AEGYPTUS. Dal Nilo al Mediterraneo alle Terme di Diocleziano — fino al 15 novembre 2026
AEGYPTUS. Dal Nilo al Mediterraneo. Oasi e deserto in epoca romana è aperta dal 4 luglio al 15 novembre 2026 nel Museo dell'Arte Salvata, all'interno dell'Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, via Giuseppe Romita 8, Roma. Il Museo Nazionale Romano è aperto dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00, con ultimo ingresso alle 18.00; il lunedì è chiuso. Il museo vende un biglietto per la sola Aula Ottagona a 5 euro e un biglietto unico per tutte le sedi a 15 euro intero, 2 euro ridotto, valido una settimana; la prima domenica del mese l'ingresso è gratuito, così come il 1° e il 4 novembre. I biglietti si comprano in biglietteria o sul portale ufficiale dei musei statali indicato dal sito del Museo Nazionale Romano. Per le Terme di Diocleziano il museo indica la metro A e B, fermata Termini.
Un ottagono romano del IV secolo, pensato per le terme più grandi dell'antichità, che accoglie un'installazione di videoarte e intelligenza artificiale sul deserto egiziano: detta così sembra una provocazione, e in parte lo è. Ma AEGYPTUS racconta una storia vera e poco conosciuta, quella delle guarnigioni, dei villaggi e dei templi romani nelle oasi del deserto occidentale d'Egitto, e la racconta con gli archeologi che oggi scavano in quei luoghi. Vale la deviazione, a pochi passi dalla stazione Termini: è una mostra breve, intensa, e soprattutto diversa da tutto quello che si vede nelle altre sale del museo.
AEGYPTUS all'Aula Ottagona: le informazioni essenziali
La mostra è aperta fino a domenica 15 novembre 2026 nell'Aula Ottagona, sede del Museo dell'Arte Salvata, uno dei luoghi del Museo Nazionale Romano.
Date
L'esposizione ha aperto il 4 luglio 2026 e chiude il 15 novembre. A fine settembre restano sette settimane piene, con tutti i fine settimana di ottobre e la prima metà di novembre.
Orari
Il Museo Nazionale Romano è aperto dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00, con ultimo ingresso alle 18.00. Il lunedì è chiuso. Nella prima settimana della mostra il museo aveva previsto aperture serali straordinarie dell'Aula Ottagona, ora concluse.
Biglietti
Il museo propone un biglietto per la sola Aula Ottagona a 5 euro e un biglietto unico per tutte le sedi del Museo Nazionale Romano, 15 euro intero e 2 euro ridotto, valido per un accesso in ciascuna sede entro una settimana dal primo ingresso. Esiste anche una tariffa da 10 euro per i possessori di titoli convenzionati e un abbonamento annuale, la MNR Card, a 30 euro intero e 20 ridotto. Per l'accesso alla mostra fa fede quanto indicato in biglietteria al momento dell'acquisto.
Giornate gratuite
La prima domenica del mese l'ingresso è gratuito in tutti i luoghi della cultura statali: nel periodo della mostra, domenica 4 ottobre e domenica 1° novembre. Il museo segnala come giornate gratuite anche il 1° e il 4 novembre.
Che cosa si vede in AEGYPTUS
La mostra racconta la presenza romana nelle oasi del deserto occidentale egiziano fra il I secolo avanti Cristo e il V secolo dopo Cristo, un capitolo della storia antica ancora poco noto al grande pubblico.
I reperti
Il percorso si apre con reperti archeologici di due provenienze. Una parte arriva dalle collezioni del Museo Nazionale Romano, che ne ha curato l'individuazione e la selezione; un'altra dalle attività di recupero e indagine del Comando dei Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale, lo stesso che è protagonista del Museo dell'Arte Salvata ospitato nell'Aula Ottagona.
L'installazione immersiva
Dopo i reperti, la mostra diventa un'installazione immersiva e crossmediale: videoarte, ricostruzioni digitali, immagini degli scavi, animazioni e intelligenza artificiale accompagnano il pubblico alla scoperta del paesaggio delle oasi e del deserto romano. Il museo la definisce più un evento che una mostra tradizionale, e la descrizione è onesta.
Le oasi come crocevia
Al centro del racconto ci sono le oasi, luoghi di incontro e di scambio fra culture, commerci, religioni e popoli diversi, in un territorio che per secoli ha fatto da ponte fra Africa, Mediterraneo e Vicino Oriente. Il deserto, in questa lettura, non è una periferia dell'Impero ma uno spazio vitale di connessione.
La ricerca in corso
La mostra nasce dal lavoro degli archeologi e delle archeologhe impegnati negli scavi greco romani in Egitto, condotti con il sostegno del Ministero delle Antichità egiziano. Il racconto della ricerca archeologica contemporanea è parte del progetto: le immagini degli scavi non sono illustrazioni, ma documenti di lavoro.
Chi ha ideato e curato AEGYPTUS
Il progetto, promosso dal Ministero della Cultura, è stato ideato da Elisabetta Bruscolini e curato da Alfonsina Russo, Elisabetta Bruscolini, Angelo Piero Cappello, Federica Rinaldi e Alessio De Cristofaro, nell'ambito delle attività di cooperazione culturale con l'Africa e il Mediterraneo.
Le linee del Ministero
Il museo colloca l'iniziativa nelle linee strategiche del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che puntano a unire ricerca scientifica, innovazione tecnologica e valorizzazione del patrimonio, con particolare attenzione alla cooperazione nel Mediterraneo e in Africa.
Gli autori dell'allestimento
L'opera di videoarte e il progetto grafico sono dello Studio Convertino; il filmato realizzato con l'intelligenza artificiale è di Riccardo Boccuzzi; il progetto allestitivo è dello Studio VPS architetti; l'organizzazione è di Mappe di Mondi. Il progetto illuminotecnico è stato realizzato con la sponsorizzazione tecnica di iGuzzini Illuminazione.
Le università coinvolte
Partecipano studiosi e archeologi dell'Università di Roma Tor Vergata, dell'Università degli Studi di Milano, del Politecnico di Milano, dell'Università del Salento, dell'Università Federico II di Napoli, dell'Università di Padova e della University of Leicester. Il catalogo scientifico è curato dal Dipartimento di Studi letterari, filosofici e di storia dell'arte di Tor Vergata.
Il Public Program
Nella prima settimana di apertura la mostra è stata accompagnata da un programma di incontri serali con archeologi e studiosi italiani e internazionali, nello spazio davanti alla sede espositiva. Il ciclo si è concluso, ma la pagina del museo ne conserva il programma e la cartella stampa.
Una curiosità su AEGYPTUS. Dal Nilo al Mediterraneo alle Terme di Diocleziano — fino al 15 novembre 2026
La curiosità è il luogo. AEGYPTUS non è ospitata in una sala qualunque del Museo Nazionale Romano, ma nel Museo dell'Arte Salvata, lo spazio che dal 2022 l'Aula Ottagona dedica alle opere recuperate, in gran parte dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale. Una parte dei reperti della mostra viene proprio da quelle attività di recupero e indagine.
È un dettaglio che cambia il modo di guardare le vetrine. Gli oggetti che aprono il percorso non sono soltanto testimonianze dell'Egitto romano: alcuni hanno alle spalle una seconda storia, quella della loro sottrazione e del loro ritorno. Il Museo dell'Arte Salvata è nato esattamente per raccontare questa seconda vita delle opere, e AEGYPTUS la intreccia con la prima.
Il consiglio è di chiedere in sala, o di cercare nelle didascalie, la provenienza di ciascun reperto, distinguendo quelli delle collezioni storiche del museo da quelli recuperati. È un modo per capire come lavora oggi la tutela del patrimonio, oltre che per conoscere le oasi romane.
L'Aula Ottagona e il Museo dell'Arte Salvata
L'Aula Ottagona fa parte delle Terme di Diocleziano, uno dei luoghi del Museo Nazionale Romano, e dal 2022 ospita il Museo dell'Arte Salvata.
Un ambiente termale
L'ottagono è uno degli ambienti superstiti del grande complesso termale voluto da Diocleziano. Entrarvi significa trovarsi dentro un volume antico: un contenitore che nessun architetto contemporaneo potrebbe inventare.
Il Museo dell'Arte Salvata
Il Museo dell'Arte Salvata è dedicato alle opere recuperate dal Comando Carabinieri Tutela del Patrimonio Culturale e presenta, a rotazione, i risultati della loro attività. Ospitare qui una mostra sull'Egitto romano con reperti recuperati è coerente con la vocazione dello spazio.
Il biglietto per l'Aula Ottagona
Il Museo Nazionale Romano vende un biglietto per la sola Aula Ottagona a 5 euro, oltre al biglietto unico per tutte le sedi. Chi ha poco tempo e vuole vedere solo AEGYPTUS ha quindi una soluzione economica e rapida.
Una cosa che non ti dice nessuno su AEGYPTUS. Dal Nilo al Mediterraneo alle Terme di Diocleziano — fino al 15 novembre 2026
La cosa che nessuno dice è che l'Aula Ottagona ha un indirizzo diverso da quello delle Terme di Diocleziano. Il Museo Nazionale Romano indica per le Terme via Enrico De Nicola 78, mentre la mostra è in via Giuseppe Romita 8, dove si trova l'ottagono. Sono due ingressi dello stesso grande complesso antico, ma chi segue il navigatore verso l'indirizzo sbagliato si ritrova a fare il giro dell'isolato. Controllate l'indirizzo prima di partire.
La seconda cosa riguarda le chiusure. Il museo segnala che dal 29 settembre le Aule X, XI e XI bis delle Terme di Diocleziano sono temporaneamente chiuse per il disallestimento di una mostra, e che la Natatio, l'Aula VIII e il Museo di Protostoria sono chiusi fino a nuova comunicazione. Chi pensa di combinare AEGYPTUS con una visita completa alle Terme troverà un percorso ridotto: meglio saperlo prima.
La terza cosa è una buona notizia: la mostra è breve. È un'installazione, non una rassegna di centinaia di reperti, e si vede bene in tre quarti d'ora. Si presta quindi a una visita in un momento di passaggio, per esempio prima di un treno da Termini.
Le Terme di Diocleziano: la sede
Le Terme di Diocleziano furono iniziate nel 298 dall'imperatore Massimiano e aperte nel 306. Il recinto misurava circa 380 per 365 metri, circa 14 ettari, e poteva accogliere fino a 3.000 persone.
Le trasformazioni
L'esedra delle terme è diventata l'attuale piazza della Repubblica, sistemata da Gaetano Koch alla fine dell'Ottocento. Fra il 1561 e il 1564 Michelangelo trasformò parte degli ambienti nella basilica di Santa Maria degli Angeli, ripresa poi da Vanvitelli nel 1749. Nel 1575 Gregorio XIII vi ricavò dei granai; nel 1763 furono realizzate le olearie, con dieci pozzi.
Un nome per la stazione
La stazione Termini prende il nome proprio dalle terme. È uno dei casi più evidenti in cui un monumento antico dà il nome a un luogo moderno.
Il museo
Il Museo Nazionale Romano nacque con la legge del 7 marzo 1889 e la sua prima sede fu il chiostro del monastero certosino alle Terme. Nel 2016 ha ottenuto l'autonomia speciale, e oggi ha più sedi: le Terme di Diocleziano, Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e la Crypta Balbi, quest'ultima al momento chiusa. Nell'Aula Ottagona si trova dal 2022 il Museo dell'Arte Salvata; la conversione espositiva delle Terme risale al 2000.
Il consiglio che ti do per visitare AEGYPTUS. Dal Nilo al Mediterraneo alle Terme di Diocleziano — fino al 15 novembre 2026
Il consiglio è di combinare AEGYPTUS con Palazzo Massimo, non con le Terme. Il biglietto unico da 15 euro vale una settimana e comprende tutte le sedi, e Palazzo Massimo, in largo di Villa Peretti 2, è anch'esso servito dalla fermata Termini. Con le chiusure temporanee annunciate alle Terme, la combinazione Aula Ottagona più Palazzo Massimo è oggi la più ricca. Se invece avete solo un'ora, prendete il biglietto dell'Aula Ottagona da 5 euro e dedicate il tempo alla mostra.
Il secondo consiglio è di entrare nell'installazione senza fretta. Videoarte e animazioni raccontano per sequenze: chi entra a metà e se ne va dopo cinque minuti rischia di perdere il senso del racconto. Fermatevi abbastanza da vedere una sequenza per intero.
Terzo consiglio: evitate la prima domenica del mese, domenica 4 ottobre e domenica 1° novembre, a meno che non vogliate approfittare della gratuità mettendo in conto una folla maggiore. Un pomeriggio infrasettimanale, dopo le 15, è il momento più tranquillo per una mostra di questo tipo.
L'Egitto romano e le oasi del deserto occidentale
Il periodo raccontato va dal I secolo avanti Cristo al V secolo dopo Cristo: cinque secoli di presenza romana nelle oasi del deserto occidentale egiziano.
Un territorio strategico
La mostra presenta le oasi come un territorio strategico che per secoli ha rappresentato un ponte fra Africa, Mediterraneo e Vicino Oriente. Qui si incrociavano carovane, culti, lingue e comunità diverse.
Insediamenti come miraggi
Il museo usa un'immagine efficace: gli insediamenti romani che appaiono come un miraggio nel deserto. È l'idea che guida la parte immersiva della mostra, costruita per restituire al visitatore il senso di distanza e di sorpresa di chi arrivava in un'oasi dopo giorni di deserto.
Perché ne sappiamo poco
Il museo sottolinea che si tratta di un capitolo ancora poco noto della storia antica. Gli scavi in corso, con università italiane e straniere, stanno cambiando le conoscenze: la mostra è anche un modo per far arrivare al pubblico i risultati di una ricerca ancora aperta.
Una tesi, non solo un racconto
La mostra prende una posizione precisa: il deserto non come margine dell'Impero, ma come spazio di connessione, scambio e contaminazione culturale. È una tesi storiografica, e il bello dell'allestimento è che la lascia verificare al visitatore, mettendo accanto ai reperti le immagini degli scavi da cui quella tesi nasce. La si può condividere, con una riserva: le immagini digitali seducono, e conviene tornare alle vetrine prima di uscire.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che la stazione Termini prende il nome dalle Terme di Diocleziano. Meno citato è quanto queste terme siano state grandi, e quante trasformazioni abbiano attraversato. Il recinto misurava circa 380 per 365 metri, quattordici ettari, e poteva accogliere fino a tremila persone. Nel Cinquecento Michelangelo trasformò una parte degli ambienti nella basilica di Santa Maria degli Angeli, e nel Settecento Vanvitelli la rimaneggiò. Papa Gregorio XIII, nel 1575, ricavò negli ambienti delle terme dei granai; nel 1763 vennero costruite le olearie, con dieci pozzi per l'olio. L'esedra divenne piazza della Repubblica, con gli edifici di Gaetano Koch alla fine dell'Ottocento.
Il risultato è che chi arriva a Roma in treno e passa accanto a piazza della Repubblica sta camminando dentro il perimetro delle terme senza saperlo. L'Aula Ottagona è uno dei pezzi di questo gigante rimasti in piedi, e la mostra sull'Egitto romano, a pochi passi dai binari, collega idealmente due estremità dell'Impero: il cuore della capitale e le sue oasi più lontane.
La foto giusta da fare a AEGYPTUS. Dal Nilo al Mediterraneo alle Terme di Diocleziano — fino al 15 novembre 2026
La foto giusta è quella che tiene insieme l'antico e il digitale: l'ottagono romano con le proiezioni del deserto sulle sue superfici. Mettetevi sul fondo dell'aula e inquadrate in orizzontale, includendo una porzione della muratura antica ai margini e le immagini proiettate al centro. È un'immagine che racconta la mostra meglio di qualunque descrizione. Prima di scattare chiedete al personale se le fotografie sono consentite e non usate il flash: rovinerebbe l'effetto delle proiezioni e disturberebbe gli altri visitatori.
La seconda foto è di dettaglio: un reperto in vetrina con la luce dell'allestimento, curato con la sponsorizzazione tecnica di iGuzzini. Le vetrine in ambienti bui si fotografano meglio avvicinando l'obiettivo al vetro, per eliminare i riflessi.
La terza è all'uscita: piazza della Repubblica, l'antica esedra delle terme, con la fontana al centro. È la stessa curva che Diocleziano fece tracciare, ridisegnata dalla Roma umbertina. Un buon modo per chiudere la giornata con il colpo d'occhio giusto.
Come arrivare all'Aula Ottagona
L'Aula Ottagona si trova in via Giuseppe Romita 8, nel complesso delle Terme di Diocleziano, vicino a piazza della Repubblica e alla stazione Termini.
In metro
Il Museo Nazionale Romano indica per le Terme di Diocleziano le linee A e B della metropolitana, fermata Termini. Termini è il nodo principale della rete: da qualunque linea si arriva senza difficoltà.
In treno
Chi arriva a Roma in treno trova l'Aula Ottagona a pochi minuti dalla stazione Termini: è una delle mostre più comode da raggiungere per chi è di passaggio.
In autobus
La zona di Termini è servita da molte linee di autobus. Per scegliere la più comoda dal vostro punto di partenza usate il calcolatore di percorso ATAC con destinazione via Giuseppe Romita.
In auto
Intorno a Termini il traffico è intenso e la sosta difficile. Meglio i mezzi pubblici.
Intorno all'Aula Ottagona: Termini e piazza della Repubblica
La mostra si trova in una delle zone più dense di monumenti di Roma, spesso attraversata di corsa per andare in stazione.
Palazzo Massimo
A pochi passi, Palazzo Massimo, in largo di Villa Peretti 2, è un'altra sede del Museo Nazionale Romano. Con il biglietto unico si visita entro una settimana.
Santa Maria degli Angeli
La basilica ricavata da Michelangelo negli ambienti delle terme si affaccia su piazza della Repubblica. Entrarvi dopo la mostra permette di capire la scala del complesso termale.
Palazzo Altemps
Per chi ha il biglietto unico, Palazzo Altemps, in piazza Sant'Apollinare, completa il giro delle sedi del museo con le sculture antiche della collezione Ludovisi.
AEGYPTUS e le altre sedi del biglietto unico
Il biglietto unico del Museo Nazionale Romano, 15 euro intero, consente un accesso in ciascuna sede entro una settimana dal primo ingresso. Ecco che cosa comprende, oltre all'Aula Ottagona.
Palazzo Altemps
Il palazzo, in piazza Sant'Apollinare, è legato alle origini ai Riario e al nome di Melozzo da Forlì; nel 1568 passò al cardinale Marco Sittico Altemps, e nel 1690 vi fu fondata l'Accademia dell'Arcadia. Acquistato dallo Stato nel 1982, è diventato museo nel 1997. Vi si trovano il Trono Ludovisi e il Galata suicida.
Palazzo Massimo
In largo di Villa Peretti 2, a poca distanza dalle Terme, servito dalla fermata Termini delle metro A e B. Per chi viene per AEGYPTUS è la sede più comoda da aggiungere.
Crypta Balbi
La sede di via delle Botteghe Oscure, costruita sui resti del portico del teatro di Balbo del 13 avanti Cristo e aperta come museo nel 2001, è al momento chiusa al pubblico. Chi compra il biglietto unico non ne tenga conto.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
298: l'imperatore Massimiano avvia la costruzione delle terme dedicate a Diocleziano.
306: le terme vengono inaugurate. Il recinto copre circa quattordici ettari.
1561-1564: Michelangelo trasforma parte degli ambienti nella basilica di Santa Maria degli Angeli.
1575: Gregorio XIII ricava negli ambienti delle terme dei granai.
1749: Luigi Vanvitelli interviene su Santa Maria degli Angeli.
1763: vengono realizzate le olearie, con dieci pozzi.
7 marzo 1889: una legge istituisce il Museo Nazionale Romano, con prima sede nel chiostro del monastero certosino alle Terme.
Fine Ottocento: l'esedra diventa piazza della Repubblica, con gli edifici di Gaetano Koch.
2000: le Terme vengono convertite a spazio espositivo.
2016: il Museo Nazionale Romano ottiene l'autonomia speciale.
2022: nell'Aula Ottagona apre il Museo dell'Arte Salvata.
4 luglio 2026: apre AEGYPTUS, con un programma di incontri serali nella prima settimana.
AEGYPTUS con i bambini
Un'installazione immersiva con videoarte, animazioni e ricostruzioni digitali è una delle forme di mostra più adatte ai ragazzi.
Perché funziona
Il deserto, le oasi, i forti romani e gli scavi archeologici sono soggetti che i bambini seguono volentieri, e il linguaggio delle immagini in movimento abbassa la soglia di attenzione richiesta. La mostra è breve: tre quarti d'ora bastano.
Una domanda per cominciare
Prima di entrare chiedete ai ragazzi che cosa ci facevano i Romani nel deserto. È la domanda da cui parte la mostra, e trovare la risposta in sala li terrà attenti.
Il biglietto
Con il biglietto della sola Aula Ottagona a 5 euro la visita con i bambini resta economica. Le condizioni di gratuità per i minori sono indicate dal museo.
Accessibilità all'Aula Ottagona
Il Museo Nazionale Romano ha una sezione del sito dedicata ad accessibilità e servizi al pubblico, alla quale conviene fare riferimento prima della visita.
L'ambiente
L'Aula Ottagona è un ambiente antico che ospita un'installazione multimediale. Chi ha difficoltà visive, uditive o di orientamento può chiedere assistenza al personale all'ingresso.
Informazioni
Per informazioni il Museo Nazionale Romano indica il numero 06 684851. Segnalate le vostre esigenze prima della visita.
Chi è passato da AEGYPTUS. Dal Nilo al Mediterraneo alle Terme di Diocleziano — fino al 15 novembre 2026
Le Terme di Diocleziano erano costruite per le folle: fino a tremila persone potevano trovarvi posto contemporaneamente. I primi nomi legati al luogo sono quelli degli imperatori: Massimiano, che iniziò i lavori nel 298, e Diocleziano, cui le terme furono dedicate.
Nel Cinquecento arrivò Michelangelo, che fra il 1561 e il 1564 trasformò una parte degli ambienti nella basilica di Santa Maria degli Angeli. Nel Settecento lavorò qui Luigi Vanvitelli. Papi come Gregorio XIII usarono gli ambienti per i granai di Roma. Alla fine dell'Ottocento Gaetano Koch disegnò piazza della Repubblica sulla curva dell'esedra, e nel chiostro del monastero certosino, nel 1889, trovò la sua prima sede il Museo Nazionale Romano.
Nel nostro secolo sono passati per l'Aula Ottagona i Carabinieri del Comando Tutela del Patrimonio Culturale, con le opere recuperate che hanno dato vita al Museo dell'Arte Salvata. Con AEGYPTUS sono arrivati gli archeologi di Tor Vergata, Milano, Lecce, Napoli, Padova e Leicester, e artisti come lo Studio Convertino e Riccardo Boccuzzi, che hanno portato il deserto egiziano dentro un ottagono romano. Accanto a loro Alfonsina Russo, Federica Rinaldi, Alessio De Cristofaro, Angelo Piero Cappello ed Elisabetta Bruscolini, che hanno firmato il progetto.
Come organizzare la visita ad AEGYPTUS
AEGYPTUS è una mostra compatta, facile da inserire in una giornata a Roma.
Visita breve
Se avete poco tempo: biglietto dell'Aula Ottagona da 5 euro, tre quarti d'ora in mostra, poi un passaggio in piazza della Repubblica e in Santa Maria degli Angeli.
Mezza giornata
Se avete una mattina: biglietto unico da 15 euro, AEGYPTUS e Palazzo Massimo. È la combinazione più ricca, a pochi passi l'una dall'altra.
Giornata con il biglietto unico
Il biglietto unico vale una settimana: si può dividere la visita in più giorni, aggiungendo Palazzo Altemps in un secondo momento.
Dove mangiare vicino all'Aula Ottagona
La zona di Termini offre molte possibilità, di qualità molto diversa.
Intorno alla stazione
Bar, tavole calde e ristoranti veloci sono ovunque, pensati per chi viaggia. Utili per un pasto rapido, raramente memorabili.
Monti
Scendendo verso il rione Monti l'offerta si fa più interessante, con trattorie, osterie e locali frequentati dai romani. Vale la passeggiata di un quarto d'ora.
Esquilino
Verso piazza Vittorio e l'Esquilino si trovano cucine di tutto il mondo, a prezzi contenuti. Dopo una mostra sulle oasi come crocevia di culture ha un suo senso.
Domande frequenti su AEGYPTUS all'Aula Ottagona
Fino a quando è aperta la mostra AEGYPTUS a Roma?
AEGYPTUS. Dal Nilo al Mediterraneo è aperta nell'Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, sede del Museo dell'Arte Salvata, dal 4 luglio al 15 novembre 2026. Il museo è aperto dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 19.00, con ultimo ingresso alle 18.00; il lunedì è chiuso.
Quanto costa il biglietto per AEGYPTUS?
Il Museo Nazionale Romano vende un biglietto per la sola Aula Ottagona, dove si trova AEGYPTUS, a 5 euro, e un biglietto unico per tutte le sedi a 15 euro intero e 2 euro ridotto, valido una settimana. Le condizioni per la mostra sono confermate in biglietteria.
Dov'è l'Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano?
L'Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano si trova in via Giuseppe Romita 8, vicino a piazza della Repubblica e alla stazione Termini. L'ingresso principale delle Terme è invece in via Enrico De Nicola 78: sono due ingressi diversi dello stesso complesso.
Che cosa racconta la mostra AEGYPTUS?
AEGYPTUS racconta la presenza romana nelle oasi del deserto occidentale egiziano fra il I secolo avanti Cristo e il V secolo dopo Cristo, con reperti del Museo Nazionale Romano e dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e un'installazione di videoarte, ricostruzioni digitali e intelligenza artificiale.
Chi ha curato AEGYPTUS?
AEGYPTUS è stata ideata da Elisabetta Bruscolini e curata da Alfonsina Russo, Elisabetta Bruscolini, Angelo Piero Cappello, Federica Rinaldi e Alessio De Cristofaro. La videoarte è dello Studio Convertino, il filmato con intelligenza artificiale di Riccardo Boccuzzi, l'allestimento dello Studio VPS architetti.
La mostra AEGYPTUS è gratuita la prima domenica del mese?
La prima domenica del mese l'ingresso ai luoghi della cultura statali, compreso il Museo Nazionale Romano che ospita AEGYPTUS, è gratuito: nel periodo della mostra, domenica 4 ottobre e domenica 1° novembre. Il museo indica come gratuito anche il 4 novembre.
Come si arriva ad AEGYPTUS con la metro?
Per le Terme di Diocleziano, dove si trova l'Aula Ottagona che ospita AEGYPTUS, il Museo Nazionale Romano indica la metro A e B, fermata Termini. Dalla stazione si raggiunge via Giuseppe Romita a piedi in pochi minuti.
Il consiglio finale
Prendete il biglietto unico, vedete AEGYPTUS e poi entrate a Palazzo Massimo: in una mattina passate dalle oasi del deserto egiziano ai capolavori della Roma imperiale, senza allontanarvi da Termini. È una mostra che dura meno di un'ora e resta in testa più a lungo di tante esposizioni monumentali.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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