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Federico Buffa, Number 23 al Teatro Olimpico — 8 e 9 marzo 2027

Federico Buffa porta al Teatro Olimpico di Roma Number 23. Vita e splendori di Michael Jordan l'8 e il 9 marzo 2027, con inizio alle 20.30, accompagnato al pianoforte da Alessandro Nidi. Il teatro è in piazza Gentile da Fabriano 17, nel quartiere Flaminio: si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da cui sono circa 500 metri a piedi, oppure con l'autobus 910 da Termini, fermata Pannini. I prezzi indicati dal teatro vanno da 22 a 38 euro più prevendita, a seconda del settore; i biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro Olimpico e al botteghino.

Il più grande narratore sportivo della televisione italiana racconta il più grande giocatore di basket di sempre, o almeno quello che la maggior parte degli appassionati considera tale. Due sere al Flaminio, con un pianoforte in scena. Il giudizio è netto: chi ha amato le Storie di Buffa su Sky non deve farsi scappare l'occasione di sentirlo dal vivo, dove il suo modo di raccontare rende ancora di più.

Number 23: lo spettacolo di Federico Buffa su Michael Jordan

Number 23. Vita e splendori di Michael Jordan è uno spettacolo di e con Federico Buffa, con Alessandro Nidi al pianoforte, in scena al Teatro Olimpico di Roma l'8 e il 9 marzo 2027 alle 20.30. Il racconto segue la carriera di Jordan sul parquet, dal 1984 al 2003, e la sua trasformazione in imprenditore.

Il racconto

La presentazione del teatro parte da un'idea precisa: le prodezze di Jordan in campo sono state il motore della sua narrazione una volta diventato imprenditore, proprietario di uno dei marchi sportivi più riconoscibili al mondo. Il basket, in altre parole, come fondamento di un mito commerciale e culturale che va molto oltre lo sport.

L'arrivo nella Lega

Lo spettacolo racconta come Jordan, appena arrivato nella NBA, riuscì a far capire subito a campioni come Magic Johnson e Larry Bird di che pasta fosse fatto, nonostante la giovane età. Magic e Bird erano i due volti del basket americano degli anni Ottanta, e l'ingresso di un ragazzo capace di tenerne il livello fu un evento.

Oltre le statistiche

Sei titoli NBA, record individuali e di squadra infranti: il teatro li cita, ma aggiunge che i numeri raccontano solo in parte la grandezza di un personaggio difficile da chiudere dentro il recinto delle statistiche. È esattamente il terreno di Buffa, che da sempre usa i risultati come punto di partenza e non come punto d'arrivo.

Il pianoforte di Alessandro Nidi

In scena, accanto a Buffa, c'è il pianoforte di Alessandro Nidi. La musica dal vivo accompagna la narrazione e ne scandisce i passaggi: è una formula che Buffa ha adottato in molti dei suoi spettacoli teatrali, e che trasforma il racconto sportivo in qualcosa di vicino al teatro di narrazione.

Date e orari di Federico Buffa al Teatro Olimpico

Federico Buffa è in cartellone al Teatro Olimpico l'8 e il 9 marzo 2027, un lunedì e un martedì, con spettacolo alle 20.30. Lo spettacolo fa parte della stagione 2026/2027 del teatro.

Due sere feriali

Le due date cadono all'inizio della settimana, e questo ha un vantaggio pratico: il quartiere Flaminio è più tranquillo che nel fine settimana, i mezzi pubblici meno affollati, i ristoranti più liberi. Per una serata di racconto, lontana dal clima del sabato sera, è una collocazione giusta.

Quando arrivare

Con inizio alle 20.30, arrivare in piazza Gentile da Fabriano verso le 20 permette di ritirare eventuali biglietti, trovare il posto e fare un giro nel foyer senza fretta.

Biglietti e prezzi per Number 23 al Teatro Olimpico

I biglietti per Number 23 di Federico Buffa al Teatro Olimpico costano da 22 a 38 euro più il diritto di prevendita, secondo la tabella pubblicata dal teatro. Online si aggiunge una commissione di 2 euro a biglietto.

I settori e i prezzi

La Poltronissima Gold costa 38 euro più 5,70 di prevendita; la Poltronissima Laterale 34,50 più 5,20; la Poltrona 30 più 4,50; la Balconata 30 più 4,50; la Balconata con balaustra 29 più 4,40; la Balconata Laterale 24,50 più 3,70; la Balconata Laterale con balaustra 22 più 3,30. Il teatro precisa che la prevendita è sempre richiesta al momento dell'emissione del biglietto.

Dove comprarli

I biglietti si acquistano sul sito ufficiale del Teatro Olimpico, alla voce Acquista online, e al botteghino del teatro. Per dubbi su posti e disponibilità il teatro indica l'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it.

La balaustra

I settori con balaustra costano meno perché la ringhiera della galleria entra in parte nella visuale. Per uno spettacolo di parola, con un narratore e un pianoforte, il sacrificio è contenuto: si sente tutto, si vede un po' meno.

Chi è Federico Buffa

Federico Buffa, nato a Milano il 28 luglio 1959, è un giornalista, telecronista sportivo e scrittore, noto al grande pubblico per le telecronache NBA con Flavio Tranquillo e per i programmi di racconto sportivo su Sky Sport. Da oltre dieci anni porta le sue storie anche in teatro.

UCLA e Superbasket

Nel 1978 Buffa frequentò la Summer Session di Sociologia all'UCLA, in California, e nello stesso anno scrisse il suo primo articolo per la rivista Superbasket, allora diretta da Aldo Giordani, che considera il suo maestro. L'articolo raccontava proprio quell'esperienza americana.

Agente di giocatori

Due anni dopo cominciò a lavorare come agente, rappresentando Mike Mitchell a Tel Aviv e alcune giocatrici della Serie A femminile, fra cui, come lui stesso ha raccontato, Debra Rodman, sorella di Dennis Rodman. È un dettaglio che spiega molto: Buffa conosce il basket dall'interno, dalle trattative e dagli spogliatoi, prima ancora che dalla cabina di commento.

La radio e l'incontro con Tranquillo

Nel 1984 diventò il radiocronista ufficiale delle partite dell'Olimpia Milano, e nello stesso anno, alla settima giornata di campionato, cominciò a condividere il microfono con Flavio Tranquillo. Nel 1986 diventò giornalista pubblicista. Si laureò in Giurisprudenza a Milano, dopo essersi iscritto a Pavia, con una tesi sul contratto di lavoro sportivo.

La televisione: da Telereporter a Sky

Nel 1987 debuttò in televisione su Telereporter, accanto a Guido Bagatta. Nel 1991 passò a TV Koper Capodistria, nel 1994 a Tele+ come seconda voce del basket universitario americano. Un anno dopo, con il ritorno dell'NBA sulla televisione a pagamento, fu scelto per affiancare Tranquillo nelle partite più importanti, prima su Tele+ e poi su Sky Sport, dove è rimasto commentatore NBA fino al 2013.

Il calcio

Buffa non è solo basket. Dal 2003 al 2005 fu opinionista di Studio Milan su Milan Channel, poi condusse La Partita Tattica fino al 2011. Durante i Mondiali del 2010 in Sudafrica fu opinionista per la televisione svizzera RSI, poi ospite fisso di Calciomercato su Sky Sport.

Le Storie

Dal 5 aprile 2014 Sky Sport trasmise Federico Buffa racconta Storie Mondiali, dieci episodi sulla storia dei Mondiali di calcio. È il formato che lo ha reso celebre: un monologo davanti alla telecamera, senza immagini di repertorio a coprire la voce. Il critico Aldo Grasso, sul Corriere della Sera, lo definì un narratore straordinario, capace di fare vera cultura stabilendo collegamenti e aprendo digressioni. Nel 2019 Buffa ha ideato e prodotto per Sky il documentario su Gigi Riva, L'uomo che nacque due volte.

Il teatro

Nel 2015 Buffa debuttò in teatro con Le Olimpiadi del '36, dedicato ai Giochi di Berlino. Da allora il palcoscenico è diventato una parte stabile del suo lavoro. Nel 2016 ha anche doppiato un personaggio nel film Race, il colore della vittoria, dedicato a Jesse Owens; nel 2019 ha ricevuto lo Special Award del Premio Alessandro Cicognini.

I libri

La sua bibliografia comincia con Black Jesus, un viaggio nel basket americano in 23 più una fermate, pubblicato da Castelvecchi nel 1999, seguito da Black Jesus 2 nel 2002 e da un'antologia nel 2005. Poi L'ultima estate di Berlino per Rizzoli nel 2015, Storie mondiali e Nuove storie mondiali con Carlo Pizzigoni, Muhammad Alì con Elena Catozzi nel 2017, La Milonga del Futbol con Fabrizio Gabrielli nel 2024.

Una curiosità su Federico Buffa, Number 23 al Teatro Olimpico — 8 e 9 marzo 2027

Il primo libro di Federico Buffa, pubblicato da Castelvecchi nel 1999, si intitolava Black Jesus. Un grande viaggio nel basket americano in 23 più una fermate. Quasi trent'anni dopo lo stesso numero torna in testa al titolo di uno spettacolo interamente dedicato a Michael Jordan, Number 23. Fra i due titoli c'è un arco di carriera lunghissimo, cominciato con un articolo su Superbasket nel 1978 e passato per la radio, la televisione, i libri e il palcoscenico: un cerchio che si chiude su un numero solo.

Fra quel libro e questo spettacolo c'è tutta la carriera di Buffa come voce del basket americano in Italia. Dal 1995, con il ritorno delle partite NBA sulla televisione a pagamento, fu scelto per affiancare Flavio Tranquillo nelle telecronache più importanti, prima su Tele+ e poi su Sky Sport, fino al 2013. Per molti appassionati italiani la NBA ha avuto per quasi vent'anni la voce di quei due. Chi andrà all'Olimpico l'8 o il 9 marzo, in buona parte, andrà a risentire una voce che conosce da sempre.

La seconda curiosità riguarda il metodo. Il critico Aldo Grasso, sul Corriere della Sera, ha descritto Buffa come un narratore capace di stabilire collegamenti, creare connessioni e aprire digressioni. Il suo racconto funziona così: una digressione storica, un dettaglio personale, e poi di nuovo il campo. Chi conosce le Storie di Sky lo sa; chi non le conosce lo scoprirà in sala, con il pianoforte di Alessandro Nidi a fare da contrappunto.

Michael Jordan: il numero 23 raccontato da Buffa

Michael Jordan, secondo la presentazione del Teatro Olimpico, è un giocatore iconico come pochissimi altri nella storia dello sport mondiale: le sue prodezze sul parquet vanno dal 1984 al 2003, e hanno portato sei titoli NBA e record individuali e di squadra.

Il campo

Lo spettacolo parte dal campo: l'arrivo nella Lega, il confronto immediato con Magic Johnson e Larry Bird, i sei titoli. È una storia che ha già la forma di un romanzo, e Buffa, che ha costruito la sua fama sulle strutture narrative delle Storie di Sky, sa come scandirla.

Il mito

Il cuore della presentazione è un'idea: i numeri raccontano soltanto in parte la grandezza di Jordan, un personaggio difficile da chiudere dentro il recinto delle statistiche. È il punto in cui il cronista lascia il posto al narratore.

L'imprenditore

Dopo il campo, il marchio. La presentazione ricorda che le prodezze sul parquet sono state linfa e traino della narrazione di Jordan una volta diventato imprenditore, proprietario di uno dei marchi sportivi più riconoscibili al mondo. È il secondo tempo del racconto.

Il Teatro Olimpico: da cinema degli anni Trenta a casa del racconto

Il Teatro Olimpico di piazza Gentile da Fabriano è attivo come Cine-Teatro Olimpico dal 1936 e come Teatro Olimpico dal 1981. Si trova sul lungotevere Flaminio, all'altezza del Ponte della Musica, ed è la sede della maggior parte degli spettacoli dell'Accademia Filarmonica Romana.

La costruzione

L'isolato che comprende il teatro fu costruito fra il 1935 e il 1936 per conto della Società Generale Immobiliare, negli anni in cui nascevano il Flaminio e il Foro Italico. Per due decenni la sala funzionò soprattutto come cinema, con numeri di avanspettacolo negli intervalli: da qui la sua doppia natura di grande cinema con i servizi di un teatro.

Il teatro comprato dai cittadini

Alla fine degli anni Settanta l'edificio fu messo in vendita. Adriana Panni, presidente dell'Accademia Filarmonica Romana, promosse una sottoscrizione fra i cittadini e nel 1980 nacque la Teatro Olimpico spa, che comprò l'immobile. Dal 1981 il cartellone si aprì alla prosa, alla danza e ai grandi nomi dello spettacolo.

La sala

La sala ha 1.410 posti: 966 in platea, disposti ad anfiteatro in pendenza, e 444 nella galleria a ferro di cavallo, che nella biglietteria corrisponde ai settori di balconata. Il palco misura circa 10 metri di profondità per 12 di larghezza. Per un racconto con un narratore e un pianoforte è uno spazio ampio, e la pendenza della platea garantisce una buona visuale anche dalle file posteriori.

Una cosa che non ti dice nessuno su Federico Buffa, Number 23 al Teatro Olimpico — 8 e 9 marzo 2027

Nel foyer e nei corridoi del Teatro Olimpico sono conservate scenografie realizzate da grandi artisti del Novecento per spettacoli andati in scena proprio in quella sala. Quasi nessuno le guarda: il pubblico passa con il biglietto in mano, cercando la fila.

Ci sono le forme dorate che Corrado Cagli realizzò per la Messa di Igor Stravinskij, rappresentata all'Olimpico dal 29 al 31 ottobre 1975. C'è il fondale dipinto da Giacomo Manzù per l'Histoire du soldat, sempre di Stravinskij, in scena dall'11 al 14 ottobre 1966. C'è la scenografia di Alfred Silbermann per un'altra esecuzione della Messa, nel dicembre 2001, e la scultura di Mirko per i Tre misteri di Niccolò Castiglioni, dell'ottobre 1968.

Per chi va a sentire Buffa questo dettaglio ha un sapore particolare. Buffa è un narratore che costruisce le sue storie per collegamenti inattesi, dallo sport alla letteratura, dalla storia politica all'arte. Il foyer dell'Olimpico, con un Manzù e un Cagli accanto al guardaroba, è un collegamento inatteso fatto di materia: l'arte del Novecento al servizio della musica, in una sala costruita come cinema.

Il consiglio pratico è semplice: arrivate venti minuti prima e alzate lo sguardo. Poche sale di Roma tengono in corridoio opere di questo livello, e all'Olimpico nessuno ve lo segnala.

Il consiglio che ti do per visitare Federico Buffa, Number 23 al Teatro Olimpico — 8 e 9 marzo 2027

Conviene scegliere il posto per sentire, prima ancora che per vedere. Number 23 è uno spettacolo di parola e musica: un narratore, un pianoforte, nessuna scenografia spettacolare annunciata. Buffa lavora con la voce, con le pause, con i cambi di tono, e il pianoforte di Alessandro Nidi dialoga con lui. In una sala da 1.410 posti conta la vicinanza, ma conta anche la centralità.

La platea centrale, nei settori di Poltronissima Gold e Poltrona, è la scelta migliore se volete cogliere le espressioni del narratore. Grazie alla disposizione ad anfiteatro, anche le file centrali e posteriori della platea vedono bene. La Balconata centrale costa quanto la Poltrona, 30 euro più prevendita, e offre una visione frontale d'insieme. I laterali con balaustra, i più economici, sono adatti a chi vuole soprattutto ascoltare.

Secondo consiglio: preparatevi, se volete, ma non troppo. Rivedere qualche partita di Jordan aiuta a riconoscere i riferimenti, ma il piacere di Buffa è anche la sorpresa: il dettaglio che non conoscevate, il personaggio minore che diventa centrale, il collegamento con un altro mondo.

Terzo consiglio: portate chi non ama il basket. Sembra un paradosso, ma i racconti di Buffa funzionano soprattutto con chi non sa nulla dell'argomento. È la prova migliore della qualità di un narratore, e chi viene trascinato controvoglia di solito esce convinto.

Come arrivare al Teatro Olimpico per Number 23

Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da cui si cammina per circa 500 metri lungo viale del Pinturicchio fino a piazza Gentile da Fabriano. Sono le indicazioni fornite dal teatro.

Metro A e tram 2

Dalla stazione Flaminio, in piazzale Flaminio, il tram 2 porta al capolinea di piazza Mancini. Da lì, a piedi per viale del Pinturicchio, sono cinque minuti. Da Termini lo schema è lo stesso: metro A fino a Flaminio, poi tram.

Autobus

Le linee con fermata nei pressi del teatro indicate dall'Olimpico sono 220, 232, 233, 280, 301, 446, 48, 910 e 911. Il 910 parte da Termini verso Mancini: si scende alla fermata Pannini, si svolta a sinistra su viale del Pinturicchio e si cammina per circa 300 metri. A piazza Mancini arrivano anche il 200, il 201, il 53 e la notturna n24.

Ferrovia Roma Viterbo

Chi arriva con la ferrovia Roma Nord scende a Flaminio e prende il tram 2 fino a piazza Mancini, poi segue lo stesso percorso a piedi.

In auto

Dal centro si prende viale del Muro Torto verso piazzale Flaminio, poi via Luisa di Savoia e i lungotevere fino al lungotevere Flaminio. Da nord si attraversa il ponte Duca d'Aosta dal Foro Italico. Il parcheggio nelle sere di spettacolo è il vero problema: in un lunedì o martedì di marzo va un po' meglio, ma resta preferibile lasciare l'auto a casa.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

Tutti sanno che Federico Buffa e Flavio Tranquillo sono stati per anni la coppia delle telecronache NBA in Italia. Meno noto è da quanto tempo: il loro sodalizio non è nato in televisione, ma alla radio, nel 1984, alle partite dell'Olimpia Milano. Buffa era il radiocronista ufficiale della squadra, e dalla settima giornata di quel campionato cominciò a dividere il microfono con Tranquillo. Undici anni prima di commentare insieme l'NBA su Tele+, i due raccontavano il basket milanese via radio.

Il 1984, per coincidenza, è anche l'anno in cui Michael Jordan arrivò nella NBA. Lo spettacolo parte proprio da lì: dal 1984 al 2003, dice la presentazione del teatro. Buffa e Jordan hanno cominciato le loro carriere nello stesso anno, su due sponde dell'Atlantico, e le loro strade si sono incrociate per tutti gli anni Novanta, in diretta notturna, attraverso lo schermo.

Il secondo fatto riguarda la natura del suo successo. Buffa è diventato un fenomeno popolare quando la televisione gli ha tolto le immagini. Le Storie Mondiali del 2014 erano monologhi: un uomo che parla, qualche fotografia, nessuna azione di gioco a coprire il racconto. È una scommessa che in televisione pochi avrebbero fatto, ed è la ragione per cui il passaggio al teatro è stato naturale. Sul palco Buffa non ha dovuto cambiare nulla: faceva già teatro davanti alla telecamera.

La foto giusta da fare a Federico Buffa, Number 23 al Teatro Olimpico — 8 e 9 marzo 2027

La foto giusta, per chi va a sentire Buffa all'Olimpico, si fa fuori, sul Ponte della Musica, di fronte a piazza Gentile da Fabriano. Il ponte attraversa il Tevere davanti al teatro e porta alla riva del Foro Italico. In una sera di marzo, con le luci accese e il fiume scuro sotto, offre una doppia inquadratura: da una parte la facciata razionalista del teatro con il suo alto zoccolo di travertino, dall'altra le architetture sportive degli anni Trenta.

Per uno spettacolo che parla di sport, questa seconda inquadratura ha un senso preciso. Il Foro Italico è il grande complesso sportivo di Roma, costruito negli stessi anni del teatro, con lo stadio Olimpico poco più in là. Una foto che mette insieme il teatro e il Foro racconta la serata meglio di qualsiasi locandina.

La seconda foto, più facile, è la facciata del teatro illuminata con la gente in attesa, una ventina di minuti prima dell'inizio. Scattate dal lato opposto della piazza per avere l'edificio intero.

Dentro, durante lo spettacolo, niente foto e niente video. Un racconto vive di pause e di silenzi, e lo schermo acceso di un telefono in platea li rovina. Se volete un ricordo della sala, fotografate il foyer e le scenografie storiche prima di entrare.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il 4 marzo 1965 Pierre Boulez diresse al Teatro Olimpico un concerto con la prima esecuzione italiana di Abramo e Isacco di Igor Stravinskij e la prima europea della sua Elegia per Kennedy. Quasi esattamente sessantadue anni prima delle serate di Buffa, la sala ospitava una delle date più importanti della sua storia musicale.

Negli anni successivi l'Olimpico diventò il luogo in cui arte e musica si incontravano: l'Histoire du soldat di Stravinskij nell'ottobre 1966 con il fondale di Giacomo Manzù, i Tre misteri di Castiglioni nel 1968 con la scultura di Mirko, la Messa di Stravinskij nel 1975 con le forme di Corrado Cagli.

Il 1980 è l'anno della svolta: nasce la Teatro Olimpico spa, a larga base azionaria, che compra l'edificio dalla Società Generale Immobiliare. Dal 1981 la sala cambia nome e vocazione. Nell'aprile del 1982 debuttano all'Olimpico i Momix di Moses Pendleton, che ne diventeranno ospiti fissi; la Lindsay Kemp Company arriva nel 1989 e nel 1993.

Negli anni Novanta arrivano i grandi nomi della danza internazionale: Mikhail Baryshnikov con il White Oak Dance Project nell'ottobre 1995, il Bolshoi Ballet nel settembre 1996, il Béjart Ballet Lausanne nel 2004. Nella stagione 2009/2010 le classifiche Agis collocano l'Olimpico al secondo posto a Roma e al settimo in Italia per numero di spettatori. È la conferma, nei numeri, di una scommessa fatta trent'anni prima da un gruppo di cittadini.

Chi è passato da Federico Buffa, Number 23 al Teatro Olimpico — 8 e 9 marzo 2027

Sul palco del Teatro Olimpico sono passati musicisti come Arturo Benedetti Michelangeli, Jessye Norman, Zubin Mehta e Giuseppe Sinopoli, legati alla stagione dell'Accademia Filarmonica Romana, insieme a Luigi Dallapiccola e Pierre Boulez. È un elenco che pochi teatri italiani possono vantare.

Per la musica leggera e d'autore la memoria del teatro conserva i Marillion nel febbraio 1988, Lucio Dalla nell'aprile 1994, i Pooh nell'ottobre dello stesso anno, i Nomadi, e Giorgio Gaber con Un'idiozia conquistata a fatica il 28 gennaio 1998. Gaber, con il suo teatro canzone, è forse il precedente più vicino a quello che fa Buffa: un uomo solo in scena, la parola al centro, la musica come compagna.

La danza ha portato qui Baryshnikov, Joaquín Cortés, Lindsay Kemp, Maurice Béjart, il Bolshoi, Antonio Gades e i Momix. Tra i protagonisti della sua storia il teatro ricorda anche Dario Fo e Nicola Piovani. La comicità ha visto Gigi Proietti con A me gli occhi nel 1996, e poi Enrico Brignano, Vincenzo Salemme, Aldo, Giovanni e Giacomo, Lillo e Greg, Max Giusti. Il teatro cita fra i protagonisti della sua storia anche giornalisti come Marco Travaglio.

Federico Buffa entra in questa storia da una porta particolare: quella del racconto. Non è un attore, non è un musicista, non è un comico. È un giornalista che ha trasformato la cronaca sportiva in narrazione, e che sale sullo stesso palco di Dario Fo e di Gaber. Non è un accostamento forzato: il teatro di parola, in Italia, ha sempre avuto bisogno di persone capaci di tenere una sala con la sola voce.

Il Flaminio intorno al Teatro Olimpico

Il Teatro Olimpico si trova nel quartiere Flaminio, a nord di piazza del Popolo, in una zona che negli ultimi vent'anni è diventata uno dei poli culturali di Roma, con l'Auditorium Parco della Musica, il MAXXI e il Ponte della Musica.

Il Foro Italico e lo stadio

Di fronte al teatro il Ponte della Musica porta al Foro Italico, costruito negli stessi anni del teatro, e allo Stadio Olimpico. Per una serata dedicata a un campione dello sport, una passeggiata fra le architetture sportive degli anni Trenta prima dello spettacolo è il preambolo giusto.

Auditorium e MAXXI

A breve distanza, verso l'interno del quartiere, si trovano l'Auditorium Parco della Musica e il MAXXI. Una mostra nel pomeriggio e Buffa la sera è una combinazione sensata per chi arriva da fuori.

Ponte Milvio

Risalendo il Tevere verso nord si arriva a Ponte Milvio, con la sua piazza piena di locali: la meta naturale per chi vuole fare tardi dopo lo spettacolo.

Verso il centro

Lungo via Flaminia si incontrano il Museo Etrusco di Villa Giulia, ai margini di Villa Borghese, e poi piazza del Popolo, accanto a piazzale Flaminio, da cui parte il tram 2.

Dove mangiare prima o dopo lo spettacolo

Intorno al Teatro Olimpico, fra piazza Mancini, via Flaminia e piazza Gentile da Fabriano, ci sono pizzerie, trattorie e bar frequentati dal pubblico del teatro e dell'Auditorium, con un'offerta di quartiere senza pretese turistiche.

Prima dello spettacolo

Con inizio alle 20.30 una cena veloce verso le 19 è la soluzione più pratica. Il lunedì e il martedì i locali del quartiere sono meno affollati, ma qualche ristorante può essere chiuso per turno: meglio prenotare.

Dopo lo spettacolo

La cena dopo teatro è una buona abitudine romana. A Ponte Milvio, a pochi minuti di taxi, alcuni locali restano aperti fino a tardi anche nei giorni feriali.

Accessibilità al Teatro Olimpico

Chi ha esigenze di mobilità ridotta e vuole vedere Number 23 al Teatro Olimpico deve contattare il botteghino prima dell'acquisto, all'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it, per conoscere i posti adatti e le modalità di accesso alla sala.

La sala

La platea è organizzata ad anfiteatro, in pendenza, e la galleria si trova al piano superiore: sono elementi da considerare nella scelta del settore.

Con i ragazzi

Per un ragazzo appassionato di basket, sentire la storia di Jordan raccontata da Buffa può essere un'esperienza formativa: un modo per scoprire che lo sport si può raccontare come la storia e la letteratura. Lo spettacolo è serale e dura un'intera serata, e non è pensato per i bambini piccoli.

Il resto della stagione al Teatro Olimpico

Number 23 fa parte della stagione 2026/2027 del Teatro Olimpico. Nel calendario del teatro, prima di Buffa, ci sono i Momix con Botanica, la compagnia di Moses Pendleton che all'Olimpico debuttò nel 1982; dopo Buffa arriva Io Marte Tu Mercole R-Evolution con Gianluca Fubelli e Federica Camba. Per il cartellone completo c'è la scheda del Teatro Olimpico.

Domande frequenti su Federico Buffa al Teatro Olimpico

Quando è Federico Buffa al Teatro Olimpico di Roma?

Federico Buffa porta Number 23. Vita e splendori di Michael Jordan al Teatro Olimpico di Roma l'8 e il 9 marzo 2027, con spettacolo alle 20.30. Il teatro è in piazza Gentile da Fabriano 17, nel quartiere Flaminio.

Quanto costano i biglietti per Number 23 di Federico Buffa?

I biglietti per Number 23 di Federico Buffa al Teatro Olimpico vanno da 22 euro, Balconata Laterale con balaustra, a 38 euro, Poltronissima Gold, più il diritto di prevendita. Online si aggiunge una commissione di 2 euro a biglietto.

Dove si comprano i biglietti per Federico Buffa a Roma?

I biglietti per Federico Buffa al Teatro Olimpico si comprano sul sito ufficiale del teatro, alla voce Acquista online, e al botteghino in piazza Gentile da Fabriano. Per informazioni il teatro indica l'indirizzo biglietti@teatroolimpico.it.

Di che cosa parla lo spettacolo Number 23?

Number 23 di Federico Buffa racconta la vita e la carriera di Michael Jordan, dalle prodezze sul parquet fra il 1984 e il 2003, con sei titoli NBA, alla trasformazione in imprenditore e proprietario di uno dei marchi sportivi più riconoscibili al mondo.

Chi suona nello spettacolo di Federico Buffa?

Nello spettacolo Number 23 Federico Buffa è accompagnato al pianoforte da Alessandro Nidi. Lo spettacolo è di e con Buffa, e la musica dal vivo accompagna e scandisce la narrazione.

Come si arriva al Teatro Olimpico con i mezzi?

Il Teatro Olimpico si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino al capolinea di piazza Mancini, da cui sono circa 500 metri a piedi. Da Termini c'è anche l'autobus 910, fermata Pannini.

Bisogna amare il basket per vedere Number 23?

Per vedere Number 23 di Federico Buffa non serve conoscere il basket. I racconti di Buffa sono costruiti per collegamenti fra sport, storia e cultura, e funzionano anche con chi non ha mai visto una partita di Michael Jordan.

Quanti posti ha il Teatro Olimpico di Roma?

Il Teatro Olimpico di Roma ha 1.410 posti: 966 in platea, disposti ad anfiteatro, e 444 nella galleria a ferro di cavallo, che corrisponde ai settori di balconata.

Il consiglio finale su Federico Buffa

I buoni narratori sono rari, e quelli capaci di tenere mille persone con la sola voce e un pianoforte ancora di più. Buffa è uno di loro. Prendete un posto centrale, arrivate presto per guardare i Manzù e i Cagli del foyer, e portate con voi qualcuno che non sa nulla di Michael Jordan. Uscirà sapendone più di voi, e con la voglia di rivedere una partita di Jordan.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento8 Marzo 2027 20:30 — 9 Marzo 2027
IndirizzoTeatro Olimpico, Piazza Gentile da Fabriano 17, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città

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