Luca Rubegni, Poco prima, subito dopo alla galleria Francesca Antonini — dal 14 ottobre 2026
Poco prima, subito dopo, mostra personale del pittore Luca Rubegni, con un testo critico di Gaia Bobò, apre dal 14 ottobre 2026 alla galleria Francesca Antonini Arte Contemporanea, in via Capo le Case 4 (00187 Roma), nel rione Colonna, nel centro storico. La galleria non ha ancora pubblicato la data di chiusura. È aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18; il prezzo di ingresso non è pubblicato, e come nelle altre gallerie private si entra negli orari di apertura. Per informazioni la galleria risponde al numero 06 6791387, al cellulare 327 6231829 e all'indirizzo info@francescaantonini.it, come indicato sul sito ufficiale della galleria. Per arrivare con i mezzi pubblici il riferimento è il calcolatore di percorso di ATAC; dal centro storico la galleria si raggiunge a piedi.

Luca Rubegni è un pittore romano nato nel 1993 che vive e lavora a Parigi. Dipinge a olio su tela, su lino e su carta di cotone, con titoli spesso in francese e serie che tornano nel tempo, come le Allégories italiennes. Poco prima, subito dopo è la sua mostra nella galleria romana che lo rappresenta, una delle più antiche della città, nata nel 1964 con il nome Il Segno.
Poco prima, subito dopo di Luca Rubegni in breve
La mostra di Luca Rubegni apre il 14 ottobre 2026 nella sede di via Capo le Case.
Le date
La galleria annuncia la mostra dal 14 ottobre 2026. La data di chiusura non è ancora pubblicata: conviene controllare il sito ufficiale o chiedere direttamente alla galleria.
Gli orari
Francesca Antonini Arte Contemporanea è aperta dal martedì al venerdì, dalle 12 alle 18. Il sabato, la domenica e il lunedì non risultano orari di apertura: è un dettaglio importante per chi programma la visita.
Il testo critico
La mostra è accompagnata da un testo di Gaia Bobò, come indica la presentazione della galleria.
L'ingresso
La galleria non pubblica un prezzo di ingresso. Come nelle altre gallerie private del centro, si entra liberamente negli orari di apertura.
Che cosa aspettarsi da Poco prima, subito dopo
Poco prima, subito dopo è una personale di pittura: il linguaggio di Rubegni è l'olio, su tela, su lino e su carta.
Il titolo
Poco prima, subito dopo: il titolo parla di un tempo sospeso, del momento che precede un evento e di quello che lo segue, lasciando fuori l'evento stesso. È un'idea che si adatta bene alla pittura, capace di fermare un istante e di suggerire ciò che è appena accaduto o sta per accadere.
L'immagine della mostra
Per presentare la mostra la galleria ha scelto un'opera del 2026, Allégorie italienne, un bizarre rêve d'été (St. Georges et le dragon), olio su lino di 100 per 80 centimetri. Il titolo, in francese, unisce un'allegoria italiana, uno strano sogno d'estate e uno dei temi più antichi della pittura europea, san Giorgio e il drago.
Le serie
Sul sito della galleria la pagina dell'artista presenta opere recenti come La nuit à Ur, del 2024, Il secondo pomeriggio, Abandoned Playroom e Le guet, del 2025, Allégorie italienne, Passage, del 2024, e una serie di piccoli oli su carta di cotone intitolata doublure, del 2025.
Quanto dura la visita
Per una personale di pittura in galleria conviene calcolare fra mezz'ora e un'ora, a seconda di quanto ci si vuole fermare davanti ai quadri.
Chi è Luca Rubegni
Luca Rubegni è nato a Roma nel 1993 e vive e lavora a Parigi, secondo la biografia pubblicata dalla galleria.
Un pittore romano a Parigi
Il legame con la Francia si legge nei titoli delle opere, molti dei quali in francese, e nel percorso espositivo, con mostre in gallerie parigine. Poco prima, subito dopo è quindi anche un ritorno nella città natale.
I materiali
Le opere presentate dalla galleria sono oli su tela, su lino e su carta di cotone, in formati che vanno dai 25 per 35 centimetri della serie doublure ai 100 per 120 di Abandoned Playroom.
Un artista della galleria
Rubegni è fra gli artisti rappresentati da Francesca Antonini Arte Contemporanea, insieme a nomi come Simone Cametti, Rudy Cremonini, Alice Faloretti e Marta Naturale. Essere rappresentato da una galleria significa avere un interlocutore stabile che segue il lavoro nel tempo, lo porta nelle fiere e lo presenta ai collezionisti: una personale nella sede della galleria è il momento in cui questo rapporto si mostra al pubblico.
Anche curatore
Il curriculum pubblicato dalla galleria indica che nel 2020 Rubegni ha curato la mostra Vuoto di Senso Senso di Vuoto per il festival Walk in Studio, a Milano: un segno di un interesse che va oltre il proprio lavoro di pittore.
Le mostre personali di Luca Rubegni
Il curriculum pubblicato dalla galleria elenca cinque personali prima di quella romana.
Vienna 2017
La prima è In-concettuale, nel 2017, da Hassman e Liebfrau a Vienna, a cura di Martin Kolsrud. Nello stesso anno Rubegni partecipa a The Essence 17, mostra dell'Università di Arti Applicate di Vienna.
Montalcino 2019 e 2020
Nel 2019 tiene «Le parole che non ti ho detto» alla Galleria La Linea di Montalcino, a cura di Matteo Scuffiotti, con un testo di Omar Galliani; nel 2020 torna nella stessa galleria con In Fabula.
Torino 2021
Nel 2021 presenta a Torino, all'Osservatorio Futura, la personale Tutto è già stato fatto perché manca l'ultima cosa da fare, a cura di Federico Palumbo.
Milano 2024
Nel 2024 la mostra SCÈNES alla Collezione Davide Jais di Milano chiude l'elenco delle personali prima di Roma.
Le mostre collettive e i premi
Accanto alle personali, il curriculum di Rubegni elenca una serie fitta di collettive, fra musei civici, premi e gallerie in Italia e all'estero.
I musei
Nel 2023 partecipa ad Artefici del nostro tempo, promossa da un museo civico veneziano e dalla Città di Venezia e ospitata nel Padiglione Venezia durante la 18esima Biennale di Architettura. Nel 2024 è in Matisse e la luce del Mediterraneo al Centro Culturale Candiani di Mestre, mostra organizzata da MUVE, Fondazione Musei Civici di Venezia, a cura di Elisabetta Barisoni, e in Gran Turismo al Museo Civico di Asiago, a cura di Camillo Langone.
I premi
Nel 2023 è fra gli artisti di Under Raffaello, a cura di Camillo Langone per il Premio Marche a Urbino, e del Combat Prize al Museo Civico Giovanni Fattori, negli ex Granai di Villa Mimbelli a Livorno.
Parigi e l'Olanda
A Parigi espone nel 2023 al Salon d'été numero 1 della T e L Galerie, a cura di Tancredi Hertzog, e nel 2025 in Le cose che non sappiamo alla Galerie Romero Paprocki. Nel 2020 e nel 2021 partecipa a due progetti di Susan Bites a cura di Valentino Russo e Arthur Cordier, fra L'Aia, in Olanda, e Rochefort, in Belgio.
Gli ultimi anni in Italia
Nel 2025 è in FRINGE da LABS Contemporary Art a Bologna, a cura di Marta Orsola Sironi. Negli anni precedenti espone a Milano, Carrara, Tricase, in Alta Langa e a Torino; fra le prime collettive, nel 2015, Nuovo Mecenatismo con l'Accademia di Belle Arti di Firenze a Monte Senario e, nel 2019, L'orizzonte del mare con l'Accademia di Belle Arti di Brera a Portoferraio.
Una curiosità su Luca Rubegni, Poco prima, subito dopo alla galleria Francesca Antonini — dal 14 ottobre 2026
La curiosità più evidente è nei titoli. Un pittore nato a Roma, che espone a Roma, intitola molte delle sue opere in francese: La nuit à Ur, Le guet, Allégorie italienne. Il quadro scelto per presentare la mostra si chiama Allégorie italienne, un bizarre rêve d'été (St. Georges et le dragon): un'allegoria italiana raccontata in francese, con un santo che ha un nome inglese tra parentesi. È il ritratto di un artista che vive a Parigi e guarda all'Italia da lontano, e che costruisce i suoi quadri anche con le parole.
La seconda curiosità riguarda il soggetto di quell'opera. San Giorgio e il drago è uno dei temi più frequentati della pittura europea; Rubegni lo inserisce in una serie che chiama allegoria italiana e lo definisce uno strano sogno d'estate. A nostro giudizio è una chiave per entrare nella mostra: la tradizione della pittura italiana, rivista con ironia e con un gusto per il sogno.
La terza riguarda la galleria. Francesca Antonini Arte Contemporanea è nata nel 1964 come Il Segno e ha lavorato con Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Alberto Burri, Lucio Fontana, Alberto Giacometti e Fausto Melotti. Che oggi presenti un pittore figurativo nato nel 1993 dice molto della sua scelta, dal 2014, di dedicarsi alla giovane arte emergente.
Francesca Antonini Arte Contemporanea: la galleria
La galleria di via Capo le Case è stata fondata da Angelica Savinio nel 1964 con il nome Il Segno, ed è una delle gallerie storiche di Roma.
I grandi nomi
Secondo la presentazione ufficiale, Il Segno ha avviato un importante percorso di collaborazione con alcuni dei maggiori artisti internazionali, fra cui Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Alberto Burri, Lucio Fontana, Alberto Giacometti e Fausto Melotti, diventando protagonista del panorama italiano dei decenni successivi.
Il cambio di nome
Nel 2014, in occasione del cinquantesimo anniversario, la galleria ha cambiato nome in Francesca Antonini Arte Contemporanea, segnando l'avvio di un nuovo percorso espositivo e il rinnovamento del proprio ambito di ricerca.
La giovane arte
Oggi la galleria è orientata soprattutto verso la giovane arte emergente e i linguaggi sperimentali, con collaborazioni con artisti stranieri e la partecipazione a fiere in Italia e all'estero. La sua attività è improntata allo scouting e alla promozione degli artisti delle ultime generazioni, con una programmazione che alterna collettive e personali ideate e prodotte per la galleria.
Le persone
La galleria indica Francesca Antonini come fondatrice, Federica Terone come direttrice e Rebecca Bevilacqua come assistente. Sono loro i riferimenti per chi chiede informazioni sulle opere.
Una cosa che non ti dice nessuno su Luca Rubegni, Poco prima, subito dopo alla galleria Francesca Antonini — dal 14 ottobre 2026
La cosa che raramente si dice di questa galleria è che non apre il sabato. Gli orari pubblicati vanno dal martedì al venerdì, dalle 12 alle 18: chi pensa di vedere la mostra nel fine settimana, come si fa con molte gallerie del centro, trova la porta chiusa. La visita va programmata in un giorno feriale, magari nella pausa pranzo per chi lavora in centro, dato che l'apertura è a mezzogiorno.
Il secondo aspetto riguarda la durata. La galleria ha annunciato l'apertura dal 14 ottobre, ma non ha pubblicato la data di chiusura. Nelle gallerie private le mostre durano in genere qualche settimana; chi vuole essere sicuro di vederla conviene ci vada nelle prime settimane, o chieda la data al telefono.
La terza cosa riguarda il rapporto con le gallerie. Molti visitatori del centro passano davanti alle vetrine senza entrare, convinti che le gallerie siano riservate ai collezionisti. Non è così: si entra liberamente, si guarda, si chiede. La galleria scrive anche di accettare candidature spontanee di artisti, un dettaglio utile per chi dipinge e cerca un interlocutore.
Come arrivare alla galleria Francesca Antonini
La galleria è in via Capo le Case 4, nel rione Colonna, nel centro storico di Roma.
A piedi
Il modo migliore per arrivare è a piedi. Via Capo le Case si trova nella zona compresa fra piazza di Spagna e via del Tritone, a pochi minuti da molte delle mete più visitate del centro.
Con i mezzi pubblici
La galleria non pubblica indicazioni sui mezzi. Il centro è servito da molte linee di autobus e dalla metropolitana: per il percorso esatto dal proprio punto di partenza conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC.
In auto
Nel centro storico la circolazione è limitata e i parcheggi sono rari. L'auto è sconsigliata; il taxi può lasciare nelle vicinanze.
Il consiglio che ti do per visitare Luca Rubegni, Poco prima, subito dopo alla galleria Francesca Antonini — dal 14 ottobre 2026
Il consiglio è di andare in un giorno feriale, nel primo pomeriggio, e di dare ai quadri il tempo che chiedono. La pittura figurativa di Rubegni lavora su scene e situazioni sospese, e il titolo della mostra invita a chiedersi che cosa è accaduto poco prima e che cosa accadrà subito dopo. È un esercizio che si fa bene solo con calma, fermandosi davanti a ogni tela.
Il secondo suggerimento è di leggere i titoli. Nelle opere di Rubegni i titoli non sono etichette: sono parte del quadro, spesso in francese, con riferimenti alla storia della pittura e alla letteratura. Leggere il titolo prima di guardare l'opera, e poi rileggerlo dopo, cambia la percezione dell'immagine.
Terzo: chiedere al personale il testo di Gaia Bobò che accompagna la mostra. È lo strumento migliore per capire il progetto. Infine, ricordare che la galleria chiude alle 18 e non apre il sabato: una visita a fine pomeriggio, dopo le 17.30, rischia di essere troppo breve.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Roma è stata, nel secondo Novecento, una delle capitali dell'arte contemporanea italiana, con gallerie che hanno portato in città i grandi nomi internazionali. Meno spesso si ricorda che alcune di quelle gallerie esistono ancora, con nomi diversi e nuove direzioni. Francesca Antonini Arte Contemporanea è una di queste: nata nel 1964 come Il Segno, fondata da Angelica Savinio, ha lavorato con Warhol, Rauschenberg, Burri, Fontana, Giacometti e Melotti.
Nel 2014, per il cinquantesimo anniversario, la galleria ha cambiato nome e indirizzo di ricerca, scegliendo di dedicarsi ai giovani artisti e ai linguaggi sperimentali. È un passaggio di testimone poco comune: una galleria storica che, invece di vivere del proprio archivio, punta sullo scouting delle ultime generazioni.
A nostro giudizio è il dato da tenere a mente entrando in via Capo le Case. Le pareti che oggi ospitano i quadri di un pittore nato nel 1993 appartengono a una storia che ha attraversato sessant'anni di arte contemporanea a Roma.
La foto giusta da fare a Luca Rubegni, Poco prima, subito dopo alla galleria Francesca Antonini — dal 14 ottobre 2026
In una galleria la prima regola è chiedere: prima di fotografare i quadri conviene domandare al personale se è consentito. In genere si fotografa senza flash, e se si pubblica è corretto citare l'artista, il titolo dell'opera e la galleria.
Per una mostra di pittura figurativa, la foto giusta è quella del dettaglio: una mano, un volto, un oggetto dipinto, la superficie del lino con le pennellate in luce radente. Sono immagini che restituiscono la pittura meglio di una foto frontale dell'intero quadro, che sullo schermo del telefono perde colori e proporzioni.
La seconda foto si fa fuori, ispirandosi al titolo. Nelle strade del rione, fra piazza di Spagna e via del Tritone, cercate un momento sospeso: una persona che sta per attraversare, una porta che si è appena chiusa, un tavolino abbandonato da poco. È una fotografia del poco prima o del subito dopo, nello spirito della mostra.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
1964: Angelica Savinio fonda a Roma la galleria Il Segno, che avvia collaborazioni con artisti come Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Alberto Burri, Lucio Fontana, Alberto Giacometti e Fausto Melotti.
2014: per il cinquantesimo anniversario la galleria cambia nome in Francesca Antonini Arte Contemporanea e si orienta verso la giovane arte emergente e i linguaggi sperimentali.
2017: Monica Carocci presenta Outer Space. 2018: la collettiva Terra-cotta. 2019: Guglielmo Castelli presenta Iposcenio.
2020: Simone Cametti presenta 4.500 gradi Kelvin. 2021: Benedetto Pietromarchi presenta [adapt]. e Marta Naturale La passeggiata.
2022: Rudy Cremonini presenta Capriccio. 2023: Alice Faloretti presenta Il continente buio, Simone Cametti torna con Nix.
2024: la collettiva Come in un giardino. 2025: Alessandro Roma presenta Assolo numero 6, Rudy Cremonini Epifania o il tempo di una sigaretta.
2026: a maggio la collettiva Dopo le sei di sera. Derive del realismo magico; dal 14 ottobre la personale di Luca Rubegni, Poco prima, subito dopo.
Chi è passato da Luca Rubegni, Poco prima, subito dopo alla galleria Francesca Antonini — dal 14 ottobre 2026
Dalla galleria di via Capo le Case, nella sua storia di Il Segno, sono passati alcuni dei nomi più importanti dell'arte del Novecento: Andy Warhol, Robert Rauschenberg, Alberto Burri, Lucio Fontana, Alberto Giacometti e Fausto Melotti, secondo la presentazione ufficiale della galleria.
Dopo il 2014 la galleria ha accolto una generazione nuova. Hanno esposto qui Monica Carocci, Guglielmo Castelli, Simone Cametti, Benedetto Pietromarchi, Marta Naturale, Rudy Cremonini, Alice Faloretti, Alessandro Roma, e la galleria rappresenta oggi anche Dario Carratta, Sabrina Casadei, Francesco Casati, Alessandra Giovannoni, Enrico Tealdi e Oxana Tregubova. L'elenco degli artisti ospiti comprende fra gli altri Gianluigi Toccafondo, Emiliano Maggi, Alessandro Scarabello e Davide Rivalta.
Dal 14 ottobre passa da via Capo le Case Luca Rubegni, con i suoi quadri nati a Parigi, e con lui Gaia Bobò, autrice del testo che accompagna la mostra. È un ritorno a Roma per un pittore nato in città, in una galleria che dal 1964 lega le generazioni dell'arte contemporanea.
Che cosa vedere vicino alla galleria
Via Capo le Case è nel centro storico, fra piazza di Spagna e via del Tritone, in una delle zone più ricche di monumenti e musei della città.
Sant'Andrea delle Fratte
A pochi passi c'è la basilica di Sant'Andrea delle Fratte, affacciata sulla via.
Piazza di Spagna
Verso nord si raggiungono piazza di Spagna, la scalinata e Trinità dei Monti; accanto alla scalinata, la Keats Shelley House.
Fontana di Trevi e il Tritone
Verso sud si arriva alla Fontana di Trevi; salendo verso piazza Barberini si incontra la Fontana del Tritone.
Palazzo Barberini
Poco oltre c'è Palazzo Barberini, con la Galleria Nazionale d'Arte Antica: il posto giusto per vedere da vicino la tradizione pittorica a cui un artista come Rubegni guarda con ironia.
Dove mangiare nei dintorni
La zona fra piazza di Spagna, via del Tritone e Fontana di Trevi ha un'offerta ampia, con i prezzi del centro storico.
Un pranzo veloce
Dato che la galleria apre a mezzogiorno, una buona soluzione è un pranzo veloce in uno dei bar e delle tavole calde della zona prima della visita, o subito dopo.
Le strade secondarie
Nei locali affacciati sulle piazze monumentali si paga la vista. Le strade secondarie del rione offrono trattorie e bar più semplici e spesso più convenienti.
Accessibilità e informazioni pratiche
Per l'accesso con sedia a rotelle o passeggino conviene chiedere alla galleria prima della visita, al numero 06 6791387. Gli spazi delle gallerie del centro storico sono spesso in palazzi storici, e le condizioni variano.
Con i bambini
Una mostra di pittura figurativa, con scene, personaggi e titoli misteriosi, può funzionare anche con ragazzi curiosi: inventare che cosa è successo poco prima e che cosa succederà subito dopo ogni quadro è un gioco che rende la visita viva.
Esperienze su misura
Per un'esperienza privata fra gallerie d'arte contemporanea e monumenti del centro, Tour Leader Pro organizza tour ed esperienze private, aziendali e V.I.P. su misura.
Contatti
La galleria risponde al numero 06 6791387, al cellulare 327 6231829 e all'indirizzo info@francescaantonini.it.
Come guardare i quadri di Luca Rubegni: tre esercizi
Una personale di pittura si gode meglio con qualche domanda in tasca.
Primo: il prima e il dopo
Il titolo stesso suggerisce il primo esercizio. Davanti a ogni quadro chiedersi che cosa è successo un istante prima e che cosa succederà un istante dopo. La pittura ferma il tempo; lo spettatore lo rimette in moto.
Secondo: i formati
Le opere di Rubegni vanno dai piccoli oli su carta della serie doublure, 25 per 35 centimetri, alle tele di un metro e più. Conviene osservare come cambia il rapporto con l'immagine passando da un quadro da guardare da vicino a uno da guardare a distanza.
Terzo: la tradizione
Un soggetto come san Giorgio e il drago appartiene alla storia della pittura. Chi ha visto le versioni antiche nei musei romani può confrontarle con quella di Rubegni, e chiedersi che cosa ne resta e che cosa cambia.
Come organizzare la visita
La visita alla mostra di Luca Rubegni si inserisce facilmente in una giornata nel centro, a patto di rispettare gli orari della galleria.
Il momento giusto
La galleria apre alle 12: una buona soluzione è una mattina dedicata ai monumenti del rione, una visita in galleria verso mezzogiorno e mezzo e poi il pranzo. In alternativa, il primo pomeriggio, quando la zona è meno affollata.
Prima di uscire
Conviene dare un'occhiata al sito ufficiale della galleria per eventuali aggiornamenti, in particolare sulla data di chiusura, che al momento non è pubblicata.
In galleria
Chiedere il testo di Gaia Bobò, guardare i quadri prima da lontano e poi da vicino, leggere i titoli. Se ci sono domande sulle opere, il personale della galleria è il riferimento.
I titoli delle opere: una lettura
Nella pittura di Luca Rubegni i titoli hanno un peso particolare. Leggere quelli pubblicati dalla galleria è già un modo di entrare nel suo mondo.
Allégorie italienne
La serie delle allegorie italiane attraversa più anni: Passage è del 2024, il san Giorgio scelto per presentare la mostra del 2026. Un'allegoria è un'immagine che dice una cosa per dirne un'altra; un'allegoria italiana dipinta a Parigi, con un titolo in francese, è a nostro giudizio anche un modo di guardare il proprio paese da fuori.
La nuit à Ur
Un titolo come La nuit à Ur, la notte a Ur, evoca un luogo lontano e quasi leggendario, più che un posto preciso: un altro modo di sospendere la scena fuori dal presente, nel tempo del racconto.
Il secondo pomeriggio e Abandoned Playroom
Il secondo pomeriggio e Abandoned Playroom, la stanza dei giochi abbandonata, sono titoli che parlano di un tempo già trascorso, di qualcosa che è appena finito. Sono titoli da subito dopo, per usare le parole della mostra.
Le guet e doublure
Le guet, cioè l'appostamento o la sentinella, è un titolo da poco prima: qualcuno aspetta che qualcosa accada. La serie doublure, che in francese indica la fodera ma anche il doppio, la controfigura, suggerisce un gioco di sdoppiamenti. A nostro giudizio è significativo che proprio il prima e il dopo, l'attesa e lo sdoppiamento, ritornino nei titoli scelti dall'artista.
L'autunno delle gallerie nel centro di Roma
A metà ottobre le gallerie romane entrano nel pieno della stagione, con nuove personali e collettive che aprono a pochi giorni l'una dall'altra.
Un percorso fra le gallerie
La zona fra piazza di Spagna, via del Babuino, via Margutta e piazza del Popolo, insieme al Campo Marzio, concentra molte gallerie a pochi minuti di cammino. Chi ama l'arte contemporanea può costruire un pomeriggio feriale di più tappe, partendo o finendo in via Capo le Case.
Gli orari da incastrare
Ogni galleria ha i suoi orari, e quella di Francesca Antonini apre solo dal martedì al venerdì, dalle 12 alle 18. Conviene costruire il percorso a partire da questo vincolo, mettendo la visita in via Capo le Case nella parte centrale della giornata.
Domande frequenti su Luca Rubegni alla galleria Francesca Antonini
Quando apre la mostra di Luca Rubegni a Roma?
Poco prima, subito dopo di Luca Rubegni apre dal 14 ottobre 2026 alla galleria Francesca Antonini Arte Contemporanea, in via Capo le Case 4. La data di chiusura non è ancora pubblicata dalla galleria.
Quali sono gli orari della galleria Francesca Antonini?
Francesca Antonini Arte Contemporanea è aperta dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, secondo la pagina contatti del sito ufficiale. Il sabato, la domenica e il lunedì non risultano orari di apertura.
Quanto costa l'ingresso?
La galleria Francesca Antonini non pubblica un prezzo di ingresso per la mostra di Luca Rubegni. Come nelle altre gallerie private del centro, si entra liberamente negli orari di apertura.
Chi è Luca Rubegni?
Luca Rubegni è un pittore nato a Roma nel 1993 che vive e lavora a Parigi. Dipinge a olio su tela, lino e carta; ha esposto a Vienna, Montalcino, Torino, Milano, Parigi e in mostre di musei civici a Venezia, Mestre e Asiago.
Dove si trova la galleria?
La galleria Francesca Antonini Arte Contemporanea si trova in via Capo le Case 4, 00187 Roma, nel centro storico fra piazza di Spagna e via del Tritone. Per i mezzi pubblici conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC.
Chi ha scritto il testo della mostra?
Il testo critico che accompagna Poco prima, subito dopo di Luca Rubegni è di Gaia Bobò, come indica la presentazione della mostra sul sito della galleria Francesca Antonini.
Che storia ha la galleria Francesca Antonini?
La galleria Francesca Antonini è nata nel 1964 come Il Segno, fondata da Angelica Savinio, e ha lavorato con Warhol, Rauschenberg, Burri, Fontana, Giacometti e Melotti. Nel 2014 ha preso il nome attuale, puntando sulla giovane arte emergente.
Il consiglio finale su Poco prima, subito dopo
Poco prima, subito dopo è l'occasione per conoscere un pittore romano che ha scelto Parigi e che guarda alla tradizione della pittura italiana con ironia e gusto per il sogno, in una galleria che dal 1964 attraversa la storia dell'arte contemporanea a Roma. A nostro giudizio vale la sosta per chiunque passi fra piazza di Spagna e Fontana di Trevi in un giorno feriale. Il consiglio è di ricordare gli orari, dal martedì al venerdì dalle 12 alle 18, di chiedere il testo di Gaia Bobò, e di fermarsi davanti a ogni quadro chiedendosi che cosa è accaduto poco prima e che cosa accadrà subito dopo.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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