Azymüth in concerto al Monk — 26 ottobre 2026
Gli Azymüth suonano lunedì 26 ottobre 2026 alle 21 al Monk, in via Giuseppe Mirri 35, fra Casal Bertone e il Portonaccio, nella sala Teatro del circolo. Il concerto fa parte della JZ:RF Series ed è presentato da Jazz:Re:Found, il festival che da anni collabora con il trio brasiliano. Il Monk si raggiunge con la metro B o con i treni regionali FL1, FL2 e FL3 fino alla stazione Tiburtina, a meno di un chilometro, oppure con gli autobus 163, 409 e 545. Il biglietto costa 29,90 euro sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, indicato nella pagina del concerto sul sito ufficiale del Monk; la pagina di vendita segnala che l'ingresso è riservato ai maggiorenni. Sul palco il gruppo di Rio de Janeiro che dal 1973 suona quello che chiama samba doido, il samba pazzo: jazz, funk e ritmi brasiliani in una delle formule più imitate e campionate della musica strumentale.
Azymüth al Monk: data, orari e biglietti
La data romana degli Azymüth è lunedì 26 ottobre 2026 al Monk, nella sala Teatro, con inizio alle 21 e biglietto a 29,90 euro. Il programma ufficiale del circolo indica l'ingresso a pagamento; la pagina di vendita collegata dal Monk riporta l'apertura delle porte alle 21 e l'ingresso vietato ai minori di diciotto anni.
L'orario
Il programma del Monk segna le 21 come orario della serata, e alla stessa ora la pagina di vendita apre le porte. In pratica conviene arrivare verso le 20.30: il tempo di entrare, prendere qualcosa al bar e trovare posto in una sala che, per un gruppo di questo nome, si riempie in fretta.
Il biglietto
Il prezzo è di 29,90 euro, già comprensivo delle commissioni secondo la pagina di vendita. Il biglietto si acquista sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dalla scheda del concerto nel programma del Monk. Conviene passare da lì ed evitare i rivenditori secondari.
Solo maggiorenni
È un dettaglio da non sottovalutare. Il Monk, di norma, accoglie i bambini fino a dodici anni gratis se accompagnati; per questo concerto, però, la pagina di vendita indica un evento per maggiori di diciotto anni. Chi pensava di portare un figlio adolescente deve rinunciare.
Chi organizza
Il concerto è presentato da Jazz:Re:Found, che la pagina di vendita definisce una delle principali piattaforme italiane per il jazz, la musica brasiliana, l'elettronica e il funk, e che con gli Azymüth ha un rapporto di lunga collaborazione. La JZ:RF Series è la serie di concerti con cui il festival porta i suoi artisti nei club durante l'anno.
Che cosa si ascolterà: il samba doido degli Azymüth
Gli Azymüth chiamano la loro musica samba doido, cioè samba pazzo: un incrocio di jazz, samba, funk e fusion nato a Rio de Janeiro all'inizio degli anni Settanta. È musica strumentale, costruita sull'intesa fra tastiere, basso e batteria, con improvvisazioni lunghe e un groove che non si ferma.
Il trio
La formula è quella del trio, da sempre: tastiere, basso e chitarre, batteria e percussioni. La formazione attuale, secondo la storia recente della band, comprende il bassista Alex Malheiros, unico superstite del trio originale, il tastierista Dudu Viana e il batterista Renato «Massa» Calmon, entrato nel 2023. Il Monk non ha pubblicato la formazione della serata.
Jazz Carnival e gli altri classici
Il brano più famoso è Jazz Carnival, dall'album Light as a Feather del 1979: nel gennaio 1980 arrivò al diciannovesimo posto della classifica dei singoli britannica, un risultato raro per un brano strumentale brasiliano. È anche il pezzo che la pagina di vendita propone come il più ascoltato del gruppo. La scaletta di Roma non è stata pubblicata, ma è difficile immaginare una serata degli Azymüth senza.
Marca Passo, il disco recente
Nel 2025 la band ha pubblicato Marca Passo per la londinese Far Out Recordings, l'etichetta con cui lavora dalla metà degli anni Novanta. È il primo album dopo la morte di Ivan Conti e l'arrivo di Calmon alla batteria: un buon motivo per ascoltarlo prima del concerto e capire come suona oggi il trio.
Perché sentirli in un club
La musica degli Azymüth è nata per i dischi e per le piste da ballo. Nei decenni è stata campionata e remixata da musicisti elettronici come i Jazzanova, ed è entrata nelle selezioni dei dj di mezzo mondo. Sentirla dal vivo in una sala raccolta, con il pubblico in piedi e il basso che arriva nello stomaco, significa ascoltare la fonte da cui tanta musica è stata presa.
Chi sono gli Azymüth: la biografia
Gli Azymüth sono un gruppo brasiliano di jazz funk nato a Rio de Janeiro nel 1973, fondato come trio da José Roberto Bertrami alle tastiere, Alex Malheiros al basso e alle chitarre e Ivan Conti alla batteria e alle percussioni. In più di cinquant'anni hanno pubblicato oltre trenta album fra studio, dal vivo e raccolte.
Musicisti di studio
Prima di diventare una band, Bertrami, Malheiros e Conti lavoravano insieme come musicisti di studio per altri artisti, e in particolare per il cantautore Marcos Valle. Con lui, nel 1972, incidono l'album Som Ambiente e il singolo Concerto para um Verão, accreditato a un'orchestra di fantasia; nel 1973 firmano insieme la colonna sonora originale di O Fabuloso Fittipaldi, pubblicata da Philips.
Il nome
Con l'approvazione di Valle, il trio prende il nome da una sua canzone, Azimuth. Dal secondo album la grafia cambia in Azymuth, con la y; il primo disco, del 1975, porta ancora il titolo Azimüth. La dieresi sulla u, che il Monk usa nel programma, viene dalla grafia di quelle copertine.
Gli anni Milestone
I primi dischi escono in Brasile. Poi, dal 1979 al 1988, il trio pubblica una lunga serie di album per l'etichetta americana Milestone: Light as a Feather e il suo successo Jazz Carnival nel 1979, Outubro nel 1980, Cascades e Telecommunication nel 1982, Rapid Transit e Flame nel 1984, Spectrum nel 1985, Tightrope Walker nel 1986, Crazy Rhythm nel 1987, Carioca nel 1988. Nel 1986 incidono anche Night Mood, dedicato alle musiche di Ivan Lins, con il cantante Mark Murphy. Nel 1979 esce il disco dal vivo Live at the Copacabana Palace.
Cambi di formazione
Nel 1989 Bertrami lascia il gruppo e alle tastiere arriva Jota Moraes, che incide con la band i due album successivi, Tudo Bem e Curumim. Ariovaldo Contesini, percussionista, era stato il quarto membro originale durante le registrazioni del primo album, per poi uscire subito dopo.
Far Out Recordings
Dalla metà degli anni Novanta gli Azymüth pubblicano con la Far Out Recordings di Londra, pur restando basati in Brasile. Escono Carnival nel 1996, Woodland Warrior nel 1998, Pieces of Ipanema nel 1999, Before We Forget nel 2000, Partido Novo nel 2002, Brazilian Soul nel 2004, Butterfly nel 2008, Aurora nel 2011, Fênix nel 2016, fino a Marca Passo nel 2025. Nel 2019 la stessa etichetta pubblica i provini del 1973 e 1975 in due volumi. Il rapporto con Londra spiega la forte presenza del trio in Europa, dove continua a girare con regolarità.
Jazz Is Dead
Nel 2020 il trio incide un album per la serie Jazz Is Dead con Adrian Younge e Ali Shaheed Muhammad, due produttori legati all'hip hop americano. È il segno di quanto la musica degli Azymüth sia considerata una fonte da quella cultura.
Lutti e rinnovamento
José Roberto Bertrami muore l'8 luglio 2012, a sessantasei anni. Alle tastiere suona Fernando Moraes, fratello di Jota, fra il 2012 e il 2014; nel 2015 arriva Kiko Continentino, poi sostituito da Dudu Viana. Il 17 aprile 2023 viene annunciata la morte di Ivan Conti; due mesi dopo il suo posto è preso da Renato «Massa» Calmon. Da allora Alex Malheiros è il solo superstite del trio originale e guida il gruppo.
Alex Malheiros, Ivan Conti, José Roberto Bertrami: le carriere parallele
Ognuno dei tre fondatori ha avuto una carriera solista, e conoscerla aiuta a capire il suono del gruppo.
Alex Malheiros
Il bassista, oggi alla guida della band, ha pubblicato Atlantic Forest nel 1985 per Milestone, Zenith nel 1992 e The Wave nel 2009 per Far Out. Sua figlia Sabrina Malheiros ha esordito nel 2005 con Equilibria, un disco che gli Azymüth hanno contribuito a realizzare. Chi lo vedrà sul palco del Monk vedrà un musicista che suona con la stessa band da oltre cinquant'anni.
Ivan «Mamão» Conti
Il batterista ha inciso diversi dischi da solista, fra cui The Human Factor nel 1984 per Milestone. Nel 2008 ha firmato con il produttore hip hop Madlib il progetto Jackson Conti, con l'album Sujinho: uno degli incontri più riusciti fra la batteria brasiliana e l'estetica del campionamento.
José Roberto Bertrami
Il tastierista ha avuto la carriera solista più ampia dei tre. Things Are Different, uscito nel 2001 per Far Out, lo vede accanto al batterista Robertinho Silva. Il suono dei suoi sintetizzatori, caldo e liquido, è quello che molti riconoscono come la firma degli Azymüth.
Produzioni
Il trio ha lavorato anche come squadra di produzione: fra gli altri, per un album della cantautrice brasiliana Ana Mazzotti. È un lato meno noto della sua storia, che spiega la versatilità di tre musicisti cresciuti in studio prima che sul palco.
Gli album da ascoltare prima del concerto
Per preparare la serata bastano tre dischi. Light as a Feather, del 1979, per Jazz Carnival e per il suono che ha reso il trio famoso in Europa. Aguia Não Come Mosca, del 1977, per il suono degli esordi, prima dei contratti americani. Marca Passo, del 2025, per sapere come suonano oggi, con Malheiros, Viana e Calmon.
Chi vuole andare più a fondo trova nei due volumi di Demos, pubblicati nel 2019, il trio al lavoro nei primi anni, prima dei contratti internazionali, e in Fênix, del 2016, un disco nato dopo la morte di Bertrami con un titolo che dice già tutto.
Il Monk, la sala degli Azymüth a Casal Bertone
Il Monk si trova in fondo a via Giuseppe Mirri 35, fra Casal Bertone e il Portonaccio, a meno di un chilometro dalla stazione Tiburtina, ed è attivo dal 2014. Il nome è un omaggio a Thelonious Sphere Monk, il pianista che fece dell'irregolarità uno stile: per un trio jazz, un'insegna quasi programmatica.
Due casali e un parco
Il circolo è formato da due casali, circa 500 metri quadrati in tutto, e da due aree all'aperto dentro un parco di un ettaro. Il sito ufficiale lo descrive come un piccolo mondo rurale in un quartiere ad alta densità abitativa: si arriva fra palazzi e binari, si entra in un giardino. A fine ottobre la vita del circolo si sposta nella sala Teatro, dove suonano gli Azymüth.
Un programma aperto
Concerti grandi e piccoli, teatro, laboratori, presentazioni, festival, mercati e attività per famiglie, con bar e cucina. Il cartellone mescola jazz, musica brasiliana, rock indipendente, cantautori ed elettronica. La scheda del luogo è Monk.
Senza barriere
Il circolo dichiara spazi privi di barriere architettoniche. Per chi si muove in sedia a rotelle è un'informazione che conta, e che non tutte le sale di concerti romane possono offrire.
Casal Bertone e i dintorni del Monk
Casal Bertone è un quartiere del quadrante est di Roma, cresciuto accanto allo scalo ferroviario di Tiburtina, fra la ferrovia, la via Prenestina e il Portonaccio.
Un quartiere nato con i binari
La ferrovia segna tutta la zona. Il Monk si presenta come nato proprio fra Casalbertone e Portonaccio, e negli ultimi anni l'area intorno a Tiburtina, con la nuova stazione dell'alta velocità, ha cambiato volto. Circoli come questo hanno portato qui un pubblico che prima attraversava il quartiere solo in treno.
Il Verano e San Lorenzo
Oltre i binari, verso ovest, ci sono il Cimitero del Verano e la basilica di San Lorenzo fuori le Mura. Il quartiere di San Lorenzo, universitario e serale, è a pochi minuti di taxi: con un concerto che finisce tardi, è la meta naturale per un ultimo bicchiere.
Villa Torlonia e Porta Maggiore
Verso nord, lungo la Nomentana, Villa Torlonia con il Casino Nobile e la Casina delle Civette; verso sud, oltre la Prenestina, Porta Maggiore con gli acquedotti antichi. Due mete per il pomeriggio, prima di una serata che comincia alle nove.
Come arrivare al Monk per gli Azymüth
Il Monk si raggiunge con la metro B o con i treni regionali FL1, FL2 e FL3 fino a Tiburtina, a meno di un chilometro, oppure con gli autobus 163, 409 e 545 indicati dal sito del circolo.
Metro e treno
Da Termini la metro B arriva a Tiburtina in pochi minuti; dalla stazione a via Giuseppe Mirri si cammina una decina di minuti. Di lunedì sera la metro funziona fino a tarda sera, ma a concerto finito conviene controllare l'orario dell'ultima corsa.
In autobus
Le linee 163, 409 e 545 servono la zona. Per il percorso esatto conviene usare il calcolatore di percorso del trasporto pubblico romano, impostando giorno e ora del concerto; per il ritorno, dopo mezzanotte, restano le linee notturne.
In auto e in taxi
Casal Bertone è fuori dalla ZTL e un lunedì sera il parcheggio nelle vie vicine è in genere meno complicato che nel fine settimana. Per chi arriva da lontano, il taxi fino a Tiburtina e gli ultimi passi a piedi restano la soluzione più rapida. Il radiotaxi di Roma risponde allo 060609.
Per chi viene da fuori Roma
Tiburtina è anche stazione dell'alta velocità. Chi arriva da un'altra città può prendere il treno nel pomeriggio, cenare in zona e raggiungere il Monk a piedi; il ritorno, a concerto finito, richiede in genere un pernottamento.
Dove mangiare al Monk e nei dintorni
Il Monk ha una propria cucina con food truck: mangiare nel circolo prima del concerto è la soluzione più comoda.
La cucina del circolo
Il menu pubblicato sul sito comprende hamburger, supplì, falafel e parmigiana, con opzioni vegetariane, vegane e senza glutine. Chi ha allergie importanti deve segnalarlo al personale al momento dell'ordine.
Nei dintorni
Fra Casal Bertone e il Portonaccio ci sono trattorie e pizzerie di quartiere, senza pretese e frequentate soprattutto da residenti. L'offerta più ampia è a San Lorenzo, raggiungibile in pochi minuti. Il lunedì molti ristoranti romani fanno turno di chiusura: conviene controllare prima.
Accessibilità e informazioni pratiche
Il Monk dichiara spazi privi di barriere architettoniche e pubblica una pagina sull'accessibilità; per il concerto degli Azymüth la pagina di vendita indica un evento per soli maggiorenni.
Persone con disabilità
L'assenza di barriere architettoniche rende la sala accessibile in sedia a rotelle. Per esigenze particolari il circolo indica l'indirizzo info@monkroma.it.
Giubbotti vibranti
Per alcuni concerti segnalati il Monk mette a disposizione i giubbotti Woojer Vest 3, che permettono alle persone sorde di percepire la musica attraverso le vibrazioni. Con un trio in cui basso e batteria sono protagonisti, l'esperienza può essere notevole: conviene chiedere in anticipo se sono disponibili per questa data.
Età
La regola generale del Monk sui bambini, che entrano gratis fino a dodici anni con un adulto, per questa serata non si applica: il concerto è riservato ai maggiori di diciotto anni. Portate un documento.
Fine ottobre al Monk: una settimana di concerti
La settimana degli Azymüth è la più fitta dell'autunno del Monk. Domenica 25 ottobre suonano i Lemonheads, lunedì 26 gli Azymüth, martedì 27 corto.alto, mercoledì 28 Fink con Angela Autumn in apertura, giovedì 29 i Fleshtones per i cinquant'anni di attività. A novembre arrivano Mark Guiliana con Beat 2.0 e i Marlene Kuntz che suonano per intero Il vile. Nello stesso autunno il jazz romano ha il suo appuntamento maggiore nel Roma Jazz Festival, fra l'Auditorium e la Casa del Jazz.
Il clima è ancora mite di giorno; con il ritorno all'ora solare, la sera arriva presto e l'aria nel parco del Monk è fresca e umida. Una giacca è necessaria.
Una curiosità su Azymüth in concerto al Monk — 26 ottobre 2026
Il nome della band è preso in prestito. Azimuth era il titolo di una canzone di Marcos Valle, il cantautore per cui Bertrami, Malheiros e Conti suonavano in studio all'inizio degli anni Settanta, e i tre lo adottarono con il suo consenso. Dal secondo disco lo scrissero con la y, Azymuth; la dieresi sulla u che compare in alcune copertine e nel programma del Monk è rimasta come segno grafico, quasi un marchio.
Anche la definizione della loro musica ha una storia. I tre la chiamano samba doido, samba pazzo: un modo ironico per dire che il loro jazz funk non è né samba tradizionale né jazz americano, ma un ibrido carioca. In un'epoca in cui la musica brasiliana esportata era soprattutto bossa nova, gli Azymüth portarono in Europa un Brasile elettrico, fatto di sintetizzatori, basso elettrico e batteria funk.
Un'ultima curiosità riguarda il cinema. Prima di pubblicare il primo album, il trio firmò con Valle la colonna sonora originale di O Fabuloso Fittipaldi, nel 1973, e incise con lui album e singoli accreditati a nomi di fantasia, come Som Ambiente e Alan and his Orchestra. Una band nata anonima, dietro il nome di altri.
Una cosa che non ti dice nessuno su Azymüth in concerto al Monk — 26 ottobre 2026
Quello che quasi nessuno dice è che degli Azymüth originali, oggi, ne resta uno solo. José Roberto Bertrami è morto nel 2012, Ivan Conti nel 2023; Alex Malheiros guida il gruppo con due musicisti entrati dopo, Dudu Viana alle tastiere e Renato «Massa» Calmon alla batteria. Chi va al Monk aspettandosi il trio delle copertine Milestone rimarrà deluso; chi ci va per ascoltare una tradizione che continua troverà quello che cerca.
Il giudizio è netto: una band strumentale vive del suono, non delle facce, e la continuità garantita da Malheiros, con un disco nuovo come Marca Passo, vale più di qualsiasi reunion impossibile. Il basso di Malheiros è il filo che tiene insieme cinquant'anni di musica.
La seconda cosa poco detta è pratica: il concerto è di lunedì e riservato ai maggiorenni. Il lunedì a Roma molti ristoranti chiudono, i mezzi pubblici hanno orari feriali ma il giorno dopo si lavora. Chi organizza la serata tenga conto di tutti e tre i fattori. E chi pensava di portare un figlio sedicenne appassionato di jazz, questa volta, deve lasciarlo a casa.
Il consiglio che ti do per visitare Azymüth in concerto al Monk — 26 ottobre 2026
Il consiglio è di arrivare verso le otto e mezza, mangiare qualcosa nel circolo e poi entrare in sala presto, mettendosi al centro, a qualche metro dal palco. Con un trio la posizione conta: al centro si sentono insieme tastiere, basso e batteria, mentre ai lati uno strumento prevale sugli altri.
Prima della serata ascoltate Light as a Feather e Marca Passo, uno dopo l'altro. Quarantasei anni separano i due dischi, e il confronto spiega meglio di qualsiasi presentazione che cosa è rimasto e che cosa è cambiato. Se avete tempo, aggiungete il disco Jazz Is Dead del 2020, per capire perché i musicisti hip hop americani considerano questo trio un maestro.
Durante il concerto lasciate spazio all'improvvisazione. I brani degli Azymüth dal vivo si allungano, cambiano, si aprono in assoli che non sono sui dischi: non è il momento di guardare il telefono. E ballate, se vi viene: il samba doido è musica per il corpo prima che per la testa.
Infine, il ritorno. La metro B da Tiburtina è la soluzione più semplice, ma dopo mezzanotte conviene avere pronto un taxi o controllare le linee notturne.
Un altro fatto risaputo, eppure poco spesso citato
Tutti gli appassionati sanno che Jazz Carnival è il brano più famoso degli Azymüth. Meno spesso si ricorda che quel pezzo strumentale brasiliano arrivò al diciannovesimo posto della classifica dei singoli britannica nel gennaio 1980, accanto al punk, alla new wave e al pop dell'epoca. Da lì cominciò il rapporto privilegiato del trio con l'Europa, dove continua a girare con regolarità.
Il secondo fatto poco citato è l'influenza sull'elettronica e sull'hip hop. La musica degli Azymüth è stata campionata e remixata per decenni: i Jazzanova e molti altri produttori ne hanno rielaborato i brani, Madlib ha inciso un album intero con Ivan Conti, Adrian Younge e Ali Shaheed Muhammad hanno scelto il trio per la loro serie Jazz Is Dead. Chi ascolta la musica elettronica degli ultimi trent'anni ha sentito gli Azymüth senza saperlo.
Il terzo riguarda l'etichetta. Dalla metà degli anni Novanta il trio pubblica con la Far Out Recordings di Londra: una band di Rio con un'etichetta inglese, che le ha garantito una presenza costante in Europa. Anche per questo gli Azymüth passano spesso dall'Italia, dove Jazz:Re:Found è da anni un loro collaboratore abituale.
La foto giusta da fare a Azymüth in concerto al Monk — 26 ottobre 2026
La foto giusta di un concerto degli Azymüth è quella in cui si vede il basso di Alex Malheiros. È lo strumento che tiene insieme la band da oltre cinquant'anni, e la locandina del concerto al Monk mette al centro proprio un bassista dai capelli bianchi, con lo strumento stretto al petto davanti a un fondale arancione e grigio. Rifare quell'inquadratura dal vivo, con le luci di scena, è il ricordo più coerente della serata.
In sala niente flash e niente video lunghi: con un trio strumentale la concentrazione dei musicisti è tutto. Mettetevi al centro, un po' di lato, e aspettate un assolo di basso o un momento in cui i tre si guardano: è lì che si vede l'intesa.
La seconda foto si fa fuori. Il parco del Monk, di sera, con i due casali illuminati e i palazzi di Casal Bertone sullo sfondo, racconta un luogo che a Roma non ha molti confronti: un giardino di campagna fra i binari. A fine ottobre, alle otto e mezza, è già buio, e le luci del circolo fanno il resto.
Per i collezionisti, la terza: un vinile di Light as a Feather fotografato davanti all'ingresso, con l'insegna del Monk alle spalle.
Alcuni avvenimenti importanti avvenuti qui nella storia
La storia del Monk come spazio culturale comincia nel 2014, quando i due casali in fondo a via Giuseppe Mirri e il parco di un ettaro che li circonda si aprono alla città con concerti, teatro, laboratori, presentazioni e attività per famiglie. Fin dall'inizio il circolo sceglie l'assenza di barriere architettoniche e un programma che non si chiude in un genere.
Negli anni il cartellone cresce fino a comprendere band storiche del rock internazionale, jazz, musica brasiliana, cantautori ed elettronica. D'estate si vive nel parco, d'autunno e d'inverno nella sala Teatro. Più di recente il circolo ha introdotto i giubbotti vibranti per le persone sorde e la formula Concerto Presto, con inizio alle sette: scelte piccole che hanno allargato il pubblico.
Il quartiere che lo ospita è una periferia nata con la ferrovia. Casal Bertone e il Portonaccio crescono a ridosso dello scalo e della stazione Tiburtina, uno dei principali nodi ferroviari della città e oggi stazione dell'alta velocità.
Per gli Azymüth gli avvenimenti da ricordare sono altri: la nascita a Rio nel 1973, il primo album nel 1975, Jazz Carnival nella classifica britannica nel 1980, i dieci anni con la Milestone, il passaggio alla Far Out a metà degli anni Novanta, la morte di Bertrami nel 2012 e di Conti nel 2023, Marca Passo nel 2025. La sera del 26 ottobre, in una sala di Casal Bertone, questa storia arriva a Roma.
Chi è passato da Azymüth in concerto al Monk — 26 ottobre 2026
Dagli Azymüth sono passati musicisti che hanno fatto la storia della musica strumentale brasiliana. Oltre ai tre fondatori, José Roberto Bertrami, Alex Malheiros e Ivan Conti, la band ha avuto il percussionista Ariovaldo Contesini nelle registrazioni del primo album, i tastieristi Jota Moraes, Fernando Moraes, Kiko Continentino e Dudu Viana, Marinho Boffa nelle sessioni con il sassofonista tedesco Jürgen Seefelder, e oggi il batterista Renato «Massa» Calmon.
Intorno al trio sono passati Marcos Valle, che gli diede il nome, il cantante americano Mark Murphy, con cui incisero le musiche di Ivan Lins, Madlib, Adrian Younge, Ali Shaheed Muhammad, la cantante Sabrina Malheiros, figlia di Alex, e la cantautrice Ana Mazzotti.
Dal Monk, nello stesso autunno 2026, passano musicisti lontani fra loro: Leo Middea il 15 ottobre, JMSN il 17, i Drink the Sea il 22, i Lemonheads il 25, corto.alto il 27, Fink il 28, i Fleshtones il 29; a novembre Mark Guiliana e i Marlene Kuntz. È un cartellone che mette insieme rock indipendente americano, jazz, musica brasiliana, cantautori italiani ed elettronica, e che fa del Monk uno dei luoghi più vivi della musica dal vivo romana.
Il jazz a Roma, oltre il Monk
Chi arriva a Roma per gli Azymüth e vuole restare nel mondo del jazz ha diverse sale da conoscere, fra cui l'Alexanderplatz e il Gregory's, due club dedicati al genere. La Casa del Jazz ospita a novembre una parte del Roma Jazz Festival. Il Monk si distingue da tutti perché non è un jazz club: è un circolo che ospita il jazz accanto a tutto il resto, e il pubblico degli Azymüth sarà per questo più vario di quello di una sala specializzata.
Domande frequenti su Azymüth al Monk
Quando suonano gli Azymüth a Roma?
Gli Azymüth suonano lunedì 26 ottobre 2026 alle 21 al Monk di Roma, in via Giuseppe Mirri 35, nella sala Teatro. Il concerto fa parte della JZ:RF Series ed è presentato da Jazz:Re:Found. Secondo la pagina di vendita, le porte aprono alle 21.
Quanto costa il biglietto per gli Azymüth al Monk?
Il biglietto per gli Azymüth al Monk costa 29,90 euro sul circuito di prevendita autorizzato dall'organizzazione, raggiungibile dalla scheda del concerto nel programma ufficiale del Monk. La pagina di vendita indica il prezzo come comprensivo delle commissioni.
Il concerto degli Azymüth è aperto ai minorenni?
No, il concerto degli Azymüth al Monk è indicato dalla pagina di vendita come evento per maggiori di diciotto anni. La regola generale del Monk, che fa entrare gratis i bambini fino a dodici anni accompagnati da un adulto, per questa serata non si applica.
Chi suona oggi negli Azymüth?
Gli Azymüth di oggi sono guidati dal bassista Alex Malheiros, unico superstite del trio fondato nel 1973, con il tastierista Dudu Viana e il batterista Renato «Massa» Calmon, entrato nel 2023 dopo la morte di Ivan Conti. Il Monk non ha pubblicato la formazione della serata.
Come si arriva al Monk con i mezzi pubblici?
Il Monk si raggiunge con la metro B o con i treni regionali FL1, FL2 e FL3 fino alla stazione Tiburtina, a meno di un chilometro, e poi a piedi in una decina di minuti. In alternativa ci sono gli autobus 163, 409 e 545, indicati dal sito del circolo.
Qual è il brano più famoso degli Azymüth?
Il brano più famoso degli Azymüth è Jazz Carnival, dall'album Light as a Feather del 1979, arrivato al diciannovesimo posto della classifica dei singoli britannica nel gennaio 1980. L'ultimo album del gruppo è Marca Passo, pubblicato nel 2025 dalla Far Out Recordings.
Si può mangiare al Monk prima del concerto?
Sì, il Monk ha un bar e una cucina con food truck, con hamburger, supplì, falafel e parmigiana, e opzioni vegetariane, vegane e senza glutine. Mangiare nel circolo prima del concerto è la soluzione più comoda, anche perché il lunedì molti ristoranti del quartiere sono chiusi.
In chiusura
Il Brasile migliore, a Roma, si trova raramente nei grandi teatri. Gli Azymüth al Monk sono l'occasione giusta: una sala raccolta, un pubblico curioso, un trio che suona da oltre cinquant'anni con un bassista che ha visto nascere tutto. Arrivate presto, mangiate nel circolo, mettetevi al centro e lasciatevi portare dal samba doido. Un lunedì sera non è mai stato speso meglio.
Articolo scritto dalla redazione di Tour Leader Pro, contattali per Tour ed Esperienze Private/Aziendali/V.I.P.
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