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Il trovatore al Teatro dell’Opera di Roma — dal 22 giugno al 1 luglio 2027

Il trovatore di Giuseppe Verdi va in scena al Teatro Costanzi, la sala principale del Teatro dell'Opera di Roma, in piazza Beniamino Gigli 7, dal 22 giugno al 1° luglio 2027, in una nuova produzione del teatro diretta da Nicola Luisotti con la regia di Daniele Menghini. Le recite sono sette: martedì 22 giugno alle 20 (la prima), mercoledì 23 e venerdì 25 alle 20, sabato 26 alle 18, domenica 27 alle 16.30, mercoledì 30 giugno e giovedì 1° luglio alle 20. Il teatro si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure con i bus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170). Il trovatore è nella fascia di prezzo più alta dei titoli d'opera della stagione: secondo il listino ufficiale, da 26 a 200 euro alla prima e da 22 a 160 euro alle repliche; i biglietti dei singoli spettacoli della stagione 2026/27 sono in vendita dall'8 ottobre 2026 alla biglietteria del teatro e sul circuito di prevendita autorizzato indicato sul sito ufficiale della sede.

Il trovatore al Costanzi in breve: date, orari e cast

Il trovatore è il titolo d'opera di fine giugno della stagione 2026/27 del Teatro Costanzi. È una nuova produzione del Teatro dell'Opera di Roma, cantata in italiano con sovratitoli in italiano e in inglese, con l'Orchestra e il Coro del teatro.

Il calendario delle recite

  • Martedì 22 giugno, ore 20: prima rappresentazione, turno A.
  • Mercoledì 23 giugno, ore 20: replica.
  • Venerdì 25 giugno, ore 20: turno B.
  • Sabato 26 giugno, ore 18: turno D.
  • Domenica 27 giugno, ore 16.30: turno E.
  • Mercoledì 30 giugno, ore 20: turno C.
  • Giovedì 1° luglio, ore 20: ultima recita.

La compagnia di canto

Il teatro annuncia due compagnie per i ruoli principali. Nelle sere del 22, 25, 27 e 30 giugno cantano Marina Rebeka come Leonora, Ekaterina Semenchuk come Azucena, Angelo Villari come Manrico e George Petean come il Conte di Luna. Il 23 e il 26 giugno e il 1° luglio Leonora è Vasilisa Berzhanskaya, Azucena è Valentina Pernozzoli, Manrico è Vittorio Grigolo. Ferrando è Riccardo Fassi in tutte le recite. Per il Conte di Luna delle sere del 23, 26 e 1° luglio la pagina dello spettacolo non indica ancora l'interprete.

La squadra artistica

Dirige Nicola Luisotti; la regia è di Daniele Menghini, con la drammaturgia di Mattia Palma. Le scene sono di Davide Signorini, i costumi di Nika Campisi, le luci di Gianni Bertoli, i movimenti coreografici di Marco Caudera. Il Coro del Teatro dell'Opera di Roma è preparato da Ciro Visco.

Il trovatore, l'opera che Verdi fece debuttare a Roma

Il trovatore è un'opera in quattro parti di Giuseppe Verdi su libretto di Salvadore Cammarano, tratto dal dramma spagnolo El Trovador di Antonio García Gutiérrez, rappresentata per la prima volta il 19 gennaio 1853 al Teatro Apollo di Roma. Con Rigoletto e La traviata forma la cosiddetta trilogia popolare.

Un libretto finito da un altro

L'idea di ricavare un'opera dal dramma di Gutiérrez fu di Verdi, che ne affidò la riduzione a Cammarano. Il poeta napoletano morì all'improvviso nel 1852, appena terminato il libretto, e Verdi, che voleva alcune aggiunte e modifiche, si rivolse a Leone Emanuele Bardare. Su precise indicazioni del compositore, Bardare cambiò il metro della canzone di Azucena e aggiunse il cantabile del Conte «Il balen del suo sorriso» e quello di Leonora «D'amor sull'ali rosee». Lo stesso Verdi intervenne sui versi finali, abbreviandoli.

Un successo immediato

La prima romana fu un trionfo. Lo storico verdiano Julian Budden ha scritto che con nessun'altra sua opera, nemmeno con Nabucco, Verdi conquistò così rapidamente il pubblico. Da allora Il trovatore non ha mai lasciato il repertorio.

La trama in poche righe

Aragona e Biscaglia, inizio del Quattrocento. Anni prima una zingara, per vendicare la madre mandata al rogo dal vecchio Conte di Luna, ha rapito uno dei figli del Conte; in preda al delirio ha gettato nel fuoco il proprio figlio e ha cresciuto come suo il bambino rapito, Manrico. Manrico, diventato trovatore, ama Leonora, dama della principessa d'Aragona, amata anche dal nuovo Conte di Luna. Il conflitto fra i due uomini porta alla cattura di Azucena, alla prigionia di Manrico e al veleno di Leonora, che si uccide pur di non concedersi al Conte. Solo dopo aver fatto giustiziare Manrico il Conte scopre da Azucena la verità: era suo fratello.

Le pagine celebri del Trovatore da riconoscere in sala

Il trovatore è una delle opere con più pagine celebri dell'intero repertorio: quasi ogni numero è entrato nella memoria collettiva, e chi va al Costanzi per la prima volta ne riconoscerà molti senza saperlo.

Prima e seconda parte

  • «Di due figli vivea padre beato», il racconto di Ferrando che apre l'opera.
  • «Tacea la notte placida», la cavatina di Leonora.
  • «Deserto sulla terra», la romanza del trovatore fuori scena.
  • «Vedi! le fosche notturne spoglie», il coro degli zingari, accompagnato dai martelli sulle incudini.
  • «Stride la vampa» e «Condotta ell'era in ceppi», le pagine di Azucena.
  • «Il balen del suo sorriso», l'aria del Conte.

Terza e quarta parte

  • «Ah sì, ben mio, coll'essere», il cantabile di Manrico.
  • «Di quella pira», la cabaletta che chiude la terza parte, attesa dal pubblico come poche altre.
  • «D'amor sull'ali rosee» e il Miserere, con le voci interne e Manrico dalla torre.
  • «Mira, di acerbe lagrime», il duetto fra Leonora e il Conte.
  • «Ai nostri monti ritorneremo», il duettino di Azucena e Manrico in prigione.

Un'orchestra con le incudini

L'organico di Verdi prevede, oltre a legni, ottoni, timpani e archi, i martelli con le incudini all'inizio della seconda parte e l'organo nella terza; sulla scena suonano campane, tamburo, arpa e corno. È l'effetto sonoro che rende il coro degli zingari immediatamente riconoscibile.

Le due compagnie del Trovatore a confronto

Il trovatore al Costanzi ha due compagnie per Leonora, Azucena e Manrico: la prima canta il 22, 25, 27 e 30 giugno, la seconda il 23 e 26 giugno e il 1° luglio.

Le sere della prima compagnia

Marina Rebeka, Ekaterina Semenchuk, Angelo Villari e George Petean sono i protagonisti della prima, martedì 22 giugno, e delle recite in abbonamento del venerdì, della domenica pomeriggio e del mercoledì 30. Chi vuole la compagnia della serata inaugurale ha quattro date fra cui scegliere.

Le sere della seconda compagnia

Vasilisa Berzhanskaya, Valentina Pernozzoli e Vittorio Grigolo cantano mercoledì 23, sabato 26 alle 18 e giovedì 1° luglio. Il nome di Grigolo, fra i tenori italiani più noti al grande pubblico, fa di queste tre sere un richiamo a sé: il 23 e il 1° luglio sono anche fuori abbonamento, e in genere le più facili da trovare.

Il direttore

Sul podio in tutte le recite c'è Nicola Luisotti. In un'opera come Il trovatore, costruita su tempi incalzanti e grandi slanci vocali, il direttore decide la tensione della serata più di qualsiasi scenografia.

Una curiosità su Il trovatore al Teatro dell'Opera di Roma — dal 22 giugno al 1 luglio 2027

La curiosità che rende speciale questo Trovatore è che l'opera è nata a Roma. La prima assoluta andò in scena il 19 gennaio 1853 al Teatro Apollo, e Verdi era presente: secondo Wikipedia, per le prime tre recite sedeva lui stesso al cembalo, prima di lasciare il posto a Eugenio Terziani. Ogni volta che Il trovatore torna in un teatro romano, torna nella città che lo ha applaudito per prima.

Wikipedia conserva anche i nomi di quella sera: Giovanni Guicciardi era il Conte di Luna, Rosina Penco Leonora, Emilia Goggi Azucena, Carlo Baucardé Manrico, Arcangelo Balderi Ferrando. Le scene erano di Luigi Bazzani, Alessandro Prampolini e Antonio Fornari; il primo violino e direttore d'orchestra era Emilio Angelini, il maestro del coro Pietro Dolfi. Una compagnia romana di metà Ottocento che ha tenuto a battesimo uno dei titoli più rappresentati al mondo.

C'è poi una coincidenza di calendario. La stagione 2026/27 del Teatro dell'Opera, intitolata «Il dolce suono mi colpì», porta Il trovatore al Costanzi a fine giugno, nei giorni in cui Roma comincia a spostare la musica all'aperto: la città che lo vide nascere lo ascolta ancora una volta al chiuso, in una sala storica.

Una cosa che non ti dice nessuno su Il trovatore al Teatro dell'Opera di Roma — dal 22 giugno al 1 luglio 2027

La cosa che nessuno dice è che la trama del Trovatore, famosa per essere incomprensibile, diventa chiara appena si capisce che quasi tutto è già successo prima che si alzi il sipario. Il rogo della madre di Azucena, il rapimento, il bambino gettato nel fuoco: sono fatti del passato, raccontati in scena da Ferrando nella prima parte e da Azucena nella seconda. L'opera è costruita su due racconti, e chi li segue con attenzione non si perde più. Con i sovratitoli in italiano e in inglese, al Costanzi è più facile che mai.

La seconda cosa: la pagina più attesa, «Di quella pira», è una cabaletta breve, e arriva alla fine della terza parte, subito dopo il cantabile «Ah sì, ben mio». Il pubblico la aspetta con impazienza, e l'applauso che segue decide spesso il giudizio sul tenore della serata. Chi la conosce già sa quando trattenere il respiro.

La terza riguarda la nuova produzione. Il teatro affianca alla regia di Daniele Menghini una drammaturgia firmata da Mattia Palma e movimenti coreografici di Marco Caudera. Sono indizi di uno spettacolo che lavora sul racconto, più che sul semplice allestimento in costume: il resto si scoprirà la sera del 22 giugno.

Biglietti e prezzi del Trovatore al Costanzi

Il trovatore appartiene alla fascia di prezzo più alta dei titoli d'opera della stagione, la stessa di Andrea Chénier e di Lucia di Lammermoor: secondo il listino ufficiale 2026/27, alla prima da 26 a 200 euro, alle repliche da 22 a 160 euro, secondo il settore. I singoli biglietti sono in vendita dall'8 ottobre 2026; il listino completo è sulla pagina Prezzi del sito ufficiale.

Alcuni settori del listino

  • Poltronissime di platea, file 1-13: 190 euro alla prima, 155 alle repliche.
  • Palchi centrali di platea, primo e secondo ordine, posti avanti: 200 e 160 euro.
  • Balconata prima fila: 90 e 65 euro; seconda e terza fila: 70 e 45 euro.
  • Prima galleria: 30 e 25 euro; seconda galleria: 26 e 22 euro.

Dove si comprano

La biglietteria del teatro è in piazza Beniamino Gigli 1, aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 18 e la domenica dalle 9 alle 13.30, chiusa nei festivi; i biglietti per la recita del giorno si vendono da un'ora prima fino a quindici minuti dopo l'inizio. Online si acquista sul circuito di prevendita autorizzato indicato nella pagina dello spettacolo. Rivolgetevi solo ai canali della fondazione.

Pagamenti e abbonamenti

Allo sportello si paga in contanti, con bancomat, carte di credito e assegno intestato alla fondazione; sono accettate la Carta del Docente e la Carta della Cultura. Il trovatore rientra negli abbonamenti 2026/27 con i turni A, B, C, D ed E; le recite del 23 giugno e del 1° luglio sono fuori abbonamento.

Il consiglio che ti do per visitare Il trovatore al Teatro dell'Opera di Roma — dal 22 giugno al 1 luglio 2027

Per Il trovatore al Costanzi conviene scegliere prima la compagnia e poi la data. Chi vuole la compagnia della prima, con Marina Rebeka e Angelo Villari, prenda venerdì 25 giugno alle 20: prezzi da replica e cast della serata inaugurale. Chi vuole sentire Vittorio Grigolo in Manrico scelga mercoledì 23 o giovedì 1° luglio, fuori abbonamento e quindi con più posti liberi.

Ecco il ragionamento. La prima del 22 ha il fascino della serata inaugurale e i prezzi più alti, fino a 200 euro. La domenica 27 alle 16.30 è comoda per chi viene da fuori, ma a fine giugno significa entrare nel pieno pomeriggio. Le recite delle 20 sono le più piacevoli: si esce verso una Roma ancora calda e animata, con le serate più lunghe dell'anno.

Sul posto: Il trovatore è un'opera di voci, e la balconata prima fila, a 65 euro alle repliche, è uno dei posti che consiglio di più per l'ascolto. Con un budget stretto, la prima galleria a 25 euro: si vede da lontano, ma «Di quella pira» arriva intera. E ascoltate prima a casa un'incisione storica, dalla discografia sterminata dell'opera: in sala riconoscerete ogni numero.

Come arrivare al Teatro dell'Opera per Il trovatore

Per Il trovatore il mezzo più semplice è la metro A fino a Repubblica Teatro dell'Opera: dalla piazza il Costanzi è a pochi minuti a piedi, e in una sera di giugno la passeggiata è piacevole.

In metropolitana

La linea A ferma in piazza della Repubblica. Da Termini si prende la stessa linea per una fermata, oppure si cammina per una decina di minuti lungo via del Viminale.

In autobus

Le linee indicate dal teatro sono queste:

  • Via Nazionale: H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T.
  • Via Depretis: 70, 71.
  • Via Cavour: 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714.
  • Stazione Termini: 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714.

In taxi

All'ingresso del teatro c'è un servizio taxi per il pubblico con il Radio Taxi 6645, e durante l'intervallo il personale di sala raccoglie le prenotazioni per il ritorno; il teatro indica anche lo 06 6696.

In auto

La zona fra via Nazionale, il Viminale e Termini è centrale e congestionata: meglio lasciare la macchina in un parcheggio di scambio lungo la linea A e proseguire in metro.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Il trovatore è uno dei titoli più popolari di Verdi. Pochi ricordano quanto abbia contato nel cinema italiano. In Senso di Luchino Visconti, durante una rappresentazione del Trovatore alla Fenice di Venezia, gli spettatori lanciano in sala volantini inneggianti all'Italia: il film comincia proprio dentro quest'opera, in piena dominazione austriaca. E nel 1949 Carmine Gallone ne diresse una versione per il grande schermo.

Il secondo fatto risaputo e poco citato riguarda i dischi. La discografia del Trovatore è una galleria dei più grandi cantanti del Novecento: Maria Callas e Giuseppe Di Stefano con Herbert von Karajan nel 1956, Renata Tebaldi e Mario del Monaco lo stesso anno, Leontyne Price e Franco Corelli nel 1962, Joan Sutherland e Luciano Pavarotti nel 1977, Plácido Domingo con Carlo Maria Giulini nel 1984. Ogni generazione ha avuto il suo Manrico e la sua Leonora.

Il terzo riguarda il Teatro dell'Opera di Roma. Nel giugno 2021, secondo le notizie pubblicate dal teatro, fu proprio Il trovatore ad aprire la stagione estiva al Circo Massimo, e quello spettacolo rimase visibile sulla piattaforma OperaVision fino a gennaio 2022. Nel 2027 l'opera torna al chiuso, nella sala del Costanzi.

Il Teatro Costanzi, la sala del Trovatore

Il Teatro Costanzi ha 1.560 posti fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto la cupola affrescata da Annibale Brugnoli; all'inaugurazione, nel 1880, ne contava fino a 2.212.

Una sala pensata per il suono

Domenico Costanzi affidò il progetto nel 1879 al milanese Achille Sfondrini, specialista di teatri, che pensò la sala a ferro di cavallo come una cassa armonica; il cantiere durò appena diciotto mesi. Per un'opera di grandi voci e grandi cori come Il trovatore, l'acustica della sala è parte dello spettacolo.

Palchi avanti e palchi dietro

Il listino distingue nei palchi i posti avanti e quelli dietro, con prezzi molto diversi: dal fondo di un palco laterale la scena si vede poco. Chi vuole seguire la regia scelga un posto avanti o la balconata; chi vuole soprattutto ascoltare può risparmiare.

Le altre sale della fondazione

La Fondazione Teatro dell'Opera gestisce anche il Teatro Nazionale di via del Viminale 51 e, d'estate, le Terme di Caracalla. Per la storia completa del teatro c'è la nostra scheda sul Teatro dell'Opera di Roma.

Regole di sala e abbigliamento per Il trovatore

Al Teatro dell'Opera di Roma per le prime è gradito l'abito scuro: vale per la prima del Trovatore, martedì 22 giugno alle 20. Per le repliche il teatro non indica un codice preciso, e a fine giugno un abbigliamento ordinato e leggero va benissimo.

Guardaroba obbligatorio

Vanno lasciati in guardaroba ombrelli, cappelli, borse, caschi, macchine fotografiche e apparecchi di registrazione. In sala sono vietati telefoni, fotografie e registrazioni; si consuma solo nei bar del teatro e non si fuma in nessun ambiente.

Ritardi

A spettacolo iniziato non si entra in platea né nei posti numerati di balconata e galleria: chi arriva tardi aspetta nel foyer. Il trovatore si apre subito con il coro di guardia e il racconto di Ferrando, che contiene l'antefatto di tutta l'opera: perderlo significa non capire il resto.

Informazioni

Per gli oggetti smarriti il teatro indica lo 06 48160284; le regole complete sono nella pagina Informazioni generali del sito ufficiale.

La foto giusta da fare a Il trovatore al Teatro dell'Opera di Roma — dal 22 giugno al 1 luglio 2027

In sala al Costanzi non si fotografa, nemmeno durante gli applausi: la foto giusta del vostro Trovatore si fa fuori, in piazza Beniamino Gigli, prima di entrare. A fine giugno c'è una particolarità: per le recite delle 18 e delle 20 si arriva con la luce del giorno, e la facciata si fotografa senza il buio che d'inverno la nasconde.

La piazza è quella su cui Marcello Piacentini spostò l'ingresso del teatro nella ristrutturazione seguita all'acquisto da parte del Comune, nel 1926, e porta il nome del tenore Beniamino Gigli. Fotografarsi lì prima di un'opera che si regge sul tenore, e su «Di quella pira», ha un senso preciso.

Il consiglio: fotografate le persone, non il palazzo. Gli amici arrivati per sentire Grigolo, la coppia con il programma di sala in mano, chi esce all'intervallo a prendere aria in una sera di giugno. L'edificio è in qualsiasi archivio; la vostra serata no. La sala, con la cupola di Brugnoli e il lampadario di cristallo acceso per la prima volta nel 1928, si porta a casa con gli occhi.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Costanzi fu inaugurato il 27 novembre 1880 con Semiramide di Rossini, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita, e ha preso il nome di Teatro dell'Opera di Roma nel 1946. In mezzo ci sono due prime assolute che hanno cambiato la storia dell'opera italiana.

Le date da ricordare

  • 19 gennaio 1853: al Teatro Apollo di Roma va in scena la prima assoluta del Trovatore.
  • 1879: Domenico Costanzi commissiona il progetto del suo teatro ad Achille Sfondrini.
  • 27 novembre 1880: inaugurazione con Semiramide, dopo diciotto mesi di lavori.
  • 17 maggio 1890: prima assoluta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni.
  • 14 gennaio 1900: prima assoluta di Tosca di Giacomo Puccini.
  • 1926: il Comune di Roma acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera; ristrutturazione di Marcello Piacentini.
  • 27 febbraio 1928: seconda inaugurazione con Nerone di Arrigo Boito; si accende il lampadario di cristallo.
  • 1935: nasce il coro stabile, voluto da Tullio Serafin.
  • 1946: il nome diventa Teatro dell'Opera di Roma.
  • Giugno 2021: Il trovatore apre la stagione estiva del teatro al Circo Massimo.
  • 22 giugno 2027: prima della nuova produzione di Daniele Menghini al Costanzi.

Il trovatore è precedente al Costanzi di quasi trent'anni: quando Verdi lo portò al Teatro Apollo, il teatro di piazza Beniamino Gigli non esisteva ancora. Rivederlo al Costanzi è ritrovare in un'altra sala romana un titolo che la città conosce da oltre centosettant'anni.

Chi è passato da Il trovatore al Teatro dell'Opera di Roma — dal 22 giugno al 1 luglio 2027

Dal Teatro Costanzi sono passati Umberto I e la regina Margherita, presenti all'inaugurazione del 1880, e i musicisti che il teatro indica come quelli che ne hanno segnato il destino: Pietro Mascagni, Giacomo Puccini, Ottorino Respighi. Per Il trovatore, però, la lista che interessa comincia da Verdi e dalla sua compagnia romana del 1853, da Rosina Penco a Carlo Baucardé.

Poi i nomi della storia della casa: Emma Carelli, soprano, che dal 1912 guidò l'Impresa Costanzi e portò a Roma La fanciulla del West, Turandot, Il trittico e i Ballets Russes di Djagilev; Walter Mocchi, l'impresario suo marito; Marcello Piacentini, che rimise mano all'edificio nel 1926 e nel 1958; Tullio Serafin, che nel 1935 volle il coro stabile. E i direttori ricordati dal teatro nelle storie della sua orchestra e del suo coro: Victor de Sabata, Gianandrea Gavazzeni, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Karl Böhm, Zubin Mehta, Georg Solti, Riccardo Muti.

Fra questi ci sono due nomi che hanno legato la propria carriera al Trovatore anche in disco: Herbert von Karajan, che lo incise con Maria Callas nel 1956 e con Leontyne Price e Franco Corelli nel 1962, e Carlo Maria Giulini, che lo registrò nel 1984 con Plácido Domingo. Nel 2027 tocca a Nicola Luisotti e a una compagnia in cui figurano Marina Rebeka e Vittorio Grigolo.

Intorno al Costanzi: cosa vedere prima del Trovatore

Il Costanzi si trova fra via Nazionale, via del Viminale e via Depretis, a pochi minuti da piazza della Repubblica e da Termini: un pomeriggio di giugno fra musei e chiese, e la sera a teatro, si organizza tutto a piedi.

Piazza della Repubblica e le terme

Uscendo dalla metro si è in piazza della Repubblica, con la Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri ricavata nelle Terme di Diocleziano. Verso Termini c'è Palazzo Massimo alle Terme, sede del Museo Nazionale Romano: nelle ore calde di giugno, due ore di museo prima di una recita delle 20 sono il programma che propongo più volentieri.

Una chiesa per il barocco

Dall'altro lato della piazza si arriva in pochi minuti a Santa Maria della Vittoria. Una sosta breve, utile per riempire la mezz'ora prima dell'apertura delle porte.

Verso Monti e Santa Maria Maggiore

Scendendo per via Nazionale si arriva al rione Monti, con le sue strade strette e la vita serale; oltre via Cavour, la Basilica di Santa Maria Maggiore è a un quarto d'ora abbondante di cammino.

Dove mangiare prima e dopo Il trovatore

Intorno al Teatro dell'Opera si mangia su via Nazionale, nelle strade del Viminale, verso Termini e soprattutto nel vicino rione Monti. In teatro si consuma solo ai bar interni, quindi la cena va pensata prima o dopo.

Prima dello spettacolo

Per le recite delle 20 si cena presto, verso le 18.30, a pochi minuti dal teatro; per il sabato delle 18 conviene un pranzo tardo e un aperitivo leggero, lasciando la cena al dopo. Per la domenica delle 16.30 basta un vero pranzo della domenica e un caffè al bar del teatro.

Dopo lo spettacolo

Monti è la scelta naturale: si scende a piedi da via Nazionale e si trovano osterie, enoteche e pizzerie, spesso con i tavoli all'aperto nelle sere d'estate. Dopo le recite delle 20 prenotate prima, perché a tarda sera molte cucine chiudono.

Il criterio

Non faccio nomi di locali: cambiano gestione più spesso delle regie. Evitate i menu tradotti in cinque lingue appesi alla porta nelle vie intorno a Termini e spingetevi qualche strada verso Monti.

Il trovatore per giovani, ragazzi e persone con disabilità

Il Teatro dell'Opera propone ai ragazzi sotto i 30 anni la Carta Giovani Opera e un abbonamento dedicato; condizioni e validità per il 2026/27 sono nella sezione biglietteria del sito ufficiale.

Con i ragazzi

Il teatro non pubblica indicazioni di età. A nostro giudizio Il trovatore funziona dai dodici o tredici anni: la musica è immediata, i cori si ricordano dopo un ascolto, e la storia di vendetta e fratelli perduti ha il ritmo di un romanzo d'avventura. Raccontate prima l'antefatto, così che i racconti di Ferrando e Azucena non li sorprendano. La domenica delle 16.30 è l'orario più adatto.

Accessibilità

Per esigenze specifiche conviene contattare la biglietteria prima dell'acquisto, ai numeri 06 48160255 o 06 4817003 o all'indirizzo ufficio.biglietteria@operaroma.it. Chi ha difficoltà motorie eviti la galleria; il servizio taxi all'ingresso, prenotabile durante l'intervallo, è un aiuto concreto a fine serata.

Fine giugno a Roma e la stagione intorno al Trovatore

Fine giugno a Roma è il momento in cui la musica esce all'aperto, e Il trovatore è una delle ultime occasioni della stagione per sentire un'opera al chiuso, nella sala storica del Costanzi.

Il meteo

Le giornate sono lunghe e calde. Le recite delle 20 sono le più piacevoli, perché si esce con l'aria della sera; per il pomeriggio della domenica, meglio arrivare vestiti leggeri.

Per chi segue la stagione

Chi ha visto a gennaio l'Andrea Chénier o a febbraio la Lucia di Lammermoor ritrova nel Trovatore la stessa fascia di prezzo. Negli stessi giorni, fuori dal centro, la città vive la stagione dei concerti all'aperto, da Rock in Roma alla Cavea dell'Auditorium Parco della Musica.

Domande frequenti sul Trovatore al Costanzi

Quando va in scena Il trovatore al Teatro dell'Opera di Roma?

Il trovatore va in scena al Teatro Costanzi dal 22 giugno al 1° luglio 2027: martedì 22 alle 20 (prima), mercoledì 23 e venerdì 25 alle 20, sabato 26 alle 18, domenica 27 alle 16.30, mercoledì 30 giugno e giovedì 1° luglio alle 20.

Quanto costano i biglietti per Il trovatore al Costanzi?

Per Il trovatore il listino ufficiale del Teatro dell'Opera va da 26 a 200 euro alla prima e da 22 a 160 euro alle repliche, secondo il settore. La prima galleria costa 25 euro alle repliche, la balconata prima fila 65. I biglietti singoli sono in vendita dall'8 ottobre 2026.

Chi canta nel Trovatore a Roma nel 2027?

Nel Trovatore del Costanzi Leonora è Marina Rebeka, alternata con Vasilisa Berzhanskaya; Azucena è Ekaterina Semenchuk, alternata con Valentina Pernozzoli; Manrico è Angelo Villari, alternato con Vittorio Grigolo il 23, 26 giugno e 1° luglio. Il Conte di Luna è George Petean, Ferrando Riccardo Fassi.

In quali date canta Vittorio Grigolo nel Trovatore?

Vittorio Grigolo canta Manrico nel Trovatore al Teatro dell'Opera di Roma mercoledì 23 giugno alle 20, sabato 26 giugno alle 18 e giovedì 1° luglio alle 20, secondo la pagina ufficiale dello spettacolo. Nelle altre recite il ruolo è di Angelo Villari.

Chi dirige e chi firma la regia del nuovo Trovatore?

Il nuovo Trovatore del Teatro dell'Opera di Roma è diretto da Nicola Luisotti, con la regia di Daniele Menghini, la drammaturgia di Mattia Palma, scene di Davide Signorini, costumi di Nika Campisi e luci di Gianni Bertoli. Il coro è preparato da Ciro Visco.

Il trovatore ha i sovratitoli?

Sì, Il trovatore al Costanzi è cantato in italiano con sovratitoli in italiano e in inglese. Sono un aiuto prezioso soprattutto nei due grandi racconti, di Ferrando e di Azucena, che spiegano l'antefatto di tutta la vicenda.

Come si arriva al Teatro Costanzi?

Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi, oppure con i bus di via Nazionale (H, 40, 60, 64, 70, 71, 170) e di via Depretis (70, 71). All'uscita c'è un servizio taxi prenotabile durante l'intervallo.

Dove debuttò Il trovatore di Verdi?

Il trovatore di Verdi debuttò a Roma, al Teatro Apollo, il 19 gennaio 1853, con un grande successo. Verdi era presente e, per le prime tre recite, sedeva al cembalo. Il Costanzi, inaugurato nel 1880, non esisteva ancora.

In chiusura

A chi si avvicina all'opera Il trovatore è il primo titolo consigliato: nessun'altra opera di Verdi mette in fila tante melodie che si portano a casa. Vederlo a Roma, dove è nato, lo rende ancora più giusto. Scegliete la compagnia prima della data, arrivate in tempo per il racconto di Ferrando e, dopo «Di quella pira», applaudite senza vergogna: è quello che il pubblico romano fa dal 1853.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento22 Giugno 2027 20:00 — 1 Luglio 2027
IndirizzoTeatro Costanzi, Piazza Beniamino Gigli 7, 00184 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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