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Civitella d'Agliano è uno dei più belli borghi d'arte del Lazio, a lungo conteso tra Guelfi e Ghibellini
Civitella d’ Agliano è un paese di quasi 1700 abitanti e dista dal capoluogo Viterbo, circa 30 Km e circa un'ora e mezza da Roma.
Il paese si trova su di una collina tufacea ed è situato nella parte settentrionale della provincia di Viterbo, detta anche Alta Tuscia.
Il paesaggio che circonda Civitella D’ Agliano è piuttosto collinare e boschivo. I particolarissimi calanchi, delle lingue di argilla biancastra, tipiche della zona, rendono il paesaggio ancora più suggestivo.
Civitella d'Agliano è un tipico insediamento di impronta medievale, caratterizzato dalla presenza della torre dei Monaldeschi, dell'imponente bastione e dell'antica chiesa parrocchiale, delimitato dalla rupe e da antiche mura.
La sua architettura interna con vicoletti e piazzette è l’emblema della sua natura medievale.
E' difficile stabilire la data precisa dell'origine di Civitella e del suo castello, ma dall'esame di vari documenti si può desumere con buona approssimazione che questo fu eretto nell'XI secolo dai Conti di Bagnoregio, i cui discendenti molto più tardi assunsero il nome di Monaldeschi della Cervara.
L'origine del borgo è quindi medievale, ma prima della comparsa dei castello baronali la zona Teverina era già stata popolata dagli Etruschi e quindi dai Romani; con buona probabilità alcune popolazioni primitive vivevano lungo le sponde del Tevere anche in precedenza.
I ritrovamenti nella zona di tombe, colombai, resti di ville romane, reperti di colonne e manufatti di ceramica testimoniano questi remoti insediamenti.
Le vicende storiche di Civitella e del suo castello risultano alquanto travagliate. Una prima fortezza, di cui non rimane traccia alcuna, sarebbe stata eretta in una località detta Agliano, agli albori dell'anno Mille dai Conti Bovaccini, feudatari di Corbara e Montemarte.
Tra le opere architettoniche di particolare valore artistico si menzionano la Chiesa del Conventino, situata fuori dal centro abitato e risalente al '400, la Chiesa Parrocchiale di S. Pietro e Callisto e l'adiacente Chiesa della Madonna delle Grazie, al cui interno venne ritrovato e successivamente restaurato un prezioso affresco quattrocentesco attribuito al Pastura.
Civitella d'Agliano è il luogo ideale per chi vuole riscoprire la storia antica, in un paese immerso nel verde delle colline della Tuscia.

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Civitella d’Agliano e l’Arte
A Luglio c'è la festa del patrono di Civitella d'Agliano: San Gorgonio.
Il borgo nei mesi estivi propone, con l’intento di recuperare le abitazioni del centro storico, corsi d’arte a livello europeo. Così una folla di partecipanti – scultori, pittori, scrittori, ecc. – provenienti da numerose città e paesi d’Italia e d’Europa, anima il paese confondendosi con gli abitati di Civitella.
Negli ultimi anni si sono organizzati molti eventi musicali in piazza, la nota manifestazione enogastronomica "Nelle Terre del Grechetto".

Civitella d'Agliano | "La Serpara" di "Paul Wiedmer"
A nord di Viterbo, vicino il Lago di Bolsena, Civitella d'Agliano si raggiunge con circa un'ora di auto da Roma, ed è uno dei borghi da visitare assolutamente almeno una volta tra Castiglione in Teverina, Civita di Bagnoregio e il Lago di Alviano.
La provincia di Viterbo non smette di stupire , come già sapete se magari avete visitato il Parco dei Mostri di Bomarzo, l'antico borgo di Chia e Soriano nel Cimino, Civita di Bagnoregio; Calcata e il suo Opera Bosco Museo di Arte nella Natura, i giardini di Villa Lante a Bagnaia o Palazzo Farnese a Caprarola...
Civitella d'Agliano nasconde un museo a cielo aperto di scultura contemporanea: "La Serpara" di "Paul Wiedmer", l'artista svizzero che nel 1997 ha acquistato una vallata per realizzare un affascinante giardino, atelier con più di 40 installazioni artistiche e sculture che si fondono letteralmente nella natura - visitabile su prenotazione solo alcuni giorni dell'anno.
Qui Paul Wiedmer insieme alla moglie Jacqueline Dolder, appassionata di botanica, oltre al figlio Simone, anch’egli artista ha creato un giardino di quarantamila metri quadrati dove un grande canneto, aiuole, siepi, alberi e laghetti ospitano statue e installazioni artistiche realizzate dalla famiglia insieme anche ad altri artisti italiani e internazionali, tra cui Spoerri, Tinguely, Niki De Saint Phalle, Luginbuehl, Ralf Sanders e molti altri artisti del Nouveau Realismé (+30) provenienti da ogni parte del mondo.
Materiali di riciclo, installazioni di acciaio, sculture, fontane di acqua e di fuoco... Terra, Legno, Acqua, Fuoco, Metallo, i 5 elementi che l'arte della Separa fonde con un il verde giardino di questo angolo della Tuscia a nord di Viterbo.
Durante l' anno, il Giardino delle Sculture La Serpara può essere visitato su appuntamento.
Come arrivare: Civitella d'Agliano è situato al Ovest dell' autostrada A1, tra i caselli di Orvieto ed Attigliano.
La Serpara si trova in fondo della stradina bianca che parte al km 26 della strada provinciale SP Teverina.
Contatto:
Paul Wiedmer & Jacqueline Dolder
loc.serpara 1
I-01020 Civitella d' Agliano (VT)
Tel./Fax: +39 0761 91 40 71
E-Mail: [email protected]

Civitella d'Agliano | La Storia
La zona di Civitella d'Agliano è stata popolata dagli Etruschi e poi dai Romani.
Testimoniano la loro presenza i ritrovamenti di tombe, come quella etrusca ritrovata a Case Nuove (frazione del Comune di Civitella d'Agliano), resti di ville e impianti romani, frammenti di colonne, manufatti in ceramica.
È con la caduta dell'Impero Romano che le popolazioni contadine, prima libere di commerciare i loro raccolti con i mercanti che risalivano il Tevere, si rifugiano sulle colline da dove potevano avvistare per tempo le orde dei barbari o le bande di malviventi, e quindi organizzare la difesa.
Un'importante testimonianza di epoca longobarda è costituita dal sito archeologico di Castel Sozio.
Civitella d'Agliano è un tipico borgo medievale che sorge su un colle digradante verso la valle del Tevere. L'origine medioevale è rivelata dalle numerose strutture legate a quel periodo storico, quali la Torre dei Monaldeschi, l'imponente bastione e l'antica chiesa parrocchiale, ma è evidente soprattutto nell'architettura complessiva dell'intero centro storico, ben delimitato dalla rupe e da antiche mura.
È difficile stabilire la data precisa dell'origine di Civitella e del suo castello, ma dall'esame di vari documenti d'archivio si può pensare che il castello sia stato eretto nell'XI secolo dai Conti di Bagnoregio, i cui discendenti assunsero molto più tardi il cognome di Monaldeschi della Cervara.
Anche la chiesa parrocchiale di San Pietro e San Callisto ha antiche origini. La sua prima edificazione si fa risalire tra la fine del secolo XII e l'inizio del XIII.
Le vicende storiche di Civitella e del suo castello risultano travagliate.
I feudatari nel 1322 erano ghibellini, ossia avversari del potere temporale dei Papi, tanto che in quell'anno il castello fu demolito per ordine del Comune di Orvieto, che puniva con questa misura l'aiuto che i Signori di Civitella avevano prestato ai ghibellini ribelli di Orvieto.
L'anno successivo, cacciati i Monaldeschi e sostituiti con i guelfi Orsini, lo stesso Comune di Orvieto ordinò la ricostruzione del castello. Tuttavia, nel 1329, i Monaldeschi ritornano saldamente in possesso di Civitella. Passarono gli anni.
Come gran parte delle terre sottoposte al regno temporale della Chiesa, anche Civitella subì l'invasione di uno dei Prefetti di Vico. Nel 1353, fu Giovanni a preparare l'invasione. Ma l'occupazione del Prefetto di Vico durò poco; infatti, i Monaldeschi, due anni dopo, tornarono in possesso del feudo.
Essi, però, non erano nelle grazie della Chiesa e, nel 1415, la Camera Apostolica intervenne nuovamente, cacciandoli definitivamente e impossessandosi del feudo e delle sue rendite.
Nel 1517, Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico, rinnovò l'infeudazione di Civitella d'Agliano al Comune di Orvieto, concedendola a questi in "vicariato perpetuo".
Civitella si eresse poi, nel 1564, in Comune, sempre tributario del patrimonio di S. Pietro come tutti i feudi dello Stato Pontificio, sino all'annessione al Regno d'Italia nel 1870.
Tra i reperti storici più importanti ritrovati nell'archivio storico del comune ricordiamo gli statuti, ossia i codici che regolavano la vita e le opere delle genti del borgo medioevale di Civitella.
Il più antico dei codici è datato 1467, il codice medio è del 1517 e quello più recente è del XVIII secolo. Nel 1867 Civitella ha dato i natali al cardinale Angelo Maria Dolci (1939), con i lasciti del quale vive l'Ente omonimo, che ospita una scuola materna e le suore del Calvario.
Non meno interessante di quella di Civitella è la storia della frazione di S. Michele in Teverina, che fu Comune autonomo fino al 1927, quando fu unificato con Civitella d'Agliano.
Altra storia suggestiva è quella del borgo medioevale di Castel di Piero. Di quell'epoca lontana rimangono il palazzo baronale, ottimamente conservato, edificato in vicinanza del primitivo castello dei Baglioni, fatto abbattere da Papa Adriano VI, nel 1522, per affermare la supremazia della Camera Apostolica sui beni del feudo che Piero e Giovancarlo Baglioni, eredi rivali, contestavano ostinatamente con le proprie milizie.
I Baglioni, per essere più tranquilli nel dominio del loro feudo, sottomisero Castel di Piero, a seconda come tirava il vento politico, ora alla più potente città di Viterbo, ora alla non meno superba città di Orvieto; la storia di Castel di Piero non è quindi molto dissimile da quella di Civitella d'Agliano. Anche qui i feudatari si sono succeduti ai feudatari. Ai Baglioni hanno fatto seguito i Simoncelli, a questi i Sarcinelli, poi il feudo fu acquistato dai Benedetti di Spoleto.
Nel 1847, divenne signore di San Michele in Teverina Luigi Desiderato Semonville, duca di Monthalon, discendente diretto di Carlo Tristano, aiutante di campo di Napoleone.
Alla sinistra dell'arco d'ingresso al centro storico si estende tutto il complesso della chiesa parrocchiale di Civitella.
In realtà sono due chiese: la parrocchiale dedicata ai Santi Pietro e Callisto e la "Madonna delle Grazie"; svetta sopra i tetti di entrambe il campanile settecentesco.
Non si può fare a meno di notare la facciata a vento che occupa un lato della piazza, in mattoncini e pietra, realizzata nel 1940.
L'ingresso principale della chiesa, oppresso e dimezzato da quella che è la casa parrocchiale, è perfettamente orientato a est.
All'interno l'edificio è a tre navate, separate da tre colonne sormontate da archi. Da notare le varie tele presenti, a cominciare da quella raffigurante la "Madonna del Rosario con i Santi Caterina e Domenico", opera di Filippo Naldini del 1782, che si trova entrando nella navata di destra, sulla controfacciata.
Il Naldini e il maestro Ludovico Mazzanti, pittore orvietano molto più famoso formatosi nella Roma barocca del Gaulli, hanno dipinto tutte le tele della chiesa creando un'unità stilistica e temporale particolarmente significativa.
Infatti, continuando a destra si incontra l'altare di S. Giuseppe con la tela raffigurante il "Transito di S. Giuseppe" di Filippo Naldini, eseguita nel 1783, e a seguire, in Cappella Zucchini (dal nome del fondatore), la "Assunzione di Maria in Cielo"
L'altare successivo ha una piccola cappella dove si conserva la statua della Madonna del Rosario: uno dei tanti doni del cardinale Angelo Maria Dolci, illustre civitellese.
Nell'abside si trova l'altare maggiore, sotto la mensa si conserva il corpo di San Coronato martire, sopra al coro ligneo c'è la bella pala con la “Immacolata Concezione, S. Pietro e S. Callisto", opera di Ludovico Mazzanti del 1765.
Nella navata di sinistra troviamo un'altra tela di Filippo Naldini con la raffigurazione di "Cristo Redentore con i Santi Biagio, Bonaventura, Vincenzo Ferreri e Carlo Borromeo" del 1781.
L'altare che segue è dedicato al crocefisso, mentre sopra la porta vi è lo strappo di un affresco quattrocentesco proveniente dalla chiesa detta del Conventino.
L'altare successivo è quello del Santo Patrono di Civitella: San Gorgonio.
La tela di Ludovico Mazzanti rappresenta "Madonna con Bambino e i Santi Gorgonio, Lorenzo, Lucia e Callisto Papa" del 1753.
Incuneata tra l'abside e le mura del castello vi è la chiesa della Madonna delle Grazie. Questa chiesa venne costruita per proteggere l'affresco con la Vergine e il Bambino, a destra c'è un altare con una statua della Madonna Addolorata, ai lati le tele di San Luigi Gonzaga e San Nicola di Bari di Filippo Naldini, a sinistra l'altare con la bellissima tela raffigurante Sant'Orsola e le compagne Vergini, e ai lati ancora Naldini: San Francesco di Paola e San Liborio.

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