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Altroquando

Altroquando è una libreria indipendente di via del Governo Vecchio, nel rione Parione, a due passi da Piazza Navona. Nasce come spazio dedicato a fumetto, cinema, illustrazione e narrativa, e nel tempo si è trasformata in qualcosa di più composito: una libreria con al piano interrato un pub artigianale, Anderquando, e un calendario fitto di presentazioni, incontri con autori, mostre e piccoli concerti. Il nome, dichiaratamente preso in prestito dalla fantascienza e dal fumetto, dice già molto del carattere del luogo: un posto pensato per chi cerca la soglia fra un genere e l’altro, più che la scaffalatura ordinata per argomento.

Dove si trova Altroquando e come raggiungerla

L’indirizzo è via del Governo Vecchio 80, nel cuore del rione Parione, uno dei rioni più antichi e più densi di storia del centro storico di Roma. La strada corre parallela a corso Vittorio Emanuele II, collegando idealmente piazza Navona a Castel Sant’Angelo, ed è uno dei tratti urbani meglio conservati della Roma rinascimentale e barocca: palazzi bassi, facciate ocra e ruggine, botteghe artigiane e negozi di abbigliamento vintage che negli ultimi vent’anni hanno reso la via una delle più fotografate del centro. Trovare la libreria è semplice se si arriva a piedi da piazza Navona: basta imboccare via di Tor Millina o vicolo di Sant’Agnese in Agone e proseguire fino a incrociare via del Governo Vecchio, dove l’insegna e le vetrine piene di locandine cinematografiche si notano da lontano.

La vetrina della libreria Altroquando con il cartello scritto a mano
La vetrina di Altroquando in via del Governo Vecchio, con il cartello scritto a mano che la rende riconoscibile. Immagine dal sito ufficiale di Altroquando.

Via del Governo Vecchio, nel cuore del rione Parione

Chi arriva per la prima volta in questa parte di Roma fa bene a mettere via il navigatore satellitare e a orientarsi sui punti fermi: piazza Navona a est, corso Vittorio Emanuele II a sud, piazza di Pasquino a un centinaio di metri, la Chiesa Nuova sul corso. Via del Governo Vecchio taglia questo reticolo in diagonale, ed è una strada strettissima, pensata per il passo e non per le auto, dove i civici bassi ospitano da decenni un misto di residenti storici, atelier di sartoria, negozi vintage e locali che aprono la sera. Altroquando occupa uno di questi spazi stretti e allungati, tipico dell’edilizia del rione: la libreria si sviluppa in profondità più che in larghezza, con il piano terra dedicato ai libri e lo scalino che scende verso il pub sotterraneo.

In metro, autobus e a piedi

La fermata di metropolitana più comoda è Spagna, sulla linea A, da cui si raggiunge la zona in una ventina di minuti a piedi attraversando via dei Condotti, via del Corso e piazza Navona: una camminata che vale la pena fare con calma, perché attraversa alcuni dei tratti più densi di storia del centro. In alternativa si scende a Barberini o a Cavour, sempre sulla linea A, con percorsi a piedi di lunghezza simile. Numerose linee di autobus toccano corso Vittorio Emanuele II e corso Rinascimento, a poche centinaia di metri: chi arriva in autobus scende su queste due arterie e risale i vicoli verso via del Governo Vecchio. La zona è comunque fatta apposta per essere percorsa a piedi: le distanze fra piazza Navona, il Pantheon, Campo de’ Fiori e il Vaticano sono tutte contenute in una ventina di minuti di cammino, e chi soggiorna nel centro storico raggiunge Altroquando senza mai prendere un mezzo.

Parcheggi e ZTL nel centro storico

Chi arriva in auto deve mettere in conto la zona a traffico limitato del centro storico di Roma, attiva nelle fasce orarie diurne nei giorni feriali e, in alcuni periodi, anche nelle sere del fine settimana: l’accesso è consentito solo ai residenti e ai veicoli autorizzati, e le telecamere agli ingressi rilevano le targhe non abilitate. La soluzione più semplice resta lasciare l’auto in uno dei parcheggi custoditi fuori dal perimetro della ZTL, per esempio lungo i lungotevere o nei pressi di piazza della Repubblica, e proseguire a piedi o con i mezzi pubblici. I taxi e le auto a noleggio con conducente possono invece entrare senza limitazioni particolari, il che rende comodo l’arrivo in taxi per chi soggiorna fuori dal centro o per chi si sposta la sera, quando il pub sotterraneo è aperto e i vicoli del rione Parione diventano uno dei punti di ritrovo più frequentati della movida romana d’élite, più silenziosa e meno chiassosa di Trastevere.

Piazza di Pasquino e le statue parlanti del rione Parione

A meno di cento metri da via del Governo Vecchio si trova piazza di Pasquino, che dà il nome alla più celebre delle statue parlanti di Roma. Fin dal Cinquecento i romani hanno usato il basamento eroso di questa statua antica per affiggere pasquinate, versi satirici anonimi rivolti contro il potere, papale prima e laico poi: una tradizione di dissenso popolare che ha attraversato secoli di storia della città e che è sopravvissuta, in forme diverse, fino a oggi. Non è un caso che proprio in questo angolo di rione Parione, storicamente legato alla critica pungente e alla parola scritta come strumento di resistenza, sia germogliata nel tempo una fitta rete di librerie, tipografie e case editrici: un filo che lega idealmente le pasquinate cinquecentesche alla scaffalatura di Altroquando, a poche decine di metri di distanza.

Che cosa è davvero Altroquando: libreria, pub e presidio culturale

Definire Altroquando soltanto come libreria è riduttivo, ed è la stessa insegna a dichiararlo: sul sito ufficiale il locale si presenta come “una libreria, un pub, una dimensione, un catalizzatore”. La formula non è uno slogan vuoto: il piano terra ospita gli scaffali, organizzati per genere e, nel caso della narrativa, per editore anziché per ordine alfabetico, una scelta insolita che riflette l’idea di una libreria pensata per essere esplorata più che consultata. Il piano interrato ospita invece Anderquando, il pub della casa, mentre lo spazio nel suo complesso funziona anche da sede per presentazioni di libri, mostre, piccoli concerti e serate a tema.

Il catalogo: fumetto, cinema, illustrazione e narrativa organizzata per editore

Il catalogo di Altroquando copre letteratura, libri per bambini, fumetto, pop-up e libri d’artista, illustrazione, fotografia e gastronomia, con un’attenzione dichiarata alle piccole e medie case editrici indipendenti italiane e straniere. La sezione fumetto è storicamente uno dei punti di forza della libreria, coerente con il nome stesso del locale, che secondo quanto racconta chi la gestisce prende ispirazione tanto da un racconto di fantascienza di Robert Heinlein quanto dal fumetto Dylan Dog. Ogni mese la libreria propone una selezione curata di titoli, presentata come una sorta di consiglio di lettura ricorrente, pensata per chi entra senza un titolo preciso in mente e cerca invece un suggerimento.

Overlook, il marchio dedicato al cinema

Per la parte cinematografica Altroquando si appoggia a un marchio proprio, Overlook, che raccoglie libri di cinema, locandine originali e da collezione, dvd, blu-ray e memorabilia legati alla settima arte. È la sezione che spinge molte guide cittadine, incluse quelle istituzionali, a descrivere il locale semplicemente come “libreria del cinema”: le vetrine su via del Governo Vecchio, piene di locandine d’autore e materiale da collezione, sono uno dei tratti distintivi della facciata e uno dei motivi per cui appassionati e collezionisti la considerano una tappa fissa a Roma, al pari di poche altre insegne specializzate rimaste in città.

Anderquando, il pub sotterraneo

Anderquando, il pub al piano interrato, si descrive come “il posto sotto al posto, con le parole tutte in una volta”: un gioco di parole che rimanda al nome stesso di Altroquando e che segnala fin dall’insegna il legame stretto fra i due spazi. La proposta è centrata sulla birra artigianale e indipendente, affiancata da vino, cocktail, bevande analcoliche, panini e taglieri di salumi e formaggi. Lo spazio sotterraneo ospita anche presentazioni di libri, concerti ed eventi, e la sua caratteristica più citata da chi lo frequenta è la chiusura tarda, che nei giorni feriali arriva fino a mezzanotte: un orario che, uniti agli eventi serali, ne ha fatto negli anni un punto di riferimento per chi cerca un luogo di incontro informale nel cuore del rione Parione, alternativo ai locali più turistici che affollano i dintorni di piazza Navona.

Un modello di economia di vicinato

Sul sito ufficiale la libreria rivendica in modo esplicito il proprio ruolo all’interno dell’economia locale, ricordando un dato ricorrente negli studi sul commercio di vicinato: di ogni cento euro spesi in un negozio indipendente, circa sessantacinque restano in circolo nell’economia del territorio, contro percentuali molto più basse quando la stessa cifra viene spesa in una grande catena o online. È un argomento che Altroquando utilizza per giustificare, quasi come una missione dichiarata, la propria scelta di restare un negozio fisico indipendente in un quartiere dove il commercio al dettaglio tradizionale è sotto pressione crescente, sia per i costi degli affitti sia per la concorrenza dell’e-commerce. La libreria si presenta così anche come un piccolo presidio di sostenibilità economica e ambientale, un argomento che negli ultimi anni è entrato sempre più spesso nella comunicazione delle librerie indipendenti italiane.

Una curiosità su Altroquando

Il nome della libreria non è casuale e ha un’origine dichiarata, raccontata più volte da chi la gestisce in interviste rilasciate nel corso degli anni: Altroquando unisce il richiamo a un celebre racconto di fantascienza di Robert Heinlein e la suggestione del fumetto Dylan Dog, l’Indagatore dell’Incubo creato da Tiziano Sclavi, in cui il concetto di soglia fra mondi diversi, fra il reale e l’altrove, è un tema ricorrente. L’idea alla base del nome era quella di uno spazio che facesse da varco, un luogo che ponesse una piccola discontinuità rispetto alla strada e al tempo ordinario, offrendo però a chi lo attraversava stimoli e confronto con ciò che è diverso da sé. Fumetto e fantascienza, dunque, non compaiono soltanto negli scaffali della libreria ma nel suo stesso nome, ed è un dettaglio che pochi visitatori occasionali colgono, presi come sono dalle vetrine piene di locandine di cinema.

C’è poi un secondo elemento, meno noto, legato proprio alla soglia fisica del negozio: nel corso degli anni la libreria ha scelto di togliere la porta d’ingresso, lasciando l’accesso aperto verso la strada. La scelta nasce da motivi pratici, legati al crescente passaggio di turisti che si perdono nei vicoli del rione Parione e che, senza una porta a segnare un confine netto, entrano più facilmente a curiosare fra gli scaffali. È un piccolo gesto architettonico che racconta bene come la libreria abbia accompagnato, quasi senza accorgersene, la trasformazione della zona: da strada popolata soprattutto da residenti a una delle vie più turistiche del centro storico.

Un terzo elemento curioso riguarda il modo in cui il pub sotterraneo dialoga con il nome della libreria madre: Anderquando non è solo un nome di fantasia, ma un gioco linguistico costruito apposta per suonare come un’eco di Altroquando, con quel prefisso che richiama tanto l’idea di un “sotto” quanto una variazione fonetica pensata per restare impressa. Pochi visitatori occasionali si fermano a notare questo dettaglio, eppure è proprio nella coerenza fra i nomi dei due spazi, quello sopra dedicato alla lettura e quello sotto dedicato alla convivialità, che si legge con più chiarezza l’idea complessiva del progetto.

Le origini di Altroquando: da libreria di quartiere a punto di riferimento del rione Parione

Altroquando nasce all’inizio degli anni duemila per iniziativa di Alessandro Alessandroni, che ne è tuttora il punto di riferimento gestionale. In un’intervista rilasciata nel 2017 al portale specializzato Oblique, dedicato alle librerie indipendenti italiane, lo stesso Alessandroni racconta che al momento dell’apertura, quindici anni prima, era più raro di oggi trovare un posto informale, non snob, accogliente per chiunque vi entrasse indipendentemente dal genere letterario che preferiva. Quella scelta di fondo, dichiaratamente contraria a ogni distinzione di rango fra i generi, dal fumetto alla narrativa più colta, resta secondo chi la racconta il tratto distintivo della libreria anche a distanza di oltre vent’anni dall’apertura.

Una seconda sede e la scelta di restare in via del Governo Vecchio

Nel corso della sua storia Altroquando ha avuto anche una seconda sede, con settori dedicati a street art, tatuaggio e a una selezione di libri particolari, poi chiusa. La scelta finale è stata quella di concentrare l’attività nella sede storica di via del Governo Vecchio, ampliando piuttosto in profondità, con il pub Anderquando al piano interrato e un calendario di eventi che compensa la rinuncia a un secondo indirizzo fisico. È una traiettoria comune a diverse librerie indipendenti romane nate fra la fine degli anni novanta e i primi duemila: la fase di espansione fisica, seguita da una fase di consolidamento attorno alla sede storica e da un investimento crescente sulla programmazione culturale, più che sulla superficie di vendita.

Un quartiere che cambia intorno alla libreria

Chi gestisce la libreria da oltre vent’anni osserva un cambiamento profondo del contesto in cui opera: via del Governo Vecchio, un tempo strada a vocazione più residenziale e artigiana, è diventata negli ultimi due decenni una delle mete più fotografate del centro storico, complice anche la fama internazionale dei suoi negozi di abbigliamento vintage. Altroquando ha attraversato questa trasformazione restando fedele alla propria identità di libreria indipendente specializzata, e proprio per questo viene citata da guide cittadine e portali culturali come uno dei punti fermi della zona, capace di mantenere un pubblico di habitué accanto al flusso crescente di visitatori di passaggio.

Il rapporto con Overlook e il collezionismo cinematografico

Il pubblico che segue il marchio Overlook è in larga parte fatto di collezionisti, un mondo con regole e riferimenti propri, dove il valore di una locandina dipende da fattori come la tiratura originale, lo stato di conservazione, la presenza di pieghe o di restauri e il paese di prima distribuzione. Chi frequenta Altroquando per questa sezione specifica, più che per i libri, tende a essere un pubblico competente, spesso alla ricerca di pezzi precisi per completare una collezione personale legata a un regista, a un genere o a un decennio del cinema italiano o internazionale. È un tipo di clientela che difficilmente si trova nelle librerie generaliste, e che ha contribuito a costruire negli anni la reputazione della libreria ben oltre i confini del rione Parione, fino a farne un punto di riferimento citato anche da riviste e portali specializzati in cinema.

Il rione Parione e via del Governo Vecchio nella storia di Roma

Il rione Parione è uno dei ventidue rioni storici di Roma, fra i più piccoli per estensione ma fra i più densi di monumenti e stratificazioni storiche, e comprende al suo interno piazza Navona, oltre a un fitto reticolo di vicoli medievali e rinascimentali che collegano il corso Vittorio Emanuele II al Tevere. Il nome del rione, secondo la tradizione più accreditata, deriverebbe da “Paro”, cognome di una famiglia proprietaria di case nella zona, oppure da un antico muro, il “parietone”, appartenuto allo Stadio di Domiziano, i cui resti sotterranei sono oggi visitabili proprio sotto Piazza Navona. Via del Governo Vecchio prende invece il nome da Palazzo Nardini, l’edificio quattrocentesco che ospitò per secoli la sede del governatore di Roma, prima che le funzioni amministrative si spostassero altrove nel corso dell’Ottocento: da qui l’aggettivo “vecchio” affiancato al termine “governo”, a distinguere la sede storica da quella successiva.

Vicoli, botteghe di antiquariato e vita di quartiere

La strada, stretta e leggermente curva, conserva ancora oggi l’andamento medievale del tracciato, con edifici bassi, portoni in legno scuro e finestre incorniciate che raccontano secoli di stratificazioni edilizie. Per gran parte del Novecento via del Governo Vecchio è stata sede di botteghe artigiane, restauratori e antiquari, una vocazione che sopravvive ancora in alcuni civici, accanto ai negozi di moda vintage che dagli anni duemila hanno reso la via una tappa fissa per chi cerca capi d’epoca a Roma. Altroquando si inserisce in questo tessuto come uno degli ultimi presidi culturali indipendenti della zona, in una strada dove il commercio di vicinato ha progressivamente lasciato spazio a un’offerta orientata soprattutto al turismo.

Da via del Governo Vecchio a piazza Navona in pochi passi

La vicinanza a piazza Navona non è un dettaglio secondario nella storia della libreria: la piazza, con la sua forma allungata che ricalca esattamente il perimetro dell’antico stadio di Domiziano, è da sempre uno dei principali poli di attrazione del centro storico, e il flusso costante di visitatori che la attraversano si riversa naturalmente nei vicoli limitrofi, incluso quello di via del Governo Vecchio. È uno dei motivi per cui la libreria ha scelto negli anni di aprirsi maggiormente alla strada, rimuovendo la porta d’ingresso e investendo su vetrine capaci di intercettare anche chi non stava cercando una libreria, ma semplicemente passeggiando fra piazza Navona e Campo de’ Fiori.

Palazzi, chiese e memoria stratificata del rione

Camminando lungo via del Governo Vecchio e nelle traverse limitrofe si incontrano numerosi edifici storici che raccontano la lunga vita amministrativa e religiosa del rione Parione: dalle piccole chiese di quartiere, spesso chiuse al pubblico se non in orari ristretti, ai palazzi nobiliari con portali in travertino che nascondono cortili interni raramente visibili dalla strada. È una densità di stratificazione storica che rende ogni passeggiata nel rione un esercizio quasi archeologico, in cui basta alzare lo sguardo dalle vetrine dei negozi per notare stemmi araldici, iscrizioni latine consunte dal tempo e finestre murate che testimoniano rifacimenti successivi. Altroquando, con la sua insegna moderna incastonata in una facciata di questo tipo, è essa stessa un piccolo esempio di come il rione Parione continui a rinnovarsi senza rinnegare la propria fisionomia storica.

Una cosa che non ti dice nessuno su Altroquando

Quello che raramente viene raccontato è che Altroquando non organizza gli scaffali di narrativa in ordine alfabetico per autore, come fa la quasi totalità delle librerie italiane, ma per casa editrice. È una scelta editoriale precisa, che riflette l’idea di fondo del locale: non un catalogo neutro da consultare rapidamente, ma un percorso da scoprire, in cui il criterio organizzativo stesso invita a curiosare invece che a cercare un titolo preciso già in mente. Chi entra abituato alla logica alfabetica delle grandi catene resta spesso spiazzato nei primi minuti, e proprio questo spiazzamento è, secondo chi gestisce la libreria, parte dell’esperienza che si vuole offrire.

Un secondo aspetto poco noto riguarda la convivenza fra libreria e pub sullo stesso indirizzo. Molti visitatori che si affacciano di sera sulle vetrine di via del Governo Vecchio credono di trovarsi davanti a un semplice locale notturno con qualche libro in vetrina, senza rendersi conto che sopra le loro teste, al piano terra, c’è una libreria specializzata a tutti gli effetti, con un catalogo curato e un’identità editoriale precisa. Il rapporto è invertito rispetto a quanto ci si aspetterebbe: non è il pub ad affiancare la libreria come attrazione accessoria, ma la libreria a mantenere, fin dal nome dello spazio sotterraneo, un legame concettuale stretto con l’identità letteraria del luogo, tanto che il nome del pub, Anderquando, è costruito apposta come eco fonetica e concettuale del nome della libreria soprastante.

Un terzo dettaglio poco raccontato riguarda la stagionalità silenziosa della programmazione culturale. Mentre le grandi librerie di catena concentrano gli eventi principali nei mesi autunnali, in coincidenza con l’uscita delle novità editoriali più attese, Altroquando mantiene un calendario più distribuito lungo l’intero anno, con appuntamenti anche nei mesi tradizionalmente più morti per l’editoria, come parte di una strategia che punta a mantenere viva l’affluenza al locale indipendentemente dal calendario dei grandi lanci editoriali. È un approccio tipico delle librerie indipendenti di piccole dimensioni, che non potendo competere sul numero di copie vendute puntano invece sulla continuità della relazione con il proprio pubblico.

Il consiglio che ti do per visitare Altroquando

Il consiglio più utile è arrivare in un orario che permetta di vivere entrambe le anime del locale, non soltanto una delle due. Nel primo pomeriggio la libreria è più tranquilla, con meno viavai, ed è il momento migliore per sfogliare con calma la sezione fumetto e quella cinema, curate da Overlook, senza la ressa che si crea nelle ore serali quando il pub sotterraneo comincia a riempirsi. Chi ha davvero interesse per le locandine da collezione e i materiali cinematografici rari farebbe bene a dedicare del tempo proprio a quella sezione, spesso trascurata da chi entra distrattamente attirato dalle vetrine.

La sera, invece, è il momento per scendere ad Anderquando e capire perché il pub sia diventato negli anni un punto di riferimento della zona: una birra artigianale, un tagliere e, se il calendario lo prevede, una presentazione di libro o un piccolo concerto trasformano la visita in qualcosa di più di un semplice acquisto. Per chi vuole ottimizzare la visita, conviene controllare in anticipo il calendario eventi sul sito ufficiale o sui canali social della libreria prima di organizzare la serata, perché la programmazione cambia di continuo e alcuni appuntamenti, come le presentazioni con più ospiti o le serate musicali, riempiono lo spazio rapidamente. Un ultimo avvertimento pratico: la libreria, priva ormai della porta d’ingresso, resta molto esposta al passaggio pedonale di via del Governo Vecchio, quindi chi cerca un momento di lettura silenziosa farà meglio a scegliere le ore meno affollate della giornata, lontano dal tardo pomeriggio e dalla sera.

Vale la pena aggiungere un ultimo consiglio pratico, spesso trascurato da chi organizza una visita rapida al centro storico: combinare la tappa ad Altroquando con una passeggiata più ampia nel rione Parione, magari partendo da piazza Navona, passando per piazza di Pasquino e chiudendo il percorso proprio davanti alla libreria, prima di scendere ad Anderquando per la sosta serale. In questo modo la visita smette di essere un semplice punto sulla mappa e diventa parte di un itinerario coerente, che unisce monumenti, storia minore del rione e la sosta culturale rappresentata dalla libreria, restituendo un’immagine più completa di questa parte di Roma rispetto alla sola fotografia scattata di fretta davanti alle fontane di piazza Navona.

Eventi, presentazioni e vita culturale ad Altroquando

La programmazione culturale è probabilmente l’elemento che distingue di più Altroquando dalla maggior parte delle librerie romane di dimensioni simili. Il calendario, aggiornato sul sito ufficiale e sui profili social del locale, alterna presentazioni di narrativa e saggistica, incontri legati al cinema e al fumetto, reading, piccoli concerti acustici e serate a tema, spesso ospitati proprio nello spazio del pub Anderquando al piano interrato, che funge da sala eventi informale oltre che da locale di mescita. Fra gli appuntamenti che negli ultimi anni hanno animato il calendario figurano presentazioni di narrativa italiana contemporanea, incontri dedicati al cinema di genere e all’horror con la partecipazione di critici e autori specializzati, e serate ibride che mescolano letture, stand-up comedy e musica dal vivo.

Il portale culturale Artribune, che segue con regolarità l’attività della libreria, ne segnala periodicamente mostre fotografiche, esposizioni legate al graphic journalism e all’animazione, oltre a presentazioni di libri d’arte e cataloghi. È un profilo di programmazione che colloca Altroquando più vicino a un piccolo centro culturale indipendente che a una libreria tradizionale, e che spiega perché la libreria compaia spesso nelle rassegne stampa dedicate alla vita culturale del centro storico di Roma, accanto a realtà come il vicino Museo di Roma in Trastevere per le mostre fotografiche o come la fiera Romics per quanto riguarda il fumetto e l’animazione.

Le collaborazioni con case editrici e testate specializzate

Un aspetto rilevante della programmazione culturale di Altroquando è la rete di collaborazioni con case editrici indipendenti, riviste di settore e testate online specializzate in cinema, fumetto e narrativa di genere. Non è raro che una presentazione nasca dall’iniziativa di una piccola casa editrice che sceglie proprio lo spazio del pub Anderquando come cornice per il lancio di un titolo, preferendolo a una sala conferenze più formale e impersonale. Questa rete di relazioni, costruita nel corso di oltre vent’anni di attività, è probabilmente uno dei motivi per cui la libreria continua a comparire con regolarità nei calendari eventi delle riviste culturali romane, e uno dei fattori che ne hanno consolidato la reputazione come spazio di riferimento per l’editoria indipendente della capitale.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che il centro storico di Roma sia stato, nei secoli, la sede naturale del commercio librario cittadino lo sanno tutti quelli che frequentano piazza Navona e i vicoli circostanti: qui, fra Cinquecento e Ottocento, si concentravano stampatori, editori e librai al servizio della curia romana e delle grandi famiglie nobiliari, in un’area che comprendeva anche l’antica via dei Librai vicino a Campo de’ Fiori. Quello che si tende invece a dimenticare è quanto questa vocazione commerciale al libro sia sopravvissuta, pur trasformandosi profondamente, fino ai giorni nostri: il rione Parione e le zone limitrofe hanno continuato a ospitare, nel corso del Novecento, una fitta rete di librerie indipendenti, molte delle quali chiuse negli ultimi decenni sotto la pressione degli affitti crescenti e della concorrenza delle grandi catene e del commercio online.

Altroquando, aperta agli inizi degli anni duemila, si inserisce proprio nella fase più difficile di questa storia, quella in cui molte librerie storiche del centro hanno dovuto chiudere o trasferirsi verso quartieri con canoni di locazione più sostenibili. La scelta di restare in via del Governo Vecchio, in una delle strade più turistiche del rione Parione, e di farlo puntando su una specializzazione precisa, fumetto e cinema, invece che su un catalogo generalista, è parte della stessa strategia che ha permesso ad altre poche librerie indipendenti romane di resistere: offrire qualcosa che le grandi catene di libri non replicano facilmente, un catalogo pensato con cura e uno spazio fisico che funziona anche come luogo di incontro, non soltanto come punto vendita.

Un ultimo elemento poco citato riguarda il rapporto fra le librerie indipendenti del centro storico e il turismo internazionale. Molti visitatori stranieri che percorrono via del Governo Vecchio per lo shopping vintage non sanno che la strada ospita, fra gli altri esercizi, anche una libreria specializzata capace di reggere il confronto, per profondità di catalogo cinematografico, con negozi analoghi di città come Parigi o Londra, storicamente più ricche di librerie tematiche di questo tipo. È un elemento che rovescia parzialmente il luogo comune secondo cui Roma sarebbe una città povera di librerie specializzate rispetto ad altre capitali europee: nel piccolo perimetro del rione Parione, la presenza di un’insegna come Altroquando dimostra che la tradizione libraria romana, per quanto ridimensionata nei numeri complessivi rispetto al passato, conserva ancora punti di eccellenza riconosciuti anche fuori dai confini nazionali.

La foto giusta da fare a Altroquando

La fotografia che restituisce meglio il carattere di questo posto non è l’interno della libreria, spesso stretto e poco fotogenico per via della profondità degli spazi, ma la vetrina su via del Governo Vecchio nelle ore serali, quando le luci interne si accendono e le locandine cinematografiche esposte da Overlook si stagliano contro il buio della strada, mentre i passanti rallentano il passo incuriositi. È un’inquadratura che racconta insieme la libreria e il quartiere, perché nella stessa immagine entrano la facciata bassa e irregolare tipica dell’edilizia del rione Parione e l’insegna che segnala, quasi in controtendenza rispetto alla strada sempre più orientata al fashion vintage, la persistenza di un presidio culturale indipendente.

Tecnicamente conviene scattare al tramonto o nella prima ora di buio, quando l’illuminazione interna della libreria bilancia la luce ambiente della strada senza creare eccessivi controluce sulle vetrine. Una focale normale, sui trentacinque o cinquanta millimetri equivalenti, restituisce le proporzioni della strada senza deformare le facciate, particolarmente strette in questo tratto di via del Governo Vecchio. Una seconda immagine da non perdere, per chi visita di sera, è lo scalino che scende verso Anderquando: l’insegna del pub, il passaggio verso il piano interrato e il contrasto fra la luce calda del locale e il buio della scala raccontano bene il rapporto fra i due livelli del locale, quello della libreria sopra e quello conviviale sotto.

Un’insegna nel tessuto del rione

Vale la pena chiudere questa parentesi tornando al contesto urbano in cui la libreria è cresciuta. Negli stessi anni in cui Altroquando apriva i battenti, via del Governo Vecchio stava vivendo una prima ondata di rinnovamento commerciale, con l’arrivo dei primi negozi di abbigliamento vintage che avrebbero poi reso la strada celebre a livello internazionale. La libreria si è quindi trovata, fin dai primi anni di attività, a condividere la strada con un tipo di commercio molto diverso dal proprio, orientato alla moda e al turismo più che alla cultura, senza però mai snaturare la propria proposta per adeguarsi a quella tendenza. È una scelta di coerenza che, con il senno di poi, ha contribuito a distinguere la libreria dal resto dell’offerta commerciale della via, rendendola un punto di riferimento riconoscibile proprio perché diverso da tutto ciò che la circonda.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il primo avvenimento rilevante è la nascita stessa della libreria, all’inizio degli anni duemila, per iniziativa di Alessandro Alessandroni: un’apertura che si colloca in un periodo di trasformazione profonda del commercio librario romano, segnato dalla crescita delle grandi catene e dalla contrazione progressiva delle librerie di vicinato indipendenti. Scegliere di aprire proprio allora, e proprio con una specializzazione precisa su fumetto e cinema, ha rappresentato una scommessa che nel tempo si è rivelata vincente, come dimostra la sopravvivenza della libreria a distanza di oltre vent’anni.

Il secondo avvenimento è la nascita del marchio Overlook, dedicato al cinema, che ha permesso alla libreria di ritagliarsi una nicchia riconoscibile all’interno del panorama librario romano, tanto da essere descritta da guide istituzionali come Turismo Roma essenzialmente come libreria del cinema. Il terzo è l’apertura del pub Anderquando al piano interrato, che ha trasformato Altroquando da semplice punto vendita a spazio ibrido, capace di attrarre pubblico anche nelle ore serali e di ospitare una programmazione culturale continuativa fatta di presentazioni, mostre e concerti.

Il quarto avvenimento, meno documentato ma raccontato da chi gestisce la libreria, riguarda la scelta di rimuovere la porta d’ingresso, un gesto apparentemente piccolo che segna però un cambiamento nel modo in cui la libreria si relaziona alla strada: da spazio protetto da una soglia fisica a spazio aperto e permeabile al flusso crescente di turisti che attraversano via del Governo Vecchio. Il quinto, infine, è la chiusura della seconda sede della libreria, dedicata a street art e tatuaggio, e la conseguente scelta di concentrare l’attività nella sede storica, investendo sulla programmazione culturale più che sull’espansione fisica: una traiettoria che riflette le difficoltà, ma anche le strategie di adattamento, di molte librerie indipendenti del centro storico di Roma negli ultimi vent’anni.

Un sesto avvenimento, di ordine più ampio, riguarda la crescita del quartiere come meta turistica internazionale, un fenomeno che ha investito via del Governo Vecchio a partire dagli anni duemila e che ha finito per condizionare, nel bene e nel male, anche il modo in cui la libreria si presenta oggi al pubblico. L’aumento dei visitatori stranieri ha portato più occhi sulle vetrine della libreria, ma ha anche accentuato la pressione sugli affitti commerciali della zona, un fenomeno che negli ultimi due decenni ha determinato la chiusura di numerose attività storiche del rione Parione, comprese diverse librerie indipendenti che non hanno retto il confronto con l’aumento dei canoni di locazione. Che Altroquando sia sopravvissuta a questa fase di trasformazione, mantenendo intatta la propria identità, è di per sé uno degli avvenimenti più significativi della sua storia recente.

Chi è passato da Altroquando

Per la sua natura di libreria specializzata in fumetto, cinema e illustrazione, Altroquando ha ospitato nel corso degli anni un numero consistente di autori, sceneggiatori, critici cinematografici e disegnatori, invitati a presentare i propri lavori nello spazio del pub Anderquando o negli eventi organizzati insieme a case editrici e riviste specializzate. Fra gli appuntamenti più recenti figurano presentazioni legate al cinema di genere e all’horror, con la partecipazione di autori e critici del settore, in collaborazione con testate specializzate come Bookciak Magazine e Horror Italia 24, e incontri con narratori italiani contemporanei invitati a presentare i propri romanzi in un contesto informale, lontano dalle grandi sale conferenze delle case editrici maggiori.

La libreria è inoltre un punto di riferimento per gli appassionati di librotrekking e di reading itineranti, format che uniscono la presentazione di un libro a un percorso a piedi nel quartiere, spesso organizzati in collaborazione con guide e accompagnatori turistici. Il pubblico che frequenta gli eventi di Altroquando è composito quanto il catalogo della libreria: appassionati di fumetto e di cinema di nicchia, lettori di narrativa indipendente, collezionisti di locandine e memorabilia cinematografici attirati dal marchio Overlook, oltre naturalmente ai residenti storici del rione Parione, che nel locale riconoscono uno degli ultimi presidi culturali indipendenti di una strada sempre più orientata al commercio turistico.

Un discorso a parte merita il pubblico ricorrente, quello che frequenta la libreria non per un singolo evento ma con continuità nel corso degli anni: sono soprattutto residenti del rione Parione e delle zone limitrofe, lavoratori del settore culturale ed editoriale romano, e una quota crescente di studenti universitari attratti dalla programmazione di reading e presentazioni informali. È un pubblico meno visibile rispetto ai turisti che affollano le vetrine durante il giorno, ma è quello che, secondo chi gestisce la libreria, ne garantisce la continuità economica nei mesi meno turistici dell’anno, quando il flusso di visitatori occasionali si riduce sensibilmente rispetto all’alta stagione.

Cosa c’è intorno ad Altroquando

La posizione nel rione Parione mette Altroquando al centro di una delle aree più dense di attrazioni di tutta Roma. A pochi passi, in direzione est, si apre Piazza Navona, con le sue fontane barocche e i resti sotterranei dello Stadio di Domiziano. Proseguendo verso il Pantheon si attraversano alcuni dei vicoli più caratteristici del centro storico, fino a raggiungere il Pantheon, uno dei monumenti meglio conservati dell’antichità romana. In direzione sud, oltre corso Vittorio Emanuele II, si trova Campo de’ Fiori, con il suo mercato mattutino e la vita serale che anima la piazza fino a tarda notte.

Verso nord, seguendo via del Corso, si raggiungono via del Corso e, più oltre, piazza di Spagna, cuore dello shopping romano. Per chi ama la fotografia e i musei tematici, vale la pena includere nell’itinerario il Museo di Roma in Trastevere, raggiungibile attraversando il Tevere su uno dei ponti pedonali della zona. Gli appassionati di fumetto, infine, trovano un naturale completamento della visita ad Altroquando nella fiera Romics, l’appuntamento romano dedicato al fumetto e all’animazione che ogni anno richiama appassionati da tutta Italia.

Un itinerario a piedi nel rione Parione

Chi ha una mezza giornata a disposizione può costruire attorno ad Altroquando un itinerario a piedi che copre buona parte del rione Parione senza mai allontanarsi troppo dal punto di partenza. Si può cominciare da piazza Navona, dedicando tempo alle fontane e, per chi è interessato all’archeologia, ai resti sotterranei dello Stadio di Domiziano visitabili sotto la piazza; proseguire verso piazza di Pasquino per la statua parlante e le sue pasquinate storiche; scendere quindi lungo via del Governo Vecchio, fermandosi ad Altroquando e, se l’orario lo consente, nei negozi vintage che punteggiano la strada; chiudere infine verso corso Vittorio Emanuele II, in direzione di Campo de’ Fiori o, in alternativa, verso il Pantheon. È un percorso che in poco più di due ore restituisce un buon assaggio della stratificazione storica e culturale di questa parte del centro, con la libreria come tappa centrale e non semplicemente accessoria.

Quando andare e come vivere al meglio Altroquando

Non esiste una stagione sbagliata per visitare Altroquando: essendo un locale al chiuso, la sua fruizione non dipende dal meteo come accade per molte mete romane all’aperto. Detto questo, chi visita Roma in primavera o in autunno trova un centro storico meno affollato e una passeggiata fra piazza Navona e via del Governo Vecchio più piacevole, senza la calura e la ressa turistica dell’alta estate. Nei mesi estivi, complice il turismo di massa che investe piazza Navona e i vicoli limitrofi, conviene organizzare la visita nelle prime ore del mattino o, al contrario, nella tarda serata, quando il grosso dei visitatori giornalieri ha lasciato il centro.

Per chi si affida al calendario eventi, gli appuntamenti serali si concentrano soprattutto nei mesi da settembre a giugno, in linea con la stagione culturale della città, mentre in piena estate la programmazione tende a diradarsi. Orari, calendario eventi e disponibilità vanno sempre verificati sul sito ufficiale o sui canali social della libreria prima di organizzare la visita, perché possono cambiare di stagione in stagione e non vanno dati per acquisiti a distanza di tempo.

La settimana tipo di Altroquando

Sebbene gli orari precisi vadano sempre verificati sui canali ufficiali, il ritmo settimanale che emerge dalle informazioni disponibili vede la libreria aperta con continuità dal mattino fino a sera per gran parte della settimana, con un’apertura leggermente ridotta all’inizio della settimana rispetto ai giorni centrali, quando la programmazione di eventi tende a intensificarsi. È un modello comune a molte librerie indipendenti con annesso locale serale: gli orari diurni seguono la logica del commercio al dettaglio, mentre la fascia serale, soprattutto dal giovedì al sabato, risponde invece alla logica degli eventi e della socialità, con un pubblico che cambia sensibilmente rispetto a quello diurno.

Altroquando con i bambini e in famiglia

La sezione dedicata ai libri per bambini e ai pop-up rende Altroquando una tappa interessante anche per le famiglie, soprattutto nelle ore diurne, quando la libreria è più tranquilla e lontana dall’atmosfera da pub che caratterizza le ore serali. Il piano interrato, con il bancone e i tavoli di Anderquando, è invece pensato per un pubblico adulto, e le serate con musica dal vivo o eventi affollati non sono l’ambiente più indicato per una visita con bambini piccoli.

Accessibilità

Lo spazio della libreria, sviluppato su un unico livello al piano terra, è generalmente percorribile senza grandi difficoltà, mentre l’accesso al pub Anderquando, situato al piano interrato, avviene tramite una scala interna che può rappresentare un ostacolo per chi ha difficoltà motorie. Data la conformazione stretta e irregolare degli spazi, tipica dell’edilizia storica del rione Parione, chi ha esigenze specifiche di accessibilità fa bene a contattare in anticipo la libreria per verificare le condizioni di accesso più aggiornate.

Domande veloci su Altroquando

Dove si trova esattamente Altroquando?

In via del Governo Vecchio 80, nel rione Parione, a pochi minuti a piedi da piazza Navona, nel centro storico di Roma.

Che cosa vende Altroquando?

Libri di narrativa, fumetto, illustrazione, libri per bambini e pop-up, fotografia e gastronomia, oltre a libri di cinema, locandine originali e memorabilia proposti sotto il marchio Overlook.

Che cos’è Anderquando?

È il pub artigianale che si trova al piano interrato della libreria, specializzato in birre indipendenti e affiancato da vino, cocktail, panini e taglieri, oltre a ospitare presentazioni ed eventi.

Da quando esiste Altroquando?

La libreria è stata aperta agli inizi degli anni duemila da Alessandro Alessandroni, come raccontato in un’intervista del 2017 al portale Oblique dedicato alle librerie indipendenti italiane.

Perché si chiama Altroquando?

Il nome unisce il richiamo a un racconto di fantascienza di Robert Heinlein e la suggestione del fumetto Dylan Dog, entrambi legati all’idea di una soglia fra il reale e l’altrove.

Come si raggiunge Altroquando dalla metro?

Le fermate più comode sono Spagna, Barberini e Cavour, sulla linea A, da cui si raggiunge via del Governo Vecchio con una passeggiata di quindici o venti minuti attraverso il centro storico.

Si può parcheggiare vicino ad Altroquando?

La zona rientra nella ZTL del centro storico, attiva nelle fasce diurne dei giorni feriali: conviene lasciare l’auto in un parcheggio fuori dal perimetro e proseguire a piedi o con i mezzi pubblici.

Altroquando organizza eventi e presentazioni di libri?

Sì, il calendario comprende presentazioni di narrativa e saggistica, incontri legati al cinema e al fumetto, reading, mostre e piccoli concerti, in gran parte ospitati nello spazio del pub Anderquando.

Altroquando è adatta a una visita con bambini?

Le ore diurne, quando prevale l’attività di libreria, si prestano a una visita in famiglia grazie alla sezione dedicata ai libri per bambini; le ore serali, più orientate al pub, sono pensate soprattutto per un pubblico adulto.

Che cos’è il marchio Overlook?

È il marchio interno alla libreria dedicato al cinema, che raccoglie libri, locandine originali e da collezione, dvd, blu-ray e memorabilia legati al mondo del cinema.

Altroquando è lontana da piazza Navona?

No, la libreria si trova a pochi minuti a piedi da piazza Navona, all’interno dello stesso rione Parione, in una delle strade più caratteristiche del centro storico.

Quali sono i monumenti principali vicino ad Altroquando?

Piazza Navona, il Pantheon e Campo de’ Fiori si trovano tutti entro pochi minuti a piedi, così come via del Corso e piazza di Spagna proseguendo verso nord.

Esiste una specializzazione sul fumetto ad Altroquando?

Sì, il fumetto è uno dei filoni storici del catalogo, coerente con il nome stesso della libreria, ispirato anche al fumetto Dylan Dog, e trova un naturale completamento nell’appuntamento annuale della fiera Romics.

Perché gli scaffali di narrativa non sono in ordine alfabetico?

È una scelta editoriale della libreria, che organizza la narrativa per casa editrice anziché per autore, in linea con l’idea di un catalogo pensato per essere esplorato più che consultato rapidamente.

Altroquando ha avuto altre sedi a Roma?

Sì, la libreria ha avuto in passato una seconda sede, con settori dedicati a street art, tatuaggio e libri particolari, poi chiusa, con la scelta di concentrare l’attività nella sede storica di via del Governo Vecchio.

Chi ha fondato Altroquando?

La libreria è legata fin dall’apertura, agli inizi degli anni duemila, ad Alessandro Alessandroni, che ne racconta la nascita e l’evoluzione in un’intervista del 2017 rilasciata al portale Oblique.

Che cos’è il rione Parione?

È uno dei ventidue rioni storici di Roma, che comprende piazza Navona e un fitto reticolo di vicoli rinascimentali fra corso Vittorio Emanuele II e il Tevere, di cui via del Governo Vecchio è una delle arterie principali.

Da dove prende il nome via del Governo Vecchio?

Da Palazzo Nardini, che per secoli fu sede del governatore di Roma prima che le funzioni amministrative si spostassero altrove, lasciando alla strada il nome che porta ancora oggi.

Altroquando è collegata a Piazza di Pasquino?

Non direttamente, ma la libreria si trova a poche decine di metri dalla celebre statua parlante, all’interno dello stesso rione Parione storicamente legato alla parola scritta e alla satira.

A nostro giudizio Altroquando, in questa parte del rione Parione, resta uno degli indirizzi più interessanti del centro storico di Roma per chi cerca qualcosa di diverso dalla libreria generalista o dal locale puramente turistico. La combinazione fra catalogo specializzato, marchio cinematografico proprio e pub sotterraneo con programmazione culturale continua è rara da trovare in uno spazio così piccolo, ed è il motivo per cui, a più di vent’anni dall’apertura, la libreria continua a comparire nelle guide cittadine e nei racconti di chi vive o visita regolarmente via del Governo Vecchio. Chi si accontenta di una foto veloce alle vetrine ne coglierà solo la superficie; chi si ferma a curiosare fra gli scaffali, e magari scende ad Anderquando la sera, capirà perché il nome scelto vent’anni fa, con il suo richiamo alla soglia fra mondi diversi, sia ancora oggi calzante.

Domande frequenti su Altroquando

Dove si trova esattamente Altroquando?

Altroquando si trova in via del Governo Vecchio 80, nel rione Parione, a pochi minuti a piedi da piazza Navona, nel centro storico di Roma. La strada corre parallela a corso Vittorio Emanuele II, collegando idealmente piazza Navona a Castel Sant'Angelo, in uno dei tratti urbani meglio conservati della Roma rinascimentale e barocca.

Che cosa vende Altroquando?

Altroquando vende libri di narrativa, fumetto, illustrazione, libri per bambini e pop-up, fotografia e gastronomia, oltre a libri di cinema, locandine originali e memorabilia proposti sotto il marchio Overlook. Il piano terra ospita gli scaffali, organizzati per genere e, nel caso della narrativa, per casa editrice anziché per ordine alfabetico.

Cos'è Anderquando?

Anderquando è il pub artigianale che occupa gli spazi sotterranei di Altroquando, e che insieme alla libreria compone le due anime del locale. È lo spazio dove nelle ore serali si concentrano presentazioni, reading, piccoli concerti acustici e serate a tema, mentre nel primo pomeriggio la libreria sopra resta più tranquilla.

Perché si chiama Altroquando?

Il nome Altroquando nasce dall'unione di due riferimenti dichiarati dai gestori in più interviste: un celebre racconto di fantascienza di Robert Heinlein e la suggestione del fumetto Dylan Dog, l'Indagatore dell'Incubo creato da Tiziano Sclavi, in cui ricorre il concetto di soglia fra mondi diversi, fra il reale e l'altrove.

Come sono organizzati gli scaffali di narrativa di Altroquando?

Gli scaffali di narrativa di Altroquando non seguono l'ordine alfabetico per autore, come fa la quasi totalità delle librerie italiane, ma sono organizzati per casa editrice. È una scelta editoriale precisa, che riflette l'idea di fondo del locale: non un catalogo neutro da consultare rapidamente, ma un percorso da scoprire curiosando fra gli scaffali.

Che eventi organizza Altroquando?

Altroquando organizza una programmazione culturale fitta, aggiornata sul sito ufficiale e sui profili social del locale, che alterna presentazioni di narrativa e saggistica, incontri legati al cinema e al fumetto, reading, piccoli concerti acustici e serate a tema, spesso ospitati nello spazio del pub Anderquando al piano sotterraneo.

Quando conviene visitare Altroquando?

Non esiste una stagione sbagliata per visitare Altroquando, essendo un locale al chiuso la cui fruizione non dipende dal meteo come per molte mete romane all'aperto. Chi visita Roma in primavera o in autunno trova comunque un centro storico meno affollato e una passeggiata fra piazza Navona e via del Governo Vecchio più piacevole.

Articolo scritto dalla redazione di TourLeaderPro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P. Per una passeggiata culturale nel centro storico di Roma, con accompagnatore turistico abilitato, si parte dalla pagina contatti di TourLeaderPro; i tour operator che costruiscono itinerari letterari e culturali nel rione Parione trovano invece il servizio di consulenza nella sezione dedicata ai tour operator.

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