con Miguel Ángel Zotto e Daiana Guspero all'Auditorium Parco della Musica
Locandina di Tango. Historias de Astor, dal sito ufficiale dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

Historias de Astor: la vita di Piazzolla raccontata a passi di tango

"La mia famiglia era di Trani": con queste parole, affidate alla voce registrata dello stesso Astor Piazzolla, comincia lo spettacolo con cui il ballerino e coreografo argentino Miguel Ángel Zotto rende omaggio al compositore che è considerato universalmente il padre del tango moderno. La pagina dell'Auditorium ricorda che il lavoro è stato rappresentato per la prima volta proprio a Trani, nel 2021, in occasione del centenario della nascita del musicista.

Lo spettacolo racconta insieme due storie. C'è la vita di Piazzolla, nato a Mar del Plata nel 1921 da una famiglia di origine italiana e morto a Buenos Aires nel 1992; e c'è la storia di un genere musicale e di un ballo che sono l'essenza stessa dell'Argentina, nati nei quartieri di Buenos Aires e trasformati nel corso del Novecento in un linguaggio universale.

L'angelo del tango

A condurre la narrazione è un angelo, l'angelo del tango, a cui Astor racconta la propria vita: l'infanzia, l'incontro con il tango, le orchestre in cui suonò, la direzione dell'Orchestra Fiorentina, la messa in scena di "María de Buenos Aires". È un espediente teatrale che richiama il mondo poetico dello stesso Piazzolla, autore di una celebre "Milonga del Ángel".

Una scena essenziale

L'impianto scenico è volutamente spoglio. Sul fondo, un videowall fa scorrere immagini d'epoca della vita del musicista; davanti, quattro coppie di ballerini danzano accanto all'orchestra, che è inglobata nella scena e non nascosta in buca. Il pubblico vede insieme chi suona e chi balla.

La musica: da Libertango ad Adiós Nonino

Tutti i brani eseguiti dal vivo portano la firma di Astor Piazzolla. La pagina dell'Auditorium ne cita alcuni: "Triunfal", "Libertango", "Milonga del Ángel", "Quejas de bandoneón" e "Adiós Nonino". È una scelta che attraversa diverse fasi della carriera del compositore, dalle radici del tango tradizionale alle sperimentazioni del nuevo tango.

Adiós Nonino

"Adiós Nonino" è forse il brano più personale di Piazzolla. Lo compose a New York nel 1959, dopo aver ricevuto la notizia della morte improvvisa del padre Vicente, avvenuta il 13 ottobre di quell'anno. Nonino era il nome affettuoso con cui i figli di Astor chiamavano il nonno: in Argentina, per l'influenza dell'immigrazione italiana, la parola spagnola abuelo viene spesso sostituita da nono, e nonino ne è il diminutivo.

Libertango e l'Italia

"Libertango" è legato al nostro Paese. L'album omonimo fu realizzato a Milano nel maggio 1974, su intuizione del manager e produttore Aldo Pagani, con un'orchestra di musicisti italiani tra cui Pino Presti al basso elettrico e Tullio De Piscopo alla batteria. Nello stesso periodo Piazzolla incise con il sassofonista Gerry Mulligan l'album "Summit", ancora con una formazione in gran parte italiana.

L'orchestra Tango Sonos

Per lo spettacolo l'orchestra Tango Sonos riunisce il bandoneon, lo strumento simbolo del tango, con un pianoforte e un violino. La pagina dell'Auditorium non indica i nomi dei singoli musicisti.

Chi era Astor Piazzolla

Astor Pantaleón Piazzolla nacque a Mar del Plata l'11 marzo 1921 e morì a Buenos Aires il 4 luglio 1992. Il nonno paterno, Pantaleone, era un pescatore di Trani emigrato in Argentina dopo il naufragio della sua barca; la madre, Asunta Manetti, era originaria di Massa Sassorosso, in Garfagnana. Oggi a Trani, nella villa comunale, c'è una piazzetta intitolata al musicista, e nel 2013 anche Massa Sassorosso gli ha dedicato un largo.

L'infanzia a New York

Nel 1925 la famiglia si trasferì a New York, dove Astor visse fino a sedici anni. A otto anni ricevette dal padre il primo bandoneon. Fondamentale fu l'amicizia con Carlos Gardel, che lo incoraggiò e lo invitò a una tournée nei Caraibi: il padre rifiutò per via della giovane età del figlio, e così gli salvò inconsapevolmente la vita, perché Gardel morì durante quella tournée in un incidente aereo a Medellín, nel 1935.

Parigi e Nadia Boulanger

Negli anni Cinquanta Piazzolla si dedicava soprattutto alla musica colta. Con la sinfonia "Buenos Aires" vinse nel 1953 una borsa di studio che gli permise di andare a Parigi, dove studiò con Nadia Boulanger. Fu lei a riportarlo verso il tango, convincendolo che la sua strada passava di lì. Tornato a Buenos Aires, nel 1955 fondò l'Octeto Buenos Aires e cominciò a costruire il tango nuevo.

L'assassino del tango

La fusione di tango, jazz e dissonanze gli procurò critiche feroci dai puristi, che lo chiamarono el asesino del tango. Il tempo gli ha dato ragione: i biografi calcolano che abbia scritto circa tremila brani e ne abbia registrati circa cinquecento, e nel 2008 l'Argentina gli ha intitolato l'aeroporto di Mar del Plata.

María de Buenos Aires e Horacio Ferrer

Dal 1967 Piazzolla lavorò con il poeta Horacio Ferrer, con cui scrisse alcune delle sue opere più famose: "María de Buenos Aires", "Balada para un loco", "Chiquilín de Bachín". "María de Buenos Aires" fu incisa nel 1968; in Italia è legata anche alla voce di Milva, una delle interpreti con cui Piazzolla collaborò.

L'incontro con Zotto

La pagina dell'Auditorium riporta un ricordo dello stesso Zotto: conobbe Piazzolla a Parigi nel 1989, e il compositore gli affidò poi le coreografie dell'allestimento di "María de Buenos Aires" a Broadway. Horacio Ferrer, librettista dell'opera, lo definì un grande rivoluzionario della storia del tango. Lo spettacolo romano nasce dunque da un rapporto personale, non soltanto da un'ammirazione a distanza.

Le formazioni di Piazzolla: un'evoluzione in sette tappe

Per capire la musica che si ascolterà in sala aiuta ricordare come Piazzolla abbia cambiato più volte la propria orchestra, cercando sempre un suono nuovo. Wikipedia ricostruisce la sequenza delle sue formazioni: nel 1946 l'Orquesta, nel 1955 l'Octeto Buenos Aires, nel 1960 il primo Quinteto, nel 1971 il Noneto, nel 1974 il Conjunto Electrónico, nel 1978 il secondo Quinteto e nel 1989 il Sexteto. Ogni passaggio corrisponde a una fase della sua ricerca.

Strumenti mai visti nel tango

Il nuevo tango si distingue da quello tradizionale per l'uso di elementi presi dal jazz, per le dissonanze e per l'introduzione di strumenti estranei al genere. Con il Conjunto Electrónico Piazzolla portò nel tango l'organo Hammond, il flauto, la marimba, il basso elettrico, la batteria, le percussioni e la chitarra elettrica. L'organico scelto per "Historias de Astor", con bandoneon, pianoforte e violino, è invece più raccolto e richiama le formazioni cameristiche.

Il bandoneon

Il bandoneon, lo strumento che Astor ricevette in regalo dal padre a otto anni a New York, resta il cuore del suono del tango. In buona parte della sua carriera Piazzolla lo suonò in prima persona, alternando l'attività di strumentista a quella di compositore e arrangiatore.

Piazzolla e l'Italia

Il rapporto tra Piazzolla e il nostro Paese non si limita alle origini familiari. Dopo un infarto nel 1973, racconta Wikipedia, il compositore si trasferì per qualche tempo a Roma, città dove aveva avuto in passato contatti con molti artisti. In quegli anni conobbe Gerry Mulligan e si interessò alla musica elettronica, collaborando anche con il figlio Daniel.

Le voci italiane

Molti suoi brani sono stati tradotti in italiano da Angela Denia Tarenzi e interpretati da cantanti come Edmonda Aldini, che nel 1973 gli dedicò un intero album, "Rabbia e tango", Mina, Milva e Iva Zanicchi. Tra le collaborazioni italiane figurano anche quelle con Tullio De Piscopo e Pino Presti.

Un centro a Pesaro

Nel 1993, l'anno dopo la morte del compositore, il maestro Hugo Aisemberg e l'Associazione Musicale di Pesaro fondarono il Centro Astor Piazzolla, con l'obiettivo di diffondere il tango e la cultura rioplatense attraverso un archivio, concerti, seminari e corsi.

Il nome Astor e una gamba malata

Il nome del musicista viene da un amico e cliente del padre, Astor Bolognini, violinista di successo in Nord America. Astor nacque con un grave difetto alla gamba destra, il piede equino, e fu sottoposto a numerosi interventi chirurgici; il padre lo spingeva a esercitarsi in molte discipline per compensare il problema fisico. Wikipedia lo descrive come un ragazzo dal carattere focoso, che probabilmente ebbe difficoltà nei rapporti con i coetanei.

Gli ultimi anni

Negli anni Ottanta la sua salute peggiorò: nel 1988 subì un intervento di bypass, poi riprese l'attività con un sestetto. Nel 1990 dovette interrompere la tournée; pochi mesi dopo fu colpito da un ictus. Assecondando il suo desiderio di morire nel proprio Paese, la compagna lo fece trasferire in Argentina, dove morì il 4 luglio 1992. In patria lo chiamavano El Gran Astor, o El Gato, il gatto, per la sua abilità e il suo ingegno.

Miguel Ángel Zotto, il tanguero

Miguel Ángel Zotto è nato a Villa Ballester, in Argentina, il 7 agosto 1958. Anche la sua famiglia viene dall'Italia, dal paese lucano di Campomaggiore, e il cognome originario era Zotta, trasformato in Zotto da un errore di trascrizione nel registro argentino degli immigrati. Ha cominciato a ballare il tango con il nonno paterno, Michele Arcangelo Zotta, nato a Campomaggiore nel 1884, e poi con il padre, attore.

Da Buenos Aires a Broadway

A diciassette anni ha iniziato lo studio professionale con il maestro Rodolfo Dinzel. Nel 1984 insegnava tango all'Università di Belgrano a Buenos Aires; l'anno dopo è entrato nel professionismo partecipando a Broadway a "Tango Argentino" di Segovia e Orezzoli, lo spettacolo con cui ha girato il mondo.

Tango x 2

Nel 1988 Zotto ha fondato la compagnia Tango x 2, che la pagina dell'Auditorium descrive con oltre trent'anni di attività internazionale. Secondo Wikipedia, nell'aprile 2000 Tango X2 fu indicata in Argentina tra le tre migliori realtà del tango del secolo, e nel 2002 Zotto è stato nominato accademico dalla National Tango Academy di Buenos Aires.

Daiana Guspero e la Zotto Tango Academy

Daiana Guspero è la compagna di Zotto nel tango e nella vita, come ricorda la presentazione dello spettacolo. Il suo nome compare accanto a quello di Zotto almeno dal gennaio 2007, quando la compagnia presentò al New York City Center lo spettacolo "Miguel Angel Zotto's Buenos Aires Tango". Per "Historias de Astor" firma con lui anche i costumi.

Una scuola a Milano

Le tre coppie che completano il corpo di ballo vengono dalla Compagnia TangoX2 e dalla Zotto Tango Academy, la scuola milanese in cui il tanguero trasmette la sua arte. I loro nomi non sono indicati nella pagina dell'evento.

Zotto e l'Italia

Il legame del ballerino con il nostro Paese passa anche per la televisione: nel 2011 fu ospite del Festival di Sanremo, dove si esibì in un numero di danza con la conduttrice Belén Rodríguez. Tra i riconoscimenti figurano il premio Positano del 1999 e il premio Gino Tani.

Come guardare Historias de Astor

Lo spettacolo mette insieme tre linguaggi che di solito si incontrano separatamente: il racconto biografico, il concerto e il balletto. Chi conosce Piazzolla soprattutto attraverso le versioni da concerto dei suoi brani scoprirà quanto quella musica sia nata, prima di tutto, per essere ballata; chi frequenta le milonghe ritroverà invece i brani più celebri inseriti in un racconto che ne spiega l'origine.

Il filo cronologico

La narrazione segue un ordine cronologico, dall'infanzia agli anni della maturità, e l'alternanza tra la voce registrata di Piazzolla, le immagini d'epoca e i quadri danzati scandisce il passaggio da una fase all'altra della sua vita. È utile, prima di entrare, ripassare le tappe principali: New York, Buenos Aires, Parigi e il ritorno in Argentina.

Una coppia al centro

Il cuore coreografico è la coppia formata da Zotto e Guspero, attorno alla quale si muovono le altre tre. Il tango è una danza di coppia fondata sull'improvvisazione guidata e sull'ascolto reciproco: vedere due ballerini che condividono anche la vita privata aggiunge un elemento di intesa difficile da costruire a tavolino.

Informazioni pratiche

La biglietteria dell'Auditorium si trova in Viale Pietro de Coubertin 30. Le FAQ ufficiali precisano che il pubblico può generalmente entrare in sala da trenta minuti prima dell'inizio fino a cinque minuti prima, e che non è consentito l'accesso a spettacolo iniziato; quando l'organizzatore lo permette, i ritardatari vengono sistemati dal personale in posti diversi, anche di altri settori.

Riduzioni e accessibilità

Secondo le FAQ, salvo disponibilità sono previsti un biglietto ridotto del 20 per cento per le persone con disabilità e l'ingresso gratuito per l'accompagnatore quando necessario; le persone non vedenti hanno uno sconto del 50 per cento. Le prenotazioni per gli spettatori in sedia a rotelle si fanno al numero 06 8024 1281, tutti i giorni dalle 11 alle 18. Le riduzioni si ottengono solo alla biglietteria centrale.

Gli orari della biglietteria

Sugli orari della biglietteria le pagine del sito non concordano del tutto: le FAQ indicano tutti i giorni dalle 11 alle 20, la domenica dalle 10 alle 20 e fino alle 21.30 nelle sere di spettacolo; la sezione contatti riporta per il periodo da ottobre a marzo un orario dalle 11 alle 18, e dalle 10 alle 18 la domenica e nei festivi. Per il sabato del tango, chi vuole comprare di persona fa bene a presentarsi nel primo pomeriggio.

Annullamenti e rimborsi

In caso di annullamento dell'evento, le FAQ spiegano che la modalità di rimborso viene comunicata insieme all'annuncio, attraverso gli stessi canali. I biglietti comprati di persona si rimborsano nel punto vendita, quelli acquistati online tramite il fornitore del servizio; i biglietti cartacei vanno restituiti integri.

Come arrivare

Dalla stazione Flaminio della metro A si prende il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, oppure il treno Roma-Nord fino alla fermata Piazza Euclide. Gli autobus 910, 53, 982 e 168 fermano davanti all'ingresso. Per chi arriva in auto ci sono due parcheggi a pagamento, uno di superficie e uno multipiano coperto, con posti riservati alle persone con disabilità.

Intorno all'Auditorium

L'Auditorium sorge tra il Villaggio Olimpico del 1960, il Palazzetto dello Sport e lo Stadio Flaminio di Pier Luigi Nervi, con il verde che arriva dal parco di Villa Glori. È un quartiere che merita una visita: la nostra pagina sul Flaminio raccoglie i luoghi principali, dal MAXXI fino a Ponte Milvio.

Un sabato sera al Flaminio

Chi arriva nel pomeriggio può dedicare qualche ora al MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo, che si trova nello stesso quadrante della città, e poi raggiungere l'Auditorium per lo spettacolo delle 20; dopo la serata, Ponte Milvio offre locali e ristoranti a breve distanza.

Una curiosità sulla Sala Sinopoli

La Sala Sinopoli è stata la prima sala dell'Auditorium ad aprire al pubblico. L'inaugurazione avvenne il 21 aprile 2002, il giorno in cui Roma festeggia per tradizione il suo Natale; il resto del complesso, con la grande Sala Santa Cecilia, aprì solo il 21 dicembre dello stesso anno. In quella prima serata Goffredo Petrassi, quasi centenario, volle essere presente, ed ebbe l'onore della prima esecuzione assoluta dell'Ouverture da concerto per orchestra che aveva composto nel 1931. Oltre settant'anni separavano la scrittura di quella pagina dal suo debutto.

Una sala che cambia forma

Secondo il Renzo Piano Building Workshop, la Sala Sinopoli ha circa 1.200 posti, un palcoscenico mobile e un soffitto regolabile, ed è adatta in particolare alla musica da camera e alla danza; Wikipedia indica 1.133 posti. Le fonti non concordano sul numero esatto, ma tutte sottolineano l'adattabilità dello spazio interno al numero degli esecutori e all'acustica richiesta.

Una cosa che non ti dice nessuno sulla Sala Sinopoli

Giuseppe Sinopoli, a cui la sala è dedicata, non era soltanto un grande direttore d'orchestra. Laureato in medicina e chirurgia a Padova nel 1972, era un appassionato di archeologia e alla sua morte stava per discutere una tesi in archeologia all'Università di Roma: gli fu riconosciuta la laurea post mortem. La sua collezione di vasi e ceramiche di epoca minoica, greca arcaica e classica e dell'Italia meridionale, acquisita dal Ministero della cultura, è esposta in modo permanente proprio all'Auditorium, nel Museo Aristaios. Chi entra nella sala che porta il suo nome può vedere, a pochi metri, la passione meno conosciuta del maestro.

Una morte sul podio

Sinopoli morì a Berlino il 20 aprile 2001, a 54 anni, colpito da un infarto mentre dirigeva l'"Aida" di Verdi alla Deutsche Oper. La salma fu esposta in Campidoglio, nella sala della Protomoteca, e i funerali si celebrarono nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. La sala fu inaugurata un anno e un giorno dopo la sua scomparsa.

Il consiglio che ti do per visitare la Sala Sinopoli

Il mio consiglio è di arrivare almeno quaranta minuti prima delle 20 e di salire sulla grande terrazza che corre intorno agli edifici. Da lì, tra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, si vedono i resti della villa romana venuti alla luce durante la costruzione dell'Auditorium. A metà novembre a quell'ora è già buio, ma la prospettiva sui tre grandi volumi rivestiti di piombo è sempre notevole. Poi si entra in sala con calma, considerando che l'accesso chiude cinque minuti prima dell'inizio.

Dove sedersi per la danza

Per uno spettacolo di danza conviene preferire posti non troppo vicini al palco, da cui si coglie l'insieme delle coppie e il disegno delle coreografie. La galleria, che corre su tre dei quattro lati della sala, offre uno sguardo dall'alto utile per seguire i passi.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che l'Auditorium è opera di Renzo Piano. Meno noto è che il progetto vinse un concorso internazionale a inviti con nove partecipanti, e che il bando prevedeva un unico edificio che contenesse tutte le sale. Piano propose invece tre edifici indipendenti, separati strutturalmente per migliorare l'isolamento acustico e disposti simmetricamente intorno a uno spazio vuoto, che diventò il teatro all'aperto della cavea. Lo studio dell'architetto descrive le sale come grandi casse armoniche, veri strumenti musicali.

Il sodalizio con gli acustici

Per l'acustica Piano lavorò con lo studio Müller-BBM di Monaco di Baviera, presente in tutte le fasi del progetto, dal concorso al cantiere.

La foto giusta da fare alla Sala Sinopoli

Lo scatto più riuscito è quello dalla terrazza, con la copertura della sala in primo piano e la curva delle altre due in secondo. Le lastre di piombo che rivestono i tetti danno ai volumi un aspetto metallico che si apprezza sia alla luce del giorno sia nelle prime ore della sera. Un obiettivo grandangolare permette di includere anche il muro antico in opera reticolata che delimitava la villa romana, visibile dalla terrazza del museo archeologico.

All'interno

Dentro la sala, prima dell'inizio, si può fotografare il palcoscenico con gli strumenti dell'orchestra già disposti. Durante lo spettacolo le riprese non sono consentite.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia della Sala Sinopoli coincide in buona parte con quella dell'Auditorium, di cui è stata il primo spazio aperto.

1992-1994: la scelta dell'area e il concorso

L'area tra il Villaggio Olimpico e Villa Glori fu scelta dal consiglio comunale nel 1992, dopo un lungo dibattito. Il concorso fu bandito nel 1993; lo studio di Piano data il progetto di concorso al 1994.

21 aprile 2002: l'apertura

Con la Sala Sinopoli l'Auditorium accolse il suo primo pubblico. Otto mesi dopo, il 21 dicembre, aprì il resto del complesso.

2020: l'intitolazione a Morricone

Nel 2020, con una decisione del consiglio comunale di Roma, l'Auditorium è stato intitolato a Ennio Morricone, che di Petrassi era stato allievo.

Chi è passato dalla Sala Sinopoli

Il primo nome della storia della sala è quello di Goffredo Petrassi, presente all'inaugurazione con la sua Ouverture del 1931. Da allora la sala ha ospitato una programmazione molto varia, coerente con la sua vocazione flessibile: musica da camera, jazz, pop d'autore, danza. Nella stagione in corso sono annunciati nella stessa sala, tra gli altri, i concerti dei Nomadi e dei Neri per Caso.

Sinopoli e Roma

Giuseppe Sinopoli aveva lavorato anche con l'Accademia di Santa Cecilia, che dal 2003 ha all'Auditorium la sede stabile della sua stagione concertistica. Intitolargli la sala media è stato un modo per legare il suo nome a uno spazio aperto a tutti i linguaggi musicali, come la sua carriera di compositore e direttore.

Domande frequenti su Tango. Historias de Astor

Quando va in scena Tango. Historias de Astor a Roma?

Sabato 14 novembre 2026 alle 20, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in Viale Pietro de Coubertin 30. È una data unica. L'accesso in sala è consentito generalmente da trenta minuti prima fino a cinque minuti prima dell'inizio, e a spettacolo iniziato non si entra, quindi conviene arrivare con un buon margine.

Quanto costa il biglietto?

La pagina ufficiale dell'Auditorium indica prezzi a partire da 36,80 euro. I biglietti si acquistano alla biglietteria dell'Auditorium o online attraverso il canale indicato sulla pagina dell'evento. Le riduzioni per persone con disabilità, quando disponibili, si ottengono soltanto alla biglietteria centrale, presentando la documentazione richiesta.

Chi balla nello spettacolo?

Miguel Ángel Zotto e Daiana Guspero, compagni nel tango e nella vita, danzano insieme ad altre tre coppie di ballerini della Compagnia TangoX2 e della Zotto Tango Academy di Milano. Zotto firma anche regia, coreografie, direzione artistica e luci; i costumi sono di Zotto e Guspero. I nomi delle altre coppie non sono pubblicati dall'Auditorium, che indica soltanto la loro provenienza dalla compagnia e dalla scuola di Zotto.

La musica è dal vivo?

Sì. L'orchestra Tango Sonos, con bandoneon, pianoforte e violino, è inserita nella scena ed esegue dal vivo brani di Astor Piazzolla, tra cui Triunfal, Libertango, Milonga del Ángel, Quejas de bandoneón e Adiós Nonino. Lo spettacolo è aperto dalla voce registrata dello stesso Piazzolla che ricorda le origini della sua famiglia.

Quanto dura?

La durata non è indicata sulla pagina dell'Auditorium, che non specifica nemmeno se sia previsto un intervallo. Per informazioni si può contattare l'Auditorium attraverso i recapiti pubblicati sul sito, oppure chiedere direttamente alla biglietteria di Viale Pietro de Coubertin nei giorni che precedono lo spettacolo.

Che legame c'è tra Piazzolla e l'Italia?

Fortissimo. Il nonno paterno era un pescatore di Trani e la madre era originaria della Garfagnana. Piazzolla registrò a Milano nel 1974 l'album Libertango con musicisti italiani come Pino Presti e Tullio De Piscopo, e collaborò con cantanti come Milva e Mina. Lo spettacolo stesso ha debuttato a Trani nel 2021, nel centenario della nascita.

Bisogna saper ballare il tango per apprezzarlo?

No. È uno spettacolo teatrale che unisce racconto, immagini d'epoca, musica dal vivo e danza, pensato per un pubblico generale. Chi conosce il tango apprezzerà la qualità delle coppie e delle coreografie; chi non lo conosce avrà un'introduzione alla storia del genere attraverso la vita del suo innovatore più celebre.

Come si arriva all'Auditorium?

Con la metro A fino a Flaminio e poi il tram 2 verso piazza Mancini, oppure il treno Roma-Nord fino a Piazza Euclide. Davanti all'ingresso fermano gli autobus 910, 53, 982 e 168. Chi arriva in auto può usare i due parcheggi a pagamento accessibili da viale Pietro de Coubertin e viale Maresciallo Pilsudski.

Il consiglio finale su Tango. Historias de Astor

"Historias de Astor" è un'occasione per vedere da vicino uno dei tangueros più celebri della sua generazione in uno spettacolo che nasce da un rapporto personale con Piazzolla, iniziato a Parigi nel 1989. La formula, con l'orchestra in scena e le immagini d'epoca sul fondo, rende la serata adatta anche a chi del tango conosce solo i titoli più famosi. Conviene acquistare per tempo, trattandosi di una data unica, e arrivare in anticipo per una passeggiata sulla terrazza dell'Auditorium. Chi ha tempo può dedicare qualche minuto anche al Museo Aristaios e ai resti della villa romana, così da trasformare la serata in un piccolo viaggio tra la Roma antica, la Buenos Aires del Novecento e la danza di oggi. Per conoscere il resto della programmazione c'è la nostra pagina sull'Auditorium Parco della Musica; per chi ama la danza, a Roma è in programma anche la serata Icone della danza al Teatro dell'Opera. Per chi vuole prepararsi, l'ascolto di Adiós Nonino e di Libertango nelle registrazioni dello stesso Piazzolla è il miglior modo per arrivare in sala con le orecchie già allenate al suono del bandoneon.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

Prepari un viaggio a Roma? Le guide in inglese per visitare la città sono su ItalyPlanner.com.

Da non perdere a Roma: biglietti e visite guidate

Biglietti a orario, visite con guida e hotel: prenota prima e salta la fila.

Da prenotare prima
Ingressi

Biglietti e salta-fila

Ingressi a orario per Colosseo, Vaticani e i grandi musei: si prenotano prima e si salta la fila alla cassa.

  • Ingresso a orario, niente coda alla cassa
  • Confronta i prezzi di più siti

Prenoti sul sito del partner: il prezzo è lo stesso

Tour con guida

Visite guidate

Tour con guide abilitate in città e fuori porta, anche in piccoli gruppi.

  • Guide abilitate, gruppi piccoli o privati
  • Confronta i prezzi di più siti
Hai già le date?Metti biglietti, tour e hotel giorno per giorno nell’E.R. PLANNER.Apri il planner

Monumenti e musei più richiesti

Link affiliati: se prenoti da qui Estate Romana riceve una piccola commissione, a te non costa nulla in più. Come funzionano

Tagsal copertoautunnoche fare a Romadi seraeventi romaRomaspettacoli dal vivoTeatro

Contact Information

Data Evento14 Novembre 2026 20:00
IndirizzoAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Sala Sinopoli, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città