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Chiesa di Santa Passera

In breve. Indirizzo: Vicolo di S. Passera 1A, 00146 Roma, quartiere Portuense, sulla riva destra del Tevere fra via della Magliana e il fiume, quasi di fronte a San Paolo fuori le mura che sta sull'altra sponda.

Indirizzo: Vicolo di S. Passera 1A, 00146 Roma, quartiere Portuense, sulla riva destra del Tevere fra via della Magliana e il fiume, quasi di fronte a San Paolo fuori le mura che sta sull'altra sponda. Telefono 327 6519668, email chiesadisantapassera@gmail.com: sono i recapiti pubblicati sul sito ufficiale della chiesa, santapassera.it, e ripetuti dalla pagina dedicata del sito della parrocchia del Santo Volto di Gesù, parrocchiasantovolto.it, che è la parrocchia da cui la Chiesa di Santa Passera dipende. Non c'è biglietto: è una chiesa aperta al culto e nessuna fonte indica una tariffa, un intero, un ridotto o una biglietteria; sul sito ufficiale esiste una sezione OFFERTE per le donazioni, e quella è l'unica cosa che vi verrà chiesta, cioè niente. Gli orari qui sono il dato più importante di tutti. La pagina ORARI del sito ufficiale dice due cose sole: santa messa ogni giorno festivo alle ore 10.30, sospesa nel mese di agosto, e visite alla cripta per i singoli visitatori la domenica dalle ore 11.15, mentre per le visite di gruppo si telefona al 327 6519668. La pagina dedicata a Santa Passera sul sito della parrocchia dà la messa domenicale alle 10.30 ma aggiunge che la chiesa è chiusa a luglio, agosto e settembre. Le due fonti non concordano sulla chiusura estiva: una parla solo di agosto, l'altra di tre mesi pieni. Ad agosto, secondo tutte e due, la Chiesa di Santa Passera è comunque chiusa. In estate la telefonata al 327 6519668 non è un di più: è l'unico modo di sapere se troverete il cancello aperto. Se state costruendo un giro in questo quadrante, partite dall'indice generale delle attrazioni turistiche di Roma e tenete a portata di mano il museo delle catacombe di Generosa, che sta a poche centinaia di metri da qui.

Chiesa di Santa Passera
Chiesa di Santa Passera

Quando è aperta la Chiesa di Santa Passera: la risposta onesta

La Chiesa di Santa Passera non è una chiesa che si visita quando capita. È una chiesa con una finestra di apertura strettissima.

Il dato ufficiale, sulla pagina ORARI di santapassera.it, è questo: messa ogni giorno festivo alle 10.30, sospesa in agosto; visite alla cripta per i visitatori singoli la domenica dalle 11.15; visite di gruppo su richiesta telefonando al 327 6519668. Tradotto in pratica: se volete vedere la Chiesa di Santa Passera e scendere sotto, la finestra è la domenica mattina, dalle 11.15 in poi, quando la messa delle 10.30 è finita e chi tiene aperto accompagna chi è rimasto. Non ci sono orari serali. Non c'è il sabato. Non c'è il pomeriggio.

La seconda fonte, la pagina S. Passera del sito della parrocchia del Santo Volto di Gesù, conferma la messa domenicale alle 10.30 e aggiunge la chiusura di luglio, agosto e settembre. Sulla stessa pagina compare anche una riga secondo cui la chiesa è aperta tutti i giorni, mattina 07.30-12.30 e pomeriggio 16.00-19.30. Ma quegli stessi identici orari, sullo stesso sito, sono pubblicati come orari di apertura della chiesa parrocchiale del Santo Volto di Gesù in via Caprese 1. Non è chiaro se quella riga si riferisca alla parrocchia o alla Chiesa di Santa Passera, e per questo non va presa come orario. Il dato solido resta quello del sito dedicato: domenica mattina.

C'è una terza voce, che racconta bene la storia recente di questo posto. La scheda della Churches of Rome Wiki scrive che la Chiesa di Santa Passera veniva pubblicizzata come aperta nei giorni feriali dalle 9.00 alle 13.00, che secondo i commenti raccolti online questo non corrisponde più al vero da parecchio tempo, e che conviene organizzarsi per una mezz'ora prima della messa domenicale. È una fonte amatoriale, non ufficiale: ma dice esattamente quello che dice il sito ufficiale, cioè che la domenica mattina è l'unica strada.

Posso vedere la Chiesa di Santa Passera ad agosto?

No. Il sito ufficiale sospende le celebrazioni in agosto e la parrocchia indica la chiusura per luglio, agosto e settembre. Se siete a Roma in quel periodo, mettetela in agenda per ottobre e passate intanto dal museo della via Ostiense o dalla Centrale Montemartini, che sono aperti e stanno dall'altra parte del fiume.

Qual è l'unico orario sicuro per entrare alla Chiesa di Santa Passera?

La domenica mattina fuori dai mesi di chiusura: messa alle 10.30, cripta visitabile dalle 11.15. Arrivate alle 10.20 e restate fino alla fine.

Serve prenotare per visitare la Chiesa di Santa Passera?

Per il singolo visitatore no, secondo la pagina ORARI del sito ufficiale: ci si presenta la domenica dalle 11.15. Per i gruppi sì, e il canale indicato è il telefono 327 6519668.

Che numero chiamo se voglio essere sicuro?

327 6519668, indicato sia dal sito ufficiale sia dalla pagina della parrocchia. In alternativa la segreteria parrocchiale del Santo Volto di Gesù, 06 5501063, email santovoltodigesu@gmail.com.

Come si arriva davvero alla Chiesa di Santa Passera

Linee e orari del trasporto pubblico vanno verificati sul sito ATAC o sul portale di Roma Servizi per la Mobilità prima di partire. Le indicazioni sugli autobus che seguono non sono verificate su fonte ufficiale: per ciascuna è indicato chi la dà.

La geografia, quella, è certa. La Chiesa di Santa Passera sta in un vicolo che scende da via della Magliana verso il Tevere, in un punto dove il fiume fa un'ansa larga. Via della Magliana è la strada che ricalca il tracciato dell'antica via Portuense, quella che da Porta Portese portava a Portus, il porto imperiale di Fiumicino: lo scrive la scheda di Roma Sotterranea. Siete quindi su una direttrice antichissima, che oggi è una strada di scorrimento con il traffico dei pendolari e i capannoni, e la chiesetta ci sta in mezzo come un sasso rimasto dopo la piena.

L'unica indicazione di trasporto reperibile è quella della Churches of Rome Wiki, che suggerisce di prendere il tram 8 da piazza Venezia fino alla stazione di Trastevere e poi un autobus, indicando la fermata Vicolo di Santa Passera. La fonte non è ufficiale e il numero di linea che riporta non risulta confermato da ATAC: va verificato il giorno stesso.

Quanto a treno e metropolitana, in zona c'è questo. La linea ferroviaria regionale FL1, quella che collega Orte e Fiumicino Aeroporto passando per Trastevere e Ostiense, serve la stazione di Villa Bonelli, che sta nel quadrante della Magliana. La linea B della metropolitana ha una fermata che si chiama proprio Magliana, ma attenzione perché sta sull'altra riva del Tevere, sul versante dell'EUR e della via Ostiense, e da lì bisogna attraversare il fiume. Per nessuna delle due sono verificati i tempi di percorrenza o la distanza esatta a piedi: apritevi una mappa il giorno prima e calcolate il percorso dalla fermata al Vicolo di Santa Passera.

Un consiglio pratico di buon senso: se venite in una domenica mattina d'inverno, l'automobile qui non è un problema come lo sarebbe in centro, e i mezzi di superficie la domenica mattina presto passano con il contagocce. Se invece detestate guidare, il treno regionale fino a Villa Bonelli è la soluzione più lineare, e la domenica i treni della FL1 circolano ma con frequenze diverse dal feriale: controllate l'orario del giorno, sempre.

Qual è la fermata più vicina alla Chiesa di Santa Passera?

La Churches of Rome Wiki indica la fermata Vicolo di Santa Passera sulla linea di superficie che risale via della Magliana. Manca una conferma ufficiale ATAC: verificatela sul percorso ufficiale della linea prima di partire.

Si può arrivare in bicicletta?

Sì, e per come è fatta questa parte di Roma è una delle idee migliori. Si sale lungo il Tevere dalla parte di Trastevere e del mercato di Porta Portese e si tiene la riva destra. Occhio solo agli ultimi metri: il vicolo scende e il fondo non è dei migliori.

C'è parcheggio davanti alla Chiesa di Santa Passera?

Nessuna fonte indica un parcheggio dedicato. Siamo fuori dalla zona a traffico limitato del centro e in un vicolo laterale: chi ci va in auto di solito lascia la macchina lungo la strada, con tutte le cautele del caso.

Quanto ci vuole dal centro?

Orari e frequenze del servizio pubblico non sono verificati, quindi niente stima in minuti. Il riferimento geografico: siete più o meno all'altezza di San Paolo fuori le mura, sulla sponda opposta, quindi fuori dal centro storico ma dentro la città.

Che cos'è la Chiesa di Santa Passera e perché vale il viaggio

La Chiesa di Santa Passera è uno dei posti più strani di Roma. Non per l'architettura, che è quella di una chiesetta rettangolare a una navata, con l'abside e il soffitto di legno, il tipo di edificio che in campagna passerebbe inosservato. È strano per tre motivi che si sommano e che non trovate insieme da nessun'altra parte in città.

Primo motivo. È intitolata a una santa che non è mai esistita. Non nel senso che la sua storia è leggendaria, come capita a mezzo martirologio romano: proprio nel senso che nessuna Passera è mai stata registrata, ritratta o raccontata da nessuna parte, e che il nome nasce da uno slittamento fonetico durato secoli. È una delle storie migliori di Roma, raccontata per intero più avanti.

Secondo motivo. È un edificio a tre piani sovrapposti, e i tre piani appartengono a tre epoche diverse: sopra la chiesa medievale, sotto un oratorio a quattro stanze di mattoni, sotto ancora una camera ipogea che era la cella di un mausoleo romano. Scendere qui dentro vuol dire scendere di secolo in secolo con una scaletta, senza biglietto, senza tornelli e senza fila.

Terzo motivo. Sta alla Magliana. Cioè in un pezzo di Roma che i turisti non vedono mai e che i romani attraversano in macchina senza guardare. Una chiesa del genere sull'Appia Antica avrebbe la coda; qui ha il silenzio e un cancello chiuso undici mesi su dodici la mattina.

La nostra opinione, senza giri di parole: se avete tre giorni a Roma, non venite. Se ci vivete, o se ci tornate per la quinta volta e vi siete stancati delle file, la Chiesa di Santa Passera è esattamente il posto che vi rimetterà di buon umore. A patto di arrivarci di domenica mattina.

Quanto dura la visita alla Chiesa di Santa Passera?

Poco, in termini assoluti: la chiesa superiore è una stanza sola, l'oratorio sono quattro vani, la cripta è un ambiente rettangolare stretto. Fra messa e discesa sotto, mettete in conto una mattinata: dalle 10.30 a mezzogiorno passato.

La Chiesa di Santa Passera è adatta ai bambini?

Ai ragazzini sì, e parecchio: la storia della santa inventata li diverte e la discesa nell'ipogeo è un'avventura vera. Ai bambini molto piccoli meno, per via delle scale strette e della poca luce.

Perché si chiama così?

Perché il popolo della zona ha storpiato per secoli il nome di un santo egiziano finché non ne è uscito un nome di donna. La storia per esteso è più avanti, con le ipotesi separate una per una.

I tre livelli della Chiesa di Santa Passera, dall'alto verso il basso

Il complesso della Chiesa di Santa Passera è fatto di tre piani sovrapposti, e conviene guardarli in ordine, perché è l'ordine in cui li attraversate.

La chiesa superiore. Pianta rettangolare, una navata sola, abside, soffitto di legno. Sta sopra un edificio più antico, un mausoleo romano, e questa non è una semplice ipotesi: le caratteristiche architettoniche del mausoleo si distinguono ancora dall'esterno, sul lato sinistro della chiesa, dove restano ampi lacerti di muro in laterizio e due finestrelle decorate con cornici fittili, come le descrive la scheda di Roma Sotterranea. Si paragona spesso quell'edificio al cenotafio di Annia Regilla sulla via Appia, datato alla seconda metà del secondo secolo dopo Cristo, e il paragone regge: è lo stesso tipo di sepolcro monumentale in mattoni, con la stessa cura nella cortina laterizia. La facciata è in posizione rialzata, preceduta da una terrazza a cui si sale con una doppia rampa di scale, ed è quella che vedete nelle fotografie.

L'oratorio, o chiesa inferiore. Ci si entra da una porta esterna, sopraelevata rispetto al terreno. Sono quattro locali costruiti in mattoni e intercomunicanti, allineati uno dietro l'altro. È il livello dove sta l'iscrizione sui due santi, quella trascritta per intero più sotto.

La cripta ipogea. Dall'oratorio una scaletta scende in un ambiente rettangolare stretto, che secondo Roma Sotterranea era probabilmente la cella di un mausoleo, e che tutte le fonti datano fra la fine del secondo secolo e l'inizio del terzo. La luce arriva da un'apertura nella volta e dalle scale. È il livello dove stanno le tracce di affreschi, e dove la storia si fa complicata.

Sulle date le fonti non coincidono affatto. La scheda di Wikipedia in italiano dà la chiesa come risalente agli inizi del quinto secolo, ristrutturata e sopraelevata nel quattordicesimo, e l'oratorio come oratorio medievale del quinto secolo. La scheda di Roma Sotterranea dice invece che la chiesa era già esistente intorno all'ottavo secolo e fu ampliata nel tredicesimo. La Churches of Rome Wiki colloca l'ipogeo nel terzo secolo, la chiesa inferiore attorno all'anno 700 e la chiesa superiore alla fine del tredicesimo secolo. La pagina della parrocchia del Santo Volto di Gesù, che è la fonte più vicina all'ente che questa chiesa la tiene aperta, scrive che fu costruita attorno al nono secolo sopra strutture romane precedenti. E il sito di Roman Art Lover riporta che secondo Vasi la chiesa sarebbe stata edificata nell'anno 400 da una matrona romana di nome Teodora, aggiungendo però che l'edificio attuale fu eretto nel nono secolo riutilizzando una tomba romana.

Quattro fonti, quattro cronologie: quinto secolo, settimo od ottavo, nono, tredicesimo. Nessuna fonte prevale sulle altre. Quello su cui tutte concordano è la sostanza: sotto c'è un sepolcro romano di fine secondo secolo, sopra c'è una chiesa medievale che quel sepolcro se lo è mangiato, e in mezzo c'è un oratorio più antico della chiesa che lo copre.

Si visitano tutti e tre i livelli della Chiesa di Santa Passera?

La pagina ORARI del sito ufficiale parla espressamente di visite alla cripta per i singoli la domenica dalle 11.15. Non pubblica un percorso dettagliato livello per livello: quello che vedrete dipende da chi vi accompagna quella mattina.

Le scale della Chiesa di Santa Passera sono difficili?

Sono scale di una chiesetta antica, strette e ripide, e la cripta è poco illuminata. Chi ha problemi di mobilità o di equilibrio si fermi al livello superiore, dove comunque si arriva salendo la doppia rampa esterna.

La Chiesa di Santa Passera è accessibile in sedia a rotelle?

Non risulta pubblicata nessuna dichiarazione ufficiale di accessibilità. Quello che si vede dalle immagini e dalle descrizioni è una facciata in posizione elevata preceduta da una doppia rampa di scale, e sotto un oratorio a cui si accede da una porta sopraelevata. Chi ha bisogno di un percorso senza gradini telefoni al 327 6519668 e chieda prima di mettersi in viaggio.

L'oratorio e l'iscrizione dei due santi

Nell'oratorio della Chiesa di Santa Passera, sopra la porta, c'è la frase che spiega tutto il resto. Eccola così come la riporta la scheda di Wikipedia in italiano, comprese le forme strane che ci trovate dentro:

CORPORA SANCTI CYRI RENITENT HIC ATQVEE IOANNIS QVOÆ QUONDAM ROMÆ DEDIT ALEXANDRIA MAGNA.

La traduzione che accompagna il testo è questa: qui risplendono i santi corpi di Ciro e Giovanni che un giorno la grande Alessandria dette a Roma.

Una nota da lettori, non da filologi: la grafia ATQVEE con due E e la forma QVOÆ non sono latino normale, e sono con ogni probabilità o un errore di trascrizione tramandato o una particolarità della pietra. In assenza di una fotografia ad alta risoluzione dell'iscrizione o di una edizione epigrafica, il testo resta come lo danno le fonti: se ci andate, guardatela da vicino.

Il senso, comunque, è cristallino e vale più di ogni discussione sulle vocali: questo edificio è nato per contenere i corpi di due santi arrivati da Alessandria d'Egitto. Non è una dedica generica. È una ricevuta.

Che cosa vuol dire l'iscrizione della Chiesa di Santa Passera?

Che qui risplendono i corpi di Ciro e Giovanni, dono della grande Alessandria a Roma. È l'unica testimonianza scritta rimasta in loco della funzione originaria dell'edificio.

Dove si trova esattamente l'iscrizione?

Sulla porta dell'oratorio, cioè al livello intermedio, quello sotto la chiesa e sopra la cripta.

Chiesa di Santa Passera
Chiesa di Santa Passera

La cripta della Chiesa di Santa Passera: la dea Dike, la pecora, il pugile

La cripta è il motivo per cui gli archeologi si occupano di questo posto. È un ambiente rettangolare stretto, con poca luce, che originariamente custodiva i resti dei due martiri. Fu interrato dopo il 1706 e riscoperto nel 1904: sono le date riportate dalla scheda di Roma Sotterranea, e sono fra i pochi numeri di questa storia su cui nessuno litiga.

Sulle pareti restano tracce di decorazioni pittoriche, e sono messe male per due ragioni diverse. La prima è il Tevere: le piene del fiume, che qui arriva a pochi metri, hanno lavato via i colori per secoli. La seconda sono gli uomini: parte delle pitture è stata vandalizzata. È un dato di fatto, non una lamentela.

Quello che si intravede ancora è un repertorio funerario di età romana, non cristiano. Sulla volta ci sono glifi e stelle. Sulla parete nord era rappresentata una figura femminile con in mano la bilancia, identificata con la dea Dike, la giustizia greca; accanto un uccello e un pugile. Sulla parete sud si distinguono una pecora e alcuni tratti di pigmento rosso. La scheda di Roma Sotterranea descrive lo stesso insieme parlando di partiture semicircolari e quadranti rossi e di un ciclo della dea Dike, e ipotizza che l'ambiente fosse la cella di un mausoleo legato al culto di Dioniso, datato fra fine secondo e inizio terzo secolo. Ipotesi, non certezza: la parola la usa la fonte.

Poi c'è la storia che fa male. Verso la fine del tredicesimo secolo, sulla parete della cripta, fu dipinta una Madonna con il Bambino. Nel 1968 è stata staccata e rubata. La scheda di Roma Sotterranea lo conferma, datando l'affresco al tredicesimo secolo e il furto al 1968. Non è tornata. Quando siete laggiù, guardate il punto vuoto sul muro: quello è il buco lasciato da una ruspa culturale che negli anni sessanta ha svuotato mezza campagna romana.

Che cosa si vede nella cripta della Chiesa di Santa Passera?

Poco e prezioso: tracce di pittura funeraria romana, stelle e glifi sulla volta, la figura con la bilancia sulla parete nord, una pecora sulla parete sud. Non aspettatevi un ciclo leggibile: aspettatevi ombre.

La cripta è illuminata?

Male, e in parte per scelta: la luce naturale arriva da un'apertura nella volta e dalle scale. Portate una torcia piccola e non usate il flash sui dipinti.

Perché c'è una dea greca in una cripta cristiana?

Perché la cripta cristiana non è nata cristiana. Era un sepolcro romano di età imperiale, decorato con l'iconografia funeraria del suo tempo, e solo dopo è stato riusato per i due santi. È la stessa logica che trovate nelle catacombe di Roma, dove il repertorio pagano e quello cristiano convivono sulle stesse pareti per decenni.

Si possono fare fotografie nella cripta?

La chiesa non risulta avere un regolamento pubblicato. La regola di buon senso vale sempre: niente flash sugli affreschi, niente treppiede, e si chiede a chi vi accompagna prima di scattare.

Ciro e Giovanni, i due medici arrivati da Alessandria

Se togliete Ciro e Giovanni, la Chiesa di Santa Passera non esiste. Tutto quello che vedete nasce da loro, e il nome della santa immaginaria è la conseguenza di un lungo equivoco sul nome del primo dei due.

La tradizione, perché di questo si tratta, racconta che la chiesa fu costruita sulle rive del Tevere nel punto in cui, agli inizi del quinto secolo, i resti dei due santi alessandrini sbarcarono dall'Egitto per essere portati a Roma. Lo scrive la pagina di storia del sito ufficiale della chiesa, lo ripete la scheda di Wikipedia in italiano. Sbarco, dunque: questa chiesa nasce come un punto di approdo, ed è per questo che sta sull'acqua e non sulla strada.

Sui due personaggi, solo quello che dicono le fonti. Erano due santi di Alessandria d'Egitto. Il sito di Roman Art Lover aggiunge un dettaglio geografico notevole: i resti di san Ciro venivano da Aboukir, la cittadina egiziana sulla baia dove nel 1798 Nelson distrusse la flotta francese. Aboukir, in arabo, contiene lo stesso Abu Qir, cioè padre Ciro, che sta all'origine del nome latino Abbaciro e quindi, alla lunga, del nome Passera. Un pezzo di Egitto è finito nel gergo del Portuense passando per due lingue.

La stessa fonte scrive che nel diciassettesimo secolo le reliquie furono trasferite a una chiesa dei gesuiti a Napoli. La notizia non risulta confermata da una fonte ufficiale ecclesiastica: prendetela per quello che è, una notizia riportata da una fonte seria ma non ufficiale.

Quello che è certo è che la memoria dei due santi in questa chiesa non è mai morta del tutto. Nei documenti dell'undicesimo, dodicesimo e tredicesimo secolo la chiesa si chiama Sancti Abbacyri oppure Sancti Cyri et Iohannis, cioè con i loro nomi. E nel 1435, quando la proprietà passa ai canonici di Santa Maria in Via Lata, i canonici ripristinano il culto di Papaciro e spostano la festa annuale al 31 gennaio, che è la data in cui la Chiesa ricorda i santi Ciro e Giovanni.

Chi erano i santi Ciro e Giovanni?

Due santi di Alessandria d'Egitto, le cui reliquie secondo la tradizione furono portate a Roma agli inizi del quinto secolo e sbarcate qui, sulla riva destra del Tevere. La chiesa nasce per custodirli.

Le reliquie sono ancora nella Chiesa di Santa Passera?

No. Secondo Roman Art Lover, nel diciassettesimo secolo le reliquie furono portate a una chiesa dei gesuiti a Napoli. Quello che resta qui è la cripta vuota che le conteneva e l'iscrizione che le ricorda.

Quando si festeggiano Ciro e Giovanni?

Il 31 gennaio, ed è la data alla quale i canonici di Santa Maria in Via Lata riportarono la festa di questa chiesa nel 1435, togliendola dal 21 luglio.

Che cosa vuol dire Abbaciro?

Padre Ciro. Viene dal latino Abbas Cyrus, che a sua volta traduce un titolo di rispetto orientale. Da quel nome, per storpiature successive, la tradizione popolare ha ricavato Passera.

Il nome della Chiesa di Santa Passera: che cosa è documentato e che cosa è ipotesi

Qui conviene separare i piani, perché è la cosa che questa storia merita e che quasi nessuno fa. Da una parte quello che sta scritto sulle pergamene, dall'altra quello che è ricostruzione degli studiosi, dall'altra ancora quello che è racconto popolare. Sono tre cose diverse e vanno dette in tre modi diversi.

Documentato. Dal secolo undicesimo in poi la chiesa appartiene al monastero di Santa Maria in Via Lata, e nei documenti fra undicesimo e tredicesimo secolo si chiama Sancti Abbacyri oppure Sancti Cyri et Iohannis. Nel quattordicesimo secolo il nome cambia: in un documento del 1317 compare un appezzamento posita extra portam Portuensem in loco qui dicitur S. Pacera, cioè situato fuori porta Portuense nel luogo detto Santa Pacera. Quattro anni dopo, nel 1321, un altro documento chiama con quel nome l'intera contrada: quid vulgariter dicitur S. Pacera, volgarmente detta Santa Pacera. Un terzo documento analogo è del 1325. E fra i documenti ecclesiastici compare anche una forma intermedia, S. Passère, attestata nel 1376, di cui non si capisce nemmeno se sia maschile o femminile. Queste date e queste formule sono la spina dorsale della vicenda.

Ipotesi moderna. Il primo studioso a indagare seriamente l'origine del nome è Mariano Armellini, autore di Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX, un'opera del 1891 che compare nella bibliografia della scheda di Wikipedia in italiano. Armellini fa derivare Passera da una deformazione fonetica progressiva del titolo Abbas Cyrus, padre Ciro: Abbaciro, poi Appaciro, poi Appàcero, poi Pàcero, poi Pàcera, infine Passera. La catena è elegante e ha convinto praticamente tutti, ma resta una ricostruzione: nessun documento ci mostra il passaggio, ci mostra solo il punto di partenza e il punto di arrivo. E non spiega la cosa più curiosa di tutte, cioè come mai per strada un padre sia diventato una donna.

Racconto popolare. Il salto di genere, e la data della festa, li spiega un secondo equivoco. Il popolo assimilò arbitrariamente la fantomatica santa Passera a santa Prassede, per assonanza fra i due nomi, e prese a festeggiarla il 21 luglio, giorno di Prassede. Lo scriveva Armellini, che parlava esplicitamente di qualche somiglianza fra i due nomi. È folklore, non filologia. Ma è folklore documentato dal fatto che la festa, il 21 luglio, si celebrò davvero fino al 1435.

Si legge spesso che Santa Passera compare per la prima volta nella pergamena del 1317 con la grafia S. Pacera, dove la doppia S sarebbe sostituita da una C. Il dato corretto è l'opposto: nella forma antica Pacera c'è una C sola, ed è nella forma successiva, Passera, che quella C viene sostituita da una doppia S. La direzione del cambiamento è dal latino verso il romanesco, non viceversa.

Una seconda precisazione. Si legge talvolta che la cattiva fama di Santa Prassede, un po' santa e un po' strega, avrebbe trovato un epilogo nel 1969. Ma tutto il ragionamento che precede riguarda la sostituzione di Prassede con Passera alla Magliana, non la reputazione di Prassede in generale: la basilica di Santa Prassede all'Esquilino, allora come oggi, era ed è una delle chiese più venerate di Roma.

Sull'episodio con cui di solito si chiude il racconto, cioè la cancellazione di 159 santi dal calendario liturgico decisa nel 1969 da Paolo VI con il motu proprio Mysterii Paschalis, e l'uscita di Prassede e Pudenziana dal calendario generale, non è stata individuata una fonte ufficiale di conferma: è un racconto da prendere con cautela e da controllare su una fonte liturgica prima di ripeterlo in giro.

È mai esistita una santa di nome Passera?

No. Non esiste una biografia, non esiste un ritratto antico, non esiste una memoria in altre chiese. Il nome nasce da una deformazione popolare e la Chiesa di Santa Passera è l'unico posto al mondo che lo porta.

Qual è l'ipotesi più accreditata sull'origine del nome?

Quella di Armellini: Abbas Cyrus, Abbaciro, Appaciro, Appàcero, Pàcero, Pàcera, Passera. Resta una ricostruzione fonetica, non un documento.

Perché la festa era il 21 luglio?

Per la confusione popolare fra Passera e Prassede, che si celebra il 21 luglio. La festa restò a quella data fino al 1435, quando i canonici di Santa Maria in Via Lata la riportarono al 31 gennaio, giorno dei santi Ciro e Giovanni.

Da quando si chiama Santa Passera?

La prima attestazione scritta della forma nuova è del 1317, nella grafia S. Pacera. Nel 1321 il nome era già passato all'intera contrada.

La santa immaginaria della Magliana: la storia per intero

È la storia di come un quartiere di campagna si è inventato una santa.

Siamo in un tempo di marginalità. La Magliana medievale è terra di piene, di malaria, di pastori e di cavatori: la scheda di Roman Art Lover ricorda che qui c'era una piccola comunità che scavava il tufo nelle colline vicine. Non è Roma, è quello che sta fuori dalla porta. E in questo mondo nasce la devozione per una santa che non esiste.

Santa Passera non ha una biografia, non ha un martirio, non ha un ritratto, non è ricordata in nessun'altra chiesa. Eppure il popolo della Magliana le è devotissimo, al punto che nella chiesina in riva al Tevere la nuova santa soppianta in un baleno i culti precedenti, quello di Prassede e quello di Papaciro. E si porta dietro qualcosa di tutti e due: da Prassede prende la resilienza di un'identità femminile, da Papaciro conserva la fama di fare miracoli a profusione.

La sua ascesa è rapidissima. 1317, la pergamena con S. Pacera. 1321, la contrada intera si chiama così. 1325, un altro documento. 1376, la forma S. Passère nei documenti ecclesiastici. In sessant'anni un errore di pronuncia è diventato un toponimo, e il toponimo è diventato un culto.

Quando Armellini, a fine Ottocento, prova a capirci qualcosa, ha pochissimo materiale in mano. Sa che Abbas Kyros, Appaciro e Papaciro sono lo stesso santo chiamato in tre modi diversi. Di Prassede, alla Magliana, si è persa ogni traccia. Da lì la sua conclusione: Passera viene da Appaciro. E per la data della festa ipotizza l'errore popolare, scrivendo che quando il nome dei due santi si cambia in quello inaudito di Passera e si crede che sotto vi si nasconda quello di Prassede, si comincia a celebrare in questa chiesa la festa di santa Prassede, e che al 21 di luglio il popolo romano accorre in folla in questo luogo.

C'è poi una lettura intelligente, da prendere come lettura e non come verità storica: Santa Passera non sarebbe soltanto Abbas Kyros travestito, e nemmeno soltanto il ricordo sbiadito delle due sorelle Prassede e Pudenziana; sarebbe un culto unitario intitolato a una santa che non esiste e che al proprio interno tiene insieme quattro santi veri. Ciro e Giovanni da una parte, Prassede e Pudenziana dall'altra. Quattro persone reali dentro un nome inventato.

Poi c'è la parte che riguarda le streghe, e qui bisogna andare piano, perché si tratta di un passo che nessuna fonte permette di confermare. Una ricostruzione collega l'uscita di scena di Prassede dalla Magliana al clima di caccia alle streghe culminato nella bolla Super illius specula di Giovanni XXII, datata al 1326, che condannava come eretici i fabbricanti di specchi e di immagini, anelli, ampolle e altri oggetti fatti per legare a sé i diavoli; ricorda la difesa contadina della segnatura, cioè il segno di croce tracciato su cose e bestiame; cita la pena dell'impiccagione e del rogo per le fattucchiere, argomentata con il versetto del Vangelo di Giovanni sul tralcio secco che viene gettato via e bruciato; e chiama in causa i versi di Dante sulle triste che lasciaron l'ago, la spuola e il fuso e si fecero indovine.

La ricostruzione è ingegnosa e il collegamento cronologico funziona, perché la bolla è del 1326 e le attestazioni di S. Pacera sono del 1317, 1321 e 1325. Ma è una ipotesi interpretativa, non un fatto documentato: nessun documento dice che a Santa Passera si smise di venerare Prassede a causa di una bolla papale. Né il testo della bolla né la sua data risultano confermati da una fonte ufficiale. Resta una lettura suggerita, non storia accertata.

La festa della Chiesa di Santa Passera continua a celebrarsi il 21 luglio fino al 1435. In quell'anno la proprietà passa ai canonici di Santa Maria in Via Lata, che ripristinano il culto di Papaciro e spostano la ricorrenza al 31 gennaio. La santa immaginaria perde la sua data. Il nome, invece, non l'ha perso mai: è ancora quello sul cancello.

Perché il popolo si inventò una santa?

Perché aveva bisogno di un nome che sapesse pronunciare. Abbas Cyrus era una formula dotta e straniera; Passera era una parola di casa. La devozione popolare, quando non capisce un nome, non lo abbandona: se lo riscrive.

Quanti santi ci sono dentro il nome Santa Passera?

Secondo la lettura riportata sopra, quattro: Ciro e Giovanni per via di Abbaciro, Prassede e Pudenziana per via dell'assonanza e della data della festa. È una interpretazione.

Il culto di Santa Passera è ancora vivo?

La chiesa è aperta al culto e la messa domenicale si celebra alle 10.30 secondo le fonti. Ma la titolarità liturgica è dei santi Ciro e Giovanni: la pagina degli orari del sito ufficiale intesta la chiesa proprio a loro due.

Una curiosità sulla Chiesa di Santa Passera

La curiosità è che questa chiesa ha un nome che a Roma non si può pronunciare in pubblico senza che qualcuno rida. E la cosa, invece di essere un incidente moderno, è vecchia di secoli.

L'assonanza del nome della santa immaginaria con una parola del romanesco che indica l'organo sessuale femminile, parola registrata anche nella poesia di Giuseppe Gioachino Belli, ha prodotto per secoli doppi sensi e giochi di parole popolari. Sulla citazione di Belli, il sonetto specifico non è stato riscontrato su un'edizione consultabile, quindi non si danno il numero né il verso. Il romanesco di Belli quella parola la contiene di sicuro; quale sonetto parli di questa chiesa non risulta accertato.

L'effetto pratico: dite a un romano che domenica andate a Santa Passera e nove volte su dieci vi risponde con una battuta. È la ragione per cui questo posto, che avrebbe tutte le carte per essere un piccolo caso di studio archeologico, è rimasto per decenni una barzelletta di quartiere. Ed è un peccato, perché il nome è la cosa meno interessante di questa chiesa. Sotto ci sono diciotto secoli di stratigrafia.

Seconda curiosità, di tutt'altro genere. Il nome della zona ha invaso la geografia: già nel 1321 un documento chiama Santa Pacera non la chiesa ma la contrada intera. Un santo inesistente ha battezzato un pezzo di Roma, e quel pezzo di Roma lo chiama così ancora oggi il vicolo dove la chiesa sta.

È vero che il nome della Chiesa di Santa Passera fa ridere i romani?

Sì, per l'assonanza con una parola del dialetto. È un fatto folkloristico antico, non una trovata di oggi.

Il nome è mai stato cambiato?

La chiesa è intitolata liturgicamente ai santi Ciro e Giovanni, ed è così che la chiama la pagina degli orari del sito ufficiale. Ma il nome popolare non è mai stato sostituito: strada, contrada e chiesa si chiamano Santa Passera.

Una cosa che non ti dice nessuno sulla Chiesa di Santa Passera

Che il vero problema di questo posto non è il nome buffo: è l'acqua. La Chiesa di Santa Passera sta in un'ansa del Tevere, a livello del fiume, e per secoli il fiume è entrato dentro. Le piene hanno dilavato gli affreschi della cripta, come conferma la descrizione dello stato di conservazione su Roma Sotterranea. Non è un dettaglio romantico: è il motivo per cui l'ipogeo è stato interrato dopo il 1706 e ci è rimasto quasi due secoli, fino al 1904.

La seconda cosa che non vi dice nessuno è che questa chiesa non è un monumento gestito da una soprintendenza con un custode e un orario. È una rettoria dipendente da una parrocchia di quartiere. Secondo la Churches of Rome Wiki, la Chiesa di Santa Passera dipende dalla parrocchia del Santo Volto di Gesù ed è retta da un sacerdote nominato in modo indipendente dal 2001. Il sito della parrocchia la elenca in effetti fra le proprie voci di menu. Vuol dire che apre quando c'è qualcuno che la apre, e che quando quel qualcuno è in ferie il portone resta chiuso. Nessun ministero lo comunicherà.

Terza cosa. Qui intorno non c'è niente di attrezzato per il visitatore. Non c'è un bookshop, non c'è una biglietteria, non risulta un servizio igienico pubblico segnalato da nessuna delle fonti, non c'è un punto informazioni. Se venite in una domenica di gennaio, portatevi il caffè da casa.

La Chiesa di Santa Passera è a rischio allagamento?

Storicamente le piene del Tevere hanno danneggiato gravemente le pitture della cripta. Oggi il regime del fiume è regolato dagli argini ottocenteschi, ma il livello del complesso resta bassissimo rispetto al corso d'acqua.

Chi gestisce la Chiesa di Santa Passera?

La parrocchia del Santo Volto di Gesù, via Caprese 1, telefono 06 5501063. La chiesa ha inoltre un proprio sito, santapassera.it, e un proprio recapito, 327 6519668.

Perché la Chiesa di Santa Passera è chiusa così spesso?

Perché non è un museo. È una chiesa piccola, fuori mano, tenuta aperta da poche persone: la messa festiva e la domenica mattina sono quello che riescono a garantire.

Il consiglio che ti do per visitare la Chiesa di Santa Passera

Uno solo, e vale più di tutto il resto della pagina: telefonate prima. 327 6519668. Non è una formalità e non è la solita frase di chiusura delle guide: è l'unico modo per non fare un viaggio a vuoto in un posto dove le due fonti ufficiali disponibili non concordano nemmeno su quanti mesi dura la chiusura estiva.

Secondo consiglio, sull'orario. Andate la domenica, arrivate per le 10.20, restate alla messa delle 10.30 e poi fermatevi. La visita alla cripta per i singoli, secondo la pagina ORARI del sito ufficiale, comincia alle 11.15: è pensata per chi era già lì. Se vi presentate alle 11.10 senza aver visto nessuno prima, rischiate di trovare il cancello chiuso e di non capire perché.

Terzo consiglio, sull'abbigliamento e sull'attrezzatura. Scarpe chiuse con la suola che tiene, perché sotto è umido e le scale sono strette. Una torcia piccola, di quelle da tasca, non il telefono che vi si scarica. Una giacca leggera anche a maggio: l'ipogeo è freddo e sta sotto il livello del fiume. Spalle e ginocchia coperte, che è la regola di tutte le chiese romane e qui vale doppio perché ci sarà una messa in corso.

Quarto consiglio, sull'ordine delle cose. Non venite qui come prima tappa di una giornata piena. La Chiesa di Santa Passera funziona bene come unica cosa della mattina, con calma, magari abbinata a una passeggiata lungo il fiume. Se avete l'appuntamento all'una in centro, non vi godete niente e comunque non fate in tempo.

Quinto e ultimo. Se andate in gruppo, anche solo in sei o sette persone, telefonate e chiedete una visita di gruppo invece di presentarvi come singoli: la pagina ORARI del sito ufficiale prevede esattamente questa possibilità e vi tratteranno diversamente, con qualcuno che vi accompagna e vi spiega. In un posto senza pannelli e senza audioguide, avere accanto qualcuno che sa dov'è la pecora dipinta sulla parete sud fa la differenza fra una visita e una passeggiata al buio.

Vale la pena venire da lontano per la Chiesa di Santa Passera?

Se siete appassionati di Roma sotterranea, sì, ed è una delle poche discese in città che non costa niente. Se siete a Roma per tre giorni e non avete ancora visto il Colosseo, no.

Che cosa porto con me?

Torcia, giacca, scarpe chiuse, spiccioli per l'offerta e un po' di pazienza.

Posso portare un gruppo scolastico?

Le visite di gruppo sono previste su richiesta telefonica al 327 6519668. Fatelo con largo anticipo e mettete in conto che nei mesi estivi non se ne parla.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che la Chiesa di Santa Passera è stata al cinema, e non con un regista qualunque. Si legge spesso che la chiesa ha fatto da sfondo ad alcune scene di Uccellacci e uccellini, il film che Pier Paolo Pasolini girò con Totò e Ninetto Davoli e che uscì nel 1966.

Questa notizia non è stata verificata su una fonte cinematografica affidabile: va presa con cautela, come informazione da confermare.

Detto questo, chi conosce Pasolini sa che il dato è del tutto plausibile, ed ecco perché, in modo che possiate giudicare da soli. La Magliana e il Portuense degli anni sessanta sono esattamente il paesaggio di quel cinema: la strada consolare diventata statale, i campi che finiscono contro i palazzi nuovi, il fiume, le baracche, la chiesetta antica rimasta in mezzo al niente. Uccellacci e uccellini è una favola che cammina lungo una strada di periferia romana, e questa è una delle poche chiese medievali che su una strada di periferia romana ci stanno davvero.

Il fatto poco citato, però, è un altro e riguarda proprio il paesaggio. La Chiesa di Santa Passera è uno dei pochissimi edifici sopravvissuti al passaggio dalla campagna romana alla città moderna in questo quadrante. Nel raggio di un chilometro sono spariti casali, vigne, tenute e perfino un tracciato di fiume; questa chiesa è rimasta perché era una chiesa, e perché il vicolo che ci scende non serviva a nessuno per costruirci sopra. La sopravvivenza per irrilevanza è un meccanismo che a Roma ha salvato più monumenti di qualsiasi soprintendenza.

In quale film compare la Chiesa di Santa Passera?

Secondo una notizia non confermata, in Uccellacci e uccellini di Pier Paolo Pasolini. Manca una verifica su una fonte indipendente: è un dato da confermare.

Si può girare o fotografare per lavoro dentro la chiesa?

Per qualsiasi ripresa non amatoriale il canale è la parrocchia: 06 5501063, oppure il recapito della chiesa 327 6519668. Non risulta un modulo pubblicato online.

Chiesa di Santa Passera
Chiesa di Santa Passera

La foto giusta da fare alla Chiesa di Santa Passera

Tutti fanno la stessa fotografia, ed è quella sbagliata: si piazzano davanti alla facciata, ai piedi della doppia rampa di scale, e sparano in alto. Il risultato è una chiesetta bianca schiacciata dalla prospettiva, con le scale che sembrano un muro e il cielo che si mangia metà inquadratura. Non racconta niente.

La foto giusta alla Chiesa di Santa Passera è il fianco sinistro. Andate di lato, dove il muro della chiesa medievale poggia sul mausoleo romano, e inquadrate il punto in cui il laterizio antico finisce e comincia la muratura successiva. Là dentro ci sono le due finestrelle con le cornici fittili che Roma Sotterranea descrive nella sua scheda. In una sola fotografia avete il secondo secolo e il medioevo, uno sopra l'altro, con la giunzione visibile a occhio nudo. Quella immagine spiega la Chiesa di Santa Passera meglio di qualsiasi paragrafo, questo compreso.

La luce. Al mattino, che è l'unico momento in cui potete entrare, il sole arriva da est e prende la facciata di taglio: se aspettate le 11.30, l'ombra della rampa di scale disegna sul muro una scala parallela, e viene bene. D'inverno la luce è più bassa e più buona; d'estate, comunque, la chiesa è chiusa.

La fotografia impossibile è la cripta, meglio saperlo prima. C'è pochissima luce, arriva da un'apertura nella volta e dalle scale, gli affreschi sono dilavati e in parte rovinati. Con il telefono, in modalità notturna, appoggiando la schiena al muro e trattenendo il respiro, si porta a casa qualcosa. Con il flash, si porta a casa una parete bianca e una brutta figura. Non usate il flash sugli affreschi: è una regola di educazione prima ancora che di conservazione.

Ultimo suggerimento, di quelli che nessuno vi dà. Uscite dal vicolo e andate verso il fiume. Da lì, con il teleobiettivo o anche solo con lo zoom del telefono, si prende la Chiesa di Santa Passera con il Tevere in primo piano: è la posizione da cui la vedevano quelli che arrivavano in barca, ed è il punto di vista per cui la chiesa è stata costruita.

Qual è il punto migliore per fotografare la Chiesa di Santa Passera?

Il fianco sinistro, dove si vede il muro romano sotto la chiesa medievale. In seconda battuta, dalla riva del Tevere.

Serve un obiettivo particolare?

No per l'esterno. Per la cripta, se avete una reflex, un obiettivo luminoso da 24 o 35 millimetri e tanta pazienza. Niente treppiede dentro una chiesa aperta al culto.

Si possono fare fotografie durante la messa?

Non si fanno, e questa non è una regola scritta: è educazione. Aspettate le 11.15.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Ecco in fila quello che è successo, distinguendo ogni volta se si tratta di un documento, di una tradizione o di una ricostruzione moderna. Le date sono quelle delle fonti citate lungo tutta la pagina.

Seconda metà del secondo secolo dopo Cristo, documentato dall'archeologia. Viene costruito un mausoleo romano in laterizio sulla riva destra del Tevere, con una cella sotterranea. È l'edificio più antico del complesso e le sue murature si vedono ancora oggi sul fianco della chiesa.

Fra fine secondo e inizio terzo secolo, datazione archeologica. La cella ipogea viene decorata con pitture funerarie: stelle e glifi sulla volta, la figura con la bilancia identificata con la dea Dike sulla parete nord, una pecora sulla parete sud. Roma Sotterranea ipotizza un mausoleo legato al culto di Dioniso.

Inizi del quinto secolo, tradizione. I resti dei santi Ciro e Giovanni, portati da Alessandria d'Egitto, sbarcano in questo punto del fiume per essere trasferiti a Roma. È il racconto che dà origine al culto e all'edificio di culto. Nessun documento contemporaneo lo attesta: è tradizione.

Fra il quinto e il tredicesimo secolo, cronologia contesa. Nasce e cresce l'edificio cristiano. Qui, come già detto, le fonti non concordano: quinto secolo per Wikipedia in italiano, intorno all'anno 700 per la Churches of Rome Wiki, ottavo secolo per Roma Sotterranea, nono secolo per la parrocchia e per Roman Art Lover.

Dall'undicesimo secolo, documentato. La chiesa appartiene al monastero di Santa Maria in Via Lata. Nei documenti fra undicesimo e tredicesimo secolo si chiama Sancti Abbacyri oppure Sancti Cyri et Iohannis.

1317, documentato. Compare per la prima volta il nome nuovo: un appezzamento posita extra portam Portuensem in loco qui dicitur S. Pacera.

1321, documentato. Il nome è passato dalla chiesa alla contrada: quid vulgariter dicitur S. Pacera.

1325, documentato. Un terzo atto ripete la formula.

1326, documento esterno. Papa Giovanni XXII emana la bolla Super illius specula contro i fabbricanti di oggetti magici. Una ricostruzione la collega alla sostituzione di Prassede con Passera alla Magliana: è una ipotesi interpretativa, e il documento non risulta verificato su una fonte ufficiale.

Fra tredicesimo e quattordicesimo secolo, archeologia. Sulla parete della cripta viene dipinta una Madonna con il Bambino.

Quattordicesimo secolo, secondo Wikipedia in italiano. L'antica chiesa viene completamente ristrutturata e sopraelevata. È la chiesa superiore che vedete oggi, a navata unica con abside e soffitto ligneo. La Churches of Rome Wiki e Roma Sotterranea anticipano l'intervento al tredicesimo secolo.

1376, documentato. Nei documenti ecclesiastici compare la forma intermedia S. Passère.

1435, documentato. La proprietà passa ai canonici di Santa Maria in Via Lata, che ripristinano il culto di Papaciro e spostano la festa annuale dal 21 luglio al 31 gennaio.

Diciassettesimo secolo, riportato da Roman Art Lover. Le reliquie dei due santi vengono trasferite a una chiesa dei gesuiti a Napoli.

Dopo il 1706, documentato. L'ipogeo viene interrato. Il motivo, in un edificio a livello di fiume, si intuisce da solo.

1904, documentato. L'ipogeo viene riscoperto. Sono quasi due secoli di buio.

1965. Esce lo studio di Lilia Berruti dedicato a questa chiesa, che porta un titolo perfetto: Santa Passera, una chiesa per una santa che non c'è. Compare nella bibliografia della scheda di Wikipedia in italiano.

1966, da confermare. Secondo una notizia non confermata, la chiesa fa da sfondo ad alcune scene di Uccellacci e uccellini di Pasolini.

1968, documentato. La Madonna con il Bambino della cripta viene staccata dal muro e rubata. Non è mai stata recuperata.

2001, secondo la Churches of Rome Wiki. La chiesa diventa una rettoria con un sacerdote nominato in modo indipendente, pur restando dipendente dalla parrocchia del Santo Volto di Gesù.

Qual è la data più antica certa della Chiesa di Santa Passera?

Quella archeologica del mausoleo romano, seconda metà del secondo secolo dopo Cristo. Tutte le date cristiane precedenti al secolo undicesimo sono tradizione o ricostruzione.

Quando è stata rubata la Madonna della cripta?

Nel 1968. L'affresco era del tredicesimo secolo.

Perché l'ipogeo fu interrato?

Le fonti registrano il fatto, dopo il 1706, senza darne il motivo. La spiegazione più naturale, che resta un'ipotesi e non un dato, sono le piene del Tevere e i crolli che ne conseguono.

Chi è passato dalla Chiesa di Santa Passera

Le persone contano più delle date, e da questo vicolo ne sono passate di interessanti.

I santi Ciro e Giovanni, o meglio quello che di loro restava. Sono la ragione per cui il complesso esiste. Erano due santi di Alessandria d'Egitto e i loro corpi, secondo la tradizione, sbarcarono qui agli inizi del quinto secolo. Il loro nome è scolpito sopra la porta dell'oratorio.

Teodora, matrona romana, che secondo la notizia riportata da Roman Art Lover sulla scorta di Giuseppe Vasi avrebbe fatto edificare la chiesa nell'anno 400. La stessa fonte precisa che l'edificio attuale è invece del nono secolo. Attribuzione tradizionale, non documento.

I monaci di Santa Maria in Via Lata, proprietari della chiesa dal secolo undicesimo, e poi i canonici della stessa Santa Maria in Via Lata che nel 1435 riprendono in mano il complesso e riportano la festa al 31 gennaio.

Il popolo della Magliana, che è il vero protagonista di questa storia. Sono loro che hanno consumato Abbas Cyrus fino a farne Passera, sono loro che nel 1321 chiamavano già così tutta la contrada, sono loro che accorrevano in folla il 21 di luglio. Nessuno di loro ha un nome nei documenti, e la chiesa la hanno fatta esistere.

Mariano Armellini, l'erudito che alla fine dell'Ottocento, in Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX, mise per la prima volta in fila la catena Abbas Cyrus, Appaciro, Appàcero, Pàcero, Pàcera, Passera. La sua opera del 1891 compare nella bibliografia della scheda di Wikipedia in italiano.

Christian Hulsen, autore di Le chiese di Roma nel Medio Evo, 1927, altro titolo della stessa bibliografia. E Lilia Berruti, che nel 1965 dedicò a questa chiesa uno studio monografico. E Claudio Rendina, che nel suo Le Chiese di Roma del 2007 le ha dato la sua scheda.

Giuseppe Gioachino Belli, chiamato in causa per la parola romanesca che ha reso il nome della chiesa una barzelletta. Il sonetto specifico non risulta riscontrato.

Pier Paolo Pasolini, se la notizia sul film è esatta, con Totò e Ninetto Davoli al seguito. Da confermare, come già detto.

I ladri del 1968, che meritano una riga anche loro, perché hanno lasciato il segno più visibile di tutti: il vuoto sulla parete dove stava la Madonna.

Chi ha fondato la Chiesa di Santa Passera?

Non c'è un fondatore documentato. C'è una tradizione che parla di una matrona di nome Teodora e dell'anno 400, riferita da Roman Art Lover sulla scorta di Vasi, e c'è la certezza archeologica di un mausoleo romano riusato.

Qualche papa è passato di qui?

Nessuna delle fonti registra una visita papale a questa chiesa. Il papa che compare nella storia, Giovanni XXII, ci entra solo attraverso una bolla del 1326 e per via di una ipotesi interpretativa.

Chi ci va oggi?

La gente del quartiere, la domenica alle 10.30, e una piccola minoranza di appassionati di Roma sotterranea che si è presa la briga di telefonare prima.

Che cosa c'è intorno alla Chiesa di Santa Passera

Siete in un quadrante che nessuno considera turistico, e proprio per questo conviene sapere che cosa ci si può mettere accanto.

La cosa più vicina e più coerente è il museo delle catacombe di Generosa: siamo sempre alla Magliana, sempre sulla vecchia via Portuense, e si tratta di un cimitero cristiano antico legato ai martiri della zona. Se vi interessa il tema, il quadro d'insieme sta nella nostra pagina sulle catacombe di Roma, e il confronto più istruttivo lo fate con le catacombe di San Callisto, che sono l'esatto opposto di questo posto: grandi, organizzate, con biglietteria e guide. Sulla stessa direttrice antica c'è anche la necropoli di via Portuense, che racconta chi ci stava sepolto prima dei cristiani.

Sull'altra sponda del fiume, quasi di fronte, c'è San Paolo fuori le mura, che con i suoi ottantamila metri quadrati è il contrario esatto di questa chiesetta e per questo ci sta bene in coppia: la stessa fede, due scale di grandezza incompatibili. Sempre di là, il museo della via Ostiense dentro Porta San Paolo, la piramide Cestia e la Centrale Montemartini, che è il museo più bello di Roma che i romani non visitano mai.

Risalendo il Tevere verso il centro si arriva a Trastevere: il mercato di Porta Portese la domenica mattina è a poche fermate ed è la cosa più naturale da abbinare, dato che l'unico giorno in cui questa chiesa si visita è proprio la domenica. Poi Santa Maria in Trastevere, Santa Cecilia in Trastevere e il museo di Roma in Trastevere. Se invece volete verde, villa Doria Pamphilj è il parco più grande della città e sta sopra di voi, sul Gianicolense.

Verso sud, il quartiere dell'EUR con il museo delle Civiltà. E se la giornata è di quelle buone, una passeggiata sull'isola Tiberina chiude bene il cerchio del fiume.

Che cosa abbino alla Chiesa di Santa Passera in mezza giornata?

Messa e cripta alle 10.30, poi il museo delle catacombe di Generosa se avete telefonato anche a loro, oppure risalita verso Porta Portese per il mercato. Non provate a incastrarci il centro storico.

Ci sono bar o posti dove mangiare vicino?

Siete in una zona residenziale e di attività produttive lungo la via della Magliana, non in una via di ristoranti. Nessun esercizio in particolare risulta verificato, quindi nessun consiglio specifico: portatevi qualcosa o organizzatevi a Trastevere.

La zona è sicura?

È un quartiere di Roma come tanti, con case, uffici e traffico. La domenica mattina è deserta: se la cosa vi mette a disagio, venite in due.

Domande veloci sulla Chiesa di Santa Passera

Dove si trova la Chiesa di Santa Passera?

Vicolo di S. Passera 1A, 00146 Roma, quartiere Portuense, sulla riva destra del Tevere fra via della Magliana e il fiume. Indirizzo pubblicato dal sito ufficiale della chiesa.

Quanto costa entrare alla Chiesa di Santa Passera?

Non c'è biglietto. Nessuna delle fonti indica una tariffa: è una chiesa aperta al culto e sul sito ufficiale c'è soltanto una sezione dedicata alle offerte.

Quali sono gli orari della Chiesa di Santa Passera?

Secondo la pagina ORARI del sito ufficiale: messa ogni giorno festivo alle 10.30, sospesa in agosto, e visite alla cripta per i singoli la domenica dalle 11.15. Il sito della parrocchia indica la chiusura per luglio, agosto e settembre.

La Chiesa di Santa Passera è aperta il sabato?

Nessuna fonte indica un'apertura il sabato. L'unico giorno documentato è il giorno festivo, cioè la domenica.

Si può visitare la cripta della Chiesa di Santa Passera?

Sì, la domenica dalle 11.15 per i visitatori singoli, secondo la pagina ORARI del sito ufficiale. I gruppi telefonano al 327 6519668.

Quanto dura la visita?

Fra messa e discesa nei livelli inferiori, contate una mattinata. La sola parte sotterranea è breve, perché gli ambienti sono piccoli.

Serve prenotare?

Per il singolo no. Per i gruppi sì, al 327 6519668.

Che numero di telefono ha la Chiesa di Santa Passera?

327 6519668. La parrocchia di riferimento, Santo Volto di Gesù, risponde allo 06 5501063.

Qual è il sito ufficiale della Chiesa di Santa Passera?

santapassera.it, con le sezioni Home, Notizie, Storia, Orari, Galleria, Contatti e Offerte. L'email pubblicata è chiesadisantapassera@gmail.com.

La Chiesa di Santa Passera è una parrocchia?

No. È una chiesa dipendente dalla parrocchia del Santo Volto di Gesù, retta come rettoria secondo la Churches of Rome Wiki.

A chi è dedicata davvero la Chiesa di Santa Passera?

Ai santi Ciro e Giovanni. La pagina degli orari del sito ufficiale intesta la chiesa proprio a loro. Passera è il nome popolare, nato da una storpiatura.

Chi era santa Passera?

Nessuno. Non è mai esistita. È il risultato di secoli di deformazione fonetica del titolo Abbas Cyrus, padre Ciro.

Quanti livelli ha la Chiesa di Santa Passera?

Tre: la chiesa superiore, l'oratorio a quattro vani e la cripta ipogea ricavata in un mausoleo romano.

Che cosa resta degli affreschi?

Poco. Nella cripta si intravedono stelle e glifi sulla volta, una figura con la bilancia sulla parete nord, una pecora sulla parete sud. La Madonna con il Bambino del tredicesimo secolo è stata rubata nel 1968.

La Chiesa di Santa Passera è accessibile in sedia a rotelle?

Non risulta nessuna dichiarazione ufficiale. La facciata è preceduta da una doppia rampa di scale e i livelli inferiori si raggiungono con scale strette. Telefonate prima.

Si possono fare fotografie?

Non risulta un regolamento pubblicato. Vale la regola delle chiese romane: niente flash, niente treppiede, e mai durante le funzioni.

La Chiesa di Santa Passera è adatta ai bambini?

Ai ragazzini sì. Ai piccolissimi meno, per via delle scale e del buio.

Ci sono visite guidate?

Su richiesta per i gruppi, telefonando al 327 6519668. Non risulta un calendario pubblico di visite guidate.

Ci sono i bagni?

Nessuna fonte ne segnala. Organizzatevi prima.

C'è un bookshop?

No. Non è un museo, è una chiesa di quartiere con una storia molto più grande di lei.

Come arrivo alla Chiesa di Santa Passera con i mezzi?

Nessun numero di linea risulta verificato sulle fonti ufficiali di ATAC e di Roma Servizi per la Mobilità. La zona è servita dalla via della Magliana, dalla stazione ferroviaria di Villa Bonelli sulla linea FL1 e, sull'altra riva, dalla fermata Magliana della linea B della metropolitana. Verificate il percorso il giorno stesso.

Si arriva a piedi da San Paolo fuori le mura?

Siete quasi di fronte, ma sull'altra sponda del Tevere: bisogna trovare un ponte. Guardate la mappa prima di incamminarvi.

C'è un parcheggio?

Nessun parcheggio dedicato risulta dalle fonti.

Che differenza c'è fra la Chiesa di Santa Passera e le catacombe di Roma?

Le catacombe sono cimiteri collettivi scavati nel tufo, con chilometri di gallerie e una gestione organizzata. Qui c'è un mausoleo singolo riusato come sepolcro di due santi, con una chiesa costruita sopra. Il paragone giusto è con un piccolo sepolcro di famiglia, non con un cimitero.

Perché la festa si è spostata dal 21 luglio al 31 gennaio?

Perché nel 1435 i canonici di Santa Maria in Via Lata ripristinarono il culto dei titolari veri, Ciro e Giovanni, che si ricordano il 31 gennaio.

Le reliquie dei santi sono ancora qui?

No, secondo Roman Art Lover furono portate a Napoli nel diciassettesimo secolo, in una chiesa dei gesuiti.

La Chiesa di Santa Passera è stata usata in un film?

Si parla di Uccellacci e uccellini di Pasolini, ma il dato non è confermato.

Quanto è antica la parte più vecchia della Chiesa di Santa Passera?

Il mausoleo romano su cui poggia tutto è della seconda metà del secondo secolo dopo Cristo.

Perché la chiesa è così bassa rispetto alla strada?

Perché è nata sulla riva del fiume, in un punto di approdo, e la strada moderna le è cresciuta sopra. La facciata sta comunque su una terrazza rialzata, preceduta dalla doppia rampa di scale.

Vale la pena portarci una guida turistica privata?

Se conoscete una guida che sa la storia del Portuense antico, sì. Altrimenti chiedete direttamente una visita di gruppo alla chiesa: chi apre conosce il posto meglio di chiunque.

La Chiesa di Santa Passera è la chiesa più piccola di Roma?

Non risulta verificato. È piccola, ma il primato non è documentato.

Che cosa devo guardare se ho solo dieci minuti?

Il fianco sinistro dall'esterno, dove il muro romano si vede a occhio nudo, e l'iscrizione sulla porta dell'oratorio. In quest'ordine.

Perché vale una domenica mattina

La Chiesa di Santa Passera è la prova che a Roma le cose più antiche stanno spesso dove nessuno guarda: sotto una chiesetta bianca in un vicolo di periferia, in fondo a due rampe di scale, ci sono un mausoleo del secondo secolo, una cella dipinta con una dea greca, un oratorio di mattoni con una iscrizione che parla di Alessandria d'Egitto, e sopra tutto questo il nome di una santa che non è mai esistita e che un intero quartiere ha amato lo stesso.

Se ci andate, fatelo di domenica mattina, d'inverno, quando il fiume è alto e il vicolo è vuoto. Restate alla messa delle 10.30 anche se non siete credenti, perché in una chiesa da venti persone si capisce che cosa vuol dire una comunità di quartiere. Poi scendete alle 11.15 e fermatevi due minuti nella cripta, al buio, davanti al muro dove nel 1968 c'era una Madonna. Quel vuoto racconta di Roma più di tanti musei.

E se trovate chiuso, non prendetevela: telefonate al 327 6519668 e tornateci. La Chiesa di Santa Passera aspetta da milleottocento anni, può aspettare anche voi un'altra domenica.

Prepara la visita

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RiassuntoLa chiesa di Santa Passera è una chiesa romana risalente agli inizi del V secolo, intitolata nel medioevo ad una santa che (forse) non esiste.
Tagsal copertochiesaChiesa di Santa Passeracosa vedere a romaluogo di cultoportuenseRomaSanta Passeratevere

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