Boosta, Pianorama all’Auditorium Parco della Musica — 1 novembre 2026
Domenica 1° novembre 2026 alle 18:00 Davide Dileo, per tutti Boosta, presenta dal vivo Pianorama, il suo nuovo album per pianoforte, al Teatro Studio Borgna dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in viale Pietro de Coubertin 30 (00196 Roma). È la prima data del tour. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino a piazza Mancini, oppure con gli autobus 910 da Termini, 53, 168 e 982; chi viene da nord può usare la ferrovia Roma-Nord fino a piazza Euclide. I biglietti partono da 22 euro e si comprano sul sito ufficiale dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, o alla biglietteria della sede. Il 1° novembre è festivo: controllate gli orari dei mezzi prima di uscire.
Boosta è il tastierista e uno dei due compositori principali dei Subsonica, ma chi lo conosce solo per le notti elettroniche della band torinese troverà un altro musicista. Pianorama è un disco di pianoforte registrato in presa diretta, con tutti i rumori dello strumento lasciati dentro, e un secondo lato in cui la stessa materia viene dilatata in elettronica. Il Teatro Studio, la sala più piccola dell'Auditorium, è il posto giusto per ascoltarlo: trecento posti, pareti di legno, un pianoforte a pochi metri. Il giudizio è semplice: è il concerto più intimo della settimana romana, e chi ama il suono del pianoforte non dovrebbe lasciarlo scappare.
Boosta all'Auditorium: data, ora, sala e biglietti
Il concerto di Boosta per Pianorama è domenica 1° novembre 2026 alle 18:00 al Teatro Studio Borgna dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, con biglietti a partire da 22 euro, come indica il sito ufficiale della sede.
Data e orario
La data cade nel giorno di Ognissanti, una domenica festiva. L'orario delle 18 è quello del tardo pomeriggio: si esce dalla sala in tempo per cenare, e il lunedì mattina non pesa. Con il ritorno all'ora solare, avvenuto la settimana prima, alle sei è già buio e le luci del complesso sono accese.
La sala
Il Teatro Studio Gianni Borgna è la sala più raccolta dell'Auditorium, con circa trecento posti, rivestita di legno come le sale maggiori. Per un recital di pianoforte è una scelta precisa: la distanza fra il palco e l'ultima fila è breve, e i dettagli del suono, i pedali, i martelletti, il respiro della stanza, arrivano a tutti.
I biglietti
Il prezzo pubblicato dall'Auditorium parte da 22 euro. La vendita è sul sito ufficiale della sede, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, e alla biglietteria del complesso. In una sala di trecento posti, e per la data di apertura di un tour, conviene non aspettare gli ultimi giorni.
Il genere
Il sito dell'Auditorium colloca il concerto nella sezione pop e rock, ma il linguaggio di Pianorama è quello del pianoforte contemporaneo che guarda all'ambient e all'elettronica. Chi si aspetta i Subsonica suonati al piano rimarrà sorpreso; chi cerca un ascolto concentrato troverà quello che cerca.
Che cos'è Pianorama, il nuovo album di Boosta
Pianorama è il nuovo progetto discografico di Boosta: nove brani per pianoforte registrati in presa diretta, divisi fra un lato A acustico e un lato B in cui lo stesso materiale diventa paesaggio elettronico. Lo descrive così la presentazione pubblicata dall'Auditorium.
Il pianoforte come luogo
L'idea centrale del disco è trattare il pianoforte come uno spazio da abitare più che come uno strumento da suonare. La ricerca parte dalla materia fisica: il legno, i feltri, i pedali, la meccanica, il rumore, l'ambiente della stanza. Poi se ne allontana, fino a trasformarla in paesaggio sonoro. Il titolo nasce da qui, dall'idea di un panorama fatto di pianoforte.
Una registrazione senza correzioni
Il disco è stato inciso senza una produzione ipertecnologica e senza la ricerca dello strumento perfetto. Boosta ha usato i propri pianoforti e il proprio studio, lasciando nel suono anche gli elementi che di solito si tolgono in fase di missaggio: i rumori della meccanica, i pedali, il legno, i feltri, l'acustica della stanza. La sessione è in presa diretta, con ispirazione e gesto conservati come sono nati, senza tagli né cancellazioni.
Il lato A
Il primo lato conserva la dimensione fisica e immediata del pianoforte. È il gesto della mano sul tasto, il suono che arriva dal legno, la stanza che risponde. Per chi ascolta è la parte più vicina al recital tradizionale, ma senza la patina levigata di molte registrazioni pianistiche contemporanee.
Il lato B
Il secondo lato prende le stesse cellule musicali, le stesse note, gli stessi respiri, e le sviluppa in forma dilatata ed elettronica. In parte si sciolgono in atmosfera, drone e risonanza, nella tradizione che la presentazione ufficiale fa risalire a Brian Eno e Harold Budd; in parte si frantumano in grana e frammenti. Stessa materia, due distanze: è la chiave di tutto il progetto.
Il seguito di Soloist
Pianorama sviluppa la ricerca cominciata con Soloist, l'album solista uscito il 30 aprile 2025. Se in Soloist il pianoforte era messo al centro, qui diventa un ambiente. È un percorso coerente, che Boosta porta avanti da alcuni anni accanto al lavoro con la band.
Cosa si ascolterà al concerto di Boosta
Il concerto di Pianorama non riproduce il disco: secondo la presentazione ufficiale è la continuazione della stessa sessione di registrazione, con il lato A suonato come gesto e il lato B che lo apre e lo dilata nella stanza, ogni sera in modo diverso.
Una sessione che continua
Il tour nasce in studio e torna dove è nato, davanti a un pianoforte vero, in presa diretta. Nulla è fissato: quello che è accaduto durante la registrazione accade di nuovo, ogni volta in forma diversa. Per il pubblico significa assistere a un concerto che non si ripeterà uguale nella data successiva.
Musica e performance
La presentazione parla di un'esperienza immersiva, in cui musica e performance si incontrano. Il pianoforte acustico e l'elettronica convivono sul palco: il suono dello strumento viene ripreso, trasformato e restituito alla sala. Nel Teatro Studio, con il pubblico a pochi metri, il passaggio fra i due mondi si percepisce con chiarezza.
Nove brani
Il disco conta nove brani, e le loro iniziali, messe in fila, compongono la parola Pianorama. La scaletta del concerto non è pubblicata, e per la natura del progetto non avrebbe molto senso: la struttura è quella dei due lati, la forma cambia ogni sera.
La data d'apertura
Il tour prende il via proprio dall'Auditorium di Roma il 1° novembre. Le prime date di un tour hanno una tensione particolare: l'artista porta per la prima volta il materiale davanti al pubblico, e ogni reazione della sala conta. È una buona ragione per essere lì quella sera.
Chi è Boosta: dal Conservatorio di Torino ai Subsonica
Boosta, pseudonimo di Davide Dileo, è nato a Torino il 27 settembre 1974: tastierista, compositore e scrittore, è cofondatore dei Subsonica, di cui firma gran parte della musica insieme al leader Max Casacci.
Gli inizi
Comincia a suonare a quindici anni con gruppi della sua città, poi studia pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino. Quella formazione classica, spesso dimenticata da chi lo associa solo all'elettronica, è la base del lavoro che porta oggi in sala con Pianorama.
I Subsonica
Nel 1996 fonda i Subsonica, uno dei gruppi più importanti del rock elettronico italiano. Con la band realizza nove album in studio e tre dal vivo, uno dei quali doppio. I riconoscimenti sono molti: fra gli altri il Premio Amnesty Italia, un MTV Europe Music Award, il Premio Italiano della Musica, gli Italian Music Awards e il Premio Grinzane Cavour.
Il dj e il remixer
Accanto alla band Boosta ha una lunga attività da dj, che lo ha portato nei club di Ibiza e di Zurigo e nei principali appuntamenti della musica elettronica da ballo in Italia. Ha pubblicato dischi da 12 pollici per etichette come Mantra Vibes, Ocean Dark, Toast Hawaii e Mute. Come remixer ha rielaborato brani di Vasco Rossi, Morgan e Cristina Donà, e di artisti internazionali come Placebo, Beastie Boys, Client, Depeche Mode, Skin e The Jackson 5.
I progetti paralleli
Nel 2004 dà vita a Iconoclash, rilettura elettronica dei classici del pop italiano più scintillante degli anni Ottanta. Nel 2008 esce Dogs from V-Gas dei Caesar Palace, trio rock formato con due componenti dei Linea 77. Partecipa alla raccolta di cover Paris Dernier con Fly Me to the Moon, e nel 2012 canta Il mare d'inverno con Enrico Ruggeri nel disco Le canzoni ai testimoni.
Boosta autore per altri, per il cinema e la televisione
Come autore Boosta ha scritto per Mina, Malika Ayane e Tricky, ha prodotto un album di Erica Mou e ha firmato le colonne sonore delle serie televisive 1992 e 1993.
Le canzoni per Mina
Per Mina ha composto due brani: Non ti voglio più, nell'album Facile, e La clessidra, nell'album Caramella. Per un musicista cresciuto nella scena elettronica torinese, scrivere per la voce più importante della canzone italiana è un riconoscimento che dice molto sulla sua scrittura melodica.
Le altre collaborazioni
Ha scritto The Last Icon con Skin, pubblicata solo in rete; Veronika per un album di Tricky; Shine per Malika Ayane, nell'album Ricreazione del 2012. Nel 2013 ha prodotto Contro le onde di Erica Mou e ha condotto su Deejay TV Jack on Tour, con musicisti come Daniele Silvestri, Giuliano Palma, Linea 77 e Perturbazione.
Le colonne sonore
Nel 2015 firma la colonna sonora della serie 1992, nel 2016 quella di 1993. Nel 2022 riceve il premio per la colonna sonora ai Cinematografo Awards per il film La prima regola. È un lavoro che spiega bene la dimensione di Pianorama: la musica pensata come ambiente, come spazio in cui qualcosa accade.
Insegnante
Nel 2016 partecipa alla sedicesima edizione di Amici di Maria De Filippi come insegnante di canto, al posto di Marco Maccarini. È inoltre docente di tastiere elettroniche nel triennio di popular music, indirizzo composizione pop rock, al Conservatorio di Como.
Boosta scrittore, conduttore ed editore
Boosta ha pubblicato racconti, romanzi e libri per bambini, ha condotto programmi in radio e in televisione e nel 2010 ha fondato con Michele Dalai e Andrea Agnelli la casa editrice ADD.
I libri
Nel 2003 esce per Dalai la raccolta di racconti Dianablu, seguita nel 2005 dal romanzo Un'ora e mezza. Nel 2011 pubblica per Einaudi Stile Libero Un buon posto per morire, scritto con Tullio Avoledo, che riceve il Premio Emilio Salgari come miglior romanzo d'avventura. Nel 2012 arriva Toc toc, il suo primo libro per bambini, edito da Giunti, e nel 2018 C'era una volta il silenzio.
Giornali e radio
Dal novembre 2007 cura la rubrica mensile Piombo sulla rivista XL di Repubblica, e dall'autunno 2008 collabora con La Stampa. Nel 2009 va in onda su m2o L'alfabeto degli assassini, racconti di crimini reali narrati in prima persona su un tappeto rock ed elettronico. Con Benedetta Mazzini conduce Coppia aperta su Rai Radio 2.
La televisione
Nel febbraio 2009 guida su La7 la nuova stagione di 25ª Ora, il programma di culto dedicato al cinema. Dal 30 gennaio 2013 è il volto di Boo(k)sta, programma quotidiano di Sky Arte in cui racconta i suoi libri preferiti componendo per ognuno una colonna sonora inedita. È forse il precedente più vicino a Pianorama: la musica scritta per dare forma a uno spazio immaginato.
Documentari e cultura
Con la regista Chiara Pacilli firma il documentario Surfin' Torino, prodotto da Rai Cinema, e nel 2011 Ho visto cose, sulla Torino magica, di cui cura le musiche. Nel 2010 è direttore artistico di Bookstock, lo spazio per i ragazzi del Salone del Libro di Torino.
La discografia solista di Boosta
Da solista Boosta ha pubblicato gli album La stanza intelligente nel 2016, Facile nel 2020 e Soloist nel 2025, oltre alle colonne sonore di 1992 e 1993 e a una serie di EP di musica elettronica fra il 2004 e il 2009.
Gli EP da club
La prima fase solista è quella del dj: Crash nel 2004, The Boss nel 2005, Boostology e Dance is Dead nel 2006, Jump in a Black Silk Flow per Ocean Dark nello stesso anno, Rotterdome nel 2009. Sono dischi pensati per la pista, lontani dal pianoforte di oggi ma utili a capire da dove viene la sua sensibilità per il suono elettronico.
Dagli album a Soloist
La stanza intelligente e Facile segnano il passaggio a una scrittura più personale. Con Soloist, pubblicato il 30 aprile 2025 insieme alla partenza del Soloist Tour, il pianoforte diventa protagonista assoluto. Pianorama è il capitolo successivo della stessa ricerca.
Perché ascoltarlo prima
Chi vuole arrivare preparato può ascoltare Soloist nei giorni precedenti. Non serve a conoscere i brani, che in Pianorama sono nuovi, ma a entrare nel suono di Boosta al pianoforte, diverso da quello che si conosce con i Subsonica.
Il Teatro Studio Borgna, la sala di Pianorama
Il Teatro Studio Gianni Borgna è la sala più piccola fra quelle dell'Auditorium Parco della Musica, con circa trecento posti, ed è usata per concerti, teatro, incontri e musica da camera.
Una sala raccolta
Accanto alle tre grandi sale da concerto, la Santa Cecilia, la Sinopoli e la Petrassi, il Teatro Studio è lo spazio pensato per le produzioni di dimensione ridotta. Le pareti sono rivestite di legno di ciliegio, lo stesso della Sala Petrassi, e il colore caldo del legno dà alla sala un'atmosfera domestica.
Perché è adatta a Pianorama
Un disco che mette al centro i rumori del pianoforte ha bisogno di una sala in cui quei rumori si sentano. In una sala grande si perderebbero; al Teatro Studio arrivano fino all'ultima fila. È la ragione per cui la dimensione della sala, qui, non è un limite ma una scelta.
Dove sedersi
In una sala di queste dimensioni non ci sono posti sbagliati. Chi vuole vedere le mani sul pianoforte scelga le file centrali, un po' spostate verso il lato della tastiera; chi preferisce un ascolto d'insieme stia qualche fila più indietro, dove la parte elettronica si fonde meglio con il suono acustico.
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone
L'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone è il complesso musicale progettato da Renzo Piano fra il Villaggio Olimpico, la collina dei Parioli e il Tevere, inaugurato nel 2002, gestito dalla Fondazione Musica per Roma e sede stabile dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia. La scheda dedicata all'Auditorium Parco della Musica ne descrive sale e servizi.
Una sala che Roma aspettò sessant'anni
Nel 1936, per liberare il Mausoleo di Augusto, fu demolito l'Augusteo, la sala in cui dal 1908 suonava l'orchestra di Santa Cecilia. La città rimase per decenni senza una vera sala sinfonica. Nel 1993 il Comune bandì un concorso internazionale per l'area fra il Villaggio Olimpico e lo stadio Flaminio, e il 27 luglio 1994 vinse il progetto di Renzo Piano e del suo Building Workshop.
Tre casse armoniche di piombo
Le tre sale maggiori sono edifici separati, coperti da lastre di piombo, con una forma che ricorda quella di uno scarabeo, disposti a raggiera intorno alla cavea all'aperto intitolata a Luciano Berio. Piano le ha pensate come grandi casse armoniche, strumenti di legno protetti da un guscio. Intorno ci sono il Teatro Studio Borgna, gli studi di registrazione, il Museo degli strumenti musicali di Santa Cecilia, gli spazi espositivi e i giardini pensili intitolati a Claudio Abbado.
Un luogo aperto tutto l'anno
Dall'Auditorium passano la stagione sinfonica di Santa Cecilia, la Festa del Cinema di Roma, festival come il Roma Jazz Festival 2026, che in novembre occupa buona parte delle sale, e centinaia di concerti di ogni genere. Pianorama si inserisce in un novembre molto fitto: vale la pena guardare il calendario della sede e costruirsi una settimana di musica.
Come arrivare all'Auditorium per il concerto di Boosta
L'Auditorium si raggiunge con la metro A fino a Flaminio e poi con il tram 2 fino a piazza Mancini, oppure con gli autobus 910, 53, 168 e 982, o con la ferrovia Roma-Nord fino a piazza Euclide: sono le indicazioni pubblicate dalla sede.
Metro A e tram 2
È il percorso più semplice da quasi tutta la città. Si scende alla fermata Flaminio della linea A, si esce su piazzale Flaminio e si prende il tram 2, che corre lungo via Flaminia fino al capolinea di piazza Mancini. Da lì l'Auditorium si raggiunge a piedi in pochi minuti.
Gli autobus
Il 910 collega la stazione Termini a piazza Mancini ed è la scelta migliore per chi alloggia vicino alla stazione. Il 53 arriva da largo Chigi, nel centro storico. Il 168 collega largo Maresciallo Diaz alla stazione Tiburtina, il 982 viale XVII Olimpiade a Monteverde. Il 1° novembre è festivo e le frequenze sono ridotte: il calcolatore di percorso dell'azienda dei trasporti dà gli orari aggiornati.
La ferrovia Roma-Nord
Chi arriva dai quartieri a nord lungo via Flaminia può prendere la ferrovia Roma-Nord e scendere a piazza Euclide, ai Parioli, per proseguire a piedi o con i mezzi di superficie.
In auto
L'Auditorium ha due parcheggi a pagamento, entrambi con posti riservati alle persone con disabilità: uno a raso davanti al complesso, con accesso da viale Pietro de Coubertin, e uno coperto multipiano, con accesso anche da viale Maresciallo Pilsudski. Una domenica pomeriggio festiva il traffico è più leggero del solito, ma le strade del Villaggio Olimpico si riempiono comunque nelle ore dei concerti.
A piedi e in bicicletta
Da piazzale Flaminio la passeggiata lungo via Flaminia, passando accanto al MAXXI, dura una mezz'ora. Dal Foro Italico si attraversa il Tevere sul Ponte della Musica, pedonale e ciclabile, e si sale verso il Villaggio Olimpico.
Come organizzare la domenica di Ognissanti all'Auditorium
Il concerto di Boosta comincia alle 18: la domenica si organizza bene con un pranzo tranquillo, una passeggiata nel pomeriggio fra il Flaminio e il Tevere e l'arrivo all'Auditorium mezz'ora prima dell'inizio.
Il pomeriggio
Il Flaminio offre molte possibilità per le ore che precedono il concerto: il MAXXI, il Ponte della Musica, il Foro Italico sull'altra riva. Il 1° novembre è festivo, e gli orari dei musei vanno controllati sui siti ufficiali prima di uscire.
Prima del concerto
Nel complesso ci sono un bar nel foyer, una caffetteria, un bar ristorante con accesso anche dalla strada e una libreria. Arrivare con anticipo permette di girare fra le sale, affacciarsi sulla cavea e sui resti della villa romana, e bere qualcosa senza fretta.
Dopo il concerto
Un concerto delle 18 finisce presto, all'ora di cena. Il tram 2 riporta a piazzale Flaminio e alla metro A; chi preferisce restare in zona trova trattorie e pizzerie lungo via Flaminia e al Villaggio Olimpico, e locali aperti fino a tardi a Ponte Milvio.
Dove mangiare vicino all'Auditorium
Dentro l'Auditorium ci sono un bar, una caffetteria e un bar ristorante; fuori, il Villaggio Olimpico, via Flaminia e Ponte Milvio offrono trattorie, pizzerie e locali per ogni esigenza.
Il Villaggio Olimpico
Intorno a viale XVII Olimpiade ci sono pizzerie e trattorie di quartiere, frequentate più dai residenti che dai turisti. Una domenica sera festiva sono una buona soluzione per una cena semplice dopo il concerto.
Via Flaminia e Ponte Milvio
Lungo il percorso del tram 2 si trovano ristoranti e bar. Ponte Milvio, più a nord, è la zona più animata, con locali aperti fino a tardi anche la domenica. Nei giorni di festa molti ristoranti lavorano su prenotazione: conviene fissare il tavolo quando si comprano i biglietti.
Qualcosa di veloce
Chi arriva di corsa trova nel complesso e lungo via Flaminia bar e forni per un panino o un trancio di pizza. Meglio mangiare prima di entrare: in una sala così raccolta, il silenzio è parte del concerto.
Cosa vedere intorno all'Auditorium
L'Auditorium si trova in una zona dove l'architettura del Novecento e quella contemporanea si incontrano: il Villaggio Olimpico del 1960, il MAXXI di Zaha Hadid, il Palazzetto dello Sport di Pier Luigi Nervi, lo stadio Flaminio di Antonio e Pier Luigi Nervi.
Il Villaggio Olimpico e lo stadio Flaminio
Lo stadio Flaminio, progettato da Antonio Nervi con il padre Pier Luigi, fu inaugurato il 19 marzo 1959 per il torneo olimpico di calcio. Renzo Piano immaginava il parco della musica come un'unica area verde che, dalla collina di Villa Glori, abbracciasse le sale, lo stadio e il Palazzetto dello Sport.
Il MAXXI e il Teatro Olimpico
A breve distanza si trovano il MAXXI e il Teatro Olimpico, che il giorno dopo il concerto di Boosta ospita Fabio De Luigi. Chi resta a Roma per il ponte di Ognissanti può costruire due serate nello stesso quartiere.
Verso il centro
Scendendo lungo via Flaminia si arriva a piazza del Popolo, con l'obelisco al centro e Villa Borghese alle spalle. Sull'altra riva del Tevere, il Foro Italico conserva le architetture sportive degli anni Trenta.
Accessibilità e ragazzi al concerto di Boosta
L'Auditorium Parco della Musica è progettato per la piena accessibilità, con ascensori, percorsi per non vedenti e personale di accoglienza sempre presente; le persone in carrozzina possono prenotare il posto al numero 06 8024 1281, tutti i giorni dalle 11 alle 18.
Posti riservati
I posti per le persone in carrozzina sono limitati per legge, e in una sala piccola come il Teatro Studio lo sono ancora di più. Per le riduzioni previste dalla legge 104 è utile inviare prima la documentazione. Una telefonata qualche giorno prima risolve ogni dubbio.
Con i ragazzi
Il regolamento dell'Auditorium prevede che i minori di 16 anni entrino accompagnati da un adulto con biglietto. L'orario delle 18 è comodo per le famiglie. Un ragazzo che studia pianoforte, o che suona la tastiera in un gruppo, troverà nel concerto di Boosta un esempio concreto di come lo strumento classico possa incontrare l'elettronica.
Ognissanti e l'inizio di novembre a Roma
Il 1° novembre è festa nazionale, e per molti romani apre un ponte che arriva fino al 2, giorno della commemorazione dei defunti. È un momento in cui la città cambia ritmo.
Una domenica diversa
Nel 2026 Ognissanti cade di domenica, e la festa si somma al giorno di riposo. Molti negozi sono chiusi, il traffico è leggero, le famiglie visitano i cimiteri al mattino. Il pomeriggio, a Roma, resta libero per una passeggiata e per un concerto.
Il clima
All'inizio di novembre le giornate sono spesso miti, ma il buio arriva presto dopo il ritorno all'ora solare. Uscendo dalla sala verso sera l'aria è fresca: una giacca serve, soprattutto sulla cavea e lungo il Tevere.
La stagione dei concerti al chiuso
Con novembre la musica romana torna nelle sale. All'Auditorium il calendario si riempie di festival e rassegne, e i teatri del Flaminio hanno cartelloni fitti. Pianorama è un modo discreto di cominciare il mese.
Una curiosità su Boosta, Pianorama all'Auditorium Parco della Musica — 1 novembre 2026
Il titolo del disco è un acrostico. I brani di Pianorama sono nove, e le loro iniziali, disposte in sequenza, compongono la parola stessa: P, I, A, N, O, R, A, M, A. È un gioco che dice molto del modo in cui Boosta costruisce i suoi progetti: l'idea viene prima, e tutto il resto le si dispone intorno, fino ai titoli dei singoli pezzi.
La seconda curiosità riguarda il nome della sala. Il Teatro Studio è intitolato a Gianni Borgna, e l'intero complesso porta dal 2020 il nome di Ennio Morricone, il compositore che più di ogni altro ha dimostrato quanto la musica scritta per un'immagine possa vivere di vita propria. Per un artista che ha firmato colonne sonore di serie televisive e film, e che con Pianorama costruisce paesaggi sonori, suonare sotto quel nome ha un senso preciso.
La terza riguarda il pianoforte. Boosta ha studiato lo strumento al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino prima di diventare il tastierista di una delle band elettroniche più importanti d'Italia. Pianorama è anche un ritorno alle origini: allo strumento con cui tutto è cominciato, suonato con l'esperienza di trent'anni di elettronica.
Una cosa che non ti dice nessuno su Boosta, Pianorama all'Auditorium Parco della Musica — 1 novembre 2026
In Pianorama il rumore è musica. Nella registrazione di un disco di pianoforte, di solito, tutto quello che non è nota viene tolto: il clic della meccanica, lo scricchiolio del pedale, il fruscio dei feltri, il rimbombo della stanza. Boosta ha fatto il contrario, e ha lasciato quei suoni dentro il disco come parte della composizione. Dal vivo accadrà lo stesso.
Questo cambia il modo di ascoltare. In un recital tradizionale un colpo di tosse in platea è un fastidio; qui è un intruso in un paesaggio fatto anche di piccoli rumori. Il pubblico diventa parte dell'acustica della sala, e il silenzio della platea è la condizione perché la musica si sviluppi. Spegnete il telefono davvero, non solo la suoneria: anche la vibrazione, in una sala di trecento posti, si sente.
C'è un secondo aspetto. Il lato B del progetto prende il suono del pianoforte e lo trasforma in elettronica. Nel Teatro Studio si sentirà da dove viene ogni suono: prima il legno, poi la sua eco trasformata. Chi è seduto vicino al palco può seguire il passaggio con precisione. È un'occasione rara per capire, con le orecchie, come nasce un paesaggio elettronico a partire da uno strumento acustico.
Il consiglio che ti do per visitare Boosta, Pianorama all'Auditorium Parco della Musica — 1 novembre 2026
Comprate il biglietto presto e arrivate presto. Il Teatro Studio ha circa trecento posti, e la data d'apertura di un tour, un giorno festivo, con un artista che ha un pubblico affezionato da trent'anni, è di quelle che si esauriscono. Il prezzo di partenza di 22 euro è basso per un concerto all'Auditorium, e i posti economici vanno via per primi.
Secondo consiglio: dedicate al concerto la giornata, non solo l'ora. Ognissanti è una domenica senza impegni per molti, e il Flaminio è uno dei quartieri migliori di Roma per una passeggiata d'autunno. Un pranzo tranquillo, il Ponte della Musica, il MAXXI se aperto, la cavea dell'Auditorium al tramonto: poi la sala.
Terzo: arrivate senza aspettative da concerto rock. Boosta è il tastierista dei Subsonica, ma Pianorama è un'altra cosa, più vicina alla musica da ascolto che a quella da ballo. Chi entra in sala con questa disposizione ne esce con qualcosa di nuovo. Conviene sapere prima che cosa si ascolterà: il concerto arriva più a fondo.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Che Boosta sia il tastierista dei Subsonica lo sanno tutti. Si ricorda meno che ha una formazione classica, che ha scritto canzoni per Mina e che da anni insegna in un conservatorio. Sono tre fatti noti a chi segue la sua carriera, ma raramente citati quando si parla di lui, e aiutano a capire Pianorama.
La formazione al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino spiega il rapporto con il pianoforte. Le canzoni per Mina, Non ti voglio più e La clessidra, raccontano un compositore capace di scrivere melodie per una voce che non perdona. L'insegnamento di tastiere elettroniche al Conservatorio di Como, nel corso di popular music, mostra un musicista che riflette sul proprio strumento e lo trasmette.
C'è poi il Boosta scrittore, autore di romanzi premiati come Un buon posto per morire, e il Boosta televisivo, che su Sky Arte componeva ogni sera una colonna sonora per un libro. Messi insieme, questi pezzi disegnano un artista che usa la musica per costruire spazi e storie. Pianorama è il punto d'arrivo di questo percorso: un disco in cui il pianoforte diventa un luogo.
La foto giusta da fare a Boosta, Pianorama all'Auditorium Parco della Musica — 1 novembre 2026
La foto giusta si fa fuori, prima del concerto. Il 1° novembre il sole tramonta verso le cinque, e alle diciotto l'Auditorium è già illuminato: i tre grandi gusci di piombo si stagliano contro il cielo scuro, e dalla cavea si vedono tutti insieme. È la vista più riconoscibile del complesso, e a quell'ora ha la luce migliore.
Un secondo scatto si fa dalla terrazza fra la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli, sui resti della villa romana emersi durante gli scavi del 1995. È un'immagine che racconta Roma meglio di molte cartoline: un complesso contemporaneo costruito intorno alle fondazioni di una casa antica.
Dentro il Teatro Studio, con le luci di sala ancora accese, il legno delle pareti e il pianoforte sul palco fanno una fotografia calda e pulita. Scattatela prima dell'inizio. Durante il concerto il telefono resta in tasca: in un progetto costruito sui piccoli rumori, lo schermo acceso e il clic dell'otturatore sono una distrazione per l'artista e per chi siede accanto.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del luogo in cui suona Boosta comincia con una perdita. Nel 1936 fu demolito l'Augusteo, la sala da concerti costruita sul Mausoleo di Augusto dove dal 1908 suonava l'orchestra di Santa Cecilia. Per quasi sessant'anni Roma rimase senza una vera sala sinfonica. Nel 1993 il Comune bandì il concorso internazionale, e il 27 luglio 1994 fu proclamato vincitore il progetto di Renzo Piano.
Nel novembre 1995 i lavori si fermarono: durante gli scavi erano emersi i resti di un'antica villa romana. Il progetto fu modificato per integrarla, e due dei tre volumi furono spostati verso ovest. Oggi i resti si vedono dalla terrazza, e il Museo Archeologico sotto la cavea ne espone i reperti.
Nel luglio 1999 il Comune fondò la società Musica per Roma, trasformata nel 2004 nella fondazione che ancora gestisce il complesso. Il 21 aprile 2002, giorno del Natale di Roma, furono inaugurate la Sala Petrassi e la Sala Sinopoli; il 21 dicembre dello stesso anno la Sala Santa Cecilia, con l'orchestra diretta da Chung Myung-whun. Nel 2006 vi si tenne la prima Festa del Cinema di Roma. Nel 2014 i visitatori furono stimati in oltre due milioni. Nel 2020, dopo la morte di Ennio Morricone, il consiglio comunale approvò l'intitolazione del complesso al compositore.
Chi è passato da Boosta, Pianorama all'Auditorium Parco della Musica — 1 novembre 2026
La storia dei passaggi illustri all'Auditorium comincia il giorno stesso dell'inaugurazione. Il 21 aprile 2002 Goffredo Petrassi, già molto anziano, volle essere presente all'apertura della sala che porta il suo nome e della Sala Sinopoli, dove fu eseguita in prima assoluta la sua Ouverture da concerto per orchestra, scritta nel 1931. Pochi mesi dopo Chung Myung-whun diresse l'orchestra di Santa Cecilia nel concerto che aprì la sala grande.
Da allora le sale del complesso hanno accolto l'orchestra e il coro di Santa Cecilia nella loro stagione sinfonica, i registi e gli attori della Festa del Cinema di Roma, i musicisti di festival come il Roma Jazz Festival, che anche nel novembre 2026 usa il Teatro Studio per alcuni dei suoi concerti. Il nome di Ennio Morricone, dal 2020 nel titolo del complesso, è quello del compositore italiano più ascoltato al mondo.
Boosta, con Pianorama, aggiunge un nome diverso a questa storia: un musicista nato nella scena elettronica di Torino, con una formazione da conservatorio, che porta al Teatro Studio un pianoforte e un computer. Il Soloist Tour, nel 2025, lo aveva già riportato a Roma con il progetto solista. Il 1° novembre la capitale diventa il punto di partenza del nuovo tour: un privilegio per chi sarà in sala.
Domande frequenti su Boosta e Pianorama all'Auditorium
Quando suona Boosta all'Auditorium Parco della Musica?
Boosta suona all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone domenica 1° novembre 2026 alle 18:00, al Teatro Studio Borgna. È la data d'apertura del tour di Pianorama, il suo nuovo album per pianoforte, come indica il sito ufficiale della sede.
Quanto costano i biglietti per Boosta a Roma?
I biglietti per Boosta all'Auditorium Parco della Musica partono da 22 euro, secondo il sito ufficiale della sede. Si comprano sul sito dell'Auditorium, che rimanda al circuito di prevendita autorizzato, o alla biglietteria del complesso. In una sala di circa trecento posti conviene acquistarli presto.
Che cos'è Pianorama di Boosta?
Pianorama è il nuovo album di Boosta: nove brani per pianoforte registrati in presa diretta, con i rumori dello strumento lasciati nel suono, e un lato B in cui lo stesso materiale diventa paesaggio elettronico. Sviluppa la ricerca cominciata con l'album Soloist del 2025.
Boosta suonerà i brani dei Subsonica?
Il concerto di Boosta all'Auditorium è dedicato a Pianorama, e la presentazione ufficiale lo descrive come la continuazione dal vivo della sessione di registrazione del disco. La scaletta non è pubblicata; chi si aspetta un repertorio dei Subsonica troverà un progetto diverso, per pianoforte ed elettronica.
Come si arriva al Teatro Studio Borgna dell'Auditorium?
Il Teatro Studio Borgna è dentro l'Auditorium Parco della Musica, in viale Pietro de Coubertin 30. Si arriva con la metro A fino a Flaminio e il tram 2 fino a piazza Mancini, o con gli autobus 910, 53, 168 e 982. Il 1° novembre è festivo: controllate gli orari dei mezzi.
Il concerto di Boosta è adatto ai ragazzi?
Il concerto di Boosta all'Auditorium, alle 18 di una domenica, ha un orario comodo per le famiglie. Il regolamento della sede prevede che i minori di 16 anni entrino accompagnati da un adulto con biglietto. È un ascolto concentrato, adatto a ragazzi che amano la musica o studiano uno strumento.
Chi è Boosta?
Boosta è Davide Dileo, nato a Torino nel 1974, tastierista e cofondatore dei Subsonica nel 1996. Ha studiato pianoforte al Conservatorio Giuseppe Verdi, ha scritto per Mina e Malika Ayane, firmato le colonne sonore di 1992 e 1993, pubblicato romanzi e insegna al Conservatorio di Como.
Il consiglio finale su Boosta all'Auditorium
Prendete il biglietto adesso, arrivate all'Auditorium con la luce del tramonto e sedetevi abbastanza vicino da vedere le mani sul pianoforte. Pianorama è un concerto che chiede attenzione e la restituisce con gli interessi: un'ora in cui il suono di uno strumento antico viene smontato e ricostruito davanti a voi. Il 1° novembre, a Roma, è il modo migliore di passare il tardo pomeriggio di festa.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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