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È ancora troppo presto con Isabella Ragonese e Rodrigo D’Erasmo al Teatro dell’Opera — 23 maggio 2027

È ancora troppo presto, con i testi di Gery Palazzotto, la regia e la voce di Isabella Ragonese e le musiche originali di Rodrigo D'Erasmo eseguite dal vivo, va in scena al Teatro Costanzi, la sala principale del Teatro dell'Opera di Roma in piazza Beniamino Gigli 7, domenica 23 maggio 2027 alle 18. Lo spettacolo è legato alla ricorrenza del trentacinquesimo anniversario delle stragi di Capaci e di via D'Amelio. Il teatro si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, oppure con gli autobus che percorrono via Nazionale e via Depretis. I prezzi sono pubblicati sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma; i biglietti si comprano sul sito ufficiale della sede e alla biglietteria di piazza Beniamino Gigli 1.

La facciata del Teatro Costanzi, sede del Teatro dell'Opera di Roma, su piazza Beniamino Gigli
La facciata del Teatro Costanzi, sede del Teatro dell'Opera di Roma, su piazza Beniamino Gigli Foto: Foto: Lalupa (it.wikipedia), CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

È ancora troppo presto al Costanzi: data, orario e biglietti

È ancora troppo presto ha una sola rappresentazione: domenica 23 maggio 2027 alle 18, al Teatro Costanzi.

Una data sola

La pagina ufficiale del Teatro dell'Opera indica una prima e unica rappresentazione, domenica 23 maggio alle 18. Non ci sono repliche: chi vuole esserci deve organizzarsi per tempo, anche perché la data coincide con una ricorrenza che a Roma, come in tutta Italia, richiama molte iniziative.

Biglietti e prezzi

I biglietti si comprano sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera e alla biglietteria della fondazione, in piazza Beniamino Gigli 1, accanto al teatro. I prezzi per settore sono pubblicati nella pagina Prezzi del sito. Il teatro invita a comprare solo sui canali autorizzati; per informazioni i recapiti sono 06 48160255 e 06 4817003.

La durata

La durata dello spettacolo non è pubblicata. Per organizzare la serata conviene chiederla alla biglietteria, soprattutto se si pensa di combinare lo spettacolo con altri appuntamenti della stessa domenica.

L'indirizzo

Teatro Costanzi, piazza Beniamino Gigli 7, 00184 Roma, fra via del Viminale e via Nazionale, a pochi minuti da piazza della Repubblica e dalla stazione Termini.

Cosa si vedrà in È ancora troppo presto

È ancora troppo presto è un racconto per voce e musica dal vivo che attraversa alcuni dei misteri italiani più bui, dall'omicidio di Aldo Moro alle stragi di mafia del 1992.

Un viaggio nei misteri italiani

La presentazione del Teatro dell'Opera traccia il percorso dello spettacolo: dall'omicidio di Aldo Moro al delitto di Piersanti Mattarella, dalle stragi di mafia del 1992 alla coltre di depistaggi istituzionali che il teatro definisce ancora attualissimi. Il teatro lo descrive come un viaggio doloroso e senza scorciatoie.

Verità giudiziaria e verità storica

Il cuore del testo è una distinzione. Secondo la presentazione, in molti casi le verità giudiziarie sono servite ad ammorbidire la fame di verità storica: le sentenze hanno chiuso i processi, ma non hanno chiuso le domande. Il titolo, È ancora troppo presto, si legge in questa chiave: troppo presto per dire che si sa tutto, troppo presto per archiviare.

La voce e la musica

In scena ci sono una voce recitante, quella di Isabella Ragonese, che firma anche la regia, e le musiche originali composte ed eseguite dal vivo da Rodrigo D'Erasmo. È una forma essenziale, fra teatro di narrazione e concerto, in cui la parola e il suono costruiscono insieme il racconto.

Il trentacinquesimo anniversario

Lo spettacolo è presentato nella ricorrenza del trentacinquesimo anniversario delle stragi di Capaci e di via D'Amelio. Il 23 maggio 1992, sull'autostrada A29 all'altezza di Capaci, un attentato uccise il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Il 19 luglio dello stesso anno, in via D'Amelio a Palermo, morirono il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

Una forma da teatro civile

Voce recitante e musica dal vivo sono gli strumenti classici del teatro di narrazione civile, la forma in cui un interprete racconta al pubblico fatti realmente accaduti, con pochi mezzi scenici e molta parola. Portata in una sala d'opera di 1.560 posti, questa forma raccolta chiede al pubblico un ascolto concentrato, e restituisce in cambio una vicinanza che i grandi spettacoli raramente offrono.

Gery Palazzotto, l'autore dei testi

Gery Palazzotto, all'anagrafe Gerlando, è nato a Palermo il 14 gennaio 1963: giornalista e scrittore, ha dedicato una parte importante del suo lavoro teatrale ai misteri delle stragi del 1992.

Il giornalismo

Chitarrista rock e jazz in gioventù, Palazzotto comincia nel 1984 a collaborare con Radio Rai Sicilia e con il Giornale di Sicilia come critico musicale. Nel 1988 è assunto dal quotidiano, di cui diventa vicecaporedattore nel 1995, fino al 2008. Dal 2012 è editorialista dell'edizione siciliana di la Repubblica.

I romanzi

Nel 2004 pubblica il noir Di nome faceva Michele, con il commissario Giovanni Porzio, tradotto in spagnolo; nel 2006 Giù dalla rupe, semifinalista al premio Scerbanenco. Firma poi con Giacomo Cacciatore e altri autori Fotofinish, ripubblicato da Einaudi nel 2011, e il romanzo Salina, la sabbia che resta.

Le opere-inchiesta

Dal 2015 al 2019 Palazzotto dirige la comunicazione del Teatro Massimo di Palermo, e dal 2019 al 2022 ne dirige la web tv. Per il Massimo scrive con Salvo Palazzolo tre opere-inchiesta sulle stragi: Le parole rubate nel 2017, dedicata ai misteri di Capaci e via D'Amelio; I traditori nel 2019, sul depistaggio delle indagini su via D'Amelio; Cenere nel 2022, che chiude la trilogia. Nel 2023 scrive L'Altro, la sua quarta opera per il Massimo.

Il riconoscimento di Libera

Il 21 marzo 2018, in occasione della Giornata nazionale contro le mafie organizzata dall'associazione Libera, Palazzotto ha ricevuto circa ventimila preferenze e il premio come giornalista più amato dell'anno. È autore anche di numerosi podcast di cronaca.

Isabella Ragonese, regia e voce

Isabella Ragonese è nata a Palermo il 19 maggio 1981: attrice, drammaturga e regista teatrale, è uno dei volti più riconosciuti del cinema italiano degli ultimi vent'anni.

Gli inizi a teatro

Nel 2000 si diploma in recitazione alla scuola Teatès di Palermo, diretta da Michele Perriera. Scrive, dirige e interpreta suoi testi come Che male vi fo, Bestino e Mamùr, e nel 1998 vince il primo premio del concorso nazionale dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico con un saggio sulla figura di Ecuba.

Il cinema

Esordisce al cinema nel 2006 con Nuovomondo di Emanuele Crialese. Nel 2008 è la protagonista di Tutta la vita davanti di Paolo Virzì, che le vale la candidatura al Nastro d'argento; nel 2010 vince il Nastro d'argento come migliore attrice non protagonista per La nostra vita di Daniele Luchetti e Due vite per caso, ed è madrina della Mostra del cinema di Venezia. Nel 2014 è Paolina Leopardi in Il giovane favoloso di Mario Martone; dal 2016 è Marina, la moglie del vicequestore, in Rocco Schiavone.

Letizia Battaglia

Nel 2022 Ragonese ha interpretato la fotografa palermitana Letizia Battaglia nella miniserie Solo per passione. È un ruolo che la avvicina direttamente ai temi di È ancora troppo presto: Battaglia è stata la fotografa che ha documentato gli anni più violenti della mafia a Palermo.

Il teatro civile

Nel suo percorso teatrale ci sono anche lavori di impegno civile: la lettura scenica di Stefano Massini sull'omicidio di Ilaria Alpi nel 2012, African Requiem dello stesso Massini nel 2013, e più di recente Clitennestra di Colm Tóibín con la regia di Roberto Andò, nel 2023.

Rodrigo D'Erasmo, le musiche dal vivo

Rodrigo D'Erasmo è nato a San Paolo del Brasile il 13 novembre 1976: violinista, compositore, arrangiatore e polistrumentista, italiano di adozione, dal 2008 fa parte degli Afterhours.

Le collaborazioni

Nella sua carriera ha lavorato con moltissimi artisti italiani, fra cui PFM, Simone Cristicchi, Il Teatro degli Orrori, Calibro 35, Daniele Silvestri, Nada, Le luci della centrale elettrica, e con nomi internazionali come Steve Wynn, John Parish, Rokia Traoré e Piers Faccini. Ha suonato l'introduzione di Survival dei Muse, l'inno dei Giochi olimpici di Londra 2012.

Sanremo e la televisione

Al Festival di Sanremo ha diretto l'orchestra per Diodato nel 2014 e nel 2020, quando Fai rumore ha vinto il festival; nel 2021 ha diretto quattro canzoni in gara. Nel 2016 è stato producer a X Factor accanto a Manuel Agnelli.

Il compositore

D'Erasmo ha firmato anche colonne sonore, come quella di Terapia di coppia per amanti nel 2017. In È ancora troppo presto compone ed esegue dal vivo la musica originale, che dialoga con la voce di Ragonese.

Una curiosità su È ancora troppo presto con Isabella Ragonese e Rodrigo D'Erasmo al Teatro dell'Opera — 23 maggio 2027

La curiosità più forte è nell'orario. È ancora troppo presto comincia domenica 23 maggio 2027 alle 18. La strage di Capaci avvenne il 23 maggio 1992 alle 17.58: lo spettacolo inizia, trentacinque anni dopo, due minuti dopo l'ora dell'esplosione. Il Teatro dell'Opera non commenta la scelta, ma chi entra in sala a quell'ora sa che cosa stava accadendo, nello stesso momento, sull'autostrada A29, alle porte di Palermo.

La seconda curiosità riguarda gli interpreti. Gery Palazzotto e Isabella Ragonese sono entrambi palermitani, e i due hanno già attraversato, ciascuno per la sua strada, la storia della mafia a Palermo: lui con le opere-inchiesta scritte per il Teatro Massimo, lei interpretando Letizia Battaglia. È ancora troppo presto porta questa memoria siciliana nella principale sala d'opera della capitale.

La terza è sul luogo. È raro che un teatro d'opera ospiti uno spettacolo di narrazione civile per voce e musica dal vivo. Che accada al Costanzi, e in una data così carica di significato, dice quanto il Teatro dell'Opera consideri la memoria di quegli anni un patrimonio comune.

Il Teatro Costanzi, la sala dello spettacolo

Il Teatro Costanzi ha oggi una capienza di 1.560 posti, fra platea, tre ordini di palchi, balconata e galleria, sotto una cupola affrescata da Annibale Brugnoli; alla nascita, nel 1880, poteva accogliere fino a 2.212 spettatori.

Una sala pensata per il suono

Il costruttore Domenico Costanzi commissionò il progetto nel 1879 all'architetto milanese Achille Sfondrini, specialista di teatri, che concepì la sala a ferro di cavallo come una cassa armonica. Il cantiere durò soltanto diciotto mesi. Per uno spettacolo di voce e musica dal vivo, la forma della sala è un vantaggio concreto: la parola arriva fino alla galleria.

Piacentini e il lampadario

Nel 1926, con l'acquisto da parte del Comune, Marcello Piacentini ristrutturò il teatro e spostò l'ingresso su piazza Beniamino Gigli. Per la seconda inaugurazione, il 27 febbraio 1928, si accese il lampadario di ventisettemila gocce di cristallo. Nel 1958, in vista delle Olimpiadi del 1960, Piacentini firmò il restyling che ha dato all'edificio l'aspetto attuale.

La fondazione e le sue sale

Il Teatro dell'Opera di Roma gestisce anche il Teatro Nazionale di via del Viminale 51 e, d'estate, le Terme di Caracalla. La proposta completa sul teatro è nella pagina del Teatro dell'Opera di Roma.

Una cosa che non ti dice nessuno su È ancora troppo presto con Isabella Ragonese e Rodrigo D'Erasmo al Teatro dell'Opera — 23 maggio 2027

Quello che quasi nessuno dice è che la settimana di È ancora troppo presto è una delle più dense della stagione del Teatro dell'Opera. Fino al 22 maggio, al Costanzi, va in scena Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk di Šostakovič; dal 19 al 26 maggio, al Teatro Nazionale, debutta in prima assoluta Code: Unknown di Nicola Sani. Domenica 23, Code: Unknown è alle 16.30 al Nazionale e È ancora troppo presto alle 18 al Costanzi: le due sale sono a pochi minuti a piedi, ma la durata dell'opera va verificata prima di prenotare entrambe.

La seconda cosa riguarda il tono della serata. È ancora troppo presto non è una commemorazione ufficiale, e non è uno spettacolo consolatorio: la presentazione parla di un viaggio doloroso, senza scorciatoie, e di depistaggi ancora attuali. Chi arriva aspettandosi una serata di memoria rituale troverà invece un testo che fa domande.

La terza riguarda le regole di sala del Costanzi: guardaroba obbligatorio per ombrelli, borse, caschi e apparecchi di registrazione, niente telefoni né fotografie in sala, e a spettacolo iniziato non si accede alla platea.

Come arrivare al Teatro Costanzi

Il Teatro Costanzi si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, a pochi minuti a piedi da piazza Beniamino Gigli.

In metropolitana

La linea A ferma a Repubblica Teatro dell'Opera, in piazza della Repubblica; dalla piazza si arriva al teatro in pochi minuti a piedi. Da Termini si può prendere la stessa linea oppure camminare.

In autobus

Il teatro indica queste linee: su via Nazionale H, 40, 60, 64, 70, 71, 170, 116T; su via Depretis 70 e 71; su via Cavour 16, 75, 84, 150 (festivo), 360, 590, 649, 714; alla stazione Termini 16, 38, 75, 86, 90, 217, 310, 360, 649, 714. Di domenica frequenze e percorsi possono cambiare: conviene controllarli sul calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti.

In taxi

All'ingresso del teatro è previsto un servizio taxi per il pubblico con il Radio Taxi 6645; il teatro indica anche il numero 06 6696.

In auto

L'auto è sconsigliata: la zona fra via Nazionale, via del Viminale e Termini è centrale e trafficata, e il teatro non indica un parcheggio proprio. Chi viene da fuori città può lasciare l'auto in un parcheggio di scambio lungo la linea A.

Il consiglio che ti do per visitare È ancora troppo presto con Isabella Ragonese e Rodrigo D'Erasmo al Teatro dell'Opera — 23 maggio 2027

Il primo consiglio è di arrivare con anticipo e di prendersi qualche minuto di silenzio prima di entrare. Lo spettacolo comincia alle 18 del 23 maggio, a trentacinque anni esatti dalla strage di Capaci: è una serata che chiede attenzione, e il foyer del Costanzi, con i suoi stucchi, è il luogo giusto per lasciare fuori il rumore della domenica.

Il secondo consiglio riguarda il posto. Per uno spettacolo di voce e musica la visuale conta meno dell'ascolto: anche un palco laterale, di solito più economico, offre un ascolto pieno nella sala a ferro di cavallo di Sfondrini. Chi vuole vedere da vicino l'intesa fra Ragonese e D'Erasmo sceglierà la platea.

Il terzo è di prepararsi, se si vuole, con una lettura. Le pagine dedicate alle stragi di Capaci e di via D'Amelio, o le opere-inchiesta di Palazzotto per il Teatro Massimo, sono un buon modo di arrivare in sala sapendo che cosa verrà evocato. Non è indispensabile: il testo è costruito per parlare anche a chi nel 1992 non era ancora nato.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È risaputo che le stragi di Capaci e di via D'Amelio hanno segnato l'Italia del 1992, e che i nomi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono diventati il simbolo della lotta alla mafia. È meno citato che in quelle due stragi morirono anche otto agenti delle scorte, e che fra loro c'era Emanuela Loi, una delle prime donne poliziotto italiane a far parte di una scorta e la prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio.

Il fatto dice qualcosa sul modo in cui la memoria si costruisce. I nomi dei giudici sono ricordati da tutti; quelli degli agenti, di Francesca Morvillo, magistrata e moglie di Falcone, e dei feriti restano spesso sullo sfondo. Uno spettacolo che insiste sulla distanza fra verità giudiziaria e verità storica è anche un invito a ricordare i nomi meno citati.

C'è un secondo fatto poco citato. Il testo di È ancora troppo presto non si ferma al 1992: parte dall'omicidio di Aldo Moro e passa per quello di Piersanti Mattarella, presidente della Regione Siciliana, ucciso a Palermo il 6 gennaio 1980. È una genealogia dei misteri italiani, non una sola storia.

Intorno al Teatro Costanzi: Viminale, Repubblica e Monti

Il Teatro Costanzi si trova fra via del Viminale, via Nazionale e piazza della Repubblica, a pochi minuti dalla stazione Termini: una zona costruita dopo il 1870 per la nuova capitale, con molto da vedere a piedi.

Repubblica e le Terme

Salendo verso piazza della Repubblica si incontrano le Terme di Diocleziano e la basilica di Santa Maria degli Angeli. Verso Termini c'è Palazzo Massimo alle Terme, con le collezioni del Museo Nazionale Romano.

Via Nazionale e Monti

Scendendo per via Nazionale si arriva al Palazzo delle Esposizioni e, più in basso, al rione Monti, con le sue strade strette e la vita serale: la direzione giusta per la cena dopo lo spettacolo.

Santa Maria Maggiore

Dall'altro lato, attraversata via Cavour, si raggiunge in un quarto d'ora la basilica di Santa Maria Maggiore: una sosta sensata nel pomeriggio, prima di entrare a teatro.

La foto giusta da fare a È ancora troppo presto con Isabella Ragonese e Rodrigo D'Erasmo al Teatro dell'Opera — 23 maggio 2027

La foto giusta si fa in piazza Beniamino Gigli, prima di entrare: la facciata del Costanzi rinnovata da Piacentini, con la locandina dello spettacolo. Alle 17.30 di fine maggio la luce è ancora alta, e la piazza è tranquilla come solo le domeniche romane sanno essere.

Dentro la sala le fotografie sono vietate, con o senza flash, e per uno spettacolo di questo tipo la regola va rispettata con particolare cura: il silenzio è parte della serata. Prima che le luci si spengano, dal proprio posto, vale la pena alzare lo sguardo verso la cupola di Brugnoli e il lampadario di cristallo, senza scattare.

La terza foto è per l'uscita, in piazza della Repubblica, con la fontana delle Naiadi illuminata: un'immagine di Roma per chiudere una serata dedicata a Palermo.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Il Teatro Costanzi è stato inaugurato il 27 novembre 1880 con Semiramide di Rossini ed è diventato Teatro dell'Opera di Roma nel 1946; in mezzo, due prime assolute che hanno fatto la storia dell'opera.

1880, l'inaugurazione

Il 27 novembre 1880 il teatro apre con Semiramide di Rossini, alla presenza di Umberto I e della regina Margherita.

1890 e 1900, Cavalleria e Tosca

Il 17 maggio 1890 il Costanzi ospita la prima assoluta di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni; il 14 gennaio 1900 quella di Tosca di Giacomo Puccini.

1926-1928, il Teatro Reale dell'Opera

Nel 1926 il Comune di Roma acquista il teatro, che diventa Teatro Reale dell'Opera; il 27 febbraio 1928 la seconda inaugurazione, con Nerone di Arrigo Boito.

1946 e 1958

Nel 1946 il teatro assume il nome di Teatro dell'Opera di Roma; nel 1958 Marcello Piacentini firma il restyling definitivo in vista delle Olimpiadi del 1960.

Chi è passato da È ancora troppo presto con Isabella Ragonese e Rodrigo D'Erasmo al Teatro dell'Opera — 23 maggio 2027

Dal Teatro Costanzi sono passati Umberto I e la regina Margherita all'inaugurazione del 1880, e poi Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Ottorino Respighi, che il teatro indica come i musicisti che ne hanno segnato il destino. C'è Emma Carelli, che dal 1912 portò a Roma La fanciulla del West, Turandot e i Ballets Russes di Djagilev; c'è Marcello Piacentini, che rimise mano all'edificio nel 1926 e nel 1958; ci sono direttori come Victor de Sabata, Herbert von Karajan, Carlo Maria Giulini, Riccardo Muti.

Il 23 maggio 2027 passano dal Costanzi Isabella Ragonese e Rodrigo D'Erasmo, con i testi di Gery Palazzotto, e con loro, evocati, Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, gli agenti delle scorte, Piersanti Mattarella, Aldo Moro. A nostro giudizio è uno dei rari casi in cui una sala d'opera diventa, per una sera, un luogo di memoria civile.

Accessibilità e informazioni pratiche

Per le esigenze di accessibilità al Teatro Costanzi conviene contattare la biglietteria prima dell'acquisto, ai numeri 06 48160255 o 06 4817003: è il modo più sicuro per avere un posto adatto e informazioni aggiornate su ingressi e servizi.

La galleria

Il teatro esclude la galleria dal percorso accessibile delle sue visite: chi ha difficoltà motorie farà bene a scegliere platea, palchi o balconata, secondo le indicazioni della biglietteria.

Con i ragazzi

È ancora troppo presto è uno spettacolo prezioso per ragazzi delle superiori che studiano la storia italiana recente: le stragi del 1992, il caso Moro, l'omicidio Mattarella sono pagine che la scuola affronta, e sentirle raccontare da un'attrice in un grande teatro lascia il segno. La pagina ufficiale non indica limiti di età; i temi sono duri.

Dove mangiare prima e dopo lo spettacolo

Intorno al Teatro dell'Opera l'offerta si concentra su via Nazionale, via del Viminale, le strade verso Termini e il rione Monti. Il teatro ammette consumazioni solo nei bar interni.

Prima delle 18

Con l'inizio alle 18 di domenica si può pranzare con calma e prendere un caffè in zona prima di entrare. Palazzo Massimo alle Terme, a pochi minuti, è una buona tappa per il primo pomeriggio.

Dopo lo spettacolo

Il rione Monti è la scelta più naturale per la cena: si scende a piedi da via Nazionale e si trovano osterie, enoteche e pizzerie. La domenica sera molte cucine chiudono presto: conviene prenotare.

Regole di sala e abbigliamento al Costanzi

Al Teatro dell'Opera di Roma l'abito scuro è gradito alle serate inaugurali e alle prime; per le altre serate il teatro non indica un codice di abbigliamento. Per una domenica pomeriggio basta un abbigliamento curato.

Guardaroba e telefoni

È obbligatorio lasciare in guardaroba ombrelli, cappelli, borse, caschi, macchine fotografiche e apparecchi di registrazione. In sala è vietato l'uso dei telefoni cellulari, sono vietate le fotografie, con o senza flash, e qualsiasi registrazione. Le consumazioni sono ammesse solo nei bar del teatro.

Ritardi

A spettacolo iniziato non si accede alla platea né ai posti numerati di balconata e galleria: chi arriva in ritardo aspetta nel foyer. Per uno spettacolo di parola, entrare dopo l'inizio significa perdere il filo del racconto: conviene essere in piazza Beniamino Gigli entro le 17.30.

Maggio 2027 al Teatro dell'Opera

È ancora troppo presto cade nel pieno della stagione primaverile del Teatro dell'Opera di Roma, e si inserisce fra due titoli molto diversi.

Prima, Šostakovič

Dal 14 al 22 maggio 2027 il Costanzi presenta Una Lady Macbeth del distretto di Mzensk di Šostakovič. Chi arriva a Roma nel fine settimana del 22 e 23 maggio può vedere l'ultima recita dell'opera il sabato e lo spettacolo di Ragonese la domenica, nella stessa sala.

Negli stessi giorni, un'opera nuova

Al Teatro Nazionale, dal 19 al 26 maggio, debutta in prima assoluta Code: Unknown di Nicola Sani, commissione del Teatro dell'Opera. È un'altra forma di teatro contemporaneo, che con È ancora troppo presto condivide l'idea di un palcoscenico d'opera aperto ai linguaggi del presente.

Dopo, Il trovatore

A giugno il Costanzi torna al grande repertorio con Il trovatore di Verdi, dal 22 giugno al 1 luglio 2027.

Domande frequenti su È ancora troppo presto

Quando va in scena È ancora troppo presto al Teatro dell'Opera?

È ancora troppo presto va in scena al Teatro Costanzi, sala principale del Teatro dell'Opera di Roma, domenica 23 maggio 2027 alle 18, in un'unica rappresentazione, nel trentacinquesimo anniversario delle stragi di Capaci e di via D'Amelio.

Chi c'è in scena?

In È ancora troppo presto Isabella Ragonese firma la regia ed è la voce recitante; Rodrigo D'Erasmo compone ed esegue dal vivo le musiche originali. I testi sono del giornalista e scrittore palermitano Gery Palazzotto.

Di cosa parla È ancora troppo presto?

È ancora troppo presto attraversa alcuni dei misteri italiani più bui, dall'omicidio di Aldo Moro a quello di Piersanti Mattarella, dalle stragi di mafia del 1992 ai depistaggi istituzionali, interrogandosi sulla distanza fra verità giudiziaria e verità storica.

Dove si comprano i biglietti?

I biglietti per È ancora troppo presto si comprano sul sito ufficiale del Teatro dell'Opera di Roma e alla biglietteria di piazza Beniamino Gigli 1, accanto al Costanzi. I prezzi per settore sono pubblicati nella pagina Prezzi del sito.

Come si arriva al Teatro Costanzi?

Il Teatro Costanzi, in piazza Beniamino Gigli 7, si raggiunge con la metro A, fermata Repubblica Teatro dell'Opera, o con gli autobus di via Nazionale e via Depretis. Da Termini sono pochi minuti a piedi.

È adatto ai ragazzi?

È ancora troppo presto è adatto a ragazzi delle superiori interessati alla storia italiana recente: racconta le stragi del 1992 e altri misteri italiani con voce e musica dal vivo. La pagina ufficiale non indica limiti di età; i temi sono dolorosi.

Quanto dura lo spettacolo?

La durata di È ancora troppo presto non è pubblicata nella pagina del Teatro dell'Opera di Roma. Per chi vuole combinare la recita delle 18 al Costanzi con altri appuntamenti della domenica, conviene chiederla alla biglietteria ai numeri 06 48160255 e 06 4817003.

Il consiglio finale su È ancora troppo presto

Il consiglio è di prenotare presto, perché la data è una sola, e di arrivare al Costanzi con il tempo per un momento di raccoglimento: lo spettacolo comincia alle 18 del 23 maggio 2027, a trentacinque anni dalla strage di Capaci. È ancora troppo presto porta nella sala principale del Teatro dell'Opera la voce di Isabella Ragonese, la musica di Rodrigo D'Erasmo e i testi di Gery Palazzotto, tre modi diversi di non archiviare. A nostro giudizio è la serata della stagione romana che più chiede al pubblico, e che più gli restituisce.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento23 Maggio 2027 18:00
IndirizzoTeatro dell'Opera di Roma, Piazza Beniamino Gigli 7, 00184 Roma Esquilino, Roma, Roma Città

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