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Buenos Aires Tango con Daniel Binelli all’Auditorium Parco della Musica — 28 novembre 2026

In breve. Buenos Aires Tango. Música y Danza en Concierto, serata dedicata alla musica del Río de la Plata sotto la direzione del bandoneonista Daniel Binelli, va in scena all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nella Sala Sinopoli, in…

Buenos Aires Tango. Música y Danza en Concierto, serata dedicata alla musica del Río de la Plata sotto la direzione del bandoneonista Daniel Binelli, va in scena all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, nella Sala Sinopoli, in viale Pietro de Coubertin 30, sabato 28 novembre 2026 alle 20:00. Il concerto è presentato dalla Città di Buenos Aires nell'ambito del programma di cooperazione culturale Buenos Aires a Roma. Con Binelli suonano la pianista Polly Ferman, in partecipazione speciale, il chitarrista César Angeleri e la cantante Verónica Silva, con un ensemble orchestrale e ospiti internazionali; la danza è affidata a Suria Echeverría e Mauro Rodríguez. Secondo la pagina ufficiale i biglietti partono da 15 euro; i prezzi per settore non sono pubblicati. La durata non è indicata. I biglietti si acquistano dalla pagina dell'evento sul sito ufficiale dell'Auditorium, che rimanda al circuito di vendita collegato; per informazioni la Fondazione Musica per Roma indica l'indirizzo info@musicaperroma.it. Per arrivare con i mezzi pubblici conviene usare il pianificatore di viaggio di ATAC; le fermate più vicine all'Auditorium indicate dall'enciclopedia libera sono Flaminia/Reni e Apollodoro.

Illustrazione ad acquerello di una coppia di ballerini di tango sul palco di una sala da concerto con bandoneon, pianoforte, chitarra e violini
Illustrazione generata con intelligenza artificiale: non è una fotografia dell'Auditorium Parco della Musica né dell'evento.

Il concerto: un viaggio nella musica di Buenos Aires

La presentazione ufficiale descrive la serata come un viaggio appassionante attraverso composizioni classiche e contemporanee della capitale argentina, dedicato all'essenza, all'eleganza e alla passione della musica del Río de la Plata. La Sala Sinopoli, scrive l'Auditorium, si veste a festa per accogliere alcuni dei più importanti esponenti del genere.

Il titolo, in spagnolo, indica chiaramente il formato: musica e danza in concerto. Non si tratta di uno spettacolo teatrale con una trama, né di una milonga in cui il pubblico balla, ma di un concerto in cui la danza entra come parte dell'esecuzione, con una coppia di ballerini sul palco accanto ai musicisti.

Classico e contemporaneo

La pagina ufficiale non elenca i brani in programma: il dato non è pubblicato. L'indicazione di un repertorio che comprende composizioni classiche e contemporanee lascia intendere un percorso che attraversa le diverse epoche del tango, dalle orchestre storiche alle scritture più recenti.

Un ensemble orchestrale

Oltre ai solisti, il concerto prevede un ensemble orchestrale e ospiti internazionali, i cui nomi non sono indicati. La direzione è affidata a Daniel Binelli, che nella sua lunga carriera ha diretto e arrangiato per formazioni di ogni dimensione.

Buenos Aires a Roma

La serata fa parte di un programma di cooperazione culturale promosso dalla Città di Buenos Aires. È la capitale argentina stessa, dunque, a presentare il proprio patrimonio musicale al pubblico romano, con artisti che ne rappresentano la tradizione.

Daniel Binelli, il maestro

Daniel José Binelli è nato il 20 maggio 1946 a Quilmes, nella provincia di Buenos Aires. Secondo la biografia pubblicata dal portale Todotango ha cominciato a nove anni, quando il padre gli regalò un bandoneón e gli fece da primo insegnante. Ha poi studiato con Francisco Abatantuono e Abelardo Alfonsín, e armonia con Alberto Coronato e Pedro Aguilar.

L'orchestra di Osvaldo Pugliese

Il capitolo decisivo della sua formazione è stato l'ingresso nell'orchestra di Osvaldo Pugliese, una delle formazioni storiche del tango, come bandoneonista e arrangiatore. Sulla durata di quell'esperienza le fonti non concordano: Todotango parla di quattordici anni, la Fondazione Gulbenkian di dieci. Con Pugliese ha suonato in America Latina, in Europa, negli Stati Uniti e in Giappone.

Il sestetto di Astor Piazzolla

Nel 1989 Astor Piazzolla, che Binelli ammirava fin da quando aveva quattordici anni, lo invitò a far parte del Sexteto Nuevo Tango, con il quale ha suonato in America e in Europa. Aver suonato sia con Pugliese sia con Piazzolla significa aver attraversato dall'interno due modi molto diversi di intendere il tango.

Tango x 2 e le grandi orchestre

Dal 1990 al 1997 Binelli è stato direttore musicale, arrangiatore e bandoneón solista di Tango x 2, uno spettacolo di musica e danza che ha avuto successo negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone. È stato inoltre solista con l'orchestra di Atilio Stampone e con l'Orquesta del Tango de Buenos Aires.

Con Milva

Il pubblico italiano può ricordarlo accanto a Milva, con la quale ha fatto tournée in America, in Europa e in Giappone. Dalla collaborazione è nato anche il disco Milva, el tango de Astor Piazzolla.

Cinquant'anni di formazioni

La biografia di Todotango elenca una lunga serie di gruppi in cui Binelli ha suonato, a partire dagli anni Settanta: il Quinteto Guardia Nueva nel 1970, il quintetto di Hugo Baralis nel 1973, Generación Cero nel 1974, il Grupo Alas nel 1977, l'orchestra di Osvaldo Requena a metà degli anni Ottanta e Tango 7 nel 1992. È un percorso che attraversa formazioni di dimensioni e orientamenti molto diversi.

L'uscita dei musicisti dell'orchestra Pugliese

Todotango ricorda anche il contesto del suo ingresso nell'orchestra di Pugliese: il giovane bandoneonista arrivò insieme ad altri musicisti chiamati a sostituire i componenti che, nel 1968, avevano lasciato l'orchestra per formare il Sexteto Tango. Fu un ricambio generazionale che diede a Binelli l'occasione di crescere accanto a uno dei grandi maestri del genere.

Un musicista di palcoscenico

Dalle tournée con Pugliese a quelle con Milva, dagli spettacoli di Tango x 2 ai concerti sinfonici, la carriera di Binelli si è svolta in gran parte dal vivo, davanti a pubblici di continenti diversi. È l'esperienza che porta in Sala Sinopoli, alla guida dell'ensemble orchestrale annunciato dalla presentazione, insieme ai solisti invitati.

Il quintetto e i duetti

Oggi Binelli guida il Daniel Binelli Quinteto, che ha suonato in Giappone, in Europa e nelle Americhe. Con il chitarrista Hugo Romero ha registrato due dischi in duo, pubblicati in Argentina e in Giappone. La formula del duo, con il pianoforte di Polly Ferman o con la chitarra, è una delle sue dimensioni preferite.

Una data discussa

Sul Premio Konex le fonti non concordano del tutto: la Fondazione Gulbenkian lo colloca nel 1995, mentre la biografia di Todotango riporta, in passaggi diversi, sia il 1993 sia il 1995.

Come si ascolta un concerto di tango

Un concerto di tango in una sala sinfonica è un'esperienza particolare. La musica nata nei locali e nelle sale da ballo del Río de la Plata viene ascoltata in silenzio, seduti, con l'attenzione che si riserva alla musica da camera. La carriera di Binelli, divisa tra le orchestre di tango e le orchestre sinfoniche, è la dimostrazione concreta che i due mondi possono convivere sullo stesso palcoscenico.

Ascoltare il dialogo tra gli strumenti

In una formazione con bandoneón, pianoforte, chitarra, voce e orchestra, il piacere dell'ascolto è anche quello di seguire il dialogo tra le parti: chi guida la melodia, chi risponde, chi accompagna. La direzione di Binelli, abituato a lavorare come arrangiatore, è il filo che tiene insieme le diverse voci.

La danza come parte della musica

Quando i ballerini entrano in scena, il concerto cambia natura. L'attenzione si sposta dai musicisti ai corpi, e la musica si rivela per quello che è anche: un ritmo da seguire, un respiro condiviso. È uno degli aspetti che rendono il formato di questa serata diverso da un concerto tradizionale.

Classici e nuove scritture

La presentazione parla di composizioni classiche e contemporanee. Per l'ascoltatore significa poter confrontare epoche diverse nella stessa serata, e sentire come il linguaggio del tango si è trasformato senza perdere la propria riconoscibilità.

Buenos Aires a Roma: una città che si presenta

Il concerto è presentato dalla Città di Buenos Aires, nell'ambito di un programma di cooperazione culturale chiamato Buenos Aires a Roma. È un dettaglio che merita attenzione: non si tratta di una tournée commerciale, ma di un'iniziativa con cui la capitale argentina sceglie di raccontare il proprio patrimonio a un'altra capitale.

Un riconoscimento a Binelli

La scelta di affidare la direzione a Binelli è coerente con il riconoscimento che la stessa città gli ha attribuito: nel 2010 la Legislatura di Buenos Aires lo ha nominato Personalità di spicco della cultura. Dirigere un concerto che porta il nome della sua città, a Roma, ha il valore di una rappresentanza.

Un programma da seguire

La pagina dell'Auditorium non elenca gli altri appuntamenti del programma Buenos Aires a Roma: il dato non è pubblicato lì. Chi è interessato può tenere d'occhio la programmazione della Fondazione Musica per Roma nelle settimane successive, per eventuali nuove iniziative legate alla capitale argentina.

Un pubblico doppio

Un concerto di questo tipo parla a due pubblici: gli appassionati di tango, che conoscono i nomi dei grandi maestri e i passi della milonga, e chi si avvicina al genere per la prima volta, attratto dalla sala e dall'occasione. La formula del concerto con danza è pensata per entrambi.

Binelli e le orchestre sinfoniche

Una parte importante della carriera di Binelli si è svolta nelle sale da concerto. Secondo la Fondazione Gulbenkian ha eseguito e registrato le opere di Piazzolla con diverse orchestre, tra cui l'Orquesta Sinfónica Nacional argentina e l'orchestra stabile del Teatro Colón, oltre a formazioni negli Stati Uniti, in Canada, in Colombia e in Australia.

Charles Dutoit e Gary Burton

Todotango ricorda che nel 2000 Charles Dutoit lo ha voluto per un concerto con l'Orchestra Sinfonica di Montréal, e che nel 1995 ha suonato con il vibrafonista Gary Burton. Sono collaborazioni che mostrano la capacità del bandoneón di dialogare con il jazz e con la musica sinfonica.

Il compositore

Binelli è anche compositore. Tra i suoi lavori figurano Grasa y cemento, Metrópolis, Imágenes de Buenos Aires, Balada nocturna e Tres movimientos concertantes para bandoneón y orquesta sinfónica.

I riconoscimenti

Ha ricevuto il Premio Konex per la musica popolare, nella categoria degli interpreti di tango; la Fondazione Gulbenkian lo data al 1995. Il 16 giugno 2010 la Legislatura della Città Autonoma di Buenos Aires lo ha nominato Personalità di spicco della cultura.

Polly Ferman al pianoforte

La pianista Polly Ferman partecipa al concerto come ospite speciale. Secondo Todotango forma un duo con Binelli dalla metà degli anni Duemila, dedicato ai compositori latinoamericani eseguiti nelle loro versioni originali. Insieme hanno pubblicato il disco Imágenes, uscito con la rivista Clásica.

Un repertorio latinoamericano

Il duo Binelli Ferman si dedica, secondo Todotango, ai compositori latinoamericani eseguiti nelle versioni originali. È un'indicazione preziosa per capire che cosa aspettarsi dalla loro presenza nel concerto: un'attenzione filologica alla scrittura, accanto alla libertà dell'interpretazione, e un repertorio che guarda oltre i confini del solo tango argentino.

Orquestango

Con la Filarmonica di Montevideo il duo ha registrato Orquestango e Orquestango 2, due progetti che portano il tango nella dimensione orchestrale.

Il pianoforte nel tango

Nel duo con Binelli il pianoforte è il partner principale del bandoneón, e il repertorio latinoamericano che i due eseguono insieme da anni ne fa un dialogo collaudato. In un concerto come questo, il duo tra Binelli e Ferman promette uno dei momenti di maggiore intesa.

César Angeleri e Verónica Silva

Il chitarrista César Angeleri è descritto dalla presentazione come un virtuoso della chitarra tanguera. Non è la prima volta che suona con Binelli: Todotango lo cita tra i chitarristi con cui il bandoneonista ha registrato, insieme a Hugo Romero ed Eduardo Isaac.

La chitarra e il tango

La presenza di un chitarrista specializzato nel linguaggio del tango permette di ascoltare il repertorio anche nella sua dimensione più intima, accanto alle pagine per ensemble.

La voce

Verónica Silva è presentata come una cantante dalla forte espressività e dalla voce suadente. Il tango cantato è una parte essenziale del genere, con testi che raccontano la città, l'amore, la nostalgia.

La danza in concerto

La parte di danza è affidata a Suria Echeverría e Mauro Rodríguez, che la presentazione descrive come giovani talenti. La presenza di una coppia di ballerini accanto ai musicisti è una delle caratteristiche del formato, e permette di vedere il legame tra suono e movimento che il pubblico associa al tango.

Il tango da palcoscenico

In un concerto la danza è pensata per essere vista da una platea, e dialoga con la musica eseguita dal vivo. L'esperienza di Binelli con Tango x 2, spettacolo di musica e danza, è una garanzia per questo tipo di equilibrio.

Una Sala Sinopoli in festa

La Sala Sinopoli, con i suoi 1.133 posti, è abbastanza ampia da accogliere orchestra e ballerini e abbastanza raccolta da permettere al pubblico di cogliere i dettagli dei passi.

Il bandoneón, cuore del tango

Lo strumento di Binelli è il bandoneón, uno strumento a mantice e a bottoni il cui suono, malinconico e insieme potente, molti ascoltatori associano immediatamente a Buenos Aires.

Uno strumento difficile

La storia di Binelli racconta quanto lavoro richieda questo strumento: ha cominciato da bambino, a nove anni, con il padre come primo maestro, e ha proseguito con diversi insegnanti prima di entrare in una grande orchestra.

Ascoltarlo dal vivo

Ascoltare il bandoneón in una sala acusticamente curata come la Sala Sinopoli, progettata con la consulenza acustica dello studio Müller-BBM, è un'esperienza molto diversa dal disco: si percepiscono il respiro del mantice, i cambi di dinamica, il rumore dei bottoni.

Informazioni pratiche

Il concerto è in programma per una sola data, sabato 28 novembre 2026, alle 20:00. La pagina ufficiale indica prezzi a partire da 15 euro, senza riportare il dettaglio dei settori: il dato non è pubblicato.

Il regolamento di biglietteria

Il sito dell'Auditorium pubblica un regolamento di biglietteria con le condizioni generali. Conviene consultarlo prima dell'acquisto, in particolare per cambi e rimborsi.

Una data da verificare

Nella sezione degli eventi correlati la pagina dell'Auditorium mostra lo stesso titolo anche in date di ottobre 2026, legate alla Festa del Cinema di Roma. La data del concerto in Sala Sinopoli è quella del 28 novembre indicata nella scheda principale, ma è prudente controllarla al momento dell'acquisto.

Un sabato sera all'Auditorium

Il concerto cade di sabato, alle 20:00. È un orario che permette di organizzare la serata in modi diversi: un aperitivo prima, nel quartiere, oppure una cena dopo, nelle zone vicine come il Flaminio o Ponte Milvio.

Il ritorno a casa

L'Auditorium si trova fuori dal centro storico, e conviene pianificare il ritorno prima di uscire, controllando con il pianificatore di viaggio di ATAC le linee e gli orari serali del sabato.

Il clima di novembre

A fine novembre le serate romane possono essere fresche, e la cavea è uno spazio all'aperto: per chi vuole godersi la passeggiata prima del concerto, una giacca in più è una buona idea.

La Sala Sinopoli

La Sala Sinopoli è intitolata al direttore d'orchestra Giuseppe Sinopoli ed è la sala di media grandezza dell'Auditorium, con 1.133 posti. Fu la prima ad aprire al pubblico, il 21 aprile 2002, alcuni mesi prima dell'inaugurazione completa del complesso, avvenuta il 21 dicembre dello stesso anno.

Le altre sale

L'Auditorium comprende anche la Sala Santa Cecilia, la più grande, con 2.756 posti, la Sala Petrassi con 673, il Teatro Studio Gianni Borgna con 308 e la Cavea all'aperto, con circa 3.000 posti.

Un'acustica pensata

L'acustica dell'intero complesso è stata curata da Jürgen Reinhold dello studio Müller-BBM, in collaborazione con Renzo Piano. Per un concerto acustico come questo, con strumenti delicati come la chitarra e il pianoforte accanto al bandoneón, la qualità della sala è un elemento essenziale.

Chi gestisce l'Auditorium

L'Auditorium è gestito dalla Fondazione Musica per Roma, oggi presieduta da Claudia Mazzola, con Daniele Pitteri come amministratore delegato. La Fondazione programma concerti, festival, incontri e mostre, e ospita nel complesso le stagioni dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

I numeri di un anno di attività

Secondo l'enciclopedia libera, nel 2016 la Fondazione ha organizzato 608 eventi e venduto 287.109 biglietti, con incassi superiori ai nove milioni e settecentomila euro. Sono cifre che raccontano un luogo frequentato quasi ogni sera dell'anno.

Un complesso aperto

Il sito dell'Auditorium indica, da ottobre a marzo, un orario di apertura del complesso dalle 11:00 alle 20:00, anche la domenica e nei giorni festivi. Per il museo archeologico del complesso, che conserva i resti della villa romana scoperta durante i lavori, gli orari vanno verificati sul sito o al numero 06 80241281.

Una curiosità sull'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

La Sala Petrassi non si è sempre chiamata così. Secondo l'enciclopedia libera era nota come Sala Settecento, e prese il nome del compositore Goffredo Petrassi dopo la sua morte, avvenuta nel 2003. È un dettaglio che racconta come l'Auditorium abbia costruito, sala dopo sala, un piccolo pantheon della musica italiana del Novecento.

Tre nomi, tre musicisti

Sinopoli, Petrassi e Morricone: le intitolazioni dell'Auditorium rendono omaggio a un direttore d'orchestra, a un compositore della musica colta e a un compositore celebre in tutto il mondo per il cinema. Dal 2020 è proprio il nome di Ennio Morricone a identificare l'intero complesso.

Una cosa che non ti dice nessuno sull'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

All'interno del complesso ha sede il Museo degli strumenti musicali dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, insieme alla sua Bibliomediateca. Molti spettatori che vengono qui per un concerto non sanno che, a pochi passi dalle sale, è conservata una collezione legata a una delle grandi istituzioni musicali della città.

Santa Cecilia all'Auditorium

L'Accademia di Santa Cecilia ha nell'Auditorium la sua sede concertistica, con la stagione sinfonica e da camera. Il concerto inaugurale del dicembre 2002, diretto da Chung Myung-whun, fu affidato proprio all'orchestra di Santa Cecilia.

Il consiglio che ti do per visitare l'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

Il mio consiglio è di arrivare almeno mezz'ora prima e di dedicare qualche minuto alla cavea, lo spazio aperto intorno al quale si dispongono le sale, intitolato a Luciano Berio. Di sera, in novembre, il complesso illuminato è uno degli scorci più belli della Roma contemporanea.

Prepararsi all'ascolto

Chi vuole arrivare preparato può ascoltare qualche registrazione dell'orchestra di Osvaldo Pugliese e del sestetto di Piazzolla del 1989: sono i due mondi da cui proviene Binelli, e riconoscerli rende il concerto ancora più ricco.

Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato

È noto che l'Auditorium ospita la Festa del Cinema di Roma. Meno spesso si ricorda che vi si tiene dal 2006, e che negli anni il complesso è diventato anche un luogo di registrazione: l'enciclopedia libera cita album dal vivo incisi qui da Ryuichi Sakamoto con Christian Fennesz nel 2005, da Enrico Rava con Joe Lovano nel 2014 e dai The National nel 2024.

I numeri del pubblico

Nel 2014, secondo la stessa fonte, l'Auditorium ha superato i due milioni di visitatori, risultando il primo luogo culturale europeo per affluenza e il secondo al mondo dopo il Lincoln Center.

La foto giusta da fare all'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

La foto giusta si scatta dalla cavea di sera, con le coperture delle sale illuminate che si stagliano contro il cielo. È l'immagine che meglio racconta l'architettura di Renzo Piano, con i grandi volumi che si aprono attorno allo spazio centrale.

Il foyer della Sinopoli

Prima del concerto si può fotografare il foyer della sala, con il pubblico in attesa. Durante l'esecuzione è buona norma tenere il telefono spento.

Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia

Età arcaica e repubblicana: la villa

Nell'area sorgono prima una fattoria arcaica e poi una villa patrizia, i cui resti, scoperti durante i lavori, sono oggi esposti in un piccolo museo sotto la cavea.

1992-1993: la scelta e il concorso

Viene scelto il sito e Renzo Piano vince il concorso a inviti per il nuovo auditorium.

21 aprile 2002: apre la Sala Sinopoli

La sala che ospita il concerto di Binelli è la prima del complesso ad aprire al pubblico.

21 dicembre 2002: l'inaugurazione

Chung Myung-whun dirige l'orchestra di Santa Cecilia nel concerto inaugurale.

2003: la Sala Petrassi

Dopo la morte di Goffredo Petrassi, la Sala Settecento prende il suo nome.

2006: la Festa del Cinema

Comincia la lunga storia della Festa del Cinema di Roma all'Auditorium.

2020: il nome di Morricone

Il consiglio comunale approva l'intitolazione a Ennio Morricone.

Chi è passato dall'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone

In oltre vent'anni l'Auditorium ha ospitato artisti di ogni genere, dalla musica sinfonica al jazz, dal rock alla musica d'autore. Tra i nomi legati alla sua storia ci sono Chung Myung-whun, che ne diresse il concerto inaugurale, e i musicisti che vi hanno registrato album dal vivo.

I direttori della stagione

Nella stagione 2026-2027 l'Accademia di Santa Cecilia porta in sala grandi direttori e solisti, come nel concerto di Charles Dutoit e Martha Argerich. Lo stesso Dutoit, ricorda Todotango, aveva voluto Binelli come solista a Montréal nel 2000. Il programma completo è nella stagione di Santa Cecilia.

Il tango a Roma

Con Buenos Aires Tango la Sala Sinopoli accoglie per una sera alcuni interpreti della tradizione argentina, presentati direttamente dalla loro città.

Prima o dopo il concerto: i dintorni

L'Auditorium si trova nel quadrante nord della città, tra il Flaminio e i Parioli, accanto a Villa Glori e al Villaggio Olimpico.

Il MAXXI e il Ponte della Musica

A breve distanza si trovano il MAXXI, il museo nazionale delle arti del XXI secolo, e il Ponte della Musica, che collega le due rive del Tevere.

Ponte Milvio

Proseguendo verso nord si arriva a Ponte Milvio, una delle zone più animate della sera romana, adatta per una cena dopo il concerto.

Domande frequenti su Buenos Aires Tango

Quando si tiene il concerto Buenos Aires Tango all'Auditorium?

Sabato 28 novembre 2026 alle 20:00, nella Sala Sinopoli dell'Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone. È una data unica, presentata dalla Città di Buenos Aires nell'ambito del programma di cooperazione culturale Buenos Aires a Roma, e conviene verificarla al momento dell'acquisto.

Quanto costano i biglietti?

La pagina ufficiale indica prezzi a partire da 15 euro. I prezzi dei singoli settori della Sala Sinopoli non sono pubblicati nella pagina dell'evento: il dato non è pubblicato, e si scopre scegliendo il posto nella procedura di acquisto collegata al sito dell'Auditorium.

Dove si comprano?

Dalla pagina dell'evento sul sito ufficiale dell'Auditorium Parco della Musica, che rimanda al circuito di vendita collegato. Per informazioni la Fondazione Musica per Roma, che gestisce il complesso, indica l'indirizzo email info@musicaperroma.it. Conviene leggere anche il regolamento di biglietteria del sito.

Chi suona?

La direzione è di Daniel Binelli, bandoneonista che ha suonato con Osvaldo Pugliese e con Astor Piazzolla. Con lui la pianista Polly Ferman, il chitarrista César Angeleri, la cantante Verónica Silva, un ensemble orchestrale e ospiti internazionali. Danzano Suria Echeverría e Mauro Rodríguez.

Che cosa si ascolta?

Composizioni classiche e contemporanee della capitale argentina, secondo la presentazione ufficiale. Il programma dettagliato dei brani non è stato pubblicato. Dato il percorso di Binelli, è ragionevole aspettarsi un repertorio che attraversa la tradizione delle grandi orchestre e la stagione del tango di Piazzolla.

Si balla?

No, non è una milonga. Si tratta di un concerto con la partecipazione di due ballerini, Suria Echeverría e Mauro Rodríguez, che danzano sul palco accanto ai musicisti. Il pubblico assiste seduto nella Sala Sinopoli, come in un normale concerto.

Quanto dura?

La durata non è indicata nella pagina ufficiale: il dato non è pubblicato. Un concerto con orchestra, solisti e danza occupa di solito una serata intera; per un'indicazione precisa conviene scrivere a info@musicaperroma.it prima di organizzare il rientro.

Come si arriva all'Auditorium?

L'Auditorium è in viale Pietro de Coubertin 30. Le fermate dei mezzi pubblici più vicine indicate dall'enciclopedia libera sono Flaminia/Reni e Apollodoro. Per il percorso migliore conviene usare il pianificatore di viaggio di ATAC.

Il consiglio finale su Buenos Aires Tango

Buenos Aires Tango porta all'Auditorium un musicista che ha attraversato tutta la storia del tango del secondo Novecento, dall'orchestra di Osvaldo Pugliese al sestetto di Astor Piazzolla, fino alle sale sinfoniche di mezzo mondo. Accanto a lui una pianista con cui suona in duo da quasi vent'anni, un chitarrista che conosce da tempo, una voce e una coppia di ballerini. Il mio consiglio è di arrivare presto, fare un giro nella cavea illuminata e lasciarsi guidare dal suono del bandoneón: in una sala con l'acustica della Sinopoli, il respiro di questo strumento si sente come raramente capita.

Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.

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Data Evento28 Novembre 2026 20:00
IndirizzoAuditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Sala Sinopoli, Viale Pietro de Coubertin 30, 00196 Roma Flaminio, Roma, Roma Città