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Radici nel Cemento all’Auditorium Parco della Musica — 5 novembre 2026

In breve. I Radici nel Cemento suonano giovedì 5 novembre 2026 alle 20:00 al Teatro Studio Borgna dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 a Roma.

I Radici nel Cemento suonano giovedì 5 novembre 2026 alle 20:00 al Teatro Studio Borgna dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 a Roma. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con gli autobus 910, 982 e 53 che fermano davanti all'ingresso. Il sito ufficiale dell'Auditorium indica biglietti a partire da 17 euro; si acquistano dalla pagina dell'evento su auditorium.com, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, oppure al botteghino del complesso.

Radici nel Cemento all'Auditorium in breve

Il concerto dei Radici nel Cemento è una data unica, in una sala da trecento posti, dentro la programmazione Pop/Rock dell'Auditorium Parco della Musica. Per una band nata sul litorale romano più di trent'anni fa è un ritorno a casa in una delle sale più raccolte della città.

Data, ora e sala

Giovedì 5 novembre 2026, ore 20:00, Teatro Studio Borgna. L'orario è quello di un concerto da sala, non da club: si comincia presto e si esce in tempo per rientrare con i mezzi. Conviene essere nel foyer mezz'ora prima.

Biglietti e prezzi

L'Auditorium pubblica un prezzo di partenza di 17 euro. Le fasce di prezzo e la disponibilità si leggono sulla pagina ufficiale dell'evento, da cui parte l'acquisto sul circuito autorizzato; il botteghino del complesso, in viale Pietro de Coubertin, resta l'alternativa per chi preferisce comprare di persona.

Il genere

Reggae prima di tutto, con venature dub e le accelerazioni del rocksteady e dello ska. È il linguaggio che la band pratica dal 1993 e che la pagina dell'Auditorium lega a una stagione precisa: quella in cui questa musica era, nelle strade italiane, una forma di comunità e di socializzazione.

A chi è rivolto

A chi ha ballato in levare negli anni Novanta nei centri sociali e nelle feste di piazza, e a chi quella stagione la conosce solo per sentito dire. Una sala seduta come il Borgna cambia le regole: si ascolta di più, si balla nei corridoi, e il suono arriva pulito fino all'ultima fila.

Che cosa si ascolterà al concerto dei Radici nel Cemento

Il concerto del 5 novembre arriva dopo un 2025 che la pagina dell'Auditorium definisce l'anno della maturità della band e dopo l'uscita, dal 21 marzo, di una serie di nuovi singoli aperta da «Se resto solo». La scaletta non è pubblicata; il repertorio su cui la band costruisce i concerti copre però trent'anni di dischi.

I nuovi singoli

«Se resto solo» è descritto dall'Auditorium come un brano intimo e introspettivo, il primo di una serie di uscite che durante l'estate si sono arricchite di ospiti legati alla lunga carriera del gruppo. Il reggae resta l'anima della narrazione: al centro la voce di Daniele Coccia e la chitarra di Giandomenico Anellino, che dialoga con gli altri strumenti e crea, secondo la presentazione ufficiale, un clima insolito per il genere.

Il repertorio storico

Chi ha i dischi a casa riconoscerà titoli come «Sogno albanese», il primo videoclip della band, «Alla rovescia», «Pappa e ciccia», «Echelon», «Ansai come ce piace», «La ginnastica der core». Non è detto che ci siano tutti: una band con otto album in studio deve scegliere, e il bello di una sera così è scoprire che cosa resta fuori.

Le cover di famiglia

Il gruppo ha una lunga consuetudine con le riletture. «Guns of Brixton» dei Clash, incisa nel 1998 con Laurel Aitken e Fermin Muguruza; «Mi vendo» di Renato Zero trasformata in ska; «Skarabiniere» dei Filo da Torcere, pezzo della scena ska romana dei primi anni Novanta; «Fiesta» dei Pogues nel disco dal vivo. Sono i segni di un gusto preciso, fra punk inglese, canzone italiana e tradizione popolare.

Il suono in una sala da concerto

Il reggae è musica di basso e batteria, e in un club spesso il basso si mangia tutto. Il Teatro Studio Borgna, con le sue pareti di legno e i pannelli acustici mobili, restituisce invece i fiati, le chitarre in levare e le voci. È un'occasione rara per ascoltare questa musica in condizioni da sala.

Radici nel Cemento: biografia di una band del litorale romano

I Radici nel Cemento sono un gruppo reggae originario di Fiumicino, nato nel 1993 con il nome inglese di Roots in Concrete e diventato Radici nel Cemento nel maggio del 1995, quando la formazione si stabilizza e cominciano i concerti a Roma e dintorni.

Il litorale e il nome

Il nome dice già tutto: radici caraibiche piantate nel cemento di una periferia costiera, fra aeroporto, porto canale e palazzine. Nei primi anni il gruppo suona soprattutto nell'area romana, nei circuiti autogestiti che in quel decennio erano la vera rete dei concerti per le band indipendenti.

Il primo disco con Gridalo Forte

Nel 1996 esce il primo album, intitolato con il nome della band, per la Gridalo Forte Records, l'etichetta romana legata alla scena ska della città. Il disco è accolto bene e porta il gruppo in tour in Italia, con date anche in Francia, Spagna e Svizzera.

Charlie Anderson e Laurel Aitken

Nel 1997 la band collabora con Charlie Anderson dei Selecter per due concerti a Roma. L'anno dopo accompagna Laurel Aitken, chiamato il Padrino dello Ska: per un gruppo italiano di reggae e ska è una specie di investitura. Nello stesso 1998 esce il secondo album, «Popoli in vendita», preceduto dal singolo «Guns of Brixton» con Aitken e con Fermin Muguruza, voce dei baschi Negu Gorriak e Kortatu.

Alla rovescia e le collaborazioni

Il terzo disco, «Alla rovescia», arriva nel 2001 ed è il più vario dei primi lavori. Fra gli ospiti ci sono Roy Paci e Madaski degli Africa Unite; alle tastiere e ai cori partecipa Evy Arnesano. Dal disco escono tre videoclip: «Alla rovescia», «Pappa e ciccia» ed «Echelon».

UB40 e Alton Ellis

Nel tour successivo la band apre per gli UB40 al Palavobis di Milano e al Rototom Sunsplash fa da gruppo di supporto ad Alton Ellis, uno dei padri del rocksteady giamaicano. Sono date che spiegano il rispetto di cui il gruppo gode nell'ambiente reggae europeo.

Gli anni V2

Nel 2004 esce «Occhio!» per V2 Records, con il videoclip di «Ansai come ce piace»; nel 2006, sempre per V2, «Ancora non è finita», il disco con le cover di «Mi vendo» e «Skarabiniere». Nel 2008 la band pubblica «Il paese di Pulcinella» con la propria RNC Produzioni.

Il cambio di voce e Fiesta

Nel 2009 lascia il gruppo Adriano Bono, voce, ukulele e flauto dal 1993. La band si riorganizza attorno a Rastablanco e nel 2011 pubblica il primo album dal vivo, «Fiesta!», registrato nel tour del 2010. Nel 2013 esce «7», settimo lavoro in studio, accompagnato da una lunga serie di singoli, da «Soleluna» a «L'acqua».

Fuego y Corazòn e gli ultimi singoli

Nel 2016 arriva il singolo «La ginnastica der core», nel 2018 l'album «Fuego y Corazòn» per Goodfellas e il singolo «Il valore del lavoro vero». Seguono «Music biz» nel 2023 e «Nuove vibrazioni» nel 2024. Nel 2025 il tour che la pagina dell'Auditorium ricorda passa per Festa in Tenda, TNT Fest, Bababoom Festival, Reggae Fest, A Piedi Nudi Festival, la festa di Radio Onda d'Urto, la Notte dei Briganti e il Reggae For Gaza a Roma.

La formazione

Nel corso degli anni la band ha cambiato molti musicisti: la formazione storica comprendeva voci e chitarre, una sezione fiati con sassofoni e trombone, batteria e un tecnico al mixaggio dub. La presentazione dell'Auditorium per il concerto di Roma mette in primo piano la voce di Daniele Coccia e la chitarra di Giandomenico Anellino.

La scena da cui vengono i Radici nel Cemento

L'Auditorium colloca i Radici nel Cemento fra le band più rappresentative di una generazione, accanto ad Almamegretta, 99 Posse, Sud Sound System, Modena City Ramblers, Africa Unite e Pitura Freska. È la scena che negli anni Novanta ha portato il reggae e le musiche in levare nei dialetti e nei temi italiani.

Roma e la Gridalo Forte

A Roma quella stagione ha un'etichetta simbolo, la Gridalo Forte Records. Nel 1991 pubblica «Balla e difendi», raccolta con quattro band romane: Filo da Torcere, Banda Bassotti, AK47 e Red House. Cinque anni dopo, la stessa etichetta produce l'esordio dei Radici nel Cemento, e nel 1997 li inserisce nelle raccolte «Para todos todo nada para nosotros» e «Punk reggae party».

Le compilation e i tributi

Il nome del gruppo compare in molte raccolte di quegli anni: «Radical Mestizo Dospuntomil» nel 1999, «Si reggae forte» nel 2003, «Strummer. A Clash Tribute» nel 2006 con una nuova versione di «Guns of Brixton». Nel 1999 la band partecipa anche a «Brigadistak sound system» di Fermin Muguruza.

Il giudizio

Fra le band di quella generazione, i Radici nel Cemento sono fra quelle che hanno tenuto la barra più dritta sul reggae, senza inseguire il pop. È una scelta che ha pagato poco in classifica e molto in credibilità: chi va al Borgna il 5 novembre trova una band che non ha mai cambiato mestiere.

Il Teatro Studio Borgna, la sala del concerto

Il Teatro Studio Gianni Borgna è la sala più piccola dell'Auditorium Parco della Musica: circa trecento posti, pianta regolare senza elementi verticali, pareti interamente rivestite di legno di ciliegio, pannelli e tende acustiche mobili che permettono di regolare la risposta della sala.

Chi era Gianni Borgna

La sala porta il nome di Gianni Borgna, a lungo assessore alle politiche culturali del Comune di Roma e presidente della Fondazione Musica per Roma, l'ente che gestisce il complesso. È un omaggio all'uomo che ha seguito da vicino la nascita dell'Auditorium e la sua prima stagione.

Una sala flessibile

La forma regolare e l'acustica variabile fanno del Borgna la sala più duttile del complesso: vi passano jazz, canzone d'autore, incontri, spettacoli per bambini. Nello stesso autunno ospita il Roma Jazz Festival e concerti di cantautori e producer. Per il reggae è una scelta curiosa e felice.

Dove sedersi

Con trecento posti non ci sono posti davvero lontani. Le file centrali danno il miglior equilibrio fra voce e strumenti; le prime file sono per chi vuole vedere le mani dei musicisti e sentire il basso nello stomaco.

L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

L'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30, è il complesso disegnato da Renzo Piano fra il Flaminio, Villa Glori e il Villaggio Olimpico: aperto nel 2002, è intitolato a Ennio Morricone dal 2020 ed è gestito dalla Fondazione Musica per Roma.

Le sale attorno alla cavea

Il complesso si estende su circa 55.000 metri quadrati. Le sale principali sono volumi separati, con base in mattone e coperture in lastre di piombo, disposti attorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio: la Sala Santa Cecilia, la Sala Sinopoli, la Sala Petrassi e il Teatro Studio Borgna. L'acustica fu progettata da Jürgen Reinhold dello studio Müller BBM di Monaco di Baviera.

Sessant'anni senza una sala

Roma era rimasta senza una grande sala sinfonica dal 1936, quando fu demolito l'Augusteo. Il dibattito durò decenni: l'area del Villaggio Olimpico fu scelta nel 1992, Piano vinse il concorso nel 1993, il cantiere andò dal 1995 al 2002.

La villa romana sotto le sale

Durante gli scavi emersero i resti di una villa romana, preceduta da una fattoria di età arcaica. Il progetto fu modificato e due sale furono spostate verso ovest per salvarli. I resti si vedono fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli; i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

Come arrivare all'Auditorium per il concerto dei Radici nel Cemento

L'Auditorium Parco della Musica si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro, oppure con le linee 910, 982 e 53, che fermano davanti all'ingresso.

Metro A e tram 2

È la combinazione più affidabile in una sera feriale: metro fino a Flaminio, tram 2 lungo via Flaminia, poi pochi minuti a piedi. Alle 19 di un giovedì il traffico di via Flaminia è pesante per le auto, non per il tram.

Gli autobus

Le linee 910, 982 e 53 sono comode per chi arriva da Parioli, da Prati o dal nord della città. Il 5 novembre è un giorno feriale, quindi i servizi sono quelli ordinari; per il ritorno conviene controllare gli ultimi passaggi prima di entrare.

In auto

L'Auditorium ha un parcheggio interno a pagamento. La sosta nelle strade del Villaggio Olimpico, quartiere residenziale, nelle sere di concerto è difficile: meglio il parcheggio del complesso o i mezzi.

A piedi o in bicicletta

Da piazza del Popolo si arriva lungo via Flaminia in circa mezz'ora. Chi viene dal Foro Italico attraversa il Tevere sul Ponte della Musica.

Come organizzare la serata dei Radici nel Cemento

Un concerto alle 20 in un giorno feriale chiede un minimo di regia: uscire dal lavoro, cenare leggero o dopo, arrivare con margine. Il 5 novembre, poi, all'Auditorium non c'è un solo evento, e il piazzale si riempie presto.

Prima del concerto

Chi arriva con un'ora di anticipo può fare il giro esterno delle sale e affacciarsi sui resti della villa romana. È una passeggiata breve, al buio illuminata, che fa capire come è costruito il complesso.

Dopo il concerto

Un concerto di questo tipo si chiude di solito verso le 22. Il quartiere Flaminio e la zona di Ponte Milvio offrono locali aperti fino a tardi per un bicchiere o una pizza dopo il concerto.

Con i bambini

Una sala seduta alle 20 è un buon primo concerto per un ragazzo curioso: volumi da teatro, niente calca. Per le condizioni di accesso dei minori valgono le regole della biglietteria dell'Auditorium.

Cosa c'è intorno all'Auditorium

Il Flaminio è il quartiere dove l'architettura del Novecento e quella contemporanea si parlano: il Villaggio Olimpico del 1960, il MAXXI di Zaha Hadid, il Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi.

Il MAXXI

A pochi minuti a piedi lungo via Guido Reni c'è il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo. Un pomeriggio al museo e una sera al Borgna fanno una giornata sensata nello stesso quartiere.

Verso il Tevere

Il Ponte della Musica collega il Flaminio al Foro Italico; più a nord Ponte Milvio chiude la passeggiata con uno dei ponti più antichi della città.

Altri concerti dell'autunno

Nelle stesse settimane l'Auditorium ospita il Roma Jazz Festival, con diversi concerti proprio al Teatro Studio Borgna. La scheda dell'Auditorium Parco della Musica racconta il complesso nel dettaglio.

Dove mangiare vicino all'Auditorium

Dentro l'Auditorium ci sono un bar nel foyer, una caffetteria e un bar ristorante con accesso anche dalla strada; fuori, via Flaminia e il quartiere Flaminio hanno trattorie, pizzerie e bar frequentati soprattutto da chi ci abita.

Prima delle 20

Con un concerto alle 20 la cena vera si fa dopo. Prima basta qualcosa al bar del complesso o un pezzo di pizza lungo via Flaminia, dove i forni restano aperti fino a sera.

Dopo il concerto

Il giovedì sera Ponte Milvio è vivace e ha orari elastici; le trattorie del Flaminio chiudono prima, e dopo le 22 conviene telefonare.

Accessibilità dell'Auditorium e del Teatro Studio Borgna

L'Auditorium Parco della Musica è un complesso moderno, con percorsi in piano fra i piazzali e le sale. Per posti riservati a persone con disabilità e accompagnatori il riferimento sono la biglietteria e i contatti ufficiali della Fondazione Musica per Roma, info@musicaperroma.it.

I percorsi esterni

Fra l'ingresso e le sale si cammina su piazzali ampi e in parte all'aperto. A novembre, di sera, conviene un giubbotto anche per i pochi minuti di tragitto.

Una curiosità su Radici nel Cemento all'Auditorium Parco della Musica — 5 novembre 2026

Il primo nome della band era in inglese: Roots in Concrete. Nel 1993, sul litorale di Fiumicino, un gruppo di ragazzi che suonava reggae sceglieva una lingua che guardava alla Giamaica e a Londra. Due anni dopo, nel maggio del 1995, la traduzione: Radici nel Cemento. Il cambio non è un dettaglio. In quegli anni le band di musica in levare italiane scoprivano che si poteva cantare il reggae in italiano e nei dialetti, e raccontare il proprio quartiere con la stessa urgenza con cui i giamaicani raccontavano Kingston.

La band ha tenuto fede a quell'idea anche nei titoli: «Sogno albanese» alla fine degli anni Novanta; «Popoli in vendita»; «Il paese di Pulcinella»; «Il valore del lavoro vero». E ha portato il romanesco dentro il reggae, da «Ansai come ce piace» a «La ginnastica der core».

C'è poi un'altra curiosità, di sala: per la sua storia la band è cresciuta nelle feste all'aperto e nei circuiti autogestiti, eppure il 5 novembre suona in una sala di legno di ciliegio progettata da Renzo Piano, intitolata a un assessore alla cultura. Trent'anni dopo, il cemento del nome incontra il legno di una sala da concerto. È un buon segno di come le istituzioni culturali romane abbiano imparato a guardare a quella scena.

Una cosa che non ti dice nessuno su Radici nel Cemento all'Auditorium Parco della Musica — 5 novembre 2026

Il Teatro Studio Borgna è una sala seduta, e un concerto reggae in una sala seduta è un piccolo paradosso. Il reggae nasce per i sound system, per i piedi che si muovono, per il corpo che segue il basso. Chi si aspetta la pista di un club resterà spiazzato; chi accetta la situazione scoprirà una cosa che nei club si perde, cioè l'ascolto.

In una sala da trecento posti, con pareti di legno e pannelli acustici regolabili, si sentono i dettagli: il levare pulito della chitarra, le linee dei fiati, le armonizzazioni delle voci, il lavoro del mixaggio dub, che in una band di questo genere è un vero strumento. La presentazione dell'Auditorium insiste proprio sul dialogo fra la chitarra di Giandomenico Anellino e gli altri strumenti: è un suono che va ascoltato da vicino.

La seconda cosa che nessuno dice: l'orario. Alle 20 di un giovedì, all'Auditorium, la sera è appena cominciata. Si esce verso le 22 con tutta la notte davanti e i mezzi ancora in servizio. Per chi ha superato i quarant'anni e ricorda i concerti che iniziavano a mezzanotte, è una forma di gentilezza. Per chi ha vent'anni, è l'occasione di un dopo concerto lungo a Ponte Milvio.

Il consiglio che ti do per visitare Radici nel Cemento all'Auditorium Parco della Musica — 5 novembre 2026

Il consiglio è semplice: arrivate preparati sul repertorio. Una sala seduta concentra l'attenzione sui testi, e i testi dei Radici nel Cemento sono metà del loro valore. Mettete in cuffia, nei giorni prima, «Popoli in vendita» del 1998 e «Alla rovescia» del 2001, i due dischi che hanno fissato il suono della band, poi «Fuego y Corazòn» del 2018 e il nuovo singolo «Se resto solo». In un'ora avete trent'anni di storia.

Secondo consiglio: comprate il biglietto per tempo. Trecento posti sono pochi, e un gruppo con una base di pubblico fedele nell'area romana può riempire la sala. Il prezzo di partenza pubblicato dall'Auditorium è di 17 euro, una cifra da cinema più che da concerto.

Terzo: usate il tram 2. Via Flaminia alle 19 di un giorno feriale è intasata, il parcheggio dell'Auditorium nelle sere piene si riempie. Il tram vi porta a pochi minuti a piedi dall'ingresso, e al ritorno vi riporta a Flaminio, dove la metro A è ancora in servizio.

Infine: non sedetevi troppo avanti se volete ballare. Le file laterali e quelle in fondo lasciano spazio per muoversi senza disturbare chi preferisce ascoltare.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che l'Auditorium Parco della Musica è opera di Renzo Piano. Meno citato è il fatto che il progetto fu cambiato in corsa per colpa, o per merito, di una villa romana. Durante gli scavi, negli anni del cantiere fra il 1995 e il 2002, emersero i resti di una villa preceduta da una fattoria di età arcaica. Il progetto fu modificato: due delle sale furono spostate verso ovest per non distruggere i ritrovamenti.

Oggi i resti si vedono all'aperto fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, e i reperti sono esposti in un piccolo museo sotto la cavea. È il solito paradosso romano: non si può costruire niente di nuovo senza incontrare qualcosa di molto vecchio.

C'è un secondo fatto risaputo e poco citato, che riguarda la band. I Radici nel Cemento hanno accompagnato sul palco due figure centrali della musica giamaicana e inglese: Laurel Aitken, chiamato il Padrino dello Ska, nel 1998, e Alton Ellis al Rototom Sunsplash, dopo l'uscita di «Alla rovescia». Pochi gruppi italiani possono dire di aver suonato con entrambi. Nei racconti sul reggae italiano, questi episodi finiscono spesso in una nota; meriterebbero un capitolo.

La foto giusta da fare a Radici nel Cemento all'Auditorium Parco della Musica — 5 novembre 2026

La foto giusta si fa fuori, prima di entrare. I tre grandi volumi delle sale principali, con le coperture di piombo che la sera prendono i riflessi delle luci, visti dal piazzale verso la cavea, sono l'immagine più riconoscibile dell'Auditorium. A inizio novembre alle 19 è già buio, e le luci del complesso danno il meglio.

Dentro il Teatro Studio Borgna, prima che le luci di sala si spengano, il legno di ciliegio delle pareti dà un colore caldo che nessuna luce di scena riesce a restituire. Una foto della sala vuota con il palco pronto, gli strumenti sistemati e le luci ancora accese racconta bene l'incontro fra una band nata nei circuiti autogestiti e una sala da concerto.

Durante il concerto vale la regola di sempre: seguite le indicazioni dell'Auditorium su foto e riprese, niente flash, telefono basso per non coprire la vista a chi è dietro. Una sola foto buona, con la band in controluce e i fiati in primo piano, vale più di un video intero che non riguarderete mai.

Uscendo, i resti della villa romana illuminati fra la Santa Cecilia e la Sinopoli sono un'ultima inquadratura che pochi fanno: due millenni in un solo scatto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia dell'Auditorium comincia prima dell'Auditorium. Nel 1936 viene demolito l'Augusteo, la sala in cui Roma ascoltava la musica sinfonica, e la città resta per decenni senza una sede adeguata. Il dibattito si trascina fino al 1992, quando viene scelta l'area del Villaggio Olimpico, costruito per i Giochi del 1960. Nel 1993 Renzo Piano vince il concorso; nel 1995 si apre il cantiere.

Durante i lavori il sottosuolo restituisce una villa romana e una fattoria arcaica: il progetto viene modificato e le sale spostate. Nel 2002 il complesso apre. Nel 2020 viene intitolato a Ennio Morricone, il compositore romano che ha legato il suo nome al cinema di tutto il mondo.

Il Teatro Studio porta il nome di Gianni Borgna, assessore alla cultura del Comune e presidente della Fondazione Musica per Roma: la sala più flessibile del complesso ricorda chi ha seguito la sua nascita.

Anche la storia della band ha le sue date: 1993, la nascita a Fiumicino; 1995, il nome italiano; 1996, il primo album per Gridalo Forte; 1998, «Popoli in vendita» e il palco con Laurel Aitken; 2001, «Alla rovescia»; 2004 e 2006, i dischi per V2; 2009, l'uscita di Adriano Bono; 2011, «Fiesta!»; 2013, «7»; 2018, «Fuego y Corazòn»; 2025, il tour dei festival; 2026, i nuovi singoli e la sera al Borgna.

Chi è passato da Radici nel Cemento all'Auditorium Parco della Musica — 5 novembre 2026

Dal Teatro Studio Borgna passano ogni stagione musicisti di generi diversi. Nello stesso autunno 2026 la sala ospita il pianoforte di Davide Boosta Di Leo con «Pianorama» il 1° novembre, la cantautrice Gaia Banfi con «L'ultima Maccaia» il 15 novembre, e diversi concerti del Roma Jazz Festival, dal quintetto del trombettista Jeremy Pelt a Rosa Brunello, fino all'incontro fra Chiara Civello e Clap! Clap!.

Nel percorso dei Radici nel Cemento, invece, sono passati nomi che contano nella storia delle musiche in levare: Charlie Anderson dei Selecter, con cui la band suona due concerti a Roma nel 1997; Laurel Aitken, accompagnato nel 1998; Fermin Muguruza, voce basca dei Negu Gorriak e dei Kortatu, ospite di «Guns of Brixton»; Roy Paci e Madaski degli Africa Unite nel disco «Alla rovescia»; gli UB40, per cui la band apre al Palavobis di Milano; Alton Ellis al Rototom Sunsplash.

Il 5 novembre porta al Borgna tutto questo bagaglio. Per una sala che di solito ospita jazz e canzone d'autore, è una serata diversa; per il pubblico romano che ha seguito la band dai tempi della Gridalo Forte, è un appuntamento con una parte della propria storia.

La discografia dei Radici nel Cemento da ascoltare prima del concerto

Otto album in studio, un disco dal vivo e una lunga serie di singoli: la discografia dei Radici nel Cemento è abbastanza ampia da richiedere una guida minima.

Gli anni Novanta

«Radici nel Cemento» (1996) e «Popoli in vendita» (1998), entrambi per Gridalo Forte, sono la fotografia della scena romana di quegli anni. Nel secondo c'è «Guns of Brixton» con Laurel Aitken e Fermin Muguruza.

Gli anni Duemila

«Alla rovescia» (2001), «Occhio!» (2004), «Ancora non è finita» (2006) e «Il paese di Pulcinella» (2008) sono il periodo della maturità, con le collaborazioni e le grandi aperture.

Dal vivo e oltre

«Fiesta!» (2011) è il disco da scegliere se volete capire che cosa succede sul palco. Poi «7» (2013), «Fuego y Corazòn» (2018) e i singoli recenti fino a «Se resto solo».

Novembre a Roma, la stagione del concerto

A inizio novembre Roma entra nella stagione dei concerti al chiuso. Le arene estive sono smontate, le sale riaprono, e l'Auditorium vive la sua stagione più piena fra festival, rassegne e concerti singoli.

Il clima

Le sere di inizio novembre sono fresche e spesso umide. Una giacca è indispensabile per i piazzali dell'Auditorium, che sono all'aperto; dentro le sale la temperatura è regolata.

Le altre occasioni

Nella stessa settimana a Roma comincia il MedFilm Festival, il festival del cinema del Mediterraneo: chi ama le culture delle sponde del Mare Nostrum trova in quei giorni più di un motivo per uscire la sera.

Domande frequenti sui Radici nel Cemento a Roma

Quando suonano i Radici nel Cemento a Roma?

I Radici nel Cemento suonano a Roma giovedì 5 novembre 2026 alle 20:00, al Teatro Studio Borgna dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. È l'unica data romana annunciata dall'Auditorium nella sua programmazione Pop/Rock dell'autunno.

Quanto costano i biglietti per i Radici nel Cemento all'Auditorium?

I biglietti per i Radici nel Cemento all'Auditorium partono da 17 euro, secondo la pagina ufficiale dell'evento. Si acquistano da auditorium.com, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, oppure al botteghino dell'Auditorium in viale Pietro de Coubertin.

Dove si trova il Teatro Studio Borgna?

Il Teatro Studio Borgna si trova dentro l'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30, nel quartiere Flaminio. È la sala più piccola del complesso, con circa trecento posti e pareti rivestite di legno di ciliegio.

Come si arriva all'Auditorium Parco della Musica con i mezzi?

All'Auditorium Parco della Musica si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino alle fermate Flaminia/Reni o Apollodoro. In alternativa ci sono gli autobus 910, 982 e 53, che fermano davanti all'ingresso del complesso.

Che genere suonano i Radici nel Cemento?

I Radici nel Cemento suonano reggae, con venature dub e passaggi rocksteady e ska. La band nasce a Fiumicino nel 1993 e fa parte della generazione che negli anni Novanta ha portato il reggae nella lingua e nei temi italiani, accanto ad Almamegretta, Sud Sound System e Africa Unite.

Chi canta oggi nei Radici nel Cemento?

Nella presentazione del concerto romano l'Auditorium indica la voce di Daniele Coccia e la chitarra di Giandomenico Anellino come elementi centrali del suono attuale dei Radici nel Cemento. La formazione è cambiata più volte in trent'anni di attività.

C'è parcheggio all'Auditorium Parco della Musica?

L'Auditorium Parco della Musica ha un parcheggio interno a pagamento. Nelle sere di concerto si riempie, e la sosta nelle strade residenziali del Villaggio Olimpico è difficile: per il 5 novembre il tram 2 da Flaminio resta la scelta più comoda.

In chiusura

Molte band della stagione del reggae italiano si sono perse per strada o hanno cambiato pelle. I Radici nel Cemento no: trent'anni dopo suonano ancora la stessa musica, con la stessa idea di comunità. Il consiglio è di non lasciar scadere il biglietto nel cassetto delle intenzioni: una sala da trecento posti, alle 20 di un giovedì, con un prezzo da cinema, è il modo più civile per ascoltare una band che ha fatto la storia della musica in levare a Roma.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento5 Novembre 2026 20:00
IndirizzoAuditorium Parco della Musica, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città