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Thelma e Louise al Teatro Vittoria — dal 3 all’8 novembre 2026

In breve. Thelma e Louise. L'ultima sosta, testo di Alessandro Carvaruso con la regia di Filippo D'Alessio, va in scena al Teatro Vittoria, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, nel rione Testaccio, dal 3 all'8 novembre 2026.

Thelma e Louise. L'ultima sosta, testo di Alessandro Carvaruso con la regia di Filippo D'Alessio, va in scena al Teatro Vittoria, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10, nel rione Testaccio, dal 3 all'8 novembre 2026. Il calendario pubblicato dal teatro prevede sei recite: martedì 3 novembre alle 21:00, mercoledì 4 alle 17:00, giovedì 5 e venerdì 6 alle 21:00, sabato 7 alle 19:00 e domenica 8 novembre alle 17:30. In scena Maddalena Emanuela Rizzi e Alessandra De Pascalis; scenografie di Luca Luchetti, costumi di Alessandra Mene', musiche di Giovanni Zappalorto, produzione Seven Cults. La durata non è indicata. Il listino ufficiale della stagione 2026/27 prevede un biglietto intero di 27 euro in platea e 21 in galleria, più 3 euro di prevendita; il ridotto con tessera CRAL e per under 35, over 65 e persone con disabilità costa 22 euro in platea e 17 in galleria, dal martedì al venerdì; il ridotto per i minori di 18 anni è di 13 e 11 euro. I biglietti si comprano al botteghino del teatro (telefoni 06 5740170 e 06 5740598), aperto il lunedì dalle 10 alle 13 e dalle 15:30 alle 19, dal martedì al sabato dalle 11 alle 20 con orario continuato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15:30 alle 19, oppure online attraverso il canale indicato dal sito teatrovittoria.it. Il teatro indica come fermata della metropolitana più vicina Piramide, il tram 3 e diverse linee di autobus; per il percorso dettagliato conviene il calcolatore ATAC.

Locandina di Thelma e Louise al Teatro Vittoria, dal 3 all'8 novembre 2026
Locandina dalla pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del Teatro Vittoria

Che cosa racconta Thelma e Louise. L'ultima sosta

La presentazione ufficiale parte da una situazione chiusa. È notte, una notte che non vuole finire, e in un diner dimenticato due donne cercano di chiudere una valigia. Ogni oggetto che vi mettono dentro è un graffio, un fantasma, una colpa che si traveste da ricordo. Fuori qualcuno bussa: forse è il passato che cambia forma. Le due protagoniste vogliono partire, ma la fuga sembra impossibile perché ciò da cui scappano le accompagna.

Il testo del teatro avverte subito che chi si aspetta un thriller resterà sorpreso: «Non è un thriller», scrive la scheda del Vittoria. Lo spettacolo si presenta come un gioco a due senza regole, tra amore, violenza e aria rarefatta: niente spari, niente inseguimenti, solo due donne che non riescono a lasciarsi.

Un minuto prima del disastro

L'idea centrale è quella di fermare il tempo un attimo prima della catastrofe. La presentazione descrive il lavoro come il tentativo, disperato e romantico, di trattenere quell'istante sospeso in cui tutto è ancora possibile. Il tempo si stringe, il corpo cambia, e resta un'ultima possibilità di scegliere prima che sia il passato a decidere al posto delle protagoniste.

Le figure assenti

Accanto alle due attrici ci sono figure che non si vedono ma che sono presenti in ogni battuta. La scheda parla di figure tossiche che emergono dal dialogo, di presenze maschili e di relazioni che pesano. È un modo di raccontare la violenza senza rappresentarla direttamente, lasciando che sia la parola a evocarla.

Libertà e pressione

Il lessico della presentazione ruota intorno a due parole: libertà e pressione. Le protagoniste respirano a fatica, l'aria si fa necessaria, le risate scricchiolano. Quando la fuga sembra a portata di mano, qualcosa nel corpo comincia a cambiare. Lo spettacolo, conclude la scheda, è una scelta da fare con il cuore sottovuoto e il fegato saldo.

Il film del 1991 e il suo mito

Il titolo richiama inevitabilmente Thelma e Louise, il film del 1991 diretto e coprodotto da Ridley Scott, scritto da Callie Khouri e interpretato da Susan Sarandon e Geena Davis, con Harvey Keitel, Michael Madsen e un giovane Brad Pitt. Presentato fuori concorso al 44° Festival di Cannes, il film vinse nel 1992 l'Oscar per la migliore sceneggiatura ed è diventato un'opera di culto e un riferimento della cultura femminista.

La trama del film

Nel film due amiche dell'Arkansas, una casalinga trascurata dal marito e una cameriera insoddisfatta, partono per un fine settimana in montagna. Durante una sosta in un locale, un uomo tenta di violentare Thelma; Louise interviene con una pistola e, quando l'aggressore continua a insultarle, gli spara. Da quel momento le due diventano fuggiasche, inseguite dalla polizia, in un viaggio verso il Messico che si trasforma in una progressiva liberazione.

Il riconoscimento

Il National Board of Review incluse il film tra i dieci migliori dell'anno e nel 2016 la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti lo scelse per la conservazione nel National Film Registry. Esiste anche un progetto di adattamento musicale scritto da Callie Khouri con Halley Feiffer e canzoni di Neko Case, annunciato nel 2021.

La genesi del film

Il progetto aveva inizialmente un'altra forma: le protagoniste avrebbero dovuto essere Michelle Pfeiffer e Jodie Foster, con Ridley Scott come produttore e Callie Khouri alla regia. Quando le due attrici non furono più disponibili, la scelta cadde su Sarandon e Davis, Scott assunse la regia e Khouri restò autrice della sceneggiatura, che le valse l'Oscar. La sceneggiatura figura al 72° posto tra le migliori 101 di Hollywood.

Dal film al palcoscenico: che cosa cambia

La scheda del Vittoria non presenta lo spettacolo come un adattamento del film, e il confronto va fatto con prudenza. Il film è un road movie, costruito sul movimento, sugli spazi aperti, sull'automobile che attraversa gli Stati Uniti. Lo spettacolo di Carvaruso fa il contrario: chiude le protagoniste in un unico luogo, un diner, e le blocca nella notte.

L'ultima sosta

Il sottotitolo, L'ultima sosta, è una chiave di lettura. Se il film è la storia di una fuga in avanti, lo spettacolo sembra concentrarsi su una pausa, un momento in cui la corsa si interrompe e le due donne devono guardarsi. La sosta diventa il luogo del bilancio, dove gli oggetti della valigia riportano a galla il passato.

Due donne e un legame

Resta, del modello cinematografico, il nucleo: un legame femminile che si rafforza davanti alla violenza e alla pressione esercitata dagli uomini. La presentazione parla di due donne che non riescono a lasciarsi e che forse, per riuscirci, dovranno eliminare tutto il resto. È un'eco del finale del film, rielaborata in chiave teatrale e simbolica.

La valigia e il diner: due immagini da tenere a mente

La presentazione del teatro affida il senso dello spettacolo a due oggetti scenici, uno spazio e un contenitore. Prestare attenzione a entrambi aiuta a seguire una drammaturgia che procede per immagini più che per fatti.

La valigia da chiudere o da bruciare

Nella prima frase della scheda c'è una valigia da chiudere o da bruciare. È l'immagine della partenza, ma anche del bagaglio che ci si porta dietro: ogni oggetto che le due donne vi ripongono è descritto come un graffio, un fantasma, una colpa. Chiudere la valigia significa decidere che cosa portare con sé e che cosa lasciare; bruciarla significa rinunciare a tutto. Tra queste due possibilità si gioca la notte delle protagoniste.

Il diner dimenticato

Il luogo dell'azione è un diner dimenticato, uno di quei locali lungo le strade americane che il cinema ha reso familiari. Nel film di Scott le soste nei locali segnano le tappe del viaggio e, in un caso, l'inizio della tragedia. Qui il diner diventa l'unico spazio possibile, un rifugio e una trappola insieme, dove la notte si ostina a non finire e dove chi bussa alla porta potrebbe essere il passato.

Il corpo che cambia

Un terzo elemento ricorre nella presentazione: il corpo che cambia proprio quando la fuga sembra possibile. Non è spiegato che cosa accada, e la scheda lo lascia volutamente in sospeso. È uno dei motivi per cui conviene arrivare senza aver letto troppe anticipazioni: lo spettacolo sembra costruito per sorprendere su questo punto.

Le interpreti e la compagnia

In scena ci sono Maddalena Emanuela Rizzi e Alessandra De Pascalis. Uno spettacolo costruito per due interpreti, in un ambiente chiuso, affida quasi tutto al loro rapporto: tempi, sguardi, cambi di tono tra ironia e tensione. La scheda descrive un gioco a due senza fiato, e il ritmo della serata dipende dalla capacità delle attrici di sostenerlo.

La regia

La regia è di Filippo D'Alessio, che lavora su un testo che rinuncia ai colpi di scena esterni. In un lavoro di questo tipo la regia si misura sulla gestione dello spazio, sul rapporto tra le due figure e sulla costruzione delle presenze invisibili che abitano il dialogo.

La squadra creativa

Le scenografie sono di Luca Luchetti, i costumi di Alessandra Mene', le musiche di Giovanni Zappalorto. La produzione è di Seven Cults. La scheda non riporta biografie degli artisti; per chi vuole conoscerli meglio, il materiale di sala distribuito in teatro è la fonte più immediata.

A chi è adatto lo spettacolo

Thelma e Louise. L'ultima sosta è pensato per chi ama il teatro contemporaneo di relazione, quello in cui due personaggi si confrontano in uno spazio ridotto. La presentazione insiste su temi duri, come la violenza e le figure tossiche, trattati però per evocazione e non per rappresentazione diretta.

Chi ama il film

Gli appassionati del film troveranno un omaggio indiretto più che una trasposizione: il titolo e il legame tra le due donne sono gli elementi comuni, il resto appartiene a un'altra forma. Conviene arrivare preparati a questo scarto, per non cercare in scena l'auto, il deserto o il Grand Canyon.

Età

Il teatro non indica limiti di età. I temi trattati e il registro della presentazione suggeriscono uno spettacolo destinato a un pubblico adulto o di ragazzi grandi; il listino prevede comunque un ridotto per i minori di 18 anni.

Come scegliere la recita

Gli orari cambiano da un giorno all'altro: tre serate alle 21 (martedì 3, giovedì 5, venerdì 6), una pomeridiana alle 17 il mercoledì 4, una alle 19 il sabato 7 e una alle 17:30 la domenica 8.

Le riduzioni dal martedì al venerdì

Il ridotto con tessera CRAL e per under 35, over 65 e persone con disabilità al 75% vale dal martedì al venerdì, un biglietto per tessera, fino a esaurimento dei posti in promozione. Chi ha diritto a questa tariffa, quindi, deve scegliere una delle prime quattro recite.

Platea o galleria

Il Vittoria ha una platea con 560 poltrone davanti a un ampio palcoscenico e una galleria. Per uno spettacolo a due, costruito su sfumature e dettagli, la platea offre il contatto più ravvicinato; la galleria, più economica, consente comunque una buona visione d'insieme dello spazio scenico.

Biglietti e botteghino

Il botteghino del Vittoria ha orari ampi: il lunedì dalle 10 alle 13 e dalle 15:30 alle 19; dal martedì al sabato dalle 11 alle 20, senza interruzione; la domenica e nei festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15:30 alle 19, con questa seconda fascia riservata allo spettacolo pomeridiano.

Prevendita e rimborsi

La prevendita si applica fino a un'ora prima dell'inizio dello spettacolo. I biglietti non sono rimborsabili, salvo cancellazione o sostituzione dello spettacolo. Il teatro non accetta pagamenti con American Express o Diners.

Bonus e agevolazioni

Per acquistare con Carta del Docente o con i bonus per i giovani occorre contattare il botteghino al numero 06 5740170 oppure inviare i buoni per email, dal martedì al sabato, entro le 16:30. Le persone con disabilità hanno diritto al prezzo ridotto per sé e per un accompagnatore.

Tariffe speciali e biglietti di cortesia

Il listino del Vittoria prevede anche formule particolari: una tariffa a posto unico di 18 euro, chiamata MeglioPrima, riservata a cento biglietti per replica nei primi due giorni di programmazione di tredici spettacoli indicati nella pagina dei prezzi; biglietti di cortesia a 5 euro, che sostituiscono gli omaggi; tariffe dedicate per i tè letterari. Conviene controllare la pagina dei prezzi per sapere se Thelma e Louise rientra in una di queste formule: il dato, per questo titolo, non è indicato nella scheda dello spettacolo.

Come arrivare al Teatro Vittoria

Il teatro pubblica indicazioni dettagliate. La fermata della metropolitana più vicina è Piramide; sono utili le linee di autobus 170, 781, 83, 75, 23, 280, 716 e 30 e il tram 3. Gli orari e i percorsi aggiornati vanno sempre verificati con il calcolatore ATAC.

Parcheggio e taxi

Il Vittoria ha una convenzione con un parcheggio custodito e coperto in via Galvani 57, alle spalle del nuovo mercato di Testaccio, con uno sconto di un euro: il buono va chiesto al botteghino prima dell'inizio dello spettacolo, perché alla fine la cassa è chiusa. Su richiesta, il teatro prenota un taxi che attende il pubblico all'uscita.

La ZTL

Il rione Testaccio è soggetto a zona a traffico limitato. Il teatro rimanda al sito dell'agenzia per la mobilità di Roma per gli orari aggiornati e i casi di esenzione: chi arriva in auto deve controllarli prima di partire.

Il Teatro Vittoria in breve

Il Vittoria è il teatro di Testaccio, affacciato sulla piazza della chiesa di Santa Maria Liberatrice. È gestito dalla Cooperativa Attori e Tecnici, fondata nel 1977 da Attilio Corsini e Viviana Toniolo, e ospita produzioni della cooperativa, compagnie ospiti e artisti internazionali. La scheda del Teatro Vittoria ne segue la stagione.

Una sala da 560 posti

La sala ha 560 poltrone di velluto rosso davanti a un palcoscenico ampio, ricavato negli anni Ottanta da un cinema di quartiere. Il bar e la piazza davanti all'ingresso completano un luogo che conserva un forte legame con il rione.

La piazza e la sua chiesa

Il Vittoria non si capisce senza la piazza su cui si affaccia. Santa Maria Liberatrice è la chiesa che il sito del teatro chiama nuova e imponente, davanti alla quale sorgeva il primo teatro di Testaccio; è anche l'unica parrocchia del rione.

Una chiesa per un quartiere operaio

La nascita della chiesa si inserisce in un progetto più ampio per il quartiere: il sindaco Ernesto Nathan incaricò Domenico Orano di promuovere la vita culturale e sociale di Testaccio, mentre Pio X affidò la costruzione della chiesa agli ordini religiosi. L'edificio fu affidato prima ai Benedettini e poi, in modo definitivo, ai Salesiani, già attivi nel rione. Il primo parroco, Luigi Maria Olivares, divenne poi vescovo di Sutri e Nepi ed è oggi venerabile.

L'interno

L'interno è a tre navate, con colonne i cui capitelli portano i simboli degli evangelisti. Il pavimento centrale ha un mosaico bianco e nero con frammenti di marmi policromi e i segni dello zodiaco in riquadri; le vetrate della facciata raccontano episodi della vita della Vergine, quelle della navata figure di santi. Per chi arriva in anticipo per la recita pomeridiana, una visita breve è il modo migliore per entrare nel ritmo del rione.

Una curiosità sul Teatro Vittoria

Prima di essere un teatro di prosa, il Vittoria fu un teatro di varietà, poi un cinema, poi di nuovo un teatro. Il sito ufficiale racconta che all'inizio del Novecento esisteva già un teatro di Testaccio, un edificio di due piani che si affacciava su una piazza sterrata, davanti a una chiesa nuova e imponente. Vi si davano spettacoli di varietà, quelli che qualche decennio dopo si sarebbero chiamati avanspettacolo, e sul suo palco si esibirono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani.

Il pubblico del mattatoio

Di fronte al teatro sorsero le prime case popolari del quartiere, assegnate soprattutto a carrettieri e operai del vicino mattatoio. Era il pubblico naturale del varietà, e il sito del teatro lo descrive come gente spiccia, chiassosa e dotata di un umorismo genuino. Oggi l'ex mattatoio è un polo culturale, raccontato nella scheda dell'Ex Mattatoio.

Una cosa che non ti dice nessuno sul Teatro Vittoria

Il teatro che si vede oggi è al piano terra di un condominio. Durante la ricostruzione edilizia del dopoguerra, ricorda il sito del Vittoria, il vecchio teatro di Testaccio fu demolito e al suo posto sorse un palazzo con un cinema al pianterreno, con platea e balconata, costruito dall'imprenditore Amati, proprietario di numerose sale. Per anni fu il luogo di svago preferito dei testaccini.

La trasformazione del 1986

Secondo Turismo Roma, alla fine degli anni Settanta il cinema chiuse. Nel maggio del 1986 cominciarono i lavori per trasformarlo in teatro di prosa, su progetto dell'architetto Enrico Nespega e su commissione di Attilio Corsini; il teatro aprì al pubblico nel dicembre dello stesso anno. Entrare al Vittoria significa quindi entrare in un ex cinema di quartiere.

Il consiglio che ti do per visitare il Teatro Vittoria

Il mio consiglio è di vivere la serata come una serata a Testaccio. Il teatro si trova sulla piazza principale del rione, e il quartiere offre tutto ciò che serve prima o dopo lo spettacolo: trattorie, il mercato, le strade popolari che hanno mantenuto un carattere riconoscibile. La recita del sabato alle 19 si presta a una cena dopo; quella del mercoledì alle 17 a un aperitivo all'uscita.

Il buono per il parcheggio

Chi arriva in auto e usa il parcheggio convenzionato deve ricordarsi di chiedere il buono sconto al botteghino prima che lo spettacolo cominci: lo stesso teatro raccomanda di non aspettare la fine, perché la cassa sarà chiusa.

Il taxi prenotato

Per le recite serali delle 21, il servizio di prenotazione del taxi offerto dal teatro è una comodità poco conosciuta: basta chiederlo, e l'auto attende all'uscita.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Molti sanno che il Vittoria è legato a Rumori fuori scena, la commedia di Michael Frayn che la Cooperativa Attori e Tecnici ha portato in scena per anni. Meno noto è che fu proprio quella produzione a segnare la storia della compagnia, secondo un articolo del Giornale del 14 ottobre 2008, e che l'autore inglese vide lo spettacolo romano diretto da Corsini nel 1983, dichiarandosi felicissimo del risultato.

Una commedia sul teatro

Rumori fuori scena è una commedia in cui nove attori recitano contemporaneamente due spettacoli, mostrando ciò che accade in scena e dietro le quinte. Corsini, ricorda lo stesso articolo, la adattò alle manie degli attori italiani. È una tradizione di teatro che riflette su se stesso, e in un certo senso anche Thelma e Louise. L'ultima sosta, con il suo gioco a due che dichiara di non essere un thriller, ragiona sulle aspettative del pubblico.

Il premio per i giovani

Dopo la morte di Corsini, avvenuta nel 2008, il teatro ha intitolato al suo nome la rassegna Salviamo i Talenti, dedicata ai giovani artisti. Viviana Toniolo, cofondatrice della cooperativa, ne ha assunto la direzione artistica.

La foto giusta da fare al Teatro Vittoria

La fotografia più bella non si fa al teatro ma dal teatro: davanti all'ingresso si apre piazza di Santa Maria Liberatrice, con la facciata della chiesa. Di sera, con la luce artificiale, la piazza restituisce bene l'atmosfera di un quartiere che vive anche dopo il tramonto.

La chiesa di fronte

La chiesa di Santa Maria Liberatrice fu costruita tra il 1906 e il 1908 su progetto di Mario Ceradini. Inquadrarla insieme all'insegna del Vittoria permette di raccontare in un'immagine la storia del rione: la chiesa nuova davanti alla quale, all'inizio del Novecento, sorgeva il primo teatro di Testaccio.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

1906-1908: la chiesa di Santa Maria Liberatrice

Sulla piazza sorge la chiesa progettata da Mario Ceradini, costruita in omaggio a papa Pio X nell'anno giubilare del suo sacerdozio. Il titolo deriva da una chiesa duecentesca costruita sulle rovine di Santa Maria Antiqua al Foro Romano, demolita nel 1899; Pio X donò alla nuova chiesa un affresco venerato proveniente dall'abside di quella antica.

Primo Novecento: il varietà

Il teatro di Testaccio ospita varietà e attira il pubblico popolare del quartiere; sul palco passano Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani.

Dopoguerra: il cinema

Il vecchio edificio viene demolito e sostituito da un condominio con cinema al piano terra.

1977 e 1986: la cooperativa e il teatro

Nel 1977 Attilio Corsini e Viviana Toniolo fondano la Cooperativa Attori e Tecnici. Nel 1986 il cinema chiuso viene trasformato in teatro di prosa e riapre a dicembre.

1956-1964: gli affreschi della chiesa

Tra il 1956 e il 1964 il pittore Luciano Bartoli realizza l'affresco dell'abside e le vetrate di Santa Maria Liberatrice, unica parrocchia di Testaccio, affidata ai Salesiani.

Chi è passato dal Teatro Vittoria

Nella prima vita del teatro, quella del varietà, il sito ufficiale ricorda Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani: tre nomi che sarebbero diventati simboli del cinema e dello spettacolo romano. Nella seconda vita, dal 1986, il Vittoria ha ospitato ospiti internazionali, le produzioni di Attori e Tecnici e molte compagnie di rilievo.

Attilio Corsini

Attore, autore e regista, Corsini fu tra i fondatori del teatro e lo diresse fino alla sua improvvisa scomparsa nel 2008. La sua figura resta legata alla scelta di puntare sul marchio della cooperativa più che sul nome di singoli artisti di richiamo, una politica che il sito del teatro rivendica ancora.

Il ricordo di Gianni Minà

La pagina che il teatro dedica a Corsini ricorda un articolo di Gianni Minà pubblicato il giorno dopo la sua scomparsa: un segno del rilievo che la figura del fondatore aveva anche fuori dall'ambiente teatrale. Il testo dell'articolo non è riprodotto sul sito, che ne mostra soltanto le immagini, ma la sua presenza dice molto del legame tra il Vittoria e la cultura romana di quegli anni.

Viviana Toniolo

Attrice di Rumori fuori scena e cofondatrice della cooperativa, Toniolo ha assunto la direzione artistica nel 2008 e ha guidato il teatro negli anni successivi.

Prima o dopo lo spettacolo: Testaccio

Il Vittoria è il punto di partenza ideale per conoscere Testaccio. La scheda su Testaccio, cosa vedere propone un itinerario tra il mercato e le strade del rione.

Piramide e Porta San Paolo

A pochi minuti a piedi si trovano la Piramide Cestia e Porta San Paolo, accanto alla fermata della metropolitana indicata dal teatro: un passaggio obbligato per chi arriva con i mezzi pubblici.

Il Cimitero acattolico

Nel rione si trova anche il Cimitero acattolico di Roma; per una visita prima della recita pomeridiana conviene verificare gli orari di apertura.

Ostiense

Oltre la Piramide comincia il quartiere industriale di Ostiense, descritto nella scheda su Ostiense, cosa vedere.

Domande frequenti su Thelma e Louise al Teatro Vittoria

Quando va in scena Thelma e Louise al Teatro Vittoria?

Dal 3 all'8 novembre 2026. Gli orari ufficiali sono: martedì 3 alle 21, mercoledì 4 alle 17, giovedì 5 e venerdì 6 alle 21, sabato 7 alle 19, domenica 8 alle 17:30. Gli orari cambiano da un giorno all'altro, quindi conviene verificare quello della recita scelta sulla pagina dello spettacolo, sul sito ufficiale del Teatro Vittoria, prima di uscire di casa.

Quanto costa il biglietto?

Il listino della stagione 2026/27 prevede 27 euro in platea e 21 in galleria per l'intero, più 3 euro di prevendita. Il ridotto con tessera CRAL e per under 35, over 65 e persone con disabilità è di 22 e 17 euro, dal martedì al venerdì; per i minori di 18 anni il biglietto costa 13 euro in platea e 11 in galleria, con 2 euro di prevendita.

Lo spettacolo è tratto dal film?

La scheda del teatro non lo presenta come un adattamento. Il titolo richiama il film del 1991 di Ridley Scott, ma lo spettacolo di Alessandro Carvaruso è ambientato in un diner, in una sola notte, e si concentra sul legame tra due donne che cercano di chiudere una valigia. La stessa presentazione avverte che non si tratta di un thriller e che non ci sono spari né inseguimenti.

Dove si trova il Teatro Vittoria?

In piazza di Santa Maria Liberatrice 10, nel rione Testaccio. La fermata della metropolitana più vicina, secondo il teatro, è Piramide; sono utili anche il tram 3 e le linee di autobus 170, 781, 83, 75, 23, 280, 716 e 30. Per un percorso aggiornato conviene usare il calcolatore ATAC, inserendo l'indirizzo come destinazione.

C'è un parcheggio?

Il teatro ha una convenzione con un parcheggio custodito e coperto in via Galvani 57, dietro il nuovo mercato di Testaccio, con uno sconto di un euro. Il buono va chiesto al botteghino prima dell'inizio dello spettacolo. Il rione è soggetto a ZTL, e gli orari aggiornati si verificano sul sito dell'agenzia per la mobilità di Roma.

Quanto dura lo spettacolo?

La durata non è indicata nella pagina ufficiale: il dato non è pubblicato. Chi ha bisogno di saperlo, per organizzare il ritorno o la cena, può chiedere al botteghino, che risponde ai numeri 06 5740170 e 06 5740598 e dal martedì al sabato è aperto con orario continuato dalle 11 alle 20.

Chi sono le interpreti?

Lo spettacolo è interpretato da Maddalena Emanuela Rizzi e Alessandra De Pascalis, con la regia di Filippo D'Alessio. Le scenografie sono di Luca Luchetti, i costumi di Alessandra Mene' e le musiche di Giovanni Zappalorto. La produzione è della compagnia Seven Cults. La pagina ufficiale non riporta le biografie degli artisti.

Si può pagare con la Carta del Docente?

Sì, ma non direttamente online: per usare la Carta del Docente o i bonus per i giovani occorre contattare il botteghino al numero 06 5740170 oppure inviare i buoni per email, dal martedì al sabato, entro le 16:30. Il teatro non accetta American Express né Diners. Le persone con disabilità hanno diritto al ridotto per sé e per un accompagnatore.

Il consiglio finale su Thelma e Louise. L'ultima sosta

Chi entra al Vittoria per questo spettacolo deve lasciare fuori l'immagine dell'automobile lanciata sulla strada: qui la corsa si ferma, e tutto accade in una notte, in un diner, attorno a una valigia. Il mio consiglio è di scegliere una delle recite dal martedì al venerdì se si ha diritto alle riduzioni, di arrivare a Testaccio con un po' di anticipo e di godersi la piazza di Santa Maria Liberatrice prima di entrare. È un modo per vivere un teatro di quartiere che da quarant'anni lega la prosa contemporanea alla vita di un rione popolare.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento3 Novembre 2026 21:00 — 8 Novembre 2026
IndirizzoTeatro Vittoria, Piazza di Santa Maria Liberatrice 10, 00153 Roma Testaccio, Roma, Roma Città

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