Il Museo si trasforma (cantieri URBS) al Museo Nazionale Romano — dal 18 febbraio al 16 dicembre 2026
Il Museo si trasforma è il ciclo di conferenze con cui il Museo Nazionale Romano racconta al pubblico i cantieri del programma URBS. Dalla città alla campagna romana: nove incontri dal 18 febbraio al 16 dicembre 2026, sempre di mercoledì alle 17, coordinati da Federica Rinaldi e Saveria Petillo. Restano in calendario tre appuntamenti: mercoledì 21 ottobre e mercoledì 18 novembre alle Terme di Diocleziano, in via Enrico de Nicola 78, raggiungibili dalla stazione Termini, e mercoledì 16 dicembre a Palazzo Altemps, in via di Sant'Apollinare 8, vicino a piazza Navona. L'ingresso è libero nel limite dei posti disponibili, con prenotazione obbligatoria sul link di prenotazione indicato dal sito ufficiale del Museo Nazionale Romano. Gli interventi sono affidati ai gruppi di lavoro coordinati dai responsabili dei progetti e dai direttori dei lavori, con i progettisti e le imprese coinvolte. Le conferenze già svolte si possono rivedere sul canale video ufficiale del Museo.
Il Museo si trasforma in breve: date, sedi, ingresso
Tre incontri ancora in programma, alle 17: il 21 ottobre e il 18 novembre 2026 alle Terme di Diocleziano, il 16 dicembre 2026 a Palazzo Altemps, con ingresso libero su prenotazione.
L'orario
Tutte le conferenze cominciano alle 17. È un orario pensato per chi esce dal lavoro nel primo pomeriggio e per chi visita il museo nella stessa giornata: si può entrare al mattino, vedere le collezioni e tornare nel pomeriggio per l'incontro.
Il giorno
Il ciclo si svolge di mercoledì, una volta al mese, e tutte le date del 2026 cadono nel terzo mercoledì del mese. La regolarità aiuta: chi segue il ciclo sa quando il museo apre le porte dei suoi cantieri.
L'ingresso
L'ingresso è libero nel limite dei posti disponibili, con prenotazione al link indicato dal Museo Nazionale Romano sulla pagina ufficiale dell'iniziativa. Gratuito non vuol dire senza regole: senza prenotazione il posto non è garantito.
Chi organizza
Il ciclo è promosso dal Museo Nazionale Romano ed è coordinato da Federica Rinaldi e Saveria Petillo. Parlano i gruppi di lavoro dei singoli cantieri: responsabili dei progetti, direttori dei lavori, progettisti, imprese.
Per chi non può esserci
Le prime quattro conferenze della Crypta Balbi, da febbraio a maggio, sono state pubblicate sul canale video del Museo e si possono rivedere. È un servizio prezioso per chi vive fuori Roma o arriva tardi al ciclo.
Il programma completo del Museo si trasforma 2026
Il ciclo Il Museo si trasforma si articola in tre blocchi, uno per ogni sede: cinque incontri alla Crypta Balbi da febbraio a giugno, tre alle Terme di Diocleziano da settembre a novembre, uno a Palazzo Altemps a dicembre.
Crypta Balbi, da febbraio a giugno
Il primo blocco si è svolto nella sede di Santa Caterina dei Funari, in via dei Funari. Il 18 febbraio si è parlato del chiostro rinascimentale; il 18 marzo dei nuovi dati dallo scavo archeologico e delle prospettive di valorizzazione; il 15 aprile del nuovo museo, presentato come una sfida tra tutela, conservazione e valorizzazione; il 20 maggio degli spazi di condivisione, con archivi e biblioteche, e il 17 giugno della seconda parte dello stesso tema, con laboratori e centro studi.
Terme di Diocleziano, da settembre a novembre
Dopo la pausa estiva il ciclo è ripreso il 16 settembre alle Terme di Diocleziano con Roma prima di Roma: il nuovo Museo. Il 21 ottobre il tema sono le aule, con i restauri e gli allestimenti in corso; il 18 novembre il nuovo ingresso e i nuovi percorsi di fruizione.
Palazzo Altemps, a dicembre
Il ciclo si chiude il 16 dicembre a Palazzo Altemps con il restauro di una delle sale del museo e la riqualificazione degli ambienti di accesso, come indica il programma ufficiale.
La lettura della redazione
Il programma ha una logica chiara: partire dal cantiere più radicale, la Crypta Balbi, passare alla sede più grande, le Terme, e chiudere con la più raffinata, Altemps. Di tutte, le due serate di ottobre e novembre alle Terme sono quelle che consiglio a chi vuole capire come cambierà il Museo Nazionale Romano nei prossimi anni.
Il programma URBS: dalla città alla campagna romana
URBS. Dalla città alla campagna romana è il grande progetto di lavori al centro del ciclo, finanziato, secondo la presentazione del Ministero della Cultura, dai fondi del Piano Nazionale Complementare al PNRR.
Un museo in cantiere
Il Museo Nazionale Romano ha scelto di non chiudere le porte durante i lavori, ma di raccontarli. Il ciclo nasce proprio per questo: mostrare al pubblico gli interventi in corso e il loro stato di avanzamento mentre avvengono, e non a cose fatte.
Chi parla
La scelta dei relatori è la vera novità. Non si tratta di conferenze di storici dell'arte sulle collezioni, ma di incontri con chi materialmente trasforma gli edifici: responsabili dei progetti, direttori dei lavori, progettisti e imprese. È raro ascoltare in un museo statale un'impresa che spiega come ha lavorato.
Perché interessa anche ai non specialisti
Un cantiere di restauro dentro le Terme di Diocleziano o a Palazzo Altemps non è un tema tecnico e basta. Decide come vedremo le opere, da dove entreremo, quanto tempo resteremo nelle sale. Chi visita spesso i musei romani ha interesse a sapere come cambieranno.
Il titolo
Il sottotitolo del programma, dalla città alla campagna romana, dice l'ambizione: non un singolo edificio, ma un sistema di luoghi. Il ciclo di conferenze ne mostra la parte che riguarda le sedi del Museo Nazionale Romano.
Una curiosità su Il Museo si trasforma (cantieri URBS) al Museo Nazionale Romano — dal 18 febbraio al 16 dicembre 2026
La curiosità è che il Museo Nazionale Romano racconta la propria trasformazione proprio in un momento in cui la sua storia è fatta di trasformazioni continue. Il museo fu istituito con la legge del 7 marzo 1889 e aveva sede nelle Terme di Diocleziano e nel monastero della basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Negli anni Novanta fu profondamente riprogettato e diviso in quattro sedi: le Terme, Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e la Crypta Balbi.
Il ciclo del 2026 tocca tre di queste quattro sedi. Palazzo Massimo è l'unica sede che non compare nel programma delle conferenze: il racconto, questa volta, riguarda le altre tre.
Una seconda curiosità riguarda i titoli delle conferenze. Roma prima di Roma, l'incontro del 16 settembre alle Terme, è dedicato al nuovo museo: le Terme ospitano, secondo la voce enciclopedica sul Museo Nazionale Romano, le sezioni di epigrafia e di protostoria. Il racconto della città prima della città, dunque, avrà una nuova casa proprio dentro le terme dell'imperatore che la governò al tramonto dell'impero.
E infine la scelta di chiudere a Palazzo Altemps parlando di ingressi: dopo mesi di aule, chiostri e scavi, l'ultima parola del ciclo è su come si entra in un museo.
Le Terme di Diocleziano, sede delle conferenze di ottobre e novembre
Le Terme di Diocleziano, in via Enrico de Nicola 78, furono le più grandi terme della Roma antica: iniziate nel 298 dall'imperatore Massimiano, furono aperte nel 306, poco dopo l'abdicazione di Diocleziano e dello stesso Massimiano.
Le dimensioni
Il complesso si estendeva in un recinto di 380 per 365 metri, su quasi quattordici ettari, e poteva accogliere fino a tremila persone contemporaneamente. Ancora nel V secolo Olimpiodoro di Tebe scriveva che contavano 2400 vasche. Il blocco centrale misurava 250 per 180 metri.
L'esedra e la piazza
Per capire le dimensioni basta guardare piazza della Repubblica: il colonnato semicircolare costruito alla fine dell'Ottocento da Gaetano Koch ricalca esattamente l'emiciclo dell'esedra delle terme. Il nome popolare, piazza Esedra, è ancora in uso.
Termini
Le terme erano alimentate da un ramo dell'Acqua Marcia che portava l'acqua in una grande cisterna, la botte di Termini, lunga più di novanta metri. Fu distrutta nel 1876 per costruire la stazione, che prese il nome proprio dalle terme.
La basilica di Michelangelo
Nel 1561 papa Pio IV incaricò Michelangelo di trasformare in chiesa una parte delle terme e di progettare il convento dei Certosini: nacque la basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, poi profondamente modificata da Luigi Vanvitelli nel 1749. Il convento, espropriato dopo il 1870, divenne nel 1889 la prima sede del Museo Nazionale Romano.
Granai e olearie
Per il Giubileo del 1575 Gregorio XIII trasformò l'Aula ottagona e altre grandi aule in magazzini del grano. Nel 1763 Clemente XIII fece scavare sotto quei magazzini dieci pozzi per l'olio, ciascuno capace fino a 44.000 litri. Nel 2000 questi ambienti sono stati convertiti in sede espositiva.
Una cosa che non ti dice nessuno su Il Museo si trasforma (cantieri URBS) al Museo Nazionale Romano — dal 18 febbraio al 16 dicembre 2026
Quello che nessuno dice è che una conferenza sul cantiere è il modo migliore per vedere un museo che cambia prima che cambi. Chi tornerà alle Terme di Diocleziano fra qualche anno troverà un nuovo ingresso e nuovi percorsi, ed è esattamente il tema dell'incontro del 18 novembre. Ascoltarlo adesso significa poter confrontare, domani, il progetto con il risultato.
Seconda cosa: il pubblico di questi incontri non è fatto solo di archeologi. Le conferenze sono aperte a tutti, gratuite su prenotazione, e il linguaggio di chi dirige un cantiere è spesso più concreto di quello di un saggio accademico. Si parla di muri, di impianti, di tempi, di scelte. Per chi non ha mai sentito raccontare un restauro dall'interno è una scoperta.
Terzo: la prenotazione. Le sale delle Terme sono ampie ma non infinite, e la formula a ingresso libero con prenotazione attira un pubblico fedele. Chi decide all'ultimo momento rischia di non trovare posto.
Quarto: il ciclo è pensato come un percorso. Rivedere prima le conferenze della Crypta Balbi pubblicate sul canale video del Museo aiuta a capire il metodo, e rende più chiari gli incontri dell'autunno.
Palazzo Altemps, sede dell'ultima conferenza
Palazzo Altemps, in via di Sant'Apollinare 8, a poche decine di metri da piazza Navona, è dal 1982 patrimonio dello Stato e dal 1997 sede del Museo Nazionale Romano dedicata alla storia del collezionismo.
Da Riario ad Altemps
Il palazzo nacque nel Quattrocento per Girolamo Riario, nipote di Sisto IV, su disegno attribuito a Melozzo da Forlì. Nel 1511 passò al cardinale Francesco Soderini, che lo ampliò con Antonio da Sangallo il Vecchio e Baldassarre Peruzzi. Nel 1568 lo acquistò il cardinale Marco Sittico Altemps, nipote di Pio IV, che vi raccolse la prima collezione di sculture antiche.
Il teatro e l'Arcadia
A Giovanni Angelo Altemps si deve il primo teatro del palazzo. Nel 1690 qui venne fondata l'Accademia dell'Arcadia. Nel Settecento il palazzo fu affittato come sede diplomatica francese dal cardinale Melchior de Polignac: vi recitò Metastasio e vi suonò anche Mozart, durante il suo soggiorno romano.
Le opere
Altemps ospita le sculture delle collezioni Boncompagni Ludovisi, Mattei, Altemps e Del Drago. Fra le opere più note ci sono il Galata suicida, il Trono Ludovisi, il Sarcofago Ludovisi, l'Acrolito Ludovisi, l'Era e l'Ares Ludovisi.
Il cantiere di dicembre
L'ultimo incontro del ciclo, il 16 dicembre, riguarda una sala del palazzo e la riqualificazione degli ambienti di accesso al museo, secondo il titolo pubblicato dal Museo Nazionale Romano. Chi conosce Altemps sa quanto l'ingresso condizioni la visita: è un tema meno appariscente di un grande restauro, ma decisivo.
La Crypta Balbi, sede della prima parte del ciclo
La Crypta Balbi è la sede del Museo Nazionale Romano dedicata all'archeologia urbana, costruita sul cortile porticato del teatro fatto erigere da Lucio Cornelio Balbo nel 13 avanti Cristo.
Un isolato intero
Il complesso, acquistato dallo Stato nel 1981, occupa un intero isolato fra via delle Botteghe Oscure, via dei Polacchi, via dei Delfini e via Caetani, con le chiese di Santa Caterina dei Funari e di San Stanislao dei Polacchi. Il museo è stato inaugurato nel 2001.
Un museo della città
La particolarità della Crypta Balbi è raccontare l'evoluzione di un pezzo di città lungo i secoli, dall'età romana al medioevo, con attenzione alle attività artigianali fra il VII e il X secolo, i secoli che si dicono oscuri. Per me è uno dei musei più intelligenti di Roma.
Il cantiere più profondo
Le cinque conferenze della prima parte del ciclo, dal chiostro rinascimentale al nuovo museo, fino agli archivi, alle biblioteche, ai laboratori e al centro studi, mostrano che alla Crypta Balbi la trasformazione è la più radicale di tutto il programma.
Il consiglio che ti do per visitare Il Museo si trasforma (cantieri URBS) al Museo Nazionale Romano — dal 18 febbraio al 16 dicembre 2026
Il consiglio è di trasformare la conferenza in una mezza giornata di museo. Prenotate l'incontro del 21 ottobre o del 18 novembre, arrivate alle Terme di Diocleziano nel primo pomeriggio e visitate prima le sale aperte, il chiostro e le aule. Alle 17, quando la conferenza comincia, saprete già di quali spazi si parla, e ogni parola del direttore dei lavori avrà un'immagine precisa.
Secondo consiglio: rivedete almeno una delle conferenze già pubblicate. Quella del 15 aprile sul nuovo museo della Crypta Balbi, per esempio, spiega il metodo del ciclo meglio di qualsiasi presentazione.
Terzo: se potete, seguite i due incontri alle Terme in sequenza. Il 21 ottobre si parla delle aule, dei restauri e degli allestimenti; il 18 novembre del nuovo ingresso e dei percorsi. Insieme raccontano come sarà il museo dall'entrata all'ultima sala.
Infine, il 16 dicembre a Palazzo Altemps: una conferenza alle 17 in pieno dicembre, vicino a piazza Navona, si chiude in una sera di festa nel centro storico. È un buon modo per finire l'anno con un museo.
Il Museo Nazionale Romano: storia di un museo in quattro sedi
Il Museo Nazionale Romano è un museo statale del Ministero della Cultura, dal 2016 dotato di autonomia speciale, che raccoglie collezioni sulla storia e la cultura di Roma antica distribuite in quattro sedi.
La nascita
Istituito con legge del 7 marzo 1889, il museo doveva raccogliere le antichità della città, datate fra il V secolo avanti Cristo e il III dopo Cristo. Vi confluirono raccolte precedenti, come il Museo Kircheriano e il primo Antiquarium del Palatino, e i reperti che emergevano dalle trasformazioni urbanistiche della nuova capitale.
Il Novecento
Un primo grande ampliamento arrivò con l'Esposizione nazionale del 1911 e l'acquisizione del nucleo principale della collezione Ludovisi. L'allestimento storico fu completato negli anni Trenta.
Le quattro sedi
La legge speciale per le antichità di Roma del 1981 permise di acquisire Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e la Crypta Balbi. Negli anni Novanta le opere furono divise fra le sedi: le Terme con epigrafia, protostoria e grandi monumenti, Palazzo Massimo con l'arte antica e la collezione numismatica, Altemps con il collezionismo rinascimentale, la Crypta Balbi con la città tardoantica e altomedievale.
L'arte salvata
Dal giugno 2022 nell'Aula ottagona delle Terme ha sede il Museo dell'arte salvata, dove sono esposti a rotazione reperti scavati o esportati illegalmente e poi recuperati dallo Stato.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che la stazione Termini si chiama così per le terme. Meno spesso si ricorda il passaggio preciso: la grande cisterna delle Terme di Diocleziano, la botte di Termini, lunga più di novanta metri, fu distrutta nel 1876 proprio per fare spazio alla stazione. La città moderna, arrivando, ha cancellato il serbatoio che ne portava il nome, ma il nome è rimasto.
Un secondo fatto risaputo e poco citato riguarda la basilica di Santa Maria degli Angeli. Si sa che è di Michelangelo; si dimentica che la dedica ai martiri nacque da una credenza, oggi smentita, secondo cui le terme erano state costruite da cristiani ridotti in schiavitù. Diocleziano era stato comunque l'imperatore dell'ultima grande persecuzione del 303, e la dedica si caricò di quel ricordo.
Il terzo riguarda i danni. Le terme non furono distrutte dai barbari, ma soprattutto dai romani: fra il 1586 e il 1589 Sisto V, per costruire la sua villa sull'Esquilino, demolì anche con l'esplosivo resti della zona del calidarium per circa 100.000 metri cubi di materiale. Il cantiere di oggi, con i suoi restauri e i suoi nuovi percorsi, lavora anche su quelle ferite.
Come arrivare alle sedi del Museo si trasforma
Le Terme di Diocleziano, in via Enrico de Nicola 78, sono raggiungibili dalla stazione Termini; Palazzo Altemps, in via di Sant'Apollinare 8, si trova a poche decine di metri da piazza Navona.
Alle Terme di Diocleziano
Le Terme sono raggiungibili dalla stazione Termini, che del resto prende il nome proprio da loro. Chi arriva a Roma in treno per la conferenza può andarci a piedi. Per metro, bus e tram conviene controllare il percorso sul calcolatore di ATAC nel giorno dell'incontro.
A Palazzo Altemps
Palazzo Altemps è nel rione Ponte, nel centro storico, a ridosso di piazza Navona. Per le linee di superficie aggiornate conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC nel giorno della conferenza.
Alla Crypta Balbi
La sede di Santa Caterina dei Funari, in via dei Funari, ha ospitato la prima parte del ciclo. Il complesso della Crypta Balbi occupa l'isolato affacciato su via delle Botteghe Oscure.
In auto
Tutte le sedi sono in zone a traffico limitato o in aree con parcheggio difficile. Per una conferenza delle 17 di un mercoledì i mezzi pubblici sono l'unica scelta ragionevole.
La foto giusta da fare a Il Museo si trasforma (cantieri URBS) al Museo Nazionale Romano — dal 18 febbraio al 16 dicembre 2026
La foto giusta, per un ciclo che si chiama Il Museo si trasforma, è quella del cantiere. L'immagine ufficiale del ciclo diffusa dal Museo lo dice chiaramente: muri antichi, ponteggi, un casco da cantiere e una matita disegnati nel titolo. Durante le conferenze le sale e i lavori vengono mostrati: prima di fotografare, chiedete al personale cosa sia consentito.
Alle Terme di Diocleziano la foto classica è il chiostro di Michelangelo, con le sculture e i reperti disposti nei portici. Ma quella che consiglio è un'altra: le grandi aule termali con i segni del restauro in corso. Fra qualche anno saranno diverse, e la foto diventerà un documento.
Fuori, la foto da fare è piazza della Repubblica vista dall'esedra: i palazzi di Gaetano Koch che ricalcano il perimetro antico mostrano in un'immagine sola quanto erano grandi le terme.
A Palazzo Altemps, il 16 dicembre, il cortile interno è il soggetto più bello. E, se il cantiere lo permette, gli ambienti di accesso di cui si parlerà nella conferenza.
Intorno alle Terme di Diocleziano: cosa vedere
Le Terme di Diocleziano sono al centro di un quartiere ricco di monumenti, fra piazza della Repubblica, la stazione Termini e l'Esquilino.
Palazzo Massimo
Nella stessa zona si trova Palazzo Massimo alle Terme, la sede del Museo Nazionale Romano con l'arte antica: gli affreschi della villa di Livia a Prima Porta, il salone delle sculture, il medagliere. È la visita da abbinare a una conferenza alle Terme.
Santa Maria degli Angeli
La basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri occupa l'aula centrale delle terme: l'aspetto antico dell'interno si è conservato in gran parte, con le volte a crociera sorrette da otto colonne monolitiche di granito.
La Biblioteca Nazionale
Fra i luoghi dei dintorni delle Terme c'è anche la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, un punto di riferimento per chi studia.
L'Aula ottagona
L'Aula ottagona, ex granaio papale, ospita il Museo dell'arte salvata: una visita breve che si incastra bene prima delle 17.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia delle Terme di Diocleziano comincia nell'autunno del 298, quando Massimiano, tornato dall'Africa, avviò il cantiere. Per costruire le terme fu smantellato un intero quartiere, con case ed edifici privati acquistati regolarmente. L'iscrizione dedicatoria, oggi ricomposta in otto frammenti nell'aula d'ingresso del museo, permette di datare l'apertura fra il 1° maggio 305, quando Diocleziano e Massimiano abdicarono, e il 25 luglio 306, morte di Costanzo Cloro.
Le terme restarono in uso fino al 537, quando i Goti di Vitige tagliarono gli acquedotti. Seguirono secoli di abbandono e spoliazioni. Nel 1561 Pio IV affidò a Michelangelo la trasformazione del frigidarium in chiesa e la costruzione del convento dei Certosini; nel 1575 Gregorio XIII ne fece i granai del Giubileo; nel 1749 Vanvitelli ruotò di novanta gradi l'orientamento della basilica; nel 1763 Clemente XIII vi scavò le olearie.
Dopo il 1870 il convento fu espropriato, e nel 1889 divenne la prima sede del Museo Nazionale Romano. Nel 1911 l'Esposizione nazionale portò un grande ampliamento; negli anni Novanta il museo fu diviso fra quattro sedi; nel 2000 le aule dell'annona papale diventarono spazi espositivi; nel 2016 arrivò l'autonomia speciale; nel 2022 l'Aula ottagona accolse il Museo dell'arte salvata.
Il 2026 è l'anno del cantiere URBS e del ciclo Il Museo si trasforma, che il 16 settembre è tornato alle Terme dopo la pausa estiva.
Chi è passato da Il Museo si trasforma (cantieri URBS) al Museo Nazionale Romano — dal 18 febbraio al 16 dicembre 2026
Dalle Terme di Diocleziano sono passati, prima di tutto, gli imperatori che le vollero: Diocleziano e Massimiano, i cui nomi sono nell'iscrizione dedicatoria. Poi migliaia di romani: fino a tremila persone contemporaneamente, secondo le stime sulle dimensioni del complesso.
Nel Cinquecento vi lavorò Michelangelo, chiamato da Pio IV a trasformare le terme in basilica e convento. Andrea Palladio, affascinato dalle rovine, le disegnò interamente. Nel Settecento arrivò Luigi Vanvitelli, e in quegli stessi spazi passarono i papi dell'annona, Gregorio XIII e Clemente XIII.
A Palazzo Altemps, sede dell'ultima conferenza, passarono i Riario e Caterina Sforza, per il cui matrimonio il palazzo fu pensato, i cardinali Soderini e Altemps, gli accademici dell'Arcadia fondata nel 1690, e secondo le cronache Metastasio e Mozart.
Nel 2026 passano i relatori del ciclo: Federica Rinaldi e Saveria Petillo, che lo coordinano, e i responsabili dei progetti, i direttori dei lavori, i progettisti e le imprese che stanno trasformando il museo. E il pubblico, gratuitamente, un mercoledì al mese.
Dove mangiare prima o dopo la conferenza
Intorno alle Terme di Diocleziano, fra Termini, piazza della Repubblica e l'Esquilino, l'offerta di ristorazione è ampia e varia per prezzi e cucine.
Prima delle 17
Un caffè o una merenda nella zona di piazza della Repubblica bastano per arrivare in sala senza fretta. Chi ha visitato il museo al mattino può pranzare verso via Nazionale o nel rione Monti, a breve distanza.
Dopo la conferenza
Una conferenza delle 17 finisce in tempo per una cena. L'Esquilino, verso piazza Vittorio, offre cucine da molti paesi; il rione Monti trattorie e locali romani.
A Palazzo Altemps
Il 16 dicembre, all'uscita da Altemps, piazza Navona e le vie del rione Ponte offrono trattorie, enoteche e locali per ogni esigenza; nel periodo delle feste conviene prenotare.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il ciclo Il Museo si trasforma è a ingresso libero con prenotazione obbligatoria; per esigenze specifiche di accessibilità conviene scrivere al Museo Nazionale Romano all'indirizzo di posta elettronica indicato sul suo sito ufficiale.
Contatti
Il Museo Nazionale Romano è raggiungibile all'indirizzo mn-rm@beniculturali.it. Il portale turistico di Roma Capitale segnala anche i canali social ufficiali del museo, dove vengono annunciate le conferenze.
Con i ragazzi
Una conferenza tecnica di un'ora non è un'attività per bambini. Può invece interessare molto studenti di architettura, archeologia, restauro e ingegneria, e ragazzi delle superiori curiosi di sapere come si lavora in un cantiere storico.
Le registrazioni
Chi non può spostarsi o ha difficoltà a raggiungere la sede può rivedere le conferenze già svolte sul canale video del Museo, che ha pubblicato gli incontri della Crypta Balbi.
Il Museo si trasforma nell'autunno romano
Le ultime tre conferenze del ciclo cadono fra ottobre e dicembre 2026, nella stagione in cui Roma si riempie di appuntamenti culturali e i musei tornano al centro delle giornate.
Ottobre
Il 21 ottobre, alle Terme, il tema sono le aule. Il clima di ottobre permette di passare prima qualche ora nel chiostro e nei giardini del museo.
Novembre
Il 18 novembre si parla del nuovo ingresso e dei nuovi percorsi. Con le giornate più corte, la conferenza delle 17 cade al tramonto: un buon momento per chiudere la giornata in un museo.
Dicembre
Il 16 dicembre, a Palazzo Altemps, il ciclo si chiude. È l'ultimo mercoledì utile prima delle feste, e un modo intelligente di passare un pomeriggio di dicembre nel centro storico.
Domande frequenti sul Museo si trasforma
Quando sono le prossime conferenze del Museo si trasforma?
Le prossime conferenze del Museo si trasforma sono il 21 ottobre e il 18 novembre 2026 alle Terme di Diocleziano e il 16 dicembre 2026 a Palazzo Altemps. Tutti gli incontri cominciano alle 17 e fanno parte del ciclo dedicato ai cantieri del programma URBS.
Il Museo si trasforma è gratuito?
Sì, le conferenze del Museo si trasforma sono a ingresso libero nel limite dei posti disponibili, con prenotazione obbligatoria al link indicato dal Museo Nazionale Romano sulla pagina ufficiale del ciclo. Senza prenotazione il posto non è garantito.
Dove si tengono le conferenze del Museo si trasforma?
Il Museo si trasforma si svolge in tre sedi del Museo Nazionale Romano: la Crypta Balbi a Santa Caterina dei Funari da febbraio a giugno, le Terme di Diocleziano in via Enrico de Nicola 78 da settembre a novembre, Palazzo Altemps in via di Sant'Apollinare 8 a dicembre.
Che cos'è il programma URBS?
URBS. Dalla città alla campagna romana è il programma di lavori che il ciclo Il Museo si trasforma racconta al pubblico, finanziato secondo il Ministero della Cultura dal Piano Nazionale Complementare al PNRR. Riguarda restauri, nuovi allestimenti, nuovi ingressi e percorsi nelle sedi del museo.
Chi parla alle conferenze?
Il ciclo Il Museo si trasforma è coordinato da Federica Rinaldi e Saveria Petillo. Gli interventi sono dei gruppi di lavoro guidati dai responsabili dei progetti e dai direttori dei lavori, con la partecipazione dei progettisti e delle imprese coinvolte nei cantieri.
Si possono rivedere le conferenze già svolte?
Sì, le conferenze del Museo si trasforma alla Crypta Balbi, da febbraio a maggio 2026, sono state pubblicate sul canale video ufficiale del Museo Nazionale Romano, come indicato nella pagina del ciclo sul sito del museo.
Come si arriva alle Terme di Diocleziano?
Le Terme di Diocleziano, sede del Museo si trasforma a ottobre e novembre, sono in via Enrico de Nicola 78 e si raggiungono dalla stazione Termini, che prende il nome proprio dalle terme. Per metro, bus e tram conviene usare il calcolatore di percorso di ATAC.
In chiusura
Alle Terme di Diocleziano la domanda più frequente è sempre la stessa: perché tante sale sono chiuse? Il ciclo Il Museo si trasforma è la risposta migliore, data da chi i cantieri li dirige. Il consiglio netto: prenotate il 21 ottobre e il 18 novembre, arrivate un'ora prima per vedere il chiostro, e ascoltate. Fra qualche anno, entrando da un nuovo ingresso, saprete perché è lì.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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