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I monologhi della vagina con Lella Costa al Teatro della Cometa — dal 3 all’8 novembre 2026

I monologhi della vagina, il testo di V (già Eve Ensler), torna in scena con Lella Costa al Teatro della Cometa, in Via del Teatro di Marcello 4, dal 3 all'8 novembre 2026: da martedì 3 a venerdì 6 novembre alle 21, sabato 7 novembre alle 19, domenica 8 novembre alle 17. Il teatro si raggiunge con le linee di autobus 30, 4, 118, 160 e 170, fermata via del Teatro di Marcello, oppure con la metro B fino a Colosseo e poi cinque minuti a piedi verso piazza Venezia. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale della sede, e i biglietti si comprano sulla biglietteria online del Teatro della Cometa, raggiungibile dalla pagina dello spettacolo. Lella Costa firma regia e coordinamento artistico ed è in scena a ogni replica, insieme a un cast di interpreti che cambia di sera in sera.

L'immagine ufficiale dei Monologhi della vagina con Lella Costa al Teatro della Cometa
L'immagine ufficiale dei Monologhi della vagina con Lella Costa al Teatro della Cometa Foto: Teatro della Cometa

Sei repliche, una sola protagonista fissa, un testo che ha trent'anni e che in Italia ha una storia precisa, cominciata proprio a Roma. La Cometa, il teatro voluto da Mimì Pecci Blunt e riaperto nel 2025 dopo un lungo restauro, apre così il suo novembre con uno dei titoli più riconoscibili del teatro contemporaneo. Di seguito lo spettacolo, la sua storia, il ritratto di Lella Costa, la sala e tutto quello che serve per organizzare la serata.

I monologhi della vagina alla Cometa in breve

I monologhi della vagina con Lella Costa resta in cartellone al Teatro della Cometa per sei repliche, dal 3 all'8 novembre 2026, ed è la prima tappa di una staffetta che prosegue a Pontedera, a Bologna e infine a Milano.

Date e orari

Il calendario pubblicato dalla Cometa prevede quattro serate feriali consecutive, da martedì 3 a venerdì 6 novembre, con sipario alle 21. Sabato 7 novembre l'orario anticipa alle 19, domenica 8 novembre alle 17. Chi vuole cenare con calma dopo lo spettacolo ha nel sabato la replica più comoda; chi arriva da fuori Roma ha nella domenica pomeriggio quella più semplice da incastrare con il viaggio.

Una coproduzione fra Roma e Milano

La presentazione del teatro parla di una staffetta nata dalla collaborazione fra la Cometa e il Teatro Carcano di Milano, la sala di cui Lella Costa è direttrice artistica dal 2021 insieme a Serena Sinigaglia. Il percorso parte da Roma, passa per Pontedera e Bologna e approda infine a Milano.

Biglietti

La pagina dello spettacolo rimanda alla biglietteria online del teatro, dove si scelgono data e posto. I prezzi sono pubblicati lì; conviene controllarli al momento dell'acquisto, perché le tariffe possono variare fra settori della platea e delle gallerie.

Lo spettacolo: che cosa sono I monologhi della vagina

I monologhi della vagina nasce dalle interviste che Eve Ensler condusse con oltre duecento donne sul corpo, la sessualità, le relazioni e la violenza, e dalla prima apparizione negli anni Novanta è diventato un punto di riferimento del dibattito sui diritti e sulla libertà delle donne.

Le interviste

Secondo la ricostruzione più diffusa, Ensler scrisse la prima stesura nel 1996, dopo conversazioni cominciate con amiche e allargate poi a racconti di altre donne. Il materiale raccolto non è stato trasformato in una trama unica: è rimasto una serie di voci, ciascuna con il suo tono, la sua età, la sua esperienza.

La struttura

Il testo è formato da un numero variabile di monologhi, affidati a interpreti diverse. Ogni monologo ruota attorno allo stesso tema, affrontato da angolazioni che vanno dall'ironia al dolore: la prima mestruazione, il rapporto con il proprio corpo, l'amore, la nascita, il piacere, la violenza. Alcuni pezzi sono corali, altri sono confessioni di una sola voce.

Un testo che cresce

Una caratteristica poco nota è che il testo non è mai rimasto fermo. Ogni anno l'autrice ha aggiunto nuovi monologhi dedicati a situazioni specifiche nel mondo; nel 2003, per esempio, ne è stato scritto uno sulla condizione delle donne in Afghanistan. La versione che si vede oggi è quindi il risultato di un lavoro continuo di aggiornamento.

Dalla celebrazione all'impegno

L'autrice ha raccontato che nel 1998 il senso dell'opera cambiò: da celebrazione del corpo femminile divenne la base di un movimento contro la violenza sulle donne. Da lì nasce il V-Day, il movimento che ogni anno, a partire dal giorno di San Valentino, organizza rappresentazioni benefiche il cui ricavato va a centri e programmi di sostegno.

Il tono della serata

Chi non conosce il testo si aspetta spesso uno spettacolo cupo. In realtà la scrittura alterna momenti di comicità aperta, quasi da cabaret, a passaggi di grande durezza. È un equilibrio che si adatta bene al registro di Lella Costa, attrice che nasce proprio dal monologo e dall'umorismo.

La messinscena di Lella Costa alla Cometa

In questa edizione Lella Costa cura regia e coordinamento artistico dei Monologhi e partecipa a ogni replica, affiancata da un cast di interpreti che si alterna nelle diverse serate.

Un cast che cambia

La formula del cast a rotazione è coerente con la storia del testo, nato per essere letto da molte voci diverse. Ogni sera la composizione della compagnia può cambiare, e con essa il colore dei singoli monologhi. I nomi delle interpreti di ciascuna replica non sono pubblicati nella pagina del teatro: conviene chiederli alla biglietteria per chi desidera una serata con un'attrice in particolare.

Trent'anni dopo

La presentazione della Cometa sottolinea che, a trent'anni dal debutto teatrale, Lella Costa torna a confrontarsi con un'opera che ha segnato profondamente il suo percorso. Il teatro la definisce interprete italiana del testo e protagonista, accanto a Eve Ensler, del primo V-Day di New Orleans.

Generazioni a confronto

Il senso dichiarato del progetto è far incontrare generazioni, esperienze e sensibilità diverse intorno a un testo che trasforma la parola individuale in esperienza collettiva. Una produzione con un'attrice nata nel 1952 al centro e interpreti di età diverse intorno rende visibile, anche solo sul palco, quel passaggio di testimone.

Lella Costa: biografia

Lella Costa, all'anagrafe Gabriella Costa, è nata a Milano il 30 settembre 1952 ed è attrice, autrice, scrittrice e doppiatrice, conosciuta soprattutto per i suoi monologhi teatrali.

La formazione

Dopo la maturità al liceo Carducci di Milano, gli studi in Lettere e il diploma all'Accademia dei Filodrammatici, frequenta i corsi della scuola teatrale milanese Quelli di Grock, fondata da Maurizio Nichetti. Esordisce con il primo monologo da attrice nel 1980 e nei primi anni lavora su autori contemporanei come Renzo Rosso e Sławomir Mrożek, fra radio e cabaret.

Gli spettacoli d'autrice

Nel marzo 1987 debutta il primo spettacolo di cui è anche autrice, Adlib, seguito da Coincidenze nel 1988 e da Malsottile nel 1990. Nel 1992 va in scena con Due, l'unico caso in cui non è sola in palcoscenico. Seguono Magoni, Stanca di guerra, Un'altra storia, Precise parole: un repertorio che fa di lei una delle voci più riconoscibili del teatro italiano di narrazione.

Il sodalizio con Gabriele Vacis

Dal 2003 con Traviata, l'intelligenza del cuore, diretto da Gabriele Vacis, comincia una collaborazione che attraversa i decenni: Alice, una meraviglia di paese, Amleto, Intelletto d'amore scritto a quattro mani con Vacis, fino a Otello, di precise parole si vive del 2024.

Con Serena Sinigaglia

Negli ultimi anni lavora spesso con Serena Sinigaglia: Se non posso ballare... non è la mia rivoluzione, scritto con Serena Dandini e Gabriele Scotti; Le nostre anime di notte; la Lisistrata di Aristofane del 2026, nell'adattamento di Emanuele Aldrovandi e Sinigaglia. Nel 2020 interpreta anche La vedova Socrate di Franca Valeri.

Televisione e cinema

In televisione fa parte de La TV delle ragazze fra il 1988 e il 1989, conduce la prima stagione di Amici nel 1992 ed è monologhista a Zelig fra il 2010 e il 2012. Al cinema recita in Ladri di saponette di Maurizio Nichetti, Visioni private di Francesco Calogero, La donna della mia vita di Luca Lucini, Manuale d'amore 3 di Giovanni Veronesi.

La voce

Doppiatrice di lungo corso, ha dato la voce alla Befana ne La freccia azzurra e a personaggi di serie come Remington Steele e Lois e Clark. Ha inciso audiolibri, fra cui L'età dell'innocenza di Edith Wharton e Metafisica dei tubi di Amélie Nothomb.

Libri e riconoscimenti

Ha pubblicato La daga nel loden, In tournée, La sindrome di Gertrude, Come una specie di sorriso, Che bello essere noi, Ciò che possiamo fare. Ha ricevuto l'Ambrogino d'oro del Comune di Milano e il Premio Repubblica partigiana dell'Ossola. Dal 2021 dirige il Teatro Carcano di Milano insieme a Serena Sinigaglia.

L'autrice: V, già Eve Ensler

V, il nome che oggi l'autrice usa e che la Cometa riporta nel titolo, è la drammaturga statunitense nata a New York il 25 maggio 1953 e conosciuta a lungo come Eve Ensler.

L'Obie e il successo internazionale

I monologhi della vagina, scritto nel 1996, ha vinto un Obie Award nel 1997 ed è stato tradotto in 35 lingue. A Broadway lo hanno recitato Susan Sarandon, Glenn Close, Melanie Griffith e Winona Ryder; a Londra Kate Winslet e Cate Blanchett.

Una scrittrice su più fronti

Oltre che drammaturga, l'autrice è poetessa, sceneggiatrice e regista. Il V-Day, nato dalla sua opera, ha raccolto negli anni decine di milioni di dollari ed è presente in decine di paesi.

La prima rappresentazione

La prima messinscena ebbe luogo in un luogo minuscolo, il seminterrato del Cornelia Street Café di New York. Nel 2001 alcune parti del testo furono recitate al Madison Square Garden, con Whoopi Goldberg e Melissa Etheridge.

Una curiosità sui monologhi della vagina con Lella Costa al Teatro della Cometa — dal 3 all'8 novembre 2026

La curiosità più interessante riguarda Roma. In Italia I monologhi della vagina non ha debuttato in un teatro di Milano o in un festival di provincia, ma in una grande sala della capitale: il 5 marzo 2001, alle 21, il Teatro Argentina ospitò la prima edizione italiana del V-Day, alla presenza dell'autrice. La regia della serata era di Emanuela Giordano e sul palco salirono ventidue interpreti, fra cui Adriana Asti, Anna Bonaiuto, Marina Confalone, Claudia Gerini, Lucrezia Lante della Rovere, Giuliana Lojodice, Elisabetta Pozzi, Stefania Rocca, Lunetta Savino, Catherine Spaak e, appunto, Lella Costa. Da quella serata si formarono diverse compagnie che portarono lo spettacolo in giro per l'Italia nella stagione 2001-2002. Undici anni dopo, il 14 maggio 2012, un'altra edizione romana del V-Day si tenne al Teatro Quirino con venti fra attrici ed esponenti della società civile, e di nuovo Lella Costa era fra loro, accanto ad Ambra Angiolini, Paola Minaccioni, Francesca Reggiani, Paola Turci, Lucia Poli. La serata alla Cometa chiude quindi un cerchio: il testo torna a Roma, a pochi minuti a piedi dall'Argentina, con la stessa interprete che c'era la prima volta, oggi nel ruolo di regista. C'è poi un dettaglio lessicale che molti notano solo sulla locandina: l'autrice non firma più come Eve Ensler ma come V, e il teatro rispetta la scelta scrivendo il nome nuovo accanto a quello con cui il pubblico l'ha conosciuta.

Il Teatro della Cometa: la sala di via del Teatro di Marcello

Il Teatro della Cometa è un piccolo teatro all'italiana in Via del Teatro di Marcello 4, a pochi passi dal Campidoglio, voluto dalla contessa Anna Laetitia Pecci Blunt, detta Mimì, e inaugurato il 17 novembre 1958.

Mimì Pecci Blunt

Nata a Roma nel 1885, figlia del conte Camillo Pecci e nipote di papa Leone XIII, Mimì Pecci Blunt sposò nel 1919 Cecil Blumenthal e tenne a Parigi, in rue de Babylone, uno dei salotti più frequentati dell'epoca, dove passavano Dalí, Valéry, Cocteau. A Roma organizzò dal 1933 i Concerti di Primavera con Petrassi, Rieti e Labroca, e nel 1935 aprì con Libero De Libero la Galleria della Cometa, che ebbe anche una sede a New York. La galleria chiuse dopo le leggi razziali del 1938.

Dal palazzetto al teatro

Nel 1937 la contessa acquistò il palazzetto adiacente alla sua abitazione di piazza d'Aracoeli. La facciata fu conservata; i lavori, avviati dall'ingegnere Stefano Gentiloni Silverj, si interruppero con la guerra e ripresero con l'architetto Tomaso Buzzi, incaricato nel 1956. Ne nacque una sala con platea, parterre e due gallerie, e lampadari a forma di astri e di comete.

Il restauro e la riapertura

Dopo l'incendio del 1968 e la lunga gestione Barattolo dal 1986 al 2020, il teatro è stato restaurato su progetto di Fabio Tudisco e Andrea Panzini: recuperate le porte in ottone, i lampadari e la macchina scenica di Buzzi e Virgilio Marchi, ripristinato il girevole del palco, aperto un foyer sul giardino di Palazzo Pecci Blunt. La riapertura è del 25 maggio 2025.

Una sala per la parola

Per un testo fatto di voci singole come I monologhi della vagina la misura della Cometa è un vantaggio. La sala è raccolta, le gallerie sono vicine al palco, e il rapporto fra interprete e pubblico resta diretto anche nei momenti più intimi.

Una cosa che non ti dice nessuno sui monologhi della vagina con Lella Costa al Teatro della Cometa — dal 3 all'8 novembre 2026

La cosa che pochi dicono è che, con un cast a rotazione, due repliche dello stesso spettacolo non sono mai identiche. Lella Costa è presente ogni sera, ma le interpreti che la affiancano cambiano, e con loro cambiano i timbri, i ritmi, le pause dei singoli monologhi. Per chi conosce già il testo, magari per averlo visto nei primi anni Duemila, vale la pena di informarsi alla biglietteria sulla composizione del cast della data scelta: in qualche caso può essere il motivo decisivo per preferire una sera a un'altra. Un secondo punto riguarda l'orario. La settimana alla Cometa è costruita su tre orari diversi, e il sabato alle 19 è la replica che in genere si riempie per prima, perché permette di cenare dopo senza fretta nella zona del Ghetto o di Campo de' Fiori. Le serate feriali alle 21, soprattutto il martedì e il mercoledì, sono spesso le più tranquille. Terzo: il titolo scoraggia ancora qualcuno. Chi teme un linguaggio esplicito sappia che il testo parla apertamente di corpo e sessualità, ma lo fa con molta più ironia di quanto si immagini, e il registro di Lella Costa, attrice cresciuta nel cabaret e nel teatro di narrazione, spinge in quella direzione. Il pubblico, di solito, ride molto prima di commuoversi. Infine, un dettaglio pratico: il teatro è in zona a traffico limitato nei giorni feriali fino alle 18, e il sabato dalle 14 alle 18. Per le repliche serali dei giorni feriali la ZTL non è attiva, ma per quella del sabato alle 19 conviene controllare gli orari prima di entrare in auto.

Il consiglio che ti do per visitare I monologhi della vagina con Lella Costa al Teatro della Cometa — dal 3 all'8 novembre 2026

Il consiglio è di scegliere la data in base a come si vuole vivere la serata. Per chi vuole concentrarsi sullo spettacolo, una replica feriale alle 21 è la scelta migliore: sala più raccolta, ritmo meno festivo, uscita in una Roma già quieta, con il Campidoglio illuminato a pochi passi. Per chi vuole unire teatro e cena, il sabato alle 19 è l'orario ideale. Per chi arriva da fuori, la domenica alle 17 lascia il tempo di tornare a casa in giornata. Secondo consiglio: arrivare con almeno venti minuti di anticipo. La Cometa riaperta nel 2025 merita uno sguardo: il foyer affacciato sul giardino di Palazzo Pecci Blunt, i lampadari a forma di astri, le porte in ottone recuperate nel restauro. Sono dettagli che si apprezzano solo prima dell'inizio, quando le luci sono accese. Terzo: chi non conosce il testo può leggere prima la storia del V-Day, per capire perché questo spettacolo, nato come serie di confessioni, sia diventato un rito collettivo in tutto il mondo. Quarto: a nostro giudizio conviene andarci in due o in piccola compagnia, perché è uno spettacolo di cui si parla a lungo dopo, a cena o nel tragitto di ritorno, e il confronto fa parte dell'esperienza. Infine, per chi ha visto Lella Costa in altri lavori, da Traviata a Otello, questa è l'occasione di vederla in una veste diversa, al tempo stesso interprete e regista di una compagnia.

Come arrivare al Teatro della Cometa

Il Teatro della Cometa si raggiunge in autobus con le linee 30, 4, 118, 160 e 170, fermata via del Teatro di Marcello, oppure con la metro B fino a Colosseo e poi circa cinque minuti a piedi verso piazza Venezia, secondo le indicazioni del teatro.

In autobus

La fermata di via del Teatro di Marcello è servita da più linee e lascia praticamente davanti all'ingresso. Per le repliche serali conviene controllare gli orari del rientro sul calcolatore di percorso di ATAC, perché alcune linee riducono le frequenze dopo le 23.

In metro

La fermata Colosseo della linea B è quella indicata dal teatro. Dalla stazione si cammina lungo via dei Fori Imperiali verso piazza Venezia: una passeggiata breve, con il Foro alla sinistra e il Vittoriano davanti.

In auto

Il teatro è dentro la ZTL Centro Storico, attiva dal lunedì al venerdì dalle 6.30 alle 18 e il sabato dalle 14 alle 18; nei festivi l'accesso è libero. La Cometa non ha un parcheggio riservato: il sito indica i parcheggi a pagamento in direzione di piazza Venezia o di via Petroselli.

A piedi

Dal centro storico la Cometa è comoda anche a piedi: da piazza Venezia sono pochi minuti, dal Ghetto e da largo Argentina un quarto d'ora circa. È il modo più semplice per chi alloggia in zona.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Che il Teatro della Cometa sia legato alla famiglia Pecci Blunt lo sanno in molti; meno noto è che per diciassette anni la sala è rimasta muta. Il 18 ottobre 1968 un cortocircuito provocò un incendio, e il teatro chiuse. Riaprì solo nel 1986, grazie alla figlia della fondatrice, Viviana, e all'ingegnere Giorgio Barattolo, con una ricostruzione firmata dall'architetto Alberto Filippi. La gestione Barattolo è durata oltre trent'anni, fino al 2020. Poi è cominciato un nuovo restauro, affidato a Fabio Tudisco e Andrea Panzini, che ha recuperato le porte in ottone, i lampadari e la macchina scenica progettata da Tomaso Buzzi e Virgilio Marchi, ha rimesso in funzione il girevole del palcoscenico e ha aperto il foyer sul giardino di Palazzo Pecci Blunt. La riapertura, il 25 maggio 2025, ha portato con sé una nuova identità visiva dello Studio Sonnoli e da un centro di documentazione sull'archivio storico del teatro. Un secondo fatto poco citato riguarda la vocazione della sala. Fin dagli anni Sessanta, con Diego Fabbri, la Cometa ospitò Beckett, Ionesco, Stravinskij e regie di Giorgio Strehler: un teatro piccolo, ma aperto al repertorio più avanzato del suo tempo. Un testo come I monologhi della vagina, che negli anni Novanta ha rotto più di un tabù, si inserisce bene in quella tradizione di sala aristocratica per origine e sperimentale per scelta.

La foto giusta da fare ai monologhi della vagina con Lella Costa al Teatro della Cometa — dal 3 all'8 novembre 2026

Durante lo spettacolo niente fotografie: in una sala raccolta il bagliore di uno schermo si vede dal palco e disturba interpreti impegnate in monologhi spesso intimi. La foto giusta si fa prima o dopo, e le possibilità sono tre. La prima è la sala stessa, prima che si spengano le luci, se il personale lo consente: i lampadari a forma di astri e di comete disegnati per Tomaso Buzzi sono l'immagine che meglio racconta il teatro, e con la sala illuminata le due gallerie si leggono bene. Conviene scattare dalla platea verso l'alto, senza flash. La seconda è la facciata su via del Teatro di Marcello, la sera, con la locandina dello spettacolo: la facciata del palazzetto è quella originale, conservata nella trasformazione in teatro, e raccontarla con la luce dei lampioni restituisce il carattere di sala nascosta dentro un edificio antico. La terza si fa a due passi, uscendo: il Teatro di Marcello illuminato di notte, con le arcate antiche e le case costruite sopra nei secoli, è una delle immagini più forti del centro di Roma. A inizio novembre il buio arriva presto e già verso le 18 la luce è notturna: per chi va alla replica di domenica alle 17, la foto va fatta all'uscita.

I dintorni del Teatro della Cometa

Il Teatro della Cometa si trova fra il Campidoglio, il Teatro di Marcello e il Ghetto, in una delle zone più dense di monumenti della città, ideale per una passeggiata prima dello spettacolo.

Il Campidoglio

Il Campidoglio è a pochi minuti: la piazza, i Musei Capitolini e la scalinata di Santa Maria in Aracoeli sono a portata di passeggiata. Da piazza d'Aracoeli si vede anche il palazzo in cui abitava Mimì Pecci Blunt.

Il Teatro di Marcello e il Ghetto

Il Teatro di Marcello è l'edificio antico che dà il nome alla via. Oltre, il Portico d'Ottavia introduce al Ghetto ebraico, con i suoi ristoranti e le sue strade raccolte.

Verso il fiume

In direzione del Tevere si arriva in pochi minuti all'Isola Tiberina e, verso sud, alla Bocca della Verità. Verso nord, piazza Venezia è il punto di riferimento per orientarsi.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

La storia della Cometa comincia prima del teatro. Nel 1933 Mimì Pecci Blunt avvia a Roma i Concerti di Primavera, con musicisti come Goffredo Petrassi, Vittorio Rieti e Mario Labroca. Nel 1935, con il poeta Libero De Libero, apre la Galleria della Cometa, che espone tra gli altri i disegni di Corrado Cagli e nel 1937 apre una sede a New York; nel 1938, con le leggi razziali, la galleria chiude. Lo stesso 1937 la contessa acquista il palazzetto accanto alla sua casa di piazza d'Aracoeli per farne un teatro. La guerra ferma i lavori; li riprende l'architetto Tomaso Buzzi, incaricato nel 1956. Il 17 novembre 1958 la Cometa si inaugura con I capricci di Marianna di Alfred de Musset, direzione artistica di Linda Chittaro; dal novembre 1959 la direzione passa a Remigio Paone, l'impresario del Teatro Nuovo di Milano. Negli anni Sessanta, con Diego Fabbri, arrivano Beckett, Ionesco, Stravinskij e le regie di Giorgio Strehler. Il 18 ottobre 1968 un incendio causato da un cortocircuito chiude la sala per circa diciassette anni. Nel 1986 la riapertura, con la figlia Viviana e l'ingegnere Giorgio Barattolo e la ricostruzione di Alberto Filippi. Dal 2020 un nuovo restauro, e il 25 maggio 2025 la riapertura con la stagione che oggi ospita Lella Costa. Le date del novembre 2026 cadono pochi giorni prima del sessantottesimo anniversario dell'inaugurazione.

Chi è passato dai monologhi della vagina con Lella Costa al Teatro della Cometa — dal 3 all'8 novembre 2026

Attorno alla Cometa e alla sua fondatrice sono passati alcuni dei nomi più importanti della cultura europea del Novecento. Nel salotto parigino di Mimì Pecci Blunt, in rue de Babylone, si incontravano Salvador Dalí, Paul Valéry, Jean Cocteau; nel 1930 la contessa diede a Parigi il celebre Bal Blanc. A Roma, nei Concerti di Primavera, suonarono le musiche di Goffredo Petrassi, Vittorio Rieti, Mario Labroca; nella Galleria della Cometa espose Corrado Cagli, con la complicità del poeta Libero De Libero. Sul palcoscenico del teatro, negli anni Sessanta, passarono i testi di Samuel Beckett e di Eugène Ionesco, la musica di Igor Stravinskij, le regie di Giorgio Strehler, sotto la direzione di Diego Fabbri e prima di lui di Remigio Paone. Il testo di questi giorni ha a sua volta una lista di interpreti illustre: a Broadway Susan Sarandon, Glenn Close, Melanie Griffith, Winona Ryder; a Londra Kate Winslet e Cate Blanchett; a Roma, nel 2001 all'Argentina, Adriana Asti, Anna Bonaiuto, Claudia Gerini, Catherine Spaak, e nel 2012 al Quirino Ambra Angiolini, Paola Minaccioni, Paola Turci. In tutte e due le serate romane c'era Lella Costa, che dal 3 all'8 novembre porta il testo alla Cometa con una compagnia a rotazione. La stagione del teatro prosegue con il pianista Giorgi Gigashvili, con Rosa Feola e Vincenzo Rana, con la danza di Sharon Eyal.

Organizzare la serata

La durata dello spettacolo non è indicata dal teatro; con inizio alle 21 nei giorni feriali conviene comunque pensare la cena prima, oppure un aperitivo prima e un piatto veloce dopo.

Martedì, mercoledì, giovedì e venerdì alle 21

Le quattro repliche feriali sono le più tranquille. La zona intorno al teatro, dopo le 23, è quieta: il rientro a piedi verso piazza Venezia o il Ghetto è piacevole, con i monumenti illuminati.

Sabato alle 19

L'orario del sabato consente di uscire all'ora giusta per la cena. Il sabato sera il Ghetto e Campo de' Fiori sono molto frequentati: prenotare il tavolo in anticipo è prudente.

Domenica alle 17

La replica pomeridiana della domenica si presta a una giornata completa: Musei Capitolini la mattina, pranzo nel Ghetto, teatro alle 17 e rientro in serata.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo

Intorno al Teatro della Cometa la zona più ricca di ristoranti è il Ghetto, a pochi minuti a piedi, con la sua cucina romana ed ebraico romana.

Nel Ghetto

Lungo via del Portico d'Ottavia si concentrano trattorie e ristoranti di cucina giudaico romanesca. È la soluzione più vicina e la più caratteristica, adatta sia a una cena prima delle 21 sia a una dopo la replica del sabato.

Verso Campo de' Fiori

Con una passeggiata di un quarto d'ora si arriva nella zona di Campo de' Fiori, dove l'offerta è molto ampia, dalla pizza al taglio alle osterie, e i locali restano aperti fino a tardi.

Accessibilità e informazioni pratiche

Il Teatro della Cometa è una sala storica con platea, parterre e due gallerie: chi ha esigenze di mobilità ridotta fa bene a contattare il teatro prima dell'acquisto per concordare il posto più adatto.

Con i ragazzi

I monologhi della vagina parla apertamente di sessualità e di violenza. È uno spettacolo per un pubblico adulto; ragazzi grandi possono seguirlo, ma conviene che chi li porta conosca prima il contenuto del testo.

Il clima di novembre

All'inizio di novembre a Roma le serate sono fresche e le piogge frequenti. Un ombrello pieghevole e scarpe adatte ai sampietrini sono il consiglio più pratico per il tragitto dalla fermata al teatro.

La stagione del Teatro della Cometa dopo I monologhi della vagina

Dopo le repliche di novembre, il cartellone della Cometa prosegue con musica e danza, secondo il calendario pubblicato dal teatro.

Danza e pianoforte in primavera

Il 10 aprile 2027 alle 21 e l'11 aprile alle 17 arriva Delay the Sadness, nuova creazione di Sharon Eyal per la S-E-D Dance Company, fondata in Francia dalla coreografa con Gai Behar. Il 18 aprile alle 17 suona il pianista georgiano Giorgi Gigashvili.

La voce e il pianoforte

Il 16 maggio 2027 alle 17 Rosa Feola e Vincenzo Rana propongono un percorso per voce e pianoforte da Mozart a Puccini, attraverso oltre un secolo di teatro musicale italiano ed europeo.

Domande frequenti su I monologhi della vagina alla Cometa

Quando vanno in scena I monologhi della vagina con Lella Costa a Roma?

I monologhi della vagina con Lella Costa vanno in scena al Teatro della Cometa dal 3 all'8 novembre 2026. Da martedì 3 a venerdì 6 novembre il sipario si apre alle 21, sabato 7 novembre alle 19, domenica 8 novembre alle 17, secondo il calendario pubblicato dal teatro.

Dove si trova il Teatro della Cometa?

Il Teatro della Cometa si trova in Via del Teatro di Marcello 4, a pochi passi da piazza Venezia e dal Campidoglio. Le linee di autobus 30, 4, 118, 160 e 170 fermano in via del Teatro di Marcello; dalla metro B Colosseo sono circa cinque minuti a piedi.

Lella Costa è in scena tutte le sere?

Lella Costa partecipa a ogni replica dei Monologhi della vagina alla Cometa, di cui cura anche regia e coordinamento artistico. Accanto a lei recita un cast di interpreti che si alterna nelle diverse serate; i nomi per ogni data si chiedono alla biglietteria del teatro.

Dove si comprano i biglietti?

I biglietti dei Monologhi della vagina si comprano sulla biglietteria online del Teatro della Cometa, raggiungibile dalla pagina ufficiale dello spettacolo, dove sono pubblicati anche i prezzi per ogni settore della sala.

Chi ha scritto I monologhi della vagina?

I monologhi della vagina è stato scritto nel 1996 dalla drammaturga statunitense V, già Eve Ensler, dopo interviste con oltre duecento donne. Il testo ha vinto un Obie Award nel 1997 ed è stato tradotto in 35 lingue.

Lo spettacolo è adatto ai ragazzi?

I monologhi della vagina alla Cometa è uno spettacolo per adulti, perché affronta apertamente sessualità, corpo e violenza, pur con molta ironia. Ragazzi grandi possono assistere, ma è consigliabile che chi li porta conosca prima il testo.

Il Teatro della Cometa è lo stesso del Cometa Off?

No, il Teatro della Cometa di via del Teatro di Marcello è una sala diversa dal Teatro Cometa Off di Testaccio. I monologhi della vagina con Lella Costa va in scena nella sala storica vicino al Campidoglio, voluta da Mimì Pecci Blunt.

Il consiglio finale su I monologhi della vagina con Lella Costa

Il consiglio è di prenotare presto una replica feriale per godersi lo spettacolo in una sala raccolta, oppure il sabato alle 19 per unire teatro e cena nel Ghetto; di arrivare in anticipo per vedere i lampadari a forma di comete e il foyer sul giardino; di chiedere alla biglietteria quali interpreti affiancheranno Lella Costa nella sera scelta. A nostro giudizio è l'occasione giusta per vedere un testo che in Italia è cominciato proprio a Roma, riportato in città da chi c'era fin dalla prima sera, in uno dei teatri più belli e meno conosciuti del centro storico.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento3 Novembre 2026 21:00 — 8 Novembre 2026
IndirizzoTeatro della Cometa, Via del Teatro di Marcello 4, 00186 Roma Centro storico, Roma, Roma Città

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