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Pazzo ad Arte al Teatro di Villa Torlonia — dal 15 al 18 ottobre 2026

Pazzo ad Arte, l'azione scenica per un solo attore ideata da Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo e liberamente tratta dall'Amleto di William Shakespeare, va in scena da giovedì 15 a domenica 18 ottobre 2026 al Teatro di Villa Torlonia, in via Lazzaro Spallanzani 1, nel quartiere Nomentano, dentro la stagione 2026/2027 del Teatro di Roma. In scena c'è Giuseppe Pestillo; lo spettacolo dura circa sessanta minuti. Villa Torlonia si raggiunge con la metro B, fermate Bologna o Policlinico, con i tram 3 e 19 fino a viale Regina Margherita/Nomentana e con gli autobus che percorrono via Nomentana. Orari e prezzi delle quattro recite sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro di Roma, dove si acquistano anche i biglietti, insieme alle biglietterie dei teatri della Fondazione. Il programma può subire variazioni: conviene controllare la pagina dello spettacolo prima di uscire.

Pazzo ad Arte al Teatro di Villa Torlonia: date, durata e dati principali

Pazzo ad Arte ha quattro recite al Teatro di Villa Torlonia, da giovedƬ 15 a domenica 18 ottobre 2026: un'ora di teatro d'attore costruita su alcune scene dell'Amleto, con un solo interprete e il pubblico chiamato a entrare nell'azione.

Le date

Il calendario del Teatro di Roma indica quattro giornate consecutive: giovedƬ 15, venerdƬ 16, sabato 17 e domenica 18 ottobre. ƈ un'unica tenitura, breve, in una sala piccola: chi vuole esserci non deve aspettare l'ultimo giorno.

La durata

Lo spettacolo dura circa sessanta minuti. È una misura rara per un lavoro sull'Amleto, che nella versione integrale supera le quattro ore: qui la tragedia è ridotta a frammenti, scelti e montati per un attore solo.

Biglietti e orari

Gli orari delle recite e i prezzi sono indicati nella sezione info e biglietti della pagina dello spettacolo sul sito del Teatro di Roma. I biglietti si comprano online sul sito ufficiale della Fondazione o nelle biglietterie dei suoi teatri. Il contact center di Roma Capitale, lo 060608, dĆ  informazioni sul parco e sui suoi accessi.

La stagione

Pazzo ad Arte fa parte della stagione 2026/2027 del Teatro di Roma, intitolata Il teatro è vita, che si divide tra il Teatro Argentina, il Teatro India e il Teatro Torlonia. Il Teatro di Villa Torlonia è la sala più raccolta delle tre, e la più adatta a un lavoro che vive del contatto diretto con chi guarda.

Che cos'ĆØ Pazzo ad Arte: frammenti di vita che ci ri-guardano

Pazzo ad Arte, con il sottotitolo frammenti di vita che ci ri-guardano, ĆØ un'azione scenica per un solo attore liberamente ispirata a The Tragedy of Hamlet, Prince of Denmark di Shakespeare, nata nel 2009 come progetto di ricerca.

L'idea

La presentazione del Teatro di Roma dichiara l'obiettivo con chiarezza: accorciare la distanza tra un testo considerato sacro, l'Amleto, e la vita di chi guarda. Le parole di Shakespeare vengono immerse nella convivialitĆ  quotidiana, e la tragedia si trasforma in un incontro diretto con il pubblico. Il teatro diventa uno spazio d'incontro, in cui il confine tra scena e realtĆ  si assottiglia.

Il sottotitolo

Nel sottotitolo c'è un trattino che non è un refuso: ri-guardano. I frammenti di vita dell'Amleto ci riguardano, perché parlano di noi, e ci ri-guardano, perché ci guardano di nuovo, dal palcoscenico, a quattro secoli di distanza. Il gioco di parole contiene l'intero programma dello spettacolo.

Un monologo che non ĆØ un monologo

Nelle presentazioni dello spettacolo si legge che, pur interpretato da un unico attore, Pazzo ad Arte non ĆØ un vero monologo, ma una specie di conversazione a una sola voce: i personaggi che si susseguono scelgono un interlocutore in platea. I dialoghi di Shakespeare diventano monologhi condivisi, e lo spettatore si ritrova, senza preavviso, a fare la parte di Orazio, di Ofelia o della regina.

Le domande di Amleto

Il centro del lavoro sono le domande del principe di Danimarca: il dubbio, la vendetta, la finzione, il rapporto con i padri e con la morte. La compagnia scrive che quelle domande continuano a parlarci con sorprendente attualità. È un'affermazione che si può verificare solo in sala, ma il formato dello spettacolo, un'ora e un attore a pochi metri, rende la verifica immediata.

La drammaturgia di Pazzo ad Arte: la lezione di Orazio Costa

La drammaturgia di Pazzo ad Arte parte dalla traduzione, dalle analisi e dagli appunti di Orazio Costa Giovangigli sull'Amleto, e trova nel suo Metodo Mimico il fondamento del lavoro dell'attore.

Il testo di partenza

Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo non sono partiti da una traduzione qualsiasi. Hanno lavorato sui materiali di Costa, che all'Amleto dedicò anni di studio: tra i libri che gli sono stati dedicati c'è anche un volume di Maricla Boggio intitolato Orazio Costa prova Amleto, pubblicato da Bulzoni nel 2008. Pazzo ad Arte si inserisce in questa linea, come un laboratorio portato davanti al pubblico.

Il Metodo Mimico

Il Metodo Mimico è l'impianto pedagogico che Costa cominciò a sperimentare dal 1944, quando iniziò a insegnare all'Accademia nazionale d'arte drammatica. Si fonda sulla tendenza naturale dell'individuo a rispecchiare con il proprio corpo il mondo che lo circonda, e insegna all'attore a padroneggiare quel riflesso mimico per usarlo nella creazione e nell'interpretazione di un personaggio. È considerato l'unico sistema pedagogico organico elaborato in Italia per la formazione dell'attore.

PerchƩ conta per lo spettatore

Per chi guarda, il Metodo Mimico si traduce in un attore che attraversa i personaggi con il corpo prima ancora che con la voce. Un solo interprete che diventa Amleto, Polonio, Ofelia e lo spettro ha bisogno di una tecnica precisa per rendere riconoscibile ogni passaggio. ƈ qui che la scuola di Costa mostra la sua utilitƠ pratica: nessun costume cambiato, nessun trucco, soltanto la trasformazione dell'attore.

Dal 2009 a oggi

Lo spettacolo ĆØ nato nel 2009, dopo un lungo periodo di studio dell'Amleto, e da allora ĆØ stato riproposto in contesti diversi. Nel novembre 2024, per esempio, fu presentato in una giornata dedicata al Metodo Mimico a venticinque anni dalla scomparsa di Costa. L'approdo al Teatro di Roma, in una stagione istituzionale, ĆØ un passaggio importante per un lavoro nato come ricerca.

Chi era Orazio Costa, il maestro dietro Pazzo ad Arte

Orazio Costa Giovangigli, nato a Roma il 6 agosto 1911 e morto a Firenze il 14 novembre 1999, fu regista, attore e insegnante, uno dei massimi esponenti della pedagogia teatrale europea del Novecento.

La formazione

Figlio di padre dalmata e madre corsa, frequentò da ragazzo la Regia scuola Eleonora Duse, dove Silvio D'Amico insegnava storia del teatro. Laureato in lettere con una tesi sulla teatralità dei dialoghi dei Promessi sposi, seguì come allievo regista il primo corso dell'Accademia nazionale d'arte drammatica, fondata da D'Amico nel 1936. Nel 1937 trascorse sei mesi accanto a Jacques Copeau, che l'anno dopo lo volle come assistente al Maggio Fiorentino per Come vi piace di Shakespeare.

Il regista

Nel 1948 fondò il Piccolo Teatro della città di Roma, attivo fino al 1954 con trentasei spettacoli, nei quali recitavano giovani come Nino Manfredi, Paolo Panelli, Rossella Falk, Gianrico Tedeschi, Glauco Mauri ed Enrico Maria Salerno. Dal 1964 al 1975 diresse il Teatro Romeo. Tra le sue regie shakespeariane si ricordano Macbeth, La dodicesima notte e Sogno di una notte di mezza estate.

Il maestro

Costa insegnò all'Accademia fino al 1976, e applicò il suo metodo anche al Centro sperimentale di cinematografia e all'Accademia di Santa Cecilia. Tra gli attori legati alla sua scuola figurano nomi come Roberto Herlitzka, Fabrizio Gifuni, Pierfrancesco Favino e Luigi Lo Cascio; Andrea Camilleri lo ricordava come il suo unico maestro. Nel 1994 ricevette il Premio Flaiano alla carriera.

L'ereditĆ 

Il suo archivio ĆØ conservato al Teatro della Pergola di Firenze, dove oggi ĆØ attiva la Scuola di formazione per attori a lui intitolata, inaugurata nel novembre 2015. Pazzo ad Arte ĆØ uno dei modi in cui quella ereditĆ  arriva al pubblico, fuori dalle aule.

Giuseppe Pestillo, l'attore di Pazzo ad Arte: biografia

Giuseppe Pestillo, nato a Roma il 26 maggio 1983, ĆØ attore professionista dal 2005, diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico di Roma, ed ĆØ coautore e interprete di Pazzo ad Arte.

La formazione

Dopo il diploma in Accademia, Pestillo ha proseguito gli studi in regia del teatro musicale al Conservatorio Licinio Refice di Frosinone. Conduce da anni uno studio approfondito del Metodo Mimico con la docente Alessandra Niccolini: è da questo lavoro comune che è nato lo spettacolo. Il legame con Costa passa dunque due volte per l'Accademia che D'Amico fondò e in cui Costa insegnò per più di trent'anni.

Il teatro

Tra le esperienze teatrali della sua carriera c'è la partecipazione al 53° Festival di Spoleto come protagonista delle commedie della trilogia Le conquiste di Norman. Il suo sito professionale è quattrop.com.

La televisione e il cinema

Pestillo ha lavorato in televisione e al cinema. Nella sua filmografia ci sono I Bastardi di Pizzofalcone nel 2016, Il processo di Artemisia Gentileschi nel 2011, nel ruolo di Cosimo, Due vite per caso nel 2010, nel ruolo di Roberto Macrì, e Figli del destino nel 2019, nel ruolo di Franco Cava. Ha partecipato anche a Meno male che ci sei e a Oggi sposi, entrambi del 2009, e al documentario Anna, Teresa e le Resistenti del 2010, in cui interpretava Alberto Sordi. Negli ultimi anni è comparso nei cortometraggi Rallenty e Fiabexit e, nel 2026, in Qualcosa di Lilla.

Il giudizio

Un attore con una formazione accademica solida e una lunga frequentazione televisiva che sceglie di portare in giro per anni un Amleto a una voce, in sale piccole e festival, fa una scelta di campo. ƈ la scelta di chi considera il teatro un mestiere da coltivare, prima che una vetrina.

Alessandra Niccolini, coautrice di Pazzo ad Arte

Alessandra Niccolini firma Pazzo ad Arte insieme a Giuseppe Pestillo ed ĆØ la docente di Metodo Mimico con cui l'attore ha condotto il suo studio sulla scuola di Orazio Costa.

Il ruolo nello spettacolo

La locandina del Teatro di Roma attribuisce lo spettacolo a entrambi: di Alessandra Niccolini e Giuseppe Pestillo, con Giuseppe Pestillo. ƈ una formula che descrive bene il lavoro: un'insegnante e un attore che, a partire dai quaderni di Costa, hanno costruito insieme la drammaturgia e la partitura fisica dello spettacolo.

Una trasmissione di sapere

Il Metodo Mimico si impara per trasmissione diretta, in aula, da chi lo ha praticato. Pazzo ad Arte ĆØ il risultato visibile di questa catena: da Costa ai suoi allievi, dai suoi allievi a una nuova generazione di attori. In sala si vede il prodotto finale; dietro, ci sono anni di lavoro condiviso.

Amleto a una voce: perchƩ Pazzo ad Arte funziona

Pazzo ad Arte prende dall'Amleto soltanto alcune scene e le affida a un unico attore, che le rivolge direttamente al pubblico: il risultato ĆØ una tragedia vista da vicino, senza la distanza della grande messinscena.

La pazzia del titolo

Nel testo di Shakespeare Amleto finge la follia per smascherare lo zio, e Polonio osserva che in quella pazzia c'ĆØ del metodo. Il titolo dello spettacolo gioca proprio su questo: essere pazzi ad arte, cioĆØ con arte, con metodo. E il metodo, qui, ha un nome preciso, quello di Costa.

Il pubblico come coro

Coinvolgere gli spettatori è una scelta rischiosa: può diventare animazione, o imbarazzo. Nel caso di Pazzo ad Arte il coinvolgimento nasce dal testo, perché molti dialoghi dell'Amleto sono interrogatori, confessioni, provocazioni. Rivolti a una persona vera in platea, cambiano peso. Il consiglio è di accettare il gioco: chi si siede in prima fila deve sapere che potrebbe diventare Orazio per qualche minuto.

Per chi ĆØ

Lo spettacolo è adatto a chi conosce l'Amleto e vuole vederlo smontato, e a chi non l'ha mai letto e vuole capire perché se ne parla ancora. Per gli studenti delle superiori è un'introduzione efficace a Shakespeare, breve e diretta. Per gli appassionati di teatro è un'occasione per vedere all'opera la scuola di Costa.

Il Teatro di Villa Torlonia, la sede di Pazzo ad Arte

Il Teatro di Villa Torlonia ĆØ il teatro ottocentesco della residenza dei principi Torlonia, progettato da Quintiliano Raimondi per Alessandro Torlonia, riaperto nel 2013 dopo un lungo restauro e oggi una delle tre sale del Teatro di Roma.

Un teatro privato per una famiglia di banchieri

Dal 1832 Alessandro Torlonia trasformò la villa di famiglia in una grande residenza di rappresentanza. Il Teatro, affidato a Quintiliano Raimondi insieme alla Limonaia, era il luogo delle feste e degli spettacoli riservati agli ospiti della casata, una delle più ricche della Roma pontificia. Era un teatro di società, non un teatro pubblico: lo diventa soltanto nel nostro secolo.

Il restauro e la riapertura

Dopo gli anni della residenza di Mussolini e l'occupazione alleata tra il 1944 e il 1947, la villa conobbe un lungo abbandono. Il Comune la acquistò nel 1977 e i restauri, cominciati nel 1991, hanno recuperato un edificio dopo l'altro. Il Teatro ha riaperto nel 2013; la Serra Moresca nel 2021.

La sala giusta per un attore solo

Per uno spettacolo come Pazzo ad Arte la dimensione della sala è decisiva. Un attore che si rivolge direttamente agli spettatori ha bisogno di vederli in faccia, e il Teatro di Villa Torlonia, per le sue proporzioni, permette una vicinanza che le grandi sale non consentono. È un luogo nato per il teatro da salotto, e lo spettacolo ne recupera la vocazione.

Villa Torlonia: il parco intorno al teatro di Pazzo ad Arte

Villa Torlonia ĆØ un parco pubblico del quartiere Nomentano, di proprietĆ  comunale dal 1977 e aperto ai cittadini dal 1978, con l'ingresso principale in via Nomentana 70 e altri accessi in via Lazzaro Spallanzani.

Dai Pamphilj ai Torlonia

Tra il Seicento e la metà del Settecento la tenuta appartenne ai Pamphilj; passò poi al cardinale Girolamo Colonna, e nel 1797 fu venduta al banchiere Giovanni Raimondo Torlonia. Nel 1806 Giuseppe Valadier ridisegnò il parco e trasformò gli edifici esistenti nel palazzo principale, il Casino Nobile, e nel Casino dei Principi.

Gli architetti di Alessandro

Dal 1832 lavorarono per Alessandro Torlonia Giovan Battista Caretti, Giuseppe Jappelli, autore della Capanna Svizzera poi diventata la Casina delle Civette e della Serra Moresca, e Quintiliano Raimondi, che costruƬ il Teatro e la Limonaia. Nel 1842 furono innalzati gli obelischi di Villa Torlonia, dedicati ai genitori di Alessandro.

Il Novecento

Nel 1919 nel parco furono scoperte catacombe ebraiche. Dagli anni Venti al luglio 1943 il Casino Nobile fu la residenza di Benito Mussolini, che pagava ai Torlonia un affitto simbolico di una lira; tra il 1942 e il 1943 fu costruito il bunker antiaereo. Dal 1944 al 1947 la villa ospitò il comando alleato.

Oggi

Oggi Villa Torlonia ĆØ un parco aperto dall'alba al tramonto, con i Musei di Villa Torlonia distribuiti tra il Casino Nobile, il Casino dei Principi e la Casina delle Civette. Nelle stesse settimane di Pazzo ad Arte, al Casino dei Principi ĆØ aperta la mostra raccontata nella scheda su Elisa Montessori ai Musei di Villa Torlonia.

Come arrivare al Teatro di Villa Torlonia per Pazzo ad Arte

Il Teatro di Villa Torlonia ĆØ in via Lazzaro Spallanzani 1 e si raggiunge con la metro B, fermate Bologna o Policlinico, con i tram 3 e 19 e con gli autobus di via Nomentana e di via Bari.

Metro B

Le stazioni più comode sono Bologna e Policlinico. Da Bologna si cammina verso via Nomentana, da Policlinico si risale viale Regina Margherita: in entrambi i casi bastano una decina di minuti a piedi. Per il teatro conviene puntare agli accessi di via Spallanzani.

Tram

I tram 3 e 19 fermano a viale Regina Margherita/Nomentana, a pochi passi dalla villa. Il 19 serve San Lorenzo e Porta Maggiore, il 3 collega la zona con il Colosseo e con Trastevere.

Autobus

Su via Nomentana passano, tra le altre, le linee 60, 66, 82 e 90; su via Bari il 61, il 490, il 495 e il 649. Nelle sere feriali e nel fine settimana le frequenze cambiano: conviene controllare i percorsi aggiornati sul sito dell'azienda di trasporto.

In auto

Il Nomentano è un quartiere residenziale e trovare parcheggio lungo via Nomentana è difficile, soprattutto la sera. Metro e tram restano la scelta più ragionevole, anche perché l'uscita dal teatro coincide spesso con il traffico serale di viale Regina Margherita.

Dove mangiare prima o dopo Pazzo ad Arte

Dentro Villa Torlonia la Limonaia restaurata ĆØ adibita a punto di ristoro; fuori dal parco, lungo via Nomentana e intorno a piazza Bologna, ci sono bar, pizzerie e trattorie per ogni fascia di prezzo.

Nel parco

La Limonaia, costruita da Quintiliano Raimondi come il teatro, è la soluzione più comoda per un caffè o un aperitivo prima dello spettacolo senza uscire dalla villa. Gli orari del punto di ristoro seguono quelli del parco: per una recita serale conviene mangiare fuori.

Nel quartiere

Il Nomentano è un quartiere di residenti, con locali frequentati soprattutto da chi ci abita. Intorno a piazza Bologna e lungo viale XXI Aprile l'offerta è ampia e i prezzi sono più onesti che in centro. Uno spettacolo di un'ora lascia il tempo per una cena con calma: il venerdì e il sabato conviene prenotare.

AccessibilitĆ  e visita con i ragazzi

Pazzo ad Arte dura un'ora e si rivolge a un pubblico adulto e ai ragazzi delle superiori; per l'accesso al teatro di persone con mobilitĆ  ridotta il riferimento ĆØ il Teatro di Roma, che ha una sezione dedicata sul sito.

AccessibilitĆ 

Villa Torlonia è un parco storico, con viali, ghiaia e qualche dislivello. Chi ha difficoltà motorie fa bene a chiedere in anticipo quale ingresso sia più comodo per il teatro e se sia possibile arrivare vicino all'edificio. Le informazioni sul parco si chiedono allo 060608.

Con gli studenti

Per una classe delle superiori che studia Shakespeare, Pazzo ad Arte è un complemento ideale: un'ora, un attore, i nodi principali della tragedia. Il coinvolgimento diretto del pubblico fa il resto, perché gli studenti smettono di essere spettatori passivi. Gli insegnanti possono chiedere al Teatro di Roma le condizioni per i gruppi.

Con i più piccoli

Per i bambini lo spettacolo non ĆØ pensato: il testo ĆØ quello di Shakespeare, con i suoi temi di morte, vendetta e follia. Per le famiglie con figli piccoli il Teatro di Roma ha una programmazione dedicata, il Teatro Ragazzi, che nella stessa stagione passa anche per il Teatro Torlonia, come nel caso di Albert eD io, in cartellone a Villa Torlonia pochi giorni prima.

Una curiositĆ  su Pazzo ad Arte al Teatro di Villa Torlonia — dal 15 al 18 ottobre 2026

La curiosità più bella riguarda il testo. Pazzo ad Arte non usa una traduzione corrente dell'Amleto, ma parte dagli appunti e dalle analisi di Orazio Costa, il maestro che più di ogni altro in Italia ha lavorato su Shakespeare come materia di formazione per l'attore. Costa aveva conosciuto Shakespeare da vicino fin da giovane: nel 1938, a ventisette anni, fu assistente di Jacques Copeau al Maggio Fiorentino per Come vi piace. E tradusse La dodicesima notte, pubblicata da Mondadori nel 1991.

C'è poi una coincidenza che lega l'attore alla scuola. Giuseppe Pestillo si è diplomato all'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio D'Amico, la stessa Accademia di cui Costa frequentò il primo corso come allievo regista, nel 1936, e nella quale insegnò dal 1944 al 1976. Lo spettacolo chiude un cerchio: un diplomato di quella scuola porta in scena il metodo nato nelle sue aule.

L'ultima curiositĆ  ĆØ anagrafica. Pazzo ad Arte ĆØ nato nel 2009, quando Pestillo aveva ventisei anni. Diciassette anni dopo, lo stesso attore porta lo stesso Amleto in una stagione del Teatro di Roma: un caso raro di spettacolo cresciuto insieme al suo interprete.

Una cosa che non ti dice nessuno su Pazzo ad Arte al Teatro di Villa Torlonia — dal 15 al 18 ottobre 2026

La cosa che nessuno dice ĆØ che il Teatro di Villa Torlonia ĆØ dentro un parco, e il parco ha i suoi orari: Villa Torlonia ĆØ aperta dall'alba al tramonto. In ottobre la luce cala presto, e chi arriva per una recita serale deve sapere quale accesso resta aperto per il teatro. Gli ingressi da usare sono quelli di via Spallanzani; entrare da via Nomentana alle otto di sera e attraversare il parco al buio non ĆØ una buona idea, e spesso non ĆØ nemmeno possibile.

La seconda cosa è che in uno spettacolo come questo il posto conta. Chi si siede nelle prime file ha buone probabilità di essere coinvolto direttamente dall'attore, di ricevere una battuta o di fare da interlocutore a un personaggio. Non c'è nulla da preparare e nessuno viene messo in difficoltà, ma chi preferisce osservare fa bene a scegliere un posto più arretrato. Chi invece vuole vivere lo spettacolo fino in fondo, si metta davanti.

La terza cosa è che un'ora passa in fretta. Arrivate in anticipo, perché in una sala raccolta i ritardatari si notano, e in uno spettacolo che si rivolge al pubblico interrompono il gioco più che altrove.

Il consiglio che ti do per visitare Pazzo ad Arte al Teatro di Villa Torlonia — dal 15 al 18 ottobre 2026

Un suggerimento semplice: rileggete una scena dell'Amleto prima di uscire. Non tutta la tragedia, basta il dialogo tra Amleto e Ofelia nel terzo atto, o il monologo più celebre. Arrivare in sala con quelle parole in testa permette di cogliere il lavoro di smontaggio e rimontaggio che Niccolini e Pestillo hanno fatto sul testo, e di riconoscere il momento in cui il dialogo diventa, come dice la presentazione, un monologo condiviso.

Per la serata, scegliete la recita del venerdƬ o del sabato e fate di Villa Torlonia il centro del pomeriggio. Se arrivate prima del tramonto, entrate da via Nomentana, passate davanti agli obelischi e al Casino Nobile, scendete verso la Casina delle Civette e poi uscite su via Spallanzani per raggiungere il teatro. Dopo lo spettacolo, la cena nel quartiere, intorno a piazza Bologna.

E se andate con qualcuno che ha paura di Shakespeare, portatelo proprio qui: un'ora, un attore, nessuna scenografia a fare da schermo. È il modo più onesto per scoprire se l'Amleto parla ancora, e la risposta, di solito, è sì.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

ƈ risaputo che a Villa Torlonia visse Mussolini. Meno spesso si ricorda che vi abitava in affitto, e che l'affitto pagato ai Torlonia era simbolico: una lira. Il Casino Nobile fu la sua residenza dagli anni Venti fino al luglio 1943, e nei sotterranei della villa, tra il 1942 e il 1943, fu costruito un bunker antiaereo, oggi aperto in alcune occasioni, come racconta la scheda sulle visite al Bunker di Villa Torlonia.

Altrettanto poco citato ĆØ che il parco conserva catacombe ebraiche, scoperte nel 1919, e che durante i restauri del 2004 fu individuata una sala ipogea di etĆ  etrusca. Sotto il prato su cui si passeggia prima dello spettacolo ci sono secoli di storia sepolta.

Sul fronte del teatro, un fatto noto agli addetti ma raramente ricordato al pubblico ĆØ che la scuola di Orazio Costa ha formato buona parte degli attori italiani del secondo Novecento. Quando si vedono in scena o al cinema interpreti come Gifuni, Favino o Lo Cascio, si vede anche il lavoro di Costa. Pazzo ad Arte lo mostra senza mediazioni.

La foto giusta da fare a Pazzo ad Arte al Teatro di Villa Torlonia — dal 15 al 18 ottobre 2026

La foto giusta si fa fuori, prima di entrare: la facciata del Teatro di Villa Torlonia tra gli alberi del parco, con l'ultima luce del pomeriggio di ottobre. ƈ un edificio ottocentesco pensato per le feste di una famiglia principesca, e fotografato con il verde intorno racconta bene la sua doppia natura di teatro privato diventato teatro pubblico.

Dentro, durante lo spettacolo, niente foto. In un lavoro che si fonda sul contatto diretto tra attore e spettatori, la luce di uno schermo rompe il patto più di quanto accada in una grande sala. E chi viene coinvolto nell'azione ha diritto a non ritrovarsi in una foto altrui.

La seconda foto si fa agli obelischi, all'ingresso di via Nomentana: con la luce radente del tramonto, i due fusti di granito disegnano un'immagine netta, adatta a ricordare una serata dedicata a un principe che si interroga sul senso di tutto.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Villa Torlonia appartenne ai Pamphilj tra il Seicento e la metà del Settecento, poi al cardinale Girolamo Colonna. Nel 1797 la acquistò Giovanni Raimondo Torlonia, e nel 1806 Giuseppe Valadier ne ridisegnò il parco. Dal 1832 il figlio Alessandro la trasformò con Caretti, Jappelli e Raimondi, che costruì il Teatro e la Limonaia. Il 4 giugno 1842 fu eretto il primo obelisco, alla presenza di papa Gregorio XVI e di Ludovico di Baviera; il secondo il 26 luglio.

Nel 1919 vennero alla luce le catacombe ebraiche. Negli anni Venti Mussolini prese in affitto il Casino Nobile, dove visse fino al luglio 1943; tra il 1942 e il 1943 fu costruito il bunker. Dal 1944 al 1947 la villa fu sede del comando alleato, poi cadde in abbandono.

Nel 1977 il Comune acquistò la villa, aperta al pubblico nel 1978. I restauri partirono nel 1991; la Casina delle Civette, danneggiata da un incendio quello stesso anno, fu restaurata tra il 1992 e il 1997. Nel 2004 fu scoperta la sala ipogea etrusca, nel 2013 riaprì il Teatro, nel 2021 la Serra Moresca. Dal 15 al 18 ottobre 2026 il Teatro ospita Pazzo ad Arte.

Chi ĆØ passato da Pazzo ad Arte al Teatro di Villa Torlonia — dal 15 al 18 ottobre 2026

Da Villa Torlonia sono passati gli architetti che hanno disegnato la Roma dell'Ottocento: Giuseppe Valadier, Giovan Battista Caretti, Giuseppe Jappelli, Quintiliano Raimondi. E i Torlonia, banchieri e principi, con i loro ospiti. Papa Gregorio XVI e Ludovico di Baviera assistettero all'innalzamento del primo obelisco nel 1842.

Nel Novecento la villa fu la casa di Benito Mussolini e della sua famiglia per quasi vent'anni; dopo la guerra vi si insediò il comando alleato. Dalla riapertura del Teatro nel 2013, sul suo palco sono passate le compagnie ospitate dal Teatro di Roma, dalla prosa contemporanea agli spettacoli per ragazzi.

A ottobre 2026 ci passa Giuseppe Pestillo, con lo spettacolo costruito insieme ad Alessandra Niccolini. E con loro, per un'ora, passano Amleto, Ofelia, Polonio, la regina Gertrude e lo spettro del vecchio re. Ci passa anche, in un senso meno visibile ma più profondo, Orazio Costa: il suo metodo e i suoi appunti sull'Amleto tornano in scena a Roma, la città in cui nacque e in cui fondò il suo Piccolo Teatro, a pochi chilometri dall'Accademia in cui insegnò per trent'anni.

La stagione del Teatro di Roma a ottobre

Pazzo ad Arte fa parte della stagione 2026/2027 del Teatro di Roma, Il teatro ĆØ vita, che distribuisce la programmazione tra il Teatro Argentina, il Teatro India e il Teatro Torlonia.

Le tre sale

Il Teatro Argentina, in largo di Torre Argentina, ĆØ la sala principale della Fondazione, con i grandi allestimenti. Il Teatro India, nell'ex fabbrica Mira Lanza sul lungotevere dei Papareschi, ospita la ricerca e le produzioni contemporanee, come racconta la scheda su India CittĆ  Aperta al Teatro India. Il Teatro Torlonia ĆØ la sala dei lavori raccolti, dove la vicinanza tra palco e platea diventa parte dello spettacolo.

Ottobre a Roma

Ottobre è il mese in cui Roma torna a teatro. Le serate sono ancora miti, i parchi pieni fino al tramonto, e un pomeriggio a Villa Torlonia seguito da uno spettacolo breve è uno dei modi migliori per vivere la città fuori dal centro storico. Chi ha tempo nel fine settimana può completare la giornata con una passeggiata a Villa Ada, poco più a nord.

Domande frequenti su Pazzo ad Arte

Quando va in scena Pazzo ad Arte a Roma?

Pazzo ad Arte va in scena al Teatro di Villa Torlonia da giovedƬ 15 a domenica 18 ottobre 2026, nella stagione 2026/2027 del Teatro di Roma. Sono quattro recite; gli orari sono pubblicati nella pagina dello spettacolo sul sito ufficiale del Teatro di Roma.

Quanto dura Pazzo ad Arte?

Pazzo ad Arte dura circa sessanta minuti, secondo la scheda del Teatro di Roma: un solo attore, un unico arco di racconto. ƈ una durata che permette di arrivare a Villa Torlonia dopo il lavoro e di cenare con calma dopo la recita.

Chi c'ĆØ in scena in Pazzo ad Arte?

In Pazzo ad Arte è in scena Giuseppe Pestillo, attore romano diplomato all'Accademia Silvio D'Amico, che firma lo spettacolo con Alessandra Niccolini, docente di Metodo Mimico. È un'azione scenica per un solo attore, che attraversa i personaggi dell'Amleto.

Di che cosa parla Pazzo ad Arte?

Pazzo ad Arte ĆØ liberamente tratto da alcune scene dell'Amleto di Shakespeare. La drammaturgia parte dalla traduzione e dagli appunti di Orazio Costa, e l'attore coinvolge direttamente gli spettatori, trasformando i dialoghi della tragedia in monologhi condivisi con il pubblico.

Dove si trova il Teatro di Villa Torlonia?

Il Teatro di Villa Torlonia si trova in via Lazzaro Spallanzani 1, dentro il parco di Villa Torlonia, nel quartiere Nomentano. Si raggiunge con la metro B, fermate Bologna o Policlinico, con i tram 3 e 19 e con gli autobus che percorrono via Nomentana.

Dove si comprano i biglietti di Pazzo ad Arte?

I biglietti di Pazzo ad Arte si comprano sul sito ufficiale del Teatro di Roma, nella sezione info e biglietti della pagina dello spettacolo, oppure nelle biglietterie dei teatri della Fondazione. I prezzi sono indicati nella stessa pagina.

Pazzo ad Arte ĆØ adatto ai ragazzi?

Pazzo ad Arte è adatto ai ragazzi delle scuole superiori, soprattutto a chi studia Shakespeare: un'ora, un attore e i nodi principali dell'Amleto. Per i bambini non è pensato, perché affronta i temi della tragedia originale, come la morte, la vendetta e la follia.

Che cos'ĆØ il Metodo Mimico citato in Pazzo ad Arte?

Il Metodo Mimico, alla base di Pazzo ad Arte, ĆØ il sistema di formazione dell'attore ideato da Orazio Costa a partire dal 1944 all'Accademia nazionale d'arte drammatica. Insegna a usare il naturale riflesso mimico del corpo per creare e interpretare personaggi e testi.

Il consiglio finale su Pazzo ad Arte

Andateci. Un Amleto di un'ora, recitato a pochi metri da voi in un teatro ottocentesco nato per i salotti di una famiglia principesca, ĆØ un'occasione che nei grandi cartelloni non si trova. Scegliete una delle quattro sere, arrivate prima del tramonto per il parco, sedetevi davanti se non temete di essere chiamati in causa. Uscirete con una domanda di Amleto in testa, ed ĆØ esattamente quello che lo spettacolo vuole.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento15 Ottobre 2026 — 18 Ottobre 2026
IndirizzoTeatro di Villa Torlonia, Via Lazzaro Spallanzani 1, 00161 Roma Nomentano, Roma, Roma CittĆ 

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