E fuori nevica con Vincenzo Salemme al Teatro Sistina — dal 4 maggio 2027
Dal 4 maggio 2027 Vincenzo Salemme è al Teatro Sistina, in via Sistina 129 (00187 Roma), con E fuori nevica, la commedia che ha scritto, dirige e interpreta, prodotta dalla sua compagnia Chi è di scena. Il Sistina indica gli orari dal mercoledì al sabato alle 20.30 e la domenica alle 16; la data di chiusura delle repliche romane non è pubblicata. Il teatro è a pochi passi da piazza Barberini, servita dalla metro A, fermata Barberini. I prezzi pubblicati dal teatro sono 53 euro in poltronissima, 49,50 in poltrona, 43 in prima galleria, 36 in seconda galleria e 32 in terza galleria. I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Sistina, nella biglietteria collegata alla pagina dello spettacolo, o al botteghino di via Sistina.
Tre fratelli, una madre appena morta, un testamento che li obbliga a vivere sotto lo stesso tetto. È lo schema di una delle commedie più amate di Salemme, nata a metà degli anni Novanta e diventata film nel 2014, che torna in palcoscenico con il suo autore. Il giudizio è semplice: chi non ha mai visto Salemme dal vivo ha qui la sua occasione migliore, perché E fuori nevica è il testo in cui la sua comicità napoletana e la sua malinconia si danno la mano meglio che altrove.
E fuori nevica al Sistina in breve
E fuori nevica è in scena al Teatro Sistina di Roma dal 4 maggio 2027, con Vincenzo Salemme e, in ordine alfabetico, Andrea Di Maria, Antonio Guerriero e Stefano Sarcinelli; la presenta Chi è di scena.
Gli orari
La pagina ufficiale del Sistina indica le recite dal mercoledì al sabato alle 20.30 e la domenica alle 16. Il 4 maggio 2027 cade di martedì: l'orario della serata d'apertura va controllato al momento dell'acquisto.
Fino a quando
Il teatro annuncia lo spettacolo con la formula dal 4 maggio, senza data di chiusura. La tenitura precisa si legge nel calendario della biglietteria online, che mostra le serate in vendita.
La compagnia
Accanto a Salemme recitano Andrea Di Maria, Antonio Guerriero e Stefano Sarcinelli. Sarcinelli è un compagno di strada di lunga data: era già con Salemme e Francesco Paolantoni in La gente vuole ridere, nei primi anni Novanta.
Una nota sulla televisione
Il Sistina informa che la produzione ha diramato un comunicato: lo spettacolo potrebbe essere trasmesso in diretta nel mese di gennaio su un'importante emittente televisiva nazionale. Il teatro aggiunge, e ha ragione, che l'esecuzione dal vivo non potrà mai essere superata da una trasmissione sullo schermo.
La trama di E fuori nevica
E fuori nevica racconta tre fratelli, Cico, Stefano ed Enzo Righi, convocati dal notaio dopo la morte della madre: per dividere la cospicua eredità dovranno, per volontà della defunta, vivere insieme.
Cico, il primogenito
Francesco, detto Cico, è il fratello maggiore. La presentazione del Sistina lo descrive con una forma di autismo, capace di picchi di assoluta lucidità e di momenti di depressione: gli riescono cose complicatissime e non sa allacciarsi le scarpe. Quando è felice urla nevica, nevica, e divora quintali di purea per placare l'ansia. È un vulcano di energia che riempie ogni vuoto con una serie frenetica di interpretazioni, dal pizzaiolo al poliziotto, e costringe i fratelli a partecipare.
Stefano, il più ordinario
Stefano ha studiato, si è laureato e si accontenta di fare l'agente di cambio. È innamoratissimo di Nora e sta per sposarla, anche se la relazione, dopo un anno, è ancora soltanto platonica, anzi telefonica, e passa per giunta attraverso la severa futura suocera, che non gli permette di parlare con la figlia.
Enzo, lo sfaccendato
Enzo se n'è andato di casa a diciotto anni ed è il classico maschio immaturo, incapace della minima responsabilità. Si atteggia a musicista, ma nella custodia della chitarra non porta lo strumento, soltanto il necessario per viaggiare. La storia comincia proprio dal suo ritorno nella casa di famiglia.
Il testamento
La madre è morta dopo una lunga malattia, e il notaio legge le sue ultime volontà: l'eredità si divide soltanto se i tre vivono insieme. Stefano non può sposarsi, perché la futura moglie non accetterebbe mai di convivere con quel fratello mezzo matto; Enzo suona sulle navi e non può portarsi in crociera uno che mangia patate e urla che nevica anche il 20 di agosto. Chi si prenderà cura di Cico?
Il bisogno
Nella convivenza forzata, scrive il Sistina, nascono situazioni di irresistibile comicità, ma ogni tanto si affaccia la realtà, a volte crudele, dei bisogni: di pace, di soldi, di affetto. La chiusa della presentazione è la chiave della commedia: è la vita di tutti noi.
Da commedia a film e ritorno: la storia di E fuori nevica
E fuori nevica debutta nel 1995 ed è, secondo le cronache della carriera di Salemme, uno dei suoi grandi successi teatrali, nato da un'idea di Enzo Iacchetti; nel 2014 Salemme ne firma la versione cinematografica.
Gli anni Novanta
La commedia arriva dopo una serie di testi che hanno fondato il teatro di Salemme: Sogni, bisogni, incubi e risvegli nel 1990, A chi figli, a chi figliastri nel 1991, Lo strano caso di Felice C. nel 1992, La gente vuole ridere e Passerotti o pipistrelli nel 1993, Fatti unici per atti comici nel 1994. E fuori nevica chiude quel primo ciclo con il suo successo più largo.
Il film del 2014
Nel 2014 Salemme torna alla regia cinematografica proprio con E fuori nevica, trasponendo il testo sullo schermo. Chi ha visto il film ritroverà personaggi e situazioni; il teatro, però, restituisce i tempi comici per cui la commedia è stata scritta, con le reazioni del pubblico che fanno parte del ritmo.
Il ritorno in scena
Riprendere un proprio testo a trent'anni di distanza significa rileggerlo con un'altra età. Salemme, che nel 1995 aveva trentotto anni, torna ai fratelli Righi dopo aver interpretato Luca Cupiello in Natale in casa Cupiello: il confronto con il maestro, Eduardo, è ormai alle spalle, e la sua commedia di famiglia può mostrare tutta la sua parentela con quella eduardiana.
Chi è Vincenzo Salemme: biografia
Vincenzo Salemme, nato a Bacoli il 24 luglio 1957, è attore, commediografo, comico, regista, sceneggiatore e scrittore: cresciuto nella compagnia di Eduardo De Filippo, ha fondato nel 1990 una propria compagnia e ha portato al cinema molte delle sue commedie.
La famiglia e gli studi
È il secondo dei quattro figli di Enzo Maria Salemme, avvocato, e di Clotilde Di Meo, insegnante. Si diploma al liceo classico Umberto I di Napoli e si iscrive a Lettere e filosofia alla Federico II, che lascia dopo tre esami. I nomi dei fratelli, Antonio e Stefano, sono curiosamente vicini a quelli dei personaggi delle sue commedie.
Tato Russo e l'arrivo a Roma
Nel 1976 è scritturato dalla compagnia di Tato Russo e debutta in Ballata e morte di un capitano del popolo, dal romanzo di Luigi Compagnone. Nel 1977 si trasferisce a Roma e, grazie all'amico Sergio Solli, entra nella compagnia di Eduardo De Filippo.
La scuola di Eduardo
Con Eduardo recita in Quei figuri di tanti anni fa, Il cilindro, Il sindaco del rione Sanità e Il contratto, trasmesse dalla Rete Uno fra il 1978 e il 1981. Resta con lui fino al 1984, anno della morte del maestro, e continua con il figlio Luca De Filippo fino al 1992. In un'intervista del 2018 ha ricordato che Eduardo gli insegnò a italianizzare le parole napoletane per farsi capire in tutta Italia: è la lingua che il pubblico del Sistina ascolterà.
La compagnia Chi è di scena
Nel 1990 fonda l'associazione culturale E.T. per mettersi in proprio. Il debutto è al Teatro dell'Orologio di Roma con Sogni, bisogni, incubi e risvegli, due atti unici, Buonanotte e Il signor Colpodigenio. Il successo gli permette di formare una compagnia professionale: Chi è di scena, la stessa che oggi produce E fuori nevica.
Le commedie
Seguono A chi figli, a chi figliastri, con L'amico del cuore, Telefono azzurro e Passacantando; Lo strano caso di Felice C.; La gente vuole ridere, con Sarcinelli e Paolantoni; Passerotti o pipistrelli, che usa la disabilità per scavare nei disagi umani; Fatti unici per atti comici; E fuori nevica. Nel 1997 mette in scena Premiata pasticceria Bellavista, satira del perbenismo borghese; nel 1999 Di mamma ce n'è una sola; nel 2001 Faccio a pezzi il teatro, antologia delle sue opere.
Il cinema
Al cinema esordisce con Nanni Moretti in Sogni d'oro, Bianca e La messa è finita. Nel 1998 dirige il primo film, L'amico del cuore, che incassa dieci miliardi di lire; seguono Amore a prima vista, A ruota libera, Volesse il cielo!, Ho visto le stelle!, Cose da pazzi, SMS Sotto mentite spoglie, No problem, e più tardi Se mi lasci non vale nel 2016, Una festa esagerata nel 2018, Con tutto il cuore nel 2021. Come attore lavora con Carlo Vanzina, Fausto Brizzi, Giuseppe Tornatore in Baarìa, Neri Parenti, Mario Martone in Morte di un matematico napoletano.
La televisione
È protagonista di Famiglia Salemme Show nel 2006 e di Da Nord a Sud... e ho detto tutto! nel 2009 su Rai Uno; dal 2018 al 2020 siede nella giuria di Tale e quale show. Nel dicembre 2019 Rai 2 trasmette Salemme, il bello della diretta!, tre commedie in tre puntate. Il 6 novembre 2020 conduce una puntata di Tale e quale show, il torneo, in sostituzione di Carlo Conti.
Eduardo, di nuovo
Dall'ottobre 2023 riporta in scena Natale in casa Cupiello, regista e protagonista nel ruolo di Luca Cupiello. Lo spettacolo apre nel 2024 la stagione del Teatro Diana di Napoli e, trasmesso da Rai 1 il 26 dicembre 2024, vince la serata con il 20,54 per cento di share e oltre tre milioni di spettatori. Nel 2025 arriva Ogni promessa è debito, trasmessa in diretta su Rai 1 il 5 gennaio 2026. Prima ancora, dal novembre 2021, il tour di Napoletano? E famme 'na pizza!, portato in televisione su Rai 2 nel 2023.
La comicità di Salemme
La comicità di Vincenzo Salemme viene dalla tradizione farsesca napoletana filtrata dalla lezione di Eduardo: equivoci, famiglie impossibili, un fondo di malinconia sotto la battuta.
Il confine fra sogno e realtà
In La gente vuole ridere Salemme ha ripreso un tema del suo maestro, il confine fra sogno e realtà. In E fuori nevica il sogno ha la voce di Cico, che urla che nevica in pieno agosto: la battuta e la fragilità coincidono.
La disabilità come lente
Già con Passerotti o pipistrelli Salemme aveva usato la disabilità per indagare i disagi di tutti. Paolo Petroni, sul Corriere della Sera, parlò di un modo di fare commedia con un occhio alla realtà. E fuori nevica prosegue su quella strada: si ride di Cico, e poi ci si accorge che il più sano dei tre è forse lui.
L'attore autore
Salemme scrive per sé, e si sente. I tempi comici sono misurati sulla sua voce e sulle sue pause; il pubblico lo sa e aspetta le sue entrate. È il teatro d'attore all'italiana, quello che il Sistina ha ospitato per settant'anni.
Una curiosità su E fuori nevica con Vincenzo Salemme al Teatro Sistina — dal 4 maggio 2027
La curiosità più gustosa riguarda i nomi. Nella commedia i tre fratelli si chiamano Francesco detto Cico, Stefano ed Enzo. Nella vita Vincenzo Salemme è figlio di un avvocato di nome Enzo Maria e ha due fratelli avvocati, Antonio e Stefano. Il fratello immaturo e sfaccendato porta il nome del padre dell'autore, e il fratello laureato e ordinato quello di un fratello vero: è difficile non vederci un gioco affettuoso con la propria famiglia.
La seconda curiosità è la genesi. Secondo le cronache della sua carriera, E fuori nevica nasce nel 1995 da un'idea di Enzo Iacchetti, comico e conduttore lombardo lontanissimo dalla tradizione napoletana. Un'idea arrivata dal Nord, trasformata da Salemme in una commedia di famiglia partenopea: la prova che la sua lezione eduardiana, rendere il napoletano comprensibile a tutta Italia, funziona anche al contrario.
La terza riguarda Roma. Salemme è arrivato a Roma nel 1977 per entrare nella compagnia di Eduardo, e a Roma, al Teatro dell'Orologio, nel 1990 ha fatto nascere la propria compagnia. Il ritorno al Sistina con un testo di quegli anni ha qualcosa di circolare: la città dove ha imparato il mestiere è la stessa dove torna a mostrarlo.
Il Teatro Sistina, la risposta italiana a Broadway
Il Teatro Sistina, in via Sistina 129, è stato inaugurato il 28 dicembre 1949 su progetto di Marcello Piacentini ed è uno dei grandi teatri privati italiani, con 1015 posti in platea e 566 in galleria. La rivista americana Variety lo ha definito la risposta italiana a Broadway.
Una sala senza colonne
La sala è semicircolare, larga 28 metri e profonda 30, senza colonne: da ogni posto il palco si vede senza ostacoli. Per una commedia di quattro attori, fatta di entrate, uscite e reazioni, la vista d'insieme dalla galleria è un vantaggio più che un ripiego.
Dove c'era una chiesa
Il teatro fu costruito fra il 1946 e il 1949 sul sito della chiesa di Santa Francesca Romana, lungo quella che si chiamava Strada Felice. Il primo film proiettato fu Le mura di Malapaga, la prima rivista Bada che ti mangio, con Totò e Isa Barzizza.
Il tempio della commedia musicale
Dal 1960 al 2006 il teatro è stato guidato da Garinei e Giovannini, gli autori di Rugantino e Aggiungi un posto a tavola; dal 2013 la direzione artistica è di Massimo Romeo Piparo. Il cartellone completo è sul sito ufficiale del Sistina.
Una cosa che non ti dice nessuno su E fuori nevica con Vincenzo Salemme al Teatro Sistina — dal 4 maggio 2027
Quello che si dice poco è che i prezzi di questa produzione sono più alti di quelli di altre tournée di prosa ospitate dal Sistina nella stessa stagione, come La moglie fantasma, da 30 a 49 euro: qui si va da 32 euro in terza galleria a 53 in poltronissima. È il prezzo di un nome che riempie le sale da trent'anni. Il rovescio della medaglia è che i settori economici vanno via presto: chi vuole spendere poco deve comprare per primo, non per ultimo.
La seconda cosa riguarda il tema. E fuori nevica è una commedia, e si ride molto; ma parla di una madre morta, di un fratello fragile, di soldi e di solitudine. Chi ha vissuto in famiglia la cura di una persona con disabilità o una divisione ereditaria difficile troverà battute che fanno ridere e pensare nello stesso momento. Non è una ragione per non andare: è una ragione per andarci preparati.
La terza è sul calendario. Maggio è un mese pieno per Roma, fra ponti, gite scolastiche e turismo di primavera. Le repliche della domenica pomeriggio si riempiono di famiglie e di gruppi organizzati; quelle del mercoledì e del giovedì sera sono le più tranquille per chi vive in città.
Il consiglio che ti do per visitare E fuori nevica con Vincenzo Salemme al Teatro Sistina — dal 4 maggio 2027
Il consiglio è di scegliere la prima galleria, a 43 euro. In una sala senza colonne, per una commedia di quattro attori dove le reazioni di chi ascolta contano quanto le battute di chi parla, la vista dall'alto restituisce il disegno delle scene meglio della poltronissima. La poltronissima ha senso per chi vuole vedere da vicino il volto di Salemme, che è metà dello spettacolo.
Secondo consiglio: arrivate dall'alto, a piedi. Scendete in metro a Spagna, salite la scalinata di Trinità dei Monti e percorrete via Sistina in piano fino al numero 129. A maggio, alle otto di sera, la luce sulla scalinata è ancora calda, e dieci minuti di cammino valgono il biglietto della metro risparmiato.
Terzo: se potete, rivedete il film del 2014 dopo, non prima. Il teatro vive di sorpresa, e le battute di Cico funzionano meglio se non le si aspetta. Il film servirà poi a ritrovare la storia e a misurare quanto il palcoscenico aggiunge.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che al Sistina siano nati Rugantino e Aggiungi un posto a tavola lo sanno quasi tutti. Si ricorda meno che negli anni Cinquanta il teatro rischiò di diventare un cinema per sempre. Un gruppo di industriali cinematografici lo trasformò in sala Cinerama, con tre cabine di proiezione e uno schermo largo 27 metri e alto 11. L'esperimento fallì e si tornò al teatro: senza quel fallimento, la commedia musicale italiana avrebbe avuto un'altra storia.
Il secondo fatto riguarda Salemme, ed è risaputo quanto trascurato: è uno degli attori formati direttamente da Eduardo, sul palcoscenico e non sui libri. È entrato nella sua compagnia nel 1977, ci è rimasto fino alla morte del maestro nel 1984 e poi con Luca De Filippo fino al 1992. Quindici anni di scuola eduardiana, prima di scrivere una riga per sé.
Il terzo è una coincidenza di sala. Il Sistina è il teatro della commedia all'italiana di Garinei e Giovannini, quella che mescola risata e sentimento senza vergogna. E fuori nevica appartiene alla stessa famiglia: una commedia popolare che non ha paura di commuovere. Su questo palco è a casa sua.
Come arrivare al Teatro Sistina per E fuori nevica
Il Teatro Sistina si raggiunge con la metro A, fermata Barberini: da piazza Barberini si sale per via Sistina e il teatro è al numero 129, a pochi minuti a piedi.
In metropolitana
La linea A collega Barberini a Termini in due fermate. È il modo più semplice per arrivare e per tornare, anche a fine serata.
A piedi dal centro
Via Sistina collega piazza Barberini alla Trinità dei Monti, in cima alla scalinata di piazza di Spagna. Chi è in centro può salire la scalinata e percorrere la strada in piano.
Autobus
Le linee di superficie che servono piazza Barberini e via del Tritone cambiano spesso percorso, di sera più che di giorno: conviene controllarle il giorno stesso sul calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto romana.
In auto e in taxi
Il Sistina è nel centro storico, dentro la zona a traffico limitato: l'auto è sconsigliata. Chi arriva da fuori la lasci in un parcheggio fuori dalla ZTL e prosegua in metro. Per l'uscita serale il taxi è comodo per chi non abita vicino alla linea A; piazza Barberini è un punto di raccolta facile da indicare.
La foto giusta da fare a E fuori nevica con Vincenzo Salemme al Teatro Sistina — dal 4 maggio 2027
La foto del Sistina si fa dall'altro lato di via Sistina, con l'insegna e la facciata illuminata nell'inquadratura. La sera, prima dello spettacolo, la luce dell'ingresso e la folla davanti alle porte danno l'immagine di un teatro vivo. Fatela all'arrivo: all'uscita la strada si riempie e lo scatto riesce peggio.
Per chi ama i giochi di parole c'è una foto in tema: il cartellone con il titolo, E fuori nevica, sotto un cielo di maggio senza una nuvola. È la stessa ironia di Cico, che urla che nevica il 20 di agosto, e fra dieci anni sarà quella che vi farà sorridere di più.
La terza foto si fa alla Trinità dei Monti, in fondo a via Sistina, con la scalinata di piazza di Spagna illuminata sotto di voi. È a cinque minuti dal teatro; con la replica della domenica alle 16 si esce ancora con la luce, e il panorama sui tetti verso San Pietro è il migliore della zona.
Dentro, durante lo spettacolo, niente foto né video: è una regola del teatro e una forma di rispetto verso gli attori. Gli applausi finali sono il momento in cui chiedere a una maschera se uno scatto è permesso.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il 28 dicembre 1949 il Sistina apre come cinema e teatro. Poco dopo va in scena la prima rivista, Bada che ti mangio, prodotta da Remigio Paone, con Totò e Isa Barzizza. Nell'ottobre 1950 il sipario si apre su La Bisarca di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, con le scene di Giulio Coltellacci: comincia un rapporto che segnerà la storia del teatro italiano. Il 15 dicembre 1952 debutta Attanasio cavallo vanesio con Renato Rascel, prima di una serie di fiabe musicali che apre l'epoca della commedia musicale.
Nel 1953, durante uno spettacolo di beneficenza, Sandro Giovannini vede Delia Scala ballare e decide che sarà la protagonista del nuovo teatro musicale. Dopo la parentesi del Cinerama, nel 1960 la gestione passa a Garinei e Giovannini, che la terranno fino al 2006; dal 1977, dopo la morte di Giovannini, Garinei la guida da solo. Sono gli anni di Rugantino, Aggiungi un posto a tavola, Il giorno della tartaruga, Un paio d'ali, Alleluja brava gente.
Dal 2013 la direzione artistica è di Massimo Romeo Piparo, che riporta il Sistina a produrre musical in proprio: Jesus Christ Superstar con Ted Neeley, Mamma Mia!, Evita, Billy Elliot, School of Rock, Il marchese del Grillo, Cats, Matilda, West Side Story. Accanto ai musical il teatro ospita concerti e tournée di prosa, come quella di E fuori nevica, che nel maggio 2027 riporta su questo palco la commedia napoletana d'autore.
Chi è passato da E fuori nevica con Vincenzo Salemme al Teatro Sistina — dal 4 maggio 2027
Dal palco del Sistina sono passati i grandi nomi dello spettacolo italiano, molti dei quali qui hanno debuttato o sono stati consacrati: Marcello Mastroianni, Renato Rascel, Delia Scala, Carlo Dapporto, Aldo Fabrizi, Walter Chiari, Gino Bramieri, Johnny Dorelli, Paolo Panelli, Bice Valori, Enrico Montesano, Gigi Proietti, Mariangela Melato, Sabrina Ferilli, Valerio Mastandrea, Massimo Ghini, Serena Autieri. E Totò, che vi inaugurò la stagione teatrale.
Negli anni della direzione Piparo il Sistina ha ospitato concerti di John Legend, Massimo Ranieri, Ornella Vanoni, Renzo Arbore e Fiorello, e musical con Ted Neeley e Lillo. Nelle ultime stagioni il cartellone ha alternato produzioni proprie come Mamma Mia! e tournée di prosa come La moglie fantasma.
Fra questi nomi, alcuni hanno un filo diretto con Salemme. Totò, che inaugurò la stagione teatrale del Sistina, lega questo palco alla comicità napoletana da cui Salemme discende. Aldo Fabrizi, Gino Bramieri, Walter Chiari sono i maestri della commedia d'attore che scrive e recita per sé. E Serena Autieri ha recitato con Salemme al cinema in Se mi lasci non vale: fra le quinte del Sistina, E fuori nevica ritrova una famiglia.
Via Sistina e i dintorni del teatro
Il Teatro Sistina si trova fra piazza Barberini e la Trinità dei Monti, in una delle zone più eleganti del centro di Roma.
Piazza Barberini
Ai piedi di via Sistina c'è piazza Barberini, con la Fontana del Tritone di Bernini. Poco sopra, Palazzo Barberini ospita la Galleria nazionale d'arte antica; di fronte comincia via Veneto.
La Trinità dei Monti e il Pincio
All'altra estremità di via Sistina si arriva alla Trinità dei Monti e, proseguendo, al Pincio, con la terrazza su piazza del Popolo, e poi a Villa Borghese. A maggio, per la replica della domenica pomeriggio, una mattina al Pincio è il complemento ideale.
Verso Trevi
Scendendo da piazza Barberini verso via del Tritone si raggiunge in dieci minuti la Fontana di Trevi. La sera, dopo lo spettacolo, è meno affollata che di giorno.
Dove mangiare prima e dopo E fuori nevica
La zona fra piazza Barberini, via Sistina e piazza di Spagna ha un'offerta ampia di ristoranti, trattorie e bar, con prezzi in media più alti che in altri quartieri.
Prima delle 20.30
Con l'inizio alle 20.30 conviene mangiare qualcosa di veloce prima, oppure cenare dopo. Intorno a piazza Barberini e verso via del Tritone si trovano bar e locali per un pasto leggero.
Dopo lo spettacolo
La cena dopo teatro è una tradizione romana, e nel centro molte cucine sono aperte anche a tarda sera. Scendendo verso Trevi e il Pantheon la scelta aumenta; chi vuole spendere meno può spostarsi verso Monti, a qualche fermata di metro.
In tema con la commedia
Dopo due ore con un protagonista che divora purea di patate per calmare l'ansia, la tentazione è evidente. A Roma le patate si mangiano in mille modi, a cominciare dalle patate al forno delle trattorie: ordinarle è l'omaggio più coerente a Cico.
Accessibilità e informazioni pratiche
Per esigenze di accessibilità, posti per persone in sedia a rotelle e accompagnatori, il riferimento è il botteghino del Teatro Sistina, da contattare prima dell'acquisto.
Arrivare in orario
Al Sistina, come in tutti i grandi teatri, i ritardatari entrano solo in momenti precisi. In una sala da oltre 1500 posti, venti minuti di anticipo sono il minimo per sistemarsi con calma.
Con i ragazzi
E fuori nevica è una commedia per un pubblico ampio, ma i temi sono adulti: la morte di una madre, l'eredità, la disabilità di un fratello. Il teatro non indica limiti d'età; a nostro giudizio è adatta dai dodici anni in su, ed è un buon modo per parlare in famiglia di fragilità senza pesantezza.
Maggio a Roma
A maggio le serate romane sono miti, e la salita di via Sistina si fa volentieri a piedi. È uno dei mesi migliori per la città, con giornate lunghe e teatri ancora in stagione, ma anche uno dei più affollati: prenotare cena e biglietti con anticipo è prudente.
Domande frequenti su E fuori nevica al Sistina
Quando va in scena E fuori nevica al Teatro Sistina?
E fuori nevica con Vincenzo Salemme va in scena al Teatro Sistina di Roma dal 4 maggio 2027, dal mercoledì al sabato alle 20.30 e la domenica alle 16. Il teatro non pubblica una data di chiusura: le serate in vendita si vedono nel calendario della biglietteria ufficiale.
Quanto costano i biglietti per E fuori nevica?
I biglietti per E fuori nevica al Sistina costano 53 euro in poltronissima, 49,50 in poltrona, 43 in prima galleria, 36 in seconda galleria e 32 in terza galleria, secondo il listino pubblicato dal teatro. Si comprano sul sito ufficiale del Sistina o al botteghino di via Sistina.
Chi recita in E fuori nevica?
In E fuori nevica al Sistina recitano Vincenzo Salemme, autore e regista della commedia, e, in ordine alfabetico, Andrea Di Maria, Antonio Guerriero e Stefano Sarcinelli. Lo spettacolo è presentato da Chi è di scena, la compagnia fondata da Salemme nei primi anni Novanta.
Di che cosa parla E fuori nevica?
E fuori nevica racconta i fratelli Righi: Cico, fragile e geniale, Stefano, agente di cambio fidanzato per telefono, ed Enzo, finto musicista. Alla morte della madre, il testamento impone loro di vivere insieme per dividere l'eredità. Dalla convivenza forzata nascono risate e bisogni veri: pace, soldi, affetto.
E fuori nevica è lo stesso del film?
E fuori nevica è la commedia teatrale che Vincenzo Salemme ha portato in scena dal 1995 e che nel 2014 ha diretto anche al cinema. Al Sistina si vede la versione teatrale, con Salemme in scena: personaggi e situazioni sono quelli, ma i tempi comici sono quelli del palcoscenico.
Come si arriva al Teatro Sistina?
Il Teatro Sistina è in via Sistina 129 e si raggiunge con la metro A, fermata Barberini, a pochi minuti a piedi. Dal centro si arriva anche salendo la scalinata di piazza di Spagna e percorrendo via Sistina dalla Trinità dei Monti. Il teatro è in zona a traffico limitato.
E fuori nevica è adatto ai ragazzi?
E fuori nevica al Teatro Sistina è una commedia per un pubblico ampio, senza limiti d'età indicati dal teatro. I temi, la morte della madre e la disabilità di un fratello, sono trattati con leggerezza ma sono adulti: dai dodici anni in su lo spettacolo si segue e si discute bene.
Il consiglio finale
Al Sistina si va di solito per i grandi musical; per Salemme si va per un'altra ragione, per vedere un attore autore cresciuto nella compagnia di Eduardo nella commedia che lo rappresenta meglio. Il consiglio è netto: prima galleria, un mercoledì o un giovedì sera, arrivo a piedi dalla Trinità dei Monti. E quando Cico urlerà che nevica, lasciatevi andare: è il momento in cui la risata e la commozione si toccano.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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