Carmen della Compagnia Almatanz al Teatro Ghione — 18 ottobre 2026
Carmen, il balletto della Compagnia Almatanz con regia e coreografie di Luigi Martelletta sulle musiche di Georges Bizet, va in scena al Teatro Ghione domenica 18 ottobre 2026 alle 17, per una sola recita di 90 minuti. Il teatro si trova in via delle Fornaci 37, fra San Pietro e le pendici del Gianicolo, a pochi minuti a piedi dalla stazione di Roma San Pietro, servita dai treni regionali FL3 e FL5. I prezzi pubblicati dal Teatro Ghione sono 28 euro in platea, 24 euro in galleria e 20 euro in platea a visibilità ridotta; i biglietti si acquistano sul sito ufficiale del teatro, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino, telefonando allo 06 6372294 o scrivendo a info@teatroghione.it.

Carmen al Teatro Ghione in breve: data, orario, prezzi
Carmen della Compagnia Almatanz al Teatro Ghione è una recita unica, domenica 18 ottobre 2026 alle 17, con una durata indicata di 90 minuti.
La recita
La pagina dello spettacolo indica una sola replica, la domenica pomeriggio. L'orario delle 17 permette di uscire dal teatro verso le 18.30 e di avere tutta la sera libera: una formula comoda per le famiglie e per chi arriva da fuori Roma.
I prezzi
Il Teatro Ghione pubblica tre fasce: platea 28 euro, galleria 24 euro, platea a visibilità ridotta 20 euro. La differenza fra platea e galleria, in un balletto, non è solo di prezzo: dalla galleria si vede meglio il disegno d'insieme della coreografia, dalla platea si apprezzano da vicino i volti e il lavoro dei piedi.
La durata
Il teatro indica una durata di 90 minuti. La presenza di un intervallo non è specificata: chi ha orari stretti, per un treno o per i bambini, può chiederlo al botteghino. Arrivare verso le 16.30 lascia il tempo di ritirare i biglietti e di prendere posto senza fretta.
Contatti e carta cultura
Il teatro risponde allo 06 6372294 e all'indirizzo info@teatroghione.it; il sito segnala anche un contatto WhatsApp. Il Teatro Ghione indica sul proprio sito che vi si può entrare con la carta cultura.
Cosa si vede nella Carmen di Luigi Martelletta
La Carmen di Luigi Martelletta è un balletto narrativo che racconta la storia al contrario: il sipario si apre sulla scena finale e, attraverso una voce narrante, la vicenda si riavvolge come un nastro, in un lungo flashback, fino alla scena iniziale.
Gli ingredienti
Gelosia, sangue, amore e morte: sono gli ingredienti che il coreografo indica per il suo balletto. Il Teatro Ghione lo presenta come uno spettacolo intenso e narrativo, in cui gelosia e morte danzano fino all'ultimo respiro, e promette passione, destino e verità scomode in una Carmen mai vista.
Contro i luoghi comuni
Nelle note pubblicate dalla compagnia, Martelletta spiega il problema da cui è partito: come allestire un'opera spesso abusata, vista e ascoltata innumerevoli volte. Nell'immaginario collettivo Carmen evoca subito zingari, ventagli, Spagna e toreri; la scelta del coreografo è stata di andare in profondità e di immaginare i personaggi con sfaccettature e profili mai rappresentati.
La voce narrante
Il filo del racconto è affidato a una voce narrante, che conduce lo spettatore nel percorso a ritroso. È un espediente teatrale più che coreografico, e rende la storia comprensibile anche a chi non conosce il libretto dell'opera. Il nome di chi presta la voce non è pubblicato.
Un balletto leggibile
Il risultato, secondo le stesse note, è un balletto «facile da leggere»: il coreografo dichiara di preferire le cose che sembrano semplici ma che vanno in profondità. A nostro giudizio è una scelta adatta a un pubblico ampio, anche a chi non ha familiarità con il linguaggio della danza.
I personaggi della Carmen di Almatanz
Il balletto di Martelletta costruisce la storia su due coppie di figure contrapposte: due donne, Carmen e Michela, e due uomini, Don José ed Escamillo.
Carmen e Michela
Carmen è l'energia primaria: balla, si muove, agisce, ed è esattamente come si comporta; la proiezione di sensualità sugli uomini che la guardano viene solo in seconda battuta. Michela, il personaggio che nell'opera di Bizet è Micaëla, è il suo opposto: una donna che sostiene il peso della famiglia e della tradizione, che si prende cura degli altri, che incarna la razionalità e il rispetto delle regole.
Don José
Don José, nella lettura del coreografo, viene da una famiglia abbiente e avrebbe dovuto diventare prete; in lui ha prevalso l'amore, fino a macchiarsi di omicidio e ad autodistruggersi. Il legame con Carmen è descritto come la consapevolezza dell'amore e del destino, un'entità fatalmente predeterminata che si vive sapendo di non poterla cambiare.
Escamillo
Opposto a José è Escamillo, il torero: vanitoso, prestante, bellissimo, e secondo le note del coreografo forse anche un po' banale. È il contrappunto maschile alla tragedia, la figura che attira Carmen senza capirla.
Carmen, dall'opera di Bizet al balletto
Il balletto di Almatanz usa le musiche di Georges Bizet, autore di Carmen, opéra-comique in quattro atti su libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, tratta dalla novella di Prosper Mérimée del 1845.
La nascita dell'opera
Bizet compose Carmen fra il marzo 1873 e il luglio 1874; terminò lo spartito per pianoforte nella casetta di Bougival, sulla Senna, e l'orchestrazione due mesi dopo. Per il ruolo della protagonista fu scelta il mezzosoprano Célestine Galli-Marié, che Bizet ascoltò nel settembre 1873 e che accettò la parte nel dicembre dello stesso anno.
La prima e la fortuna
L'opera debuttò all'Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875 senza grande successo, e Bizet morì tre mesi dopo, senza vederne la fortuna. La prima italiana si tenne al Teatro Bellini di Napoli il 15 ottobre 1879. Dal 1880 Carmen è fra le opere più eseguite: nelle classifiche di Operabase è la seconda più rappresentata al mondo, dopo Il flauto magico di Mozart e prima de La traviata di Verdi, e la prima per numero di produzioni.
Dalla voce al corpo
Portare Carmen nella danza significa rinunciare alle arie, a cominciare da L'amour est un oiseau rebelle, e affidare ai corpi il racconto. La compagnia non pubblica l'elenco dei brani utilizzati né l'eventuale presenza di musica dal vivo: la pagina del teatro indica solo musiche di Georges Bizet.
La Compagnia Almatanz
La Compagnia Almatanz è una compagnia romana nata nel 1982, guidata dal 1998 da Luigi Martelletta, con sede in via dei Foscari; il Teatro Ghione la presenta come una compagnia di balletto di grande prestigio con più di venticinque anni di carriera.
Le origini
Nei primi quindici anni la compagnia si è dedicata a progetti diversi fra teatro, danza, lirica e musica. Fra i titoli di quel periodo ricorda Scarpette magiche, in prima nazionale alla Fenice di Venezia e al Teatro Argentina di Roma; Allora? Allora cosa?, testo proposto con danza, recitazione e canto e trasmesso da Rai 1 nella rassegna Maratona di danza; e Le Corsaire con la coreografia di E. Poliakov, in prima nazionale al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Il repertorio attuale
Oggi le produzioni della compagnia sono Lo Schiaccianoci, Il lago dei cigni, Bolero, La bella addormentata, Carmen e Vento del Sud. Le linee di ricerca vanno dal classico al neoclassico al contemporaneo, con l'obiettivo dichiarato di avvicinare i più giovani, e non solo gli appassionati, alla danza.
Lo Schiaccianoci e la Bella addormentata
Le note della compagnia sugli altri titoli aiutano a capire il metodo. Lo Schiaccianoci è riletto come metafora della crescita di Clara, la bambina che nel sogno diventa adolescente, con simboli come la scalinata verso il cielo; La bella addormentata nel bosco tratta le fate come un unico ensemble di passione, caos e razionalità, e affida la fata cattiva a un danzatore en travesti. Sono letture che, come Carmen, partono dal racconto noto per cercarne un senso nuovo.
Le stelle ospiti
Nelle produzioni di Almatanz hanno danzato artisti di prestigio: per la creazione di Carmen gli étoiles Rolando Sarabia e Venus Villa; Raffaele Paganini per Il viaggio di Zorba; Ambeta Toromani e Alessandro Macario nelle tournée estive dal 2011 al 2013 per Vento del Sud; Letizia Giuliani, prima ballerina del Maggio Musicale Fiorentino; Monica Perego, prima ballerina dell'English National Ballet; Angela Kouznetsova, prima ballerina del Teatro dell'Opera di Roma; Nadia Ivanova e Sergey Kuptsov, étoiles del Kirov. Gli interpreti della recita del 18 ottobre non sono pubblicati.
Luigi Martelletta, regista e coreografo
Luigi Martelletta, regista e coreografo di Carmen, è stato primo ballerino del Teatro dell'Opera di Roma, dove è cominciato il suo percorso artistico, e ha lavorato in numerosi altri teatri italiani ed europei prima di assumere nel 1998 la presidenza della Compagnia Almatanz.
Dall'Opera alla compagnia
La compagnia sottolinea come la carriera di Martelletta sia partita dal teatro lirico della capitale, il Teatro dell'Opera di Roma. Da presidente di Almatanz ha coinvolto i danzatori in progetti di ricerca e ha creato numerosi balletti di grande dinamicità e tecnica.
Il metodo
Le note di Carmen restituiscono il suo modo di lavorare: partire da un titolo celebre, riconoscerne gli stereotipi e cercare dietro di essi i caratteri dei personaggi. Lo stesso approccio segna il suo Schiaccianoci, riletto come metafora della crescita di Clara, e la Bella addormentata, con le fate trattate come un unico ensemble di passione, caos e razionalità.
Il Teatro Ghione, sede di Carmen
Il Teatro Ghione è una sala di circa 500 posti in via delle Fornaci 37, a due passi dal Vaticano, che porta il nome dell'attrice Ileana Ghione, la quale il 9 dicembre 1980 acquistò e riadattò il vecchio teatro della via.
Ileana Ghione
Nata a Cortemilia, in Piemonte, il 15 gennaio 1931, Ileana Ghione si formò negli anni Cinquanta all'Accademia d'arte drammatica, dove fra i suoi insegnanti c'era Sergio Tofano. Fu un volto degli sceneggiati televisivi, da Jane Eyre a David Copperfield, da I Buddenbrook a Madame Curie, e recitò Come le foglie di Giacosa con Tino Carraro. Nel 2001 fu nominata Grande Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica.
Il repertorio
Per decenni il cartellone ha alternato la prosa classica, con Wilde, Pirandello, Shakespeare e Goldoni, ai concerti. Nella stagione 2026-2027 il cartellone comprende anche danza, concerti e comicità. Il portale turistico di Roma Capitale lo segnala come accessibile alle persone con disabilità, con un servizio di dog sitting. La scheda generale è quella del Teatro Ghione.
Una sala per la danza
Le dimensioni del Ghione si prestano a un balletto con l'organico di una compagnia indipendente: dalla platea i danzatori si vedono da vicino, e i dettagli che nei grandi teatri si perdono qui restano leggibili.
Come arrivare al Teatro Ghione
Il modo più comodo per raggiungere il Teatro Ghione è il treno regionale fino alla stazione di Roma San Pietro, sulle linee FL3 e FL5, da cui si sale a piedi lungo via delle Fornaci.
In treno
La stazione di San Pietro, aperta nel 1894 sulla linea per Viterbo, ha anche una fermata di autobus e un posteggio di taxi. È la soluzione più rapida per chi arriva da Trastevere, da Ostiense o dal quadrante nord lungo la FL3.
In autobus e in metro
Gli autobus della zona fanno capo alla stazione di San Pietro e a Largo di Porta Cavalleggeri; linee e orari della domenica vanno controllati sul calcolatore di percorso del trasporto pubblico romano. Le fermate della metro A più vicine sono in Prati, a una ventina di minuti a piedi attraverso Borgo e piazza San Pietro.
In auto
Il sito del Teatro Ghione indica tre soluzioni di parcheggio: un parcheggio gratuito all'aperto, il parcheggio di San Pietro e l'autorimessa Bonifacio. La domenica pomeriggio la zona del Vaticano è molto frequentata: conviene partire con margine.
Cosa vedere intorno al Teatro Ghione
Il Teatro Ghione si trova fra San Pietro, Borgo e il Gianicolo: prima di una recita domenicale delle 17, la mattina e il primo pomeriggio offrono molte possibilità a piedi.
San Pietro e Borgo
Piazza San Pietro e la basilica sono a pochi minuti; fra la piazza e il Tevere si stende il rione Borgo, attraversato dal Passetto che arriva a Castel Sant'Angelo.
Il Gianicolo e Villa Pamphilj
Alle spalle del teatro sale il Gianicolo, con la terrazza sulla città; più a sud si apre Villa Doria Pamphilj, il grande parco dove i bambini possono correre prima di stare seduti per novanta minuti di balletto.
La Città del Vaticano
Il teatro è a ridosso dei confini della Città del Vaticano: dalla stazione di San Pietro parte anche la ferrovia Vaticana. La domenica mattina piazza San Pietro è particolarmente affollata, e chi vuole visitare la basilica prima della recita fa bene a calcolare i tempi dei controlli all'ingresso.
I Musei Vaticani
Per chi ha un'intera giornata, i Musei Vaticani sono a breve distanza; la visita va prenotata con largo anticipo e programmata lasciando il tempo per il pranzo prima della recita.
Come organizzare il pomeriggio della Carmen
Con l'inizio alle 17 e una durata di 90 minuti, la Carmen di Almatanz lascia libera la mattina e tutta la sera: la giornata ideale unisce una passeggiata nella zona di San Pietro, lo spettacolo e una cena.
Prima
Il pranzo si fa con calma e una merenda leggera prima dello spettacolo basta. Intorno al teatro, nelle vie fra via delle Fornaci, via Gregorio VII e le pendici del Gianicolo, si trovano pizzerie, trattorie e bar frequentati soprattutto da chi abita nel quartiere; i locali affacciati su via della Conciliazione sono pensati soprattutto per i turisti.
Dopo
All'uscita, verso le 18.30, c'è tutta la sera per una cena a Borgo, a Prati o a Trastevere. La domenica sera molti locali si riempiono presto: prenotare evita attese, soprattutto con i bambini.
Con i bambini
Carmen è una storia di gelosia e di morte, ma il balletto non ha parole se non quelle della voce narrante, e la durata contenuta lo rende adatto anche ai ragazzi. Il consiglio è di raccontare la trama prima di entrare: sapere che la storia comincia dalla fine aiuta a seguire il flashback.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il Teatro Ghione è segnalato come accessibile alle persone con disabilità dal portale turistico di Roma Capitale, che indica anche un servizio di dog sitting.
Persone con disabilità
Per chi usa la sedia a rotelle o ha bisogno di assistenza è utile telefonare al teatro prima della recita, allo 06 6372294, per sapere come è organizzato l'accesso e dove si trovano i posti riservati. Il sito del teatro ha una sezione dedicata all'accessibilità.
Ottobre a Roma
A metà ottobre a Roma le giornate sono ancora miti e la zona di San Pietro è molto frequentata dai visitatori. Chi arriva da fuori per l'occasione fa bene a prenotare l'alloggio per tempo; per costruire intorno alla giornata un soggiorno su misura ci si può rivolgere a Tour Leader Pro, che organizza tour ed esperienze private.
Una curiosità su Carmen della Compagnia Almatanz al Teatro Ghione — 18 ottobre 2026
La curiosità più interessante riguarda la struttura del balletto: la Carmen di Luigi Martelletta comincia dalla fine. Il sipario si apre sulla scena conclusiva, quella che nell'opera di Bizet è la morte di Carmen per mano di Don José, e da lì una voce narrante riavvolge la vicenda come un nastro, in un flashback che arriva fino alla scena iniziale. È una scelta rara nel balletto narrativo, che di solito segue l'ordine cronologico della storia.
L'effetto è quello di togliere la suspense sul finale per spostare l'attenzione sul perché. Tutti sanno come finisce Carmen; il coreografo chiede allo spettatore di guardare come ci si arriva, e di osservare i personaggi con occhi nuovi. Nelle sue note Martelletta spiega di aver voluto sfuggire all'immaginario fatto di ventagli, toreri e cartoline spagnole, e di aver cercato sfaccettature mai rappresentate. A nostro giudizio la struttura a ritroso è lo strumento che rende possibile questa operazione: sapendo già che José ucciderà Carmen, lo spettatore è libero di guardare la sua storia come quella di un uomo destinato al sacerdozio che si perde per amore.
Una cosa che non ti dice nessuno su Carmen della Compagnia Almatanz al Teatro Ghione — 18 ottobre 2026
Quello che raramente si dice è che la Carmen di Almatanz ha nella propria storia due étoiles internazionali. Per la creazione del balletto, racconta la compagnia, sono stati coinvolti Rolando Sarabia e Venus Villa; la stessa compagnia ha ospitato negli anni Raffaele Paganini, Ambeta Toromani, Alessandro Macario, Monica Perego dell'English National Ballet, Nadia Ivanova e Sergey Kuptsov del Kirov. È una rete che collega una compagnia romana indipendente ai grandi teatri d'Europa.
La seconda cosa poco nota riguarda il personaggio di Michela. Nell'opera di Bizet Micaëla è una contadina, figura di contorno accanto alla zingara protagonista; nel balletto di Martelletta diventa il vero contrappeso di Carmen, la donna che sostiene il peso della famiglia e della tradizione, la razionalità contro l'energia primaria. La contrapposizione si ripete fra i due uomini, José e Escamillo. Chi conosce l'opera troverà quindi una distribuzione dei pesi diversa da quella a cui è abituato. Il consiglio è di tenerne conto nella scelta del posto: una platea centrale, anche nella fascia a visibilità ridotta se il budget lo impone, permette di seguire da vicino i duetti, che in una lettura psicologica come questa sono il cuore dello spettacolo.
Il consiglio che ti do per visitare Carmen della Compagnia Almatanz al Teatro Ghione — 18 ottobre 2026
Il consiglio che ti do è di prenotare presto e di scegliere il posto in base a ciò che si vuole vedere. La recita è una sola, domenica 18 ottobre alle 17, e il Ghione ha circa 500 posti: chi aspetta gli ultimi giorni rischia di trovare solo la platea a visibilità ridotta. Per un balletto la galleria, a 24 euro, è un'ottima scelta: dall'alto si legge meglio il disegno delle coreografie d'insieme. La platea, a 28 euro, è la scelta di chi vuole i volti e i dettagli.
Il secondo consiglio riguarda la giornata. La zona del teatro, fra San Pietro e il Gianicolo, merita una mattinata: una passeggiata in piazza San Pietro, un salto a Borgo, oppure, con i bambini, un'ora a Villa Pamphilj. Poi un pranzo senza fretta e l'arrivo in teatro verso le 16.30. Chi arriva in auto usi le indicazioni di parcheggio del sito del teatro; chi arriva in treno scenda a San Pietro. Infine, chi ha visto altre produzioni della compagnia sappia che la stessa Almatanz porterà al Ghione Il lago dei cigni nella primavera del 2027: due occasioni per conoscere lo stile di Martelletta.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Carmen è una delle opere più famose della storia della musica. Meno spesso si ricorda che al debutto fu quasi un insuccesso. La prima rappresentazione, all'Opéra-Comique di Parigi il 3 marzo 1875, non ebbe grande successo, e Georges Bizet morì tre mesi dopo senza poterne vedere la fortuna. Solo dal 1880 Carmen è diventata una delle opere più eseguite al mondo; oggi, secondo le statistiche di Operabase, è la seconda opera più rappresentata dopo Il flauto magico di Mozart e la prima per numero di produzioni.
Altrettanto poco citata è la storia italiana dell'opera. La prima rappresentazione in Italia si tenne al Teatro Bellini di Napoli il 15 ottobre 1879, quattro anni dopo il debutto parigino. E poco si ricorda che la protagonista della prima assoluta, il mezzosoprano Célestine Galli-Marié, fu scelta da Bizet dopo averla ascoltata nel settembre 1873, e accettò la parte solo dopo una lunga trattativa economica. A nostro giudizio conoscere questa storia aggiunge senso alla scelta di Martelletta: un titolo nato fra le difficoltà e diventato il più rappresentato del repertorio, e proprio per questo così carico di stereotipi da richiedere, oggi, di essere raccontato a ritroso.
La foto giusta da fare a Carmen della Compagnia Almatanz al Teatro Ghione — 18 ottobre 2026
La foto giusta non si fa durante il balletto: le riprese in sala non sono consentite, e il flash disturba i danzatori. La foto da fare è quella del sipario chiuso prima dell'inizio, o della sala che si riempie, magari dalla galleria. Il Ghione è un teatro legato a una storia personale forte, quella di Ileana Ghione, e un'immagine della sala conserva il ricordo di un luogo nato dalla passione di un'attrice.
La seconda foto si fa all'esterno. Uscendo verso le 18.30 di una domenica di metà ottobre, la luce del tramonto sulla cupola di San Pietro, vista dalle strade intorno a via delle Fornaci o salendo verso il Gianicolo, è lo sfondo migliore per ricordare la giornata. Per chi arriva in treno, la stazione di San Pietro offre una terza possibilità: è stata usata come set dal cinema italiano, con Totò, Alberto Sordi e Virna Lisi, e fu aperta nel 1894.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La zona del Teatro Ghione ha una storia antica. Qui correvano le Mura leonine, e Porta Cavalleggeri conserva gli stemmi dei Borgia di papa Alessandro VI. Il 30 aprile 1849, a Porta Cavalleggeri, si combatté il primo attacco delle truppe francesi contro la Repubblica Romana, respinto dai difensori, fra i quali c'era il giovane attore Tommaso Salvini. Nel 1894 fu aperta la stazione di San Pietro, sulla linea per Viterbo, da cui parte anche la ferrovia Vaticana.
Il 9 dicembre 1980 Ileana Ghione acquistò il vecchio teatro di via delle Fornaci e lo riaprì con il suo nome; il 25 novembre 1986 vi andò in scena Candida di Shaw con la regia di Silverio Blasi. Nel dicembre 2005 Ileana Ghione, mentre recitava l'Ecuba di Euripide sul suo palco, fu colta da un malore e morì poco dopo; la camera ardente fu allestita nel teatro. Nella storia della danza, la Compagnia Almatanz nasce nel 1982 e passa nel 1998 sotto la presidenza di Luigi Martelletta. Il 18 ottobre 2026 la sala di via delle Fornaci accoglie la sua Carmen raccontata a ritroso.
Chi è passato da Carmen della Compagnia Almatanz al Teatro Ghione — 18 ottobre 2026
Dal Teatro Ghione sono passati i classici della prosa, da Wilde a Pirandello, da Shakespeare a Goldoni, e il volto di Ileana Ghione, allieva di Sergio Tofano, che vi recitò fino all'ultimo. Nel quartiere intorno sono passati papi e soldati, i Borgia di Alessandro VI e il giovane attore Tommaso Salvini, fra i difensori della Repubblica Romana nel 1849; e il cinema, con Totò, Alberto Sordi e Virna Lisi alla stazione di San Pietro.
Dalla storia della Compagnia Almatanz sono passati alcuni nomi importanti della danza: Rolando Sarabia e Venus Villa, proprio per la creazione di Carmen; Raffaele Paganini; Ambeta Toromani e Alessandro Macario; Letizia Giuliani, Monica Perego, Angela Kouznetsova, Nadia Ivanova e Sergey Kuptsov. E dalla storia di Carmen passano Prosper Mérimée, autore della novella del 1845, Henri Meilhac e Ludovic Halévy, librettisti, Georges Bizet e Célestine Galli-Marié, la prima Carmen. A nostro giudizio è questa triplice genealogia, del teatro, della compagnia e dell'opera, a dare peso a una recita domenicale di novanta minuti: un mito universale riletto da un ballerino cresciuto sul palcoscenico dell'Opera di Roma, in una sala nata dalla passione di un'attrice.
Domande frequenti sulla Carmen al Teatro Ghione
Quando va in scena Carmen della Compagnia Almatanz al Teatro Ghione?
Carmen della Compagnia Almatanz va in scena al Teatro Ghione domenica 18 ottobre 2026 alle 17, per una sola recita. La durata indicata dal teatro è di 90 minuti. Il Ghione è in via delle Fornaci 37, vicino a San Pietro.
Quanto costano i biglietti per la Carmen al Teatro Ghione?
I biglietti per la Carmen al Teatro Ghione costano 28 euro in platea, 24 euro in galleria e 20 euro in platea a visibilità ridotta, secondo la pagina ufficiale del teatro. Si acquistano sul sito del Ghione o al botteghino, allo 06 6372294.
Chi ha fatto la coreografia della Carmen di Almatanz?
La regia e le coreografie della Carmen di Almatanz sono di Luigi Martelletta, già primo ballerino del Teatro dell'Opera di Roma e dal 1998 presidente della compagnia. Le musiche sono di Georges Bizet. Gli interpreti della recita romana non sono pubblicati.
Di cosa parla il balletto Carmen di Martelletta?
Il balletto Carmen di Martelletta racconta la storia di Bizet a ritroso: si apre sulla scena finale e, con una voce narrante, torna indietro fino all'inizio. Al centro ci sono due coppie contrapposte, Carmen e Michela, Don José ed Escamillo, fra gelosia, amore e destino.
Come si arriva al Teatro Ghione?
Il Teatro Ghione si raggiunge comodamente con il treno regionale FL3 o FL5 fino alla stazione di Roma San Pietro, a pochi minuti a piedi. Il teatro indica anche tre parcheggi: uno gratuito all'aperto, quello di San Pietro e l'autorimessa Bonifacio.
La Carmen di Almatanz è adatta ai bambini?
La Carmen di Almatanz dura 90 minuti ed è un balletto narrativo, pensato dal coreografo per essere facile da leggere. Il tema, gelosia e morte, è adulto, ma i ragazzi possono seguirlo se conoscono la trama. La recita delle 17 è comoda per le famiglie.
Il Teatro Ghione è accessibile?
Il Teatro Ghione è segnalato come accessibile alle persone con disabilità dal portale turistico di Roma Capitale. Per organizzare l'accesso e i posti riservati conviene telefonare al teatro prima della recita, allo 06 6372294.
Il consiglio finale sulla Carmen della Compagnia Almatanz
La Carmen di Luigi Martelletta è un'occasione per rivedere uno dei titoli più rappresentati del repertorio con occhi diversi: raccontato a ritroso, spogliato dei ventagli e dei toreri da cartolina, concentrato sui caratteri. Il consiglio è di prenotare presto, perché la recita è una sola, di scegliere la galleria se si vuole godere il disegno della coreografia, e di dedicare la mattina alla zona di San Pietro e del Gianicolo. A nostro giudizio novanta minuti di danza al Ghione, una domenica di ottobre, sono uno dei modi più piacevoli di vivere l'autunno romano.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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