Miles Davis 100. L’arte del cambiamento all’Aula Magna della Sapienza — 1 dicembre 2026
In breve. Martedì 1 dicembre 2026, alle 20:30, l'Aula Magna della Sapienza ospita «Speciale: Miles Davis 100.
Martedì 1 dicembre 2026, alle 20:30, l'Aula Magna della Sapienza ospita «Speciale: Miles Davis 100. L'arte del cambiamento», concerto fuori abbonamento della stagione dell'Istituzione Universitaria dei Concerti (IUC) dedicato ai cento anni dalla nascita del trombettista. La sala si trova nel Palazzo del Rettorato, nella Città Universitaria, in Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma. Sul quintetto guidato dal pianista Alberto Giraldi l'organizzatore indica una durata compresa tra le 20:30 e le 22:30. Il prezzo specifico del concerto non è pubblicato nella pagina dell'evento; la biglietteria ufficiale è online sul circuito indicato dalla IUC, mentre il botteghino dell'Aula Magna apre un'ora prima dell'inizio. Per arrivare conviene usare il calcolatore percorsi di ATAC; la pagina di vendita precisa che l'ingresso avviene dalla Città Universitaria, Palazzo del Rettorato, e che all'interno del campus è disponibile un parcheggio.

Miles Davis 100 in breve
Il progetto «Miles Davis 100» celebra uno dei musicisti più influenti della storia del jazz e lo fa con un quintetto che attraversa l'intera carriera del trombettista, dalle riletture degli standard del primo periodo fino ai materiali sperimentali degli ultimi dischi. Il concerto è definito dall'organizzatore un evento straordinario per il centenario della nascita ed è sostenuto dal Ministero della Cultura, Direzione generale Spettacolo, nell'ambito dei «Progetti speciali musica 2026».
I dati essenziali
Data: martedì 1 dicembre 2026. Ora: 20:30, con fine indicata alle 22:30. Luogo: Aula Magna del Rettorato della Sapienza, Piazzale Aldo Moro 5. Tipo: concerto fuori abbonamento. Programma dettagliato: il dato non è pubblicato, la pagina dell'evento descrive soltanto il percorso attraverso la carriera di Davis. Prezzi: il dato non è pubblicato per questo concerto.
Una serata con una mostra
Nel giorno del concerto, dalle 16:00 alle 23:00, è aperta alla Sapienza una mostra fotografica monografica dedicata a Miles Davis. La pagina ufficiale non indica in quale ambiente del complesso sia allestita; chi vuole vederla prima del concerto farà bene a verificare i dettagli sul sito della IUC.
Chi organizza
L'evento è organizzato dalla IUC, che concentra la sua stagione nell'Aula Magna. L'inaugurazione dell'ottantaduesima stagione è fissata per il 17 ottobre 2026, e il cartellone prevede nelle settimane successive appuntamenti con artisti come Alexandra Dovgan e Antonio Ballista. Il quadro completo è nella scheda sulla stagione IUC 2026-2027.
Il quintetto sul palco
La formazione indicata dalla IUC è un quintetto di jazz acustico, guidato dal pianista Alberto Giraldi, che firma anche gli arrangiamenti.
Alberto Giraldi, pianoforte
Giraldi è indicato come leader del gruppo e autore degli arrangiamenti. La pagina ufficiale non riporta una biografia estesa, per cui qui ci si limita a questo dato.
Francesco Fratini, tromba
La tromba è lo strumento di Davis e quello che il pubblico cercherà di ritrovare nel suono del concerto. Il nome di chi la suona è Francesco Fratini.
Filiberto Palermini, sax contralto
Il sax contralto richiama la voce di Julian «Cannonball» Adderley, che nel sestetto di Kind of Blue era al fianco di Davis e di John Coltrane. Al sax contralto, in questo concerto, c'è Filiberto Palermini.
Marco Siniscalco e Valerio Vantaggio
La sezione ritmica è completata da Marco Siniscalco al contrabbasso e da Valerio Vantaggio alla batteria.
Chi era Miles Davis
Miles Davis nasce il 26 maggio 1926 ad Alton, a nord di Saint Louis, figlio di un dentista e di una insegnante di musica che suonava il violino. Muore a Santa Monica, in California, il 28 settembre 1991, dopo una polmonite e due ictus legati alle complicanze del diabete. Il centenario della nascita cade dunque nel 2026, ed è questo l'anniversario che il concerto celebra.
Gli inizi a Saint Louis e a New York
La famiglia si trasferisce a East St. Louis nel 1932. Davis riceve la prima tromba nel 1935 e debutta in pubblico nel 1943 con i Blue Devils di Eddie Randle. Nel 1944 ascolta a Saint Louis la big band di Billy Eckstine, dove suonano Charlie Parker e Dizzy Gillespie, e quello stesso anno si trasferisce a New York.
L'incontro con Charlie Parker
A New York si iscrive alla Juilliard, che lascia nell'autunno del 1945 per suonare ogni notte con Parker e altri musicisti al Minton's Playhouse di Harlem. Tra il 1945 e il 1948 fa parte del quintetto di Parker, con Max Roach tra i compagni di palco.
Newport 1955 e il contratto con la Columbia
Nel 1955, a Newport, esegue «'Round Midnight» insieme a Thelonious Monk. Quell'esibizione, secondo la ricostruzione biografica consultata, gli apre la strada al contratto con la Columbia.
Le tre svolte che hanno cambiato il jazz
La pagina dell'evento riassume la figura di Davis con una formula chiara: avrebbe rimodellato il jazz tre volte. La prima negli anni Cinquanta, accanto a Gillespie e Parker, nella nascita del bebop; la seconda nel 1959 con Kind of Blue; la terza nel 1970 con la svolta elettrica di Bitches Brew. Il titolo del concerto, «L'arte del cambiamento», nasce da qui.
Birth of the Cool
Arrangiato da Gil Evans e costruito attorno a un nonetto, il gruppo suona al Royal Roost di New York nell'agosto del 1948. Le registrazioni per la Capitol vanno da gennaio 1949 ad aprile 1950; gli undici brani vengono raccolti in un album nel 1957, che dà il nome al cool jazz.
Il sodalizio con Gil Evans
Davis ed Evans lavorano insieme per una ventina d'anni. Tra i dischi più noti figurano Miles Ahead (1957), Porgy and Bess (1958) e Sketches of Spain; l'ultima collaborazione in studio è Quiet Nights.
I due quintetti
Il primo quintetto, formato nel 1955, vede insieme John Coltrane, Red Garland, Paul Chambers e Philly Joe Jones. Il secondo, attivo tra il 1964 e il 1968, mette accanto a Davis Wayne Shorter, Herbie Hancock, Ron Carter e Tony Williams; il primo disco in studio è E.S.P., del 1965.
Kind of Blue, il disco del 1959
Registrato in due sessioni negli studi Columbia della Trentesima Strada a New York, Kind of Blue esce il 17 agosto 1959. Le produzioni sono di Teo Macero e Irving Townsend.
Le sessioni del 2 marzo e del 22 aprile
Il 2 marzo vengono incise «So What», «Freddie Freeloader» e «Blue in Green»; il 22 aprile «Flamenco Sketches» e «All Blues». Non ci furono prove: Davis consegnò ai musicisti abbozzi melodici e istruzioni brevi su cui improvvisare. La leggenda secondo cui tutto sarebbe stato inciso alla prima ripresa è, secondo la fonte consultata, falsa: solo «Flamenco Sketches» fu registrata in una sola ripresa, pubblicata nel 1997 come extra, mentre l'album originale usa una seconda ripresa.
Chi suona
Accanto a Davis ci sono Julian «Cannonball» Adderley al sax contralto, John Coltrane al tenore, Bill Evans al pianoforte (Wynton Kelly solo in «Freddie Freeloader»), Paul Chambers al contrabbasso e Jimmy Cobb alla batteria.
Il modale, in parole semplici
Il disco è considerato uno dei primi esempi di jazz modale: invece di seguire rapide successioni di accordi, i solisti improvvisano su pochi modi, lasciando più respiro alla melodia. Coltrane svilupperà questo approccio negli anni Sessanta.
Numeri e riconoscimenti
La pagina dedicata al disco riporta circa quattro milioni di copie vendute e lo definisce l'album jazz più venduto di sempre. Ha ottenuto la Grammy Hall of Fame nel 1992 ed è stato scelto nel 2002 dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti per il National Recording Registry. Nella lista di Rolling Stone del 2020 occupa il trentunesimo posto.
Bitches Brew e la svolta elettrica
Il terzo cambiamento è elettrico. Bitches Brew viene registrato il 19, 20 e 21 agosto 1969 nello Studio B della Columbia, a New York, con un grande organico e un montaggio in studio affidato a Teo Macero. Esce ad aprile 1970 come doppio LP.
L'organico
Nel disco compaiono Wayne Shorter, Bennie Maupin, Joe Zawinul, Chick Corea, Larry Young, John McLaughlin, Dave Holland, Harvey Brooks, Lenny White, Jack DeJohnette, Don Alias e Juma Santos. Una sessione successiva, del 28 gennaio 1970, aggiunge Billy Cobham e Airto Moreira.
Copertina e vendite
La copertina è un dipinto di Mati Klarwein. Il disco supera le cinquecentomila copie, il che lo rende il primo disco d'oro di Davis, e vince il Grammy 1971 per la migliore interpretazione jazzistica strumentale.
Perché è considerato una frontiera
La fonte consultata lo descrive come un punto di svolta che avvicina il jazz al rock, in un clima in cui agiscono anche Sly Stone, Jimi Hendrix e James Brown. Per chi ascolta un quintetto acustico, è un promemoria utile: il concerto del 1 dicembre non sostituisce quelle sale di registrazione, ma ne rilegge lo spirito in forma di piccolo gruppo.
Miles Davis e l'Italia
Il rapporto di Davis con l'Italia ha avuto momenti precisi. Nel 1988 collabora con Zucchero Fornaciari al brano «Dune mosse», pubblicato soltanto nel 2004; nel 1989 è ospite di due concerti dell'«Oro, Incenso e Birra Tour» e registra un concerto di trentadue minuti per il programma RAI «D.O.C.», organizzato grazie a Renzo Arbore.
Roma, 23 luglio 1991
Gli ultimi concerti italiani sono datati 23 luglio 1991 allo Stadio Olimpico di Roma, con Pat Metheny in apertura, e 24 luglio a Castelfranco Veneto, in piazza Giorgione. A distanza di molti anni, la serata del 1 dicembre riporta il suo repertorio nella capitale in una sala molto diversa.
Gli ultimi anni
Nel 1986 Davis incide Tutu con Marcus Miller, che vince un Grammy nel 1987. Riceve il Grammy alla carriera nel 1990. Nel 1991 compare a Montreux in Miles e Quincy Live at Montreux, con Quincy Jones, riprendendo per la prima volta dopo circa trent'anni gli arrangiamenti di Gil Evans. L'ultimo disco in studio, Doo-bop, esce dopo la sua morte.
Una curiosità sull'Aula Magna della Sapienza
L'Aula Magna è nota per l'affresco di Mario Sironi, «L'Italia tra le Arti e le Scienze», che copre l'intera volta absidale. La curiosità riguarda la sua storia: l'opera del 1935 è stata modificata dopo la guerra, quando furono rimossi i simboli del regime e le figure vennero ridipinte.
Che cosa c'era in origine
Secondo la ricostruzione di un racconto sul sito Rome the Second Time, l'affresco originale comprendeva un arco trionfale, un'aquila, la data «XIV» e una figura a cavallo ritenuta il Duce. Le fonti non danno un'unica versione dei dettagli: l'articolo di Avvenire riferisce che la ridipintura post-bellica fu condotta da Carlo Siviero, che tolse i simboli e poi ritoccò le figure; il sito citato colloca l'intervento nei primi anni Cinquanta.
Le superfici e le dimensioni
Il racconto di Rome the Second Time parla di circa novanta metri quadrati. Non è un dato tratto da una fonte istituzionale e va letto come indicativo.
Una cosa che non ti dice nessuno sull'Aula Magna della Sapienza
Pochi sanno che la sala ha vissuto un lungo restauro dell'affresco: l'Università decise di intervenire con l'obiettivo di concluderlo nell'autunno del 2016, ma la scheda dell'ateneo sul ottantesimo anniversario dice che il dipinto è stato restaurato e presentato in occasione del convegno del novembre 2017.
Perché le date differiscono
Le fonti non concordano: Avvenire, in un articolo del 2015, indica come termine l'autunno del 2016; l'Università riferisce invece l'inaugurazione dell'opera restaurata nel novembre 2017, al convegno per gli ottant'anni della Città Universitaria. Il racconto di Rome the Second Time colloca l'avvio dei lavori al 1 luglio 2015.
Un restauro che parla del passato
Un seminario di studio del 1994, con l'Istituto centrale del restauro, aveva accertato che le parti censurate erano state coperte e non abrase. Questo dato rende ragione dell'impostazione del restauro: riavvicinare la pittura allo stato originale.
Il consiglio che ti do per visitare l'Aula Magna della Sapienza
Il mio consiglio è arrivare in anticipo, con calma, e dedicare il tempo prima del concerto all'ingresso della Città Universitaria. Il viale che parte da Piazzale Aldo Moro conduce al Rettorato e alla statua della Minerva; percorrerlo con la luce ancora viva dà il senso della composizione voluta dall'architetto.
L'ingresso giusto
La pagina di vendita indica come accesso la Città Universitaria, Palazzo del Rettorato. Il botteghino dell'Aula Magna apre un'ora prima dell'inizio e accetta contanti, carta di credito e Bancomat.
Prima del concerto: mostra e passeggiata
La mostra fotografica su Davis è aperta dalle 16:00 alle 23:00 del 1 dicembre. Chi ha tempo può combinarla con la passeggiata nel campus; chi preferisce una pausa a tavola trova a pochi passi i locali di San Lorenzo, quartiere che la Wikipedia definisce il principale quartiere universitario di Roma.
Vestirsi per dicembre
A dicembre la serata è fredda e il tragitto dal cancello alla sala si fa all'aperto: un cappotto adeguato rende più piacevole l'attesa.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che la Sapienza nasce nel 1303, per volontà di Bonifacio VIII. Meno citato è che per secoli la sede fu un'altra, il Palazzo della Sapienza nel rione Sant'Eustachio, con la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza di Borromini, e che la Città Universitaria del 1935 è dunque una collocazione relativamente recente nella storia dell'ateneo.
La bolla del 1303
La fondazione dello Studium Urbis avviene con la bolla «In supremae praeminentia dignitatis». Le fonti non concordano sulla data: una indica il 20 aprile 1303, un'altra il 23 aprile 1303.
Dal Collegio Romano alla Città Universitaria
Tra il 1811 e il 1815, sotto il dominio francese, l'università si trasferì nel Palazzo del Collegio Romano. Il primo rettore dell'università del Regno d'Italia, Clito Carlucci, fu nominato il 3 ottobre 1870.
La foto giusta da fare all'Aula Magna della Sapienza
La foto migliore è quella della prospettiva. Dal fondo del viale, dove la statua della Minerva sorge dentro una vasca d'acqua, si inquadra il Rettorato alle spalle della dea, con l'asse monumentale che chiude la scena. Turismo Roma descrive la grande piazza davanti all'edificio come proporzionata sul modello del Circo Agonale di Piazza Navona.
La Minerva di Arturo Martini
La statua è un bronzo di Arturo Martini, che la chiamava Atena. È uno dei simboli dell'ateneo e il punto verso cui converge la prospettiva d'ingresso.
Una regola per l'interno
Per la sala vale la regola del buon senso: la pagina ufficiale non dice nulla sulle fotografie durante il concerto, quindi conviene attenersi alle indicazioni date in sala.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
Il Palazzo del Rettorato e la sua Aula Magna sono stati costruiti tra il 1933 e il 1935 su progetto di Marcello Piacentini. Da allora la sala ha ospitato cerimonie accademiche, convegni e, con la IUC, concerti.
L'inaugurazione del 1935
La Città Universitaria viene inaugurata alla presenza di Vittorio Emanuele III. Le fonti non concordano sulla data: Wikipedia indica il 31 marzo 1935, la scheda dell'ateneo per l'anniversario indica il 31 ottobre 1935.
Il restauro e il convegno del 2017
Dal 23 al 25 novembre 2017 si tiene un convegno internazionale con circa 180 relatori per gli ottant'anni della Città Universitaria. Dal 23 novembre 2017 al 26 gennaio 2018 è aperta nella galleria d'ingresso del Rettorato la mostra «La nuova Città universitaria di Roma», con materiale d'archivio inedito.
1994 e 1985: due tappe sul dipinto
Nel 1985, nel cinquantenario dell'edificio, Simonetta Lux ed Ester Coen denunciarono l'inautenticità dell'immagine; nel 1994 il seminario con l'Istituto centrale del restauro si svolse proprio in Aula Magna.
Il quartiere e il 19 luglio 1943
A due passi dalla Città Universitaria si trova San Lorenzo, colpito il 19 luglio 1943 dal primo bombardamento alleato su Roma: la pagina dedicata al quartiere parla di circa 3.000 morti e circa 11.000 feriti, con 662 bombardieri e circa 4.000 bombe. Fu anche il giorno in cui papa Pio XII visitò di persona i quartieri danneggiati.
Chi è passato dall'Aula Magna della Sapienza
L'Aula Magna è il palcoscenico della stagione IUC, e nelle prime settimane della stagione 2026-2027 il calendario riporta nomi come Alexandra Dovgan, Antonio Ballista, Luca Pincini e Lonquich. Un commentatore di un blog di viaggio racconta di un concerto di Beethoven nel 2011: una testimonianza personale, non una fonte ufficiale.
Gli architetti e gli artisti del campus
Nel progetto Piacentini coinvolse architetti come Arnaldo Foschini, Giuseppe Pagano, Pietro Aschieri, Gio Ponti, Giovanni Michelucci, Gaetano Rapisardi e Giuseppe Capponi. Per le arti figurative sono documentati Mario Sironi con l'affresco dell'Aula Magna e Arturo Martini con la Minerva.
La IUC e la Sapienza
Una scheda della Regione Lazio dice che la IUC è legata alla Sapienza «fin dal 1946»: è la data del legame, non necessariamente della fondazione, e l'anno di nascita dell'istituzione non è riportato nelle fonti consultate.
Il centenario di Davis
Tra gli ospiti storici della sala le pagine consultate non citano Davis. La serata del 1 dicembre lo ricorda attraverso il quintetto di Giraldi.
La Città Universitaria in pochi passi
Voluta da Mussolini perché la capitale avesse anche un polo universitario, la Città Universitaria è considerata il maggiore cantiere promosso dal regime fino a quel momento. Più di quaranta edifici, secondo Turismo Roma, uniscono architettura razionalista e monumentalità accademica.
I palazzi dei maestri
L'Istituto di Fisica è di Giuseppe Pagano, quello di Chimica di Pietro Aschieri, quello di Matematica di Gio Ponti. Il Rettorato, con la Biblioteca Alessandrina e l'Aula Magna, è di Piacentini.
La chiesa della Divina Sapienza
La cappella della Divina Sapienza, realizzata tra il 1947 e il 1952 su progetto di Piacentini, è gestita dai Gesuiti. La scheda dell'ateneo parla di una cappella costruita tra il 1948 e il 1950 come dono di Pio XII: i dati non coincidono.
Cosa vedere nei dintorni
La Città Universitaria confina con San Lorenzo e con il Policlinico Umberto I. A poca distanza si trovano luoghi diversi tra loro, utili per costruire una serata attorno al concerto.
San Lorenzo e la basilica
La Basilica di San Lorenzo fuori le mura, nel piazzale del Verano, risale al quarto secolo ed è stata costruita da Costantino sul sepolcro del martire Lorenzo. Accanto sorge il cimitero del Verano.
Il Pigneto
Per chi cerca un'alternativa per la cena, la scheda sul Pigneto raccoglie indirizzi e informazioni sul quartiere.
I luoghi del jazz a Roma
La Casa del Jazz sorge in una villa costruita tra il 1936 e il 1939, confiscata alla criminalità nel 1996 e aperta al pubblico nell'aprile 2005; il suo auditorium ha 150 posti. Per il calendario più ampio della città si veda il Roma Jazz Festival 2026.
Biglietti e prezzi
I biglietti si acquistano online tramite il circuito indicato dalla IUC, presso gli uffici della IUC in Lungotevere Flaminio 50 e al botteghino dell'Aula Magna un'ora prima dell'inizio.
Il prezzo del concerto
Per questo concerto il prezzo non è pubblicato nella pagina dell'evento. Il listino generale della stagione, riportato sul sito della IUC, indica 26 euro per il primo settore, 21 per il secondo e 15 per il terzo, con una prevendita del 10 per cento; il biglietto per gli under 30 costa 8 euro, 5 per gli under 18. Non è dichiarato se questi importi valgano anche per il concerto fuori abbonamento.
Riduzioni e carte
Il sito prevede riduzioni per abbonati, enti convenzionati, giovani e famiglie; le riduzioni non sono cumulabili. Si accetta anche la Carta del Docente.
Contatti
Gli uffici rispondono al numero 06 3610051 e all'indirizzo di posta indicato sul sito; l'ufficio di Lungotevere Flaminio è aperto lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 17.
Informazioni pratiche
Una sintesi per organizzare la serata, con i soli dati confermati dalle pagine ufficiali.
Come arrivare
Il calcolatore percorsi di ATAC è lo strumento giusto per scegliere linee e fermate aggiornate. La pagina di vendita segnala un parcheggio all'interno della Città Universitaria; la disponibilità la sera dell'evento va verificata.
Accessibilità
Turismo Roma rimanda alla sezione «Roma accessibile» del sito dell'ateneo per le informazioni sull'accessibilità; per l'Aula Magna il dato specifico non è pubblicato nelle pagine consultate.
Durata
L'orario indicato va dalle 20:30 alle 22:30; non è specificata la presenza di un intervallo.
Come ascoltare un omaggio a Davis
Un concerto dedicato a Davis non si misura sulla fedeltà alle incisioni. Le fonti sulle sue registrazioni insistono su un dato: i dischi più celebri nascono con pochissima preparazione e molta improvvisazione, e il suo percorso è una sequenza di cambi di direzione. Un omaggio riuscito, dunque, è quello che mantiene la stessa libertà.
Il silenzio come materia
Nel 1959 Davis consegnò ai musicisti abbozzi melodici e brevi istruzioni, senza prove. Chi ascolta il quintetto del 1 dicembre può provare a cogliere proprio questo: quanto spazio il gruppo lascia tra una frase e l'altra.
Gli standard del primo periodo
L'organizzatore indica che il percorso parte dalle riletture degli standard del primo periodo. Quali brani siano in scaletta il dato non è pubblicato.
I materiali degli ultimi dischi
All'altro estremo del percorso ci sono i materiali sperimentali delle ultime incisioni. Tra le ultime registrazioni, la fonte consultata ricorda Doo-bop, uscito dopo la morte di Davis e orientato verso l'acid jazz.
Il peso del 1959 su altri musicisti
La pagina su Kind of Blue ricorda che Duane Allman riconosceva in Davis e Coltrane la fonte dei suoi assoli e che il tastierista dei Pink Floyd Richard Wright citò le sue progressioni di accordi per «Breathe». Quincy Jones dice di ascoltare l'album ogni giorno. Sono testimonianze riportate dalla pagina, non verificate altrove.
La Sapienza in numeri e date
Intorno all'Aula Magna c'è un'università enorme, e le cifre variano a seconda della fonte e dell'anno.
Gli studenti
La voce enciclopedica consultata riporta 101.798 studenti al 3 maggio 2016 e 19.631 unità di personale, mentre l'introduzione della stessa voce parla di 129.500 studenti nel 2010. Le fonti non concordano e le due cifre non sono riconciliate nella pagina. La scheda dell'ateneo per l'anniversario ricorda che gli iscritti erano circa 3.000 nel 1909, circa 12.000 nel 1935 e 192.000 nel 1993-94.
L'estensione del campus
La stessa voce indica per la Città Universitaria circa 439.000 metri quadrati, mentre la pagina su San Lorenzo parla di circa 20 ettari: misure diverse, riferite probabilmente a perimetri diversi.
Il campus dopo il 1935
Il campus si rivelò presto troppo piccolo: gli edifici di Giurisprudenza, Lettere e Filosofia e Fisica vennero sopraelevati negli anni Cinquanta e Sessanta. Un complesso universitario in via del Castro Laurenziano fu realizzato tra il 1961 e il 1968 da Gaetano Minnucci e Giuseppe Cigni.
Gli altri luoghi della Sapienza
La Sapienza gestisce un sistema di musei universitari: la pagina dell'ateneo ne elenca circa due dozzine, tra cui quelli di Mineralogia, Chimica, Fisica, Zoologia, Arte classica e Storia della medicina, oltre a un orto botanico.
L'Orto botanico
L'Orto botanico di Roma è citato tra le sedi delle attività culturali dell'ateneo.
Altre sedi culturali
Tra le sedi culturali dell'ateneo, nelle nostre schede compaiono anche la Gipsoteca e il MLAC; verificare orari e aperture prima della visita.
Domande frequenti su Miles Davis 100
Quando si tiene il concerto Miles Davis 100 a Roma?
Martedì 1 dicembre 2026 alle 20:30, nell'Aula Magna del Rettorato della Sapienza, in Piazzale Aldo Moro 5. La pagina dell'organizzatore indica come orario complessivo la fascia tra le 20:30 e le 22:30 e precisa che si tratta di un concerto fuori abbonamento della stagione IUC.
Chi suona nel quintetto?
Alberto Giraldi al pianoforte, che guida il gruppo e firma gli arrangiamenti, Marco Siniscalco al contrabbasso, Francesco Fratini alla tromba, Filiberto Palermini al sax contralto e Valerio Vantaggio alla batteria. Il programma dettagliato dei brani non è pubblicato: si sa solo che il percorso copre tutta la carriera di Davis.
Quanto costano i biglietti?
Il prezzo del concerto non è pubblicato nella pagina dell'evento. Il listino generale della stagione IUC indica 26, 21 e 15 euro per i tre settori e 8 euro per gli under 30, ma non è precisato se valga anche per questo appuntamento. Conviene controllare la pagina di vendita.
Dove si comprano i biglietti?
Online sul circuito indicato dall'IUC, presso gli uffici in Lungotevere Flaminio 50, per telefono al numero 06 3610051 e, un'ora prima dell'inizio, al botteghino dell'Aula Magna. La pagina di vendita ufficiale mostra la data e l'orario del concerto.
C'è una mostra collegata?
Sì: nel giorno del concerto, dalle 16:00 alle 23:00, è aperta alla Sapienza una mostra fotografica monografica su Miles Davis. La pagina dell'evento non precisa la sede interna della mostra né se serva un biglietto; il dato non è pubblicato.
Come si arriva all'Aula Magna?
L'ingresso è dalla Città Universitaria, Palazzo del Rettorato, in Piazzale Aldo Moro 5. Per le linee ATAC e le fermate aggiornate si usa il calcolatore percorsi dell'azienda. All'interno del campus la pagina di vendita segnala un parcheggio disponibile.
Perché si celebra il centenario?
Miles Davis è nato il 26 maggio 1926: il 2026 è l'anno del centenario. Il concerto, sostenuto dal Ministero della Cultura nei «Progetti speciali musica 2026», lo ricorda con un percorso attraverso le tre svolte del suo linguaggio: bebop, jazz modale e fusione elettrica.
Il consiglio finale su Miles Davis 100
Arrivare presto, vedere la mostra fotografica, camminare lungo il viale della Città Universitaria fino alla Minerva e poi entrare in sala con il tempo di guardare l'affresco di Sironi sul fondo: la serata ne guadagna. Poi ascoltare il quintetto in un repertorio che va da Kind of Blue a Bitches Brew, senza aspettarsi una copia dei dischi: il titolo, «L'arte del cambiamento», promette proprio il contrario.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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