Sensing the Future al MAXXI — dal 25 novembre 2026 al 31 gennaio 2027
Sensing the Future, la mostra a cura di Gabriele Simongini che mette a confronto i capolavori del Futurismo con opere nuove di artisti italiani di oggi, è aperta al MAXXI dal 25 novembre 2026 al 31 gennaio 2027, negli spazi di extra MAXXI. Il museo si trova in via Guido Reni 4a, nel quartiere Flaminio (00196 Roma), ed è aperto da martedì a domenica dalle 11 alle 19, chiuso il lunedì; la biglietteria chiude un'ora prima del museo. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini, oppure con gli autobus 53, 910, 168 e 982 che servono il vicino Auditorium; su via Guido Reni c'è una fermata che porta il nome del museo. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del MAXXI, e i biglietti si comprano alla cassa o online dal sito ufficiale della sede.
Il titolo dice già tutto: sentire il futuro. La mostra prende i futuristi alla lettera e li porta nel tempo che avevano immaginato, cioè il nostro. Velocità e simultaneità, le due parole chiave del movimento, sono oggi l'aria che respiriamo ogni giorno, nel bene e nel male. Vedere un quadro di Balla o di Crali accanto a un'opera costruita con la tecnologia di oggi è il modo più diretto per capire quanto quei pittori avessero visto lontano, e anche dove si fossero sbagliati.
Sensing the Future al MAXXI: date, orari e indirizzo
Sensing the Future si visita al MAXXI da mercoledì 25 novembre 2026 a domenica 31 gennaio 2027, negli orari del museo: da martedì a domenica dalle 11 alle 19, con il lunedì di chiusura.
Le date da segnare
La mostra apre il 25 novembre e chiude il 31 gennaio: poco più di due mesi, che attraversano le feste di Natale. È una finestra breve, e chi rimanda a gennaio rischia di trovarla negli ultimi giorni, quando arrivano i ritardatari.
Gli orari
Il MAXXI è aperto dalle 11 alle 19 dal martedì alla domenica. La biglietteria resta aperta fino a un'ora prima della chiusura del museo: per entrare bisogna quindi arrivare entro le 18. Per i giorni festivi di fine anno conviene controllare il sito ufficiale del museo.
L'indirizzo
Il museo si trova in via Guido Reni 4a, 00196 Roma, nel Flaminio. La mostra è allestita negli spazi che il museo chiama extra MAXXI: all'ingresso il personale indica il percorso. La scheda del museo è MAXXI.
Biglietti e riduzioni
Il biglietto si acquista alla cassa oppure online dalla pagina della mostra sul sito ufficiale del MAXXI. Il museo pubblica un lungo elenco di riduzioni e gratuità: fra le prime, i giovani fra i 18 e i 25 anni e i gruppi di almeno 15 persone; fra le seconde, i minori di 18 anni, chi presenta un documento nel giorno del proprio compleanno, le persone con disabilità e i loro accompagnatori.
Che cosa si vede in Sensing the Future
Sensing the Future riunisce opere di Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Tullio Crali, Fortunato Depero, De Pistoris, Gerardo Dottori, Filippo Tommaso Marinetti e Růžena Zátková, accanto a opere nuove di Fabio Giampietro, Donato Piccolo e Quayola. L'obiettivo dichiarato dal museo è portare «i futuristi nel loro futuro», cioè oggi.
L'idea del curatore
Il testo di presentazione del MAXXI parte da un'osservazione semplice: in molti aspetti della vita quotidiana le idee dei futuristi sono diventate realtà ordinaria. Due in particolare, la velocità e la simultaneità, sono ormai punti di riferimento per chiunque. La mostra di Gabriele Simongini prende sul serio questa constatazione e la trasforma in un percorso: i futuristi come teorici e anticipatori del presente.
La frase di Boccioni
Il museo accompagna la mostra con una citazione da Pittura scultura futuriste, il libro pubblicato da Umberto Boccioni nel 1914, in cui il pittore scrive che l'opera dei futuristi «precorre di almeno cento anni la sensibilità artistica italiana». Da quel libro sono passati più di cento anni: la mostra verifica la scommessa.
I capolavori futuristi
La selezione storica comprende i nomi fondatori del movimento, Marinetti, Balla, Boccioni, e quelli del cosiddetto secondo futurismo, Depero, Dottori, Crali, insieme a figure meno note al grande pubblico come De Pistoris e Růžena Zátková. È una scelta che copre l'arco del movimento, dagli anni del manifesto a quelli dell'aeropittura.
Le opere nuove
Accanto ai futuristi, tre artisti italiani, Fabio Giampietro, Donato Piccolo e Quayola, presentano opere nuove che si ispirano alle teorie futuriste per immaginare il prossimo futuro. È la parte più rischiosa della mostra, e la più interessante: mettere un'opera di oggi accanto a un Balla significa accettare un confronto severo.
L'immagine della mostra
L'immagine scelta dal museo per presentare la mostra è Le forze della curva di Tullio Crali, un olio su tela del 1930, di 70 per 90 centimetri, indicato come proveniente da una collezione privata. È un quadro di aeropittura: la curva di un volo resa come una forza visibile.
Il Futurismo: la prima avanguardia italiana
Il Futurismo è il movimento artistico e culturale fondato da Filippo Tommaso Marinetti con il manifesto del 1909, considerato la prima avanguardia storica italiana del Novecento e una delle prime avanguardie europee.
Un movimento totale
I futuristi non si limitarono alla pittura. Esplorarono la scultura, la poesia, il teatro, la musica, l'architettura, la danza, la fotografia, il cinema e perfino la gastronomia. È questa ambizione di rifare tutto, dal quadro al modo di mangiare, che rende il movimento così vicino alla vita di oggi, in cui la tecnologia entra in ogni gesto quotidiano.
L'influenza fuori d'Italia
Il movimento ebbe influenza su correnti affini in altri paesi europei, in Russia, in Francia, negli Stati Uniti e in Asia. Fu uno dei primi casi in cui un'idea artistica nata in Italia viaggiò verso il resto del mondo invece di arrivarvi.
L'aeropittura
Negli anni successivi alla Prima guerra mondiale si afferma l'aeropittura, una declinazione pittorica del futurismo che esprime il mito della macchina e l'entusiasmo per il volo, il dinamismo e la velocità dell'aereo. Il manifesto dell'aeropittura, del 1929, porta fra le altre le firme di Marinetti, Balla, Depero e Dottori. Molte delle opere in mostra appartengono a questa stagione.
Gli artisti di Sensing the Future: le biografie
Gli artisti storici di Sensing the Future coprono tre generazioni del futurismo, da Marinetti, nato nel 1876, a Tullio Crali, nato nel 1910 e attivo fino al 2000.
Filippo Tommaso Marinetti
Nato ad Alessandria d'Egitto il 22 dicembre 1876 e morto a Bellagio il 2 dicembre 1944, Marinetti fu poeta, scrittore e drammaturgo. È ricordato soprattutto come fondatore del movimento, di cui espose il manifesto nel 1909. Senza di lui il futurismo non avrebbe avuto la sua forza organizzativa: fu il regista di un'avanguardia che si pensava come un esercito.
Giacomo Balla
Nato a Torino il 18 luglio 1871 e morto a Roma il 1° marzo 1958, Balla fu pittore, scultore, scenografo e autore di parole in libertà. Firmò con gli altri futuristi i manifesti del movimento. Nei suoi quadri rappresentò la luce, il movimento e la velocità, con un tono spesso ironico e leggero, lontano dal culto della violenza che caratterizzò altri futuristi. Visse a lungo a Roma, e la sua casa nel quartiere della Vittoria è oggi visitabile.
Umberto Boccioni
Nato a Reggio Calabria il 19 ottobre 1882 e morto a Verona il 17 agosto 1916, Boccioni fu pittore, scultore e scrittore. La sua ricerca sulla rappresentazione del movimento e sui rapporti fra oggetto e spazio ha influenzato profondamente la pittura e la scultura del Novecento. Visse poco più di trent'anni, ma le sue opere sono conservate in molti musei pubblici; nel 1988 il Metropolitan Museum di New York gli dedicò una grande retrospettiva di cento opere.
Fortunato Depero
Nato a Fondo il 30 marzo 1892 e morto a Rovereto il 29 novembre 1960, Depero fu pittore, scultore, designer, illustratore, scenografo e costumista. Firmò il manifesto dell'aeropittura ed è uno dei protagonisti del secondo futurismo. È forse il futurista più vicino alla grafica e al design di oggi.
Gerardo Dottori
Nato a Perugia l'11 novembre 1884 e morto nella stessa città il 13 giugno 1977, Dottori fu pittore futurista e firmatario del manifesto dell'aeropittura. Le sue vedute dall'alto trasformano il paesaggio umbro in una materia di curve e di luce.
Tullio Crali
Nato a Igalo, sulle Bocche di Cattaro, il 6 dicembre 1910, e morto a Milano il 5 agosto 2000, Crali fu autodidatta. Crebbe a Zara e poi a Gorizia, scoprì il futurismo a quindici anni e nel 1928 volò per la prima volta. Nel 1929 entrò in contatto con Marinetti e aderì al movimento, proprio nell'anno del manifesto dell'aeropittura. Nel 1932 espose a Parigi nella prima mostra degli aeropittori italiani; partecipò alle Quadriennali di Roma del 1935, 1939 e 1943 e alla Biennale di Venezia del 1940. Il suo quadro più noto, Incuneandosi nell'abitato, del 1939, mostra una picchiata dal punto di vista del pilota. Dopo la guerra restò fedele alla poetica futurista, vivendo a Torino, Parigi, al Cairo e infine a Milano.
Donato Piccolo
Nato a Roma nel 1976, Donato Piccolo è un artista che lavora con tecniche miste e che nella sua ricerca interroga la tecnologia delle macchine, dei computer e dell'intelligenza artificiale. Nel 2023 ha esposto con Luca Vitone al Museo di Roma a Palazzo Braschi nella mostra Landscape; nel 2014 ha realizzato una performance al MACRO; nel 2017 ha avuto una personale al centro giovani dell'Ermitage di San Pietroburgo, Thinking the Unthinkable.
Fabio Giampietro e Quayola
Gli altri due artisti contemporanei, Fabio Giampietro e Quayola, presentano opere nuove pensate per la mostra. Per conoscere il loro lavoro prima della visita, il punto di partenza sono i siti ufficiali degli artisti e la pagina della mostra sul sito del MAXXI.
Gabriele Simongini, il curatore
Sensing the Future è curata da Gabriele Simongini, che firma il progetto e l'idea di riportare i futuristi nel loro futuro.
Un progetto di confronto
Il taglio della mostra è quello del dialogo fra epoche: non una retrospettiva sul futurismo, ma un confronto fra le teorie del movimento e le ricerche di artisti di oggi. È un formato che richiede al visitatore un piccolo sforzo in più, e che ripaga chi lo fa.
Come leggere il percorso
Il suggerimento è di guardare prima i futuristi, cercando in ogni quadro la velocità e la simultaneità indicate dal curatore, e poi passare alle opere nuove chiedendosi se quelle due idee siano ancora vive o si siano trasformate in qualcosa d'altro.
Il MAXXI di Zaha Hadid, la sede di Sensing the Future
Il MAXXI è stato inaugurato nel 2010 ed è il primo museo nazionale italiano dedicato alle arti e all'architettura contemporanee, progettato da Zaha Hadid dopo il concorso internazionale del 1998. Portare i futuristi in questo edificio ha una logica evidente: un'architettura fatta di curve e di flussi è lo spazio che Balla e Crali avrebbero riconosciuto come proprio.
Da caserma a museo
Il museo nasce su un terreno militare. Nel 1997 il Ministero per i Beni Culturali ottiene dal Ministero della Difesa l'area della ex Caserma Montello, occupata da officine e padiglioni in disuso. Da quel momento un pezzo di città chiuso al pubblico viene destinato alla cultura.
Il concorso del 1998
Il concorso internazionale del 1998 chiede un museo per l'architettura e uno per le arti del XXI secolo, oltre a spazi per la sperimentazione, biblioteca, auditorium, spazi per lo spettacolo dal vivo e per la didattica. Arrivano 273 candidature. Vince Zaha Hadid, con un progetto scelto per la capacità di integrarsi nel tessuto urbano e di offrire alla città una sequenza di spazi pubblici.
La piazza e le opere sempre visibili
Il complesso occupa un'area di 29 mila metri quadrati e ha al centro una grande piazza intitolata ad Alighiero Boetti, dove sono esposte opere. Dentro il museo, tre installazioni restano sempre visibili, qualunque sia la mostra in corso: quelle di Anish Kapoor, Sol LeWitt e Maurizio Mochetti.
Le mostre della stagione
Nello stesso periodo il MAXXI ospita altre mostre, fra cui quella dedicata a Sophie Calle, aperta fino al 7 febbraio 2027. Con un solo biglietto e una giornata ben organizzata si possono vedere più mostre, ma due percorsi impegnativi di seguito sono molti: meglio scegliere.
Come arrivare al MAXXI per Sensing the Future
Il MAXXI si raggiunge dal centro con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini, oppure con gli autobus 910, 53, 168 e 982.
Metro A e tram 2
Dalla stazione Flaminio della metro A, in piazzale Flaminio, parte il tram 2, che ha il capolinea opposto a piazza Mancini e attraversa il quartiere del museo. Si scende alla fermata più vicina a via Guido Reni e si cammina verso il Tevere. È il percorso più semplice per chi arriva da Termini, da Spagna o dal Vaticano.
Gli autobus
Il 910 collega Termini a piazza Mancini ed è il più comodo per chi parte dalla stazione senza voler cambiare. Il 53 arriva da largo Chigi, a due passi da via del Corso. Il 168 collega largo Maresciallo Diaz con la stazione Tiburtina, il 982 viale XVII Olimpiade con la stazione Quattro Venti.
La fermata MAXXI
Su via Guido Reni c'è una fermata che porta il nome del museo, a circa 130 metri dall'ingresso, segnalata come accessibile alle sedie a rotelle. Le linee che vi fermano possono cambiare durante la stagione: meglio controllare prima di partire.
In auto e parcheggi
In auto si arriva da via Flaminia o dal Lungotevere. Il parcheggio nelle vie vicine è difficile nei giorni feriali e quasi impossibile nelle sere di concerto all'Auditorium o di partita allo Stadio Olimpico. L'Auditorium dispone di due parcheggi a pagamento, a raso e multipiano, con posti riservati alle persone con disabilità, a una decina di minuti a piedi dal museo.
A piedi dal Tevere
Il Ponte della Musica, pedonale e ciclabile, collega il Flaminio con il Lungotevere all'altezza del Foro Italico. Chi alloggia in Prati o nel quartiere Della Vittoria può arrivare a piedi attraversando il fiume: una passeggiata che prepara bene a una mostra sulla velocità, proprio perché lenta.
Il Flaminio intorno al MAXXI: cosa c'è vicino
Il MAXXI si trova nel Flaminio, fra via Flaminia, il Tevere e la collina dei Parioli: in pochi minuti a piedi si raggiungono l'Auditorium, il Ponte della Musica e Villa Glori.
L'Auditorium Parco della Musica
L'Auditorium Parco della Musica, progettato da Renzo Piano e intitolato a Ennio Morricone, è a circa dieci minuti a piedi. Nel foyer e nei giardini si trova un piccolo itinerario di arte contemporanea gratuito, con i neon di Maurizio Nannucci, alcuni Cellotex di Alberto Burri e due sculture di Keith Haring.
Villa Glori
Alle spalle dell'Auditorium sale la collina di Villa Glori, aperta nel 1924 come Parco della Rimembranza. Dal 1997 ospita installazioni di artisti contemporanei. Dopo una mostra al chiuso, è la naturale prosecuzione all'aperto, nelle giornate asciutte.
Valle Giulia e Villa Borghese
Più a sud, il tram 2 porta in pochi minuti a piazzale Flaminio e a Villa Borghese, dove si trovano la Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea e il Museo Etrusco di Villa Giulia. Per chi vuole altro futurismo dopo la mostra, la Galleria Nazionale è la destinazione più logica.
Casa Balla
Dall'altra parte del Tevere, in via Oslavia 39b, nel quartiere Della Vittoria, si trova Casa Balla, l'appartamento in cui Giacomo Balla visse dal 1929 con la moglie Elisa Marcucci e le figlie Luce ed Elica, trasformandolo in un'opera d'arte totale. Dichiarata di interesse culturale nel 2004 e restaurata, è stata aperta al pubblico nel 2021 con il supporto del MAXXI. Le visite sono su appuntamento, in periodi stabiliti: vale la pena controllare se coincidono con quelli della mostra.
Come organizzare la visita a Sensing the Future
Per Sensing the Future servono circa un'ora e mezza; con la piazza del museo, le opere permanenti e il trasporto dal centro, la visita occupa mezza giornata.
Il giorno e l'ora
Il MAXXI è chiuso il lunedì. Il martedì e il mercoledì sono i giorni più tranquilli; l'inizio del pomeriggio è l'ora migliore. Chi ha solo il fine settimana scelga la mattina, subito dopo l'apertura delle 11, e ricordi che la biglietteria chiude alle 18.
Servizi del museo
Il MAXXI offre guardaroba, servizi igienici anche per persone con disabilità, caffetteria, bar e ristorante, audioguide, visite guidate e laboratori. Il calendario degli appuntamenti è sul sito ufficiale del museo.
Visitare in gruppo
Per i gruppi questa mostra funziona bene, perché si presta al confronto: davanti a un quadro di Crali e a un'opera digitale di oggi ognuno ha una reazione diversa. Con i gruppi funziona una breve introduzione sul futurismo nella piazza, poi un'ora di visita libera e una discussione al bar. Per visite private e aziendali, Tour Leader Pro organizza percorsi su misura.
Accessibilità del MAXXI
Il MAXXI è indicato dal portale turistico di Roma Capitale come museo accessibile alle persone con disabilità, con servizi igienici dedicati; le persone con disabilità e i loro accompagnatori entrano gratuitamente secondo il sito del museo.
Muoversi nel museo
Per percorsi, ascensori e condizioni di accesso alle singole sale, il riferimento è il museo, al numero 06 3201954. Conviene chiamare prima della visita, soprattutto nei giorni di maggiore affluenza.
Gratuità ampie
Il sito del MAXXI elenca fra le gratuità le persone con disabilità e il loro accompagnatore, le persone nello spettro autistico, le persone sorde, le persone con disabilità cognitive e i loro caregiver, con la presentazione della Carta europea della disabilità o di una lettera dell'associazione o della struttura di riferimento.
Sensing the Future con i bambini
Sensing the Future è una delle mostre del MAXXI più adatte a ragazzi e bambini: i minori di 18 anni entrano gratis e i temi della velocità e della macchina parlano anche ai più giovani.
Con i più piccoli
Aerei in picchiata, curve, colori accesi: la pittura futurista è immediata, e un bambino la capisce senza spiegazioni. Chiedete di trovare in ogni quadro qualcosa che si muove; è un gioco che funziona.
Con gli adolescenti
Con i ragazzi più grandi la mostra diventa una domanda seria: i futuristi avevano immaginato un mondo veloce e connesso, ed eccolo. È migliore o peggiore di come lo pensavano? Il confronto con le opere di oggi aiuta a rispondere.
Dove mangiare vicino al MAXXI
Il MAXXI ha al suo interno caffetteria, bar e ristorante: per una visita a Sensing the Future è la soluzione più pratica.
Dentro il museo e all'Auditorium
Oltre ai servizi del museo, l'Auditorium Parco della Musica, a dieci minuti a piedi, ha bar e ristorante, circondati dal verde.
Flaminio, Parioli e Ponte Milvio
Il Flaminio è un quartiere residenziale, con locali pensati per chi vi abita e lavora: ottimi per un pranzo rapido. Per una cena, i Parioli e Ponte Milvio sono a pochi minuti di taxi.
Sensing the Future tra novembre e gennaio: il periodo dell'anno a Roma
Sensing the Future copre la stagione più raccolta dell'anno romano, dalla fine di novembre alla fine di gennaio, con le feste di Natale nel mezzo.
Fine novembre e dicembre
Le giornate si accorciano e la luce del pomeriggio sparisce presto: la piazza del museo va vista prima del tramonto. Nelle settimane delle feste i musei romani si riempiono di famiglie; chi può, visiti la mostra nelle prime settimane.
Gennaio
Dopo l'Epifania i musei tornano tranquilli, ma per Sensing the Future gennaio è anche l'ultimo mese. La chiusura è domenica 31 gennaio: l'ultimo fine settimana sarà affollato.
Una curiosità su Sensing the Future al MAXXI — dal 25 novembre 2026 al 31 gennaio 2027
L'immagine con cui il MAXXI presenta la mostra è Le forze della curva di Tullio Crali, dipinto nel 1930. Crali aveva allora vent'anni, aveva volato per la prima volta appena due anni prima, nel 1928, ed era entrato nel movimento futurista solo nel 1929, l'anno del manifesto dell'aeropittura. Il quadro scelto per raccontare il futuro, insomma, è opera di un ragazzo che aveva appena scoperto che cosa significa vedere il mondo dall'alto.
C'è un dettaglio che rende la scelta ancora più interessante. Crali era un pilota prima che un teorico: la sua pittura, nel corso degli anni Trenta, diventa sempre più realistica, perché vuole trasmettere allo spettatore l'esperienza concreta del volo. È esattamente ciò che fanno oggi molte opere costruite con la tecnologia digitale: portare chi guarda dentro un'esperienza, invece di mettergliela davanti.
E c'è una coincidenza cronologica. Crali è morto nel 2000, alla soglia del secolo che i futuristi avevano immaginato. La mostra lo mette accanto ad artisti che lavorano pienamente in quel secolo, e che in qualche modo rispondono alla sua domanda.
Una cosa che non ti dice nessuno su Sensing the Future al MAXXI — dal 25 novembre 2026 al 31 gennaio 2027
Il futurismo è spesso raccontato come un movimento milanese, legato a Marinetti e a Boccioni. Si dice meno che Roma ne fu una capitale. Giacomo Balla visse e lavorò a Roma per gran parte della sua vita, e vi morì nel 1958. Nel giugno del 1929 si trasferì con la moglie e le figlie in un appartamento al quarto piano di un grande palazzo in via Oslavia, nel quartiere Della Vittoria, e lo trasformò, stanza per stanza, in un'opera d'arte totale: pareti dipinte, porte, mobili, abiti, oggetti di uso quotidiano.
Le figlie Luce ed Elica, entrambe pittrici, vi abitarono fino alla morte, nel 1993 e nel 1994, e conservarono quasi tutto. Nel 2004 la casa fu dichiarata di interesse culturale; dopo un lungo restauro, nel 2021 è stata aperta al pubblico con il supporto logistico proprio del MAXXI e della Soprintendenza Speciale di Roma.
Ecco la cosa che pochi sanno: il museo che ospita Sensing the Future è lo stesso che ha contribuito ad aprire la casa romana del più importante futurista di Roma. Chi esce dalla mostra con la voglia di vedere il futurismo vissuto, e non solo esposto, ha a un paio di chilometri di distanza un'occasione rara, da prenotare con anticipo.
Il consiglio che ti do per visitare Sensing the Future al MAXXI — dal 25 novembre 2026 al 31 gennaio 2027
Il consiglio è di arrivare alla mostra con un'idea precisa in testa: le due parole del curatore, velocità e simultaneità. Davanti a ogni opera, storica o contemporanea, chiedetevi dove siano. In un quadro di aeropittura la velocità è evidente; la simultaneità, cioè la capacità di mostrare più momenti o più punti di vista insieme, richiede un secondo sguardo. Nelle opere di oggi il rapporto spesso si rovescia.
Poi fate il percorso due volte. La prima, di seguito, per farsi un'idea generale. La seconda, al contrario, partendo dalle opere contemporanee e tornando ai futuristi: è sorprendente quanto cambi la lettura di un quadro di Balla dopo aver visto un'opera costruita con una macchina.
Infine il tempo. Con gruppi ben preparati un'ora e mezza basta; da soli conviene prendersene due, e chiudere con un caffè sulla piazza del museo. Se il tempo è buono, una passeggiata sul Ponte della Musica aiuta a fissare le impressioni. Evitate l'ultimo fine settimana di gennaio: la mostra chiude domenica 31, e chi ha rimandato arriverà tutto insieme.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che il futurismo esaltasse la velocità lo sanno tutti. Meno ricordato è quanto fosse un movimento totale, capace di occuparsi di tutto: pittura, scultura, poesia, teatro, musica, architettura, danza, fotografia, cinema e perfino gastronomia. I futuristi non volevano solo dipingere il mondo moderno, volevano rifarlo, a partire dai gesti quotidiani.
Questo spiega perché una mostra come Sensing the Future ha senso proprio oggi. Le idee dei futuristi, osserva il museo, sono diventate realtà ordinaria: viviamo circondati da schermi che mostrano più cose insieme, da mezzi che accorciano le distanze, da una comunicazione istantanea. Il futurismo aveva immaginato la forma di questo mondo prima che la tecnologia lo rendesse possibile.
E c'è un altro fatto noto, e poco citato. Il futurismo non fu soltanto italiano: ebbe influenza su movimenti affini in Russia, in Francia, negli Stati Uniti e in Asia. Fu una delle prime volte in cui un'idea artistica nata in Italia partì verso il mondo invece di arrivarvi.
La foto giusta da fare a Sensing the Future al MAXXI — dal 25 novembre 2026 al 31 gennaio 2027
Le regole sulle fotografie in sala variano da mostra a mostra e vanno verificate all'ingresso. Dove sono consentite, la foto giusta non è quella del singolo quadro, che si trova meglio nei cataloghi, ma quella che mette nella stessa inquadratura un'opera futurista e un'opera di oggi: è l'immagine che racconta la mostra.
Fuori dalle sale, la foto da fare è quella dell'edificio di Zaha Hadid. Le curve del MAXXI, i volumi sospesi, le linee che si incrociano sopra la piazza sono in qualche modo la versione costruita di un'aeropittura. Il punto migliore è la piazza Alighiero Boetti, guardando verso l'ingresso.
A fine novembre e a dicembre il tramonto arriva presto. Una foto della piazza con le luci del museo accese, verso le cinque del pomeriggio, restituisce bene l'idea di un museo del futuro nel mezzo di un quartiere residenziale. È anche il momento giusto per uscire e cercare un tram prima dell'ora di punta.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo in cui si visita Sensing the Future comincia con un'area militare e arriva a un museo nazionale in poco più di un decennio.
1997: la cessione della caserma
Nel 1997 il Ministero per i Beni Culturali ottiene dal Ministero della Difesa l'area della ex Caserma Montello, occupata da officine e padiglioni ormai inutilizzati. È l'atto di nascita del museo.
1998: il concorso internazionale
L'anno successivo il concorso per il nuovo polo delle arti contemporanee raccoglie 273 candidature da tutto il mondo. Vince il progetto di Zaha Hadid, esteso su 29 mila metri quadrati intorno a una grande piazza aperta.
2010: l'inaugurazione
Nel 2010 il MAXXI apre al pubblico come primo museo nazionale italiano per le arti e l'architettura contemporanee. Da allora produce e ospita mostre di arte, architettura, design, fotografia e moda, rassegne di cinema, teatro e danza.
2021: Casa Balla
Nel 2021, con il supporto logistico del MAXXI e della Soprintendenza Speciale di Roma, apre al pubblico Casa Balla, in via Oslavia. Per il futurismo a Roma è una data importante: la casa del maestro, rimasta quasi intatta per decenni, diventa visitabile.
1924: il Parco della Rimembranza
A poche centinaia di metri dal museo, la collina di Villa Glori viene aperta nel 1924 come Parco della Rimembranza per i caduti della Prima guerra mondiale Pochi anni dopo, nel 1929, Giacomo Balla si sarebbe trasferito con la famiglia in via Oslavia, dall'altra parte del Tevere.
Chi è passato da Sensing the Future al MAXXI — dal 25 novembre 2026 al 31 gennaio 2027
Dal MAXXI sono passati prima di tutto gli architetti e gli artisti che lo hanno costruito e che lo abitano in modo permanente. Zaha Hadid ne ha firmato il progetto, vincendo il concorso del 1998. Anish Kapoor, Sol LeWitt e Maurizio Mochetti vi sono presenti con opere sempre visibili; la piazza porta il nome di Alighiero Boetti.
Con Sensing the Future passano da qui alcuni dei nomi più importanti dell'arte italiana del Novecento: Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del movimento; Giacomo Balla, che visse a Roma per gran parte della vita; Umberto Boccioni, morto a Verona nel 1916 a trentatré anni; Fortunato Depero, Gerardo Dottori e Tullio Crali, protagonisti dell'aeropittura. Accanto a loro, De Pistoris e Růžena Zátková, meno noti al grande pubblico.
E passano gli artisti di oggi: Fabio Giampietro, Donato Piccolo, romano, nato nel 1976, che ha già esposto al Museo di Roma a Palazzo Braschi e al MACRO, e Quayola. Il curatore Gabriele Simongini li ha chiamati a rispondere, con opere nuove, alla scommessa di Boccioni sui cento anni.
Nello stesso autunno il museo ospita la mostra di Sophie Calle, e nel quartiere passano ogni sera il pubblico dell'Auditorium e, nei giorni di partita, quello dello Stadio Olimpico. Il Flaminio è un quartiere in cui il contemporaneo si incontra ovunque, e in cui i futuristi, che amavano la folla e il movimento, si sarebbero trovati a proprio agio.
Domande frequenti su Sensing the Future al MAXXI
Quando si può vedere Sensing the Future al MAXXI?
Sensing the Future è aperta al MAXXI di Roma dal 25 novembre 2026 al 31 gennaio 2027, negli spazi di extra MAXXI. Il museo è aperto da martedì a domenica dalle 11 alle 19 e chiuso il lunedì; la biglietteria chiude un'ora prima del museo.
Dove si trova il MAXXI e come ci si arriva?
Il MAXXI si trova in via Guido Reni 4a, 00196 Roma, nel quartiere Flaminio. Dal centro si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 verso piazza Mancini, oppure con gli autobus 910, 53, 168 e 982.
Quali artisti ci sono nella mostra Sensing the Future?
Sensing the Future espone opere dei futuristi Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Tullio Crali, Fortunato Depero, De Pistoris, Gerardo Dottori, Filippo Tommaso Marinetti e Růžena Zátková, accanto a opere nuove di Fabio Giampietro, Donato Piccolo e Quayola. La mostra è curata da Gabriele Simongini.
Quanto costa il biglietto per Sensing the Future?
I prezzi del biglietto per Sensing the Future sono pubblicati sul sito ufficiale del MAXXI, dove il biglietto si compra anche online. Il museo prevede riduzioni, fra gli altri, per i giovani fra 18 e 25 anni e per i gruppi, e l'ingresso gratuito per i minori di 18 anni.
Quanto tempo serve per visitare Sensing the Future?
Per Sensing the Future al MAXXI conviene calcolare un'ora e mezza, due ore per chi legge con calma. Aggiungendo la piazza del museo, le installazioni permanenti e il trasporto dal centro, la visita occupa mezza giornata.
La mostra Sensing the Future è adatta ai bambini?
Sensing the Future è adatta anche ai bambini: la pittura futurista, con aerei, curve e colori, è immediata, e i minori di 18 anni entrano gratis al MAXXI. Con gli adolescenti il confronto fra futuristi e artisti di oggi apre discussioni interessanti.
Che cos'è l'aeropittura che si vede in mostra?
L'aeropittura, ben rappresentata in Sensing the Future, è una declinazione del futurismo che si afferma dopo la Prima guerra mondiale ed esprime l'entusiasmo per il volo e la velocità dell'aereo. Il manifesto del 1929 porta, fra le altre, le firme di Marinetti, Balla, Depero e Dottori.
Il consiglio finale su Sensing the Future
Nelle mostre sul futurismo il rischio è quasi sempre lo stesso: guardare i quadri come reperti di un'epoca lontana. Sensing the Future fa l'opposto, e per questo merita la visita. Andateci in un martedì pomeriggio di dicembre, con le parole velocità e simultaneità in testa, guardate prima Crali e poi le opere di oggi, e uscite sulla piazza del MAXXI mentre si accendono le luci. Vi accorgerete che il futuro dei futuristi è il posto in cui vivete.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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Fiumicino e Ciampino con auto prenotata e prezzo fisso.
