Carlo Molinari all’Auditorium Parco della Musica — 31 ottobre 2026
Carlo Molinari suona sabato 31 ottobre 2026 alle 20 al Teatro Studio Gianni Borgna dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, al Flaminio (00196 Roma), con una band di sei elementi. I biglietti partono da 20 euro, secondo la pagina ufficiale dell'Auditorium, e si comprano dal sito ufficiale della sede, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino dell'Auditorium. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910, 982 e 53, che fermano vicino all'ingresso. Il concerto è nel cartellone della Fondazione Musica per Roma, categoria jazz, e precede di un giorno l'apertura del Roma Jazz Festival 2026, di cui non fa parte.
Carlo Molinari all'Auditorium: data, ora, sala, biglietti
Carlo Molinari è in concerto sabato 31 ottobre 2026 alle 20 al Teatro Studio Borgna, la sala più raccolta dell'Auditorium Parco della Musica, con biglietti a partire da 20 euro.
Quando
Sabato 31 ottobre 2026, ore 20. È un appuntamento unico, senza repliche annunciate. Il sabato sera successivo al cambio dell'ora, che in Italia cade l'ultima domenica di ottobre, fa buio presto: alle 20 la notte è già piena.
Dove
Al Teatro Studio Gianni Borgna, una delle sale del complesso di Renzo Piano. Ha circa trecento posti, il palco al livello della platea e nessun sipario: il cantautore è a pochi metri dalla prima fila.
Quanto costa
La pagina ufficiale dell'Auditorium indica biglietti a partire da 20 euro. Le fasce di prezzo dipendono dal settore: la mappa dei posti si vede al momento dell'acquisto.
Dove si comprano
Dalla pagina dell'evento sul sito dell'Auditorium, con il pulsante di acquisto che porta al circuito di prevendita autorizzato dalla Fondazione Musica per Roma, oppure al botteghino dell'Auditorium, aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20 secondo gli orari pubblicati dalla sede.
Carlo Molinari e la sua band
Al Teatro Studio Carlo Molinari suona con cinque musicisti: pianoforte, basso, chitarre, sax baritono e batteria, secondo la formazione pubblicata dall'Auditorium.
La formazione
Carlo Molinari, chitarra acustica e voce; Edoardo Petretti, pianoforte e tastiere; Luca Pirozzi, basso elettrico e contrabbasso; Moreno Viglione, chitarre; Giuseppe Russo, sax baritono; Francesco De Rubeis, batteria. Sei persone in un teatro da trecento posti: il suono sarà pieno, ma con la vicinanza di un club.
Petretti e Pirozzi, i due arrangiatori
Due nomi della band hanno un peso particolare. Edoardo Petretti al pianoforte e Luca Pirozzi al basso hanno arrangiato Prove per non affogare, il penultimo disco di Molinari. Ritrovarli sul palco significa che le canzoni si ascolteranno con gli arrangiamenti pensati per loro, suonati da chi li ha scritti.
Il sax baritono
Il sax baritono di Giuseppe Russo è la scelta più interessante della formazione. È uno strumento grave, caldo, che dà alle canzoni d'autore un colore diverso dal solito sax tenore o contralto. Si capisce perché l'Auditorium abbia inserito il concerto nella categoria jazz: la band promette il suono di un piccolo gruppo jazz al servizio delle parole.
Che cosa aspettarsi
La scaletta non è stata pubblicata. È ragionevole attendersi brani dall'ultimo lavoro, 19.45, e dai dischi precedenti. Chi conosce la tradizione del Folkstudio sa che in quelle serate la canzone era al centro, e la parola contava quanto la musica.
Chi è Carlo Molinari
Carlo Molinari è un cantautore romano che, secondo la biografia pubblicata dall'Auditorium, fa parte della seconda generazione dei «giovani del Folkstudio», il gruppo di ragazzi lanciato negli anni Settanta da Giancarlo Cesaroni, anima dello storico locale romano.
Gli anni del Folkstudio
Da un'idea di Cesaroni, questi giovani cantautori, fra cui con Carlo Molinari anche Fabrizio Emigli e Vincenzo Incenso, si esibirono in molti teatri e piazze italiane. È la seconda tornata di un nome che il Folkstudio aveva già usato: i primi Giovani del Folkstudio erano stati Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Ernesto Bassignano e Giorgio Lo Cascio.
Medicina e canzoni
La biografia ufficiale racconta che Molinari, pur avendo intrapreso gli studi di Medicina, non ha mai abbandonato la passione di scrivere e di esibirsi in pubblico. È un tratto che lo accomuna a una parte della canzone d'autore romana: artisti che hanno avuto un altro mestiere e hanno continuato a scrivere per necessità, non per carriera.
La fine degli anni Ottanta
Alla fine degli anni Ottanta risale la collaborazione con Mario Scotti, Massimo Buzzi, che l'Auditorium presenta come bassista e batterista di Francesco De Gregori, e Stefano Senesi alle tastiere. Con loro Molinari registrò un EP, Un'altra terra, per l'etichetta Elikonia, oggi introvabile.
Il ritorno ai dischi
Negli anni successivi sono arrivati tre CD: La fortuna di un giorno qualunque, arrangiato dal chitarrista Ruggero Brunetti, per l'etichetta Storie di Note; Giallo su nero, di nuovo per Elikonia; Prove per non affogare, ancora per Storie di Note, arrangiato da Edoardo Petretti e Luca Pirozzi. L'ultimo lavoro si intitola 19.45.
19.45, l'ultimo disco di Carlo Molinari
19.45 è l'ultimo lavoro di Carlo Molinari: il titolo, secondo la presentazione dell'Auditorium, rimanda al 1945, l'anno del delirio più grande a cui l'Occidente ha assistito, ottant'anni fa.
Una data spezzata
Il punto che divide il numero è la chiave del titolo. La presentazione ufficiale lo descrive come il segno da cui si potrebbe e si dovrebbe ripartire, verso un mondo forse difficilmente ottimo, ma almeno normale. Un anno di fine guerra letto come un orario, le sette e quarantacinque di sera: l'ora in cui una giornata finisce e un'altra si prepara.
Ottant'anni dopo
Il 2025 e il 2026 sono stati in Italia gli anni degli ottant'anni: dalla Liberazione nel 2025, dalla Repubblica nel 2026. Un disco che riparte dal 1945 si inserisce in questa stagione di memoria, con lo sguardo di un cantautore che non fa cronaca ma cerca, nella storia, una ragione per il presente.
Perché ascoltarlo dal vivo
Un disco di canzoni costruite su un'idea forte guadagna molto dal vivo, quando l'autore può raccontare fra un brano e l'altro perché le ha scritte. Al Teatro Studio, senza sipario e con il palco al livello del pubblico, questo racconto arriva diretto.
Il Folkstudio, la scuola di Carlo Molinari
Il Folkstudio è stato uno storico locale musicale di Roma, attivo dal 1960 al 1998 e considerato uno dei principali centri della musica dal vivo in Italia: è lì che è nata una parte decisiva della canzone d'autore italiana, ed è lì che si è formato Carlo Molinari.
La cantina di Trastevere
Il locale nacque nel 1960 in una cantina di via Garibaldi 58, a Trastevere, che era lo studio del pittore e musicista afroamericano Harold Bradley. Per evitare problemi di quiete pubblica fu costituito come circolo culturale, e diventò un locale per ascoltare musica, soprattutto americana.
Giancarlo Cesaroni
Nel 1967 Bradley tornò in America e la direzione passò a Giancarlo Cesaroni, chimico di formazione. Il simbolo del locale, una mano bianca che stringe una nera, rappresentava proprio il passaggio di testimone. Con Cesaroni il Folkstudio intensificò le nuove proposte, curò i rapporti con la stampa e fondò negli anni Settanta una propria etichetta discografica. È da un'idea di Cesaroni che nascono i giovani del Folkstudio della generazione di Molinari.
Chi ci è passato
Dal Folkstudio sono passati, agli esordi, Antonello Venditti, Francesco De Gregori, Rino Gaetano, Sergio Caputo, Mimmo Locasciulli, Grazia Di Michele, Gianni Togni, Stefano Rosso, Edoardo De Angelis, Renzo Zenobi e molti altri. Nel jazz vi suonarono Mario Schiano, Tullio De Piscopo, Jimmy Fontana. Nel 1962 vi si esibì un Bob Dylan ancora sconosciuto, nella sua prima apparizione italiana.
Gli ultimi anni
Il locale cambiò più volte sede: dalla libreria L'uscita a via Gaetano Sacchi, fino a via Frangipane, vicino al Colosseo, dove restò fino al 1998. Cesaroni morì il 29 gennaio 1998; l'archivio del locale, fra locandine, fotografie e nastri, fu donato alla Discoteca di Stato. Nel 2012 il Comune ha posto una targa in via Garibaldi, nella prima sede.
Il Teatro Studio Gianni Borgna
Il Teatro Studio Gianni Borgna è la sala più piccola dell'Auditorium Parco della Musica, con circa trecento posti: forma regolare, pareti di legno di ciliegio, palco al livello della platea, nessun sipario.
Il nome
La sala è dedicata a Gianni Borgna, storico assessore alle politiche culturali del Comune di Roma e presidente della Fondazione Musica per Roma, l'ente che gestisce l'Auditorium e organizza questo concerto.
Com'è fatta
È uno spazio senza elementi architettonici verticali, interamente rivestito di legno di ciliegio, con pannelli e tende acustiche mobili che permettono di adattare il suono al genere di spettacolo. Per un concerto di canzone d'autore con band è la sala giusta: abbastanza grande per sei musicisti, abbastanza piccola perché ogni parola arrivi.
Come in un club
L'assenza di palco rialzato e di sipario crea una vicinanza da club, con l'acustica di un teatro. Per un cantautore cresciuto al Folkstudio, dove le serate si facevano in poche decine di metri quadrati, è la dimensione più naturale che l'Auditorium possa offrire.
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
L'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30, è il complesso progettato da Renzo Piano fra il Flaminio, Villa Glori e il Villaggio Olimpico, aperto nel 2002 e intitolato a Ennio Morricone nel 2020.
Le sale
Il complesso occupa circa 55.000 metri quadrati. Le tre sale maggiori sono volumi separati, con base in mattone e copertura in lastre di piombo, disposti a raggiera attorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio: la Sala Santa Cecilia, circa 2.750 posti, la Sala Sinopoli, circa 1.130, la Sala Petrassi, circa 670. A queste si aggiunge il Teatro Studio Borgna.
Una lunga attesa
Roma era rimasta senza una sala sinfonica dal 1936, anno della demolizione dell'Augusteo. Il dibattito andò avanti per decenni, fino alla scelta dell'area del Villaggio Olimpico nel 1992 e al concorso vinto da Renzo Piano nel 1993. Il cantiere durò dal 1995 al 2002.
La villa romana
Durante i lavori emersero i resti di una villa romana, preceduta da una fattoria di età arcaica. Per salvarli il progetto fu modificato. I resti sono visibili fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, e i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea: dieci minuti ben spesi prima del concerto.
Chi lo gestisce
L'Auditorium è gestito dalla Fondazione Musica per Roma, che ne cura la programmazione di musica leggera, jazz, rock e spettacolo; la stagione sinfonica è dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, che vi ha sede. Il concerto di Carlo Molinari appartiene alla programmazione della Fondazione.
Come arrivare all'Auditorium per Carlo Molinari
L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910, 982 e 53.
Metro A e tram 2
È la combinazione più affidabile: si scende a Flaminio, in piazzale Flaminio, si prende il tram 2 lungo via Flaminia e dalla fermata si prosegue a piedi per pochi minuti. Il sabato sera il traffico su via Flaminia può essere intenso: il tram evita le code delle auto più spesso dell'autobus.
Gli autobus
Le linee 910, da Termini, 982 e 53, da largo Chigi, servono l'Auditorium e sono comode per chi arriva da Parioli, da Prati o dal centro. Per il ritorno dopo le 22 conviene controllare gli ultimi passaggi sull'app dell'azienda dei trasporti.
In auto
L'Auditorium ha un parcheggio interno a pagamento. Il sabato sera, se in altre sale ci sono concerti, si riempie: conviene arrivare con anticipo.
A piedi
Da piazza del Popolo si arriva lungo via Flaminia in una passeggiata di circa mezz'ora. Chi viene dal Foro Italico attraversa il Tevere sul Ponte della Musica.
Come organizzare il sabato di Carlo Molinari
Il sabato di Carlo Molinari si organizza bene così: arrivo all'Auditorium verso le 19, un giro fra le sale e i resti della villa romana, un aperitivo al bar del complesso, concerto alle 20, cena dopo.
Prima
Chi arriva presto può fare il giro esterno delle sale, salire sulla terrazza che le circonda e scendere al piccolo museo archeologico. La libreria del complesso è un buon posto per aspettare.
Dopo
Un concerto delle 20 finisce di solito in tempo per una cena. Il quartiere Flaminio offre trattorie e pizzerie; per una scelta più ampia c'è Ponte Milvio, a pochi minuti.
Un fine settimana jazz
Il venerdì prima, 30 ottobre, a poche centinaia di metri, la Scoop Jazz Band suona al MAXXI; la domenica dopo, 1° novembre alle 18, Paolo Fresu apre il Roma Jazz Festival in Sala Sinopoli. Tre sere in fila al Flaminio, per chi ama il genere.
In gruppo
Per gruppi che vogliono un percorso sulla Roma dei cantautori, dal Trastevere del Folkstudio al Flaminio dell'Auditorium, Tour Leader Pro organizza itinerari su misura.
Cosa vedere intorno all'Auditorium
L'Auditorium si trova in una zona dove architettura del Novecento e contemporanea convivono: il Villaggio Olimpico del 1960, il MAXXI di Zaha Hadid, il Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi.
Il MAXXI
Il museo nazionale delle arti del XXI secolo è a una decina di minuti a piedi, in via Guido Reni. Il sabato è aperto fino alle 19: chi arriva nel pomeriggio può visitare una mostra e poi raggiungere il concerto.
Verso il Tevere
Il Ponte della Musica collega il Flaminio al Foro Italico. Più a nord, Ponte Milvio chiude la passeggiata con uno dei ponti più antichi della città.
Villa Glori
Alle spalle dell'Auditorium si alza la collina di Villa Glori, parco pubblico nato nel 1924 come Parco della Rimembranza. Di sera è chiusa, ma di giorno è una passeggiata tranquilla.
Dove mangiare vicino all'Auditorium
Dentro l'Auditorium ci sono un bar nel foyer, una caffetteria e un bar ristorante con accesso anche dalla strada; fuori, il Flaminio e via Flaminia offrono trattorie romane, pizzerie e bar di quartiere.
Prima del concerto
Con un inizio alle 20 la soluzione più comoda è un aperitivo lungo al bar del complesso, oppure una cena presto in una pizzeria della zona. Il sabato sera la prenotazione è consigliata.
Dopo il concerto
Per una cena dopo le 22 le direzioni naturali sono Ponte Milvio e i Parioli, dove la scelta è ampia e gli orari elastici.
Qualcosa di veloce
Lungo via Flaminia ci sono forni e bar per un pezzo di pizza o un panino, utili a chi arriva di corsa dal lavoro.
Accessibilità e pubblico
L'Auditorium Parco della Musica ha ascensori e percorsi per raggiungere le sale; per posti riservati a persone con disabilità al Teatro Studio conviene contattare la Fondazione Musica per Roma all'indirizzo info@musicaperroma.it prima dell'acquisto.
Il Teatro Studio
Il palco al livello della platea e la forma regolare della sala rendono il Teatro Studio uno degli spazi più semplici del complesso anche per chi ha difficoltà di movimento.
Con i ragazzi
Un concerto di canzone d'autore con band va bene per ragazzi dalle medie in su, soprattutto se in casa si ascoltano De Gregori o Venditti: il Folkstudio è una storia che vale la pena raccontare prima di uscire.
Il pubblico giusto
Chi ha amato la canzone d'autore romana degli anni Settanta, chi frequentava il Folkstudio, chi cerca un concerto raccolto in un sabato sera di fine ottobre.
Fine ottobre a Roma, la stagione di Carlo Molinari
Il concerto di Carlo Molinari cade l'ultimo giorno di ottobre, alla vigilia del Roma Jazz Festival, che dal 1° al 24 novembre porta concerti all'Auditorium e alla Casa del Jazz.
Il clima
A fine ottobre le sere romane sono fresche. Una giacca è necessaria per l'uscita, soprattutto sulla terrazza del complesso.
Il 31 ottobre
La sera del 31 ottobre, nei quartieri della movida, è spesso affollata. Il Flaminio resta più tranquillo, e un concerto al Teatro Studio è un modo di passare la serata lontano dalla confusione.
Una curiosità su Carlo Molinari all'Auditorium Parco della Musica — 31 ottobre 2026
La curiosità più bella riguarda il nome della generazione a cui appartiene Carlo Molinari. I Giovani del Folkstudio, prima di diventare un'etichetta per i cantautori lanciati da Giancarlo Cesaroni negli anni Settanta, era stato il nome di un gruppo vero: ai loro esordi nel locale, Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Ernesto Bassignano e Giorgio Lo Cascio si presentarono proprio così. La collaborazione fra Venditti e De Gregori, che avrebbe portato al disco Theorius Campus, nacque lì. Molinari, con Fabrizio Emigli e Vincenzo Incenso, fa parte della seconda tornata di quel nome: la stessa formula, un decennio dopo, con altri ragazzi e le stesse piazze.
Seconda curiosità, sul disco. 19.45 si legge come un orario, ma è un anno: il 1945. Il punto che spezza il numero, secondo la presentazione del concerto, è il segno da cui ripartire. È un'idea da cantautore, di quelle che al Folkstudio si sarebbero discusse fino a tardi: prendere la data più pesante del Novecento e trasformarla in un'ora qualunque della sera, quella in cui si esce di casa per andare a un concerto.
Una cosa che non ti dice nessuno su Carlo Molinari all'Auditorium Parco della Musica — 31 ottobre 2026
Quello che quasi nessuno ti dice è che nella storia di Carlo Molinari c'è un filo diretto con la band di Francesco De Gregori. Alla fine degli anni Ottanta Molinari registrò l'EP Un'altra terra con Massimo Buzzi, che l'Auditorium presenta come bassista e batterista di De Gregori, insieme a Mario Scotti e Stefano Senesi. Quel disco, per l'etichetta Elikonia, è oggi introvabile. Chi ha la curiosità dei collezionisti ha qui l'occasione di chiedere all'autore, dopo il concerto, se qualcuna di quelle canzoni è sopravvissuta.
Seconda cosa: il concerto è nella categoria jazz del sito dell'Auditorium e cade il giorno prima dell'apertura del Roma Jazz Festival, ma non ne fa parte. Chi ha l'abbonamento o i biglietti del festival non trova Molinari nel suo pacchetto: il biglietto si compra a parte. E chi cerca in cartellone la canzone d'autore rischia di non trovarlo, perché è classificato altrove. Terza cosa: il Teatro Studio non ha sipario né palco rialzato. Le prime file sono davvero a pochi passi dai musicisti; chi vuole quella vicinanza deve comprare presto.
Il consiglio che ti do per visitare Carlo Molinari all'Auditorium Parco della Musica — 31 ottobre 2026
Il consiglio è di arrivare al concerto sapendo che cosa è stato il Folkstudio. Una sera prima, cercate le canzoni che lo hanno raccontato: Dove di Antonello Venditti, del 1973, che lo cita; Arlecchino di Francesco De Gregori, del 1974, che lo descrive; Folkstudio di Claudio Lolli, del 2000, tributo allo storico locale. Dieci minuti di ascolto e il concerto di Molinari vi sembrerà il capitolo di una storia romana che conoscete già.
Secondo consiglio: scegliete le prime file centrali. In una sala da trecento posti senza sipario, stare vicini cambia tutto: si vedono le mani sulla chitarra acustica, gli sguardi fra i musicisti, il sax baritono che respira. Terzo: arrivate un'ora prima e scendete a vedere i resti della villa romana sotto la cavea. È un piccolo rito che dà spessore alla serata. Infine, se il concerto vi piace, fate una passeggiata a Trastevere un giorno della settimana dopo e cercate la targa in via Garibaldi: è lì che tutto è cominciato.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Bob Dylan suonò al Folkstudio nel 1962. È molto meno citato quante persone lo ascoltarono. Secondo Giancarlo Cesaroni, che era presente, in sala non c'erano più di quindici persone. Dylan era di passaggio a Roma, diretto a Perugia dalla fidanzata di allora, Suze Rotolo, e il suo nome non compariva nemmeno in programma: cantò qualche pezzo, a tarda sera, quasi in jam con altri. Fu la sua prima esibizione italiana. Il locale in cui si è formato Carlo Molinari era così: un posto dove il futuro passava davanti a pochi, e qualche volta nessuno se ne accorgeva.
C'è poi un fatto altrettanto noto e poco ricordato sulla sede del concerto: Roma è rimasta senza una vera sala da concerto dal 1936, quando fu demolito l'Augusteo, al 2002. Per oltre sessant'anni i concerti si tennero in sale provvisorie. Negli stessi decenni la musica romana dal vivo, quella dei cantautori e del jazz, cresceva nelle cantine come il Folkstudio. Che oggi un cantautore di quella scuola suoni in una sala dell'Auditorium chiude un cerchio: dalla cantina di via Garibaldi al complesso di Renzo Piano.
La foto giusta da fare a Carlo Molinari all'Auditorium Parco della Musica — 31 ottobre 2026
La foto giusta si fa fuori, all'arrivo, dalla terrazza che corre attorno alle sale: le coperture in piombo, curve come gusci, nella luce artificiale della sera prendono riflessi metallici che di giorno non si vedono. A fine ottobre alle 19 è già buio, e le sale illuminate dall'interno sembrano strumenti appoggiati sul prato.
Dentro, prima del concerto, la sala di legno di ciliegio con le luci accese dà una fotografia calda, molto più bella del palco vuoto. Durante il concerto il telefono resta in tasca: in una sala così raccolta anche uno schermo acceso disturba.
Per un ricordo meno scontato, fotografate il biglietto davanti alla locandina nel foyer. E se il giorno dopo passate da Trastevere, la targa del Folkstudio in via Garibaldi completa il racconto: due foto, due luoghi, la stessa storia.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il 21 aprile 2002 il complesso dell'Auditorium aprì con la Sala Sinopoli; il 21 dicembre dello stesso anno fu inaugurata la Sala Santa Cecilia con l'Orchestra dell'Accademia diretta da Myung Whun Chung. Si chiudeva un'attesa cominciata nel 1936 con la demolizione dell'Augusteo e passata per la scelta dell'area del Villaggio Olimpico nel 1992 e il concorso vinto da Renzo Piano nel 1993.
Durante il cantiere, fra il 1995 e il 2002, la scoperta dei resti di una villa romana e di una fattoria arcaica costrinse a modificare il progetto. Dal 2006 il complesso ospita la Festa del Cinema di Roma. Nel 2020 il Comune ne ha approvato l'intitolazione a Ennio Morricone. Il Teatro Studio porta oggi il nome di Gianni Borgna, storico assessore alle politiche culturali di Roma e presidente della Fondazione Musica per Roma.
La storia del Folkstudio, che Molinari porta con sé, corre parallela: dal 1960 in via Garibaldi, il passaggio a Cesaroni nel 1967, i Giovani del Folkstudio, la chiusura nel 1998, la targa del 2012. Il 31 ottobre 2026 le due storie si incontrano sul palco del Teatro Studio.
Chi è passato da Carlo Molinari all'Auditorium Parco della Musica — 31 ottobre 2026
Dall'Auditorium Parco della Musica, in oltre vent'anni, sono passati i grandi direttori dell'Accademia di Santa Cecilia, da Myung Whun Chung che inaugurò la sala maggiore ad Antonio Pappano, e una lunga serie di protagonisti della canzone, del jazz e del rock ospitati dalla Fondazione Musica per Roma. Luciano Berio, allora alla guida dell'Accademia, ha dato il nome alla cavea; Ennio Morricone al complesso intero.
Nella storia che Carlo Molinari porta con sé passano altri nomi: Giancarlo Cesaroni, che ebbe l'idea dei giovani del Folkstudio; i compagni di generazione Fabrizio Emigli e Vincenzo Incenso; Massimo Buzzi, Mario Scotti e Stefano Senesi, con cui registrò il primo EP; Ruggero Brunetti, arrangiatore di La fortuna di un giorno qualunque. E, sullo sfondo, i cantautori del Folkstudio che hanno cambiato la canzone italiana, da De Gregori a Venditti, da Rino Gaetano a Sergio Caputo.
Il 31 ottobre passano dal Teatro Studio Carlo Molinari, Edoardo Petretti, Luca Pirozzi, Moreno Viglione, Giuseppe Russo e Francesco De Rubeis. Il giorno dopo, nella sala accanto, passerà Paolo Fresu.
Domande frequenti su Carlo Molinari all'Auditorium
Quando suona Carlo Molinari all'Auditorium Parco della Musica?
Carlo Molinari suona all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone sabato 31 ottobre 2026 alle 20, al Teatro Studio Gianni Borgna, in viale Pietro de Coubertin 30. È un concerto unico, con una band di sei elementi, nel cartellone della Fondazione Musica per Roma.
Quanto costano i biglietti per Carlo Molinari all'Auditorium?
I biglietti per Carlo Molinari all'Auditorium partono da 20 euro, secondo la pagina ufficiale della sede. Si comprano dal sito dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino del complesso, aperto tutti i giorni dalle 11 alle 20.
Chi è Carlo Molinari?
Carlo Molinari è un cantautore romano della seconda generazione dei giovani del Folkstudio, lanciati negli anni Settanta da Giancarlo Cesaroni. Ha studiato Medicina senza lasciare la musica, ha registrato l'EP Un'altra terra e i CD La fortuna di un giorno qualunque, Giallo su nero, Prove per non affogare e 19.45.
Chi suona con Carlo Molinari al Teatro Studio?
Al Teatro Studio Carlo Molinari, chitarra acustica e voce, è accompagnato da Edoardo Petretti al pianoforte e alle tastiere, Luca Pirozzi al basso elettrico e al contrabbasso, Moreno Viglione alle chitarre, Giuseppe Russo al sax baritono e Francesco De Rubeis alla batteria.
Il concerto di Carlo Molinari fa parte del Roma Jazz Festival?
No, il concerto di Carlo Molinari del 31 ottobre è nella categoria jazz del sito dell'Auditorium ma non fa parte del Roma Jazz Festival 2026, che comincia il giorno dopo, domenica 1° novembre, con Paolo Fresu in Sala Sinopoli. Il biglietto si compra a parte.
Come si arriva al Teatro Studio dell'Auditorium?
Il Teatro Studio è dentro l'Auditorium Parco della Musica, raggiungibile con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910, 982 e 53. Il complesso ha anche un parcheggio interno a pagamento.
Che cosa significa il titolo 19.45?
19.45, l'ultimo disco di Carlo Molinari, rimanda al 1945, che la presentazione del concerto chiama l'anno del delirio più grande vissuto dall'Occidente ottant'anni fa. Il punto che spezza la data è il segno da cui ripartire verso un mondo, se non ottimo, almeno normale.
Il consiglio finale su Carlo Molinari all'Auditorium
La storia del Folkstudio è ancora viva in chi l'ha frequentato, e se ne racconta poco a chi viene in città. Il concerto di Carlo Molinari è un'occasione rara: una voce di quella scuola, in una sala raccolta, con una band di musicisti veri e un disco nuovo che ha qualcosa da dire sul nostro tempo. Non è un evento da grandi numeri, ed è proprio per questo che merita. Comprate presto, sedetevi vicini, ascoltate le parole. E il giorno dopo andate a Trastevere a cercare la targa in via Garibaldi.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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