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Rebibbia: la città invisibile allo Spazio Rossellini — 12 ottobre 2026

Evento concluso · si è chiuso il 12 Ottobre 2026. Guarda gli eventi in programma a Roma →

In breve. Rebibbia: la Città invisibile, lo spettacolo di docu-teatro ispirato all'opera di Italo Calvino con la regia di Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe, va in scena allo Spazio Rossellini lunedì 12 ottobre 2026 alle 10:30.

Rebibbia: la Città invisibile, lo spettacolo di docu-teatro ispirato all'opera di Italo Calvino con la regia di Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe, va in scena allo Spazio Rossellini lunedì 12 ottobre 2026 alle 10:30. Lo Spazio Rossellini, Polo Culturale Multidisciplinare Regionale, è in via della Vasca Navale 58 (00146 Roma), nel quartiere San Paolo, all'interno dell'Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini. A pochi metri dall'ingresso c'è la fermata degli autobus Vasca Navale/Università; la metro B più vicina è Basilica San Paolo, a circa un quarto d'ora a piedi, e la stazione Villa Bonelli della linea FL1 è a pochi minuti di cammino. I prezzi e le modalità di prenotazione sono pubblicati sul sito ufficiale della sede e sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione; per informazioni lo Spazio risponde al 345 2978091 e allo 06 45426982, oppure all'indirizzo info@spaziorossellini.it.

In scena ci sono ex detenuti del carcere romano di Rebibbia, con la partecipazione di un'ispettrice della Polizia Penitenziaria; sullo schermo, i volti e le voci degli attori del teatro di Rebibbia che stanno ancora scontando la pena. È uno spettacolo che viene da una storia lunga, quella del teatro in carcere a Roma, arrivata fino all'Orso d'oro di Berlino. Il giudizio è netto: poche ore di teatro in città, quest'autunno, avranno lo stesso peso di realtà.

Rebibbia: la Città invisibile in breve: data, ora, sede, biglietti

Lunedì 12 ottobre 2026 alle 10:30, allo Spazio Rossellini in via della Vasca Navale 58: una sola replica di Rebibbia: la Città invisibile, docu-teatro ispirato a Italo Calvino.

Una mattina di lunedì

L'orario è insolito per il teatro: le 10:30 di un lunedì. Il calendario ufficiale dello Spazio Rossellini indica questa sola replica. È un orario che si presta alle scuole e a chi ha la mattina libera; per il pubblico adulto che lavora vuol dire prendere qualche ora di permesso, e ne vale la pena.

Biglietti e prenotazione

Il prezzo non è indicato nella pagina dell'evento. La maggior parte degli spettacoli dello Spazio Rossellini è in vendita online sul circuito di prevendita indicato dalla sede; per una replica mattutina conviene comunque telefonare o scrivere per sapere se ci sono posti riservati a gruppi e scuole.

I contatti

Spazio Rossellini, via della Vasca Navale 58, Roma: cellulare 345 2978091, telefono 06 45426982, email info@spaziorossellini.it. Il sito ufficiale della sede pubblica la scheda dello spettacolo con tutti i crediti.

Il programma può cambiare

Come per ogni appuntamento del cartellone cittadino, l'organizzazione avverte che il programma può subire variazioni. Qualche giorno prima conviene ricontrollare la pagina dell'evento sul sito dello Spazio.

Che cosa è Rebibbia: la Città invisibile

Rebibbia: la Città invisibile è, secondo la presentazione ufficiale, un esperimento di docu-teatro nato dai Laboratori d'Arte in carcere, ispirato all'opera di Italo Calvino in occasione del quarantesimo anniversario della sua scomparsa.

Il docu-teatro

Il docu-teatro unisce la scena e il documentario: persone reali raccontano pezzi della propria vita, e il racconto si intreccia con immagini filmate. Qui la forma è doppia in modo letterale. Sul palco ci sono ex detenuti e una rappresentante della Polizia Penitenziaria; sullo schermo, i detenuti attori del teatro di Rebibbia che non possono uscire perché stanno ancora scontando la pena. Chi è fuori e chi è dentro recitano insieme, separati da uno schermo.

La trama

I prigionieri della Città invisibile, racconta la presentazione, tornano a visitare i luoghi della loro memoria infantile, quando tutto intorno era casa: il Corviale, l'enorme edificio popolare della periferia di Roma, un lungomare degradato di Ostia, la fragile baracca dei nonni profughi da Sarajevo. Ogni cosa intorno portava il nome di Itaca, città miraggio, città ragnatela da cui è difficile fuggire.

Ragazzi già reduci

La Città invisibile che oggi abitano, prosegue la presentazione, sopravvive nutrita da quei ricordi di ragazzi già reduci a vent'anni, già sconfitti prima ancora di distinguere l'amico dal nemico. È una frase che dice molto sul tono dello spettacolo: nessuna retorica della redenzione, ma uno sguardo lucido su come si cresce in certi quartieri e su come si finisce in un carcere.

Calvino e le città

Il riferimento a Calvino è trasparente. Nelle Città invisibili Marco Polo racconta all'imperatore Kublai Khan città immaginarie che sono, in fondo, variazioni di una sola città, quella della memoria. Lo spettacolo prende quell'idea e la porta nel carcere: la città invisibile è Rebibbia, che la città vera non vede, e sono i quartieri dell'infanzia dei detenuti, che la città vera preferisce non guardare.

Itaca

Il nome Itaca, nella presentazione, non è scelto a caso: è l'isola a cui Ulisse cerca per dieci anni di tornare. Per chi è in carcere il ritorno a casa è la domanda centrale, e la casa, vista da una cella, diventa un miraggio. È questa la chiave più forte dello spettacolo.

I crediti e chi va in scena

Rebibbia: la Città invisibile ha la regia di Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe; in scena Juan Dario Bonetti, Marcello Lupo, Alessandro Marverti, Giacomo Silvano, Daniele Zanobi, con la partecipazione dell'Ispettrice Cinzia Silvano.

Sul palco e sullo schermo

I cinque interpreti sul palco sono ex detenuti che hanno fatto parte dell'esperienza teatrale di Rebibbia. Sullo schermo compaiono i volti e le voci degli attori del teatro del carcere che ancora scontano la pena. La presenza dell'Ispettrice Cinzia Silvano, della Polizia Penitenziaria, completa il quadro: in scena c'è l'intera comunità del carcere, chi è detenuto, chi lo è stato e chi ci lavora.

Video e animazioni

Le videoriprese sono di Paolo Modugno, le animazioni di Alessandro De Nino. Nel docu-teatro la parte filmata non è un accessorio: è il modo in cui chi non può essere in sala entra comunque nello spettacolo.

La produzione

La produzione è di Fabio Cavalli per l'Associazione Ottava Arte. Il progetto si svolge in collaborazione con il Ministero della Giustizia, Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Casa Circondariale Roma Rebibbia Nuovo Complesso, ed è sostenuto dal Ministero della Cultura, Direzione Generale Spettacolo dal Vivo, come Progetto Speciale 2025.

Quirinale e Auditorium

Secondo la presentazione ufficiale, lo spettacolo è stato ospitato all'Auditorium Parco della Musica e al Palazzo del Quirinale il 27 marzo scorso, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il 27 marzo è la Giornata mondiale del teatro: una data non casuale per uno spettacolo che dimostra che cosa il teatro possa fare.

Il teatro a Rebibbia: da Cesare deve morire alla Città invisibile

Il teatro del carcere di Rebibbia è noto nel mondo per Cesare deve morire, il film del 2012 di Paolo e Vittorio Taviani in cui i detenuti della sezione di Alta Sicurezza, diretti dal regista teatrale Fabio Cavalli, mettono in scena il Giulio Cesare di Shakespeare: il film ha vinto l'Orso d'oro al Festival di Berlino.

L'Orso d'oro

L'Orso d'oro del 2012 è stato un riconoscimento che al cinema italiano mancava dal 1991, quando era andato a La casa del sorriso di Marco Ferreri. Cesare deve morire ha ricevuto inoltre otto candidature ai David di Donatello e ne ha vinti cinque, compresi quelli per il miglior film e il miglior regista. Per un film recitato da detenuti è un risultato che ha cambiato la percezione pubblica del teatro in carcere.

Fabio Cavalli

Fabio Cavalli, che produce Rebibbia: la Città invisibile per l'Associazione Ottava Arte, è il regista teatrale che ha diretto i detenuti di Rebibbia nel Giulio Cesare raccontato dal film dei Taviani, e ha collaborato alla sceneggiatura. È la figura che lega le due esperienze: il carcere come luogo di teatro, e il teatro come modo di raccontare il carcere a chi sta fuori.

Laura Andreini

Nei crediti di Cesare deve morire, fra i produttori, compare anche Laura Andreini Salerno, oggi coregista della Città invisibile. Fra le società di produzione del film figura La ribalta, Centro Studi Enrico Maria Salerno. Il filo che collega il film del 2012 allo spettacolo del 2026 passa quindi anche da lei.

Juan Dario Bonetti

Il legame più visibile è in scena. Juan Dario Bonetti, uno dei cinque interpreti sul palco della Città invisibile, compare nel cast di Cesare deve morire nel ruolo di Decio. Chi ha visto il film può riconoscerlo: quattordici anni dopo, torna davanti al pubblico con un'altra storia, questa volta la sua.

Una tradizione romana

Nella trama di Cesare deve morire, all'interno del teatro del carcere si conclude la rappresentazione del Giulio Cesare affidata ai detenuti dell'Alta Sicurezza. Da allora il teatro di Rebibbia ha continuato a lavorare, e la Città invisibile, nata dai Laboratori d'Arte in carcere, ne è uno dei frutti più recenti. Il giudizio: è una delle esperienze culturali più serie che Roma abbia prodotto negli ultimi vent'anni.

Italo Calvino e il quarantesimo anniversario

Lo spettacolo nasce, secondo la presentazione, in occasione del quarantesimo anniversario della scomparsa di Italo Calvino, morto nel 1985: una ricorrenza che ha riportato l'attenzione su uno degli scrittori italiani più letti al mondo.

Le città invisibili

Le città invisibili è il libro di Calvino in cui Marco Polo descrive a Kublai Khan decine di città, ognuna con un nome di donna e una caratteristica impossibile. Sono città della memoria, del desiderio, dei segni, dei morti. Il titolo dello spettacolo dichiara la fonte, ma la trasforma: la città invisibile, qui, è quella che nessuno vuole vedere.

La città ragnatela

La presentazione parla di Itaca come città ragnatela dalle cui maglie è difficile fuggire. Chi conosce il libro riconosce l'eco di una delle sue città sospese, legate da fili sopra un abisso. È un'immagine perfetta per i quartieri da cui vengono molti detenuti: una rete che tiene, e che non lascia andare.

Perché Calvino in carcere

Calvino è uno scrittore della leggerezza, e sembra lontano dal carcere. Proprio per questo funziona: i Laboratori d'Arte offrono ai detenuti una lingua per raccontarsi che non sia quella dei verbali e delle sentenze. Le città di Calvino sono fatte di memoria e immaginazione, cioè delle due cose che in una cella restano libere.

Una curiosità su Rebibbia: la città invisibile allo Spazio Rossellini — 12 ottobre 2026

La curiosità è nel luogo. Rebibbia: la Città invisibile è un esperimento di docu-teatro, cioè una forma che mescola il palcoscenico e il cinema documentario, e va in scena negli studi in cui ha girato Roberto Rossellini, il regista che con il neorealismo portò davanti alla macchina da presa persone vere al posto degli attori. Lo Spazio Rossellini è dentro l'istituto che forma i tecnici del cinema e della televisione e porta il suo nome.

La coincidenza va oltre il nome. Il neorealismo ha raccontato la Roma delle borgate e dei dopoguerra con attori presi dalla strada; Cesare deve morire, il film che ha fatto conoscere il teatro di Rebibbia nel mondo, ha fatto lo stesso con attori presi da un carcere. E uno degli interpreti della Città invisibile, Juan Dario Bonetti, recitava proprio in quel film, nel ruolo di Decio.

Seconda curiosità: fra i luoghi dell'infanzia che i protagonisti tornano a visitare c'è il Corviale, il lunghissimo edificio popolare della periferia sud ovest di Roma. Lo Spazio Rossellini è nello stesso quadrante della città: in un certo senso lo spettacolo torna vicino a casa.

Lo Spazio Rossellini: gli studi del grande regista

Lo Spazio Rossellini, Polo Culturale Multidisciplinare Regionale, si trova in via della Vasca Navale 58, all'interno dell'Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini: dopo importanti lavori di ristrutturazione la Regione Lazio lo ha restituito alla città, e ATCL ha dato nuova forma e destinazione agli studi in cui ha girato il regista.

Una sala nata dal cinema

Il nome ha un peso preciso. Gli spazi in cui oggi si fa teatro erano studi di ripresa, legati alla figura di Roberto Rossellini, e sono inseriti nell'istituto che forma i tecnici del cinema e della televisione. Per uno spettacolo che usa lo schermo come parte della scena, è la sala più coerente di Roma.

La vocazione

La sede dichiara una vocazione per lo spettacolo dal vivo, l'alta formazione e la promozione degli artisti del territorio regionale. Il cartellone attraversa teatro, danza, musica, incontri, laboratori, residenze, podcast e una programmazione per bambini e scuole. Fra le iniziative in corso c'è la call Emergenze Coreografiche, giunta alla seconda edizione.

Il cartellone d'autunno

Rebibbia: la Città invisibile arriva subito dopo la residenza di Cantiere Forugh, il progetto di Bartolini/Baronio dedicato alla poetessa iraniana Forugh Farrokhzad, in programma dal 7 all'11 ottobre. Il 13 e il 14 ottobre segue lo spettacolo di danza Cuna. È una settimana densa, in cui la sala ospita tre lavori molto diversi fra loro.

La dotazione tecnica

Lo Spazio mette a disposizione una scheda tecnica pubblica, con planimetria, tappeto danza e strutture per le luci. Per un docu-teatro con proiezioni, una sala nata come studio cinematografico ha il vantaggio di una buona gestione del buio e dello schermo.

Una cosa che non ti dice nessuno su Rebibbia: la città invisibile allo Spazio Rossellini — 12 ottobre 2026

Quello che non dice nessuno è che, in uno spettacolo come questo, lo schermo è un confine. Sul palco dello Spazio Rossellini ci saranno ex detenuti, persone che hanno finito di scontare la pena e possono muoversi in città. Sullo schermo ci saranno i loro compagni del teatro di Rebibbia che sono ancora dentro. La presentazione lo dice con una frase semplice: i volti e le voci degli attori che stanno ancora scontando la pena. La distanza fra le due presenze, fisica e filmata, è il vero tema dello spettacolo, prima ancora delle parole.

La seconda cosa riguarda la Polizia Penitenziaria. È raro che in uno spettacolo sul carcere compaia, accanto ai detenuti, chi il carcere lo custodisce. La partecipazione dell'Ispettrice Cinzia Silvano dice che il progetto è nato dentro l'istituzione, in collaborazione con il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, e che il teatro, a Rebibbia, è una cosa che si fa insieme.

La terza è pratica: una replica sola, di lunedì mattina. Chi rimanda la decisione rischia di perdere l'occasione. Il consiglio è di prenotare subito, e di organizzarsi la mattina.

Il consiglio che ti do per visitare Rebibbia: la città invisibile allo Spazio Rossellini — 12 ottobre 2026

Conviene prepararsi guardando Cesare deve morire dei fratelli Taviani, nei giorni prima. Sono settantasei minuti, in bianco e nero e a colori, e raccontano meglio di qualsiasi introduzione che cosa sia il teatro a Rebibbia. Poi andate allo Spazio Rossellini e cercate in scena Juan Dario Bonetti: nel film era Decio, uno dei congiurati. Vederlo quattordici anni dopo, fuori dal carcere, a raccontare la sua infanzia, è un'esperienza che nessun film può dare.

Secondo consiglio: rileggete qualche pagina delle Città invisibili di Calvino. Bastano due o tre città, lette la sera prima. Lo spettacolo non illustra il libro, ne prende l'idea e la sposta altrove; conoscerne il tono aiuta a sentire lo scarto.

Terzo: arrivate presto e con calma. Una mattina di lunedì a San Paolo vuol dire traffico universitario e autobus pieni. La metro B fino a Basilica San Paolo e un quarto d'ora a piedi sono la soluzione più sicura, e la passeggiata accanto alla basilica prepara bene allo spettacolo.

Infine: restate per l'eventuale incontro o per scambiare due parole all'uscita, se l'occasione c'è. Chi va in scena in uno spettacolo così racconta sé stesso, e la risposta del pubblico conta.

San Paolo e la Vasca Navale: il quartiere intorno allo spettacolo

Via della Vasca Navale si trova nel quartiere San Paolo, Municipio VIII, fra la basilica di San Paolo fuori le Mura, il Tevere e viale Marconi: una zona universitaria e residenziale, poco frequentata dai visitatori e molto vissuta dai romani.

La basilica di San Paolo

A breve distanza c'è la basilica di San Paolo fuori le Mura, una delle quattro basiliche papali di Roma. Chi arriva a piedi dalla metro le passa accanto, e un'occhiata al quadriportico prima dello spettacolo è un buon inizio di mattinata.

Ostiense e il Gazometro

Verso nord si apre l'Ostiense, con il Gazometro, la Centrale Montemartini e i grandi murales raccolti nel percorso della street art all'Ostiense. È il quadrante della Roma industriale, trasformato negli ultimi decenni in quartiere di università, musei e locali.

Verso Portuense e Corviale

Dall'altra parte della ferrovia sale il Portuense, e più a ovest, lungo la via Portuense, si arriva al Corviale, uno dei luoghi dell'infanzia raccontati nello spettacolo. È la stessa Roma sud occidentale, vista da due lati diversi.

Come arrivare allo Spazio Rossellini per Rebibbia: la Città invisibile

Lo Spazio Rossellini è in via della Vasca Navale 58, 00146 Roma: la fermata degli autobus Vasca Navale/Università è praticamente davanti all'ingresso, e fra le linee che la servono ci sono il 170 e il 23.

In metropolitana

La stazione della metro B più vicina è Basilica San Paolo. Da lì si raggiunge lo Spazio a piedi in circa un quarto d'ora, o con un autobus. Chi viene da Termini o dal Colosseo ha nella linea B la soluzione più semplice.

In treno

La stazione Villa Bonelli, sulla linea FL1, è a pochi minuti a piedi. Il lunedì mattina la frequenza dei treni è quella dei giorni feriali: è una buona opzione per chi arriva da Trastevere, dall'Ostiense o da Tiburtina.

In autobus

Oltre al 170 e al 23, la zona è servita da diverse linee che percorrono viale Marconi e le strade intorno. Per scegliere la combinazione migliore e controllare gli orari, il calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti di Roma resta lo strumento più affidabile.

In auto e in bici

La zona è fuori dalla ZTL, ma il lunedì mattina la presenza delle sedi universitarie rende il parcheggio difficile. In bicicletta, la ciclabile lungo il Tevere permette di arrivare da Testaccio senza salite.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che Cesare deve morire ha vinto l'Orso d'oro a Berlino nel 2012. È meno citato che quel premio mancava al cinema italiano da ventun anni, dal 1991 di La casa del sorriso di Marco Ferreri, e che a riportarlo in Italia è stato un film recitato da detenuti in un carcere romano. Il cinema italiano ha ritrovato il suo massimo riconoscimento europeo passando da Rebibbia.

Il secondo fatto poco citato riguarda la continuità. Il film dei Taviani è spesso ricordato come un episodio isolato, un'eccezione felice. In realtà il teatro nel carcere di Rebibbia è un lavoro che dura da anni e che continua: la Città invisibile nasce dai Laboratori d'Arte in carcere, è prodotta dalla stessa figura che diresse il Giulio Cesare, e porta in scena uno degli interpreti del film. Non è un ricordo, è un percorso.

Il terzo riguarda il Quirinale. Che uno spettacolo recitato da detenuti ed ex detenuti sia stato ospitato al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, è un segnale istituzionale forte, che la cronaca ha registrato poco. Il senso della pena, nella Costituzione, è la rieducazione: il teatro è uno dei modi in cui questa parola prende forma.

La foto giusta da fare a Rebibbia: la città invisibile allo Spazio Rossellini — 12 ottobre 2026

La foto giusta, in uno spettacolo come questo, va pensata due volte. In scena ci sono persone che raccontano la propria vita e che hanno scontato una pena; sullo schermo ci sono detenuti ancora in carcere. Non tutti desiderano comparire in un'immagine pubblicata. La regola è semplice: nessuna foto in sala durante lo spettacolo, e fuori solo con il consenso delle persone ritratte.

La foto che si può fare senza problemi è quella dell'ingresso di via della Vasca Navale 58, con il nome dell'istituto intitolato a Roberto Rossellini. È un documento semplice e significativo: un polo culturale regionale dentro una scuola di cinema, dove il docu-teatro trova la sua casa naturale.

La seconda, se arrivate a piedi dalla metro, è la facciata della basilica di San Paolo fuori le Mura nella luce del mattino di ottobre, scattata dal quadriportico con la statua di San Paolo in primo piano. Il contrasto fra la grande basilica e la piccola sala di teatro racconta una Roma che tiene insieme cose molto diverse.

La terza è quella che si porta via senza macchina fotografica: il volto di chi esce dalla sala dopo lo spettacolo.

Dove mangiare vicino allo Spazio Rossellini

San Paolo e viale Marconi sono quartieri di residenti e studenti, con pizzerie al taglio, bar, trattorie di quartiere e locali frequentati dagli universitari.

Prima, un caffè

Con lo spettacolo alle 10:30, il momento giusto è la colazione. Intorno all'università e su viale Marconi i bar non mancano, a prezzi da quartiere.

Dopo, il pranzo

Lo spettacolo finisce in tarda mattinata. Per il pranzo si può restare in zona, con le trattorie e le pizzerie del quartiere, oppure prendere la metro verso Testaccio, dove il Mercato di Testaccio offre banchi di cibo di strada e cucina romana.

L'Ostiense

L'Ostiense, fra via del Gazometro e via Ostiense, ha molti locali per un pranzo veloce. È la scelta più comoda per chi prosegue la giornata con una visita alla Centrale Montemartini.

Accessibilità, scuole e informazioni pratiche

La pagina di Rebibbia: la Città invisibile non pubblica informazioni sull'accessibilità dello Spazio Rossellini: chi ha esigenze di mobilità ridotta deve chiederlo alla sede prima di andare, al 345 2978091 o a info@spaziorossellini.it.

Scuole e gruppi

L'orario del lunedì mattina si presta a classi e gruppi organizzati. Per le scuole superiori uno spettacolo come questo è un'occasione rara per parlare di carcere, di periferie e di letteratura insieme; conviene contattare la sede con anticipo.

Con i ragazzi

Il tema è adulto, ma non è uno spettacolo violento o crudo nei termini della presentazione: parla di infanzia, memoria, quartieri, scelte sbagliate. Per i ragazzi più grandi può essere un'esperienza formativa importante.

Puntualità

Le 10:30 di un lunedì, in una zona universitaria, richiedono margine. Arrivate almeno un quarto d'ora prima.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia dello Spazio Rossellini è legata a quella dell'istituto che lo ospita e al nome che porta. Gli spazi dell'attuale sala sono, secondo la sede, gli studi in cui ha girato Roberto Rossellini, il regista che nel 1945, con Roma città aperta, aprì la stagione del neorealismo. L'istituto intitolato a lui forma da decenni i tecnici del cinema e della televisione.

Dopo importanti lavori di ristrutturazione la Regione Lazio ha restituito questi studi alla città come Polo Culturale Multidisciplinare, e ATCL, il circuito multidisciplinare dello spettacolo del Lazio, ne ha curato la nuova forma e destinazione. Da allora lo Spazio ospita residenze produttive, spettacoli di teatro e danza, concerti, incontri, laboratori, podcast e una programmazione per bambini e scuole, oltre a iniziative come Emergenze Coreografiche.

Per la storia dello spettacolo, gli avvenimenti da segnare sono tre: nel 2012 l'Orso d'oro a Cesare deve morire, il film dei Taviani sul teatro di Rebibbia; il 27 marzo scorso la rappresentazione di Rebibbia: la Città invisibile all'Auditorium Parco della Musica e al Palazzo del Quirinale, davanti al Presidente della Repubblica; e il 12 ottobre 2026 la replica allo Spazio Rossellini, nella stessa settimana in cui la sala ospita Cantiere Forugh e Cuna.

Chi è passato da Rebibbia: la città invisibile allo Spazio Rossellini — 12 ottobre 2026

Il nome più grande legato a questo luogo è quello di Roberto Rossellini: gli spazi in cui oggi si fa teatro sono, secondo la sede, gli studi in cui il regista ha girato. Da decenni vi passano gli studenti dell'istituto che porta il suo nome, futuri operatori, montatori, tecnici del suono e della luce.

Negli ultimi anni lo Spazio Rossellini ha accolto compagnie di teatro e danza del Lazio in residenza, coreografi emergenti, artisti in formazione. Nell'autunno 2026 passano da qui, fra gli altri, Tamara Bartolini e Michele Baronio con Cantiere Forugh e gli interpreti di Cuna.

Con Rebibbia: la Città invisibile passano dallo Spazio Juan Dario Bonetti, Marcello Lupo, Alessandro Marverti, Giacomo Silvano e Daniele Zanobi, con l'Ispettrice Cinzia Silvano; le registe Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe; il produttore Fabio Cavalli, che diresse i detenuti di Rebibbia nel Giulio Cesare raccontato dai Taviani. E passano, attraverso lo schermo, i detenuti attori del teatro di Rebibbia che non possono esserci di persona. Sono loro le presenze più importanti di questa mattina: chi è in sala senza poterci entrare.

Cosa vedere prima o dopo lo spettacolo

Lo Spazio Rossellini si trova in una zona che, a chi ha qualche ora libera dopo lo spettacolo, offre molto: dalla basilica paleocristiana alla città industriale in pochi chilometri.

San Paolo fuori le Mura

La basilica di San Paolo fuori le Mura, con il suo chiostro cosmatesco, è la visita più naturale, a un quarto d'ora a piedi.

La Centrale Montemartini e l'Ostiense

La Centrale Montemartini espone le sculture antiche dei Musei Capitolini fra turbine e caldaie. Lungo via Ostiense si trovano anche il Museo della Via Ostiense a Porta San Paolo e la Piramide Cestia.

Testaccio

Due fermate di metro più a nord c'è Testaccio, il rione del vecchio mattatoio, con il mercato e le trattorie. Per una passeggiata c'è la guida a cosa vedere a Testaccio.

Metà ottobre a Roma: il periodo dello spettacolo

Il 12 ottobre cade nel pieno della ripresa autunnale romana: le stagioni teatrali sono appena cominciate, il Romaeuropa Festival è in corso, le giornate sono ancora miti.

Un autunno di teatro

Chi segue il teatro contemporaneo in quelle settimane ha molte scelte, dal Romaeuropa Festival 2026 ai cartelloni dei teatri pubblici. Rebibbia: la Città invisibile è un appuntamento diverso: una sola mattina, un tema difficile, persone vere in scena.

Il clima

A metà ottobre le mattine romane sono fresche e le giornate tiepide: una giacca leggera basta. È la stagione migliore per camminare da San Paolo all'Ostiense dopo lo spettacolo.

Domande frequenti su Rebibbia: la Città invisibile

Quando va in scena Rebibbia: la Città invisibile a Roma?

Rebibbia: la Città invisibile va in scena allo Spazio Rossellini lunedì 12 ottobre 2026 alle 10:30, in una sola replica. È uno spettacolo di docu-teatro ispirato a Italo Calvino, con la regia di Laura Andreini e Francesca Di Giuseppe. Il programma può subire variazioni.

Dove si trova lo Spazio Rossellini?

Lo Spazio Rossellini si trova in via della Vasca Navale 58, 00146 Roma, nel quartiere San Paolo, dentro l'Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini. La fermata degli autobus Vasca Navale/Università è davanti all'ingresso; la metro B Basilica San Paolo è a circa un quarto d'ora a piedi.

Chi recita in Rebibbia: la Città invisibile?

In Rebibbia: la Città invisibile sul palco ci sono gli ex detenuti Juan Dario Bonetti, Marcello Lupo, Alessandro Marverti, Giacomo Silvano e Daniele Zanobi, con l'Ispettrice di Polizia Penitenziaria Cinzia Silvano. Sullo schermo compaiono i detenuti attori del teatro di Rebibbia che stanno ancora scontando la pena.

Quanto costa il biglietto per Rebibbia: la Città invisibile?

Il prezzo di Rebibbia: la Città invisibile non è indicato nella pagina ufficiale dell'evento. Gli spettacoli dello Spazio Rossellini sono in genere in vendita online sul circuito indicato dalla sede; per informazioni e prenotazioni, anche di gruppo, il riferimento è il 345 2978091 o info@spaziorossellini.it.

Che legame c'è con Cesare deve morire?

Rebibbia: la Città invisibile è prodotto da Fabio Cavalli, il regista teatrale che diresse i detenuti di Rebibbia nel Giulio Cesare raccontato da Cesare deve morire dei Taviani, Orso d'oro 2012. Laura Andreini Salerno figura fra i produttori del film, e Juan Dario Bonetti vi interpretava Decio.

Che cosa c'entra Italo Calvino?

Rebibbia: la Città invisibile si ispira all'opera di Italo Calvino in occasione del quarantesimo anniversario della sua scomparsa. Come nelle Città invisibili, i protagonisti raccontano città della memoria: il Corviale, un lungomare di Ostia, la casa dei nonni profughi da Sarajevo, sotto il nome comune di Itaca.

Lo spettacolo è adatto alle scuole?

Rebibbia: la Città invisibile va in scena di lunedì mattina alle 10:30, un orario che si presta alle classi. Il tema è adulto, carcere, periferie e memoria, ma raccontato senza crudezza: per le scuole superiori è un'occasione preziosa. Conviene contattare lo Spazio Rossellini con anticipo.

In chiusura

Gli spettacoli che cambiano lo sguardo sono quelli in cui le persone in scena non recitano un'altra vita, ma la propria. Rebibbia: la Città invisibile è uno di questi. Guardate Cesare deve morire la sera prima, rileggete due città di Calvino, prendete la metro B fino a San Paolo lunedì 12 ottobre e sedetevi allo Spazio Rossellini alle 10:30. Poi, uscendo, pensate a chi era sullo schermo e non poteva essere in sala. È una mattina che vale un anno di teatro.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento12 Ottobre 2026 10:30
IndirizzoSpazio Rossellini, Via della Vasca Navale 58, 00146 Roma Ostiense, Roma, Roma Città

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