The Chameleons al Largo Venue — 15 novembre 2026
The Chameleons, la band post punk nata a Middleton, vicino a Manchester, nel 1981, suonano a Roma domenica 15 novembre 2026 alle 20:00 al Largo Venue, in via Biordo Michelotti 2 (00176 Roma), all'altezza di largo Preneste, nel quadrante del Pigneto. È una delle due sole date italiane del tour, insieme a quella del 16 novembre al Locomotiv Club di Bologna, e arriva dopo l'uscita di Arctic Moon, il primo album della band in quasi venticinque anni. Il biglietto è a posto unico, 36,80 euro comprensivi di prevendita più le commissioni del circuito, in vendita sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dalla pagina ufficiale del Largo. Si arriva con la metro C, fermate Pigneto o Malatesta, e da lì a piedi; per le linee di superficie conviene il calcolatore di percorso di ATAC. Il concerto è organizzato da ERP Live con nEw liFe Promo.

The Chameleons al Largo Venue in breve
The Chameleons suonano domenica 15 novembre 2026 alle 20:00 al Largo Venue di Roma, in una delle due uniche date italiane del loro tour, con biglietto a posto unico da 36,80 euro più commissioni.
Data e orario
Una sola data romana, domenica 15 novembre 2026. L'orario indicato dal rivenditore autorizzato è le 20:00. Il Largo non pubblica sulla pagina dell'evento l'orario di apertura delle porte né la presenza di un gruppo di apertura: conviene arrivare in anticipo e controllare i canali del locale nei giorni precedenti.
Biglietti
Il biglietto è unico, in piedi, al prezzo di 36,80 euro, cifra che secondo il rivenditore comprende il diritto di prevendita fissato dall'organizzatore; si aggiungono le commissioni di servizio. L'acquisto passa dal circuito di prevendita autorizzato, raggiungibile dalla pagina del concerto sul sito ufficiale del Largo.
L'organizzazione
La locandina ufficiale indica ERP Live e nEw liFe Promo come promotori; il rivenditore autorizzato riporta ERP Concerti come organizzatore. Sono i riferimenti per qualsiasi comunicazione su orari e cambi di programma.
L'altra data italiana
Il giorno dopo, lunedì 16 novembre, la band suona al Locomotiv Club di Bologna. Chi non riesce a esserci a Roma ha una seconda possibilità, ma è l'unica.
Arctic Moon: il ritorno discografico dei Chameleons
Arctic Moon, uscito il 12 settembre 2025 per Metropolis Records, è il quinto album in studio dei Chameleons e il primo dopo quasi venticinque anni.
Il primo singolo dopo un decennio
La presentazione del Largo ricorda che nel 2024 la band ha pubblicato il primo inedito in oltre dieci anni, Where Are You?, per Metropolis Records in collaborazione con Strange Times Entertainment. Il nome della seconda etichetta non è casuale: Strange Times è anche il titolo del terzo album dei Chameleons, uscito nel 1986.
L'album
Arctic Moon arriva il 12 settembre 2025. È il primo disco di inediti dopo Why Call It Anything del 2001, e segna il vero ritorno della band dopo la riformazione del 2021. Per un gruppo che negli anni Ottanta aveva inciso solo tre album prima di sciogliersi, un quinto disco in studio è un evento per chi lo segue da decenni.
Un nuovo brano nel 2026
Ad aprile 2026 la band ha pubblicato anche un nuovo pezzo, Rock N Roll Star, all'interno della compilation benefica A Goth Deed For Palestine: Volume II. Segno di un gruppo che, dopo il ritorno, ha ripreso a scrivere con continuità.
Il ritorno sui palchi
Secondo il Largo, la ritrovata popolarità ha portato i Chameleons a esibirsi nei principali festival europei e americani, fra cui il Primavera Sound 2024. Le due date italiane di novembre arrivano, per la stessa presentazione, dopo diversi anni di assenza dal nostro Paese.
La storia dei Chameleons, da Middleton a Roma
The Chameleons nascono nel 1981 a Middleton, nella Greater Manchester, dall'incontro fra Mark Burgess, basso e voce, e i chitarristi Reg Smithies e Dave Fielding; il batterista della formazione classica è John Lever.
Gli inizi senza batterista
All'inizio i Chameleons sono un trio senza batteria: Burgess canta e suona il basso, Smithies e Fielding le chitarre. Arrivano poi Brian Schofield e, subito dopo, John Lever; nel 1982 e 1983 Martin Jackson, già batterista dei Magazine, lo sostituisce per un periodo. Burgess veniva dai Cliches, Smithies e Fielding dagli Years.
John Peel e il primo contratto
Nel 1981 la band registra una session per John Peel su BBC Radio 1, il passaggio obbligato di tanta musica indipendente britannica. Ne segue un contratto con Epic, allora legata a CBS. Il primo singolo, In Shreds, esce nel marzo 1982 con la produzione di Steve Lillywhite; la copertina è un dipinto di Smithies, che firmerà l'artwork di tutte le uscite del gruppo. Il rapporto con la major dura poco: la band difende la propria immagine e viene lasciata libera subito dopo.
Script of the Bridge
Nel 1983, per l'etichetta Statik, esce l'album di debutto, Script of the Bridge, con i singoli Up the Down Escalator, As High as You Can Go e A Person Isn't Safe Anywhere These Days. La voce di Burgess e le due chitarre, con un uso misurato dei sintetizzatori, definiscono un suono che la critica britannica chiamerà di volta in volta cattedrale sonora o architettura del suono.
L'America e le radio dei college
L'edizione americana del disco esce per MCA in forma ridotta, senza quattro brani, con disappunto della band. Il tour statunitense del 1984 e i passaggi nelle radio universitarie costruiscono però un seguito fedele oltreoceano, che non si è mai davvero esaurito.
What Does Anything Mean? Basically e Strange Times
Nel 1985 esce il secondo album, What Does Anything Mean? Basically. Il lavoro del manager Tony Fletcher convince David Geffen a mettere sotto contratto la band, e nel 1986 esce per Geffen Strange Times, disco cupo e complesso che contiene i singoli Tears e Swamp Thing. Sarà l'ultimo del primo periodo.
Lo scioglimento del 1987
Le tensioni interne, soprattutto fra Burgess e Fielding, e la morte improvvisa di Tony Fletcher nel 1987 portano allo scioglimento. Seguono progetti paralleli: The Sun and the Moon di Burgess e Lever, i Reegs di Smithies e Fielding, la carriera solista di Burgess con album come Zima Junction.
Le due riformazioni
Nel 2000 i Chameleons tornano insieme per una serie di concerti al Witchwood di Ashton under Lyne, uno dei loro locali preferiti, e pubblicano Strip, l'album di inediti Why Call It Anything nel 2001 e This Never Ending Now nel 2002. Nel 2003 si separano di nuovo. Burgess e Lever portano avanti il repertorio come ChameleonsVox; Lever muore nel 2017. Nel 2021 Burgess e Smithies rifondano la band con il nome originale.
La formazione dei Chameleons oggi
La formazione attuale dei Chameleons comprende i due fondatori Mark Burgess e Reg Smithies, con Stephen Rice alla chitarra solista, Todd Demma alla batteria e Danny Ashberry alle tastiere.
Mark Burgess
Mark Burgess, detto Vox, è la voce e il basso della band fin dal 1981. È lui ad aver tenuto vivo il repertorio negli anni di separazione, prima con i progetti solisti e poi con ChameleonsVox. Le sue liriche parlano dell'alienazione nelle città industriali del Nord inglese durante gli anni del thatcherismo, ma con un'ostinata ricerca di riscatto.
Reg Smithies
Reg Smithies è la chitarra ritmica e l'autore di tutte le copertine della band. Il suo intreccio con la chitarra solista è il cuore del suono dei Chameleons: riff luminosi, riverberi, due linee che si inseguono invece di sovrapporsi.
Stephen Rice, Todd Demma, Danny Ashberry
Stephen Rice, chitarra solista e cori, viene da ChameleonsVox ed è nella band dal 2021. Todd Demma suona batteria e percussioni; Danny Ashberry tastiere, cori, basso e chitarra acustica. È la formazione che ha registrato gli ultimi lavori e che porta Arctic Moon in tour.
Una curiosità su The Chameleons al Largo Venue — 15 novembre 2026
La curiosità più gustosa riguarda le copertine. Tutti i dischi dei Chameleons, dal primo singolo In Shreds del 1982 in poi, portano un dipinto di Reg Smithies, il chitarrista. Non un grafico di etichetta, non un fotografo: un membro della band. Quando uscì Script of the Bridge, la stampa inglese prese in giro quel disegno, paragonandolo alle copertine dei Genesis degli anni Settanta; oggi quelle immagini sono parte dell'identità del gruppo quanto le chitarre.
La seconda curiosità è nel nome di una delle etichette del ritorno. Il singolo Where Are You?, primo inedito in oltre dieci anni, è uscito per Metropolis Records in collaborazione con Strange Times Entertainment: Strange Times è il titolo dell'album del 1986, l'ultimo prima della rottura. Chiudere un cerchio con il nome di un'etichetta è un gesto piccolo, ma chi conosce la storia lo coglie.
Terza curiosità: in Nord America la band si presenta per ragioni di omonimia come The Chameleons UK. In Italia, sulla locandina del Largo, il nome è ancora più asciutto: Chameleons, senza articolo.
Il suono dei Chameleons: che cosa si ascolta dal vivo
Il suono dei Chameleons è un post punk atmosferico costruito su due chitarre che si intrecciano, sulla voce appassionata di Mark Burgess e su una sezione ritmica solida.
Le chitarre
La band stessa ha raccontato l'influenza dei primi dischi degli U2: la chitarra di The Edge apriva la possibilità di costruire atmosfere ambientali. Nei Chameleons l'idea si raddoppia, con due chitarristi che lavorano in parallelo, e l'effetto è quello che la stampa inglese degli anni Ottanta chiamava cattedrale sonora.
La voce e i testi
Burgess canta con un'intensità che la critica ha sempre sottolineato. I testi raccontano l'ansia e la nostalgia di un'innocenza perduta nelle città del Nord inglese in crisi industriale, senza però cedere al pessimismo: la band, secondo la sua stessa storia, cercava di trionfare sul paesaggio, non di esserne schiacciata.
La scaletta
L'organizzazione non ha pubblicato una scaletta. Con un disco nuovo da presentare e un catalogo storico amatissimo, è ragionevole aspettarsi un equilibrio fra i brani di Arctic Moon e i pezzi dei primi tre album; quali, lo si scopre in sala.
L'eredità: chi deve qualcosa ai Chameleons
The Chameleons sono considerati una delle band più sottovalutate della Manchester degli anni Ottanta e hanno influenzato gruppi come Oasis, The Verve, Editors, Interpol, The Flaming Lips e Alcest.
Noel Gallagher e i Verve
Noel Gallagher degli Oasis ha dichiarato di sentire l'influenza di Strange Times nei suoi primi anni da autore. Nick McCabe, chitarrista dei Verve, ha messo Script of the Bridge fra i suoi dieci album preferiti.
Dagli Stati Uniti alla Francia
I Flaming Lips hanno inserito Up the Down Escalator in una loro compilation per la serie Late Night Tales. Billy Corgan degli Smashing Pumpkins li ha citati fra le band inglesi che ascoltava negli anni Ottanta; Neige, fondatore dei francesi Alcest, riconosce l'influenza delle due chitarre soliste sul proprio modo di suonare.
Un seguito di culto
I Chameleons non hanno avuto il successo commerciale di altre band della scena di Manchester, ma hanno costruito un seguito di culto che dura da oltre quarant'anni. È quel pubblico, insieme ai più giovani arrivati attraverso i gruppi che li citano, a riempire le sale del tour di ritorno.
Il Largo Venue, la sede del concerto
Il Largo Venue è un club per la musica dal vivo ricavato da un ex capannone industriale in via Biordo Michelotti 2, fra il Pigneto e la via Prenestina, presentato dal portale turistico di Roma Capitale come un progetto di riqualificazione urbana.
Un capannone restituito alla città
Il portale del quartiere descrive il Largo Venue come uno spazio sottratto al degrado e recuperato con il verde, la creatività e la cultura. Dove c'era un edificio produttivo oggi c'è una sala costruita per la musica dal vivo.
Gli spazi
Il Largo si articola in più ambienti: la Sala Main, il Garden, cioè l'area esterna nel verde, la sala Rumah e l'O'Bistrot, il punto ristoro. È uno spazio polifunzionale che alterna concerti, dj set e cinema, con artisti internazionali, nazionali e romani.
Contatti
Il locale risponde allo 06 59875966 e all'indirizzo info@largovenue.com. La società che lo gestisce è Prenestepop, con sede in via Prenestina.
Una cosa che non ti dice nessuno su The Chameleons al Largo Venue — 15 novembre 2026
Quello che raramente si dice è quanto sia stata breve la prima vita dei Chameleons: sei anni, tre album, poi la fine. Fra il 1981 e il 1987 la band ha inciso Script of the Bridge, What Does Anything Mean? Basically e Strange Times, e si è sciolta nel momento in cui una major americana aveva appena scommesso su di loro. A spezzare il gruppo furono le tensioni interne e soprattutto la morte improvvisa del manager Tony Fletcher, per un arresto cardiaco. Il titolo dell'EP postumo del 1990, Tony Fletcher Walked on Water, è un omaggio a lui.
La seconda cosa che non si dice riguarda chi manca sul palco. Il batterista storico John Lever è morto nel 2017; il chitarrista Dave Fielding non fa parte della formazione riformata. Dei quattro della formazione classica restano Burgess e Smithies. Chi va al Largo aspettandosi il quartetto del 1983 troverà due fondatori e tre musicisti arrivati dopo, alcuni dei quali cresciuti suonando quel repertorio con ChameleonsVox.
E una terza cosa: la domenica sera. Un concerto post punk alle 20 di domenica, a novembre, significa un pubblico che arriva presto, resta in sala per la musica e rientra a un'ora ragionevole. Per chi il lunedì lavora è un vantaggio concreto.
Come arrivare al Largo Venue per i Chameleons
Il Largo Venue si trova in via Biordo Michelotti 2, all'altezza di largo Preneste, nel quadrante est della città, Municipio V; le fermate della metro C più vicine sono Pigneto e Malatesta.
In metro
Il portale turistico di Roma indica come riferimento le fermate Pigneto e Malatesta della linea C. Dal centro si prende la metro A fino a San Giovanni e si cambia sulla C. Di domenica sera l'orario dell'ultima corsa va controllato prima di uscire sul sito di ATAC.
In autobus
La zona è servita da diverse linee di superficie lungo la via Prenestina, di giorno e di notte. Per scegliere il percorso migliore dal proprio quartiere, e per le linee notturne del rientro, conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC.
In auto
In auto si arriva dalla via Prenestina o dalla via Casilina. La domenica sera il parcheggio nelle strade residenziali del Pigneto è meno difficile che nel fine settimana, ma resta un quartiere denso: meglio partire con margine.
In taxi
Il radiotaxi di Roma risponde allo 060609. Per il rientro conviene prenotare qualche minuto prima dell'uscita, quando centinaia di persone lasciano il club insieme.
Il consiglio che ti do per visitare The Chameleons al Largo Venue — 15 novembre 2026
Il consiglio è di arrivare presto e di posizionarsi con criterio. In un concerto dei Chameleons il protagonista è l'intreccio delle due chitarre, Smithies da una parte e Rice dall'altra: il punto migliore per ascoltarlo non è sotto il palco, dove si sente soprattutto l'amplificatore più vicino, ma al centro della sala, qualche metro indietro, dove le due linee arrivano bilanciate. Chi vuole vedere da vicino Mark Burgess si sposti invece verso il suo lato del palco all'inizio del concerto, prima che la sala si riempia.
Il secondo consiglio è di ascoltare Arctic Moon nei giorni precedenti. Il pubblico storico conosce a memoria Script of the Bridge e Strange Times; i brani nuovi, invece, sono ancora da imparare, e arrivare preparati permette di godere della parte di scaletta che per molti sarà una scoperta.
Terzo consiglio: portarsi dei tappi per le orecchie da musicista. Il post punk atmosferico dei Chameleons vive di riverberi e volume, e in una sala al chiuso i tappi filtrati tolgono fatica senza togliere dettaglio.
Ultimo consiglio: il biglietto a 36,80 euro è a posto unico e in piedi, e la band suona in Italia due sole sere. Conviene comprarlo per tempo dal circuito autorizzato, evitando rivenditori non ufficiali.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Manchester, negli anni Ottanta, è stata una delle capitali della musica britannica, e i nomi che vengono in mente per primi sono quelli dei gruppi che hanno venduto milioni di dischi. Si cita molto meno che nella stessa area, a pochi chilometri, una band di Middleton costruiva un suono che avrebbe influenzato proprio la generazione successiva di Manchester, a partire dagli Oasis. I Chameleons non hanno avuto le classifiche, ma hanno avuto i musicisti: e i musicisti, a distanza di quarant'anni, li citano ancora.
Un altro fatto noto e poco ricordato è che la band ha avuto un rapporto difficile con le case discografiche fin dal primo giorno. Lasciata da Epic dopo il primo singolo per aver difeso la propria immagine, esclusa dalle classifiche indipendenti perché la sua etichetta Statik era legata a una grande casa, tagliata nell'edizione americana del debutto: la storia dei Chameleons è anche una storia di indipendenza pagata cara.
E infine: il ritorno del 2021 non è partito da uno studio, ma da un disco dal vivo. Edge Sessions, registrato con Chris Oliver e Stephen Rice, esce nel 2022 su Metropolis Records, la stessa etichetta che pubblicherà Arctic Moon. A nostro giudizio è la conferma che questa band, prima di tutto, è una band da palco.
Il Pigneto e i dintorni del Largo Venue
Il Largo Venue è nel quadrante del Pigneto, a est della stazione Termini, fra la via Prenestina e la via Casilina: un quartiere di strade residenziali, bar, trattorie e spazi culturali.
Porta Maggiore
Verso il centro si incontra Porta Maggiore. Poco lontano si trova la Basilica sotterranea di Porta Maggiore, visitabile su prenotazione nei giorni di apertura programmati.
San Lorenzo
A nord, oltre la ferrovia, c'è San Lorenzo con la basilica di San Lorenzo fuori le Mura. Una passeggiata pomeridiana della domenica fra i due quartieri è un buon modo di arrivare al concerto.
Verso la Casilina
Lungo la Casilina si trova il Mausoleo di Sant'Elena; più a sud est il Parco degli Acquedotti è una buona meta per la mattina della domenica, prima di una serata di musica.
Come organizzare la serata dei Chameleons
Con l'inizio alle 20 di domenica, la serata dei Chameleons al Largo si organizza come una cena anticipata seguita dal concerto, con rientro prima di mezzanotte.
Prima
Arrivare al Pigneto verso le 18:30 permette di mangiare qualcosa con calma e di entrare nel locale prima che la sala si riempia.
Durante
Il biglietto è in piedi: scarpe comode, una giacca che si possa tenere in mano o lasciare al guardaroba se disponibile, il telefono carico per il biglietto digitale.
Dopo
Il lunedì è lavorativo per molti: chi rientra con i mezzi controlli in anticipo l'ultima corsa della metro C e le alternative notturne.
Dove mangiare prima del concerto
Il Largo Venue ha un proprio punto ristoro, l'O'Bistrot, con un menu pubblicato sul sito del locale; per molti la cena si risolve lì prima dell'inizio.
Al Pigneto
Chi preferisce sedersi a tavola trova nel Pigneto trattorie, pizzerie, osterie, cucine dal mondo e bar, soprattutto nelle strade intorno alla fermata della metro C. La domenica sera molti locali sono aperti, ma prenotare resta prudente.
Una pinta prima del concerto
Per un concerto di una band inglese la tentazione della birra è forte. Il quartiere offre molti bar dove aspettare l'apertura delle porte; conviene solo non arrivare in sala all'ultimo momento.
La foto giusta da fare a The Chameleons al Largo Venue — 15 novembre 2026
La foto giusta a un concerto dei Chameleons non è il primo piano del cantante: è il muro di luce e di suono che la band costruisce nei brani lunghi. Il momento arriva nelle code strumentali, quando le due chitarre si intrecciano e le luci di scena riempiono la sala di fumo e controluce. Mettetevi a lato, qualche metro indietro, e inquadrate insieme il palco e le teste del pubblico in controluce: è l'immagine che racconta cosa significa, dal vivo, cattedrale sonora.
Niente flash: nei club appiattisce le luci e disturba chi suona e chi ascolta. Meglio un video di pochi secondi del momento clou che decine di foto sfocate. Poi il telefono in tasca: un concerto post punk si vive con le orecchie.
Una seconda foto si fa prima, fuori: l'insegna del Largo e il giardino con le luci accese nella sera di novembre, quando il pubblico comincia ad arrivare con le magliette dei vecchi tour. È l'immagine del club e della sua gente.
La terza foto, per i collezionisti, è la locandina ufficiale del concerto, con la band seduta sui gradini di una casa inglese: una delle due sole tappe italiane, con la data di Roma accanto a quella di Bologna.
Accessibilità, età e consigli pratici
Per informazioni sull'accessibilità del Largo Venue e sui percorsi per persone con disabilità conviene contattare il locale allo 06 59875966 o all'indirizzo info@largovenue.com.
Età e ragazzi
Le condizioni di ingresso per i minorenni sono indicate dal rivenditore autorizzato e dal locale: vanno controllate prima di comprare il biglietto per un ragazzo. Il concerto è serale e il pubblico è in prevalenza adulto.
Cosa portare
Un documento, il biglietto digitale sul telefono carico, tappi per le orecchie da musicista, una giacca pesante per la sera di novembre.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Largo Venue è la storia di un recupero urbano. In una zona della città fatta per decenni di capannoni, depositi e laboratori, un edificio industriale è stato riaperto come luogo di cultura, con una sala per la musica dal vivo, un giardino, un punto ristoro e un calendario che alterna concerti, dj set e cinema. Il portale del quartiere lo racconta come uno spazio strappato al degrado.
La storia della band che vi suona il 15 novembre ha invece le sue date precise. Il 1981 è l'anno della fondazione a Middleton e della session per John Peel. Il 1983 è quello di Script of the Bridge, il 1986 quello di Strange Times per Geffen, il 1987 quello della morte di Tony Fletcher e dello scioglimento. Nel maggio 2000 la band si ritrova per i concerti al Witchwood di Ashton under Lyne, nel 2003 si divide di nuovo. Nel marzo 2017 muore John Lever. Nel maggio 2021 Burgess e Smithies registrano dal vivo Edge Sessions e riportano in vita il nome.
Il 24 maggio 2024 esce l'EP Where Are You?, primo inedito in oltre dieci anni; nello stesso anno la band suona al Primavera Sound. Il 12 settembre 2025 esce Arctic Moon. Il 15 novembre 2026 queste due storie si incontrano: la band di Middleton, al suo primo concerto romano dopo anni, in un capannone restituito alla città.
Chi è passato da The Chameleons al Largo Venue — 15 novembre 2026
Dalla Sala Main del Largo passano artisti internazionali, nazionali e romani, secondo la linea del locale. Nell'autunno 2026 il calendario mette in fila, fra gli altri, gli inglesi Haken, gli americani The Lemon Twigs, l'argentina La Yegros con la sua cumbia elettronica e, a gennaio 2027, il rapper romano Leon Faun. Un cartellone aperto a mondi lontanissimi fra loro.
Il 15 novembre tocca al post punk di Manchester. Con i Chameleons passa idealmente sul palco tutta la genealogia della band: John Peel, che li trasmise per primo; Steve Lillywhite, che produsse In Shreds; Tony Fletcher, il manager il cui nome compare nel titolo di un EP; John Lever, il batterista della formazione classica; Dave Fielding, l'altra chitarra degli anni Ottanta. E, per via indiretta, i musicisti che li hanno ascoltati e poi citati: Noel Gallagher, Nick McCabe, i Flaming Lips, Billy Corgan, Neige degli Alcest.
E passa il pubblico romano della new wave e del post punk, quello che ha consumato i vinili negli anni Ottanta e quello più giovane, arrivato alla band attraverso i gruppi che la citano. Al Largo, di domenica sera, si ritrovano per due ore.
Metà novembre a Roma: il periodo del concerto
A metà novembre Roma entra nella stagione piena dei concerti al chiuso, con serate fresche e spesso piovose.
Il tempo
Le sere di novembre possono essere umide: un ombrello pieghevole e una giacca impermeabile sono utili per il tratto a piedi dalla metro al locale.
Una settimana di musica
Nello stesso periodo i club della città ospitano molti concerti internazionali: chi segue la scena può costruire una settimana di musica dal vivo, tenendo il Largo come appuntamento principale.
Domande frequenti sui Chameleons a Roma
Quando suonano i Chameleons a Roma?
The Chameleons suonano a Roma domenica 15 novembre 2026 alle 20:00 al Largo Venue, in via Biordo Michelotti 2. È una delle due uniche date italiane del tour, insieme a quella del 16 novembre al Locomotiv Club di Bologna.
Quanto costa il biglietto per i Chameleons al Largo Venue?
Il biglietto per i Chameleons al Largo Venue costa 36,80 euro a posto unico in piedi, cifra che comprende il diritto di prevendita; si aggiungono le commissioni del circuito. Si acquista sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dalla pagina ufficiale del concerto sul sito del Largo.
Chi sono i Chameleons?
The Chameleons sono una band post punk inglese nata a Middleton, vicino a Manchester, nel 1981, con Mark Burgess, Reg Smithies, Dave Fielding e John Lever. Hanno inciso Script of the Bridge, What Does Anything Mean? Basically e Strange Times, e sono tornati nel 2025 con Arctic Moon.
Che cosa è Arctic Moon?
Arctic Moon è il quinto album in studio dei Chameleons, uscito il 12 settembre 2025 per Metropolis Records. È il primo disco di inediti della band dopo Why Call It Anything del 2001, preceduto nel 2024 dall'EP Where Are You?.
Chi c'è oggi nei Chameleons?
I Chameleons oggi sono Mark Burgess alla voce e al basso, Reg Smithies alla chitarra ritmica, Stephen Rice alla chitarra solista, Todd Demma alla batteria e Danny Ashberry alle tastiere. Il batterista storico John Lever è morto nel 2017.
Come si arriva al Largo Venue con i mezzi?
Il Largo Venue si raggiunge con la metro C, fermate Pigneto o Malatesta, cambiando dalla metro A a San Giovanni; dalla fermata si arriva a piedi in pochi minuti. Per autobus e linee notturne conviene il calcolatore di percorso di ATAC, soprattutto per il rientro della domenica sera.
Si può mangiare al Largo Venue?
Il Largo Venue ha un punto ristoro interno, l'O'Bistrot, con menu pubblicato sul sito del locale, e un giardino. In alternativa, le strade del Pigneto intorno alla metro C offrono trattorie, pizzerie e bar aperti anche la domenica sera.
Il consiglio finale sui Chameleons al Largo Venue
Una band che ha inciso tre dischi in sei anni, si è sciolta sul più bello, è tornata due volte e oggi presenta il primo album in quasi un quarto di secolo: il concerto del 15 novembre non è una rimpatriata nostalgica, è il ritorno di un gruppo che ha ancora qualcosa da dire. Il consiglio è di comprare il biglietto per tempo, ascoltare Arctic Moon prima di uscire, arrivare al Pigneto per cena e mettersi al centro della sala, dove le due chitarre si incontrano. Due sole date in Italia: Roma è una di queste.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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