Geppy Gleijeses nel Sindaco del rione Sanità al Teatro Sala Umberto — dal 13 al 25 aprile 2027
Il sindaco del rione Sanità di Eduardo De Filippo, con Geppy Gleijeses protagonista e regista e con la partecipazione di Pino Micol, va in scena al Teatro Sala Umberto, in via della Mercede 50 (00187 Roma), dal 13 al 25 aprile 2027. Le recite serali cominciano alle 20:30 (mercoledì 21 aprile alle 19:30), quelle del sabato e della domenica alle 16:00; lunedì 19 aprile il teatro osserva il riposo. La sala è nel rione Colonna, dentro la ZTL: si raggiunge con la metro A, fermate Spagna o Barberini, e poi a piedi in circa dieci minuti. Sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione il biglietto intero costa 38 euro in poltronissima, 33 in poltrona A e 28 in poltrona B, più le commissioni di servizio; i biglietti si comprano anche sul sito ufficiale della Sala Umberto e in biglietteria.

Il sindaco del rione Sanità a Roma: date, orari e biglietti
Dodici recite in due settimane, dal martedì 13 al domenica 25 aprile 2027: è il calendario della produzione Dear Friends e Teatro di Napoli, Teatro Nazionale, per la tappa romana della commedia di Eduardo.
Il calendario delle recite
Prima settimana: martedì 13, mercoledì 14, giovedì 15 e venerdì 16 aprile alle 20:30; sabato 17 e domenica 18 aprile alle 16:00. Lunedì 19 il teatro è chiuso. Seconda settimana: martedì 20 aprile alle 20:30, mercoledì 21 alle 19:30, giovedì 22 e venerdì 23 alle 20:30, sabato 24 e domenica 25 aprile alle 16:00. L'ultima replica cade nel giorno della Festa della Liberazione.
I settori e i prezzi
Sul circuito di prevendita autorizzato i posti in vendita sono tre: poltronissima a 38 euro, poltrona A a 33 euro, poltrona B a 28 euro, prezzi interi a cui si aggiungono le commissioni. La balconata, al momento della messa in vendita, risulta non disponibile: conviene chiedere alla biglietteria del teatro se verrà aperta più avanti.
Dove si comprano
I biglietti si acquistano dal sito ufficiale della Sala Umberto, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure di persona in biglietteria, in via della Mercede. La Sala Umberto accetta anche la carta del docente: per gli insegnanti una commedia di Eduardo è una scelta naturale.
Pomeridiana o serale
Le quattro pomeridiane del fine settimana, alle 16:00, sono le più richieste da chi arriva da fuori Roma o preferisce rientrare presto. Le serali alle 20:30 lasciano il tempo per un aperitivo in centro; la recita di mercoledì 21 alle 19:30 è la più comoda per chi il giorno dopo lavora.
Il sindaco del rione Sanità: la commedia di Eduardo
Il sindaco del rione Sanità è una commedia in tre atti scritta e interpretata da Eduardo De Filippo nel 1960, parte della raccolta Cantata dei giorni dispari, e debuttò proprio a Roma, al Teatro Quirino, il 9 dicembre 1960.
Don Antonio Barracano
Al centro c'è don Antonio Barracano, che tutti a Napoli chiamano il sindaco del rione Sanità. Nella sua casa alle falde del Vesuvio riceve ogni notte chi cerca giustizia e non si fida dei tribunali: piccoli delinquenti che si sono sparati, un usuraio e il suo debitore, un ragazzo che vive nella miseria con la compagna incinta. Don Antonio ascolta, giudica, decide, con un senso della giustizia tutto suo.
Il medico e il panettiere
Accanto a lui c'è il dottor Fabio Della Ragione, che da oltre trent'anni lo affianca e cura i feriti che la notte bussano alla porta, e che ora vorrebbe lasciarlo per emigrare in America. Sul lato opposto c'è Arturo Santaniello, ricco panettiere che ha cacciato di casa il figlio Rafiluccio: il ragazzo ha deciso di ucciderlo. Barracano prova a evitare il parricidio, e la commedia prende la sua strada verso il finale.
Il personaggio vero
Eduardo raccontò che Barracano era ispirato a un uomo realmente esistito, un certo Campoluongo, mobiliere del rione Sanità, a cui la gente si rivolgeva per comporre le liti. Nelle sue parole, riportate anche da Gleijeses nella nota di regia, i Campoluongo «non facevano la camorra, erano mobilieri»: quell'uomo veniva a tutte le prime di Eduardo, beveva un caffè in camerino e se ne andava.
Commedia, non tragedia
Il testo è politico e morale, ma resta una commedia: contiene alcune fra le battute più note dell'autore. Gleijeses ne cita una, rivolta da Barracano a Santaniello: «Vuie tenite nu difetto... me site antipatico!». E ricorda l'uscita di scena di don Antonio, «No, 'a mano no», che definisce la più bella di un personaggio eduardiano.
Giustizia e legge: il senso del Sindaco
La commedia ruota intorno a una domanda che Eduardo pose esplicitamente in occasione della versione televisiva del 1979: che cosa succede quando lo Stato non garantisce giustizia a chi non ha mezzi.
Un uomo, non un padrino
A Napoli una parte del pubblico scambiò Barracano per un capo camorrista e non lo voleva vedere morire. Eduardo chiarì che don Antonio non è un padrino, ma un uomo che ha subito l'ingiustizia sulla propria pelle e che, per sfiducia negli uomini, se la amministra da solo. Gleijeses è netto: con la camorra, scrive, il Sindaco non c'entra nulla.
Il vero erede
Per l'autore il personaggio positivo della commedia è il dottore, che nel finale sceglie la verità e la legalità. È il vero erede di Barracano, ma per una via opposta, nella speranza di un mondo, come diceva Eduardo, «meno rotondo e un poco più quadrato».
La battuta sulla legge
Nella nota di regia Gleijeses ricorda il nodo del testo: Barracano difende i più deboli perché «la legge non ammette ignoranza», e dunque, per lui, non ammette tre quarti della popolazione. A nostro giudizio è la frase che rende la commedia ancora attuale, sessantasette anni dopo il debutto.
Il cast: Gleijeses, Micol, Capano e una compagnia napoletana
Geppy Gleijeses è don Antonio Barracano e firma la regia; Pino Micol è il medico Fabio Della Ragione; Ciro Capano è Arturo Santaniello.
Gli interpreti
Con loro in scena, secondo la locandina ufficiale, Monica Assante di Tatisso, Giuseppe Gaudino, Irene Grasso, Salvatore Felaco, Carlo Di Maio, Angela Bertamino, Pasquale Aprile, Demi Licata, Carmine Benitozzi, Umberto Ranieri e Guido Falco. Una compagnia quasi interamente napoletana, scelta che Gleijeses rivendica: di bravi attori napoletani, scrive, ce ne sono ancora tanti.
La produzione
Lo spettacolo è prodotto da Dear Friends e dal Teatro di Napoli, Teatro Nazionale, diretto da Roberto Andò con il direttore organizzativo Mimmo Basso. Dopo le date di febbraio in Calabria, al Teatro Auditorium Unical di Rende, arriva a Roma per la tenitura più lunga della tournée.
Pino Micol, il medico
Pino Micol, nome d'arte di Giuseppe Ciocia, è nato a Bari nel 1943. Laureato in giurisprudenza, si è diplomato alla Scuola d'arte drammatica del Piccolo Teatro di Milano di Giorgio Strehler e ha lavorato con Giancarlo Cobelli, Luca Ronconi, Mario Missiroli, Luigi Squarzina, Massimo Castri e soprattutto Maurizio Scaparro. Con Scaparro è stato Amleto, Riccardo II e un celebre Cyrano de Bergerac, debuttato nella stagione 1977-1978 e portato in tournée negli Stati Uniti, in Spagna, Francia, Russia e Germania. Ha firmato anche regie di prosa e, per il Teatro dell'Opera di Roma, il Don Chisciotte di Paisiello.
Chi è Geppy Gleijeses: attore, regista, capocomico
Giuseppe Gleijeses, detto Geppy, è nato a Napoli il 7 ottobre 1954: attore, drammaturgo, regista, direttore artistico e produttore, in mezzo secolo di teatro ha interpretato sette commedie di Eduardo De Filippo.
Le radici
È nipote del giornalista, storico e paroliere Vittorio Gleijeses e fratello dell'attrice Marilù Prati. Nel 1973, racconta, la sorella era nella compagnia di Eduardo che riprese il Sindaco al San Ferdinando di Napoli; lui, diciannovenne, vide dodici repliche dalla piccionaia, con qualche biglietto omaggio o con i propri risparmi. In quei giorni il medico di Eduardo, Eugenio D'Angelo, lo invitò a casa per conoscere il maestro.
Eduardo e la famiglia De Filippo
Quell'incontro segnò la sua carriera: Eduardo gli concesse i diritti di rappresentazione e revocò per lui il veto sulle proprie opere. Gleijeses ha lavorato poi con Luca e Luigi De Filippo; oggi i diritti sono amministrati da Tommaso De Filippo. Fra gli spettacoli eduardiani in curriculum ci sono Il figlio di Pulcinella, Ditegli sempre di sì, Filumena Marturano con la regia di Liliana Cavani, Uomo e galantuomo con la regia di Armando Pugliese.
I registi e i compagni di scena
Ha lavorato con Alberto Sordi, Giancarlo Cobelli, Eimuntas Nekrošius, i fratelli Taviani, Luciano De Crescenzo, Ornella Muti, Massimo Ranieri. Nelle produzioni da lui dirette sono passati registi come Luigi Squarzina, Mario Monicelli, Gigi Proietti, Mario Missiroli, e interpreti come Alida Valli, Arnoldo Foà, Paola Gassman, Ugo Pagliai, Dominique Sanda, Laura Morante, Regina Bianchi.
Il cinema
Al cinema il pubblico lo ricorda in Così parlò Bellavista e Il mistero di Bellavista di Luciano De Crescenzo, in Il sole anche di notte dei Taviani, in Vacanze di Natale '91 e in Gorbaciof di Stefano Incerti. Nel 2024 è nella miniserie Inganno di Pappi Corsicato.
Premi e direzioni
Ha vinto fra l'altro il Premio IDI, il Premio Antonio de Curtis, il Premio Gino Cervi e il Premio Flaiano per il teatro, e nel 2017 un premio all'interpretazione per Filumena Marturano. È stato direttore artistico del Teatro Nazionale di Milano, fondatore nel 1999 del Teatro Stabile di Calabria a Crotone e, dal 2009 al 2023, direttore del Teatro Quirino Vittorio Gassman di Roma.
Una curiosità su Geppy Gleijeses nel Sindaco del rione Sanità al Teatro Sala Umberto — dal 13 al 25 aprile 2027
La curiosità più bella riguarda l'età. Gleijeses scrive di realizzare il sogno di interpretare Barracano a 72 anni, un anno meno di quanti ne aveva Eduardo nel 1973, quando lo vide recitare il Sindaco al San Ferdinando. Da allora sono passati più di cinquant'anni, e il ragazzo seduto in piccionaia per dodici sere di fila è diventato l'uomo che indossa i panni del protagonista. La commedia, ricorda lui stesso citando un'intervista di Eduardo a Sergio Lori, era quella a cui l'autore era più legato.
C'è poi una curiosità di titolo. La commedia non nacque come Il sindaco del rione Sanità: in un'intervista rilasciata a Lello Bersani sul set del film Fantasmi a Roma, Eduardo annunciava una nuova commedia intitolata Il sindaco del rione Vasto Vicarìa. Il quartiere cambiò prima del debutto, e il nome del rione Sanità, quello di Totò, divenne per sempre legato a don Antonio Barracano.
Terza curiosità: poco dopo il debutto una grande casa di produzione statunitense propose a Eduardo un adattamento teatrale e cinematografico con Anthony Quinn. L'autore rifiutò, perché i produttori volevano fare della criminalità organizzata il perno della storia; il film con Quinn, Il sindaco, arrivò soltanto nel 1996.
La Sala Umberto, teatro di via della Mercede
Il Teatro Sala Umberto ha 485 posti in una sala rettangolare con platea discendente e una balconata; nato nel 1882 al pianterreno di un palazzo di via della Mercede, dal 2002 è diretto artisticamente da Alessandro Longobardi.
Le origini ottocentesche
La sala fu voluta da Andrea Busiri Vici e decorata all'interno da Alessandro Bazzani: concerti, operette, commedie. Nel 1890 l'architetto Giulio Podesti la ampliò fino a 650 posti; nel 1913 divenne un cinematografo.
Varietà, cinema, prosa
Nel 1928 i fratelli Marino, già proprietari del Salone Margherita, la riportarono al palcoscenico con il varietà e le diedero il nome del re, Umberto. Intorno al 1930 tornò il cinema; nel 1981 la sala riaprì come teatro di prosa con l'Ente teatrale italiano, nel 1991 tornò al cinema e dal 2002 è stabilmente teatro.
Una sala per la parola
Le dimensioni raccolte sono adatte a una commedia di parola come il Sindaco, dove il napoletano di Eduardo va capito sillaba per sillaba. Dalla platea si colgono bene le espressioni degli attori, e in una sala di queste dimensioni anche i posti più lontani restano vicini alla scena.
Una cosa che non ti dice nessuno su Geppy Gleijeses nel Sindaco del rione Sanità al Teatro Sala Umberto — dal 13 al 25 aprile 2027
Quello che raramente si ricorda è che Il sindaco del rione Sanità è, prima di tutto, una commedia romana di nascita. Il debutto assoluto avvenne il 9 dicembre 1960 al Teatro Quirino, a dieci minuti a piedi dalla Sala Umberto, e non a Napoli. Chi va in via della Mercede ad aprile 2027, dunque, vede il testo tornare nel quartiere dove fu applaudito per la prima volta, sessantasei anni e qualche mese dopo.
La seconda cosa riguarda proprio Gleijeses e il Quirino: dal 2009 al 2023 l'attore ha diretto quel teatro, succedendo all'Ente teatrale italiano che lo gestiva dal 1946. Per quattordici stagioni il palcoscenico del debutto del Sindaco è stato, in un certo senso, casa sua. Oggi lo porta in scena in un'altra sala del rione, con la stessa passione del ragazzo che lo vide nel 1973.
C'è infine un dettaglio che il pubblico non napoletano tende a sottovalutare: le battute più celebri del Sindaco sono in napoletano, come quella che Gleijeses cita nella nota di regia. Il consiglio è di non preoccuparsi di capire ogni parola: conoscere la trama prima di entrare in sala basta per seguire la vicenda e godersi il ritmo della commedia.
Come arrivare alla Sala Umberto
La Sala Umberto è dentro la ZTL del centro storico: si arriva con la metro A, scendendo a Spagna o a Barberini e proseguendo a piedi per circa dieci minuti.
Dalla metro
Da Spagna si attraversa piazza di Spagna e si prende via di Propaganda verso Sant'Andrea delle Fratte; da Barberini si scende per via del Tritone e si piega verso via della Mercede. Sono percorsi in piano o in leggera discesa.
In autobus
Molte linee di superficie percorrono via del Tritone e via del Corso: per il percorso esatto conviene usare il calcolatore di Atac, che tiene conto delle deviazioni nel centro, soprattutto il 25 aprile, giorno di cerimonie e cortei.
In auto e in taxi
L'auto va lasciata fuori dalla ZTL, nei parcheggi in struttura. Per chi va a teatro con persone anziane, il taxi fino a piazza San Silvestro, a pochi passi dall'ingresso, è la soluzione più comoda, all'andata e al ritorno.
Il consiglio che ti do per visitare Geppy Gleijeses nel Sindaco del rione Sanità al Teatro Sala Umberto — dal 13 al 25 aprile 2027
Il consiglio è di prepararsi alla serata leggendo o rivedendo il testo. La Rai conserva due versioni televisive dirette e interpretate da Eduardo, del 1964 e del 1979, con attori come Luisa Conte, Ugo D'Alessio, Enzo Cannavale e, nella seconda, Luca De Filippo e un giovanissimo Vincenzo Salemme. Vederne anche solo il primo atto aiuta a entrare nel mondo di Barracano e rende più ricco il confronto con la messinscena di Gleijeses.
Il secondo consiglio riguarda il posto. Per una commedia di parola la poltronissima e la poltrona A sono i posti più vicini alla scena; la poltrona B resta una buona scelta per chi vuole spendere meno. Per chi preferisce il pomeriggio, le quattro recite delle 16:00 del sabato e della domenica permettono di unire lo spettacolo a una passeggiata fra la Fontana di Trevi e piazza di Spagna con la luce del giorno.
Terzo consiglio: la recita di domenica 25 aprile, l'ultima, coincide con la Festa della Liberazione. Il centro sarà affollato e alcuni percorsi potrebbero essere deviati; conviene arrivare con largo anticipo e scegliere i mezzi pubblici. A nostro giudizio, però, è una data con un significato particolare per una commedia che parla di giustizia, legge e responsabilità individuale.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti sanno che Eduardo De Filippo fu anche interprete dei propri testi. Meno spesso si ricorda che, per Il sindaco del rione Sanità, curò personalmente due trasposizioni televisive, a quindici anni di distanza. La prima andò in onda sulla Rai il 29 aprile 1964, nel sedicesimo ciclo del Teatro di Eduardo; la seconda nel 1979, nel diciassettesimo, con Ferruccio De Ceresa, Luca De Filippo, Franco Angrisano, Lina Polito e un giovane Vincenzo Salemme nel cast.
Proprio in occasione della trasmissione del 1979 Eduardo rispose alle critiche e spiegò il senso della commedia, parlando della crisi della giustizia nell'Italia di quegli anni e chiedendo se non fosse per mancanza di giustizia che il paese si trovava in quelle condizioni. Il dibattito aveva coinvolto critici come Luciano Codignola, Giorgio Prosperi e Renzo Tian, che nel 1973, recensendo la ripresa, aveva visto in don Antonio un visionario che tenta di rimettere ordine in un mondo andato fuori sesto.
La commedia ha avuto anche due vite al cinema: Il sindaco del 1996, con Anthony Quinn, e l'adattamento del 2019 intitolato come il testo. Il teatro, però, resta la sua casa naturale: ed è lì, in una sala raccolta come la Sala Umberto, che le battute di Barracano trovano il ritmo pensato dall'autore.
La foto giusta da fare a Geppy Gleijeses nel Sindaco del rione Sanità al Teatro Sala Umberto — dal 13 al 25 aprile 2027
Durante lo spettacolo non si fotografa: le riprese disturbano gli attori e il pubblico, e i diritti delle messinscene sono tutelati. La foto giusta si fa prima o dopo, fuori.
La prima è l'ingresso della Sala Umberto in via della Mercede, con l'insegna e la locandina della commedia: in una via stretta del rione Colonna conviene scattare dal marciapiede opposto, con un grandangolo, all'ora in cui le luci del teatro si accendono. Nelle pomeridiane delle 16:00, all'uscita verso le 18:30 di aprile, c'è ancora luce naturale.
La seconda foto, per chi ama i legami fra i luoghi, è la facciata del Teatro Quirino in via delle Vergini, a pochi minuti a piedi: il teatro dove Il sindaco del rione Sanità debuttò nel 1960 e che Gleijeses ha diretto per quattordici anni. Due teatri, un testo, un attore, nello spazio di una passeggiata.
La terza è la più classica: la Fontana di Trevi di sera, dopo lo spettacolo, quando la folla del giorno si dirada. Dalla Sala Umberto si raggiunge in pochi minuti.
Intorno alla Sala Umberto: il rione Colonna
Via della Mercede è nel rione Colonna, fra la Fontana di Trevi e piazza di Spagna, a due passi da via del Corso.
Le chiese vicine
A pochi metri c'è piazza San Silvestro, con San Silvestro in Capite; poco più su, in via di Capo le Case, Sant'Andrea delle Fratte, con la cupola e il campanile di Borromini e gli angeli di Bernini.
Piazza Colonna e la Galleria
Lungo via del Corso si arriva a piazza Colonna, con la colonna di Marco Aurelio e Palazzo Chigi, e alla Galleria Alberto Sordi, utile nelle sere di pioggia primaverile.
Il Teatro Quirino
A dieci minuti a piedi c'è il Teatro Quirino, dove il Sindaco debuttò. Chi resta a Roma qualche giorno ad aprile può alternare le due sale senza prendere un mezzo.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La Sala Umberto nasce nel 1882 al pianterreno di un palazzo di via della Mercede, per volere di Andrea Busiri Vici, con interni decorati da Alessandro Bazzani: concerti, operette, commedie per la Roma capitale da poco più di un decennio. Nel 1890 l'architetto Giulio Podesti la amplia a 650 posti; forse in quel periodo è conosciuta come Sala della Piccola Borsa. Nel 1913 diventa cinematografo, seguendo la moda che in quegli anni trasforma molte sale romane.
Nel 1928 i fratelli Marino, proprietari del Salone Margherita, la riportano al palcoscenico con il varietà e la intitolano al re: Sala Umberto. Per un paio d'anni vi si esibiscono comici, sciantose e vedettes; intorno al 1930 torna il cinema, che resterà per mezzo secolo.
Nel 1981 la sala riapre come teatro dopo una ristrutturazione, con la direzione dell'Ente teatrale italiano e una programmazione di prosa. Nel 1991 torna al cinema. Dal 2002, con la direzione artistica di Alessandro Longobardi, è stabilmente teatro. Una commedia napoletana del Novecento in una sala che ha conosciuto le sciantose del varietà chiude un cerchio: il teatro popolare di Napoli e quello di Roma si sono sempre parlati.
Chi è passato da Geppy Gleijeses nel Sindaco del rione Sanità al Teatro Sala Umberto — dal 13 al 25 aprile 2027
Dalla Sala Umberto sono passati, fra le due guerre, gli artisti del varietà scritturati dai fratelli Marino: comici, sciantose, vedettes, lo stesso mondo che animava il Salone Margherita. Dal 1981, con l'Ente teatrale italiano, la sala è diventata un palcoscenico di prosa; dal 2002 ospita prosa, comicità, musica e spettacoli per ragazzi.
Nella stagione 2026/2027 sul suo palcoscenico passano, fra gli altri, Francesco De Gregori in concerto, Francesco Montanari con Storia di un cinghiale, Giulio Corso e Federica De Benedittis con Cime tempestose. Ad aprile 2027 arriva una compagnia napoletana al completo, con in testa due attori con oltre mezzo secolo di palcoscenico ciascuno.
E dietro Geppy Gleijeses passano, idealmente, tutti i nomi della sua carriera: Eduardo, che lo volle con sé e gli concesse i diritti; Luca De Filippo, che l'attore ricorda come un amico che manca al teatro italiano; registi come Mario Monicelli, Liliana Cavani, Andrej Končalovskij, con cui ha fatto Amadeus nel 2019. Accanto a lui Pino Micol, allievo di Strehler e per decenni compagno artistico di Maurizio Scaparro. In via della Mercede, per due settimane, c'è un pezzo importante della storia del teatro italiano del secondo Novecento.
Come organizzare la serata o il pomeriggio a teatro
Una commedia in tre atti occupa buona parte della serata o del pomeriggio: la durata esatta non è pubblicata, e conviene programmare cena o merenda con un certo margine.
Le serali
Con l'inizio alle 20:30 conviene essere in sala un quarto d'ora prima, per ritirare i biglietti e lasciare il cappotto al guardaroba. Mercoledì 21, con l'inizio anticipato alle 19:30, si esce prima e si cena dopo.
Le pomeridiane
Il sabato e la domenica alle 16:00 si può pranzare con calma in centro e, dopo lo spettacolo, passeggiare fino a piazza di Spagna o al Pantheon con la luce di aprile.
Con gli studenti
Per le classi delle scuole superiori il Sindaco è un testo di studio frequente: conviene contattare la biglietteria del teatro per eventuali condizioni riservate alle scuole.
Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo
Il rione Colonna e le vie intorno a Trevi offrono ristorazione di ogni tipo, dalla trattoria romana alla pizzeria al taglio.
Prima delle 20:30
Con l'inizio alle 20:30, una cena verso le 19 nelle vie fra via della Mercede, via del Pozzetto e via della Vite lascia il tempo di arrivare in sala senza correre.
Dopo lo spettacolo
All'uscita molte cucine del centro sono ancora aperte; per un dolce o un caffè ci sono i bar intorno a via del Corso e piazza di Spagna. Il 25 aprile, giorno festivo, conviene prenotare.
Accessibilità e informazioni pratiche
Per l'accessibilità della Sala Umberto a persone con mobilità ridotta conviene contattare la biglietteria del teatro, al numero 06 6794753, prima dell'acquisto; il teatro indica anche il WhatsApp 345 9409718 e l'indirizzo prenotazioni@salaumberto.com.
L'età consigliata
Il testo affronta temi adulti, dalla violenza alla giustizia privata, con la leggerezza della commedia. A nostro giudizio è adatto dai quattordici anni in su, soprattutto a chi lo studia a scuola.
La lingua
Molte battute sono in napoletano. Chi non conosce il dialetto può leggere la trama prima dello spettacolo: aiuta a cogliere i passaggi più sottili.
Aprile a Roma: teatro e primavera
Metà aprile è uno dei periodi più piacevoli per il teatro a Roma: le giornate si allungano, le serate sono miti e il centro si presta alle passeggiate prima e dopo lo spettacolo.
Il 25 aprile
L'ultima recita coincide con la Festa della Liberazione: in città ci sono cerimonie e manifestazioni, e alcuni musei hanno orari particolari. Conviene verificare i trasporti prima di uscire.
Il clima
Le temperature di aprile sono gradevoli di giorno e fresche la sera: una giacca leggera basta per l'uscita dal teatro.
Domande frequenti su Il sindaco del rione Sanità
Quando va in scena Il sindaco del rione Sanità alla Sala Umberto?
Il sindaco del rione Sanità con Geppy Gleijeses è in scena alla Sala Umberto dal 13 al 25 aprile 2027. Le serali sono alle 20:30 (mercoledì 21 alle 19:30), le pomeridiane del sabato e della domenica alle 16:00; lunedì 19 aprile è giorno di riposo.
Quanto costano i biglietti del Sindaco del rione Sanità a Roma?
Per Il sindaco del rione Sanità alla Sala Umberto il circuito di prevendita autorizzato indica prezzi interi di 38 euro in poltronissima, 33 euro in poltrona A e 28 euro in poltrona B, più commissioni. La balconata risulta al momento non disponibile.
Chi c'è nel cast?
Nel Sindaco del rione Sanità alla Sala Umberto Geppy Gleijeses è don Antonio Barracano e firma la regia, con la partecipazione di Pino Micol nel ruolo del medico e con Ciro Capano come Arturo Santaniello, insieme a una compagnia di undici attori napoletani.
Di che cosa parla la commedia?
Il sindaco del rione Sanità racconta don Antonio Barracano, uomo che a Napoli amministra una giustizia alternativa a quella dello Stato, e il suo tentativo di impedire che un giovane uccida il padre. È una commedia in tre atti scritta da Eduardo De Filippo nel 1960.
Dove ha debuttato Il sindaco del rione Sanità?
Il sindaco del rione Sanità ha debuttato a Roma, al Teatro Quirino, il 9 dicembre 1960, con Eduardo De Filippo protagonista. Il Quirino è a dieci minuti a piedi dalla Sala Umberto.
Come si arriva alla Sala Umberto?
La Sala Umberto è in via della Mercede 50, nel rione Colonna, dentro la ZTL. Si arriva con la metro A, fermate Spagna o Barberini, e poi a piedi in circa dieci minuti; in taxi si scende a piazza San Silvestro.
Lo spettacolo è adatto ai ragazzi?
Il sindaco del rione Sanità affronta temi adulti come la giustizia privata e la violenza, ma resta una commedia. A nostro giudizio è adatto dai quattordici anni, ed è particolarmente utile agli studenti che studiano Eduardo a scuola.
Il consiglio finale su Il sindaco del rione Sanità
Il consiglio finale è semplice: non perdere l'occasione di vedere Il sindaco del rione Sanità interpretato da un attore che lo sogna da cinquant'anni e che ha conosciuto Eduardo di persona. Conviene scegliere una recita in poltrona, prepararsi rivedendo una delle versioni televisive dirette dall'autore e, prima o dopo lo spettacolo, fare due passi fino al Teatro Quirino, dove la commedia nacque nel 1960. A nostro giudizio la domenica 25 aprile, giorno della Liberazione, è la data più significativa per ascoltare le parole di Barracano sulla giustizia e quelle del dottore sulla verità.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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