Erotico veneziano al Teatro Vittoria — 20 e 21 ottobre 2026
Erotico veneziano va in scena al Teatro Vittoria martedì 20 e mercoledì 21 ottobre 2026, entrambe le sere alle 21. Il teatro si trova a Testaccio, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10; la metro più comoda è la linea B, fermata Piramide, a una decina di minuti a piedi, e il tram 3 percorre via Marmorata a pochi passi dalla piazza. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro e dal rivenditore autorizzato indicato dall'organizzazione; i biglietti si comprano al botteghino del Vittoria (06 5781960) o sul circuito di prevendita autorizzato a cui rimanda la pagina dello spettacolo sul sito del Teatro Vittoria.
Drammaturgia e regia sono di Lucia Poli; in scena Renata Zamengo e Beatrice Gregorini; produce l'Associazione Laboratoriocentrovoce. Lo spettacolo porta a Roma la Venezia libertina del Settecento attraverso le parole di due veneziani che la conoscevano dall'interno: il poeta Giorgio Baffo e Giacomo Casanova. Due sole sere, in mezzo alla settimana, in un teatro di quartiere: è il genere di appuntamento che a Roma passa inosservato e che invece vale la pena segnarsi.
Erotico veneziano in breve: date, orari, compagnia
Erotico veneziano al Teatro Vittoria conta due repliche, martedì 20 e mercoledì 21 ottobre 2026 alle 21, con la drammaturgia e la regia di Lucia Poli e le interpreti Renata Zamengo e Beatrice Gregorini.
Le due sere
Il calendario delle repliche pubblicato dal Teatro Vittoria è breve: martedì 20 ottobre alle 21.00, mercoledì 21 ottobre alle 21.00. Non ci sono pomeridiane. La durata non è indicata: chi deve organizzare un rientro fuori città la può chiedere al botteghino nei giorni precedenti.
Chi firma lo spettacolo
La scheda del teatro indica «di Lucia Poli, regia Lucia Poli»: il testo è un montaggio di sonetti e memorie curato da lei, e la messa in scena porta la sua mano. Le due interpreti, in ordine alfabetico come le elenca il Vittoria, sono Renata Zamengo e Beatrice Gregorini. La produzione è dell'Associazione Laboratoriocentrovoce.
Uno spettacolo per adulti
Il comunicato del teatro lo dice senza giri di parole: in scena due donne interpretano le parole, particolarmente esplicite, di due uomini sul sesso. È teatro di parola, ironico e raffinato, ma il lessico è quello di Baffo, cioè il più scoperto della poesia italiana del Settecento. Va messo in conto prima di comprare i biglietti per tutta la famiglia.
Cosa si vede in Erotico veneziano al Teatro Vittoria
Erotico veneziano fa rivivere frammenti della Venezia del Settecento attraverso i Sonetti di Giorgio Baffo e le Memorie di Giacomo Casanova: bische, osterie, monache lascive, feste, maschere e travestimenti.
La città del piacere
Il punto di partenza, nella presentazione della compagnia, è la Venezia del Settecento con la sua gioia di vivere, il suo edonismo senza freni e la sua dolce decadenza: una città anfibia e umida, che Guillaume Apollinaire definì con un'immagine anatomica volutamente brutale. Lo spettacolo non ricostruisce la storia della Repubblica: ne prende l'atmosfera, i luoghi e i personaggi minori, quelli che popolano le pagine dei due autori.
Baffo e Casanova, maestro e allievo
Il comunicato spiega il legame fra i due: Casanova conosce Baffo fin da bambino e lo considera un genio, una sorta di padrino, di ispiratore e di mentore. Le differenze sono notevoli: il primo è un patrizio che resta a Venezia e scrive in dialetto, il secondo un avventuriero che attraversa l'Europa. Li accomuna una filosofia di impianto sensista e illuminista che si fa beffe dei pregiudizi e della morale corrente per affermare il piacere di vivere.
Due donne per due uomini
La scelta di regia è la chiave dello spettacolo. Le parole di Baffo e Casanova, entrambe maschili e sfrontate, sono affidate a due attrici. Lucia Poli la motiva così nel comunicato: aggiungere una dose di distacco al tono già ironico degli scrittori e offrire una lettura leggera e giocosa di una materia incandescente. È una scelta che cambia l'ascolto: quello che in bocca a un uomo suonerebbe come vanteria, in bocca a una donna diventa commento, parodia, a volte critica.
Dal racconto al gioco di scena
Il gioco dei ruoli, prosegue la presentazione, si allarga e diventa gioco di palcoscenico quando le avventure citate si animano in momenti di pura fantasia, e i toni crudi si fondono con quelli poetici. L'obiettivo dichiarato è un intrattenimento raffinato e intelligente, che mette l'ambiguità al servizio dell'ironia. Il teatro lo chiude con una formula che condivido: un omaggio alla libertà di pensiero e alla forza della parola.
Giorgio Baffo, il poeta che Erotico veneziano riporta in scena
Giorgio Alvise Baffo nacque a Venezia l'11 agosto 1694 e vi morì il 30 luglio 1768: patrizio, magistrato della Repubblica, autore di oltre 1.200 poesie in veneziano, quasi tutte rimaste inedite finché era in vita.
Un patrizio senza gloria politica
Baffo era l'ultimo erede maschio di una casata del patriziato veneziano. Entrò nel Maggior Consiglio a vent'anni, fu castellano di Peschiera e poi di Asola, e per il resto della vita ricoprì incarichi nelle Quarantie, i tribunali della Repubblica, con poche soddisfazioni. Per quarant'anni la famiglia abitò in campo Santo Stefano; gli ultimi nove anni il poeta li passò a Palazzo Bellavite, su campo San Maurizio, dove una targa novecentesca lo ricorda con parole di Apollinaire.
Le poesie che non volle stampare
Il comunicato del Vittoria ricorda che Baffo, detto l'osceno o il poeta scandaloso, non vide mai pubblicata la sua opera in vita e fu osteggiato dalle autorità cittadine, eppure era conosciuto da tutti, anche dalle signore che lo leggevano nei salotti o ai tavoli dei caffè gustando sorbetti. Secondo la ricostruzione biografica più diffusa rifiutò più volte le offerte di editori inglesi: la prima raccolta a stampa uscì postuma a Londra nel 1771, con circa settecento componimenti scelti fra i più licenziosi.
Non soltanto eros
Il Baffo che lo spettacolo porta in scena è quello erotico, ma il poeta scrisse anche sonetti politici: contro l'ingerenza della Chiesa nella Repubblica, contro i Gesuiti, contro gli Inquisitori di Stato che avevano arrestato l'amico Angelo Querini, e perfino una polemica in versi contro Carlo Goldoni negli anni 1754-1756. Apollinaire lo tradusse in francese e lo considerò un grande lirico; Pier Paolo Pasolini gli dedicò un articolo sul Corriere della Sera nel novembre 1974.
Giacomo Casanova e le Memorie in Erotico veneziano
Giacomo Casanova è il secondo autore di Erotico veneziano: lo spettacolo attinge alle Memorie della sua vita, il racconto in cui il veneziano descrive un'Europa di viaggi, intrighi e avventure.
Il ritratto del comunicato
Il testo della compagnia presenta Casanova come uomo che si dichiara vittima dei sensi per la vitalità formidabile, il temperamento sanguigno e la curiosità intellettuale. Ha viaggiato freneticamente in tutta Europa e ha dipinto un mondo denso di luoghi e persone, di eventi e intrighi, nel quale spesso si è trovato ad agire con assoluta spregiudicatezza.
L'allievo di Baffo
Lo spettacolo gioca sul rapporto fra i due. Casanova conosceva Baffo fin da bambino e lo considerava un mentore; di lui scrisse che era un genio sublime, poeta nel più lubrico dei generi ma grande e unico. Metterli sulla stessa scena significa accostare due scritture diverse, la poesia dialettale e la prosa memorialistica, unite dallo stesso sguardo sul mondo.
Perché ascoltarli oggi
A nostro giudizio il senso della serata sta proprio qui. Baffo e Casanova sono spesso ridotti a figurine da cartolina, il poeta sconcio e il seduttore. Ascoltati in teatro, con la distanza ironica di due attrici, tornano a essere quello che erano: due intelligenze del Settecento che usano il corpo per parlare di libertà.
Lucia Poli, autrice e regista di Erotico veneziano
Lucia Poli, nata a Firenze il 12 ottobre 1940, attrice, autrice e regista, sorella di Paolo Poli, ha vinto il Nastro d'argento 1997 come migliore attrice non protagonista per Albergo Roma di Ugo Chiti.
Gli inizi
Laureata in Filosofia all'Università di Firenze nel 1963, allieva di Giulio Preti, con una tesi su Maurice Merleau-Ponty, ha insegnato al liceo artistico di Firenze prima di dedicarsi al palcoscenico. Ha cominciato nel 1970 con il teatro per ragazzi e con testi per la radio e la televisione; poco dopo ha affiancato il fratello Paolo in Femminilità, in un gioco di ruoli ambivalente che sembra anticipare quello di Erotico veneziano.
Una voce comica tutta sua
A metà degli anni Settanta ha cominciato a scrivere e interpretare i propri testi, con una verve comica, ironica e satirica molto raffinata. Fra i suoi lavori più noti: Liquidi (1976), Passi falsi (1979, con Giuseppe Bertolucci), Per Dorothy Parker, Donne in bianco e nero, Sorelle d'Italia (1993, con Stefano Benni, Ugo Chiti e Patrizia Loreti), Lezioni di cattiveria, Il libro Cuore ed altre storie con Angelo Savelli, Animalesse (2016) e A spasso con i miei autori (2021).
Il Settecento e i classici
Il suo teatro ha frequentato spesso i testi del passato con occhio moderno: Achille in Sciro da Metastasio (1980), Mine-Haha di Wedekind, L'importanza di chiamarsi Ernesto di Oscar Wilde con Mario Missiroli nel 2000 e con Geppy Gleijeses nel 2014, Le sorelle Materazzi con Milena Vukotic. Come regista ha firmato anche un'Euridice di Jacopo Peri. Erotico veneziano si colloca in questa linea: un classico letto con ironia e senza soggezione.
Cinema e televisione
Sullo schermo è stata la protagonista di Gostanza da Libbiano di Paolo Benvenuti (2000) e ha lavorato con Christian De Sica, Roberto Benigni in La tigre e la neve, Citto Maselli e Giuseppe Capotondi. In televisione ha recitato fra l'altro nelle Affinità elettive di Gianni Amico e in Viaggio a Goldonia di Ugo Gregoretti.
Il Teatro Vittoria, la sala di Erotico veneziano a Testaccio
Il Teatro Vittoria è il teatro di prosa di Testaccio, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10: nella forma attuale ha aperto nel dicembre 1986 con 560 poltrone di velluto rosso ed è gestito dalla Cooperativa Attori e Tecnici, nata nel 1977.
Dal varietà al cinema
All'inizio del Novecento al posto del teatro c'era una palazzina a due piani dove si faceva varietà. La storia ufficiale del Vittoria ricorda che su quel palco passarono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani. Nel dopoguerra l'edificio fu abbattuto e sostituito da un condominio con al piano terra un grande cinema, con platea e balconata, costruito dall'imprenditore Amati.
Il teatro di Attilio Corsini
Nel maggio 1986 Attilio Corsini affidò all'architetto Enrico Nespega la trasformazione della sala; a dicembre dello stesso anno il Vittoria riaprì come teatro di prosa. La Cooperativa Attori e Tecnici, fondata da Corsini e Viviana Toniolo, ha fatto di Rumori fuori scena il suo titolo simbolo. Dal 2008 la direzione artistica è di Viviana Toniolo.
Una sala grande per due voci
Cinquecentosessanta posti sono tanti per due attrici e un testo di parola. Il consiglio è sedersi in platea, nelle prime dodici file: la forza di uno spettacolo come questo è nelle sfumature della voce e negli sguardi, e da lontano si perdono. Il palcoscenico del Vittoria è ampio e profondo e permette alle due interpreti di muoversi quando le avventure si animano.
Le altre attività
Il Vittoria ospita i Tè letterari, arrivati alla trentesima edizione, la rassegna Salviamo i Talenti intitolata ad Attilio Corsini e una scuola per spettAttori dai 5 ai 105 anni. Per alcuni spettacoli offre un servizio di audiodescrizione.
Testaccio intorno al Teatro Vittoria
Piazza di Santa Maria Liberatrice è la piazza centrale di Testaccio, il rione operaio nato a fine Ottocento fra il Tevere, l'Aventino e il Monte dei Cocci; per una prima passeggiata c'è la nostra guida a cosa vedere a Testaccio.
Le case popolari di fronte al teatro
La storia del Vittoria ricorda che di fronte al teatro sorsero le prime case popolari del quartiere, frutto di un concorso internazionale di architettura, assegnate a carrettieri e operai del mattatoio. I loro cortili danno ancora oggi al rione la sua fisionomia compatta e abitata. Chi vuole capirne la storia trova i pannelli del Museo diffuso del rione Testaccio.
L'Ex Mattatoio e il mercato
In fondo al quartiere c'è l'Ex Mattatoio, il complesso industriale che per decenni ha dato lavoro al rione e oggi ospita spazi culturali e universitari. Poco lontano, il Nuovo Mercato Testaccio è il posto per un pranzo veloce fra i banchi prima di una giornata nel quartiere.
Piramide e Cimitero Acattolico
Sulla strada dalla metro si incontrano la Piramide Cestia e, subito dietro, il Cimitero Acattolico, fra i luoghi più silenziosi di Roma. Per uno spettacolo che parla di viaggiatori settecenteschi è un'anticamera adatta: qui riposano poeti e artisti arrivati a Roma dal Nord Europa sulle strade del Grand Tour.
L'Aventino sopra il rione
Testaccio è ai piedi dell'Aventino. In venti minuti di salita si raggiunge la basilica di Santa Sabina e, accanto, il Giardino degli Aranci con la terrazza sul Tevere. A fine ottobre il sole tramonta presto: chi arriva nel tardo pomeriggio ha il tempo per il tramonto e una cena prima delle 21.
Come arrivare al Teatro Vittoria per Erotico veneziano
Il Teatro Vittoria si raggiunge con la metro B, fermata Piramide, e una decina di minuti a piedi lungo via Marmorata fino a piazza di Santa Maria Liberatrice.
Metro B, Piramide
La fermata Piramide della linea B è anche il nodo della stazione Roma Ostiense e del treno per il Lido. Da Termini sono pochi minuti di corsa. Al ritorno, dopo una replica delle 21 in un giorno feriale, conviene controllare l'orario dell'ultima corsa sul sito dell'azienda di trasporto.
Tram 3
Il tram 3 percorre via Marmorata e lascia a pochi passi dal centro del quartiere. È comodo per chi arriva dal Circo Massimo, dal Colosseo o da San Giovanni. Per le linee di autobus conviene usare il calcolatore di percorso dell'azienda di trasporto, partendo dal proprio indirizzo.
A piedi da Trastevere
Da Trastevere si attraversa il ponte Sublicio e si è già a Testaccio; dal Circo Massimo si cammina una ventina di minuti lungo via Marmorata. È il modo più piacevole di arrivare in una sera d'ottobre.
In auto e in taxi
Il parcheggio la sera a Testaccio è difficile, anche in settimana, perché le trattorie del rione lavorano molto. Meglio lasciare l'auto e prendere la metro. Il taxi lascia in piazza, davanti all'ingresso.
Biglietti per Erotico veneziano al Teatro Vittoria
I biglietti per Erotico veneziano si comprano al botteghino del Teatro Vittoria, telefono 06 5781960, oppure sul circuito di prevendita autorizzato indicato sulla pagina dello spettacolo; i prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro.
Il botteghino
Il botteghino del Vittoria è aperto il lunedì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19; dal martedì al sabato dalle 11 alle 20; la domenica e i festivi dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19, il pomeriggio solo quando c'è spettacolo. La pagina dello spettacolo indica anche i numeri 06 5740170 e 06 5740598; la posta elettronica è info@teatrovittoria.it.
Riduzioni e gruppi
Il teatro pubblica sul proprio sito promozioni e condizioni per gruppi e scuole; eventuali riduzioni si chiedono al botteghino. Per un gruppo organizzato conviene scrivere con qualche settimana di anticipo: con due sole repliche i posti centrali di platea finiscono presto.
Quale sera scegliere
Le due repliche sono identiche per orario e per compagnia. Chi vuole scegliere il posto con calma compri subito per la prima sera: con due sole repliche la platea centrale si riempie in fretta.
Come organizzare la serata di Erotico veneziano
Con l'inizio alle 21, Erotico veneziano lascia il tempo per un aperitivo in piazza di Santa Maria Liberatrice e una cena prenotata alle 19 in una delle trattorie di Testaccio.
Dove mangiare vicino
Intorno alla piazza ci sono trattorie romane, pizzerie, forni e bar di quartiere. Testaccio è la patria del quinto quarto, eredità del mattatoio: coda alla vaccinara, trippa, rigatoni con la pajata. In settimana si trova posto più facilmente, ma una prenotazione evita di arrivare in teatro di corsa.
Dopo lo spettacolo
Il rione resta vivo anche dopo le 23, con bar e locali lungo le strade intorno al mercato. È il momento giusto per commentare la serata.
Una giornata intera
Chi viene da fuori può costruire una giornata: mattina all'Aventino, pranzo al mercato, pomeriggio al Cimitero Acattolico e alla Piramide, sera a teatro. Tutto a piedi, in un raggio di un chilometro e mezzo.
Accessibilità, pubblico e consigli pratici
Il Teatro Vittoria offre il servizio di audiodescrizione per alcuni spettacoli; per sapere se Erotico veneziano è compreso e per l'accesso in sala con sedia a rotelle il riferimento è il botteghino allo 06 5781960.
Con i ragazzi
Erotico veneziano è pensato per un pubblico adulto: il comunicato stesso avverte che le parole sono particolarmente esplicite. Con ragazzi dai diciotto anni in su, magari studenti di letteratura, può essere un modo intelligente di scoprire un Settecento che a scuola non si studia. Con i più giovani sceglierei altro.
Tempi
Arrivate venti minuti prima dell'inizio per ritirare i biglietti e prendere posto. In uno spettacolo di parola il primo sonetto dà il tono a tutta la serata: entrare a sipario aperto significa perderlo.
Una curiosità su Erotico veneziano al Teatro Vittoria — 20 e 21 ottobre 2026
La curiosità più bella di Erotico veneziano riguarda una targa. Sulla facciata di Palazzo Bellavite, in campo San Maurizio a Venezia, dove Giorgio Baffo visse i suoi ultimi nove anni, nel Novecento è stata affissa una lapide che lo ricorda con le parole di Guillaume Apollinaire. È curioso che un poeta rimasto senza stampa per tutta la vita, osteggiato dalle autorità della sua città e trattato per due secoli come un autore da nascondere, sia oggi ricordato sul muro di casa da un poeta francese. Ed è Apollinaire, lo stesso autore che il comunicato del Vittoria cita per definire Venezia, a fare da ponte fra il Settecento e lo spettacolo di Lucia Poli.
La seconda curiosità è biografica. Lucia Poli debuttò in teatro, nei primi anni Settanta, accanto al fratello Paolo in Femminilità, uno spettacolo costruito su un ambivalente scambio di ruoli fra maschile e femminile. Cinquant'anni dopo firma uno spettacolo in cui due donne danno voce a due uomini. Il gioco dei ruoli, che la famiglia Poli ha praticato più di chiunque altro nel teatro italiano, torna qui in una forma nuova. Chi conosce la storia dei Poli la riconoscerà subito; chi non la conosce vedrà comunque il risultato, cioè un'ironia che nasce dallo scarto fra chi parla e chi ha scritto.
Una cosa che non ti dice nessuno su Erotico veneziano al Teatro Vittoria — 20 e 21 ottobre 2026
Nessuno lo scrive in locandina, ma Erotico veneziano richiede un orecchio disposto al veneziano. Giorgio Baffo scrisse oltre milleduecento poesie in dialetto, e il sonetto dialettale ha una musica sua, fatta di elisioni, parole tronche e doppi sensi che vivono sul suono. Chi è abituato al teatro in lingua passerà i primi minuti ad aggiustare l'ascolto. Il consiglio è non preoccuparsi di capire ogni parola: il senso arriva dal ritmo, dal gesto e dall'intenzione delle attrici, e quando arriva è inequivocabile.
La seconda cosa che si tace riguarda il tono. Chi legge «erotico» nel titolo può aspettarsi uno spettacolo provocatorio, e chi legge «Settecento» uno spettacolo in costume. Non è né l'uno né l'altro. Il comunicato parla di intrattenimento raffinato e intelligente e di ambiguità al servizio dell'ironia: è la chiave giusta. La crudezza delle parole è filtrata dalla distanza delle interpreti, e la serata è più vicina a un cabaret letterario che a uno spettacolo osé.
La terza: con due sole repliche in mezzo alla settimana, il Vittoria non sarà mai affollato come nel fine settimana. È un vantaggio per chi vuole scegliere il posto e un invito a decidere presto.
Il consiglio che ti do per visitare Erotico veneziano al Teatro Vittoria — 20 e 21 ottobre 2026
Il consiglio per Erotico veneziano al Teatro Vittoria è di arrivare preparati, ma di poco. Non serve leggere le Memorie di Casanova, che sono migliaia di pagine; basta sapere chi era Giorgio Baffo, perché è lui il vero sconosciuto della serata. Cinque minuti su un'enciclopedia bastano: patrizio veneziano, magistrato nei tribunali della Repubblica, poeta dialettale mai stampato in vita, ammirato da Casanova, Stendhal e Apollinaire. Con queste informazioni in testa, ogni sonetto trova il suo posto.
Poi scegliete il posto giusto. Uno spettacolo di parola a due voci si gode dalla platea centrale, fra la quinta e la dodicesima fila: abbastanza vicini per vedere le espressioni, abbastanza lontani per cogliere i movimenti in scena. Evitate i posti laterali della balconata.
Terzo, venite in coppia o in piccolo gruppo di adulti. È uno spettacolo che si commenta a cena, e le reazioni di chi siede accanto fanno parte della serata. Il consiglio è la cena prima, alle 19, in una trattoria del rione, e un bicchiere dopo in piazza: Testaccio a quell'ora è il posto ideale per discutere se Baffo fosse un poeta o soltanto un provocatore. La prima ipotesi sembra la più probabile.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
È risaputo che Giacomo Casanova è il seduttore per antonomasia. È molto meno citato che il suo maestro, secondo lui stesso, fu un magistrato. Giorgio Baffo sedette per decenni nelle Quarantie, i tribunali della Repubblica di Venezia: dal 1732 alla Quarantia Criminale, dal 1760 alla Quarantia Civil Nuova. Di giorno giudicava, la sera recitava agli amici del patriziato versi che le autorità avrebbero voluto proibire. Il poeta scandaloso era un uomo delle istituzioni, e fu proprio la sua posizione a proteggerlo: le sue poesie circolavano solo a voce e manoscritte, e lui rifiutò ogni offerta di stampa.
Il secondo fatto poco citato riguarda la fortuna editoriale. La prima raccolta a stampa, uscita a Londra nel 1771, tre anni dopo la morte del poeta, scelse i componimenti erotici e lasciò fuori quelli filosofici e politici, perché vendevano di più. Da lì nacque la reputazione di Baffo come poeta soltanto osceno, che la critica ha corretto solo nel secondo Novecento, con gli studi di Ludovico Zorzi e con l'articolo di Pier Paolo Pasolini sul Corriere della Sera del 1974. Lo spettacolo di Lucia Poli sceglie il Baffo erotico, ma chi ascolta con attenzione sentirà dietro i versi la stessa insofferenza per l'ipocrisia che animava i suoi sonetti contro il clero.
La foto giusta da fare a Erotico veneziano al Teatro Vittoria — 20 e 21 ottobre 2026
La foto giusta di una serata a Erotico veneziano al Teatro Vittoria si fa fuori, prima di entrare. Mettetevi sul lato del giardino di piazza di Santa Maria Liberatrice, con le spalle alla chiesa, e inquadrate l'ingresso del teatro con l'insegna accesa e il via vai del quartiere davanti. Alle 20.30 di fine ottobre la luce è già quella dei lampioni e delle vetrine, e la facciata del condominio con il teatro al piano terra racconta da sola la storia del Vittoria: una sala di quartiere dentro un palazzo abitato, nata come cinema e diventata teatro.
Dentro la sala non si fotografa durante lo spettacolo, per rispetto delle attrici e del pubblico. Si può fotografare il sipario chiuso e le poltrone rosse prima dell'inizio, se il personale lo consente: cinquecentosessanta poltrone di velluto sono un'immagine che vale lo scatto. Niente flash.
Per chi arriva presto, la seconda foto è alla Piramide Cestia, illuminata la sera, con le Mura Aureliane accanto: un monumento funebre di un romano che si fece seppellire in una tomba egizia, e che i viaggiatori del Settecento, contemporanei di Casanova, disegnavano nei loro taccuini. È il ponte visivo più diretto fra Testaccio e il secolo di cui parla lo spettacolo. E per un ricordo dello spettacolo, l'immagine ufficiale diffusa dal Teatro Vittoria è la scelta migliore.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La piazza del Teatro Vittoria ha una storia che coincide con quella di Testaccio. All'inizio del Novecento il rione era un quartiere di frontiera, nato fra il Tevere e il Monte dei Cocci per ospitare i lavoratori del porto fluviale e del nuovo mattatoio. Di fronte al primo Vittoria sorsero le prime case popolari della zona, esito di un concorso internazionale di architettura, assegnate a carrettieri e operai del mattatoio. Il teatro di varietà di quegli anni era il luogo di svago di questa popolazione operaia, e sul suo palco, racconta la storia ufficiale del teatro, passarono Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani.
Il secondo passaggio è il dopoguerra: la palazzina fu demolita e sostituita dal condominio con il Cinema Vittoria, costruito dall'imprenditore Amati, con platea e balconata. Per decenni fu il cinema del quartiere.
Il terzo passaggio è il 1986. A maggio Attilio Corsini affidò all'architetto Enrico Nespega la trasformazione della sala; a dicembre il Vittoria riaprì come teatro di prosa con 560 poltrone. Fu uno dei casi in cui un cinema di quartiere, invece di chiudere, rinacque come teatro. Infine il 2008, con il passaggio della direzione artistica a Viviana Toniolo, cofondatrice della Cooperativa Attori e Tecnici nel 1977: una continuità di gestione che dura ancora oggi e che spiega la presenza in cartellone di compagnie come quella di Lucia Poli.
Chi è passato da Erotico veneziano al Teatro Vittoria — 20 e 21 ottobre 2026
Dal palco del Teatro Vittoria sono passati, nella sua prima vita di teatro di varietà, tre nomi che bastano a raccontare il Novecento dello spettacolo romano: Aldo Fabrizi, Totò e Anna Magnani. Lo ricorda la storia ufficiale del teatro, e chi entra oggi in sala lo fa in un edificio diverso, ma nella stessa piazza e con lo stesso nome.
Nella sua vita di teatro di prosa, dal 1986, il Vittoria è stato la casa di Attilio Corsini e Viviana Toniolo e della Cooperativa Attori e Tecnici, che qui ha prodotto il suo titolo simbolo, Rumori fuori scena. Da allora la sala ha accolto compagnie italiane e straniere, rassegne di nuovi talenti intitolate proprio a Corsini e i Tè letterari arrivati alla trentesima edizione.
Con Erotico veneziano arriva a Testaccio una delle attrici e autrici più riconoscibili del teatro italiano. Lucia Poli ha attraversato cinquant'anni di scena, dal teatro per ragazzi del 1970 al sodalizio con il fratello Paolo, dalle collaborazioni con Stefano Benni e Ugo Chiti al Nastro d'argento del 1997. Accanto a lei, per portare in scena le parole di Baffo e Casanova, due interpreti, Renata Zamengo e Beatrice Gregorini. E, idealmente, passano per il Vittoria anche i due veneziani: un patrizio che non volle mai essere stampato e un avventuriero che scrisse tutto di sé.
Domande frequenti su Erotico veneziano
Quando va in scena Erotico veneziano a Roma?
Erotico veneziano va in scena al Teatro Vittoria di Roma martedì 20 e mercoledì 21 ottobre 2026, con inizio alle 21 entrambe le sere. Non sono previste repliche pomeridiane. La durata non è pubblicata e si può chiedere al botteghino del teatro, telefono 06 5781960.
Dove si trova il Teatro Vittoria?
Il Teatro Vittoria si trova a Testaccio, in piazza di Santa Maria Liberatrice 10. La metro più vicina è la linea B, fermata Piramide, a una decina di minuti a piedi lungo via Marmorata; il tram 3 passa su via Marmorata a pochi passi dalla piazza.
Chi sono gli interpreti di Erotico veneziano?
In Erotico veneziano recitano Renata Zamengo e Beatrice Gregorini, con drammaturgia e regia di Lucia Poli. La produzione è dell'Associazione Laboratoriocentrovoce. Le due attrici danno voce ai sonetti di Giorgio Baffo e alle Memorie di Giacomo Casanova.
Erotico veneziano è adatto ai ragazzi?
Erotico veneziano è uno spettacolo per adulti: il comunicato del Teatro Vittoria avverte che le parole di Baffo e Casanova sono particolarmente esplicite. Il tono è ironico e raffinato, ma il lessico resta quello della poesia erotica del Settecento. Lo consiglio dai diciotto anni in su.
Come si comprano i biglietti per Erotico veneziano?
I biglietti per Erotico veneziano si comprano al botteghino del Teatro Vittoria, aperto dal martedì al sabato dalle 11 alle 20, oppure sul circuito di prevendita autorizzato indicato sulla pagina dello spettacolo. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del teatro.
Chi era Giorgio Baffo?
Giorgio Baffo, protagonista letterario di Erotico veneziano, fu un patrizio e magistrato veneziano vissuto dal 1694 al 1768, autore di oltre 1.200 poesie in dialetto veneziano. Non volle mai pubblicarle in vita; la prima raccolta uscì a Londra nel 1771. Casanova lo considerava un maestro.
Si può arrivare in auto al Teatro Vittoria?
Al Teatro Vittoria si può arrivare in auto, ma il parcheggio la sera a Testaccio è difficile anche nei giorni feriali. Conviene la metro B fino a Piramide o il tram 3 su via Marmorata; il taxi lascia davanti all'ingresso in piazza di Santa Maria Liberatrice.
Per chiudere, un consiglio da professionista: Erotico veneziano è una di quelle serate che a Roma si perdono perché durano due giorni e cadono in mezzo alla settimana. Prenotate il martedì, platea centrale, cena a Testaccio alle 19. Uscirete con la voglia di leggere Baffo, e sarà già un risultato.
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